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domenica 21 luglio 2013

Coca Cola non dà 140 kcal di felicità


Spot della Coca Cola vietato nel Regno Unito in quanto ingannevole. La pubblicità dà consigli per eliminare 140 calorie di una lattina, camminare con il cane 25 minuti (il mio bau ha dodici anni e io lo porto a spasso per il puro piacere di stare insieme), ridere per 75 secondi (se trovo chi mi fa ridere), 10 minuti di danza per celebrare la tua vittoria nel bowling (e se perdo, che faccio?).



La Advertising Standards Authority, ritiene che la pubblicità non è chiara e che gli spettatori possano credere che sia sufficiente praticare queste attività per rimuovere lo zucchero assorbito.

Lo spot fa parte di una vera e propria strategia adoperata da più aziende per eludere il problema di stimolare l'obesità, lo fanno prendendo i codici di comunicazione dell'educazione alimentare e li ribaltono a proprio favore, una strategia che mira a creare confusione, riuscendoci benissimo.

Facciamo un esempio lo scorso anno i cereali della prima colazione presenti sul mercato, cioè quelli anellati cioccolatati sono stati accusati da parte dei specialisti in Scienze dell'Alimentazione di innalzare troppo l'indice glicemico e di conseguenza favorire l'obesità nei bambini, un azienda famosa di cereali per la prima colazione fece uno spot sostenendo "inizia la giornata con la giusta dose d'indice glicemico".

Questa è la strategia del ribalto.

Nessuno disse nulla neanche l'antitrust, quello che mi rattrista è vedere che dietro i comitati scientifici delle aziende e dietro i comitati scientifici delle strategie di comunicazione alimentare anti obesità ci sono le stesse persone e i stessi nomi, pertanto questi messaggi tanto casuali non sono..

Personalmente più che ingannevole la pubblicità di come perdere 140kcal, dimmi come perdere due chili, trovo sia più ingannevole scrivere Coca Cola 140 kcal di felicità, si potrebbe pensare che la felicità sia solo bevendo le calorie della Coca Cola, la felicità mi arriva anche bevendo dell'acqua fresca con una fetta di limone e qualche foglia di menta a zero calorie.

Il messaggio è chiaro se vuoi essere e sentirti felice bevi Coca Cola, e noi ci crediamo tantissimo!

lunedì 8 luglio 2013

Kilocal donne, quanto è importante il peso nel rapporto di coppia?

Mentre camminavo per strada ho visto questa pubblicità non conosco il prodotto, non l'ho mai provato tuttavia il nome del prodotto  kilocal associato alla scritta  aiuta a contrastare l'aumento del peso per ritrovare l'equilibrio e l'armonia di coppia mi ha fatto riflettere, perché quando una pubblicità afferma questa relazione vuole dire che in qualche modo nella società c'è qualcuno che associa il peso corporeo con il rapporto di coppia, ma è veramente cosi?

Personalmente non ha una grande esperienza una sola moglie ma l'ultima cosa che mi viene da pensare quando penso a mia moglie è il suo peso, certo con gli anni siamo cambiati insieme anche io a venti anni pesavo sessanta chili ora che ne ho quasi 50 sono ben 80 chili anche mia moglie aveva qualche chilo in più ma questo non ha mai contato nel nostro rapporto, chi ha avuto tempo di guardare il peso con 4 figli? L'amore e la passione non sono mai mancati con l'età, il nostro è stato un progetto comune grande e bello che rifarei anche domani, se avessi trenta anni di meno.

Uscendo però fuori dalla mia esperienza personale, quando conta il peso nella vita a due e nel rapporto di coppia? Si può pensare che solo la magrezza da diritto all'amore?
Mi ha scritto Ada, 45 anni innamoratissima del marito Giovanni 48 anni sposanti da 23 anni.
Ada "mi vergogno di fare l'amore con mio marito, perchè sono ingrassata dieci chili negli ultimi anni"
Gunther: Suo marito cosa dice?
Ada: No mio marito è contento anzi, ma la mia amica Laura dice che se non dimagrisco non mi parlerà più, che tutte le altre amiche spettegolano sui miei chili in più, dicono che mio marito si farà un amante se vado avanti cosi
Gunther, Vuole un consiglio da chi non capisce nulla?
Ada: Si
Gunther: molli l'amica e tenga il marito, la fluttuazione di peso in menopausa è abbastanza normale, tuttavia un maggiore controllo per peso aiuterà, è normale che con il passare degli anni il corpo cambia il fisico da adolescente va bene fino a venti anni ma poi anche il corpo cambia, cambino le rotondità, si diventa anche più sensuali, chi lo dice che solo la magrezza attira l'amore e la passione?

Mi ha molto colpito anche Marianna, 33 anni seconda moglie di Paolo 47 anni
Marianna: mio marito vuole che io dimagrisco di almeno 7 chili, perché dice che sono troppo in carne, che per lui la donna ideale deve pesare almeno 50 chili e non 57
Gunther: il suo peso è nella normalità, vuole un consiglio?
Angelica: sono qui per questo
Gunther: molli il marito da un uomo che giudica la moglie solo dal suo peso, se lo lascia ci può soltanto guadagnare, continuare a stargli insieme è come un accanimento terapeutico.

Inutile negare che nella società di oggi l'estetica conta molto, conta molto apparire magri, come conta molto apparire giovani, i trentenni fanno gli adolescenti, i cinquantenni i trentenni, non c'è più l'età, si diventa mamme a cinquant'anni, quanti ritocchi estetici sia femminile e maschili per sembrare più giovani, non parlo di VIP parla della signora del negozio di frutta e verdura, sono fatti per se stessi? Per piacere al proprio compagno o per nuove conquiste?

I canoni della bellezza di oggi sono la magrezza a tutti i costi, magri per avere un lavoro, magri per avere degli amici, magri per avere un amore, magri per avere un rapporto di coppia, la magrezza come una condizione per avere qualcosa dalla società, è un messaggio non corretto, non è cosi, anche se sei magro non piove nulla dal cielo, ricorda che la cosa più importante è la salute, bisogna cercare di avere un peso ragionevole per stare bene al di là delle tabelle perché non siamo tutti uguali, ma nel rapporto a due dobbiamo coltivare solo il peso?

Nel rapporto di coppia quello che importa è essere desiderabili per il proprio compagno o la propria compagna, pensare che solo la magrezza o il normo peso tiene insieme il rapporto è un messaggio deviante, con due chili in meno mi ami con due chili in più no? I rapporti di coppia si costruiscono su altre basi, questo forse può essere importante nella prima fase quella dell'innamoramento ma non è detto, se il rapporto di coppia rimane nella fase iniziale forse non è un rapporto di coppia, per incapacità d'evolversi.

Oramai non abbiamo più solo i prodotti che fanno dimagrire ma che fanno anche ritrovare l'armonia di coppia!





domenica 4 dicembre 2011

Plasmon contro Barilla, Barilla contro Plasmon, il bue dice cornuto all'asino?

Avrei voluto parlare della giornata dell' Aids, ma le diverse domande fatte su questo fatto di cronaca in Italia non possono essere rimandate. 
La vicenda nasce da una pubblicità comparativa in cui la Plasmon (gruppo Heinz) mette in evidenza la sua qualità rispetto all'altro concorrente (anzi sostiene che i prodotti Barilla, biscotto per adulti contengono più residui di pesticidi rispetto al biscotto delle oasi plasmon). Su chi dei due abbia ragione non mi esprimo, dico solo che non ho capito chi dei due è l'asino e chi il bue, ho un po' il vago sospetto che non vorrei io ad essere preso per il bue, come non vorrei io a essere preso per l'asino ma sopratutto non vorrei essere io preso per i ........



Strategia di pubblicità comparativa?
La strategia di comunicazione non è nuova, quando si vuole concentrare l'attenzione su due soli marchi si crea il dibattito e la discussione, che pone in evidenza tutte e due le aziende e fa passare in secondo piano tutte le altre. Oggi il settore della comunicazione è sovraesposto di messaggi pubblicitari non bastano più l'acquisto di spot, pagine con belle foto patinate delle riviste, passano inosservati, mentre i litigi creano molta più attenzione, questo si traduce in una grande promozione.

Non è casuale in fatto che il botta e risposta richiedono tempo e preparazione, non possono essere preparati da un giorno all'altro come si vuole fare credere.

Un esempio della ricerca di pubblicità sulla cronaca è la strategia di Nutella di Ferrero che mira a raccogliere attenzione con le discussioni create ad hoc piuttosto che attraverso l'acquisto di spazi pubblicità, costano meno e danno maggiore visibilità.

Altro esempio è stato il litigi dei due dietologi Cohen e Dukan, concentrando l'attenzione solo su loro due e sbaragliando i concorrenti, per sei mesi hanno riempito le pagine dei giornali, nuovi corsi per dietisti, i loro libri sono best seller nelle classifiche dei libri più venduti (sarà casuale ma i due hanno fatto pace e si sono riempiti le tasche).

La qualità nei prodotti per bambini
In merito ai prodotti per bambini il 99% è solo marketing e comunicazione, io stesso nella comparazione degli yogurt per bambini avevo affermato che quelli per adulti sono migliori di quelli studiati per i bambini, non solo spesso un profilo nutrizionale peggiore ma sono anche più cari, non è una grande novità.

Il confronto tra il biscotto delle oasi Plasmon e le macine del Mulino Bianco, è un po' impari, perchè si tratta di prodotti destinati a due target diversi (bambini e adulti) con due costi diversi, Plasmon Euro 7,40 /KG le macine Euro 3,74 /KG , non sono nemmeno concorrenti.

Più interessante invece il confronto tra le due paste rivolte invece ai bambini mentre Barilla punta sul piccolo formato e inserimento di verdure Plasmon invece punta sull'assenza di residui di pesticidi e sull'arricchimento di calcio, ferro e vitamine, in entrambi i casi si tratta di prodotti diversi, di due target diversi Plasmon prodotto fino a 3 anni, Barilla dopo, pertanto non sono confrontabili. Come nessuno è obbligato all'acquisto. Possiamo vivere bene senza l'uno e senza l'altro.

Tutto questo per porre all'attenzione del grande pubblico, l'alimentazione per l'infanzia. Questo invito a scegliere prodotti per bambini, perchè più sani, mi lascia perplesso,andrebbe un po' di più dimostrato, le liste ingredienti di certi prodotti per bambini fanno accapponare la pelle, residui di pesticidi no, ma aromi, olio di palma, sciroppo di glucosio-fruttosio si! Per non parlare di tutte quell' integrazioni di vitamine e sali minerali, sono necessarie? In merito al livello dei residui di pesticidi, sarebbe meglio conoscerlo per tutti i prodotti, sia per adulti che per bambini, e personalmente non mi dispiacerebbe trovarlo su tutte le confezioni!

Anche se ricordo una comunicazione dell'Efsa di qualche settimana fa che assicurava che seppure in Unione europea alcuni alimenti superavano i livelli massimi di  residui consentiti, questi non erano pericolosi per la salute. Ricordiamo che tutti i prodotti per bambini al di sotto dei tre anni hanno una legislazione particolare che mira a ridurre il residuo di pesticidi. 

Sintesi :le due comunicazioni non mi piacciono, sono autoreferenziali, mirano entrambi ad tenersi stretti i propri consumatori e le proprie quote di mercato, chi acquista Barilla rimarrà fedele a Barilla, chi acquista Plasmon rimarrà fedele a Plasmon, una strategia tesa a rinforzare il legame tra azienda e propri consumatori per paura di perderli e fare in modo che questi non diventino consumatori di altri marchi all'infuori di Plasmon e Barilla

Potrei anche sbagliarmi, ma rimane difficile pensare che sia un nuovo corso, dove le aziende si accusano fra di loro, ma sarebbe molto più divertente perchè le aziende hanno più mezzi dei singoli consumatori per svelare particolari dei prodotti dei concorrenti.

Due aziende di cui personalmente non acquisto nulla, però la vicenda è divertente, diciamo che se dovessi scegliere un biscotto dei due preferirei uno di quelli che mi preparate a casa nei vostri blog, ebbene si le mamme sanno cosa fare, infatti se li fanno a casa!

Ma io non sono contrario ai prodotti in assoluto tanto che Quale biscotto scegliere per il mio bambino?  indico come selezionare i biscotti al supermercato e casualmente non ci sono i marchi nè Plasmon nè Mulino Bianco Barilla.

Vediamo la vicenda come si sviluppa, so di avere un punto di vista poco condivisibile e non popolare, daltronde questo è un blog. In merito al contenuto di pesticidi preferisco che si esprimano i siti e blog tecnici.

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venerdì 30 settembre 2011

Alli e Xenical pillole per dimagrire con nuovi problemi, il calcio non fa più dimagrire, Alixir condanna confermata e Nutella scivola sulla pubblicità

Nuova allerta per i farmaci che fanno dimagrire, l'agenzia francese Afssaps, mette in guardia contro il rischio di gravi danni al fegato delle pillole d'orlistat (nome commerciale Xenical e Alli) ; non è stato stabilito il rapporto causa effetto ma non si esclude che i farmaci possano essere la causa. Quindi i pazienti con autoprescrizione o pazienti con ricetta medica ai primi segni di problemi al fegato si consiglia di  sospendere il farmaco e avvertire il medico.
Ho espresso diverso tempo fa', il mio parere sostenendo del flop di questi tipo di farmaci, era dovuta ad una conoscenza dell' Obesità superata, oggi si ha una maggiore e più complessa conoscenza della malattia.

Dal mio punto di vista nei due farmaci gli effetti collaterali erano noti da tempo, in particolare quelli al fegato, evidentemente l'utilizzo protratto nel tempo potrebbe dare luogo a maggiori complicanze, ma rimaniamo in attesa di ulteriori analisi, prima di dare un giudizio. Attenzione se in alcuni paesi questi farmaci sono interdetti, si possono acquistare su Internet con estrema facilità, sono farmaci che devo essere presi sotto stretto controllo medico e osservando tutte le indicazioni riportate. Il mio consiglio personale è niente farmaci ma nemmeno palloncini o sondini. Dieta ipocalorica, movimenti fisico e tanta ma tanta buona volontà.

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Chi mangia più lentamente ha un BMI più basso
Al di là dei farmaci una ricerca svolta in Nuova Zelanda dall' Università di Otago, su 2500 donne dai 40 anni ai 50 anni, ha dimostrato che le donne che mangiano lentamente hanno un BMI più basso di quelle che mangiano veloce a parità di stile di vita, movimenti fisico, stato di salute. Lo studio non dà una ragione, la do io, chi mangia più lentamente ha un indice di BMI più basso perchè mastica, la masticazione favorisce l'invio al cervello del segnale di sazietà che in genere arriva dopo venti minuti. Più che dirlo io lo dice A. Cocaul nel suo libro "regime mastication" Quindi prendetevi tempo per mangiare, certo oggi non è facile, per esempio anche io la pausa pranzo più passano gli anni e più si riduce, quando riesco a prenderla.

Per saperne di più: Leong SL, Madden C, Gray A, Waters D, Horwath C; Faster self-reported speed of eating is related to higher body mass index in a nationwide survey of middle-aged women. J Am Diet Assoc. 2011 Aug;111(8):1192-7
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Il Calcio e la Vitamina D non aiutano a dimagrire, il loro contributo è statisticamente irrilevante
Questo è la sintesi di uno studio pubblicato questo mese su European Journal of Clinical Nutrition, dove si è analizzato 15 studi controllati e randomizzati, sul rapporto del calcio e vitamina D  e la perdita di peso, arrivando a dire che la diminuzione di peso è statisticamente irrilevante e gli studi sulla supplementazione di vitamina D sono troppo pochi per fornire indicazioni. Non proprio in questo modo ma io lo avevo detto, qui nel latte aiuta a dimagrire, che gli studi sulla perdita si peso e calcio che accompagnavano la pubblicità dei prodotti derivati del latte, erano fantasiosi, diciamo così!

Per saperne di più: M J Soares, W Chan She Ping-Delfos and M H Ghanbari "Calcium and vitamin D for obesity: a review of randomized controlled trials" EJCN September 11
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Alixir ,elisir di lunga vita?
Ho lasciato perdere per qualche anno Alixir di Barilla, anche perchè non desideravo fargli pubblicità gratis, in questi giorni ho letto da Roberto La Pira del il fatto alimentare che nonostate i diversi ricorsi,  la condanna per pubblicità ingannevole è stata confermata dal Consiglio di Stato in Italia ma con uno sconto sull'ammenda. Non si sa la motivazione, certo non sarà stato per lo status d'azienda bisognosa. Io l'avrei raddoppiata solo per simpatia. In sintesi una comunicazione del marchio e dei prodotti poco felice, troppa attenzione per un prodotto non all'altezza della fama che si è acquisita.



Nutella, accusata di pubblicità ingannevole? (Di nuovo!)
Nutella mia anche tu! Riguarda lo spot, bontà a colazione. Al di la della modalità della comunicazione che fa vedere latte e nocciole senza fare vedere tutti gli ingredienti. Il problema secondo me sta nel fatto che la Ferrero vuole a tutti costi fare passare il messaggio di comunicazione che la nutella è prodotto salutare. Si tratta di una crema al cioccolato, è un prodotto piacevole, ma si vuole veicolare un messaggio che la gente non riconosce e non accetta. Conoscendo qualche risvolto in più, secondo me sono stati malconsigliati in Ferrero . Essere presenti sulla stampa per pubblicità ingannevole troppe volte in un anno, vuole dire due cose o strategia di comunicazione confusa oppure una strategia di comunicazione voluta, ma Nutella non è Alixir di Barilla.

Avete visto cinque post in uno, tutti aggiornamenti di temi che ho già affrontato ma era per dimostrare che quello che scrivo non è solo frutto della mia fervida fantasia ma documentato attraverso studi medico clinici pubblicati su riviste internazionali autorevoli. In realtà mi piace seguire queste vicende nel corso degli anni, perchè anche se si vive e si decide nel presente e nel passare del tempo che si impara a comprendere a giudicare miti e realtà.

lunedì 15 febbraio 2010

Acqua San Benedetto "poco" eco frendly?


L'agenzia delle concorrenza del mercato italiana (antitrust) con una sentenza pubblicata sul bollettino n.52 del 2009 ha sanzionato per pubblicità ingannevole, la comunicazione San Benedetto - la scelta naturale, in relazione alla bottiglie eco friendly si diceva "bottiglia eco friendly”, cui si accompagna la dicitura “- Plastica + Natura”. Nei messaggi, vengono presentate le speciali caratteristiche di tali bottiglie, ovvero essere “prodotte con meno plastica, meno energia e più amore per l’ambiente”, risultato reso possibile dai “costanti investimenti in ricerca che dal 1983 hanno permesso di ridurre almeno del 30% la quantità di plastica impiegata e quindi di contenere il consumo di energia”. ecc ecc". Sanzione di 70.000 euro in quanto antitrust ha rilevato il messaggio ingannevole in quanto non dimostrava sufficientemente quanto dichiarava. Errori che possono capitare siamo certi che si tratti di un malinteso, no?.

In generale tutto questa nuova attenzione all'ambiente mi lascia molto perplesso, è chiaro che tutte le aziende sono interessate a sviluppare un prodotto ecologico, ma non perchè interessante all'ambiente ma perchè garantiscono più alti margini su un prodotto rispetto al prodotto convenzionale. Oggi l' economia verde rappresenta una nuova terra di conquista.

L'economia è sempre alla ricerca di nuovi terreni fertili per garantirsi nuovi guadagni cosi grazie al trend ecologico avremo nuovo cibi, vestiti nuovi, nuove automobili, televisori, frigoriferi, case ...
In realtà non è una rivoluzione ma un rinnovamento, l'attuale sensibilità alle scelte ecologiche sembra che miri più ad aiutare il sistema in vigore a durare molto più tempo.

Sono convinto che i consumatori sono molto attenti all'ambiente e hanno sposato la causa del miglioramento ambientale con convinzione, tuttavia bisogna prestare attenzione a tutti i messaggi "verdi" perchè è facile confondersi.

Per saperne di più : Antitrust, Piazza Consumatori,

lunedì 2 novembre 2009

Il Tar del Lazio conferma sanzione al presunto cartello della pasta; aggiornamenti Alixir, Efsa claims probiotici, Tonno

IL 28 ottobre il TAR del Lazio ha confermato la multa di 12,5 milioni di euro, che era stata inflitta dall’antitrust al cosiddetto "cartello della pasta", nelle vicenda sono coinvolte molte aziende testimonial del Made in Italy alimentare e 2 associazioni di categoria, che hanno secondo Antitrust e confermato dal Tar svolto un azione comune tesa a condizionare il mercato della pasta per fare rimanere i prezzi alti nonostante la discesa del prezzo del grano. Ne ho parlato nel Marzo 2009 Le società coinvolte sono : Barilla, De Cecco, Colussi, Garofalo, Di Martini, Rummo, Fabianelli, Mennucci, De Matteis, Cellino, Delverde, Divella, La Molisana, Tandoi, Nestlè, Zara, Riscossa, Liguori, Chirico, Granoro e Berruto mentre le due organizzazioni sono l’Unipi (Unione industriale pastai italiani), Unionalimentare.

Personalmente fossi stato io il Tar non avrei solo confermato, avrei obbligato a risarcire i consumatori e a raddoppiare le sanzioni poiché dalla data della sentenza dell’antitrust, c’è stata una campagna di comunicazione tesa a ribaltare le considerazioni dell’Antitrust e screditarne l’operato, pubblicata su diversi riviste specializzate e no, spiace di quanto avvenuto ma se le aziende non hanno detto la verità su questo immaginate sul il resto.

Barilla e l'antitrust (Alixir)
Tra le aziende coinvolte la Barilla nel cosiddetto cartello dalla pasta con una sanzione da 5 milioni di euro, la più alta. Torniamo a parlare di Barilla e della linea Alixir, durante un incontro a Tuttofood e come riportato sul numero di Largo Consumo del Ottobre 2009 pag. 11, si dice che “Alixir si basa su un ampia bibliografia scientifica e hanno svolto ulteriori studi comprovati da diverse strutture universitarie”, un conto e la letteratura scientifica un conto sono i prodotti, non è detto che uno sia conseguente dell’altro, ricordo a Barilla la sentenza e sanzione dell’antitrust del Settembre 2008 per pubblicità ingannevole della linea Alixir, in qualsiasi caso ci piacerebbe sapere questi studi dove si possono leggere, dove sono stati pubblicati? Cosi per dargli un occhiata. Non perchè non ci fidiamo ma per mettere a tacere persone sospettose e maligne nei quali non mi riconosco.

Efsa claims probiotici
Emplain !!180 su 180 claims alimentari sui probiotici sono stati rigettati dall’Efsa, come riportato da Dr. Gianna Ferretti, cosa dire? Lo abbiamo detto e spiegato in più post, eppure c’è chi li compra convinto di effetti miracolosi promessi dalla pubblicità, è un effetto placebo? Gli mettono dappertutto non solo nei yogurt, ora anche in biscotti, salumi, ecc ecc Giustamente Gianna si lamenta della mancanza di informazione a livello nazionale su questo argomento ha ragione, forse però non interessano più come una volta, oppure visto la crisi degli introiti pubblicitari in cui versano le case editrici, hanno timore di ritorsioni tra i big spender del mercato delle pubblicità ci sono proprie le aziende con i prodotti probiotici, sono certo che si tratta solo di casualità, vedere chi ne fa incetta al supermercato ti fa cadere le braccia e la voglia di fare informazione, siamo oltre il senso logico delle cose.

Tonno rosso e Unione Europea
Nonostante i diversi proclami, anche io nel mio piccolo, ma sopratutto Greenpeace, Wwf, associazioni di consumatori, l'Unione Europea ha messo in tonno rosso in stand-by, l’intenzione era di proibire la vendita e la pesca, sopratutto la possibilità di controllare la pesca di frodo visto che il 20% di tonno deriva da pesca abusiva, invece si è rimandato la decisione, questa settimana anche il Times ci aveva fatto una copertina! Un occasione persa!

Esprimo poi solidarietà a due blogger per il copia e incolla subito Lydia e Adriano.

lunedì 28 settembre 2009

Danone in Usa 35 milioni di dollari di risarcimento ai consumatori, ritirato dal mercato Danaten in Spagna

Oggi per prima cosa voglio ringraziare i miei commentatori e i miei lettori tutti, non tanti ma buoni, belli intelligenti che aiutano a completare l'informazione, è uno stimolo incredibile per me, è un piacere sentirvi cosi interessati, cerco di rispondere a tutti o per email o sul blog qualche volta in ritardo lo ammetto, ma grazie per dare un senso a questo blog.

Domanda Marta: sei a conoscenza della vicenda Dannon /Danone negli Stati Uniti? Me la potresti spiegare?
Si, l'ho solo accenata in questo post, perchè c'è un procedimento in corso. In parole semplici cosa è succeso a Dannon in Usa, nel 2008 è stata condannata per pubblicità ingannevole per i prodotti Activia e DanActive, sono stati riconosciuti ingannevoli i claims relativi alle promesse di "rafforzare le difese del corpo" e "favorire la "digestione" grazie a particolati batteri", per Danone vuole dire cambiare claims, etichettatura e commercializzazione.

Ma non è finita qui, in Europa si sarebbe conclusa qui con una semplice sanzione amministrativa. Negli Stati Uniti invece invece scattano le sanzioni economiche non pesanti ma pesantissime, con un procedimento che si chiama Class Action consente all'intera collettività di costitutirsi come parte civile contro l'aziende per ottenere una azione collettiva risarcitoria .
In questi giorni è stata fatta filtrare la notizia presumo dalla stessa Dannon dell'offerta alla Corte Distrettuale dell'Ohio di 35 milioni di dollari come risarcimento per la pubblicità ingannevole, la Corte dovrà decidere se tale cifra può essere accettata.

A fare circolare la notizia è una chiara espressione di fare pressione sull'autorità per fare accettare la proposta, alcuni maligni nei quali non mi riconosco, sospettano che Dannon voglia chiudere la vicenda subito perche rischia oltre alla pubblicità negativa, un risarcimento danno almeno del doppio cioè 70 milioni di dollari.


Intano in Spagna nuovo ritiro di Danone dopo Essensis è stato ritirato dal mercato anche Danaten un altro yogurt con probiotico che doveva servire come aiuto per la pressione arteriosa, al momento non si hanno notizie in merito al ritiro dal mercato del prodotto.

In Europa? Invece questo non è possibile la stessa class action, in Italia per esempio il governo Berlusconi ereditata dal precendente governo l'ha ritenuta pretestuosa. nella maggior parte dei casi viene inflitta una sanzione di 30.000 euri o 100.000 euri, la notizia viene poco diffusa, i consumatori non se ne accorgono neanche, come se fosse una cosa normale e lecita, il rispetto dei consumatori è sotto le scarpe. Vedremo cosa deciderà Efsa in merito a Activia e Actimel, su questa vicenda si gioca la sua credibilità i segnali sono poco incoraggianti.

Mentre l'altro giorno sfogliavo Internet ho letto la notizia che ad inaugurare Corso di laurea magistrale di Nutrizione Umana della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università "Federico II" di Napoli è stato invitato Guido Barilla, si proprio lui presidente della Barilla che ha subito negli ultimi anni diversi provvedimenti dall'antitrust, tra cui gli ultimi due per pubblicità ingannevole della linea Alixir e quello per avere tenuto i prezzi della pasta alti in modo artificioso con altre aziende produttrici di pasta. Questo episodio secondo me è esaustivo. Napoli una scelta casuale. Il mese scorso due ricercatori e il capo dipartimento del Politecnico di Zurigo sono stati licenziati per avere falsato dei risutati di ricerca.

Ritengo ma forse mi sbaglio che prendiamo sempre esempio dall'America a volte per delle cose futili, bisogna invece prendere esempio anche dalle cose positive.

Fonte: NewYorkTimes, New York Times Advertising, Adweek, Gazzetta di Parma

mercoledì 23 settembre 2009

Il ritorno in TV di Colussi e Danacol. La "cacofonia" o meglio "rabadan" della comunicazione alimentare

Domanda : Avevi parlato in post procedenti di Colussi e Danacol, oggetto di provvedimenti per pubblicità "non corretta", come mai sono tornati?

Risposta: si, in questi giorni molti di voi mi hanno fatto presente del ritorno alla comunicazione in TV dei biscotti Colussi l'anno scorso fermato dallo Iap perchè non veritiero e Danacol di recente oggetto di un provvedimento dell'antitrust per pubblicità ingannevole. Il loro ritorno non deve meravigliare più di tanto, i provvedimenti erano rivolti alle comunicazioni dei prodotti, è stato sufficiente modificare la comunicazione.

Più facile dire che le due aziende hanno avuto una comunicazione "poco felice", in genere quando capita di essere oggetto di questi provvedimenti, si tende a modificare la comunicazione in totale, per fare dimenticare "l'involontaria gaffe" in questo caso invece, hanno solo parzialmente modificato il messaggio di comunicazione.
Colussi è gusto leggero è scomparso il senza zucchero in TV nello spot, la recensione di albanesi mi trova molto daccordo. Rimane però secondo me uno "spot" con poco "appeal", probabile che l'attrice sia stata così brava a fare l'antipatica che ha trasferito alla comunicazione questo "valore", lo scambio dei biscotti due per uno è vecchio mi ricorda quello dei detersivi, un po' troppo scontato. Sul sito Internet Prova Gusto Leggero invece il marchio comunica stranamente l'attenzione all'ambiente, ti indica come fare la raccolta differenziata a casa delle confezioni (mi sono commosso!!!) ci sono delle indicazioni sull'importanza del peso corretto, del calcolo del BMI, con dati, come essi stessi ammettono dal sito del ministero, mi hanno fanno molto piangere.


Danacol ha messo ordine nella comunicazione, hanno inserito leggere le avvertenze e la dizione obbligatoria, ma dal mio punto di vista molto discutibile "da associare a un alimentazione equilibrata ed regolare attivita fisica" (con questa dizione contenuta nelle legge entrata in vigore a luglio 2009 sui claim nutrionali e salutari praticamente diventa lecito tutto anche la cicuta, le aziende ringraziano il legislatore i consumatori meno), scomparso tutto il resto ecc ecc, un big spender della pubblicità non può fermarsi però modificare un po' , un informazione che sembra "urlata", spot continui, pagine di giornali, radio, manifesti.... evidentemente Danone è interessato a urlare come fanno al mercato quando ti devono vendere qualcosa a tutti i costi. Sono scelte legittime per l'amore del cielo, ma siamo certi che mandare spot tutti i momenti sia piacevole all'orecchio degli utenti? Personalmente sono scelte che non mi trovano daccordo e sono lontane dal mio concetto di fare comunicazione.

La Cacofonia o meglio il "rabadan" nella comunicazione alimentare

Ci sono delle comunicazioni (non le due del post sopra si intende) nel settore alimentare che rientrano nella cacofonia, il termine è stato negli ultimi anni approfondito dal Prof. Claude Fischer, il termine deriva dal greco kakos, cattivo + phonè, voce, suono, una successione disarmonica, io preferirei chiamarlo "rabadan" (mi sembra più leggero).

Avviene quando arrivano dei messaggi di comunicazione confusi. Il consumatore percepisce il messaggio come un tutt'uno, la musica, il ritmo, la voce, le immagini, il colore, il contesto, a volte arriva solo una successione disarmonica al cervello, come dei messaggi dissonanti. Potrebbero essere molte le cause forse un suono più alto, una voce stridula, un mancanza di chiarezza, una mancanza di coerenza dell'insieme, che contribuisce ad una forte dissonanza cognitiva che può generare diffidenza o comunque suonare male.

Può dipendere anche da fattori esterni che non hanno nulla a che vedere con la comunicazione ma nel contesto in cui avviene. La comunicazione è un insieme di percezioni. Ho notato che a volte le pubblicità che subiscono dei provedimenti dell'antitrust o Iap, sono delle comunicazioni che potremmo definire cacofoniche o meglio fanno "Rabadan".

Indipendentemente da questo la scelta sta a noi consumatori, nessuno prodotto che è commercializzato in un paese dell'Unione Europea può essere ritirato dal mercato per pubblicità ingannevole, le sanzioni sono esigue, dipende dell'interesse che l'azienda ha nel comunicare con chiarezza. Posso dire che c'è una certa svogliatezza da parte dei responsabili del marketing e delle agenzie di pubblicità. Si sottovaluta la comunicazione per superficialità, il consumatore lo comprende e mette in dubbio la fiducia che lui ripone nella marca e nel prodotto, a livello di vendita non si nota subito, ma è un prezzo che si paga con il tempo.
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lunedì 21 settembre 2009

I consumatori le mucche da latte del settore alimentare

In questi giorni mi è capitato di vedere i campi del Bresciano «annaffiati», anziché con l'acqua, con 200 mila litri di latte spruzzati direttamente dalle autobotti. Uno spreco mostruoso una protesta degli agricoltori che aderiscono a Copagri (Confederazione Produttori Agricoli). Da giovedì gli allevatori hanno ridotto il conferimento del latte all'industria del 50% e da lunedì non verrà più consegnato. Martedì i produttori bloccheranno le frontiere del Nord.

Solo una mia considerazione personale, ben comprendo la protesta, tutta la mia solidarietà ma forse non era meglio donare quel latte alle associazione umanitarie, invece che buttarlo, la fame nel mondo non è uno spot e quei 200.000 litri sarebbero stati meglio da un altra parte. La protesta avrebbe avuto ugual misura.

Comprendo che deve essere stato un gesto estremo, per arrivare a tanto c'è disperazione, gli agricoltori sostengono che produrre il latte costa 40 centesimi al litro e ci viene pagato invece 28 centesimi al litro». Un crollo dei prezzi del 40% in soli sei mesi che impedisce di fatto perfino la copertura dei costi minimi aziendali. Peccato che questo crollo non c'è stato al supermercato lo paghiamo da 1,29 a 1,80 al litro. Due sono le cose o abbiamo dei distributori di latte che non sanno fare gli imprenditori, dal momento che dichiarano che non ci guadagnano oppure fanno cartello per avere guadagni elevatissimi, tanto che il settore è uno dei più ad alta redditività del comparto alimentare.

Gli agricoltori chiedono interventi di sostegno con la finanziaria e dall'Unione europea, qui però non sono daccordo, l'industria deve dargli un prezzo equo, perchè altrimenti da consumatore mi trovo a pagare due costi quello al supermercato di un euro e cinquanta e attraverso il pagamento delle tasse un sostegno agli agricoltori, ma alla fine quel litro di latte quanto mi costa? Qui, con rispetto parlando, unica mucca che viene munta sono io consumatore, Mister Prezzi dove è finito?

giovedì 4 giugno 2009

Antitrust multa Danacol e Pro-activ per pubblicità ingannevole e poco chiara

Lo avevo detto, lo avevo scritto e mi aspettavo anzi speravo ed ecco è arrivato il bollettino n.19 dell' Autorità Garante della Concorrenza e del mercato che in Italia ha multato Danacol di Danone di 300.000 euro e Pro-activ di Unilever di 100.000 euro le pubblicità dei due prodotti, giudicandole come pratiche commerciali scorrette. Ve li ricordate? Erano quelli contro il colesterolo gli spot che passavano in Tv ogni ora, che se anche non avevi il colesterolo alto, ti veniva il dubbio!

Danacol + Mese del cuore
Andiamo per ordine sono due provvedimenti per Danone (uno era poco) uno per Danacol l'altro la promozione del Mese del cuore collegato a Danacol, a dire il vero i provvedimenti riguardano tutta la comunicazione sul prodotto Tv, stampa, Internet, dalle note dell'antitrust che riporto:

"Si rileva come la campagna promozionale svolta da Danone per pubblicizzare il prodotto Danacol sia incentrata sull’alterazione fisiologica del livello di colesterolo e sul conseguente rischio cardiovascolare al fine di indurre nei consumatori consapevolezza e allarme su tale fattore di rischio, creando un conseguente bisogno e presentando Danacol come soluzione"

"Pur tenendo conto dell’attitudine degli steroli, dei quali si compone il prodotto ad intervenire su i livelli plasmatici di colesterolo, si ritiene che sia fuorviante porre in relazione una problematica, quale si configura il colesterolo, che nei casi più seri richiede una terapia farmacologica di carattere permanente, al consumo di un prodotto alimentare"

"I messaggi sotto tale aspetto sono omissivi e fuorvianti in quanto ricorrono a claim, riferimenti e immagini (nel messaggio stampa sono riportati un grafico, citazioni di prove scientifiche, nonché affermazioni quali “Contro il colesterolo […] Danacol […] ”, “il tuo alleato naturale contro il colesterolo”, e negli spot sono presenti attestazioni di efficacia quali “Già dopo tre settimane riduce il colesterolo”/“riduce il colesterolo in 3 settimane”), senza offrire al consumatore parametri oggettivi o informazioni più esaurienti che gli consentano di comprendere la reale efficacia del prodotto"

Di diversa natura invece il provvedimento sulla promozione Mese del Cuore ritenuta poco chiara, una confezione omaggio ma solo dopo avere compilato un questionario, spedito lo scontrino, veniva inviato un buono omaggio. Non aggiungo altro perchè dopo il flop di Essensis, dell'acqua minerale ritirata sul mercato in Francia, dopo il ritiro degli heath Claims per Activia e Actimel dal giudizio dell' Efsa per timore di una bocciatura, non so quale altro prodotto rimanga, vedo il gruppo Danone in confusione, in una nota stampa dell'azienda fa sapere che ci sono 500 ricercatori che testano e studiano i prodotti e uno staff che studia attentamente la pubblicità, sarà ma se i risultati sono questi possono restare anche a casa, un errore capita una serie di errori è indice di qualcosa di più profondo che non funziona.


Pro-activ " La Donna del cuore"

Ad essere messa in discussione è stata la campagna di prevenzione con la Società Italiana di Cardiologia, in quanto pro-activ ha avuto dall' Efsa il parere favorevole agli health claims nell'11 luglio 2008, Il provvedimento non attiene alla natura e alle caratteristiche del prodotto ma alla comunicazione, dalle note dell' Antitrust:

"Si tratta di una pratica idonea a falsare in misura apprezzabile le scelte economiche dei consumatori, costituiti in prevalenza da donne dai 40 ai 60 anni alle quali i messaggi sono espressamente indirizzate e in ogni caso da persone ipercolesterolemiche o comunque sensibili alle tematiche salutistiche particolarmente attente alle opportunità di approcciare e risolvere ovvero prevenire in modo naturale, con un alimento, problematiche attuali e condivise quale si configura il colesterolo.In particolare, per i prodotti alimentari e a maggior ragione per gli alimenti funzionali, la diligenza richiede una maggiore cautela, completezza e rigore informativo nel fornire ai consumatori tutti gli elementi sulla cui base operare consapevolmente le proprie scelte. "

Casualità o strategia di comunicazione?

In definitiva sia nel primo caso che nel secondo si tratta di messaggi devianti in qualche modo ingannevoli per il consumatore. Volevo però alla luce di questa vicenda fare una riflessione, se è vero, ma ho qualche dubbio nonostante gli studi presentati, che il prodotto funziona e ha le caratteristiche che sostiene di avere, perchè trarre in inganno il consumatore con la pubblicità?

Danacol per esempio è un prodotto che è dal 2006 che in commercio siamo nel 2009, non è un po' tardi per intervenire?

Una sanzione di 300.000 euro per un azienda che ha dichiarato di 3.674 milioni di euro nell'ultimo trimestre, circa 15.000 milioni di euro in un anno, è come una goccia in un mare, è veramente utile a disincentivare le aziende a comportamenti simili o sono calcolati fin dall'inizio?

Io penso che finchè i provvedimenti e le sanzioni sono queste, le aziende sono motivate più ad "ingannare il consumatore" piuttosto che a cercare di costruire un rapporto di dialogo, perchè il messaggio oramai è passato ed è stato assimilato dal consumatore, il mio occhio ha visto che a cadere in queste situazioni sono più o meno le stesse aziende con qualche eccezione. Vorrei delle norme più severe o obbligare a spendere lo stesso budget che hanno speso per comunicare il provvedimento dell'Antitrust, anche perchè aziende serie che comunicano correttamente ci sono e non hanno bisogno di ricorrere a questi mezzi.

lunedì 4 maggio 2009

I prezzi dei prodotti alimentari salgono, 3 metodi di come le aziende aumentano i prezzi senza farlo notare.

Che fine ha fatto Mister Prezzi? Colui che avrebbe dovuto controllare aumenti inconsueti dei prodotti alimentari, dopo la multa antitrust ai pastai, sembra sparito nel nulla, intanto i prezzi dei prodotti alimentari salgono, sabato ero al supermercato a Milano, ho notato che i piselli sono 4,50 euro il kg. freschi (meno male che sono un prodotto di stagione!), lo yogurt yomo alla frutta, una confezione da due 1,50 lo scorso anno 1 euro (+50%). Secondo un rapporto Ismea nell’ultimo trimestre del 2008 i prodotti agricoli all’origine hanno avuto una riduzione del -10,9%, il vino -15,9%, i lattieri caseari del -7,8%, Giovanni Apostoli della Coldiretti dice in un intervista i prezzi del latte all’origine sono scesi del -12% al consumo un litro di latte costa ancora 1,4 un ricarico del 300%.

Burro, caffè, birra, centinaia di altri prodotti con un peso o un volume fisso possono cambiare grammatura è questa la direttiva europea con data 5 settembre 2007, hanno la possibilità alle aziende di modificare il peso dei prodotti come si vuole. Dal marzo 1985, il volume o il peso di dei prodotti era sotto stretto regolamentato. Un esempio: il burro non poteva essere al di fuori delle grammature da 125, 250 o 500 grammi. Un produttore mi dice "Ci si avvarrà di questa possibilità alla fine del 2009, per esempio un burro 600 gr. per un approccio eco-responsabile ci aiuterà a ridurre l’imballaggio, si e a noi poveri mortali andremo al supermercato con un TIR se va avanti cosi.

Ma attenzione perché la regola è formati grandi pezzo ridotto, formatti piccoli prezzo alto, se per esempio comprate lo zucchero a bustine costa molto di più di quello al pacco da un kg, cosi come per i detersivi ecc.

Invece io personalmente ho notato che è pratica comune per i produttori mascherare aumenti dei prezzi ci sono 3 metodi ma spesso gli adoperano tutti e tre insieme

1) Una diminuzione del contenuto come per esempio le marmellate che da 330 gr. diventano di 250 gr. sembra solo un leggero aumento di prezzo invece, aumenta il prezzo e diminuisce il contenuto aumento del 30%. Pacchi di biscotti che da 800gr diventano 700 gr. nell'acquisto controlate sempre il prezzo al chilo.
2) Un'altra strategia è quella di cambiare la confezione, un processo che apre piuttosto ad aumenti per i clienti, lo stesso prodotto magari cambia solo il colore dell’etichetta., un 20% in più, il più subdolo fare sparire il prodotto magari una bibita da bere in lattina da 33cl e poi ripresentarlo in bottiglia pet a 50 cl, con il costo del doppio.
3) Il terzo il più perverso è la modifica parziale degli ingredienti, sostituendoli con ingredienti più costosi ma anche che no, al fine di abbassare i costi, una nota azienda produttrice di crakers ha ritirato dal mercato i cracker integrale che vendeva al peso di 500gr a 1,25 cadauna cioè 2,50 al Kg e gli ha sostituiti con una nuova ricetta aggiungendo alla precedente + fiocchi d’avena, con una confezione da 200 gr.al costo di 1,50 cadauna cioè 7,50 euro al kg un aumento del 300%.

Occhio alla spesa!
osserva prezzi, il sito del ministero

lunedì 13 ottobre 2008

Alixir Barilla contro i Blog (Ma va! Hanno di molto meglio da fare)

Nell’ultimo numero di Mark up, di Settembre 2008, a pagina 70 si parla di Alixir sul web e si parla "non bene" dei blogger, attraverso un' interpretazione di uno “studio” sui commenti web, si precisa che “si è preso un numero limitato di commenti e che quindi non può essere rappresentativo del bacino di utenza”, ma intanto sufficienti a formulare giudizi poco lusinghieri, ringrazio per la gentile cortesia, ma stavamo bene anche senza. Ma perché scomodarsi cosi tanto? Posso solo dire che mi sfugge la logica di questo articolo che indica nei detrattori i blog mentre invece per chiarezza e la profondita dell’informazione, non fa alcuna menzione del provvedimento dell’antitrust sulla pubblicità ingannevole inflitto a Alixir di Barilla, da una rivista che si pone leader del mensile d’economia in Italia, ci si poteva aspettare di meglio.

Si sostiene nell’articolo che l’origine delle critiche sia stato il prezzo, ed elementi aggiuntivi sono stati ricercati appositivamente per pignorare tesi negative.

1. L’antitrust è intervenuta con un procedimento non per il prezzo alto ma per la non sufficiente documentazione presentata in merito al rapporti comunicazione slogan e promesse salutistiche, dubbi espressi dalla maggior parte dei blogger e che l’antitrust con parere documentazione presentata dal Ministero della Salute ha condiviso fino a questo momento.

2. Non abbiamo avuto bisogno di ricercare elementi aggiungiti per pignorare tesi negative, bastavano quelli che c'erano.

3. Nell’articolo dice“ la maggioranza dei detrattori non ha assaggiato il prodotto e che una volta provato in particolare il pane, preoccupa la velocità con cui è consumato”!!! In questo caso voglio difendere Barilla , che il pane in questione non genera alcuna dipendenza di nessun tipo e di nessun genere, può semplicemente piacere magari piacere anche molto, ma non “preoccupare ”.

4. Nella nebbia in cui viaggiava la comunicazione, alixir decide di dedicare una serata ai blogger a Roma, per ricercare commenti più vicini alla filosofia di Alixir, qualcuno poi ci ha preso la mano e ha ricoperto di commenti anonimi e iperpositivi il web, generando in persone sospettose e maliziose più di un dubbio.

5. In merito al fatto che non lo abbiamo comprato, vuole che le mandiamo i scontrini del supermercato? Contrariamente ai giornalisti che ricevono i prodotti in omaggio, ma non c’è nulla di male, i blogger se li devono acquistare, quanti giornalisti farebbero altrettanto? Lei ne ha mai acquistato uno dei prodotto Alixir? Lo ha mai provato? Le piace? Ne ha tratto giovamento? Lei presuppone che i blogger non lo abbiano provato ma non può affermarlo con sicurezza certa.

6. Deve fare uno sforzo per capire i consumatori, abbiamo uno yogurt che fa diventare belli, uno yogurt che fa diventare intelligenti, yogurt brucia grassi , biscotti che fanno diventare alti, l’acqua che è il tuo corpo che te la chiede, l’acqua ricca di fibre per farti bella, non è che si può credere a tutto incondizionatamente, non possiamo avere qualche dubbio? Non è corretto se chiediamo un chiarimento? Se chiediamo di dimostrare quello che ci viene promesso? Non passa giorni che non arrivi notizia di provvedimenti o dello IAP o dell’Antitrust su questo tipo di alimenti, non è mica responsabilità dei blogger.

7. Vorrei cercare di tranquillizzarla Internet in realtà non è un luogo di sedizione e di delinquenti, ma anzi è un luogo dove finalmente le aziende possono ascoltare cosa si dice di loro nel bene e nel male. I bloggers non hanno causato alcun danno anzi senza di loro il prodotto sarebbe passato inosservato, insistere sul fatto che i blogger non lo hanno acquistato, non fa buona comunicazione, per essere cosi sicuri vuole dire che si sono più commenti del prodotto che prodotti acquistati. I bloggers non hanno alcuna influenza un esempio su tutti, le ultime elezioni, nonostante quello che si diceva sul web, il Sig. Berlusconi ha vinto le elezioni .

Leggo la notizia che verranno tolti i fondi all’Antitrust, un vero peccato, ed è probabile la chiusura del call center aperto per le denuncie dei consumatori e un ridimensionamento dell’attività, certo che nella vita a volte le coincidenze sono ben strane.
Cordialmente

giovedì 9 ottobre 2008

Mila Benessere Attivo cade nella rete dell'Antitrust per pubblicità ingannevole

Questa volta Autorità garante della concorrenza e del mercato con il procedimento 1873 del 21.08.08 ha preso in esame la comunicazione dello linea di yogurt mila benessere azione, oltre che a sanzionare di 100.000 euro ha ordinato la rimozione delle seguenti diciture

- “Mila benessere attivo ai frutti rossi - Bruciagrassi”, l’eliminazione delle indicazioni Bruciagrassi”, “interviene sull’assorbimento degli zuccheri e dei grassi”, “può regolare il metabolismo e aiutare il controllo del peso” e “può intervenire sull’assorbimento dei glucidi e facilitare l’attacco delle riserve di grasso” presenti sulle confezioni del prodotto;

- “Mila benessere attivo al the verde - Antiossidante”, l’eliminazione delle indicazioni neutralizzano i radicali liberi rallentando i processi di invecchiamento cellulare” e “molecole responsabili dell’invecchiamento cellulare” presenti sulle confezioni del prodotto.
La Mila potrà fare ricorso.

Cosa dire oramai è una che canzone che sentiamo sempre più di frequente, di prodotti che fanno promesse che in realtà non sono suffragate al momento da alcuno studio che ne dimostri l'efficacia, quello che non capisco è le aziende che insistono su questo tono. Il futuro è degli alimenti funzionali sono daccordo ma di quelli che hanno delle proprietà dimostrabili e certificate che sono utili per l'organismo per quelle promesse che sono indicate nei claim pubblicitari.