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lunedì 2 dicembre 2019

Snack al cioccolato dal cacao crudo al cioccolato vegano

In un settore alimentare dove ogni ricerca di mercato sembra dire tutto e il contrario di tutto, sulla crescita del settore dei snack ed in particolare dei snack al cioccolato sono tutti d'accordo.

Il fuori pasto sia dolce che salato cresce al di là della lotta contro l'obesità, al di là di un alimentazione sana ed equilibrata, basta passare davanti ad un distributore automatico, intrattenersi qualche minuto in più in una cassa di un supermercato che anche il più inflessibile, si lascia andare al piacere del gusto di uno snack.

La globalizzazione sta cambiando il modo di alimentarsi in tutte le culture, tanto che il consumo dei snack o meglio dei fuori pasto è divenuto un comportamento globale, sostenuto dall'aumento della classe media e di una maggiore disponibilità economica in nuovi paesi.


Siamo diventati sempre più indulgenti nei confronti dei peccati di gola, tendiamo a giustificare con un po' troppa leggerezza il ricorso ai snack sia dolci che salati.

Tuttavia il settore dei snack al cioccolato ha le sue nuove preferenze che modificano l'offerta. Negli ultimi 5 anni l'acquisto ha favorito gli snack al cioccolato fondente piuttosto che al cioccolato bianco e al cioccolato al latte.


Un esempio su tutti la nuova proposta della Lindt Excellence "cioccolato al latte per adulti" un nuovo tipo di cioccolato al latte che diminuisce il contenuto di zucchero e aumenta la percentuale di cacao per offrire le sensazioni di un cioccolato fondente.

In particolare gli acquisti dei snack al cioccolato premiano:

1) Il cioccolato fondente, quelli con maggiori percentuali di cacao.

2) l'informazione sull'origine della materia prima, con grande attenzione sulla mono origine, la provenienza, in particolare ai cru del cioccolato.

3) La storia di un marchio o di un'azienda.

4) La sostenibilità.

5) L'innovazione.

Nonostante il piacere a determinare la scelta del consumatore è la storia del prodotto e del marchio, l'origine della materia prima, la sostenibilità, l'esperienza e la novità in termine di gusto .


L'innovazione: il cioccolato vegano

Uno delle sfide che si prospettano più interessanti per le aziende è fare in modo di produrre cioccolato solo con prodotti d'origine vegetale, scelta difficile in particolare per il cioccolato al latte, due aziende hanno annunciato la possibilità di produrre cioccolato di qualità, d'origine vegetale e senza lecitina di soia come emulsionante nel 2020: la Galaxy e la Luker.

Tecnologicamente non è facile produrre un cioccolato senza lattosio, in genere gli artigiani ricorrono a prodotti o bevande a base di riso, avena e cocco.

Alcuni artigiani nel tentativo di proporre un cioccolato a ridotto contenuto di lattosio, utilizzano del latte di capra.

I marchi più innovativi solo alla ricerca di creare un cioccolato vegano di qualità in grado di dare lo stesso sapore, aroma e consistenza del cioccolato al latte, è su quest'ultima sfida che sembra si giocherà la competizione tra le aziende.


L'altra faccia dell'innovazione il progetto WholeFruit Chocolate 

Promosso dall'azienda svizzera Barry Callebaut il più grande distributore di cioccolato nel mondo, questo progetto promuove l'utilizzo dell'intero frutto di cacao, oggi se ne utilizza solo il 30%, un nuovo modo di utilizzare l'intero frutto del cacao senza scarti come la buccia e la polpa. Per saperne di più: Wholefruit chocolate.


Tra innovazione e tradizione : Cacao crudo

La voglia di benessere ha fatto crescere la domanda di cacao crudo, si tratte di cacao che viene prodotto con metodi innovativi, non viene lavorato con temperature superiori a 42 gradi, temperatura oltre il quale i benefici nutrizionali della fava di cacao vengono parzialmente meno. Rivolto a un pubblico d'estimatori del cioccolato e per gli appassionati di superfood

Sintesi :

La nuova domanda di snack al cioccolato è globale, un mercato che punta al piacere del gusto in tutte le culture e paesi nel mondo. Un'offerta che sta cambiando per adeguarsi alle aspettative dei consumatori che chiedono d'avere un etichetta più chiara con l'indicazione dell'origine delle materie prime e della lavorazione, un prodotto sostenibile, etico ed innovativo.


venerdì 19 aprile 2019

Tanti auguri di Buona Pasqua

Quest' anno per Pasqua ho scelto due uova che rappresentano le lavorazioni di cioccolato.

Le decorazioni molto elaborate e fotografate della Pasticceria Marchesi a Milano (un uovo da selfie) e quella molto sofisticata di Pierre Hermè che quest'anno ha pensato di collaborare con la famosa marca di prodotti d'argento  Christofle, realizzando Mood un uovo di cioccolato che nasconde all'interno un set di posate. 

Da una parte un uovo che mira a conferire uno status symbol per la ricercatezza della lavorazione l'altro un progetto  di co marketing di prodotti d'alta gamma.

In generale le vendite dell'Uovo di Pasqua al cioccolato sono in flessione da più anni, nonostante si cerchi di creare del nuovo valore aggiunto, questo è poco orientato nei confronti delle aspettative del cliente. Forse ci si concentra troppo sulla decorazione e colore e poco sul cioccolato e il suo gusto. Quest'anno niente post sulle uova non erano molto interessanti anche se un ovetto di buon cioccolato me lo compro lo stesso.

Auguri a tutti di Buona Pasqua

© Pierre Hermé

martedì 27 marzo 2018

Uova di Pasqua 2018: Arte, Tradizione e Design

Da alcuni giorni le vetrine delle migliori pasticcerie della città sono adornate di uova al cioccolato perché la Pasqua rappresenta il 30% del fatturato annuo, il momento più importante dell'anno dopo il Natale (dati Nielsen). 

Saranno consumati circa 15 milioni di uova di Pasqua in questo 2018 in Italia, 1 italiano su 4 riceverà l'uovo di Pasqua, secondo una indagine del Centro studi della CNA Agroalimentare.


La tendenza più interessante sono le piccole dolcezze al cioccolato, i cosiddetti ovetti spesso ripieni di crema al cioccolato o alla nocciola con cereali che anno dopo anno conquistano il palato dei consumatori.

Un piccolo peccato di gola, in particolare nelle due settimane prima della Pasqua, tutte le aziende dalla Pernigotti alla Zaini offrono piccoli ovetti per un piacere in qualsiasi momento della giornata.


In genera ad Pasqua si guarda il colore, la forma, la decorazione invece un invito a prestare attenzione alla qualità del cioccolato che viene dato dalla lista ingredienti e principalmente da cacao, burro di cacao e non ultimo lo zucchero (saccarosio).

Cioccolato classico: percentuale minima del cacao è il 35%, e burro di cacao 18%,
Cioccolato extra: la percentuale di cacao deve essere almeno il 45%, il burro di cacao il 28%.
Cioccolato finissimo o superiore: la percentuale di cacao deve essere almeno il 43%.
Cioccolato al latte: la sostanza secca derivante dal latte deve essere almeno del 14% e il saccarosio  non più del 55%.
Cioccolato bianco: latte, burro di cacao e saccarosio . Il burro di cacao deve essere almeno il 20% e il saccarosio non più del 55%.

E' possibile che vi siano anche altri grassi come olio di palma e olio di girasole. non è raro trovare tra gli ingredienti la lecitina, una sostanza insapore che viene utilizzata come emulsionante in genere per risparmiare sul burro di cacao.

Non c'è nulla di male ma non è indice di qualità di un prodotto, trascurabile forse all'interno di un prodotto al supermercato a un prezzo basso, determinante per un prodotto venduto in una pasticceria.


A incidere sul prezzo è la sorpresa all'interno, la lavorazione e le percentuali degli ingredienti del cacao e del burro di cacao più queste sono maggior, più il prezzo del prodotto è tendenzialmente alto.

Si iniziano a vedere le uova di Pasqua senza Glutine, le uova di Pasqua Vegane oppure le uova di Pasqua con ingredienti Biologici.

Questo perché si è modificata la domanda, da un dolce tradizionale per bambini si è spostato ad dolce per soddisfare il gusto e lo stile di vita degli adulti.

Tra Parigi e Milano, ho visto negli anni sempre di più delle uova molto sofisticate alcuni si affidano alla consulenza di designer, delle uova bellissime ma che secondo il mio modesto parere ne hanno snaturato l'origine.



Sono tra le uova più decorate che io abbia visto quest'anno, da una parte c'è il facile riferimento alle decorazione delle Uova di Fabergè dall'altro come mostra il video su Facebook ai colori delle piume dei volatili.
Sono uova classiche con delle decorazioni importanti, che attraggono il pubblico del centro della città, destano una grande curiosità, si rifanno a un idea di decorazione classica e tradizionale che richiede molto lavoro in laboratorio.






Siamo in uno degli Hotel più noti di Parigi con annessa Pasticceria che propone l'uovo del Dragone, si guarda senza troppi dubbi al nuove mercato cinese. Uova del Dragone 75 euro
© Park Hyatt Vendome

Uovo Fragment, 340 g. 14 cm, 43 euro
©Pierre Herme


Animali protagonisti
Quest'anno molti giocano con 1 aprile che sarà proprio il giorno di Pasqua.

Chirstophe Michalak
Pesce d'aprile per Pasqua 2018, 10 euro

© Delphine Michalak, courtesy by Christophe Michalak


Si ispira ad animali della Savana, Captain Lion 48 euro
©Dalloyau

Il coniglio mascalzone 85g , 21 euro
© Fauchon


Si ispira al pesciolino con la pinna di squalo 265g, 31 euro
© la mere de famille


Si ispira alle tartarughe, le tartarughe marine Crush, 260 g, 52 euro

© Le Notre



Mi piace molto quest'idea della rivisitazione della Colomba in una creazione al cioccolato.
©Maison Henry le Roux

Meriterebbe un premio solo per avere portato il tema dei fenicotteri nelle uova di Pasqua, una novità rispetto al passato.
Fenicotteri rosa, uovo di cioccolato fondente spruzzato di burro di cacao rosa, 60 euro


Arte moderna

illustrate da Josh Cochran e Robin Eisenberg, 250 g, 15 euro
© Le chocolat des francais



© Leburgundy


Izimbali, grande formato 79 euro
© Jacque Genin

Uova colorama, 13,5 cm 42 euro, 18 cm  55 euro

©Senoble

Peck Milano
Uovo con la frutta secca 440g 76 euro.



Hotel Ritz Paris
L’uova di Pasqua Chupa Chic di François Perret , si tratta di un Chupa più grande di quello che siamo abituati con  cioccolato fondente del Venezuela rivestito di cioccolato al latte con all'interno un cuore di nocciole, mandorle e pistacchi caramellati  (85 € in vendita presso il concept store Ritz Paris).


© Photo Matthieu Cellard, courtesy by Hotel Ritz Paris

Classico decoro floreale

Pasticceria Cova
Cova di via Montenapoleone a Milano ha scelto il tema delle decorazioni floreali un tema classico per le uova di Pasqua ma mai banale.


Uova di Pasqua tutte molto belle, ma mai come quest' anno non mi danno un grande entusiasmo, non so dire perché, talmente belle che sembra un peccato consumarle, forse sono troppo elaborate per i miei gusti, spero che siano buone, di qualità e che vi portino delle belle sorprese.

Tanti cari auguri di Buona Pasqua a tutti.

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mercoledì 13 dicembre 2017

Il cioccolato fa bene o fa male al fegato?

Andrea M., Lodi Vecchio : Il cioccolato fa bene o fa male al fegato?

Nel periodo della feste di Natale c'è il maggior numero di vendite di prodotti al cioccolato, per sostenere questo momento si moltiplicano i pubbliredazionali sui media che hanno come tema il cioccolato.

Come sempre scrivo nessun alimento è miracoloso ma un alimentazione equilibrata unita ad un buon movimento fisico aiuta a mantenere il fisico in buona salute.

Anche il cioccolato può entrare in un alimentazione equilibrata, tuttavia bisogna fare un distinguo per frequenza di consumo e quantità, se si tratta di un consumo occasionale, di un consumo quotidiano, di un consumo frequente durante il giorno o di una vera e propria dipendenza.

In Italia il consumo medio individuale di cioccolato è di circa 4 kg all’anno, in Europa è il decimo paese per consumo individuale, il primo paese è la Svizzera seguito da Danimarca, Regno Unito, Belgio, Finlandia, Germania e Francia.

Il cioccolato fondente in Italia in tutte le sue declinazioni e composizioni rappresenta il 40% degli acquisti; seguono il cioccolato al latte e il cioccolato bianco.

Quest'ultimo dato che può sembrare insignificante e invece molto importante proprio in relazione alla salute del fegato.


Questo perché il cacao ha una buona percentuale di contenuto d'antiossidanti, proprio recentemente uno studio condotto dal Prof. P. Sogni e Patrizia Carrieri, su 990 soggetti in cui la funzionalità epatica è limitata, a causa di un'infezione virale (HIV, epatite C), ha messo in evidenza che il consumo quotidiano di cioccolato è associato nel 40% dei casi al un minore rischio di valori anormali degli enzimi epatici.

Questo riguarda solo il cioccolato fondente che contiene la più alta percentuale di cacao cioè il 70% di cacao (in etichetta pasta di cacao) mentre il cioccolato bianco e il cioccolato al latte hanno poco contenuto d'antiossidanti (in etichetta il cioccolato al latte ha meno contenuto di pasta di cacao rispetto al cioccolato fondente mentre il cioccolato bianco ha solo burro di cacao)

L'effetto positivo è da attribuibile ad alcuni polifenoli contenuti nel cacao, in particolare l'epicatechina .

I benefici del cioccolato nero veicolato dalle molecole del cacao sembrano coinvolgere oltre che il fegato anche il sistema cardiovascolare e celebrale.

Tuttavia bisogna sempre considerare l'apporto calorico del cioccolato fondente 100 g di cioccolato apportano in media 530 kcal. rimane un alimento ricco, di cui è meglio non abusare.


Un attenzione particolare  a coloro a cui è stato diagnosticato una steatosi epatica, in parole semplici un fegato grasso, un disturbo che viene sempre più spesso associato all'obesità.

Questo sovraccarico di grasso anormale del fegato colpisce circa il 25% della popolazione mondiale (il 23% in Europa) che preoccupa sempre più specialisti.

Le cause sono diverse e non sempre note anche se molte ricerche associano il fegato grasso a una dieta squilibrata, troppo calorica, troppo grassa e una vita troppo sedentaria, il corpo diventa meno sensibile all'effetto regolatore dell'insulina. L'energia in eccesso viene immagazzinata come grasso il cui accumulo addominale è particolarmente pericoloso per l'equilibrio metabolico.

Tutti coloro che hanno un fegato grasso hanno l'insulino-resistenza. Quando la resistenza all'insulina è elevata, questo grasso addominale inonda il fegato di lipidi.

Avere un fegato grasso non è una malattia ma è fattore di rischio importante per le patologie cardiovascolari, diabete e tumori.


Sintesi: all'interno di una dieta equilibrata con movimento fisico per rimanere in buona salute può trovare anche posto un quadratino di cioccolato meglio se fondente.
Ad essere più dannosi per il fegato per quantità e frequenza di consumo sembrano essere il cioccolato al latte e il cioccolato bianco con più grassi che possono favorire male di testa, nausea e qualche volta perfino un leggero dolore addominale.
Tuttavia in caso di steatosi epatica un invito alla moderazione anche se il cioccolato fondente è ricco d'antiossidanti rimane un prodotto calorico e ricco di grassi che non sempre si concilia con una dieta  ipocalorica.



venerdì 15 settembre 2017

Il cioccolato ruby, il quarto gusto del cioccolato, il rosa nuovo colore e sapore del cioccolato?

Dopo il cioccolato nero, dopo il cioccolato al latte, dopo il cioccolato bianco ecco arrivare il cioccolato ruby, che io ho tradotto come colore rosa, perchè non è rosso, non è viola ma possiamo definirlo un rosa intenso, a presentarlo a Shangai è stata l'azienda svizzera Barry Callebaut, famosa in tutto il mondo per il cioccolato.

La Barry Callebaut non vende direttamente al pubblico ma ai maestri cioccolatai che sanno trasformare la materia prima il cioccolato in squisite dolcezze.

Si sostiene d'avere ottenuto quel colore rubino con un metodo naturale frutto di tredici anni di ricerca, attraverso una lavorazione particolare di alcune fave di cacao (ha escluso una pratica OGM).

L'obiettivo è la conquista dei nuovi mercati asiatici, con un sapore non amaro, non latteo e nemmeno dolce ma un sapore che può ricordare il profumo d'agrumi e la frutta a bacche rossa, anche se nessuna bacca viene aggiunta al cioccolato.


Il colore attira la sua attenzione, il colore rosa in Asia è particolarmente attraente, in Cina è legato al significato della gioventù, in Corea del Sud il colore rosa è simbolo d'immortalità, in Giappone di dolcezza, sensibilità e grazia, tutti significati che faranno accrescere il valore aggiunto al cioccolato.

La Barry Callebaut è un azienda molto innovativa alcuni anni fa è stata la prima a mettere sul mercato il cioccolato con la stevia, il cioccolato ricco di flavonoidi, anche se poi l'offerta al pubblico non è arrivata forse nel modo corretto e si sono perse le tracce.

Comunque in casa personalmente non mi dispiaceva mettere nel cioccolato bianco sciolto dei lamponi frullati, come tanti mastri cioccolatai inseriscono bacche rosse nel cioccolato.

Non so, ho una sensazione non positiva ma non so spiegare il perchè, un innovazione forse troppo orientata alla possibilità d'attrarre i nuovi mercati che preoccuparsi del gusto e della qualità, non mi convince molto, sarà sicuramente la novità per San Valentino.

Quello che mi lascia perplesso è la comunicazione nel settore del cioccolato, un giorno dicono che il cioccolato sta finendo come causa del cambiamento climatico, giustificando qualsiasi aumento di prezzo, il giorno dopo lanciano un nuovo cioccolato rosa per i nuovi mercati e quindi allargare l'offerta a miliardi di persone! Sarà?

Fonte e foto: Barry Callebaut

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mercoledì 21 giugno 2017

La dipendenza dal cioccolato, è un problema di predisposizione genetica?

La maggior parte delle persone crede che l'atto del mangiare sia un comportamento cosciente e volontario e che chiunque con lo sforzo della volontà o meglio il controllo cognitivo possa gestire la propria alimentazione e il proprio peso.

Questo è vero solo in parte, si tratta di un sistema più complesso che coinvolge meccanismi neurobiologici, psicologici e culturali. Ci sono alcune alterazioni dell'umore come la noia, lo stress e la depressione che possono innescare l'assunzione d'alimenti solo per il piacere del gusto.

In alcuni casi si arriva a parlare di dipendenza tanto che ci spinge a mangiare anche quando c'è la mancanza dello stimolo della fame.

Infatti, a essere consumati nei nostri momenti di noia, stress e depressione sono snacks e non frutta o verdura, snacks come le patatine fritte, taralli, pizza, crakers o alimenti dolci come gelati, cioccolati, bignè, torte, biscotti.


Ci sono alcuni alimenti che sono particolarmente gradevoli al palato ricchi di un mix di sale, grassi e zuccheri, che possono creare una dipendenza, attivano sistemi di ricompensa del cervello che mettono in crisi il nostro controllo cognitivo.

I nuovi prodotti alimentari si muovono su questo mix, qualcuno ricorderà che abbiamo parlato d'alimenti multisensoriali, come i pop corn caramellati, il gelato salato.

Inoltre ci sono anche molti ingredienti che vengono inseriti nei prodotti alimentari con lo scopo d'esaltare il gusto, di stimolare quelle zone del cervello legate al piacere, al fine di creare una maggiore preferenza.


A dire il vero abbiamo da sempre dei tradizionali alimenti che mandano in crisi il nostro controllo cognitivo sull'alimentazione, sono gli alimenti ricchi di zucchero e il cioccolato.

Se nelle persone normo peso, è presente una dipendenza da alimenti nelle percentuali del 5-10% nelle persone obese questa percentuale sale del 40%.

Alcuni anni fa il neuro scienziato Serge Ahmed dimostrò in uno studio sperimentale tra bevanda allo zucchero e cocaina, le cavie erano diventate più dipendenti dallo zucchero che dalla cocaina.

Il cioccolato è riconosciuto che genera o meglio stimola nel nostro cervello il circuito della ricompensa e del piacere.


Mi trovavo casualmente all 11° Congresso International d'Addictologie de l’Albatros, a Parigi dove il Prof. Maldonado di Barcellona ha portato un lavoro interessante sulla dipendenza dal cioccolato.

Su due gruppi di cavie, un gruppo alimentato senza cioccolato e un gruppo con alimenti con gusto al cioccolato, tutti nel gruppo di quelli alimenti al gusto cioccolato hanno mostrato una gradevolezza al gusto  ma solo il 22 per cento, circa 1 su 5, è diventato dipendente dal gusto cioccolato.

Questo sembra volerci dire che la dipendenza è anche una questione di sensibilità individuale, non tute le cavie sono diventate dipendenti dal cioccolato, come mai?


Forse la spiegazione ci arriva da un altro studio sempre presentato durante il convegno sulla dipendenza dove, si è formulata l'ipotesi che un background genetico possa favorire la dipendenza alla cannabis.

Ad essere coinvolto è il gene che regola il nostro orologio interno (HES7), sembra che una variante di questo gene possa favorire una predisposizione alla dipendenza di questa sostanza.


Le dipendenze possono avere una base o meglio un background genetico? Lo studio sulla Cannabis sembra che questa relazione sia possibile.

Forse anche nella dipendenza dal cioccolato ci può essere lo stesso meccanismo d'azione, anche se secondo me incidono più gli aspetti psicologici e neurologici, che sono questi che bisogna trattare quando una preferenza si trasforma in una dipendenza che può generare una patologia.

Dopo avere passato la vita alla ricerca di comportamenti virtuosi, sono arrivato a delle nuove conclusioni, sono per la felicità individuale, come diceva Oscar Wilde il segreto della felicità è cedere alle tentazioni con un minimo di controllo cognitivo, un quadratino al giorno e qualche volta anche due!


lunedì 28 marzo 2016

Il cioccolato può diminuire il rischio di diabete?

Giovanna O. Abbiategrasso : Ho letto da qualche parte che il cioccolato può diminuire il rischio di diabete? E' vero?

Vi immagino già nel pranzo di Pasqua e Pasquetta con in una mano un fetta di colomba e nell'altra una parte d'uovo al cioccolato mentre state cercando una scusa per non sentirvi in colpa. E' un giorno di festa non è mai quello che si mangia in un pranzo solo che può determinare conseguenze sulla vostra salute, piuttosto le abitudini di vita e a tavola tutti i giorni.

La relazione tra cioccolato e diabete, nel corso degli anni si è modificata perché si sono evolute le conoscenze, se prima veniva proibito il cioccolato, oggi in particolare il cioccolato fondente in modica quantità e occasionalmente trova molti specialisti non contrari al suo consumo, questo perché il cioccolato fondente è composto da una più elevata percentuale di cacao un minor contenuto di zuccheri e grassi saturi.

Recentemente è apparsa una ricerca sul British Journal of Nutrition, uno studio osservazionale su 1153 soggetti, divisi in due gruppi chi non consumava cioccolato e chi giornalmente consumavano piccole quantità di cioccolato fondente, il gruppo che aveva consumato cioccolato fondente aveva un minore rischio di Diabete. 

Il contributo sembra arrivare dai flavonoidi contenuti nel cacao, che secondo alcuni ricercatori sono degli antiossidanti che possono proteggere dallo stress ossidativo le cellule beta del pancreas, produttrici d'insulina.


A essere coinvolto è più il diabete mellito di tipo 2 una malattia metabolica caratterizzata da glicemia alta in un contesto di insulino-resistenza e insulino-deficienza relativa, la cui causa principale è più spesso l'obesità e le cattive abitudini di vita, quando non dipende dalla genetica.

Personalmente sarei più cauto, questi studi chissà perché compaiono sempre prima di Natale e prima di Pasqua i due momenti dell'anno dove si acquista più cioccolato.

C'è una documentazione storica dell'utilizzo del cacao nella medicina ma ricordate che Flavonoidi sono presenti anche in verdura e frutta per esempio la mela e l'uva, ma i flavonoidi nella mela fanno meno notizia di quelli del cioccolato.

Io sposterei l'attenzione da un solo alimento a un alimentazione più generale e al movimento fisico non reputo il cioccolato un alimento che deve necessariamente essere consumato tutti i giorni.

Sarà che io sono da bambino vissuto dai miei nonni in campagna in cui il cioccolato e i dolci erano un qualcosa di più, degli alimenti che di vedevano solo nelle feste comandate.

Molte persone mi dicono che hanno bisogno del cioccolato per migliorare il loro umore,  io lo comprendo, il cibo non ha solo la funzione d'alimentare il corpo, ma come dire noi più che per virtù, per mancanza ci siamo allenati a cercare il buon umore in altre cose.

Tornando a noi, i soggetti che sono a rischio di diabete o hanno già una diagnosi di Diabete consiglio di parlarne con lo staff medico dove sono seguiti per valutare se e come inserire il cioccolato nello loro schema alimentare.

Per tutti gli altri in buona salute e normopeso invito a non abusare di prodotti alimentari ricchi di zuccheri e grassi, è facile dire 5 grammi, ma non ho visto mai nessuno pesare il cioccolato come non ho mai visto uova di cioccolato da 5 grammi con sorpresa!

Riferimenti:
Ala’a Alkerwi, Nicolas Sauvageot, Georgina E. Crichton, Merrill F. Elias and Saverio Stranges “Daily chocolate consumption is inversely associated with insulin resistance and liver enzymes in the Observation of Cardiovascular Risk Factors in Luxembourg study”. British Journal of Nutrition, 17 march 2016.

martedì 22 marzo 2016

Le Uova di Pasqua 2016 più originali

Eccoci arrivati alla Pasqua del 2016, il tradizionale post sulle Uova al cioccolato, che vuole come ogni anno cercare di fare il punto sulle tendenze del cioccolato per le festività di Pasqua.  

Quest' anno ho visto poche novità, forse un ritorno al classico, i cioccolatai si rifanno a creazioni d'anni precedenti. La sensazione è che si tratta di un prodotto in calo e che i maestri pasticceri utilizzano le uova come un esercizio di stile. Edizioni limitate forse perchè in più di un caso fanno fatica a conquistare il pubblico.

Il periodo della Pasqua rappresenta solo il 4% del mercato del cioccolato, mentre il Natale anche se non c'è l'uovo rappresenta il 9% del mercato del cioccolato. Più dell'80% dei prodotti al cioccolato sono venduti nella grande distribuzione e solo meno del 15% nella pasticcerie. I dati statistici indicano che i volumi di vendita dei maestri cioccolatieri sono ridotti, questo vuole dire poco investimento, sull'uovo al cioccolato per la Pasqua.

Le uova al cioccolato di Pasqua si suddividono in due grandi categorie, la prima uova al cioccolato creative dove il cioccolato è packaging (cioè in vista), nella seconda le uova al cioccolato, sono rivestite, per meglio dire che il packaging (la confezione) è affidata alla carta e ai nastri multicolori, quest'ultima tendenza sembra conquistare i gusti dei consumatori per la Pasqua 2016.


La tradizione del regalo dell'uovo ha perso parte del suo fascino, manca al prodotto uovo di cioccolato un idea di marketing innovativa, se l'idea vincente dell'acquisto al supermercato è rivolto al bambino e al gioco, l'acquisto in pasticceria è più confuso, uova con personaggi da cartoni animati molto belle ma lontane dalle possibilità di condivisione della maggior parte dei ragazzi e dei bambini e lontane anche dal gusto degli adulti.


Sia ben inteso il regalo di pasticceria è più un acquisto per adulti, negli ultimi si cerca di trasformare l'uovo di cioccolato in un articolo di design, un articolo da collezione, ma si tratta di un prodotto di cioccolato che è soggetto comunque a scadenza, il cioccolato va consumato, altrimenti si rischia come nel vino, che si acquistano bottiglie solo per farle vedere agli amici e per collezionarle, facendo scendere i fatturati delle aziende nel lungo periodo, perché non si consumano.

Per trovare uno stimolo alle vendite si può attingere alle motivazioni del passato, ci vuole un idea romantica, un ispirazione sul tema dell'innamoramento, ai miei tempi era tradizione tra innamorati regalarsi l'uovo, anzi era l'innamorato che regalava alla sua Lei l'uovo di Pasqua, se provavi a Pasqua a presentarti alla tua Lei senza un uovo al cioccolato, rimanevi fuori dalla porta!

Le uova di Pasqua 2016


La maggior parte dei produttori trova ispirazioni nel mondo dei cartoni animati, perché offre dei personaggi simpatici e colorati, che catturano più facilmente la simpatia, l'idea è quella di fare delle uova giocattolo al cioccolato, si parte dalla Pasticceria Cova a Milano che si è ispirata alla favola di Peter PanLe Notre. si è invece ispirato al mondo del western e degli indiani. Interpretazione in chiave ironica dei ragazzi d'oggi con i suoi Skat'Oeufs per Dalloyau e i personaggi uova margherita per la Maison du Chocolat.







Cioccolatai ispirati invece dal mondo dell'arte oppure che trovano una collaborazione con alcuni designer, Alain Ducasse in collaborazione con il designer Pierre Tachon per Gallerie Lafayette, il grande Pierre Hermè con il disegnatore Nicolas Buffe per l'uovo Hèlios, Peck a Milano si ispira invece all'arte surrealista.





Cioccolatieri che invece traggono ispirazione da un paese come Sant Ambroeus a Milano si è ispirato al Giappone con l'uovo geisha e l'uovo pagoda,  Ives Thuries a Parigi si è ispirato al Messico, Ken Thomas del Westin Paris-Vendôme con Quetzalcoatl si è ispirato ai Maya e Atzechi, un ritorno alle origini del cioccolato, la Pasticceria Sissi a Milano all'uovo con i colori del Senegal.





Altri maestri del cioccolato hanno aggiunto all'uovo di cioccolato qualcosa che nulla hanno a che vedere con la Pasqua e la tradizione ma che fanno colore come  Pierre Marcolini con le carte da gioco, oppure Jean Paul Hevin si è ispirato la mondo della moda e ha aggiunto dei bottoni colorati.



Torniamo in Italia con la proposta di due nostre vecchie conoscenze che puntano sull'immagine ma anche sulla qualità del cioccolato, a Milano i nostri amici di Cacao lab, di cui abbiamo già parlato negli anni scorsi, propongono un uovo vintage, un ritorno al passato, fatto con cioccolato Fondente Gran Cru Los Bejucos della Repubblica Dominicana. Andiamo a Torino invece per Guido Gobino che come i cioccolatai francesi propone n' uovo, l'uovo di cioccolato come oggetto di design, tra le novità di Gobino l'uovo al cappuccino con caffè proveniente dall'india sud orientale, con un procedimento di raccolta, essiccazione e tostatura che mira a conservarne l'aroma amabile, delicato e dolce.




Dopo tanta indigestione di colori e creazioni originali, mi sono invece soffermato sulla raffinatezza delle confezioni d'uova classiche della Pasticceria Marchesi a Milano, un altro concetto dell'uovo di Pasqua, le confezioni sono un mix di colori molto gradevole, tonalità delicate che non stancano e conquistano, quasi un peccato aprirle.



Auguri di Buona Pasqua

Vi lascio con l'idea promozionale del video di Pierre Marcolini per le sue uova di Pasqua, si ispira alla tradizione d'origine celtica della caccia all'uovo, in Europa del Nord nei parchi si nascondono le uova al cioccolato che i bambini devono trovare la mattina di Pasqua.