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mercoledì 7 ottobre 2020

Edulcoranti intensi alla conquista del mercato


Diverse volte abbiamo parlato degli edulcoranti, sostanze che servono per addolcire alimenti o bevande in sostituzione dello zucchero. 

Sono definiti edulcoranti "intensi", quei edulcoranti che hanno il loro potere dolcificante, da 150 a 600 volte superiore allo zucchero (Saccarosio) che li rende interessanti per ridurre la quantità di zucchero.

Possono essere d'origine naturale come la Taumatina e la Stevia ma anche artificiale come la Saccarina. Acesulfame K e Aspartame.

Da diversi anni vengono utilizzati dal'industria alimentare come sostituti dello zucchero nel tentativo di diminuire le calorie di bevande e preparazioni alimentari.

Diversi studi però hanno evidenziato che non c’è relazione tra consumo di edulcoranti e perdita di peso, anzi contrariamente a quello che si poteva pensare, gli edulcoranti sembrano stimolare l’appetito e invitano a consumare di più, vanificando così quel piccolo vantaggio limitato alle calorie.

Nell'ultimo anno i prodotti con edulcoranti intensi hanno avuto un incremento del 12% ( fonte Innova Market Inside) , un dato rilevante, sul quale ho trovato molto interessante approfondire.


Quali sono gli edulcoranti intensi più utilizzati dall'industria agroalimentare?

Sucralosio 52%
Acelsufame K 35%
Stevia 27%
Aspartame 18%
Saccarina 6%

Questo dato potrebbe stupire perché molto persone si aspettavano che i prodotti derivati dalla stevia d'origine naturale e dal potere dolcificante 300 volte superiore allo zucchero, poteva diventare leader di questo settore ma il suo gusto non ha trovato molti estimatori.

Il Sucralosio noto come ingrediente E955 è 600 volte più dolce del Saccarosio, circa il doppio più dolce della Saccarina e quattro volte più dolce dell'Aspartame.  Si utilizza in sostituzione dello zucchero ma spesso anche in combinazione con altri dolcificanti artificiali (l'Aspartame, l'Acesulfame K ). 

Lo si può trovare in commercio con il nome di Splenda, dove viene mescolato con maldestrine e destrosio, per potere essere utilizzato anche a casa. 


In quali segmento di mercato li troviamo più presenti?

 Alto contenuto di proteine  24%
Gluten free 20 %
Sugar free 18%
Senza Additivi 16%
A ridotto contenuto calorico (low reduced calorie) 14%

Con sorpresa possiamo notare che i prodotti a basso contenuto calorico riguardano solo il 14 % dei prodotti sul mercato e sugar free solo il 18%.

Desta una certa impressione che il posizionamento maggiore sia quello dell' Alto contenuto di Proteine, cioè di coloro che sono più interessati a sviluppare i muscoli, sembra questo il target più interessato all'acquisto di prodotti con edulcoranti. 

Sorprende anche il Gluten free con il 20%, un grande equivoco molte persone si avvicinano al Gluten free  convinti di potere controllare meglio il proprio peso, non c'è alcun dato scientifico in merito. 

Il mercato con questo ci dice che i prodotti gluten free con edulcoranti sono più graditi dei prodotti gluten free con zucchero.

In quale categoria li troviamo più presenti ?

Sport Nutrition 28%
altri 23%
Soft drinks 23%
Confectionary 8 %
Alternative vegetali al latte, yogurt, formaggi 9 %
Snacks 8 %

La Categoria dei prodotti per l'alimentazione di coloro che fanno sport, è il target più interessato ai prodotti che contengono edulcoranti ad alta intensità. 

L'attenzione alla costruzione del proprio corpo e al suo mantenimento fisico è la preoccupazione maggiore che fa preferire prodotti con edulcoranti invece con zucchero (il target più interessato alla riduzione calorica).  

Da contraltare il 23% di soft drink, cioè di quelle bevande piacevoli e non gasate che molte persone preferiscono al posto dell'acqua per dissetarsi.

In passato i Soft drinks sono stati tra la categoria di prodotti più indicati come potenzialmente causa di obesità in quanto poco si è tenuto conto in passato delle calorie delle bibite.


Sintesi:

Il sucralosio è l'edulcorante intenso più utilizzato dall'industria alimentare grazie al su potere dolcificante, gusto e versatilità. 

I dati di questa ricerca di mercato della Innova Market Inside ci indica che il target principale di coloro che preferiscono prodotti con edulcoranti intensi più che le persone in sovrappeso o obeso, sono coloro che praticano attività sportiva o meglio coloro che acquistano prodotti per un alimentazione sportiva e un alimentazione ricca di proteine.

Per mia esperienza personale posso dire che se qualcuno vi chiederà di perdere peso sarà più facilmente una persona magra o normo peso che pratica attività fisica piuttosto che una persona in sovrappeso o obesa.

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mercoledì 25 settembre 2019

Che cosa dovrebbe bere un bambino ? Qual'è la migliore bevanda per un bambino?

Antonietta S, Serravalle Scrivia: Cosa dovrebbero bere i bambini?
Giovanna 0, Teramo: Qual'è la migliore bevanda per un bambino?

L'acqua e se proprio vogliamo seguire le Nuove Linee Guida delle società scientifiche americane, acqua e latte ma specifichiamo in sintesi meglio per fasce d'età.

Dalla nascita fino a sei mesi : solo latte materno o latti per neonati.

Da 6 a 12 mesi: i bambini devono fare affidamento sul latte materno o sulla formule per neonati. Una volta che hanno iniziato a mangiare cibo solido, possono iniziare a sorseggiare acqua.

I genitori dovrebbero evitare di dare al bambino succhi di frutta, latte vaccino, latte aromatizzato, bevande zuccherate ipocaloriche,  bevande a base vegetale, bevande contenenti caffeina e bevande zuccherate.

Da 12 a 24 mesi: I bambini oltre all'acqua (da 1 tazza a 4 tazze o meglio da 25 cl a un litro al giorno) possono iniziare a bere latte intero pastorizzato .

Da 2 a 3 anni: oltre all'acqua (da 1 tazza a 4 tazze da 25 cl a un litro), si consiglia latte magro o parzialmente scremato.

Da 4 a 5 anni: Questi bambini dovrebbero bere oltre l'acqua ( da 1,5 tazze al giorno a 5 cioè circa da 40 cl a 1,25 l al giorno) , latte magro, scremato o parzialmente scremato, eventualmente succo di frutta al 100 %, naturale senza aggiunta di zuccheri (110 g.).

Sempre secondo le società scientifiche americane, bisogna evitare che a qualsiasi età assumano altre bevande  oltre quelle citate come latte aromatizzato, bevande contenenti caffeina, latti vegetali e non lattiero-caseari, bevande zuccherate e bevande zuccherate a basso contenuto calorico.

Per quanto riguarda i succhi di frutta solo se 100% frutta, senza aggiunta di zuccheri, senza conservanti e additivi, leggere bene le etichette, fate il confronto con la frutta, non esistono frutti che naturalmente contengono 20 g di zucchero per 100 g,!.

I bambini con allergia e/o intolleranza al latte vaccino, le società scientifiche rimandano ai consigli del Pediatra per valutare caso pe caso come coprire le esigenze nutrizionali per una normale crescita.


Queste linee guida sono state sviluppate dal Healthy Eating Research, in collaborazione con American Academy of Pediatrics, l'Accademia di Nutrizione e Dietetica, l'American Heart Association e l'American Academy of Pediatric Dentistry che si possono condividere o meno hanno l'obiettivo di modificare le abitudini e lo stile di vita degli americani.

La metà dei bambini dai 2-5 anni negli Stati Uniti bevono bevande zuccherate ogni giorno, che aumentano  il rischio di obesità, diabete e predispongono a malattie cardiovascolari (ogni anno negli Usa 40.000 persone muoiono a causa di problemi cardiaci dovuti al consumo eccessivo di bevande zuccherate).

In sintesi acqua, latte e quantità limitate ( 4 once al giorno più o meno 110 g.) di succo di frutta al 100%" naturale e senza aggiunta di zuccheri.

La prima infanzia è un momento importante per iniziare a modellare le abitudini alimentari e promuovere il consumo di bevande salutari, la speranza è che queste nuove linee guida possano aiutare il bambino a sviluppare un gusto sano e delle corrette abitudini alimentari per il futuro.

Tuttavia rimane molto difficile perché inevitabilmente l'attrazione per le bevande colorate, frizzanti e dolci rimane molto forte


I bambini tendono molto ad essere influenzati dalle abitudini familiari e più tardi dal contesto dove vivono e dalla società, pertanto dare un buon esempio in famiglia è importante, se per esempio tutti in famiglia a tavola bevono acqua anche il bambino vorrà bere acqua per sentirsi parte della famiglia. Oltre la famiglia anche la società a iniziare dalla scuola dovrebbe dare un buon esempio.

Bisogna fare comprendere ai bambini e ai ragazzi poi che ogni tanto si può anche bere qualcosa di diverso importante è che questa non diventi abitudine perché questo mette a rischio la propria salute anche se questo per loro non è molto percepibile.

Le linee guida dal Healthy Eating Research sono in controtendenza con l'evoluzione dei consumi della società odierna in particolare quella americana spero solo nella sensibilità dei neo genitori  e sulla consapevolezza delle scelte delle future generazioni

Per saperne di più: Healthy Eating Reserach

mercoledì 8 agosto 2018

Bevande Made in Italy: Bergotto, Clementina, Fior di sambuco

Fa caldo anzi fa molto caldo in questi giorni, cosi l'occhio mi è scivolato sul mercato delle bevande, dove l'offerta di bevande soft drink è aumentata in modo considerevole.

Se all'estero dominano le bevande all'aloe, allo yuzu, alla linfa di betulla, all'acqua di cocco in Italia negli ultimi anni le proposte di bevande si è arricchita di nomi o meglio d'origine di materie prime a noi più note, in particolare d'Agrumi, che è più facile associare a un territorio e/o ad una regione.

Se da più tempo sono note le bevande al Chinotto (agrume tipico della provincia di Savona) al Cedro (agrume tipico della Calabria ) come la Cedrata, sono arrivate nuove bevande a base di Bergamotto (Agrume tipico della Calabria) come il Bergotto, Bergold, Btonic acqua tonica al bergamotto, Bergamotto Sparking e di Clementine come la clementina una versione moderna d'aranciata che utilizza il succo di mandaranci clementina.


Ci sono anche le più audaci Pesca Amara con pesca e mandorla, che si rifà a un dolce tipico italiana di pesca e mandorle, Fiore di sambuco con estratto di sambuco ottenuto dall'infusione dei fiori (ha recentemente avuto il premio come miglior soft drink al Fancy Food di New York) , Fiore di mirto con una base di mirto e infusione di fiori di mirto.


Sono tutte delle proposte interessanti però con luci ed ombre, il chinotto e il cedro per esempio non essendo frutti a succo la legge consente di preparale con sostanze provenienti dal frutto o dalla pianta. Sono consentite sostanze aromatizzanti naturali diverse dal frutto, grazie anche a un escamotage nella denominazioni si usano aromi naturali, alcune aziende utilizzano soltanto aromi, che potrebbero essere anche artificiali.

In questo senso sono interessanti le bevande al bergamotto che utilizzano il succo di bergamotto, il fatto che le bevande con bergamotto abbiamo più zucchero è dato dal fatto che c'è bisogno d'equilibrare il sapore del prodotto non proprio dolce naturalmente.

Con 35° all'ombra non si guardano molte le etichette e sicuramente si preferiscono le bevande agli agrumi perché in genere lasciano il palato più soddisfatto e più piacevole, come anche la gradevolezza del profumo di sambuco e mirto.

Tuttavia invito a prestare attenzione alle scelte delle bevande per gli ingredienti, per il contenuto calorico generale e di zucchero in particolare modo a coloro che sono a dieta ipocalorica.



Per saperne di più

Alcune esempi di bevande classificate per calorie e zuccheri



Tabella nutrizionale bibite soft drink



Elenco ingredienti 

Galvanina, Fru.it chinotto biologico
Ingredienti:Acqua minerale naturale, Zucchero di canna*, Zucchero caramellizzato*, Anidride carbonica di estrazione minerale naturale, Aroma naturale di chinotto (0,2%), Acidificante: acido citrico, Aromi naturali, *Da agricoltura biologica

Cedrata Schweppes
Ingredienti: Acqua, Zucchero, Anidride carbonica, Acido citrico, Estratto di cartamo, Antiossidante: acido ascorbico, Aroma naturale di cedro con altri aromi naturali

Bergotto La Spina Santa
Ingredienti: acqua, zucchero, Succo di bergamotto 20%, Anidride carbonica, conservante: potassio sorbato, antiossidante: acido L ascorbico, essenza di bergamotto, aromi naturali

Clementina San Benedetto
Ingredienti: Acqua, Succo di mandarancio clementina (12%) da concentrato, Zucchero, Anidride carbonica, Fruttosio (0,5%), Acidificante: acido citrico, Conservante: potassio sorbato, Sale, Antiossidante: acido ascorbico, Edulcorante: sucralosio, Aromi, Stabilizzante: E445, Colorante: beta carotene

Fiore di Sambuco Tassoni
Ingredienti . Acqua, Zucchero, Estratto di fiori di sambuco 1,3 %, Anidride carbonica, Acidificante: acido citrico, Aroma naturale di limone con altri aromi naturali

lunedì 7 maggio 2018

La corsa all'Oro Nero: il caffè


Quando una volta si parlava di corsa all'oro nero ci si riferiva di corsa al petrolio, al controllo dei giacimenti petroliferi. Negli ultimi anni invece ci si riferisce alla corse del controllo della produzione e commercio di caffè.

Negli ultimi dieci anni cosi come il cioccolato e il vino il caffè si dedica all'alta gamma, cioè sui prodotti  a valore aggiunto più elevato.

Lo si comprende semplicemente andando al supermercato, dove lo spazio delle vendite del caffè macinato si riduce sempre si più e si amplia lo spazio dedicato alle capsule, dal 5 euro al kg. del caffè sottovuoto macinato al 111.00 euro al kg di alcune capsule esclusive.


Cosa succede nella tazzina del caffè?

Come se non bastasse e in corso quella che in gergo tecnico si chiama verticalizzazione, le multinazionali del caffè più che ad espandersi nel mercato cercano di incrementare gli utili sommando i margini operativi dei diversi passaggi produttivi (lavorazione, torrefazione, distribuzione).

Di oggi la notizia di un accordo Nestle / Starbucks per la vendita di caffè, il gruppo svizzero pagherà 7,5 miliardi di dollari per commercializzare il caffè a marchio Starbucks, come se il marchio Starbucks sia migliore di Nestlè!

Uno dei maggiori protagonisti del mercato è la Holding Jab della famiglia tedesca Reimann con sede casualmente in Lussemburgo (come Ferrero), che controlla la Jacobs Dowe Egberg la seconda multinazionale del caffè nel mondo (12,1%). La Holding Jab ha investito negli ultimi 5 anni, la cifra di 40 miliardi di dollari nel settore del caffè, tanto che è difficile stare dietro a tutte le acquisizioni del gruppo in particolare oltreoceano impianti di torrefazioni , distributori, caffetterie come Peet's Coffee, Caribou Coffee, Intelligentsia Caffè e tè,  Keurig Green Mountain solo per citarne alcune.

Secondo Euromonitor International le maggiori aziende al mondo di caffè sono 5, 3 Europee e 2 Americane USA: Nestlè (Svizzera) con il 22,4%, Jab (JDE+ keuring, Germania) 12,1%, Lavazza (Italia) 2,8, Starbucks 2,5% JM Smuker 2,5%,.

Tutto questo investimento e ricerca degli utili nei confronti del caffè è iniziato nel 1989 con la liberalizzazione del prezzo del caffè, fino ad allora c'era stato un prezzo relativamente stabile, questo ha dato vita alle fluttuazioni di prezzo e alle speculazioni finanziarie sul caffè.

Dovute al fatto che i paesi produttori di caffè (Brasile, Vietnam, Colombia, Messico, Guatemala, Etiopia) e paesi trasformatori di caffè sono diversi (Usa, Germania, Svizzera, Francia, Italia, Giappone), con diverso potere economico in fase di contrattazione.

Inoltre dovuto al fatto che la produzione del caffè dipende dalle condizioni climatiche in particolare dal tempo atmosferico che negli ultimi anni è sempre meno prevedibile, in secondo luogo l'instabilità politica dei paesi coltivatori.


Il primo segmento del mercato più in evoluzione: le capsule

Il segmento a cui tutte le aziende sono più interessate sia per il consumo in casa che fuori casa sono le capsule, tutti i principali marchi si fanno concorrenza, macchine sempre più innovative per rispondere alle esigenze e ai gusti dei consumatori nei diversi mercati.

Con questa tecnica anche caffè di media qualità vengono esaltati dalla capsula, questo perché si evita la dispersione dell'aroma e del sapore che incide molto sul sapore del caffè.

Il costo del caffè individuale in capsula è molto più alto per i consumatori rispetto alla classica confezione del caffè che si acquista ( medio 0,35 del caffè in capsula al 0,5 del caffè con moka)

Questo ha permesso di fatto nei mercati maturi come quelli europei non sono aumentati i volumi ma sono più che raddoppiati  i ricavi, perché il mercato della capsule in alcuni paesi supera il 50%.


Il secondo segmento di mercato più in evoluzione. i luoghi del caffè

Le caffetterie, non interessa alle aziende solo vendere caffè a casa, il caffè al bar, il caffè in treno, il caffè nei distributori automatici, i marchi del caffè hanno sviluppato anche dei luoghi del caffè come le catene di bar e caffetterie che includono marchio, arredamento e servizi di ristorazione da prima colazione completa e pasto. Il caffè funge da richiamo per alimentazioni moderna veloce 24 ore su 24, a base nel 90% dei casi di prodotti industriali già pronti.

Il modello di riferimento più noto è Starbucks ma ci sono anche altri competitori sul mercato come Arnold's. i flagship store Lavazza,

Il terzo segmento di mercato più trendy: la torrefazione

Quelli come me ricordano che c'era una torrefazione ad ogni via, si sentiva il profumo da lontano, negli ultimi anni  ne sono rimaste molto poche ma sembra che ci sia un nuovo interesse intorno alle torrefazioni, sebbene rappresentano solo l'1,5-2 % del mercato del caffè, stanno diventando sempre più dei luoghi di culto per gli amatori del caffè, un modo per distinguersi.

Le torrefazioni trasmettono l'esperienza e l'artigianalità del caffè, si possono trovare quelli che in gergo si chiamano crù dove i caffè sono divisi per luogo di provenienza, varietà e anche miscele preparate dalla torrefazione per avere un gusto più equilibrato.

Nuove segmenti di mercato e nuovi prodotti

Per accontentare i millenians sembra che sempre più aziende stiano sviluppando progetti di caffè da agricoltura biologica e biodinamica, caffè da progetti eco solidali.

Nuovi usi del caffè quello più originale è sicuramente il caffè nitro una novità americana ma che si trova anche in Europa si tratta di un caffè infuso a freddo per 24 ore, a cui più viene aggiunto azoto e lo si spilla come una birra.

Tra le bevande svetta la Coca Cola blak al caffè, oppure la Pepsi coffèè drink.

Del caffè defecato abbiamo già parlato qualche anno fa.


Luci ed ombre nel rapporto tra i produttori e trasformatori del caffè 

Oro del caffè è più a vantaggio dei trasformatori del caffè, attraverso una vera e propria speculazione  sulla pelle dei coltivatori di caffè. 

La vicenda più nota è quella dell''Etiopia è una dei paesi più poveri del mondo la cui economia dipende dall'esportazione del caffè, nel tentativo d'ottenere un più equo compenso, aveva cercato di far registrare i nomi delle sue più prestigiose varietà presso l'USPTO, ossia l'ufficio americano dei brevetti, tale domanda è stata bloccata della National Coffee Association che preme affinché l'utilizzo dei chicchi e dei nomi resti libero dal copyright, in questo modo non pagando i diritti d'utilizzo del nome all'Etiopia, che ne è il produttore.


Sintesi

I produttori di caffè stanno abilmente utilizzando l'alta gamma o la meglio la propensione a spendere per una tazzina del caffè, per il piacere personale e l'esigenza di distinguersi attraverso i consumi.

Una corsa all'oro nero, una corsa ai margini di profitto molto alti, tuttavia non si può parlare di un ritorno al caffè, di un trend di caffè ma sicuramente c'è una corsa al valore aggiunto che si può creare grazie al fatto che si può acquistare la materia prima con un prezzo relativamente basso.

Pur non sentendomi Cassandra, mi sembra che ci sia troppa euforia nel settore come nei giorni prima del crollo della Borsa del 1929.

Tutto quello che il caffè tocca sembra che diventi oro, in tutto questo creare valore aggiunto c'è un' anello debole il primo la coltivazione del caffè.

Ci sono interi paesi del Sud America che dipendono dall'esportazione del caffè come anche in Africa i paesi di Uganda, Ruanda ed Etiopia, che sono tra i paesi a più basso reddito nel mondo.

Nella distribuzione ci si vanta degli investimenti di 47 miliardi come fossero caramelle, in agricoltura sono pochi e piccoli gli investimenti tendenti a meno del 0,01%, ci sono problematiche che non risolte in poco tempo potrebbero cambiare il destino non solo dei coltivatori di caffè.

Cosa si attenderà in futuro? Che la produzione cresca e sopratutto non diminuisca (i segnali non sono molto promettenti), sul mercato invece i crù del caffè, come nel vino e nel cioccolato, con indicazione del luogo d'origine della coltivazione e della varietà, il nome sulle confezioni di caffè con qualche attore e celebrità, anche se mi aspetto più dei super grani resistenti ai cambiamenti climatici.

giovedì 29 settembre 2016

Le acque vegetali: acqua di betulla

Le acque vegetali sono questa nuova categoria di bevande a cui viene sempre più avvicinato il concetto di naturale, hanno di fatto soppiantato le bevande d'acqua psicosomatiche, la più famosa è stata neurorgasm, l'acqua che aiutava e favoriva l'orgasmo ma anche l'acqua fattisnella e l'acqua fattifurba hanno avuto il loro grande attimo di notorietà.

Ora invece è il momento delle acque vegetali quelle acque che ricavano dalla linfa degli alberi, dove il concetto di naturale è più dirompente, abbiamo già conosciuto l'acqua di sciroppo d'acero, come anche l'acqua di bambù, in arrivo l'acqua di aloe, l'acqua di riso, l'acqua di carciofo, l'acqua di cactus, per non farci mancare nulla. La maggior parte dovrebbero essere ricavate dalla linfa ora sul riso, avena e carciofo ho qualche perplessità, sarà l'acqua delle risaie, la rugiada del carciofo

A chi sono rivolte le acque vegetali? A quelli che si bevono tutto, dai superfood ai superdrink, ricordo davanti a me, non faccio nomi una giornalista del Corriere, quella con la faccia a pagnotella, che in un pasticceria del centro, la mattina alle dieci dopo avere mangiato dieci bignè allo zabaione, 1 tiramisù, 1 croissant con formaggio e prosciutto, mi porti da bere solo acqua di cocco, l'unica acqua che mi disseta e mi disintossica! E ti ci vuole tutta la Polinesia, tesora per disintossicarti.

Penso che abbiate capito il target a cui è rivolta l'acqua di betulla.


Potrà sembrare strano ma l'Acqua di Betulla, o meglio la linfa dell'albero della betulla, era piuttosto nota gia nel Medioevo, nel XII° secolo nei conventi la linfa della betulla veniva adoperata con problemi di calcolosi renale e come rimedio per l'ulcera.

Più tardi nel 1561 e nel 1569, Pietro Andrea Mattioli, medico e botanico italiano nei suoi scritti riassume le proprietà della linfa di betulla, si sofferma sulle le proprietà drenanti in particolare per i reni.

Possiamo dire che storicamente alla linfa di betulla sono state attribuite molte proprietà curative dai brufoli ai reumatismi, dalla cellulite all'infertilità, comuni anche a molti altri prodotti naturali.

In realtà la linfa potrebbe contenere saponine triterpeniche (fino al 3-4%), glucosidi e polisaccaridi che possono contribuire ad avere un effetto drenante dei liquidi in eccesso, delle scorie azotate e secondo alcuni naturopati favorirebbe anche l'abbassamento del colesterolo ematico (fonte wikipedia).

Contiene anche sempre secondo fonti farmaceutiche acidi della frutta (come l'acido citrico), 17 amminoacidi e minerali come calcio, potassio, magnesio, fosforo, zinco, manganese, ferro, cromo, selenio, cobalto, oro, silicio, rame e litio ovviamente in piccole anzi piccolissime quantità.

L'acqua di betulla in commercio contiene più manganese, potassio e magnesio, viene consigliata per un azione depurativa in associazione con un alimentazione disintossicante.



Attenzione da non confondere la linfa di betulla con succo di betulla fatto con acqua in cui vengono messe a macerare le foglie di betulla e lo zucchero di betulla (xilitolo) oppure lo sciroppo di betulla che in Canada si usa e si ricava come lo sciroppo d'acero.

Si tratta di una bevanda molto nota oltre che nei paesi scandinavi, in Russia, Latvia, Estonia, Lituania, Polonia, Rep. Ceka, dove al'uso medico si alterna all'uso cosmetico, sulle cui proprietà non c'è alcuno studio svolto di recente.  

L'acqua di linfa di betulla come materia prima arriva per la maggior parte dalla Finlandia, paese ricco di boschi di betulla, ogni albero rende 25 litri di linfa all'anno, ma potenzialmente da tutto l'Est Europa.

Volendo fare l'avvocato del diavolo dal momento che è un prodotto se non raro almeno limitato, lo si raccoglie solo due volte all'anno per 15 giorni, tutta questa distribuzione nel mondo dall'Australia al Giappone, se la domanda aumenta, come aumentare la produzione?.

Personalmente penso che magari ci sia linfa di betulla ma in una certa percentuale, tutte le aziende sostengono che è un acqua rinfrescante (tutte le acque che tieni in frigorifero sono rinfrescanti) con un leggero sapore dolce (sovente zuccherate con lo xilitolo) più una curiosità di degustarla che altro, il prezzo e per la confezione di 33 cl 3,90 euro, in pratica 11,70 euro a litro!

Sarà rinfrescante e dissetante ma è cara costa tre / quattro volte in più di una spremuta d'arancia e molto di più di un acqua Sangemini o di un acqua di Montecatini, se vogliamo citare delle acque dalle proprietà riconosciute, d'altronde se devi disintossicarti stai a guardare il conto in banca?

Se proprio siete sicuri di volete saperne di più: Byarozavich, Sealandbirk, Sibberi, Sapplife, Belseva


martedì 1 marzo 2016

Per troppa attività sessuale, vietata la vendita di energy drinks !

La notizia è troppo divertente, in America e precisamente nel Middlebury College nel Vermont è stata vietata la vendita di bevande energetiche.

Come mai? Perché contengono troppo zucchero? Perché contengono troppa caffeina? Perché stimolano il consumo di droghe? Perché stimolano il consumo d'alcool? No, nulla di tutto quello che normalmente viene associato al consumo di bevande energetiche.

Secondo il consiglio di facoltà del College, stimolano troppa attività sessuale e troppi comportamenti sessuali a rischio nei studenti!

Viene spontaneo chiedersi come se ne siano accorti? I studenti facevano orge in aula nelle ore di lezione? Facevano sesso sui tavoli della biblioteca? Tutte le ragazze erano incinte? Mai una denuncia di violenza sessuale, mai una denuncia di atti osceni in luogo pubblico, non si sa quale siano stati i segnali che hanno portato il consiglio del college verso questa decisione.

Io volevo tranquillizzare l'illustre corpo docenti del college, sono stato studente anche io all'università tra i 19 e i 25 anni, non ero in un college ma in un convitto, cioè quel luogo che ospita i studenti ragazzi e ragazze fuori sede.

Erano gli anni '80, gli anni della liberalizzazione sessuale, le porte non si chiudevano, la sera ti addormentavi con una persona in camera e la mattina ti risvegliavi con tante persone in camera che non avevi mai visto prima, era cosi, è sempre stato così, a quell'età si è esuberanti si fa amicizia in fretta.

Cari illustri docenti è tutto perfettamente normale, è legato all'età, una condotta più libera, i ragazzi e le ragazze hanno le mutande con l'elastico sempre rotto, è possibile, non c'è da stupirsi.

Eravamo cosi anche noi e non avevano nemmeno le bevande energetiche.


Vietare la vendita all'interno del Campus è un provvedimento parziale, basta uscire un attimo e rientrare anzi non cambia nulla, anzi dà una maggiore spinta al consumo conferendogli un aspetto con ancora più fascino: il gusto del proibito.

Avrei molto più gradito una motivazione legata alla salute, al diabete a qualche patologia che più volte è stata collegata al consumo di bevande energetiche più che una motivazione legata all'attività sessuale.

Credo sia bene precisare che non c'è una relazione tra consumo di bevande energetiche e maggiore attività sessuale, le bevande energetiche non sono come il viagra precisiamolo prima che qualche buontempone ci provi, il restare più svegli come promettono certe pubblicità non è una garanzia d'attività sessuale, io ho visto più giovani intronati senza fare nulla.

Tuttavia in uno studio comportamentale del 2014 si evidenziava che coloro che facevano sesso non sicuro avevano anche l'abitudine di consumare regolarmente bevande energetiche. Un altro studio indicava che coloro che hanno regolarmente l'abitudine di mescolare alcool e bevande energetiche hanno una maggiore probabilità d' avere comportamenti sessuali a rischio, ma possono anche non dire nulla.

Ci sono alcune persone che hanno da sempre uno stile di vita che si presuppone possa avere più comportamenti a rischio, possono essere più deboli, avere un minore senso di responsabilità, ma si può insegnarli ad essere più responsabili. 

Io sono un pirla ma non si può chiedere ai ragazzi e alla ragazze il voto di castità, abbiamo perfino casi di suore che vanno al pronto soccorso con il male di pancia a partorire e non hanno nemmeno vent'anni.

Io trovo più pertinente, distribuire preservativi gratuiti, mi rendo conto che una stupidaggine ma secondo me sarebbe più utile che vietare le bevande energetiche.



lunedì 7 settembre 2015

Il consumo delle bibite gassate aumenta il rischio cardiovascolare?

In questi giorni è in corso a Londra, il Congresso della Società Europea di Cardiologia, tra le relazioni più interessanti presentate ha colto la mia attenzione quella del Prof. Saku, professore di Cardiologia presso l'Università di Fukuoka in Giappone, dove in uno studio osservazionale ha messo in relazione il consumo frequente di bibite gassate e l'insorgenza delle malattie cardiovascolari in particolare l'arresto cardiaco.

Lo studio è stato svolto in Giappone analizzando i dati di 47 prefetture del Giappone tra il 2005 e il 2011, Più le persone consumano bevande analcoliche gassate più si è riscontrata la probabilità di soffrire di un arresto cardiaco o di patologie collegate.

Al momento non è nota la causa in quanto si tratta di uno studio osservazionale, il professor Saku, ipotizza che forse potrebbe esserci forse un collegamento con l'acidità delle bevande analcoliche.

Per correttezza bisogna dire che alcun collegamento è stato invece rilevato nel consumo di altre bevande quali per esempio il tè, caffè, cioccolata, latte e il succo di frutta.

Dal mio punto di vista ci possono essere più motivazioni legate a questo dato indirettamente, la prima riguarda lo stile di vita il consumo di bevande gassate è collegamento a stili di vita poco attenti alla salute, non parliamo di una bibite ogni tanto ma di più bibite al giorno. poco movimento fisico, cattiva alimentazione, che unita ad altre abitudini come il fumo  può aumentare il rischio cardiovascolare.

Chi è a rischio cardiovascolare spesso è inconsapevole del suo stile di vita, in particolare del tempo che passa e del fisico che si modifica con il passare degli anni, ci si guarda allo specchio per vedere se si è obesi non se si è in buona salute.

Sulle bibite non c'è la stessa attenzione che per gli alimenti, spesso le persone sono attentissime a non mangiare un dessert dopo pranzo ma poi bevono una lattina alla cola che contiene circa 35 g di zucchero equivalente di 7 cucchiaini da caffè.

Lo studio è stato fatto in Giappone è indicativo di quell'area geografica, tuttavia mi sento d'invitare coloro che sono a rischio cardiovascolare ma anche no di modificare le loro abitudini in particolare sul consumo di bibite gassate.

Riferimenti: Keijiro Saku and al "Carbonated drinks linked with out-of-hospital cardiac arrest of cardiac", European Society of Cardiology Congress, Londra Settembre 2015

martedì 16 giugno 2015

Il consumo di bevande con soda aumenta il rischio di steatosi epatica?

Non una buona notizia per i nostri amici che consumano frequentemente bibite con soda zuccherate , ci avviciniamo all'estate dove le temperature si alzano, la sete aumenta, la voglia di una fresche bibita è quell'attimo di grande piacere di freschezza, a cui dobbiamo rinunciare?

Negli ultimi anni ci siamo un po' troppo concentrati sul collegamento bibite con soda e obesità, la preoccupazione del peso ha preso il sopravvento su altri rischi della salute, ma uno studio pubblicato su Journal of Hepatology condotto da Ma Jiantao della Tufts University, Massachusetts ci riporta sui possibili effetti del consumo eccessivo di bibite zuccherate.

Lo studio ha riguardato 2.634 uomini e donne e ha valutato il consumo di cole, di bevande gassate zuccherate e succo di frutta fermi senza bollicine e la quantità di grasso contenuta nel fegato dei partecipanti o meglio dire l'accumulo intracellulare di trigliceridi (steatosi) a livello del tessuto epatico. .

Le persone che avevano l'abitudine di consumare più di una bevanda zuccherata al giorno hanno mostrato un maggior accumulo di grasso nelle cellule epatiche, che secondo i ricercatori può facilmente nel corso del tempo può condurre a Steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e evolversi nei casi meno fortunati in cirrosi.

Quella che preoccupa i ricercatori è l'incremento di questa patologia, tanto da fare pensare che potrebbe interessare il 50% degli individui nel 2030 (oggi interessa il 30% della popolazione negli USA).


Calmiamo gli animi lo studio non ha trovato ancora qual'è il rapporto causa effetto pertanto rimane uno studio d'osservazione. 

Dal mio punto di vista, non viene mai percepito il contenuto di zucchero nelle bevande, che è un consumo di zucchero in più rispetto a quello assunto dal cibo solido, inoltre il consumo di bibite con soda zuccherate è sinonimo anche di un certo stile di vita, di un' alimentazione ipercalorica e iperlipidica, poco esercizio fisico, mi capita frequentemente di notare che chi consuma più bevande di questo tipo è sovente sovrappeso o obeso e si muove poco.

Ci sono poi altre concause che possono intervenire, come alcune patologie e fattori come lo stress e il consumo eccessivo di caffè.


La terapia in qualsiasi caso per un fegato grasso è una corretta alimentazione, un alimentazione equilibrata, calo di peso graduale e movimento fisico adatto alla persone assistita come camminare, fare trekking, danzare, correre, nuotare al mare o in piscina.

Quindi non dobbiamo rinunciare al nostro momento di freschezza ma è meglio imparare a bere l'acqua magari tenuta in frigorifero aromatizzata con buccia di limone, buccia d'arancia o d'agrumi, foglie di menta e un rametto di rosmarino, ogni tanto magari anche una bibita con soda zuccherata ma senza esagerare purchè non diventi un'abitudine.

Riferimenti: Jiantao Ma, Caroline S. Fox, Paul F. Jacques, Elizabeth K. Speliotes, Udo Hoffmann, Caren E. Smith, Edward Saltzman, Nicola M. McKeown "Sugar-sweetened beverage, diet soda, and fatty liver disease in the Framingham Heart Study cohorts" Journal of hepatology, June 2015


martedì 9 giugno 2015

Acqua di Bambù, tutta salute a basso impatto ambientale

Il marketing delle acque minerali è tra i più interessanti e anche divertenti, lasciando da parte le acque  e fonti miracolose d'origine religiosa, negli anni questo blog ha visto giustificare il mark up dell'acqua con le idee più strampalate ma che riuscivano a fare presa nell'immaginario collettivo.

Come Acqua Vitasnella che ti faceva diventare snella, l'acqua delle zero calorie, incredibile si e no, è stata per un certo periodo l'acqua più venduta in Italia.
Come non ricordare aqua therapy, cioè quelle acque che con l'aggiunta di integratori erboristici avrebbero potuto fare scendere il colesterolo e curare i capelli.

Poi ad un certo punto hanno smesso di parlarci della proprietà curative (perche non c'erano) e sono arrivate le acque psico somatiche, cioè quelle acque dalle proprietà difficilmente dimostrabili, acque rilassanti come actilife, acque tipo neuro sleep acqua che stimolava il sonno, acqua neurogasm l'acqua che stimolava l'orgasmo, non si sa se di chi la comprava o di chi la vendeva.


Molte di queste acque sono state ritirate dal mercato, ora le aziende hanno iniziato una nuova fase proprio per cavalcare quel concetto di naturale a cui i consumatori sono molto sensibili e sono cosi arrivate sul mercato l'acqua di cocco e l'acqua dalla linfa d'acero. La novità è che questo mese di Giugno in Canada e a breve sul mercato usa, arriva l'acqua di bambù ( Bamboo water).


Chi non vuole sentirsi come un Panda? Eccolo in foto il Panda, non vi dico quanti soldi ho pagato per il biglietto d'ingresso ad Hong Kong per vedere il Panda e lui dormiva della grossa, ho visto cosi il Panda Rosso. Il bambù è associato nell'immaginario collettivo al Panda che è uno degli animali più simpatici, più volte si è detto che il problema dell'estinzione dei Panda era legato alla scomparsa delle piante dei bambù (se le beviamo noi il panda cosa mangia?).


Marketing copia e incolla

Intanto è partita l'operazione di marketing che attualmente è identica in tanti nuovi prodotti che abbiamo visto, operazioni copia e incolla, non compare mai dietro un industria, cosa alquanto strana, inizia una raccolta fondi on line, una crownfunding di un signore, un self man, che era stato abbandonato nella foresta delle Filippine e si è salvato grazie ai bambù, alla linfa contenuta al suo interno, la stessa cosa era stata detta da quelli dell'acqua di cocco, abbandonato sull'isola deserta era riuscito a sopravvivere grazie all'acqua di cocco, la stessa cosa dell'uomo perso nella foresta d'aceri con acqua di linfa d'acero.

Un appello a tutti quelli che abbandonano poveri malcapitati in giro per il mondo, potreste cortesemente abbandonarli in un suk di Marrakesh o in mezzo al deserto senza oasi la prossima volta? Non se ne può più ogni tanto spunta qualcuno abbandonato che torna con qualche pianta e qualche ritrovato di sopravvivenza per fare soldi.

Pensate come sono sfigato nella vita, non mi ha abbandonato mai nessuno, ma una volta da piccolo ho cercato di scappare, mi hanno ripreso subito, nemmeno il tempo non dico d'arrivare in un bosco ma nemmeno in giardino!


Acqua di Bambù (bamboo water)

In realtà l'acqua di bambù è acqua a cui viene aggiunto dello zucchero di canna e dell'estratto di bambù, un liquido verde che si forma all'interno delle foglie, più acido citrico. Più che parlare di Bamboo Water io parlerei di bevanda, siamo al limite della formula di una gassosa ma senza bollicine.
Il signor Villanis co fondatore dice che estratto di bambù ha proprietà antiossidante, antimicrobica e persino effetti anti-alitosi  e sostiene che in futuro si prodigherà a dimostrare gli effetti benefici del bambù, avrebbe secondo me più senso se gli effetti benefici gli dimostrerebbe prima di metterlo in commercio che dopo.

La notizia on line vaga cosi si sono aggiunte proprietà antitumorali, anti-infiammatori e anti-ansia (siamo certi che prossimamente si aggiungeranno proprietà afrodisiache e dimagranti), pare che nella medicina tradizionale cinese il bambù venga usato per combattere i sintomi da raffreddamento, utilizzato come antiinfiammatorio e come integratore a tutto campo.

Secondo chi lo ha provato il gusto ricorda molto il tè verde, sicuramente è un prodotto da grande impatto emotivo, per l'associazione d'idee bambù e panda, un prodotto che strizza l'occhio a Oriente, visto anche la considerazione che il Panda ha in Cina, mi spiace per il Villanis ma conoscendo la Cina e i cinesi la sua azienda di bevanda di Bambù che per ora è unica al mondo, non lo rimarrà per molto.

Una solo nota i produttori dichiarano che il prodotto è in totale rispetto dell'ambiente e dell'economia verde sostenibile, ma dove vanno a impiantare il bambù? In Canada! Ora è un po' come se io impiantassi una coltivazione d'acero o una coltivazione di Mango in Svizzera, certo che è naturale ma posso considerarla una pianta locale?

Vedremo schiere di consumatori abbandonare l'acqua di cocco per l'acqua di bambù?

Intanto però una strizzata d'orecchie alle aziende europee per la mancanza di fantasia e creatività, per non sapere intercettare un mercato d'allocchi ma sempre un mercato è.

Invece che importare acqua di cocco, acqua di linfa di bambù o d'acero, non possiamo anche noi fare dell'acque tipo acqua di licheni della Lapponia, rugiada del mattino dei fiori di camomilla, acqua di linfa di stella alpina, acqua di foglie di lamponi, pensare che esiste veramente pertanto non c'è bisogno neanche d'inventarla acqua ai fiori di sambuco, un acqua che dalle mie parti viene addizionata con dello sciroppo di sambuco (fatto immergendo i fiori di sambuco in uno sciroppo d'acqua e zucchero), che oltre ad essere molto dissetante ha proprietà immunostimolanti.

Certo manca il fascino esotico, una componente da non sottovalutare per un prodotto come la bevanda, se invece di Sambuco della Valle d'Isarco fosse Sambuco dell'isola di Java, sicuramente avrebbe una considerazione diversa

Fonte : Drink Bamboo , Facebook Bamboo water

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giovedì 16 ottobre 2014

Overdose di Caffeina?

Fabio C., Venezia: Ho sentito dire che si può morire d'overdose di caffeina, quanti caffè al giorno posso bere per non rischiare?

La caffeina è tra le sostanze bioattive più consumate nel mondo, i casi di sovradosaggio fino a qualche tempo fa erano rari, è stato stimato che gli effetti non positivi della caffeina appaiono quando si consumano quantità superiori a 800 mg al giorno di caffeina, tra i più comuni sintomi sono tachicardia, disturbi del sonno, nervosismo, ansia e crampi muscolari.

Comunemente il consumo di caffè è associato alla caffeina, in una tazza di caffè il contenuto di caffeina varia a seconda del tipo di caffè e dalla sua preparazione grosso modo possiamo dire che un caffè espresso al bar può contenere circa 80/90 mg , ma la caffeina è presente anche nel, una tazza di tè (nero, verde, tè freddo) tra 10 e 50 mg.  

Il cioccolato può contenere tra 80 e 200 mg di caffeina per 100 g. Ci sono bibite tipo le cola che possono contenere dai 35 ai 50 mg per lattina.
Prodotti con Guaranà, una pianta che proviene dal Brasile che viene aggiunta alle bibite, ma anche yerba mate, una erba dell'America del Sud, adoperata per fare un infuso contiene caffeina, una preparazione ultimamente molto nota a Roma.

Il vero problema dal mio punta di vista è la progressione del consumo di più bevande con caffeina tanto che negli ultimi anni sono arrivate sul mercato bevande energetiche con alto contenuto di caffeina, che di fatto hanno alzato la media dell'assunzione di caffeina specialmente ad alcuni gruppi di popolazione come i ragazzi ed adolescenti.


In Europa, la popolazione adulta assume una quantità media giornaliera di 200 mg, con un range da 100-400 mg, per la maggior parte derivante da caffè e tè, ma anche da bevande analcoliche , la dose dipende molto dalle abitudini culturali e ambientali, per esempio i paesi del Nord Europa consumato più bevande ad alto contenuto di caffeina come Danimarca, Finlandia, Norvegia o Svezia, il consumo medio di caffeina raggiunge i 400 mg al giorno. In particolare è necessario segnalare che i bambini, gli adolescenti e le persone che non consumano caffè assumono caffeina per lo più dal tè e da bevande analcoliche tipo cola.

Ultimamente date la forte richiesta di caffeina, sul mercato sono arrivati anche chewingum, caramelle, compresse di caffeina e caffeina in polvere.

C'è anche poi una pratica molto nota in Usa, fa un po' senso dirlo, promettete che non lo fate, ma è stato fatte vedere in più film al cinema e anche in televisione, facciamo che io non lo scrivo e voi non lo leggete, il clistere con il caffè, per assorbire più caffeina in un tempo veloce.

Tutti questi prodotti con caffeina hanno determinato una maggiore facilità d'assunzione di caffeina, tanto che proprio negli Usa sono morte due persone per overdose di caffeina.

Un associazione di consumatori americani  ha identificato 570 e 150 bevande alimentari contenenti caffeina, sta inoltre brevettando un dispositivo che permette d'identificare in meno di un minuto la caffeina in una bevanda, per determinare la quantità.

Se gli studi confermano che la caffeina comporta un rischio significativo a dosi elevate, potrebbe essere più semplice, più economico esigere che i produttori indicano il livello di caffeina nei loro prodotti, sia negli Usa che in Europa.

Sul fronte normativo per esempio lo stato del Canada, ha stabilito dei limiti per quanto riguardi i bambini dai   4-6 anni ( 45 mg / die) per i bambini dai 7-9 anni (62,5 mg / die) per i bambini dai 10-12 anni (85 mg / die) e le donne in gravidanza 300mg/die.

La Direttiva Europea 2002/67/CE, indica che deve essere indicato in etichetta quelle bevande che contengono più di 150 mg. Questa norma si applica ad alcune bevande analcoliche e alle bevande energetiche che contengono caffeina, ma non al tè, al caffè, e ai prodotti che ne derivano, infatti si fa supporre che il consumatore sappia che questi prodotti sono una fonte significativa di caffeina e che il contenuto di caffeina dipenderà dal metodo di preparazione e dalla loro frequenza di consumo.


Perché la domanda crescente di caffeina?

Quello che la maggior parte delle persone cercano di replicare sono gli effetti "benefici"della caffeina non sono tanti i suoi effetti noti sulla salute, abbiamo diversi studi in cui un consumo normale di caffeina può apportare benefici alla nostra salute dal Cancro alla prevenzione dell'Alzheimer del Parkinson.

I benefici che si ricercano sono altri dovuti al fatto che permettere di restare più svegli, impedisce al cervello di rallentare per favorire la sonnolenza, diminuzione del senso di fatica, aumento dell'attenzione, sono questi i benefici ricercati nella caffeina.

La maggior parte dei ricercatori sono concordi nel ritenere che alcuna dipendenza fisiologica può essere attribuita alla caffeina, i ricercatori sono più propensi a pensare ad una possibile dipendenza psicologica legata al comfort delle percezione di una maggiore attenzione, maggiore capacità di concentrazione e di conseguenza alla percezione di un miglioramento delle prestazioni intellettuali. 

Diversi studi sono concordi nel ritenere che fino 5 tazze al giorno di caffè non ha alcun effetto negativo sulla salute, diverso il caso delle donne in gravidanza si consiglia di non superare le due o tre tazze al giorno.


Sintesi: l'overdose di caffeina è molto rara, sono più propenso a pensare che non sia data solo dall'assunzione di caffè, bisognerebbe berne dei litri che al momento trovo che sia alquanto difficile, più facile assumere dei mix o dei altri prodotti che ne contengono in quantità elevata.

Questo deve sensibilizzare di più a non abusare di prodotti ricchi di caffeina, la linea di confine è abbastanza netta tra consumo e abuso di caffeina, se qualche caffè al giorno è piacevole  e può avere dei risvolti anche positivi per la salute, superare le 10 tazze di caffè espresso fanno già sentire gli effetti non positivi della caffeina.

Attenzione particolare deve essere rivolta ad altri prodotti che contengono caffeina, come le bevande energetiche, chewing gum, ma anche alcuni ritrovati on line a base di caffeina che promettono maggior performance, ma che non indicano quanto caffeina è contenuta, ricordate che 800 mg al giorno è il limite dove si iniziano a sentire gli effetti non positivi della caffeina.

domenica 15 dicembre 2013

Efsa e l'aspartame seconda puntata

Domanda di Antonio D.: Gunther hai saputo che Efsa ha di nuovo detto che l'aspartame non è cancerogeno che ne pensi?

L'altro giorno era al ristorante si sono sedute accanto a me due signore molto distinte leopardate, eleganti e luccicanti tipo albero di Natale illuminato a festa, arriva il cameriere ordinano  
Amica 1:Prendiamo da bere una bottiglia di vino e dell'acqua?
Amica 2: Sei pazza? Io bevo solo C*** Cola Light!

Cara Amica del Giaguaro, ma tu la mattina ti fai il bagno solo nel latte d'asina? Nello sciacquone del wc hai solo Champagne? I piatti con cosa li lavi, con solo Bordeaux?

Io la terrei solo a pane e acqua un mese, ma secondo voi l'Efsa, la comunità Europea, la Fondazione Ramazzini, devono litigare e spendere soldi per salvare l'Amica del Giaguaro? 

Il secondo giudizio dell'Efsa conferma il primo, cioè hanno stabilito un limite giornaliero un GDA, un quantitativo giornaliero ammissibile. Il primo giudizio ha determinato il cambiamento dell'80% dei membri della commissioni in forte odore di conflitto d'interesse, non poteva essere altrimenti avrebbe voluto dire che si erano sbagliati, non potevano farlo, segno che nulla è cambiato, inviando un segnale non positivo per i consumatori europei.


Questo non toglie che il giudizio si basa su dei presupposti non condivisibili, pochi studi eseguiti su cavie per un periodo limitato e la poca considerazione del contesto più generale, perché la vita degli essere umani non è fatta solo d'aspartame.

Perché sono in aumento il numero di casi di cancro? 14 milioni di casi di cancro nel 2012 nel mondo con 8,2 milioni di decessi secondo OMS, 11% in più rispetto al 2008, i tipo di cancri più diffusi sono 13% polmone, 11,9 % seno, 9% colon retto, 7% stomaco. 

Il numero aumenta perché sono aumentati i nostri comportamenti a rischio, dall'aria che respiriamo, al cibo, all'acqua, dobbiamo aggiungere necessariamente gli edulcoranti (dolcificanti tipo aspartame), sono cosi fondamentali per la nostra vita? La domanda da porsi non è se gli edulcoranti fanno male ma se fanno bene? A che cosa? A chi?

Importante è cercare di limitare quelli che sono i comportamenti a rischio, c'è la tendenza lo vedo anche in coloro che seguono le diete che se mangio oggi una torta intera, domani è un altro giorno, non conta. Sappiamo bene che ci sono patologie che sviluppano in un arco di tempo più lungo.

Il problema non è se si beve ogni tanto una bibita con aspartame, il problema è che le persone che utilizzano queste bevande ne fanno un abuso continuo nel tempo, come la nostra Amica del Giaguaro che beve solo C**** Cola Light, ne berrà 1 o 2 litri al giorno?


Una lettrice mi ha anche segnalato che diversi farmaci hanno l'aspartame all'interno, se vogliamo proprio essere pignoli, questo si aggiunge già a quello incluso nelle bevande, presumibilmente i farmaci con aspartame sono utilizzati dagli stessi che prediligono le bevande, il limite minimo sembra forse difficile da raggiungere  stabilito in la dose giornaliera accettabile ( DGA) fissato dalla UE di 40 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo.

Ricordo che il consumo di aspartame dovrebbe essere evitato da persone affette da una malattia genetica chiamata fenilchetonuria (PKU). Aspartame contiene due aminoacidi, tra cui la fenilalanina che le persone con PKU non sono in grado di metabolizzare completamente.

Indipendentemente dal fatto che io penso che l'uso di edulcoranti non facciano perdere peso, si è voluto creare la base legale per annullare qualsiasi procedimento di un eventuale causa per danni derivanti da un consumo eccessivo d'aspartame per lo sviluppo di un tumore, una decisione che conviene a chi? Ai consumatori o a chi vende aspartame? Nascondersi dietro la GDA è un po' come un elefante che si nasconde dietro un filo d'erba.

Oggi diviene importante la responsabilità individuale non possiamo pretendere che altri le aziende, la Comunità Europea, decidano per noi cosa è meglio mangiare o cosa sia meglio bere, decidono cosa è meglio per loro non cosa è meglio per noi, dobbiamo singolarmente arragiarsi, è brutto dirlo ma è cosi, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio!


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