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mercoledì 2 giugno 2021

Effetti Covid 19: quale futuro per i ristoranti?


Prima del Covid il settore del mangiare fuori casa aveva avuto una grande crescita, con la moltiplicazione delle diverse formule di ristorazione da quelli più tradizionali a quelle più innovative dai fast food ai ristoranti nei musei, tutti erano divenuti dei luoghi di ristorazione. 

Il cibo permette di creare un gran valore aggiunto, può garantire delle formule dal basso costo degli investimenti e un buon margine di redditività. 

Il mangiare fuori casa è collegato con la volontà di provare tante e diverse esperienze ed emozioni  gastronomiche. 

Se poi qualcuno rimaneva a casa c'era sempre la possibilità d'ordinare il cibo con una app dove i ragazzi in bicicletta ti portavano il pranzo e la cena a casa. 

No, un attimo anche la colazione, ebbene si l'ho visto da un po' di mattine il mio nuovo vicino di casa si fa portare da una app la colazione, capisco farsi la brioche ci vuole un po', non è una cosa per tutti ma farsi un caffè, ci riesco pure io!

Insomma non dico di farsi il caffè a casa o d'andare al bar tutte le mattine ma fatti furbo sposati o fidanzati, gli uomini della mia generazione facevano cosi, ci si trovava qualcuna che con amore ricambiato ti preparava il caffè e si faceva colazione insieme (capisco che oggi come oggi è pura fantascienza).


Il benessere ci fa male

In generale man mano che passano gli anni, nonostante aumenta il tempo libero, passiamo sempre meno tempo in cucina a preparare da mangiare.

Inutile dire che tutto questo si ripercuote anche sulla qualità di quello che noi mangiamo perchè abbiamo sempre più a che fare con cibi già pronti e preparazioni più sofisticate prodotte dall'industria alimentare che devono garantire un tempo di conservazione più lungo.

Non a caso gli studi ci indicano un collegamento tra consumo di alimenti altamente trasformati e alcune patologie tra cui i tumori, obesità e malattie degenerative che caratterizzano la società moderna.


Covid e ristorazione, la mancanza di spazi adatti

I ristoranti sono stati spesso accusati di diffondere il virus, questo non è vero non è colpa dei  ristoranti ma sicuramente spazi piccoli e ristretti, non bene areati, hanno favorito una maggiore potenzialità di diffusione del virus.

Secondo alcuni ricercatori siamo entrati nell'era delle epidemie, ho qualche perplessità tuttavia nuove norme che prevedono distanziamenti e numero di persone al numero di tavolo, influenzeranno molto i ristoranti in particolare del centro dove il costo al mq per le attività commerciali rende meno conveniente l'attività di ristorazione.

Ci vogliono spazi più dedicati, l'apertura e l'occupazione dei marciapiedi nelle grandi città come avviene ora potrà essere utile ma mangiare acconto a auto, bus o tir che sfrecciano non è molto piacevole.


Affitto locali ristorazione per percentuale di fatturato

Il bisogno di superficie farà emergere la scelta di location più decentrate, dove sarà maggiore la possibilità di ripartire i costi di gestione con affitti più bassi e maggiore superficie dei locali.

Si sta diffondendo una prassi molti diffusa in Nord Europa, il pagamento dell'affitto sulla base del fatturato o meglio su una percentuale fissa di fatturato.

Questo è un problema in alcuni paesi dove c'è molta evasione fiscale e la ristorazione è uno dei settori più interessati da questo fenomeno.


Diversificazione dell'offerta 

Molti locali cambieranno la location e per quelli che vogliono rimanere in centro hanno due scelte

- la prima : fare ristorazione di lusso sul quale si può più facilmente ripartire i costi di gestione 

- la seconda: ristorazione a tutto campo iniziando dalla colazione al mattino, pranzo e cena in questo modo si ruotano più i tavoli, si amplia l'offerta ma necessita una buona organizzazione in cucina e in sala.


Offerta a domicilio

Un attività che può essere incrementata da entrambi è la consegna a domicilio oppure con le app, con una maggiore offerta o anche un offerta diversificata, in modo da creare più pasti anche se non verranno serviti nel locale.

Anzi un offerta a domicilio con nome del ristorante in centro può sfruttare la fama del ristorante e la cucina può essere localizzata altrove, questo permetterebbe di avere un nuovo canale di vendita che ben confezionato e gestito, potrebbe garantire una buona rendita.


Nessun ripensamento

Qualcuno aveva ventilato l'ipotesi che l'esperienza Covid 19 poteva fare riflettere sull'evoluzione della società e dei consumi, al momento questo dato non è arrivato, nonostante la crisi economica di alcuni settori che l'effetto covid ha prodotto, non sembra arrestarsi il grande mercato del mangiare fuori casa.


Sintesi

La voglia di uscire per cena non è venuta meno ma chiaramente tutti avremo un occhio in più di attenzione a distanze a areazione dei locali anche quando sospenderanno l'obbligo di mascherine e si potrà mangiare anche all'interno dei locali, in Italia dal 1° Giugno in molte regioni, grazie ai dati della diminuzione dei casi di Covid 19.

Al momento non si vede alcun ripensamento o riflessione sullo stile di vita pre covid, anche se le ripercussioni economiche e sociali ci influenzeranno per qualche tempo.

I costi potranno favorire location per ristoranti più decentrate dove si potrà avere più spazio e location che favoriscono la creazione di luoghi all'aperto, questo permetterà una migliore gestione dei costi.

Salirà ancora la richiesta di servizio fast food oppure del servizio a domicilio, sarà questo il settore che si presta ad una maggiore sviluppo e innovazione.

venerdì 23 aprile 2021

Vaccini Covid 19: fiducia, aspettative e delusioni


I vaccini presentati a Dicembre 2020 dovevano aiutare a combattere il Covid 19, uno strumento semplice per garantire la salute e superare la pandemia.

Le news degli ultimi giorni, il leggere e sentire tutto è il contrario di tutto sta generando molta confusione e una certa perdita di fiducia da parte delle persone.  

Nel mondo abbiamo i paesi come Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia stanno implementando i vaccini con qualche difficoltà burocratica ma comunque con un decremento dei casi, in altri paesi il virus si sta diffondendo in modo incontrollato, di questi giorni nuovo lockdown e forte aumento dei casi in Iran, Thailandia, Giappone, Filippine e l'India, che ha raggiunto il record di  314.000 casi al giorno, martedì 20 Aprile.

Quest'ultimo paese ha bloccato l'esportazione del Remdesivir uno dei farmaci utilizzato nella Sars Cov 2 . 

La situazione è talmente grave in India che dal 1° maggio tutte le persone maggiori di anni 18 potranno vaccinarsi, non ci sono più limiti d'età o priorità pregresse da patologie, facendo cosi aumentare la domanda di 400 milioni di persone potenzialmente vaccinabili.

Dal momento che molte aziende farmaceutiche europee e americane hanno delocalizzato dai paesi asiatici come India e Cina, si presuppone che questo aumento della domanda interna possa causare qualche problema per l'esportazione .


Il Vaccino Astrazeneca

Intanto in Europa e negli Stati Uniti la polemica ruota intorno al vaccino dell'azienda Astrazeneca multinazionale anglo svedese e sui casi di insorgenza di trombosi.

Il vaccino AstraZeneca a Marzo dopo 25 milioni di somministrazioni, sono arrivate dozzine di segnalazioni di coaguli di sangue che si sono verificate nei giovani , causando circa 18 morti. 

Dopo aver esaminato l'effetto collaterale, l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) in aprile ha riconosciuto il rischio di coagulo, ma ha concluso che i benefici della vaccinazione nella protezione contro il COVID-19 superavano il rischio posto dalla coagulazione. 

In Italia è stato previsto uso preferenziale dopo i 60 anni, mentre L'Ema ha raccomandato  tuttavia, che alle persone di età inferiore ai 30 anni siano forniti altri vaccini se disponibili.

Due articoli pubblicati sul New England Journal of Medicine (NEJM) i ricercatori hanno scoperto che le persone che avevano fatto il vaccino avevano livelli più elevati di anticorpi diretti contro un gruppo di cellule immunitarie che il corpo potrebbe formare in risposta al vaccino. 

Questi "gruppi" includono piastrine, che aiutano il sangue a coagularsi quando si viene tagliati o feriti, gli anticorpi si attaccano al complesso piastrinico e c'è il rischio che formano coaguli pericolosi che possono bloccare il flusso sanguigno nelle vene e nelle arterie. 

I ricercatori si riferiscono alla condizione come trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino.

Interessante il commento del Prof. Holme, co-autore di uno dei studi, afferma che i casi di coagulazione tra le persone vaccinate sono rari, ma preoccupanti. "Questo devastante evento avverso si verifica molto, molto raramente", afferma. "Ma per me, è difficile vedere persone sane sui 30 e i 40 anni morire, dopo aver ricevuto il vaccino quando probabilmente sarebbero sopravvissuti se ben trattati con un'infezione da COVID-19.

Il Vaccino Johnson & Johnson

Il numero esiguo dei casi di trombosi di Astrazenaca ha messo in ombra il nuovo vaccino Johnson & Johnson che viene realizzato attraverso lo stessa tecnica, cosi è stato messo in stand by da parte degli organismi che rilasciano l'autorizzazione al commercio e la stessa sorte anche al vaccino Russo Sputnick che attualmente viene distribuito solo in alcuni paesi come Ungheria, Serbia e in Rep. Ceca.

In data 20 Aprile in vaccino Johnson & Johnson in Unione Europea è stato autorizzato e raccomandato agli ultra 60 enni, che però in alcuni stati sono già vaccinati

Israele invece la sua quota vaccini Astrazeneca gia prenotate ha annunciato che a causa delle forniture gia completate fino a prossimo anno di Pfizer, troverà una soluzione per fornirla ad un altro paese che potrebbe averne più bisogno.


Perplessità e mancanza di fiducia sui vaccini cresce nelle nuove generazioni

Si è creata cosi una situazione poco chiara, una mancanza di fiducia che rischia di mettere in pericolo il piano per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge.

Il gruppo dei No vax trova sempre più affiliati, in un un sondaggio globale condotto su oltre 13.000 intervistati in tutto il mondo pubblicato su Nature ha rilevato che "le persone di età compresa tra 25 - 54 anni, 55-64 anni e 65 + anni, hanno maggiore possibilità d'accettare il vaccino rispetto a quelle di età compresa tra i 18 e i 24 anni". 

Sia il Vaccino Johnson &Johnson (Janssen)  che Astrazeneca (Vaxzevria) incutono cautela nelle persone esitanti, compresi molti giovani, che hanno dichiarato di non avere alcuna intenzione di vaccinarsi.

Per ragioni diverse lo stesso problema lo ha trovato in Israele dove l'ostruzionismo della comunità ortodossa religiosa ha messo in serio pericoloso l'immunità di gregge che ha fatto molto fatica a raggiungere il 70%.

Fino ad ora è stato difficile valutare l'esitazione di fronte ai vaccini per il fatto che numericamente la domanda superava l'offerta, mentre dal prossime mesi in poi, la riluttanza al vaccino sarà un gesto molto più visibile anche a livello statistico, che potrà determinare o meno in una certa comunità il raggiungimento all'immunità di gregge.


Cosa fare per aumentare la compliance verso coloro che sono più cauti?

1) Assistenza medica post vaccino

Per rassicurare i soggetti che non potranno scegliere quale vaccino fare, bisogna rassicurare attraverso un'assistenza medica post vaccino in particolare per coloro che praticano i vaccini Astrazeneca e Johnson & Johnson, in modo da prevenire e gestire al meglio gli eventuali episodi di trombosi, dalla visita domiciliare all'assistenza telefonica. 

2) Comunicazione al pubblico 

In atto una compagna si forte pressione sociale sul vaccino, credo che le persona vadano convinte a farlo attraverso la ragionevolezza.

3) Si stanno sviluppando preferenze di marchio di vaccino

Esaurita le prime fasi in cui la domanda di vaccino è più alta dell'offerta, si svilupperà anzi per certi versi si è gia sviluppata la preferenza del tipo di vaccino che si preferisce fare.

Su questi bisognerà insistere per superare percezione di scetticismo e di pericolo. Finora il gruppo delle persone no wax è poco noto, va presa in considerazione l'idea di fornire marchi di vaccini che infondono più fiducia ai gruppi o a coloro che si sentono più cauti nei confronti dei vaccini.

Inverosimilmente proprio l'India sarà il primo paese a sperimentare la vendita dei vaccini Covid 19 in farmacia  a prezzo controllato. Dei vaccini prenotati dal Governo Indiamo metà dei vaccini verrà dato alla sanità pubblica altra metà verrà commercializzato in farmacia.

4) Costo economico

La scelta di Astrazeneca in Europa è stata  motivata oltre che dal fatto di rientrare dei costi della ricerca, dal prezzo, i leader della sanità pubblica si sono orientati su questo vaccino perchè meno costoso e non richiede lo stoccaggio dei congelatori come fanno i vaccini di Pfizer-BioNTech e Moderna.

Ora c'è il rischio concreto che il vaccino richiede un ulteriore monitoraggio e risorse per trattare potenziali complicazioni del coagulo di sangue, questo potrebbe negare i vantaggi in termini di costi e distribuzione del vaccino.



Sintesi

Al di la di come sia nato e diffuso Covid 19, l'unica cosa certa è che i "vaccini" creati per questa emergenza, ci possono aiutare se infettati ad evitare gli episodi più gravi che possono portare al ricovero in terapia intensiva e perfino per complicazioni alla morte.

Si è creata a livello generale una mancanza di fiducia verso alcuni vaccini che potrebbe in alcune comunità rendere difficile il raggiungimento dell'immunità di gregge a cui ci si prefigge d'arrivare per combattere il virus

Nei centri vaccinali, ma non in tutti perchè dipende dalla disponibilità dei vaccini, sarà possibile a discrezione dell'equipe medica, scegliere quale vaccino è più idoneo alla persona assistita e garantire un'eventuale assistenza post vaccino nei casi Astrazeneca e Johnson &Johnson, in modo di aumentare la compliance verso questi tipo di vaccino nelle persone che hanno meno fiducia. 

Intanto già si parla di terza dose Pfizer per coloro che sono stati vaccinati a Gennaio 2021.

L'unica cosa che mi sento di raccomandare che per precauzione norme di distanziamento vanno ancora rispettate per qualche tempo, anche se Unione Europea ha stabilito che tra vaccinati è possibile evitare mascherine e distanziamento, anche se non possiamo essere sicuri che tutte le persone che incontriamo siano già state tutte vaccinate, quest'ultima linea guida dell'UE devo dire che non l'ho compresa.


mercoledì 7 aprile 2021

Chi ha avuto il Covid 19, deve fare il vaccino? Tutte e due le dosi?


Demetra E. Empoli: Volevo sapere se chi ha avuto il covid , deve fare il vaccino? Tutte e due le dosi?

In questo periodo tutto il mondo medico scientifico si pone questo quesito, il problema è che non ci sono studi è una sperimentazione sul campo. 

I primi vaccini per il Covid 19 sono stati presentati solo a Dicembre 2020, da soli 4 mesi, diversi vaccini sono in fase sperimentale ed è probabile che vengono autorizzati durante l'anno, una situazione in continuo aggiornamento.

Bisogna essere in grado di comprendere se coloro che hanno sviluppato un'immunità naturale a causa dell'infezione abbiano bisogno vaccinarsi e quale immunità possa garantire loro il vaccino.

Nello stesso tempo bisogna essere in grado di comprendere quanto tempo dura l'immunità vaccinale per coloro che invece hanno ricevuto le due dosi di vaccino. 

Quesiti che rimangono tutt'ora aperti e che la comunità medico scientifica è chiamata a fornire delle risposte.

Teniamo presente che i vaccini fino ad ora approvati prevedono le due dosi, perchè è il sistema con cui sono stati creati (priming e boots). La prima dose serve a innestare la risposta immunitaria al fine di riconoscere il virus come estraneo e stimolare la reazione degli anticorpi la seconda  attiva il sistema e mette in moto la risposta immunitaria 

E' stato pubblicato qualche giorno fa su Nature Medicine uno studio condotto negli USA dal Cedars-Sinai Medical Center uno studio condotto su 1000 soggetti a cui veniva fatto il vaccino di cui su 78 persone avevano avuto il covid 19. Dopo la prima dose, dagli esami del sangue si è evinto che 35, un po' meno della metà dei 78, avevano  i livelli degli anticorpi contro sars-CoV-2  simili a quelli tra le persone che non erano mai state infettate ma che avevano ricevuto due dosi del vaccino.

Si è facilmente portati a pensare che coloro che hanno avuto Covid-19 potrebbero saltare la seconda dose del vaccino .

Se questa pandemia dura due anni, e qualcuno ha avuto un'infezione due anni fa, sulla base dei nostri dati non possiamo essere sicuri che solo una dose possa garantire un'immunità. 

Ci sono motivazioni che impongono cautela, perchè ci sono molte persone che anche se guarite dal Covid 19 potrebbero non essere così forti dal punto di vista immunitario, quindi potrebbero aver bisogno della seconda dose per rafforzare la loro protezione (mi riferisco in particolare alle persone anziane).

Pertanto ho ragione di credere che in futuro si potrà consigliare la vaccinazione anche per coloro che hanno già avuto il virus, due dosi se i vaccini rimangono quelli che ci sono sul mercato attualmente, diverso sarà se verranno approvati vaccini di solo una dose.

Sintesi

Per quello che oggi siamo a conoscenza, anche a coloro che hanno avuto Covid 19 potrebbe essere consigliato di vaccinarsi sempre con due dosi di vaccino per ragioni di cautela.

Perchè non siamo in grado di conoscere quanto sia compromesso il sistema immunitari nelle persone già infettate, non siamo in grado di conoscere se l'immunità naturale data dall'infezione sia in grado di proteggere dalle varianti e per quanto tempo.


Ps: Chiedo scusa ma a causa del Covid 19 sono molto preso con il lavoro e il blog è poco aggiornato.

mercoledì 24 marzo 2021

Un anno di Covid 19, perchè va così male?


Claudia G, Bologna A un anno di distanza i casi di COVID-19 stanno aumentando e le vaccinazioni sono in forte di ritardo sia per gli ultra 80enni e che per le categorie più a rischio, Com'è che va così male?

Beh si, comprendo che la situazione possa sembrare non positiva, siamo di nuovo in lockdown per la terza volta e si spera che sia l'ultimo. 

L'Italia è stato il primo paese europeo ad essere infettato da Covid 19 , il primo caso il 20 Febbraio 2020 a Codogno (Quel giorno mi trovavo casualmente proprio a Codogno).

Già nel Maggio 2020 l'OMS ha dichiarato Europa epicentro della Pandemia per il numero dei morti,  l'Italia per molte settimane ha avuto il maggiore tasso di mortalità.

Durante il periodo estivo c'è stata poca attenzione, i governi e i media in generale non sono riusciti a sensibilizzare la popolazione sui reali pericoli della salute.

Negli ultimi mesi l'esperienza europea della pandemia sta cambiando, da una parte abbiamo il Regno Unito, che sull'esempio dei Stati Uniti, ha implementato programmi di vaccinazione efficaci che vedono diminuire il numero dei casi, mentre negli altri i paesi tra cui Repubblica Ceca, Ungheria, Estonia, Slovacchia, Italia, Francia, Polonia e Svezia hanno visto aumenti significativi nei nuovi casi giornalieri nelle ultime settimane, in Italia il picco è stato al momento il 13 marzo con più di 26.000 nuovi contagi.

Nel mondo tra il 15 e il 21 Marzo secondo OMS c'è stato un aumento dei contagi dell'8% in più rispetto alla settimana precedente, Europa (+13%), Sud est asiatico e Pacifico Occidentale le aree più interessate all'aumento (se Europa i numeri sono in aumento in America -5%). In  una solo settimana in UE + 1,4 milioni di contagi e 21.000 decessi.


La variante inglese

Questa nuova ondata d'infezioni è dovuta alla variante inglese, identificata per la prima volta nel sud-est dell'Inghilterra a dicembre, tecnicamente indicata come B.1.1.7., variante che ha la caratteristica d'avere il 50% in più di trasmissibilità rispetto alle precedenti forme di SARS-CoV-2.

In Repubblica Ceca uno dei paesi più in difficoltà (234 decessi ogni 100.000 abitanti e 1.037 contagiati ogni 10.000 abitanti) a Gennaio la variante inglese rappresentava il 30-40% dei casi, a Febbraio la variante inglese rappresentava tra il 60 e l'80% dei casi.

La conseguenza è che molti paesi si trovano a gestire più Sars Cov 2 quella vecchia e le nuove varianti più aggressive e più facili da trasmettere, ma non hanno compreso la differenza e la diversa pericolosità.

Complice il periodo natalizio, la notizia della speranza del vaccino, si sono allentate le misure di sicurezza e inoltre politicamente non sono state avviate misure in grado di contenere queste nuove varianti, in qualche modo sono state sottovalutate.


Le vaccinazioni al momento stanno generato più confusione che utilità

Sempre nel periodo di Dicembre 2020 sono stati annunciati i vaccini, il futuro sanitario e anche economico dell'Europa dipende dalla velocità dell'implementazione dei vaccini.

Molti paesi europei si sono persi, sarebbe meglio dire che hanno messo in mostra le loro carenze sia sul piano politico che organizzativo e di conseguenza economico, qualche dato: negli Stati Uniti il 13,20% delle persone ha ricevuto le due dosi previste,. 

Nel Regno Unito il 30%  della popolazione ha ricevuto una prima dose e l'3,8% è stato completamente vaccinato. Una scelta quella inglese di vaccinare al prima dose prima possibile al numero più alto di persone, 

L'UE, ha somministrato una prima dose solo al 8,97% della popolazione, e ha completamente vaccinato il 4% .



In Italia le vaccinazioni Covid 19 in forte ritardo rispetto ad altri paesi nel mondo

La lentezza con cui procede l'Unione Europea e l'Italia (55° al mondo) non è dovuta al ritardo dell' approvazioni dei vaccini o degli approvvigionamenti ma a una complessa macchina burocratica unita a un carenza organizzativa.

Per esempio la Regione Lombardia, il cui sistema sanitario regionale aveva fallito nella vaccinazione antiinfluenzale e ora non si può dire che la situazione sia migliorata, risulta essere una delle regioni con la più bassa percentuale tra dosi somministrate e dosi consegnate in Italia, peggio della Basilicata e un po' meglio della Calabria e della Sardegna (Fonte Lab 24 il sole 24 ore) , 

Il Covid 19 ha fatto venire fuori un sistema "carente" in quello che si auto considerava il miglior sistema regionale sanitario italiano (le scuse di Bertolaso e della Moratti sono da rispedire al mittente con gli interessi).

Cito qualche esempio, mi viene inviato un sms di una struttura vaccinale lombarda con la richiesta se conoscevo delle persone ultra 80 enni pronte da vaccinare per non sprecare 61 dosi di vaccino che rischiavano d'essere buttate via ma bisognava recarsi al centro vaccinazione entro venti minuti.

Ora, non ci vuole molto a capire che è impossibile muovere delle persone ultra 80 enni da casa in venti minuti compreso il traffico cittadino per raggiungere strutture delle vaccinazioni, abbiamo nella maggior parte dei casi delle automobili per accompagnare i nostri familiari a fare delle vaccinazioni non degli elicotteri, ammesso che abbiate un elicottero e che riuscite a fare salire e scendere degli ultra 80 enni!

In generale c'e l'incapacità di comprendere le dimensione del problema, non dico d'intelligenza ma di un minimo di buon senso.

Chiunque si presenta in un centro vaccino e si mette in lista ha la speranza ma spesso certezza d'essere vaccinato annullando tutte quelle che sono le priorità per età, lavoro e patologie pregresse, in altre parole potremmo dire che qualcuno legalmente ha trovato il modo di saltare la fila.

Ci si dovrebbe chiedere come mai tanta gente non si presenta? L'appuntamento è arrivato a destinazione? (SMS mai arrivati ), le persone anziane hanno qualcuno che li accompagna? Se l'obiettivo è la vaccinazione capillare, muoversi in modo casuale è disorganizzato è più pericoloso dello stesso virus.

Si potevano fare scelte diverse e più ragionevoli non solo nei confronti del rispetto della popolazione ma del sistema sanitario intero.



Aspettative dell'Unione Europea sulle vaccinazioni

La Commissione europea si è impegnata a offrire a tutti nell'UE un vaccino entro la fine di settembre. Ma dovrebbe accelerare significativamente la sua implementazione per raggiungere questo obiettivo. le stime di previsione danno ai residenti nell'UE possibile vaccinazione maggiore del 50% a settembre 2021 se si procede con l'attuale ritmo.

Attualmente è logico pensare al completamento vaccini in Ue all' inizio 2022. A soffrire di più di questa situazione saranno i paesi che puntavano sul turismo come crescita economica : Italia, Spagna, Francia, Grecia, che rischiano d'avere danni economici più grandi dovuti alla mancanza della seconda stagione turistica persa dopo quella del 2020.

Strategie come i passaporti sanitari digitali non sono immuni da pericoli, una disparità nei tassi di vaccinazione tra gli Stati membri potrebbe portare a nuovi focolai. I turisti immunizzati potrebbero inconsapevolmente diffondere il virus alle comunità locali che non sono state protette sufficientemente  da un vaccino.



Concludendo

Tanti errori di valutazione hanno in qualche modo mandato in tilt il sistema sanitario di diversi paesi europei, per ragioni diverse :

- incapacità tecnica e politica in particolare della UE di gestire l'emergenza (I numeri statistici purtroppo non mentono).

- le gestione nazionale dell'emergenza Covid 19 in molti paesi UE non ha trovato interlocutori non dico preparati, nessuno era preparato ma incapaci di comprendere i risvolti della difficoltà sanitaria, sociale ed economica

- la mancanza di strutture e di personale sanitario, a Crema sono arrivati in aiuto da Cuba con l'Ospedale Militare, il numero chiuso delle Università nella Facoltà di Medicina in Italia, già prima del Covid ha obbligato strutture a richiedere professionisti in altri paesi, Sud America, Est Europa, India.

- ho sentito politici dire, "non comprendiamo come mai facciamo bandi per la ricerca di medici e non si presenta nessuno" (sei tu che hai firmato per il numero chiuso alle Università, poniti una domanda e datti una risposta).

- grazie ai farmaci generici si è legalizzato lo spostamento della produzioni dei farmaci all'estero, solo ora si è compreso l'importanza d'avere luoghi di produzione di farmaci nel proprio paese (Per esempio il piccolo stato di Cuba a breve inizierà a produrre propri vaccini).

- i sistemi sanitari regionali non sono sembrati adatti a gestire questa situazione d'emergenza a dire il vero avevano difficoltà anche nella gestione ordinaria ma si è preferito fare finta di nulla.

Tuttavia si può migliorare, ad Aprile saremo nella seconda fase, partendo da un'implementazione di una campagna vaccinale capillare e gestita meglio di come è stato fatto finora, al fine di raggiungere quella famosa immunità di gregge tanto attesa, ma bisogna cambiare le modalità di gestione e d'accesso al vaccino.

Diciamo che la corsa all'arrembaggio del Vaccino non è stato al momento il metodo migliore. Quello che fa la differenza nelle società complesse è l'organizzazione  e la tutela delle categorie a rischio.

Il resto poi sta anche a noi cittadini a cercare d'osservare norme di sicurezza e distanziamento e devo dire che anche su questo ho visto molta superficialità.

Non è da escludere altri lockdown prima dell'estate (la Germania prolungherà il lockdown anche dopo Pasqua), certo il Covid 19 è stato un virus molto forte che ci ha colto impreparati, tuttavia coloro che rappresentano Ue, i singoli stati membri dell'UE e l'organizzazione dei sistemi sanitari dei singoli stati hanno dimostrato tutti i propri limiti.

Che la salute rientri al centro delle politiche o per lo meno dell'interesse politico e sociale, attualmente la speranza quindi è che entro Giugno 2022 (Lab 24 Il sole 24 ore) si potrà vaccinare il 70% della popolazione, pertanto entro Giugno 2022 potremo uscirne, stando attenti d'arrivarci.

Fonte Dati: OMS, Gedivisual John Hopkins University, Lab 24 il sole 24 ore, Lab 24 il sole 24 ore vaccini italia.

martedì 16 febbraio 2021

Il gruppo sanguigno può influenzare la salute? E il Covid 19?


Diverse ricerche pubblicate nel corso del 2020 e anche recentemente hanno messo in relazione il gruppo sanguigno con la possibilità di minore o maggiore rischio con il Coronavirus Sars-Cov 2

Cosi molte persone si sono chieste se il gruppo sanguigno può essere un fattore o meno di rischio per la salute.

Occorre precisare che i ricercatori di tutto il mondo sono impegnati nel tentativo di comprendere il  motivo per cui alcuni individui si ammalano gravemente di Covid-19  e altri hanno solo sintomi lievi. 

Questo perchè molti casi gravi non rientrano tra i fattori a rischio più noti come l'età, un sistema immunitario compromesso, patologie pregresse.

Per esempio in un articolo su Nature, l'Università di Edimburgo ha identificato alcune regioni del genoma che potrebbero essere coinvolte nella risposta al Covid 19, in grado di fare la differenza tra un individuo e un altro.

Altre ricerche  come quella coordinata dal Radboud University Medical Center, nei Paesi Bassi e pubblicata nel novembre scorso sulla rivista eLife ha puntato sull'esame del sangue : sulla quantità di globuli, i livelli dell’ematocrito e dell’emoglobina. Secondo i ricercatori grazie a questi parametri si può prevedere il decorso della malattia rilevando l’attività delle cellule immunitarie. 

Altri studi per esempio quello condotto su 225.556 persone da un team dell’Institute for Clinical Evaluative Sciences di Toronto, hanno cercato di mettere in correlazione il gruppo sanguigno con la gravità dei sintomi. 

La ricerca su questi temi è in fermento ma purtroppo essendo questi degli studi al momento osservazionali debbono essere presi con cautela, non sono rari conclusioni discordanti, alcune relazioni potrebbero essere casuali o legate all'area geografica o al gruppo di popolazione presa in esame.

Questo deve essere uno stimolo alla ricerca per scoprire e sapere in anticipo quali sono i gruppi più a rischio che possono sviluppare una forma grave di Sars-Cov 2.


Gruppo Sanguigno e Covid 19

Secondo l'Institute for Clinical Evaluative Sciences di Toronto coloro che hanno il gruppo sanguigno 0 sono meno toccati da forme gravi di Sars Cov 2, chi è di gruppo 0 ha il 12% in meno di possibilità di contrarre forme gravi di Covid 19, percentuale che sale a 21% se si ha l’Rh negativo.

Secondo i ricercatori chi ha gruppo sanguigno 0 potrebbe aver sviluppato anticorpi per difendersi meglio (in particolare i ricercatori si soffermano sugli anticorpi Anti-A prodotti).

Dobbiamo tenere presente che in qualsiasi caso che coloro che appartengono al gruppo 0 non sono affatto protetti al 100%  dal virus e possono contrarre il Covid 19 come gli altri gruppi sanguigni.

Sempre secondo i ricercatori una spiegazione può essere data che la ricerca non includeva dati sul tromboembolismo venoso, che è una complicanza del Covid-19. 

Questo dato è importante perchè il fenotipo e il genotipo del gruppo sanguigno 0 da sempre è associato a un ridotto rischio di tromboembolia venosa.

Recentemente un altro studio  presentato all’ultima edizione del Congresso ASRM (American Society for Reproductive Medicine), ha indicato che gli individui con il gruppo sanguigno 0 e Rh positivo presentano una maggiore protezione contro il COVID-19, al contrario dello studio canadese.

Sebbene il gruppo 0 sembra avere da questi studi un minore impatto negativo ancora nessuno riesce a spiegare il perchè di queste differenze degli studi tra il gruppo 0 rh positivo o negativo (attendiamo ulteriori ricerche in merito).


Gruppo Sanguigno e patologie

In passato sono stati pubblicati studi che hanno messo in relazione il gruppo sanguigno con alcune patologie, l'importanza è stata ritenuta relativa e non si è indagato molto o per lo meno per il momento il gruppo sanguigno non è stato riconosciuto come fattore di rischio. 

Per esempio coloro che hanno il gruppo sanguigno 0, hanno maggiore rischio di sviluppare l'ulcera allo stomaco.

Al contrario secondo uno studio pubblicato su BMC medicine nel 2015 sosteneva che i gruppi sanguigni A, B e AB hanno una maggiore possibilità di sviluppare il cancro allo stomaco rispetto al gruppo 0.

Da uno studio svolto dall'Università di Groningen, il gruppo AB, A e B hanno una maggiore rischio del 9% per malattie cardiovascolari, perchè secondo questo studio i gruppi A, B e AB presentavano una maggiore concentrazione della proteina GAL-3, collegata a scompensi cardiaci, e una proteina per la coagulazione denominata fattore Von Willebrand, associato invece ad un rischio di trombosi.

Secondo uno studio francese pubblicato su Diabetologia le donne che hanno il gruppo sanguigno A e B hanno un rischio più elevato di diabete di tipo 2.

Indice di maggiore rischio può non volere dire nulla ma può essere importante nell'ottica di una prevenzione o di una persona già a rischio per altri fattori.

In Italia il gruppo sanguigno 0 rh negativo riguarda solo il 7% della popolazione, il gruppo 0 rh positivo il 39% della popolazione.

Sintesi

Dai studi osservazionali è emerso che coloro che hanno il gruppo sanguigno 0 hanno una minore possibilità di rischio grave per il Covid 19.

Non vuole dire che non possano contrarre Sars-cov2, non vi è alcuna garanzia al 100%. Pertanto distanziamento, strumenti di prevenzione e vaccino restano i migliori strumenti per difendersi dal Covid 19.

La ricerca deve esaminare qualsiasi dato che possa essere in qualche modo influente sull'infezione del  Covid 19, occorre però cautela nella diffusione di questi dati, un minimo di accortezza nel leggere perchè avere il 12%  di possibilità meno di forme grave di Covid 19, può essere un dato interessante ma non è un dato di garanzia d'immunità. 

La comunità scientifica sta soltanto, raffinando la ricerca, per essere in grado di capire quali sono i gruppi di popolazione più a rischio per prevenire le forme più gravi di Covid 19.


martedì 26 gennaio 2021

Nutrizione e Covid 19: prevenzione o prospettive terapeutiche? (Vitamine, Micronutrienti, Quercitina e Resveratrolo)


Giacoma Felli, Rimini: Vorrei sapere qual'è il ruolo dell'alimentazione nel Covid 19?

Il ruolo principale dell'alimentazione attualmente è un ruolo preventivo, un 'alimentazione equilibrata con un corretto apporto di vitamine e micronutrienti, può rendere un sistema immunitario sano ed efficiente in grado di difendersi contro patogeni esterni come batteri e virus.

Un' alimentazione poco equilibrata e senza un corretto apporto di vitamine e micronutrienti porta a un maggiore rischio d'infezioni.

Diversi studi hanno dimostrato in passato che la funzione immunitaria non è uguale per tutte le fasce d'età, diminuisce man man che passano gli anni e con l'associazione di sviluppo di patologie croniche e degenerative. 

Sovente nella popolazione anziana questa diminuzione della funzione immunitaria è correlata alla malnutrizione dovuta a diversi fattori socio economici ma che tuttavia può essere adeguatamente corretta.

Bisogna considerare che l'attività del sistema immunitario viene accelerata quando l'individuo è infettato, questa intensa attività è accompagnata da un aumento del metabolismo che richiede fonti d'energia che possono arrivare anche dall'alimentazione.

Di conseguenza potrebbe risultare utile in un primo momento un'alimentazione che prevede un adeguato apporto di sostanze nutritive per supportare il sistema immunitario in questa fase iniziale.

Una particolare attenzione deve essere rivolta all'interno di un alimentazione equilibrata agli apporti di Vitamina A, Vitamina B6, Vitamina B12, Folati, Vitamina C, Vitamina D, Vitamina E e oligoelementi come Zinco, Rame, Selenio, Ferro.


Infezione da Sars Cov 2 e tempesta di citochine

Quello che caratterizza l'infezione da Covid 19 nell'organismo è uno stato pro ossidatico e pro infiammatorio, altrimenti chiamato "tempesta di citochine" (un aumentata produzione di ROS, eicosanoidi, chemochine e citochine proinfimmatorie come TNF-α, IL-1β e IL-6).

Pertanto alcuni ricercatori per contrastare questo stato, hanno avanzato l'ipotesi che si potrebbe pensare in questa fase ad una maggiore introduzione di Vitamina C, Vitamina E per il loro ruolo antiossidante e di Epa e Dha (acidi grassi omega 3) per il loro ruolo d'antiinfimmatori.

Nell'ultimo anno diversi studi osservazionali e in vitro messo in evidenza la possibilità di un ruolo interessante per il Covid 19 di alcune vitamine e micronutrienti come  :

Vitamina D

Per la capacità di mantenere integra la barriera polmonare

Dove la possiamo trovare: buona esposizione al sole, solo il 20% può arrivare dalla dieta 38% in particolare nel pesce 

Vitamina A

Potente effetto antiossidante e può aumentare la resistenza alle infezione.

Dove possiamo trovare: principalmente 55% nei vegetali (gialli, arancioni e rossi e anche nei vegetali e a foglia verde)

Vitamina C

Ruolo antiossidante (nei pazienti cin infezioni respiratorie acute le concentrazioni plasmatiche di Vitamina C risultano ridotte rispetto alla popolazione sana)

Dove possiamo trovare: principalmente negli agrumi, ribes nero, peperoni, kiwi, cavolini e cavolfiore

Vitamina E

Potente effetto antiossidante

Dove possiamo trovare: Olio di germe di grano, olio di girasole, olio di masi, mandorle, olio di oliva, arachidi, ceci, broccoli, spinaci

Zinco

Inibisce la RNA polimerasi, richiesta dal virus Coronavirus per replicarsi

Dove possiamo trovarlo: Granchio, frutti di mare, funghi, fagioli, frutta secca

Selenio

Stimola la funzione immunitaria nel nostro organismo

Dove possiamo trovarlo: Frattaglie, pesce (sardine), frutti di mare (cozze)

Ferro

Un ridotto apporto di ferro, aumenta la suscettibilità alle infezioni

Dove possiamo trovarlo: frattaglie, carne, pesce 


Quercitina

Questa molecola sembrerebbe da uno studio in vitro che possa agire da specifico inibitore della Sars Cov 2 perchè ostacola l'attività della proteina 3CLpro impedendo la possibilità di replicazione del virus.

In particolare sembrerebbe che la co somministrazione con la Vitamina C eserciti un azione sinergica.

Dove si può trovare la Quercitina:  è un flavonoide presente in capperi, cipolla rossa e radicchio rosso.


Resveratrolo

Secondo recenti studi sembrerebbe che Ace 2 (enzima 2 convertitore dell'angiotensina) che funge da punto d'ingresso nelle cellule per il coronavirus, può essere influenzato dall'apporto di Resveratrolo, un elevato apporto di Resveratrolo può impedire o ridurre l'ingresso del virus nelle cellule.

Dove possiamo trovare Resveratrolo : arachidi, uva nera, cacao, mirtilli, vino rosso

Sintesi

Un alimentazione equilibrata con una particolare attenzione all'intake di vitamine e micronutrienti, può svolgere un ruolo importante nel mantenere efficiente il sistema immunitario, in modo che il corpo avrà maggiori possibilità di difendersi dal virus.

Forse in futuro, se gli studi lo dimostreranno, sarà possibile pensare d'affiancare nella terapia una dieta, che privilegi alcuni nutrienti ma al momento disponiamo solo di alcune ipotesi, non abbiamo ancora delle chiare evidenze medico scientifiche.


giovedì 14 gennaio 2021

Non c'è più Giò, Giovanni Baldi morto di Covid 19


Voglio dedicare il primo post dell'anno, a un lettore e un amico di tante risate e tanti gelati.

Il Covid 19 lo ha portato via a tutte le persone che gli volevano bene, lavorava in Pronto Soccorso all'Ospedale di Crema, ha lottato per nove mesi come un leone, purtroppo non ce l'ha fatta.

Cito un'episodio molto privato, per capire la personalità di Giovanni, due anni fa ho avuto un tumore ma non l'avevo detto a nessuno (problema oggi superato), sono solo scomparso dalla vita sociale con mille scuse. 

Giovanni che aveva capito che c'era qualcosa che non andava me lo sono ritrovato in Ospedale davanti alla porta della mia stanza che mi dice "ma è possibile che debba fare tutta questa strada per sapere come stai ?"

Riusciva a farti sorridere anche nei momenti meno felici, sapeva sdrammatizzare e alleviare le preoccupazioni .

Ogni giorno sentiamo parlare di morti del Coronavirus, 500, 600, 700 numeri che sembrano caramelle e invece sono persone magnifiche come Giovanni, in prime linea contro il virus.

Ve ne parlo perchè il Covid 19 c'è ancora, è vero che c'è il vaccino ma ancora non è distribuito in modo capillare, ci vorrà del tempo, pertanto è importante osservare tutte le norme di distanziamento sociale. 

Sapere che c'è il vaccino può spingere a comportamenti superficiali.

Comprendo che la maggior parte delle persone sono spazientite, non potersi spostare, non essere liberi di prendere il caffè, sono tutte cose che hanno limitato la nostro movimento, il nostro modo d'agire e la nostra vita.

Mi rendo conto che a Febbraio è un anno oramai che abbiamo questo problema ma forse ci si avvia tramite i vaccini verso una soluzione, almeno è quello che speriamo tutti.

Vi auguro un 2021 fuori da questo Covid 19 ma con tutti gli amici e gli affetti integri.


lunedì 14 dicembre 2020

Natale e la famiglia ai tempi del Covid 19


Nadia T. Alba (CN) Carissimo Gunther sono una tua lettrice, ti scrivo perchè sono molto combattuta, non so cosa fare per il giorno di Natale, ogni anno con la mia famiglia ci riuniamo, è l'unico momento dell'anno in cui riusciamo ad essere tutti insieme.

Siamo in casa io e mio marito più i miei due figli di 18 e 23 anni, poi ci sono i miei zii in Veneto che hanno gia avuto il Coronavirus entrambi e ora stanno bene. In più ogni anno vengono mio cugino e suo figlia che vivono in Spagna a Madrid, sono negativi hanno già fatto il test perchè alcuni colleghi di lavoro si sono infettati.

Mi spiace dire a tutti di no ma possiamo vederci a Natale senza correre rischi? Tu come fai?


Quest'anno complice il Coronavirus Covid 19 non vedrò per i giorni di Natale nessuno dei miei figli e quel che è peggio dei miei nipoti. 

Molti problemi sono anche legati ai trasporti, vivono tutti lontani o quasi tutti. Inoltre io abito in casa con mia madre, mia suocera e una zia ultra ottantenne, per loro per l'affetto che proviamo gli uni per gli altri abbiamo deciso di rinunciare a festeggiare il Natale insieme.

Nel tuo caso specifico, gli zii anche se hanno già avuto il Coronavirus, non è detto che non possano di nuovo contrarre il virus; hanno un rischio inferiore in quanto non si conosce quanto tempo duri la loro immunità ma meglio essere cauti.

I tuoi genitori possono andare incontro a gravi complicazioni di salute se per caso venissero contagiati dal Covid 19.

Tuo cugino che arriva dall'estero deve fare il tampone tre giorni prima, purtroppo non mancano casi in cui il tampone del giorno prima era negativo e il tampone del giorno dopo è positivo, potrebbe essere una misura non sufficiente.


Si potrebbe mangiare distanziati 1,5 m con le finestre aperte, i piatti e le posate di plastica, con le mascherine a portata di mano non dovrebbe esserci nessun problema (un po' come da piccoli quando si giocava ai quattro cantoni, se si sposta uno devono spostarsi tutti quanti gli altri).

Dipende anche da dove si abita, da me in montagna l'aria e fresca e pulita ma spesso intorno a uno o due gradi anche di giorno, bisogna mangiare con il cappotto o la pelliccia e con i doposci ai piedi. 

In Sicilia magari con una media di sedici gradi può essere più facile mangiare con le finestre aperte, sempre che non spiri vento dal mare (quest'anno è meglio non affidarsi alla sorte).

Nessuno può garantire che questa riunioni di famiglia possano essere senza rischi, troppo facile prendere il virus e non volontariamente infettare gli altri.  


Non sono molto d'accordo con la modalità delle restrizioni che in Europa differiscono da paese a paese ma sicuramente quest'anno è meglio rinunciare alle riunioni di famiglia che davano significato e senso al Natale.

Comprendo che si sono persone sole e anziane, che molto volentieri passano un giorno in famiglia ma sono sole tutto l'anno ricordiamoci di non invitarle a pranzo solo a Natale ma invitarle più volte durante l'anno.

Bisogna vedere la questione sotto un altro punto di vista, è immensamente triste vedere delle persone che ami ammalarsi e perdere l'opportunità di abbracciarli sapendo che sarebbe bastato aspettare cinque o sei mesi senza correre rischi.

Morale Natale 2020 senza i tuoi e Pasqua 2021 con i tuoi e con chi vuoi (se tutto andrà bene)


Consiglio di fare come me, invece che pensare al rammarico delle cose belle, provare a scrivere gli aspetti positivi della mancanza della riunione di famiglia per Natale:

- non devo fare da mangiare per 20 persone per 3 giorni, questa vacanze di Natale mi riposo

- non devo fare la coda in bagno (che ad una certa età è un sollievo)

- non mi devo vestire da Babbo Natale (non ci sto più dentro al vestito, si sarà ritirato!)

- niente molliche in giro per casa (pezzi di pizza, focaccia, biscotti, succhi di frutta a metà)

- posso sedermi sul divano senza guardare prima cosa c'è sotto

- non devo dire che bello a tutti i regali che ricevo

- non devo ridere alle battute del mio futuro genero e sorridere alla futura consuocera

- nessun pettegolezzo sui parenti e sui vicini di casa

- se mi faccio una torta la mattina ho speranza di ritrovarla la sera (la speranza non certezza)

Sarà un Natale indimenticabile!




lunedì 23 novembre 2020

Domande e risposte sui Vaccini Covid 19


Quando si potrà essere vaccinati?

Difficile da dire, secondo le dichiarazione del Ministro Italiano della Salute Speranza (mai nome fu più appropriato), le prime dosi dovrebbero arrivare in Italia a fine Gennaio 2021, circa un milione che su una popolazione di 60.000.000 è pochissimo, più verosimilmente entro Giugno 2021 per tutte le persone più a rischio.

Chi approva i vaccini?

Per quanto riguarda l'Europa è l'Ema cioè Agenzia Europea per i Medicinali

Per quanto riguarda gli Usa è la FDA cioè la Food and Drug Administration 

E' possibile che la maggior parte dei produttori di vaccini COVID-19 inizialmente non richiederà la normale approvazione, che in genere richiede sei o più mesi di studio di follow-up. Al contrario, probabilmente si richiederà un'autorizzazione all'uso di emergenza che consente di rilasciare nuovi farmaci e vaccini durante un'emergenza sanitaria. 

Sono tre le fasi dello studio del vaccino

Fase 1 : Studio del Virus

Fase 2: Test in laboratorio e su animali

Fase 3: Test sulle persone 

- Fase 3a su una decina di volontari adulti e sani

- Fase 3b su centinaia di volontari per diverse fasce d'età, etnia, e patologie pregresse.

- Fase 3c su migliaia di volontari per valutare effetti indesiderati o collaterali.

Sono state scelte scorciatoie per questi vaccini?

La sequenza genetica del virus era gia nota a fine gennaio, in particolare per sviluppare la tecnologia dei vaccini Pfizer e Moderna che si basa su  metodo mRNA , grazie alle nuove tecnologie sviluppate negli ultimi anni si è potuto accelerare il lavoro .

Io penso che a questa domanda dovrebbero rispondere le aziende, che non hanno una grande tradizione alla trasparenza e alla comunicazione. 

La pubblicazione dei dati sugli studi dei vaccini dovrebbe essere fatto a prescindere perchè il Coronavirus Sars Cov 2 riguarda non solo la politica e l'economia, tutta la comunità scientifica e tutti i cittadini.


Se mi vaccino vuole dire che non posso essere infettato?

No, chi farà la vaccinazione vuole dire che ha meno probabilità che si ammali e quindi la necessità di ricorrere ad ospedalizzazione. 

Ciò significa che le persone vaccinate non sono necessariamente immuni all'infezione; ma è più probabile che sperimentino meno sintomi e non si ammalano come quelli che non sono vaccinati.

Solo vaccinando milioni di persone e monitorando come reagiscono i loro sistemi immunitari, gli esperti avranno una migliore conoscenza di ciò che serve per estinguere il COVID-19 o almeno renderlo molto più difficile da diffondere. 

In sintesi il vaccino è uno strumento in più per combattere il COVID-19. 

I vaccini sono tutti uguali?

No,  le aziende applicano diversi metodi e tecnologie. 

Moderna e Pfizer utilizzano la tecnologia mRNA basata sul codice genetico del virus pandemico. 

Mentre il Vaccino della Johnson & Johnson/Janssen, è basato su un adenovirus umano, nel quale è stato innestato un gene in grado di indurre alcune cellule del corpo umano a produrre delle copie della proteina spike, la principale arma del coronavirus. Tale meccanismo dovrebbe indurre il sistema immunitario a riconoscere questa minaccia e a sviluppare delle opportune difese contro il virus del Sars-CoV-2 .

Novavax della partnership Sanofi/GlaxoSmithKline, il vaccino introduce proteine dal virus stesso per innescare una risposta immunitaria.


Dove si potrà essere vaccinati?

Al momento non è dato sapere, ogni paese si doterà di una propria organizzazione, il Ministro della Salute dell'Italia On, Speranza comunicherà presto un piano vaccini.

Si può dedurre che all'inizio è possibile in particolare per il vaccino Pfizer visto che deve avere una conservazione di -75, solo in strutture ospedaliere di un certo livello in modo di garantire la catena del freddo. Man mano che si procederà con l'arrivo di altri vaccini di altre aziende che non necessitano di una catena del freddo si potrà presumibilmente estendere ad ambulatori, medici di base e non è escluso farmacie, che hanno una rete più capillare sul territorio.  

Potrò scegliere quale vaccino fare?

No, al momento questa possibilità è esclusa a meno che non si rendano i vaccini vendibili in farmacia e quindi a scelta dell'acquirente o in base alla disponibilità.

La tendenza è quella di non dare alle persone la possibilità di scelta. Dovuta anche al fatto che non c'è un offerta di vaccino Covid 19 in grado di accogliere tutte le richieste, bisognerà considerarsi fortunati a prescindere dal tipo di vaccino e fabbricante.

Unico problema e che se questi tipi di vaccini arriveranno troppo tardi una certa parte della popolazione potrebbe essersi immunizzata, ad oggi in Italia 1.400.000 hanno contratto il virus, di cui solo 600.000 sono guariti. 

Si dovrà pagare il vaccino Covid 19?

Anche qui è difficile da dire, dovrebbe essere gratuito non è esclusa una tassa o un contributo per la somministrazione se fatta da un ospedale pubblico o una struttura convenzionata mentre sicuramente a pagamento in una struttura privata (come il vaccino antinfluenzale).

Dopo il vaccino si dovrà indossare ancora la mascherina?

Si, i dispositivi di protezione si dovranno ancora adoperare, i vaccini secondo le notizie che vengono fornite possono proteggere dall'ammalarsi della malattia ma non possono impedire di essere infettati dal virus. 

Ciò significa che le misure di salute pubblica come indossare mascherine, prendere le distanze sociali ed evitare assembramenti sono ancora fondamentali per contenere il virus. 

Pertanto  è importante seguire ancora tutte le misure di contenimento del virus. Se sei immunizzato, puoi comunque essere infettato dal virus e quindi trasmetterlo ad altri. 

Quindi indossare una maschera in pubblico, praticare il distanziamento sociale ed evitare assembramenti, rimangono comportamenti fondamentali.

Chi ha gia avuto il Covid può fare il Vaccino?

No, almeno per il momento chi ha già fatto il Covid-19, dovrebbe essere già immune, purtroppo non sappiamo ancora quando dura l'immunità, una volta che la comunità scientifica chiarirà questi dubbi, sapremo se è utile anche per questo gruppo di persone, attualmente in Italia circa 600.000, fare il vaccino.

Quanto tempo dura la protezione del vaccino?

Questo ancora non lo sappiamo i test sono stati fatti da poco non abbiamo dati, potrebbe durare solo qualche mese e un anno (questo è l'auspicio da parte dei ricercatori), mi piacerebbe come per altri vaccini che sia per un tempo molto più lungo.


venerdì 20 novembre 2020

Quanti vaccini per Covid 19?


La scorsa settimana sono stati annunciati i vaccini in fase di approvazione della sperimentazione per il Covid 19, finora 3 : BionTech/Pfizer, Astrazeneca/Oxforrd e Moderna. 

Il 31 luglio l'OMS indicava che c'erano 165 progetti di vaccino in corsa nel mondo di questi ben 26 erano già alla sperimentazione sull'uomo.

2 vaccini finora sono stati utilizzati, più o meno ufficiosamente, CanSino Biolgic sui militari cinesi e in Russia Sputnik V, nonostante tutto ad oggi alcun studio o risultato è stato pubblicato.


Questi dovrebbero essere i sei vaccini in dirittura d'arrivo per la conclusione della sperimentazione e la produzione.

Nome del vaccino : BBIBP

Fabbricante: Sinopharm/Wuhan - Institute of Biological Products

Tipo di vaccino: Inattiva il Virus

Adiuvanti: idrossido di alluminio

Numero di dosi: 2

Dove vengono fatte le sperimentazioni cliniche: Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Brasile

Nome del vaccino : Corona Vac 

Fabbricante: Sinovac Biotech (Cina)

Tipo di vaccino: Inattiva il virus

Adiuvanti: Allume

Numero di dosi 2

Dove vengono svolte le sperimentazioni: Brasile, Indonesia, Bangladesh

Nome del Vaccino: mRNA-1273

Fabbricante. Moderna (USA)

Tipo di vaccino : Frammenti del genoma del Virus (RNA)

Adiuvanti: no

Numero di dosi : 2 (28 giorni di distanza)

Dove vengono svolte le sperimentazioni: Stati Uniti

Temperatura di conservazione: 2-8°C max 30 giorni

Efficacia: 94,5%

Nome del Vaccino: BNT162b1

Fabbricante: Biontech / Pfizer (Germania/ Stati Uniti)

Tipo di vaccino : Frammenti del genoma del Virus (RNA)

Adiuvanti: no

Numero di dosi: 2 (21 giorni di distanza)

Dove vengono svolte le sperimentazioni: Brasile, Stati Uniti, Argentina, Germania

Temperatura di conservazione: -75°C

Efficacia: 90%

Nome del Vaccino: AZD1222 (ChAdOx1ncov-19)

Fabbricante: Università di Oxford / Astrazeneca (Regno Unito/ Svezia)

Tipo di vaccino : Il DNA del Coronavirus introdotto in un altro virus reso innocuo (vettore virale)

Adiuvanti: no

Numero di dosi: 1

Dove vengono svolte le sperimentazioni: Brasile, Stati Uniti, Regno Unito, Sud. Africa, India

Efficacia: 70%

Nome del Vaccino: Ad5-nCoV

Fabbricante: Cansino Biologic/ Beijing Institute of Biotechnology (Cina)

Tipo di vaccino : Il DNA del Coronavirus introdotto in un altro virus reso innocuo (vettore virale)

Adiuvanti: no

Numero di dosi: 1

Dove vengono svolte le sperimentazioni: Arabia Saudita, autorizzato in Cina (Militari)


Non è escluso che in questi giorni qualcuno dei 26 vaccini i fase di sperimentazione  si annunci il completamento positivo della sperimentazione, si vocifera della nuova sperimentazione della face 3 in  Regno Unito del Vaccino Jensen.

Al momento abbiamo solo le comunicazioni delle aziende che sono poche e circoscritte anche se sono a conoscenza sulla sperimentazione di altri vaccini come : Sinovac, Butantan, Novavax ed Elea Phoeni.

Non viene comunicato questi vaccini forniscano un immunità duratura per sempre o è necessario ripetere il vaccino ogni anno come il vaccino anti influenzale.

Non viene comunicato se questi vaccini bloccano replicazione del virus nel corpo e possono impedire il contagio da persona a persona.

Nonostante tutte queste incognite sulla comunicazione, si vede l'Unione Europea siglare contratti e accordi per vaccini che hanno iniziato o inizieranno a breve la fase 3 la sperimentazione clinica, sarà la fame di vaccini, sarà la situazione d'emergenza si siglano possibili accordi commerciali sulle aspettative dei risultati ( esempio vaccino sanofi, curavac, Johnson&johnson).



Dal momento che non si può vaccinare tutti a chi dare la precedenza?

Russia e Cina hanno fatto la loro scelta sembra politica hanno vaccinato dando la precedenza all'esercito, una scelta alquanto originale.

In Europa verrà data precedenza ai sanitari, corpi di polizia e persone più a rischio come il vaccino antinfluenzale probabilmente (anziani e persone a rischio per altre patologie).

In Australia si pensa alle geolocalizzazione tramite il contact tracing che sceglierà le persone più a rischio, che hanno uno stile di vita più a rischio, il dibattito è aperto su chi dare la precedenza quando i vaccini saranno pronti.

Speriamo che non venga seguito l'esempio del vaccino antiinfluenzale 2020 della Lombardia, dove su 10 milioni di persone sono stati acquistati sia per enti pubblici che privati 3 milioni di vaccini, che viene praticato a discrezionalità, tanto che si è creato un mercato nero del vaccino antinfluenzale, anticiperà la borsa nera dei vaccini?

Il costo del vaccino?

Il costo, nessuno si esprime perchè in molte categorie sarà un costo sostenuto dalla spesa medica dello Stato.

Moderna, si scrive sui media di un costo tra i 10 e i 20 dollari a dose, più vicino ai 20, al momento i documenti dei contratti tra Unione Europea e Aziende Farmaceutiche sono stati secretati

Astrazeneca (Oxford) il vaccino europeo secondo la stampa si scrive di 4 o 5 euro.

Il Vaccino Astrazeneca ha recentemente è stata pubblicato un articolo su Lancet.


Sintesi:

La notizia dell'arrivo dei vaccino all'inizio del 2021 è la notizia che tutti aspettavamo, mai in nessuna altro periodo storico c'è stato uno sforzo cosi grande per la ricerca medico scientifica. 

Abbiamo contato imminenti almeno 12, 26 in fase 3 e più di 165 progetti in elaborazione!

Percepisco una certa fretta, questo potrebbe per l'entusiasmo fare saltare tutti i protocolli di sicurezza? Oggi il pensare d'avere a disposizione uno strumento per bloccare il Covid 19, non stimola il tempo di un pensiero o di una riflessione.

Alla base c'è una mancanza di comunicazione al pubblico e alla comunità medico scientifica, non abbiamo notizie e facciamo fatica a sapere se questi vaccini sono in grado di soddisfare i criteri d'efficacia.

L'Unione Europea prenota in anticipo vaccini ancora in fase di sperimentazione per paura di rimanere senza, secreta i contratti con le aziende farmaceutiche ma lancia su twitter la notizia dei contratti, non so quanto questo ci possa rassicurare .

Il fatto che si fanno accordi su tutti i produttori di vaccini possibili, lascia un sbigottiti, dobbiamo comprarli tutti 165? Perchè? Seppure comprendo emergenza e difficoltà, forse vuole dire che l'obiettivo d'avere uno strumento valido per Covid 19 potrebbe essere più lontano di quanto sembra?

Ovviamente spero d'interpretare male questi fatti di cronaca e di sbagliarmi e che da Gennaio potremo tutti tornare ad una vita pre Covid.