giovedì 26 dicembre 2019

Buone Feste 2019: edizioni limitate, cioccolato e formaggi nel carrello della spesa

Colgo occasione per fare i miei migliori auguri di Buone Feste a tutti i lettori.

Una riflessione sulle ultime vendite natalizie, un periodo che inizia sempre più in anticipo per  allungare il tempo di una maggiore propensione alla spesa per i prodotti alimentari.

I consumatori durante questi giorni di festa del 2019 stanno andando alla ricerca dei piaceri del palato che evocano tradizioni familiari e sapori della nostalgia. Un periodo fortemente segnato quest'anno da una regressione del gusto, dalla ricerca di quei prodotti che da bambini facevano festa.

Per via della differenza d'età per qualcuno la tradizione è rappresentata dai cappelletti in brodo per altri il salmone affumicato, il concetto di tradizione della tavola per le festività è cambiato nel corso degli anni.

Le vendite di questo periodo di festa del 2019 è segnato da:


Edizioni limitate o Special Edition, Christmas Edition, Gold Edition

Sono prodotti alimentari che data la loro esclusività stimolano le vendite durante il periodo natalizio, a farne un grande strumento di marketing sono soprattutto le aziende di cioccolato come Ferrero con Limitate Edition soprattutto nel packaging più che nel prodotto.

Non mancano le edizioni limitate di prodotti tradizionali con ingredienti premium come i ravioli fatti con carne kobe altamente pregiata, oppure i tradizionali tortellini ma fatti con le carni di cappone, oppure la pasta ripiena di pesce come gamberi.

Prodotti alimentari arricchiti di sapori stagionali che in qualche modo rappresentano il periodo delle feste  come cannella (Coca Cola con la cannella), caramello, zabaione, zenzero, chiodi di garofano, arancia e mandarino.



Cioccolato

Le feste natalizie sono il periodo di maggiore consumo di prodotti a base di cioccolato, un offerta vasta che si trova solo durante le feste, dalle lavorazione classiche a boule, al torrone ricoperto di cioccolato, gianduiotti, cremini, un regalo sempre gradito con un buon rapporto qualità prezzo.

Il valore aggiunto del cioccolato che si è esteso anche a prodotti che con il cioccolato non hanno nulla a che fare come la birra, Stella Artois ha presentato la birra Midnight Leger preparata con malti scuri tostati che al palato regala "sottili note di cioccolato belga".

Anche il Maestro cioccolatiere Patrick Roger presenta una produzione di suoi vini tra cui L'Istant dove la comunicazione evidenzia le forti noti di cacao e spezie. Più originale l'olio di oliva extra vergine con aggiunta di fave di cacao da mettere su una pasta, su dei funghi o per da adoperare per la preparazione dei dolci da Château d'Estoublon.


Formaggi

Forse questo è il settore meno noto che registra durante il periodo di Natale il maggiore incremento a volte perfino del 100% rispetto ad altri periodi dell'anno.

Secondo  i dati di Osserva Italia si è speso più di formaggi che di salumi, pane e dolci. Se durante l'anno i formaggi si evitano preferendo alternative vegetali o altre fonti di calcio, durante il periodo delle feste tornano sulle nostre tavole.

Un prodotto che forse più di altri rappresenta la memoria storica della nostra tradizione contadina. Il Natale coincideva per molte varietà di formaggi ai primi assaggi dei formaggi prodotti con le prime mungiture estive del pascolo in montagna, dopo un periodo di stagionatura di sei mesi.

Più che la tradizione trionfa il piacere del gusto e dell'esclusività, si trovano solo in questo periodo nella grande distribuzione i formaggi di raffinata lavorazione che arrivano dalla Francia, preparazioni al mascarpone e gorgonzola, formaggi artigianali locali o a km zero. Possiamo dire più semplicemente che c'è voglia di un sapore ricco e pieno o come diceva mia nonna che la bocca non è soddisfatta se con sa un po' di mucca.



Sintesi

Feste Natalizie 2019 contraddistinte da un incremento delle vendite di prodotti alimentari che ha visto premiare le edizioni limitate, che hanno contribuito a creare maggiore valore aggiunto ai prodotti alimentari di diverse tabelle merceologiche, mentre l'intero settore alimentare è stato trainato dalla spesa dei prodotti a base di cioccolato e dalla categoria dei formaggi.

giovedì 12 dicembre 2019

Proteine vegetali contro proteine animali, è tutta colpa dei vegani?

Giuditta S., Cerveteri: non si fa altro che parlare di proteine vegetali ma è tutta colpa dei vegani? Siamo tutti diventati vegani? Quali sono le alternative?

Assolutamente non è colpa dei vegani, anche perché se i vegetariani a malapena raggiungono il 10% della popolazione, i vegani solo un 5% (Indagine Mintel 2018).

Le comunità vegane e vegetariane hanno contribuito a creare e stimolare un dibattito e una riflessione sull'eccessivo consumo dei prodotti d'origine animale nella società moderna.


La grande offerta di prodotti per un'alimentazione vegetale è data da altri fattori:

In primo luogo il consenso a livello generale della necessità di un sistema alimentare sostenibile, si  ritiene che l'allevamento di animali sia uno dei maggiori responsabili della crisi climatica, della distruzione delle foreste pluviali, del maggiore consumo di acqua, dell'inquinamento idrico, dell'erosione del suolo, della crescente domanda di suolo agricolo che crea guerre e diseguaglianze sociali.

Gli allevamenti richiedono consumo di farmaci per la crescita degli animali spesso antibiotici che secondo alcuni ricercatori può avere dato origine ad un' antibiotico resistenza negli uomini.

L'alimentazione dei paesi occidentali è fortemente condizionata dai consumi di carne che unita a stili di vita sedentari ha determinato a lungo termine effetti non positivi sulla salute, come l'obesità, le malattie cardiovascolari, i tumori, non mancano ricercatori che collegano alcune patologie della terza età all'eccessivo consumo di prodotti carnei.

Tuttavia nessuno di questi fattori da solo condiziona l'aumento dell'offerta e del consumo di proteine vegetali ma la somma di tutti questi fattori pesa sulle scelte dei consumatori e sui meccanismi di domanda ed offerta.

Le scelte alimentari sono difficili da modificare, richiedono più tempo e più accettazione, le scelte tecnologiche sono più veloci e più facili da modificare, osservate con quale velocità si sono diffusi o si cambiano i smartphone.

Invece le scelte alimentari necessitano di più tempo perché sono condizionate da più fattori come la memoria, la cultura di una comunità, il gusto, la consistenza e non ultimo il prezzo.


Quali sono le alternative più diffuse come materie prime:

I legumi in primo luogo come ceci, lenticchie e fagioli.

I prodotti di soia, tempeh, seitan.

La varietà di cereali  come quinoa, orzo, amaranto, bulgur, grano

Semi oliginosi come noci, mandorle e pistacchi

Verdure e ortaggi come i carciofi, cavoli, cavolini di bruxelles, spinaci, melanzane.


Prodotti alimentari per un alimentazione vegetale

Diverso invece il caso dei prodotti gia pronti studiati per un alimentazione più che vegana adopererei il termine vegetale

Si tratta di prodotti molto elaborati, studiati che hanno alla base farine di legumi, patate, farine di cereali, farine di semi oleosi, proteine del pisello, proteine del riso, ma anche emulsionanti, aromi artificiali e coloranti.

Sono elaborati perché devono dare l'impressione, la consistenza e il gusto come se fosse mangiare carne, pesce o formaggio ma devono essere d'origine vegetale.

Ricordo con molta simpatia del simil salmone elaboratissimo ma fatto con le carote, oppure come sostituto della carne lo jackfruit (Jackfruit Company) un frutto asiatico che opportunatamente trattato ricorda molto per gusto e consistenza quello della carne.

Per quanto mi riguarda non sono molto attratto da questi prodotti che sembrano carne ma non lo sono, che sembrano pesce ma non lo sono, che sembrano formaggio ma non lo sono, se devo mangiare verdura e frutta, preferisco essere cosciente di mangiare frutta  e verdura ma comprendo che possono essere utili per familiarizzare con prodotti a base vegetale.

La maggior parte delle start up negli ultimi anni puntano sulle proteine vegetali oppure sulle alternative alla produzione di proteine animali si va dalla carne sintetica creata in laboratorio alle farine di insetti come i grilli e alle fattorie biotech.


Sintesi

No, non è colpa dei vegani, ci sono più fattori come per esempio le preoccupazioni sulla salute e sull'ambiente che incidono sull'aumento delle preferenze verso le proteine vegetali.

Le scelte alimentari richiedono più tempo per essere modificate, probabilmente è in atto un cambiamento nei consumi alimentari, che sta cercando di rendere le nostre diete più varie e ricche di cereali, frutta e verdura, questo dovrebbe portare benefici alla salute del pianeta e dell'uomo.

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lunedì 2 dicembre 2019

Snack al cioccolato dal cacao crudo al cioccolato vegano

In un settore alimentare dove ogni ricerca di mercato sembra dire tutto e il contrario di tutto, sulla crescita del settore dei snack ed in particolare dei snack al cioccolato sono tutti d'accordo.

Il fuori pasto sia dolce che salato cresce al di là della lotta contro l'obesità, al di là di un alimentazione sana ed equilibrata, basta passare davanti ad un distributore automatico, intrattenersi qualche minuto in più in una cassa di un supermercato che anche il più inflessibile, si lascia andare al piacere del gusto di uno snack.

La globalizzazione sta cambiando il modo di alimentarsi in tutte le culture, tanto che il consumo dei snack o meglio dei fuori pasto è divenuto un comportamento globale, sostenuto dall'aumento della classe media e di una maggiore disponibilità economica in nuovi paesi.


Siamo diventati sempre più indulgenti nei confronti dei peccati di gola, tendiamo a giustificare con un po' troppa leggerezza il ricorso ai snack sia dolci che salati.

Tuttavia il settore dei snack al cioccolato ha le sue nuove preferenze che modificano l'offerta. Negli ultimi 5 anni l'acquisto ha favorito gli snack al cioccolato fondente piuttosto che al cioccolato bianco e al cioccolato al latte.


Un esempio su tutti la nuova proposta della Lindt Excellence "cioccolato al latte per adulti" un nuovo tipo di cioccolato al latte che diminuisce il contenuto di zucchero e aumenta la percentuale di cacao per offrire le sensazioni di un cioccolato fondente.

In particolare gli acquisti dei snack al cioccolato premiano:

1) Il cioccolato fondente, quelli con maggiori percentuali di cacao.

2) l'informazione sull'origine della materia prima, con grande attenzione sulla mono origine, la provenienza, in particolare ai cru del cioccolato.

3) La storia di un marchio o di un'azienda.

4) La sostenibilità.

5) L'innovazione.

Nonostante il piacere a determinare la scelta del consumatore è la storia del prodotto e del marchio, l'origine della materia prima, la sostenibilità, l'esperienza e la novità in termine di gusto .


L'innovazione: il cioccolato vegano

Uno delle sfide che si prospettano più interessanti per le aziende è fare in modo di produrre cioccolato solo con prodotti d'origine vegetale, scelta difficile in particolare per il cioccolato al latte, due aziende hanno annunciato la possibilità di produrre cioccolato di qualità, d'origine vegetale e senza lecitina di soia come emulsionante nel 2020: la Galaxy e la Luker.

Tecnologicamente non è facile produrre un cioccolato senza lattosio, in genere gli artigiani ricorrono a prodotti o bevande a base di riso, avena e cocco.

Alcuni artigiani nel tentativo di proporre un cioccolato a ridotto contenuto di lattosio, utilizzano del latte di capra.

I marchi più innovativi solo alla ricerca di creare un cioccolato vegano di qualità in grado di dare lo stesso sapore, aroma e consistenza del cioccolato al latte, è su quest'ultima sfida che sembra si giocherà la competizione tra le aziende.


L'altra faccia dell'innovazione il progetto WholeFruit Chocolate 

Promosso dall'azienda svizzera Barry Callebaut il più grande distributore di cioccolato nel mondo, questo progetto promuove l'utilizzo dell'intero frutto di cacao, oggi se ne utilizza solo il 30%, un nuovo modo di utilizzare l'intero frutto del cacao senza scarti come la buccia e la polpa. Per saperne di più: Wholefruit chocolate.


Tra innovazione e tradizione : Cacao crudo

La voglia di benessere ha fatto crescere la domanda di cacao crudo, si tratte di cacao che viene prodotto con metodi innovativi, non viene lavorato con temperature superiori a 42 gradi, temperatura oltre il quale i benefici nutrizionali della fava di cacao vengono parzialmente meno. Rivolto a un pubblico d'estimatori del cioccolato e per gli appassionati di superfood

Sintesi :

La nuova domanda di snack al cioccolato è globale, un mercato che punta al piacere del gusto in tutte le culture e paesi nel mondo. Un'offerta che sta cambiando per adeguarsi alle aspettative dei consumatori che chiedono d'avere un etichetta più chiara con l'indicazione dell'origine delle materie prime e della lavorazione, un prodotto sostenibile, etico ed innovativo.