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sabato 21 gennaio 2012

Le nutelle top, sono meglio le creme alla nocciola e cacao del supermercato o quelle dei negozi di lusso gourmet?

Domanda di Alessia M.: le crema alla nocciola e cacao che vendono nei negozi tipo eat's o eataly sono la versione di lusso della nutella, ma sono più o meno buone di quelle del super?

Negli ultimi anni la forte spinta di slow food e del salone del gusto ha moltiplicato le aziende di prodotti di qualità rivolto a un pubblico di palati raffinati, sono prodotti che però non hanno trovato spazio nei canali del largo consumo e della distribuzione organizzata. Così è arrivato Eataly e si sono moltiplicati gli spazi di prestigio come ultimo piano della Rinascente e come Eat's all'interno dello spazio Excelsior nato come negozio del lusso e dell'eccellenza.

Sono più o meno buoni dei prodotti del super?
La domanda è lecita dal momento che questi spazi nella comunicazione puntano sulla qualità e l'esclusività, ma una qualità con luci ed ombre, un rapporto qualità prezzo non sempre a favore dell'acquirente alcuni prodotti possono arrivare a costare il 500% in più. Bisogna prestare attenzione a leggere bene le etichette perchè non tutto quello che offrono potrebbe rispecchiare le proprie aspettative. Sono negozi per palati più raffinati, ma forse per molti più adatti ad un acquisto straordinario a un capriccio che per la spesa di tutti i giorni.

Improprio chiamarle nutelle
Anche se nel linguaggio comune tutti le chiamano nutelle io invito a leggere bene la dizione prima di acquistare ci sono creme al gianduia, creme al cioccolato nocciole e mandorle, creme al cacao, creme alla nocciola, quindi anche se sono creme da spalmare alla nocciole e al cacao sono molto differenti l'una dall'altra, leggete bene cosa acquistate, perchè c'è scritto.


Le altre "nutelle" o meglio le creme alla nocciola e al cacao top
Complice le vacanze Natalizie un viaggio a Milano, ma quali sono queste creme alla nocciola e al cacao top?

Non sembra per nulla difficile produrre una crema alla nocciola e cacao, cosa ci vuole: burro di cacao, nocciole, cacao, grassi vegetali, zucchero, vaniglia e invece le varianti sono tante con ingredienti a volte discutibili dagli aromi ai grassi vegetali al latte in polvere al burro concentrato. 

Per esempio la Nutella tra il 60 e il 70% è composta da zucchero e olio di palma, l'interesse nutrizionale è dato dalla nocciola ricca di acidi grassi monoinsaturi, vitamina E, magnesio, ferro, manganese, zinco, ma come vedremo la percentuale di nocciola varia molto nelle creme alla nocciola top e anche nelle creme al supermercato.


Punti positivi:

La quantità di nocciola
Fondamentale che in una crema alla nocciola ci sia la nocciola che dovrebbe essere il primo ingrediente e infatti in quelle selezionate top per la maggior parte lo sono vanno dal 16% al 50%, non sempre viene però indicata la varietà e la provenienza. Dovrebbe essere il primo ingrediente ma anche a volte nelle creme top non lo si trova al primo posto. La quantità di nocciola è la discriminante nel prezzo, più la percentuale di nocciola aumenta più aumenta il prezzo. Delle creme alla nocciola e cacao del supermercato a parte Novi, le altre hanno percentuali di Nocciola più bassa del 16%.

Lo zucchero
Sovente è il primo l'ingrediente delle creme (cioè l'ingrediente maggiore), la differenza la fanno ovviamente la percentuale di zucchero e quale tipo di zucchero, tante che le creme veramente top hanno zucchero di canna come Amedei e Pariani. A onere del vero lo zucchero di canna non manca neanche in alcune creme alla nocciola e cacao del supermercato. Da segnalare tra le top una crema i peccatucci di mamma andrea con nocciole del piemonte e succo d' agave e miele d'acacia.


Punti negativi

Grassi vegetali, si ma quali?
Grasso quale tipo di grasso vegetale spesso non è indicato, palma? colza? girasole? Alcune utilizzano il burro di cacao, cioè quel grasso ricavato dal seme del cacao, altri aggiungono del burro vaccino concentrato. La scelta del tipo di grasso vegetale non è poco importante perchè incide sullo shell life cioè la data di scadenza oltre che sul gusto.

Cacao in polvere, si ma quale?
Cacao: si parla di cacao selezionati ma spesso non viene indicato null'altro che tipo di cacao ma sopratutto quale è la percentuale, sono meglio quelle che lo indicano.


Dove sono le tabelle nutrizionali?
Tabella nutrizionale manca nella maggior parte per cui percentuali zuccheri e grassi di possono solo dedurre (ma se mangi una crema alla nocciola e cioccolato dei zuccheri e dei grassi ti importa poco). Nulla di strano in quanto la tabella nutrizionale sarà obbligatoria solo in futuro. Bisogna dire che invece i prodotti presenti al supermercato tutte le creme alla nocciola e cacao hanno tutte le tabelle nutrizionali.

Lecitinia di soia o di girasole?
Lo scopo è quello di sfruttare le caratteristiche di emulsionante dei due per rendere il prodotto più omogeneo riescono a dare più viscosità al prodotto, sarebbe meglio il burro di cacao ma il suo costo è molto alto.

Tra quelle presenti nei negozi gourmand ho scelto:

La nota casa di cioccolato con sede in Toscana, produce questa crema alla nocciola e cacao, caratterizzata dall'indicazione del tipo di nocciole utilizzate, tonda gentile del piemonte, dallo zucchero di canna,  latte scremato, pasta di cacao, cacao, vaniglia. Non c'è grasso vegetale .

Pariani: Crema  spalmabile all'olio di nocciola
Una delle più ricche di nocciola, cacao selezionati e olio di nocciole, è unica che lo utilizza. Ingredienti: Nocciole 50%, zucchero di canna, cacao magro, latte magro in polvere, olio di nocciole, 11,00 euro la confezione da 200 g

Caratterizzato dalla presenza del 47% di nocciole, originale la presenza di mandorla e burro concentrato

Slitti : Riccosa crema da spalmare al cioccolato al latte, ricca di nocciola tonda gentile delle langhe per il 47%

con il 30% di nocciole , primo ingrediente però è lo zucchero.

Con il 35% nocciola IGP , Ingredienti: zucchero, nocciola Piemonte IGP (35%), cacao magro in polvere, latte magro in polvere, burro vaccino concentrato, estratto naturale di vaniglia Bourbon. Emulsionante: lecitina di soia (senza OGM) il primo ingrediente è lo zucchero, la confezione ci ha sorpreso ma non in senso positivo.

Ha una percentuale del 16 %  di nocciola, le confezioni sono piccole al prezzo di 4,5 la confezione.

Creme alla nocciola e cacao del Supermercato: Novi, Rigoni Nocciolata, Valsoia, Solidal, Nutella di Ferrero, Esselunga



Sintesi: quelle che ho messo in elenco delle top sono le migliori che abbia visto, non so se rappresentano il meglio dell'offerta del mercato o dell'aspettativa che un consumatore spendendo per una confezione equivalente più o meno di 10 euro rispetto ai 2 di una confezione del supermercato, esempio Nutella di Ferrero al kg. 6,20 metre la Pariani crema alla nocciola 55,50 (con olio di nocciola). Alcune tra le top non sono molto spalmabili per lo meno non come Nutella di Ferrero, ma più adatte quasi a essere mangiate a cucchiaio, che per chi ama la crema alle nocciole da golosi impenitenti non è un problema, anche se dovrebbero essere spalmate su una fetta di pane.

Le creme da spalmare alla nocciola e cacao sono degli alimenti energetici più vicini al piacere del gusto, da consumare di tanto in tanto a condizione di gustarla su una fetta di buon pane e quindi la spalmabilità è importante. Ci sono anche alcune creme da spalmare light in vendita nella maggior parte dei casi hanno meno calorie perchè lo zucchero o parte dello zucchero viene sostituito con edulcoranti tipo isomalto, sorbitolo, maltitolo.

Qualcuna delle creme top è decisamente migliore di quelle vendute al supermercato mentre altre no, sono da preferire di più quelle creme con alta percentuale di nocciola e che utilizzano ingredienti più "nobili" come zucchero di canna e pasta e burro di cacao, poi dipende anche dal vostro gusto, il rapporto % di nocciole e costo, indica che le creme Novi e Nutella di Ferrero sono più convenienti delle creme Top in rapporto al contenuto di nocciola, nonostante per esempio Nutella abbia una minore percentuale di nocciole, in parole molto semplici nonostante la quantità e la qualità di alcuni ingredienti delle creme top, alcune di queste  il loro prezzo non sembra giustificare sempre   l'acquisto.

Tutte queste creme fanno della qualità la loro bandiera, questa non è affiancata da una comunicazione che la sostiene, sono top solo nel prezzo a prima vista, alcune hanno anche delle confezioni non molto elaborate, per non parlare dei materiali, qualcuno è decisamente discutibile.

La comunicazione on line è molto limitata saranno anche buone ma dovrebbero farcelo sapere meglio anche perchè la differenze con le creme del supermercato nonostante la netta evidenza del prezzo, degli ingredienti e della percentuale di nocciola la differenza nella palabilità a volte non sempre la si coglie  a meno che non si abbia un palato particolarmente sensibile, dal momento che si tratta di un acquisto importante ci vorrebbe una maggiore attenzione alla comunicazione del prodotto.

Il prodotto rimane ancora migliorabile sotto diversi aspetti sia degli ingredienti, della comunicazione e anche della distribuzione, c'è ancora spazio per innovare anche se non sembra che le aziende siano interessate.

Nonostante gli spazi di vendita per le creme top sono spazi di qualità e di luxury, il prodotto, non so se viene valorizzato a sufficienza, forse un' esposizione migliore potrebbe rendere merito a queste creme alla nocciola e cacao top, che invece sono tra marmellate e biscotti in ambiente con vista e dal vago profumo di salumi o pesce, sono capitato in un momento in cui nell'annesso ristorante l'odore d'aglio imperava, questo non è uno stimolo all'acquisto di una crema top alla nocciola e cacao.

Qualcuno di voi le ha provate? Sai darmi un parere?

Vox populi vox dei: la crema cacao e nocciole Venchi, avete visto che mi avete insegnato qualcosa? Non la conoscevo anche se è difficile abbinare il sapore del cioccolato all'olio di oliva, le informazioni sul sito sono poche e questo no depone molto a favore ma grazie delle segnalazione, mi auguro che non sia perchè la Venchi sponsorizza qualche blog, il mio sicuramente NO. 

NB La mancanza di etichette nutrizionali di alcune creme alla nocciola non ha permesso di fare un confronto.

Le foto sono del Fancy Food Show a San Francisco negli Usa, dove erano presenti delle imitazioni della crema alla nocciola e cacao.

Post Correlati: Nutella di Ferrero e Prima Colazione, Buongiorno con Nutella, nutella si nutella no, Qual'è il segreto della Nutella, 

lunedì 10 maggio 2010

Perchè frutta e verdura diventano di marca? Il marketing della frutta.



Non potevo iniziare il post con questo che è il primo e inimitabile secondo me spot della banana Chiquita, talmente fatto bene divertente e allegro, è attuale ancora oggi. A mia memoria è stata la prima frutta che possiamo definire firmata, per molti anni il marchio Chiquita è stato sinonimo di Banana.
Nonostante le campagne di educazione alimentare, le 5 porzioni di frutta e verdura, il consumo di frutta dal 2000 ad oggi, è in diminuzione del 18% in volume di vendita (Cso, confronto 2000-2009), non tutta la frutta si vende meno c'è invece la frutta firmata che segna un netto aumento come mele, kiwi, banane, frutti di bosco.

Esistono diversi tipi di frutta firmata

1) Brand territoriale, frutta a denominazione d'origine, cioè quella che viene indicata con la certificazione d'origine con i marchi IGP e Dop come l'arancia rossa siciliana , la fragola di Cuneo o come i presidi Slow Food, ma anche di un territorio definito come Melinda (Trentino, Val di Non e Val di Sole), Vog - con i marchi Marlene, Marlene bio e Südtiroler Apfel g.g.A (Alto Adige), Melapiù (Emilia Romagna) Melalavì (Lombardia, Valtellina), Ciliegia di Vignola (Emilia Romagna, Vignola).

2) Brand ombrello, cioè sono quei marchi che possono vantare più varietà di frutta con lo stesso marchio esempio Chiquita, Del monte, Giotto, molte cooperative dell'Emilia Romagna. All'interno di questa categoria ci sono anche i marchio BIO come Almaverde, specializzati in frutta e verdura proveniente da agricoltura biologica, che dispongono di molte varietà.

3) Brand internazionali come la mela Pink Lady i quali non ci danno un indicazione territoriale ma spesso di una frutta riconoscibile per una certa varietà, si tratta molto spesso di brevetti, frutto della ricerca di una selezione di incroci e di varietà, la cui coltivazione è adattabile a diversi luoghi. questo permette di elaborare strategie di marketing internazionali con l'obiettivo di posizionarsi come un prodotto di alta gamma cioè ad alto valore aggiunto ad un prezzo più alto.

Oggi il più del 50% di frutta e verdura secondo i dati forniti da Cso è venduta nella grandi superfici dei supermercati e ipermercati, chiaramente l'offerta di frutta e verdura di marca si traduce all'interno del super in un' immagine più curata (non necessariamente più buona e più sana), questo permette alla frutta firmata una maggiore evidenza e valorizzazione, si differenzia rispetto alle altre.

Perchè si compra la frutta firmata? Secondo uno studio di Ipsos italia, per la sicurezza cioè ci si affida al brand come sinonimo di qualità anche se il 44% degli intervistati ha dichiarato non coglie la differenza tra frutta firmata e non.

Vediamo alcuni esempi quali sono i brand internazionali che si muovono di più tra i Global Fruit, (ci sono anche Angurie, Pesche, Pesche noci, Prugne, Ciliegie)

Arriva dall'Australia è arrivata sui mercati più o meno dieci anni fa, è nata dall’ibridazione di Lady Williams e Golden Délicious, la nuova mela ha subito ottenuto un grande successo. Oggi ne sono commercializzate in europa 100.000 t, Pink Lady ® è la marca di mela europea leader del mercato! Le mele Pink Lady hanno un disciplinare con parametri per quanto riguarda il tasso zuccherino, consistenza, colore. Viene coltivata in Italia (Emilia Romagna, Alto Adige con Vog) in Spagna (Catalogna) e in Francia (Sud Est, Sud Ovest, Valle della Loira). Pink Lady è un associazione di produttori che spende il 5% del suo fatturato in comunicazione, numerose le iniziative di promozione come per il San Valentino, ha un prezzo superiore attorno ai 2,40 euro al kg.


La pera Angelys
Arrivata intorno al 2000, nuova varietà di origine francese, frutto di incroci tra Decana d'inverno e Decana del comizio, è coperta da brevetto, per le sue caratteristiche si conserva bene a temperatura ambiente ma sopratutto si commercia da Dicembre fino a fine Giugno, che permette di allungare la stagione delle pere. L'associazione di produttori Angélys è stata istituita nel 2003 per promuovere il marchio e garantire il rispetto della qualità. Viene coltivata in Spagna, Italia (Veneto, Emilia Romagna) e Francia.


Zespri gold
La kiwi Zespri è una multinazionale con 1.450 milioni di fatturato nel 2009 in dollari. Un kiwi su tre nel mondo è kiwi Zespri. Il gruppo, che si occupa solo di marketing e d' innovazione riunisce più di 2.500 coltivatori di kiwi in Nuova Zelanda e 1300 produttori in tutto il mondo (Cile, Australia, Italia). Per ogni 3,5 kg di kiwi venduti devono pagare 7,72 dollari in royalties. Un contratto remunerativo per l'azienda che ha guadagnato quasi 800 milioni di dollari per la stagione 2009. Se i kiwi quelli verdi rappresentano ancora la quota maggiore di vendite, Zespri invece dal colore oro, polpa gialla e dolce, aumenta ogni anno le vendite del 15%.

Frutta firmata o frutta non firmata?

venerdì 8 febbraio 2008

Decanto, la sosta "slow food" in autostrada

Dopo Fini, Autogrill arriva Decanto, un nuovo format della ristorazione in autostrada, sull’esempio di Eataly, una collaborazione con Slow Food, per trasformare una sosta in autostrada in un sosta eno-gastronomia di piatti tipici del territorio al posto dei panini preconfezionati e del self-service di piatti pronti.

L'iniziativa che tende a diversificare le soste in autostrada tramite il marchio Decanto. Il marchio è nato come ristorazione business all’aeroporto di Venezia e dopo un attenta ricerca di mercato della Svg di Triete ,che ha individuato una forte richiesta di soste di qualità in autostrada (non è che c’èra bisogno proprio di una ricerca di mercato è ormai noto il basso livello della ristorazione in autostrada), il gruppo Airport Elite, proprietario del marchio, che è gestore di 20 punti di ristorazione in autostrada con il marchio Ristop, è intenzionato alla loro ristrutturazione e trasformazione in Decanto.

Sono previste nuove aperture di Decanto sull’asse autostradale Torino- Trieste attualmente in via sperimentale è aperta l’area di servizio San Zenone sulla Milano- Lodi. Vorrà dire che dovremo dire addio a panini di plastica, alle brioche classificate per annata ai prodotti pre confezionati e ai piatti gia pronti?

Uno di problemi che ho riscontrato nelle soste in autostrada in particolare nei punti di ristoro era la mancanza di una cultura dell’alimentazione e della cucina anche solo di base, in sostanza gli addetti si limitavano a scaldare piatti e pietanza già pronte, avere questa nuova possibilità vuole dire che avremo un servizio qualificato, che avremo degli chef che ci prepareranno dei piatti al momento? Oppure saranno dei prodotti già pronti ma con ricette e preparazioni che si basano su prodotti della tradizione italiana?