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venerdì 5 febbraio 2016

Efsa via libera per edulcoranti in alimenti per bambini

Da diversi anni tra me e l'Efsa, c'è un rapporto d'antipatia reciproca, questa notizia rende più forte la mia antipatia.

IL 19 Gennaio l'Efsa ha espresso parere favorevole all'uso di edulcoranti (dolcificanti) nei prodotti destinanti ai bambini da 1 anno a tre anni in particolare sucralosio E 955 .

Io a mia suocera che ha 85 anni, non glieli compro i prodotti con edulcoranti alimentari, figuratevi se io gli compro ai miei nipotini di meno di tre anni!

Comprendo anche se non sono d'accordo che quando un adulto deve perdere peso, possa acquistare un prodotto con dolcificanti, ma un bambino di due anni!

Efsa afferma che verrà solo usato per prodotti a fine medici speciali, individuano i prodotti per bambini allergici in particolare al latte vaccino.

Non si comprende il perchè dell'uso dell'edulcorante, immagino forse serve per rendere un latte vegetale o qualche altra formula più dolce con più appeal per il bambino, perchè lo zucchero non andava bene?

Sappiamo che il senso del gusto si forma in quell'età che va da 1 anno a 3 anni, non rischiamo di abituarlo a un gusto troppo dolce? Perchè gli edulcoranti hanno potenzialmente un maggiore gusto dolce, il sucralosio 600 volte in più rispetto allo zucchero, il doppio più dolce della saccarina e quattro volte in più dell'aspartame.

Motivazioni straordinarie per alimenti speciali ma il rischio come altre innovazioni, che una volta introdotte sul mercato si espandono anche in altre categorie di prodotti alimentari per bambini, perchè difficilmente rimarrà vincolata a soli prodotti a fine medici speciali, non ci crede nessuno, cosa dovremo aspettarci in futuro dei lecca lecca alla saccarina? Dei chupa chupa all'aspartame?

La cosa più divertente è quando poi sento i stessi personaggi che hanno approvato l'uso degli edulcoranti per bambini partecipare alle tavole rotonde sostenendo di non comprendere come mai i bambini sono abituati al gusto troppo dolce, ma ragazzi miei se non vi si tiene d'occhio fate mettere i dolcificanti anche nel biberon!

Questi pareri che saranno del tutto legittimi non lo metto in dubbio non mi rendono sereno, prospettano un futuro poco rassicurante nel settore alimentare.

domenica 15 dicembre 2013

Efsa e l'aspartame seconda puntata

Domanda di Antonio D.: Gunther hai saputo che Efsa ha di nuovo detto che l'aspartame non è cancerogeno che ne pensi?

L'altro giorno era al ristorante si sono sedute accanto a me due signore molto distinte leopardate, eleganti e luccicanti tipo albero di Natale illuminato a festa, arriva il cameriere ordinano  
Amica 1:Prendiamo da bere una bottiglia di vino e dell'acqua?
Amica 2: Sei pazza? Io bevo solo C*** Cola Light!

Cara Amica del Giaguaro, ma tu la mattina ti fai il bagno solo nel latte d'asina? Nello sciacquone del wc hai solo Champagne? I piatti con cosa li lavi, con solo Bordeaux?

Io la terrei solo a pane e acqua un mese, ma secondo voi l'Efsa, la comunità Europea, la Fondazione Ramazzini, devono litigare e spendere soldi per salvare l'Amica del Giaguaro? 

Il secondo giudizio dell'Efsa conferma il primo, cioè hanno stabilito un limite giornaliero un GDA, un quantitativo giornaliero ammissibile. Il primo giudizio ha determinato il cambiamento dell'80% dei membri della commissioni in forte odore di conflitto d'interesse, non poteva essere altrimenti avrebbe voluto dire che si erano sbagliati, non potevano farlo, segno che nulla è cambiato, inviando un segnale non positivo per i consumatori europei.


Questo non toglie che il giudizio si basa su dei presupposti non condivisibili, pochi studi eseguiti su cavie per un periodo limitato e la poca considerazione del contesto più generale, perché la vita degli essere umani non è fatta solo d'aspartame.

Perché sono in aumento il numero di casi di cancro? 14 milioni di casi di cancro nel 2012 nel mondo con 8,2 milioni di decessi secondo OMS, 11% in più rispetto al 2008, i tipo di cancri più diffusi sono 13% polmone, 11,9 % seno, 9% colon retto, 7% stomaco. 

Il numero aumenta perché sono aumentati i nostri comportamenti a rischio, dall'aria che respiriamo, al cibo, all'acqua, dobbiamo aggiungere necessariamente gli edulcoranti (dolcificanti tipo aspartame), sono cosi fondamentali per la nostra vita? La domanda da porsi non è se gli edulcoranti fanno male ma se fanno bene? A che cosa? A chi?

Importante è cercare di limitare quelli che sono i comportamenti a rischio, c'è la tendenza lo vedo anche in coloro che seguono le diete che se mangio oggi una torta intera, domani è un altro giorno, non conta. Sappiamo bene che ci sono patologie che sviluppano in un arco di tempo più lungo.

Il problema non è se si beve ogni tanto una bibita con aspartame, il problema è che le persone che utilizzano queste bevande ne fanno un abuso continuo nel tempo, come la nostra Amica del Giaguaro che beve solo C**** Cola Light, ne berrà 1 o 2 litri al giorno?


Una lettrice mi ha anche segnalato che diversi farmaci hanno l'aspartame all'interno, se vogliamo proprio essere pignoli, questo si aggiunge già a quello incluso nelle bevande, presumibilmente i farmaci con aspartame sono utilizzati dagli stessi che prediligono le bevande, il limite minimo sembra forse difficile da raggiungere  stabilito in la dose giornaliera accettabile ( DGA) fissato dalla UE di 40 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo.

Ricordo che il consumo di aspartame dovrebbe essere evitato da persone affette da una malattia genetica chiamata fenilchetonuria (PKU). Aspartame contiene due aminoacidi, tra cui la fenilalanina che le persone con PKU non sono in grado di metabolizzare completamente.

Indipendentemente dal fatto che io penso che l'uso di edulcoranti non facciano perdere peso, si è voluto creare la base legale per annullare qualsiasi procedimento di un eventuale causa per danni derivanti da un consumo eccessivo d'aspartame per lo sviluppo di un tumore, una decisione che conviene a chi? Ai consumatori o a chi vende aspartame? Nascondersi dietro la GDA è un po' come un elefante che si nasconde dietro un filo d'erba.

Oggi diviene importante la responsabilità individuale non possiamo pretendere che altri le aziende, la Comunità Europea, decidano per noi cosa è meglio mangiare o cosa sia meglio bere, decidono cosa è meglio per loro non cosa è meglio per noi, dobbiamo singolarmente arragiarsi, è brutto dirlo ma è cosi, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio!


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mercoledì 16 ottobre 2013

L'arte dello yogurt Danone, dal 0,1% dei grassi di Vitasnella all' 8,2% dei grassi di Vitalarga?

Nuovo yogurt della Danone sul mercato italiano ma anche nuove strategia di marketing dell'azienda più nota al mondo dello yogurt.
Il mercato quello italiano di Danone da qualche anno non regala molte soddisfazioni, sono in arrivo anzi si saranno a quest'ora già insidiati i nuovi manager provenienti dall'estero, i paesi del Mediterraneo sono quelli che in questo momento rendono meno per la multinazionale del settore alimentare.

Crisi economica e crisi creativa
La crisi che attulmente Danone vive sui mercati del sud Europa è dovuta a diverse ragioni, da una parte la crisi economica la spesa alimentare si riduce, dall'altra molti prodotti ritirati prima del loro ciclo di vita, nuovi lanci di prodotti poco felici (Danaos, funziona solo in Italia), il ritiro degli heath claims dell'Efsa così Danone non può vantarsi di avere gli allegati nutrizionali su quei prodotti che aveva più investito.

Questa storia è divertente, Danone ha un Istituto Scientifico pagato profumatamente che l'azienda ha sempre utilizzato come immagine garanzia dei suoi prodotti, solo che al momento d'approvazione degli heath claims gli hanno ritirati, secondo persone maligne e sospettose nei quali non mi riconosco, perchè non avevavo alcuna possibilità di essere approvati, è come se le certezze scientifiche si fossero sfumate in un battito di ciglia, diciamolo una figura di m.!

In questo senso Danone è stata vittima, capita quando ci si avvale di consulenti medico scientifici forse non proprio all'altezza delle aspettative di prodotto dei consumatori, l'errore potrebbe essere stato quello dell'avere puntato troppo sulle indicazioni della salute fornite dai consulenti ma poco "comprese" dai consumatori.


Nuova linea di Yogurt : L'arte dello yogurt
La ricerca di creare nuovi prodotti ha condotto più a cercare di soddisfare il gusto che la salute così è nato il nuovo yogurt chiamato L'arte dello yogurt, amici della Danone io capisco che dovete rinnovare l'immagine e darvi più valore ma "L'arte dello yogurt" dovevate scegliere?  E' un nome che può adoperare un azienda agricola un artigiano non un industria, ma forse intendevate dire un altro genere d'arte.


Quando ho visto la tabella nutrizionale ho detto io questo yogurt l'ho già visto e pensa che ti ripensa l'ho visto in Regno Unito con il nome Oikos il Luxury Greek Style, dove sia la tabella nutrizionale che ingredienti lo ricorda molto.
Certo proporlo come yogurt greco in Italia non sarebbe stato molto convincente mentre L'arte dello yogurt, lo è molto di più!


Dallo 0,1% dei grassi allo 8,2% dei grassi
La vera novità secondo me è che è finita l'epoca del senza grassi l'epoca della vitasnella dello 0,1% dei grassi adesso è "cool" 8,2% dei grassi, incredibile ma vero è come se nel mondo della moda basta modelle magrissime solo modelle XXL, tornano le maggiorate degli anni '50?

Abbiamo appena visto che Fage dello yogurt 0% hanno fatto la mousse con l'8% dei grassi, bellissimo rivaluteremo il contenuto di colesterolo, rivaluteremo il lardo e la pancetta per non parlare del guanciale, rivaluteremo il burro, la panna e il mascarpone.
Ci saranno nei negozi finalmente solo taglie a partire dalla XL quelli con Small saranno buttati fuori a calci dai negozi, torna quando sarai almeno una Medium, altrimenti non osare più entrare qui dentro che sembri un morto di fame. In pratica una rivoluzione, finalmente mi sentirò normopeso!


La crisi economica conduce a cibi più ricchi di calorie e grassi?
Però questo cambiamento nel contenuto dei prodotti alimentari vorrà anche dire qualcosa, non possono essere scelte e caso, forse che nei periodi di crisi il grasso fa piacere? 

Ricordo un episodio memorabile accaduto tanti anni fa negli anni '70 in un paese non molto fortunato dell'Est Europa, vedevo un ragazzino di 13/14 anni mangiare un pezzo di pane tutti i giorni alla stessa ora, davanti a un laboratorio della  pasticceria cioccolateria delle più rinomate di Budapest, incuriosito un giorno gli ho chiesto come mai veniva a mangiare il pane lì, lui mi rispose che così gli sembrava di mangiare pane e cioccolato tutti i giorni

Forse nei periodi di crisi le persone cercano di più alimenti più ricchi di calorie e più grassi, è l'istinto di conservazione che ci porta a scegliere cibi più ricchi di calorie, mangiamo oggi perchè domani non sappiamo se ne avremo, forse in questo c'è qualcosa che non sappiamo cioè che la crisi economica durerà molto di più di quello che pensiamo se ci mettono più grassi perfino nello yogurt!


Yogurt l'arte dello yogurt Danone alla Fragola 
ingredienti: Yogurt, preparazione di frutta 18% ( fragole il 65%, zucchero, addensanti E1442, E440, E 415, correttori d'acidità E330 E 331, colorante E 120, aromi) zucchero 7%.

In questa etichetta non vediamo la crema di latte come nel fage mousse, probabilmente dovendo andare per ipotesi in quella dizione Yogurt non specificata, ci potrebbe essere oltre che al latte e fermenti anche crema di latte o latte in polvere, un ipotesi non lo sappiamo. Poi con tutti i numeri degli E bisogna provare a giocarli al superenalotto non si sa mai.

Nonostante abbiamo puntato al gusto più che alla linea, la percezione del sapore non è così evidente

Il prezzo siccome è più ricco di grassi rispetto ad altri yogurt è anche caro, 4,30 in offerta è possibile che arrivi anche a 4,80.

Per tante ragioni è uno yogurt che non rientra nei miei gusti :-)

lunedì 9 settembre 2013

Il cacao della salute garantito dall' Efsa, è arrivato il cacao meravigliao

È noto che tra me e l'Efsa non c'è un rapporto di simpatia, loro hanno fatto sapere di non gradire la mia ironia e io altrettanto. Una delle ultime decisioni dell'Efsa è un claim salutistico di una polvere di cacao che stimola la circolazione del sangue e aiuta a mantenere l'elasticità dei vasi sanguigni.

Attenzione, non tutta la polvere di cacao si potrà fregiare di questo claim della salute, bensì solo quello della  Barry Callebaut, il principale produttore mondiale di cacao, la linea Acticoa che dichiara di essere particolarmente ricco di flavanoli (flavonoidi), sulla base di 20 studi condotti dal 2005, i quali sostengono che un'assunzione giornaliera di 200 mg di flavanoli ( flavonoidi) del cacao Acticoa (equivalenti a 2,5 g di cacao in polvere e 10 g di cioccolato fondente), favorisce la circolazione del sangue.

PS mi dispiace c'era il video di indietro tutta del cacao meravigliaio cue qualcuno su pressione di un'azienda ha fatto togliere dal web peccato.

Però cari esperti del club del cacao meravigliao, ma secondo voi un alimento che contiene un' ingrediente salutare può essere favorevole per la salute nella sua complesso?

Si, perchè questa domanda ve lo dovevate porre dal momento che questa polvere di cacao verrà inclusa in prodotti ricchi di zuccheri e grassi, ma quanto questi posso essere positivi per chi ha problemi di cardiopatia o di  malattie vascolari? Può stimolare comportamenti alimentari corretti?

L'alimentazione dovrebbe essere valutata nel suo complesso e nel caso della prevenzione delle malattie cardiovascolari ci sono alcune particolari attenzioni unite ad una serie di comportamenti . 
Inoltre bisogna tenere conto che alcuni alimenti più di altri portano a influenzare il gusto e le abitudini alimentari, non si può non includere fra questi il cioccolato se metto quella polvere di cacao nella panna, nel fois gras, se la metto nel guanciale non mi diventa un alimento sano, questo va spiegato alle aziende!

Posso dire di non comprendere nemmeno il motivo commerciale di Acticoa, l'azienda Barry Callebaut vende ai grossisti alle aziende che producono cioccolato ed ai laboratori artigianali, che dovranno pagare sicuramente molto di più rispetto a un cacao normale. Avevamo già visto nel 2007 che nella lavorazione del cacao si perdono i flavonoidi, occorrerà lavorarlo con cura? Ma chi lo acquisterà Acticoa? A chi è rivolto Acticoa? Ai cardiopatici Acticoa? Ho più di un dubbio.

Come sarà venduto? A solo un quadratino per volta? "Ne posso vendere due solo lei mi promette di mangiarne una oggi e una domani? Dopo avere fatto vedere il certificato medico ? Una scatola intera sarà venduta solo ai reparti di degenza?

La sensazione mia personale è che il prodotto verrà acquistato da chi invece non ha alcun problema di salute ma che gli piace pensare che mangiare cioccolato fa bene al cuore e alla circolazione sanguigna.

Per rispondere alle critiche mosse da più parti al club del cacao meravigliao, rispondono "abbiamo applicato il regolamento" questo lo può dire un burocrate, una segretaria di un ufficio che gli si affida il compito di scrivere una lettera, ma non delle persone che fanno parte del comitato scientifico del cacao meravigliao, tanto vale nominare nei comitati dei ragionieri o delle ballerine di Samba.

Ve beh ma va' così, il formaggio fa bene al colesterolo, i grassi e lo zucchero all'Obesità  e il cioccolato alle malattie del cuore, e vai con la samba .....  "lo sao o non la sao che meraviglia sto' cacao meravigliao".

Ps: ricordate il cacao meravigliao non esiste.


sabato 1 settembre 2012

Le bevande con edulcoranti associate al rischio di parto pretermine

Edulcoranti tra cui aspartame, da nuovi studi arriva la conferma dell’associazione tra consumo di bevande con edulcoranti e parto pretermine o parto prematuro, cioè il parto tra la 20esima e la 37esima settimana di gravidanza. Negli ultimi dieci anni i parti prematuri sono aumentati in Europa di più del 12%.

Nella primavera scorsa si è parlato del pericolo dell’aspartame da un servizio su Rai 3 della trasmissione Report, tra gli studi citati c’era quello del 2010 pubblicato su American Journal Nutrition 2010 sui parti prematuri svolto in Danimarca e gli studi della Fondazione Ramazzini degli effetti non positivi dell’ aspartame sul lungo termine.

Un gruppo di ricercatori svedesi e norvegesi ha appena pubblicato uno studio che conferma i dubbi e le preoccupazioni sugli edulcoranti per il collegamento tra il consumo di bevande zuccherate e bevande con edulcoranti e i parti prematuri.
Su 60.000 donne che hanno bevuto più di una bevanda zuccherata al giorno, l’ 11% ha la probabilità di avere un parto prematuro, mentre le donne che consumavano bevande con edulcorante il rischio aumenta del 25%.

Parto pretermine si tratta di una condizione a rischio sia per la mamma che per il bambino che potrebbe avere dei problemi per tutto il corso della vita, anche se oggi sono stati fatti molti progressi medici è una condizione che bisogna cercare di evitare.
Bisogna per correttezza dire che le ragioni di un parto pretermine non sono ancora del tutto note ma è possibile dire c’è una relazione tra lo stile di vita della mamma tra cui l’alimentazione e il parto pretermine.

Questo blog ha sempre affermato una forte perplessità sull’uso di edulcoranti in sostituzione dello zucchero che è tollerabile nel caso dei diabetici mentre l’utilizzo degli edulcoranti in sostituzione dello zucchero per diminuire le calorie e per perdere peso non ha giustificazione, perché non c’è relazione tra consumo di edulcoranti e perdita di peso, anzi spesso questi stimolano l’appetito e invitano a consumare più vanificando così quel piccolo vantaggio limitato alle calorie.

Quelle che mancano sono gli studi sugli edulcoranti a lungo termine e l’interazione di questi con altri ingredienti presenti negli alimenti e nelle bevande come coloranti, additivi, conservanti.
Abbiamo solo gli studi a breve termine o medio termine ma qualche mese non è sufficiente per valutare quello per alcuni consumatori sembra diventare un abitudine cioè consumo frequente per molti anni.

In questi giorni si parla molto di una tassa sulle bibite zuccherate e le bibite con edulcoranti, questo sistema della relazione tra tassazione e salute non mi piace, mi piacerebbe che i consumatori facessero scelte dettate dalla ragionevolezza e dall'intelligenza che non dalle preoccupazioni del portafoglio.

Sintesi: in questi casi la precauzione è d'obbligo, consumare meno prodotti e bevande zuccherate piuttosto che sostituirli con alimenti e bevande con edulcoranti sia questi d’origine naturale che d’origine artificiale dalla Stevia all'Aspartame.
Il consiglio rivolto in particolare per tutte le donne in "dolce attesa" è quello di evitare il consumo di bevande zuccherate e di bevande con edulcoranti, ma un consiglio che si può estendere a tutti gli altri consumatori, una bibita ogni tanto non rappresenta un problema è bene inteso mentre più lattine di bibite durante il giorno non è consigliabile.

Riferimenti


lunedì 7 maggio 2012

Aspartame, Efsa e Report, l'autorità non è autorevolezza

La settimana scorsa avevo consigliato di guardare la puntata di Report su Rai 3 che aveva come soggetto l'Aspartame, un esempio di come si svolge l' iter in merito all'approvazione di un ingrediente nuovo per l'industria agroalimentare e la valutazione sulla sua sicurezza sia in America che in Europa.
Tutti i media in questi giorni dalle riviste su carta a quelle on line si sono sorprese "ah l'aspartame fa male e nessuno lo avevo detto", non è vero in realtà il dibattito sono anni che va avanti.
Tuttavia l'uso dell'aspartame come ingrediente con il passare degli anni si ridurrà sempre di più grazie all'arrrivo sul mercato della Stevia o meglio di altri edulcoranti, è il mercato stesso che allontanerà l'aspartame dalla nostra tavola piuttosto che una decisione dell'Efsa.



Come si è visto in Tv la leve del marketing e della comunicazione della Stevia e dell'Aspartame negli anni '70 si somigliano anzi possiamo dire che sono identiche, è un prodotto naturale, è un prodotto per diabetici, nessuna contro indicazione, non fa ingrassare ridurrà il numero degli obesi, non è andata proprio cosi.

La cosa più interessante di Report su Rai 3 è stata secondo me l'avere messo in luce aspetti dell'approvazione noti solo agli addetti ai lavori cioè che spesso i studi prodotti per l'iter di sicurezza sono giudicati dagli stessi che li hanno fatti, per semplificare possiamo dire che è come vincere giocando una partita a scacchi da soli.


Non so chi rispondendo a nome dell'Efsa sosteneva che i migliori esperti sono quelli che lavorano per le aziende  è normale che l'Efsa utilizzi questi esperti nelle commissioni. No mi dispiace signore non è normale e neanche logico, abbiamo le Università in Europa ricche di ricercatori d' alto livello, magari non sono dei volti a lei noti e conosciuti.

Sa io comprendo le sue motivazioni se uno tutti i giorni fa Parma - Guastalla, Guastalla - Parma non è che conosce molta gente se poi specialmente c'è nebbia sia all'andata che al ritorno, solo se investe una mucca che attraversa la strada ha occasione di scambiare due parole con qualcuno, per forza di cosa le relazioni sociali sono ridotte, è naturale non c'è nulla di male se uno porta gli esperti che conosce è pienamente giustificato.

Sempre durante la trasmissione é stato fatto vedere un convegno dell' NFI, Nutrition foundation of Italy sulla sicurezza degli edulcoranti dove forse qualcuno degli esperti casualmente nello stesso tempo era consulente per azienda produttrici di edulcoranti e relatore, beh cosa c'è di male? Tutti hanno diritto di esprimere un opinione, specialmente le aziende, anche io a casa mia tutti hanno voce in capitolo anche il gatto e la mia portinaia, poi si fa solo quello che dico io, ma è un altra storia.

Esperti e conflitti d'interesse sono un problema serio, non è un tema che può essere liquidato banalmente, chi deve controllare non può essere l'individuo che deve essere controllato, è crollata la Borsa per questo, questa consuetudine deve essere eliminata non solo nella finanza ma anche in altri ambiti come quelli che hanno a che fare con la sicurezza alimentare e sulla salute pubblica, se non ci riesce l'etica perchè necessita di un sforzo personale lo può se si vuole la legge ma sopratutto poi il rispetto delle legge, in quanto avere una normativa non è sufficiente.




Ma chi sono gli esperti? Chi lo stabilisce? Quali esperti scelgono le aziende?
Mi è capitato navigando on line, per cercare appunti sui gelati e su un sito di produttori di gelato ho trovato due esperti con un documento firmato che affermano il gelato si può mangiare come pasto unico quando si vuole, ho riletto due volte avevo paura di essermi sbagliato a leggere.

Come dire magari anche io d'estate una sera che non avevo fame avrò magari mangiato anche un gelato, sono ancora vivo e lo racconto, ma che questo costituisce un buon esempio da educazione alimentare da raccontare sopratutto ai bambini è un po' originale.

Allora sono andato a vedere chi aveva firmato il documento, un tecnologo alimentare e un farmacologo. Un tecnologo e un farmocologo mi possono dire che è stato fatto in sicurezza, che non ci sono sostanze tossiche,  che hanno rispettato le norme di produzione, la sicurezza degli ingredienti, ma questi possono consigliare quantità e modalità  d'assunzione?

A me è il medico che mi manda in farmacia con la ricetta e che mi dice quantità e modalità di somministrazione, non il farmacista.

Se io ho il male al fegato, non vado mica a farmi vedere da un tecnologo alimentare o da un farmacologo, io vado da un medico magari anche specialista in malattie del fegato, sbaglierò?

Sempre on line vado su un sito di un' azienda multinazionale dello yogurt, a rispondere ai lettori trovo un "esperto" medico di 24 anni specialista in scienze dell'alimentazione, spesso però i laureati in medicina che hanno la specializzazione hanno più facilmente 30/ 32 anni, cosi mi sono informato e ho scoperto da un profilo on line che ha una laurea, almeno cosi dichiara in tecnologia alimentare e sta facendo un Master in Probiotici, questo però è un po' diverso dall'essere un medico con una specialità.

Non vorrei mai che un giorno io vado in ospedale e qualcuno prima di operarmi mi dice, sa io non sono medico stavo scherzando, comincia  a correre perché vedi dove ti faccio arrivare.

Pertanto la parola "Esperto" non vuole dire nulla, le aziende  o le istituzioni danno o conferiscono dell'esperto a qualcuno per autorità ma questo è invece un titolo che richiede autorevolezza, autorità non è autorevolezza, in questo momento non abbiamo bisogno persone che hanno autorità ma di persone che hanno autorevolezza.



mercoledì 18 aprile 2012

Carne rossa e salumi aumentano la mortalità dal 13 al 20% se consumati tutti i giorni?

Io non sono vegetariano, tuttavia da quando ho aperto il blog scrivo spesso che la principale fonte di proteine degli adulti in Europa è la carne e i prodotti derivati dalla sua lavorazione, di conseguenza c'è un eccessivo consumo di carne e di salumi in rapporto con gli altri alimenti, sia nella popolazione in generale che in diversi gruppi di popolazione.

Un nuovo studio questa volta è di quelli pesanti condotto dalla  School of Public Health della Harvard University, la più grande unità di ricerca del mondo, conduce a delle conclusioni molto interessanti sul rapporto tra il consumo di carne e aspettativa di vità.

I ricercatori hanno raccolto informazioni sulle abitudini alimentari di 37,698 uomini e 83,644 donne seguite per un tempo molto lungo dai 22 a 28 anni, importante non solo per il numero di soggetti coinvolti ma anche per il numero di anni.

Una porzione tutti i giorni di carne rossa è associata ad un aumentato rischio di mortalità del 13%
Una porzione tutti i giorni di carni come potrebbero essere  hamburger e i salumi è associata ad un aumentato rischio di mortalità del 20%
Negli individui che consumano carne rossa o carni trasformate  la mortalità cardiovascolare aumenta del 18 al 21% (+ 3%)e la mortalità per cancro dal 10 al 16% (+ 6%)

La mia posizione di invitare a ridurre il consumo di carne rossa e insaccati mi ha portato molte antipatie a dire poco, diciamo pure che qualcuno insaccherebbe me molto volentieri, tanto che avuto una serie di problemi sopratutto nei recenti post sui salumi quali sono i più magri, salumi vecchi e nuovi valori, dove qualcuno invitava in modo poco canonico a mangiare salumi tutti i giorni e a tutte le ore con la firma di un associazione di produttori di salumi (ma và) e di un istituto di nutrizione (ma guarda).

Diciamo pure che solo il sottoscritto ho osato avanzare delle perplessità ma essendo io solo un ciclista mi chiedo dov' erano gli Istituti di prevenzione di Tumore e Cancro? Istituti di prevenzione delle malattie cardio vascolari? Le società medico scientifiche? Le Università di Medicina? Tutti a banchettare?

Spero che questo studio apporti più conoscenza e consapevolezza, perché io ho le idee chiarissime e sono quelle che avevo ieri e che ho oggi.

I ricercatori hanno anche notato che coloro che modificano la loro alimentazione con fonti di proteine diverse, il valore di mortalità scende del 7 %, quindi valutare delle alternative proteiche è importante come per esempio :  pesce, carni bianche, legumi, prodotti lattiero-caseari, uova, semi oleosi,cereali integrali ecc ecc.

Il dottore Hu responsabile dello studio ha dichiarato  "Questo studio porta una chiara evidenza che il consumo regolare di carne rossa e carni elaborate, contribuisce in modo significativo la mortalità prematura Fare scelte alternative conduce verso un beneficio significativo per la salute".

Perché la carne rossa e le carni trasformate fanno male?
Cominciamo nel dire che non fanno male in assoluto ma è l'eccessico consumo, in alcuni gruppi di popolazione è la maggiore fonte se non l'unica di proteine, la nostra alimentazione deve essere sopratutto varia cioè attingere proteine da più alimenti.

Mangiare più porzioni di carne porta ad un eccesso di ferro (  ioni di ferro in eccesso reagiscono con i perossidi nel corpo formando radicali liberi), i grassi saturi, Omega 6

Nelle lavorazioni di carni come per esempio i salumi si distinguono per elevato contenuto di sale, nitrati e nitriti, sostante utilizzate per conservare ma che secondo alcuni ricercatori ritengono che possono aumentare l'esposizione alle nitrosammine composti potenzialmente cancerogeni (per Glicazione o Age ).

Qualcuno potrebbe dire ma queste sostanze sono stabilite dalle norme, è vero ma le norme non posso prevedere frequenza e quantità di consumo. Con una comunicazione molto aggressiva come abbiamo visto nella foto " Tu la vuoi adesso" stimolano a un consumo piuttosto frequente, i salumi si sono trasformati in snack salati, per tutti i giorni per tutte le ore (questo non è un consumo frequente?).

Diverse ricerche hanno documentato precedentemente la relazione tra cancro al colon e consumo di carne anche se non tutti i ricercatori sono d'accordo.

Studi relazioni rapporto tra cancro colon  e prodotti carnei (carne e prodotti trasformati)
-Norat T, Bingham S, et al. Meat, fish, and colorectal cancer risk: the European Prospective Investigation into cancer and nutrition. J Natl Cancer Inst 2005 June 15;97(12):906-16.
-Larsson SC, Rafter J, et al. Red meat consumption and risk of cancers of the proximal colon, distal colon and rectum: the Swedish Mammography Cohort. Int J Cancer 2005 February 20;113(5):829-34.
-Chao A, Thun MJ, et al. Meat consumption and risk of colorectal cancer. JAMA 2005 January 12;293(2):172-82.
-English DR, MacInnis RJ, et al. Red meat, chicken, and fish consumption and risk of colorectal cancer. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev 2004 September;13(9):1509-14.
-Truswell AS. Meat consumption and cancer of the large bowel. Eur J Clin Nutr 2002 March;56 Suppl 1:S19-S24.
-Flood A, Velie EM, et al. Meat, fat, and their subtypes as risk factors for colorectal cancer in a prospective cohort of women. Am J Epidemiol 2003 July 1;158(1):59-68.
-Nkondjock A, Ghadirian P. Associated nutritional risk of breast and colon cancers: a population-based case-control study in Montreal, Canada. Cancer Lett 2005 June 1;223(1):85-91.
- Mannisto S, Dixon LB, et al. Dietary patterns and breast cancer risk: results from three cohort studies in the DIETSCAN project. Cancer Causes Control 2005 August;16(6):725-33.


Un rapporto più complesso tra carne, alimentazione, stili di vita e salute
Questo studio è stato molto contestato in quanto tocca interessi economici abbastanza evidenti, le principali critiche riguarda il concetto di carne e carne trasformata, l'hamburger è carne o carne trasformata? Secondo  alcuni i salumi non sono carne trasformata, allora cosa sono? Non è carne? Signori miei carissimi è frutta e verdura? Non nascondiamo dietro a un filo d'erba nel dire che i salumi non si possono paragonare alle carni trasformate e quindi sono sani, da mangiare tutti i giorni a tutte le ore!

Questi secondo me sono dettagli pretestuosi, tuttavia la ricerca presenta non alcune ma sicuramente impostazioni un po' superate, fare una ricerca che dura 30 anni, è molto difficile, perché le conoscenze si evolvono, se proprio devo essere pignolo posso dare che lo studio ha solo considerato l'alimentazione mentre io amplierei l'indagine sull'ambiente, abitudini e sugli stili di vita, BMI, farmaci, apporto di frutta e verdura.

Dalla mia osservazione ho notato che chi consuma più carni rossa e salumi 
- Fuma molto
- Beve alcool (più di due bicchieri)
- Fa poco attività fisica
- Ha una dieta monotona
- Conduce una vita molto stressata

Sono tutti elementi che concorrono ad avere un risultato non positivo, mi rendo conto che è difficile uscire dall'ambito della sola valutazione dell'alimentazione ma la relazione tra ambiente alimentazione e salute dovrebbe avere una maggiore considerazione, in particolare se mettiamo in relazione tutte queste cose con patologie come il cancro.

Sintesi: al di là di questo studio, che ha una sua valenza, non cambia assolutamente quanto da più tempo detto, affermato e conosciuto, chi vuole essere vegetariano lo sia, per tutti gli altri qualche volta durante la settimana può essere più che sufficiente (ricordate la piramide alimentare), mentre mangiare carne in particolare carne rossa e salumi tutti i giorni non è consigliabile almeno questo è ciò che lo studio ci suggerisce.

An Pan, Qi Sun, Adam M. Bernstein, Matthias B. Schulze, JoAnn E. Manson, Meir J. Stampfer, Walter C. Willett, Frank B. Hu. Red Meat Consumption and Mortality: Results From 2 Prospective Cohort Studies. Arch Intern Med. 2012 ; 0 (2012) : archinternmed.2011.2287


Tu la vuoi adesso
Ps: riguardo la prima foto, "tu la vuoi adesso" io capisco che bisogna fare pubblicità per vendere, però si potrebbe anche fare che il buon gusto sia dentro ma anche fuori dalla piadina, no?
E poi non dite che ce l'hanno su con voi.

domenica 25 marzo 2012

Capitan Findus, cercasi bastoncini di pesce con omega 3 disperatamente

Domanda Anna G.: Gunther, ho comprato i bastoncini di pesce al merluzzo di Capitan Findus com Omega 3, c'era scritto 200 mg di Omega3 sono uguali a 80% della raccomandazione giornaliera, tu invece avevi sempre scritto che gli omega3 consigliati erano per gli adulti 1-1,5 g/die, chi ha ragione? Perché volevi farci prendere cosi tanti omega 3?

Risposta: spero che qualcuno un giorno se mi capita qualcosa mi porti delle arance (senza tirarmele). Carissima Anna G, probabile che tu non abbia letto bene cosa diceva la pubblicità o l'etichetta oppure che tu non l'abbia capita. Sono cose che capitano quando c'è una comunicazione che si presta a diverse interpretazioni.

Le raccomandazioni di Omega 3 come creare confusione con poco 
Io ho indicato i riferimenti Larn per la popolazione italiana che puoi trovare anche sul sito della SINU la Società Italiana di Nutrizione, attualmente la società è al lavoro per la revisione dei Larn. Questi indicano i fabbisogni di acidi grassi essenziali omega 3 in generale senza fare la differenza tra Ala, Epa e Dha.

Il male intendimento nasce dal fatto che l'etichetta Findus riporta solo gli Epa e Dha della famiglia degli Omega 3 cioè solo:
l'acido eicosapentaenoico (EPA)
l'acido docosaesaenoico (DHA)
Non tutti gli Stati hanno dato delle indicazioni sul tipo di omega 3, questi riferimenti sono diversi da paese a paese ad esempio i paesi Nordici indicano 500mg di Epa + Dha.
Inoltre Findus non ha riportato i valori Larn ma i valori di RDI cioè Reference Daily Intake che si usa molto in America, Canada e Australia, non a tutti magari è nota questa sigla.

Sulla confezione si fa riferimento a un documento dell'Efsa del 2009 che potete trovare qui in versione .pdf

"The Panel concludes that:
• The proposed labelling reference value for the n-3 PUFA ALA (2 g) is consistent with recommended intakes for individuals in the general population in European countries based on considerations of cardiovascular health.
• The Panel proposes 250 mg/d as the labelling reference intake value for the longchain n-3 PUFAs EPA plus DHA, which is in agreement with most recent evidence on the relationship between the intake of these fatty acids and cardiovascular health in healthy populations."

L'indicazione di questo documento sono 2g di Ala e 250 mg Epa + Dha . Quindi dal momento che  in 100 g di bastoncini Findus ci sono 200 mg di Epa+Dha rappresenta l'80%.
Quindi nessuno ti vuole prendere in giro sono dei riferimenti diversi, che però possono generare confusione se non ben argomentati.

Se poi siamo cattivi e andiamo a vedere cosa raccomanda OMS per Omega 3:

Ala : da 0,8 g a 1,1 g/die
Epa + Dha : da 0,3 g a 0,5 g/die



Ma perché cosi tanti omega 3?
È possibile che siano stati aggiunti, dal momento che tra gli ingredienti notiamo che i filetti di merluzzo rappresentano solo il 60%, notiamo anche l'olio di pesce che si sa ricco di omega 3, che in etichetta scrivono prezioso olio di pesce, magari in non dico dall'olio di fegato di merluzzo magari da altri pesci, non viene specificato in etichetta non lo possiamo sapere.

Il mio consiglio è quello di porre attenzione all'introduzione degli omega 3 ma senza perdere la testa, ricordandoti che è molto importante anche l'introduzione di omega 3 vegetali (Ala) che puoi trovare nelle noci, nei semi di lino, nella chia. Per il pesce per esempio mentre ero al supermercato mi è caduto davanti i filetto di Merluzzo Pescanova surgelati i quali contengono pensa 400 mg di omega 3 senza impanatura.


Valutare le alternative per un alimentazione varia
Io non voglio dirti che non devi acquistare i bastoncini di pesce ricchi di omega 3 ma ti invito a variare l'alimentazione e la scelta del pesce ampliando la gamma delle varietà ma anche dei sapori, per esempio invece che trovarlo in Capitan Findus bastoncini di merluzzo con Omega 3 puoi  anche trovare

500mg di Epa + Dha in
20 g. sgombri
25 g salmone d'allevamento dell'Atlantico
30 g di aringa
30 g salmone in scatola
50 g di sardine
50 g di trota iridea
100 g di gamberetti

Fonte dati tabella : Wang C, Chung M, Lichtenstein A, Balk E, et al. Effects of Omega-3 Fatty Acids on Cardiovascular Disease. AHRQ Publication No. 04-E009-2. Rockville, March 2004

NB: non prendete questi valori come assoluti ma come valori relativi in quanto il contenuto di omega 3 dipende dalla stagionalità, dalla grandezza del pesce, dall'età del pesce, se è allevato o selvaggio, dalle tecniche di preparazione e di conservazione.

Post correlati: Pubblicità suonate i bastoncini di pesce al salmone con omega3, Omega-3 e Obesità,  Rapporto omega3/omega6, Dove troviamo gli omega 3? , Olii vegetali e olii magri

domenica 31 ottobre 2010

Nuovo spot Actimel: la superbia?



Questo è il nuovo spot delle pubblicità di Actimel che gira su diversi canali internazionali, (non so se qualcuno lo ha visto in Italia), uno spot che da più parti viene indicato come un cambiamento nella comunicazione di Danone con Actimel. Io cambiamenti non ne vedo rispetto ai precedenti, anzi se devo essere sincero mi sembra peggio quasi subdulo, mi ricorda molto lo spot della Coca Cola della mamma che portava in tavola la felicità.

Voglio ricordare che Danone con Actimel ha ritirato per ben due volte (Aprile 2009, Aprile 2010) i dossier sui claim salutistici in modo che Efsa non potesse esprimere un parere, generando in persone maligne e sospettose nelle quali non mi riconosco più di un dubbio. Inoltre sempre con Actimel negli Usa i consumatori si sono rivolti al tribunale per una class action per promesse salutistiche non dimostrate, dove per non andare in giudizio Danone ha accettato di conciliare pagare i danni richiesti e modificare la comunicazione.

Con questi precedenti lo spot nuovo avrebbe dovuto, secondo me cercare una comunicazione più informativa e chiarificatrice, l'interpretazione della tenerezza del gesto materno nasconde un messaggio subliminale, come mamma canguro e mamma orsa che si prendono cura dei cuccioli, tu mamma con Actimel di prendi cura del tuo bambino! E ho bisogno di Actimel per manifestare il mio affetto e la mia attenzione ai miei figli? Ma come vi permettete?

Solo questo mi basta per farmi arrabbiare come genitore, io non compro Actimel, questo fa di me un cattivo genitore? Dietro all'apparente dolcezza delle musica e delle immagini sembra un monito tipo non puoi osare di mettere in discussione il rapporto mamma bambino allo stesso modo non devi osare mettere in discussione Actimel. In questa comunicazione mi sembra di ravvedere di più la superbia, tanto come per Coca Cola nonostante ci siano in Europa Istituti di Autodisciplina della Pubblicità, questi sembra che siano più impegnati a disciplinare i cm degli slip delle modelle, piuttosto che i valori di etica e comunicazione.

Questa comunicazione non mi piace, mercifica il rapporto mamma/bambino a suo favore, non chiarisce le proprietà e le promesse salutistiche, i consumatori non sono l'Efsa ma non sono meno importanti, si allinea alle comunicazione precedenti dei prodotti Actimel, che saltano l'informazione sul prodotto al consumatore e cercano di muoversi sulla creazione dei sensi di colpa per creare delle motivazioni d'acquisto. Sembra che si siano detti "se non li convinci, confondili".

Ps a causa di una caduta banale ( a 45 anni se cadi sono dolori!!) mi hanno fasciato la mano destra, posso usare solo la sinistra, mi scuso se non posso ricambiare le vostre visite subito ma arrivo piano piano!

mercoledì 16 giugno 2010

Prodotti a Km zero contro alimenti funzionali, l'economia locale contro il globale, l'etichetta verde Manor e il progetto Fufose dell'UE

Acquistare a Km zero non è facile, bisogna leggere le etichette, scegliere, andare ai farmer markts, acquistare direttamente dai produttori, per avere un prodotto più sano, più genuino e anche bio . Acquisti a km zero sono utili non solo all'ambiente che non è poco, ma al nostro portafoglio e alla nostra salute.

Approfitto del fatto che il blog viene letto da molte persone del settore della distribuzione alimentare per segnalare questa iniziativa dei supermercati Manor, dove questo compito è reso più semplice ai consumatori. Per rendere facilemente visibili all'interno del supermercato i prodotti a km zero sono evidenziati dal colore verde e la scritta "locale", un iniziativa che ritengo utile in primo luogo perchè stimola i direttori dei supermercati a fare acquisti locali, in favore dell'economia locale e in secondo in questo per i consumatori sarà più semplice scegliere . L'iniziativa ha avuto un grande successo ed è stata adottata nel giro di poche settimana da altri punti vendita.

Mentre i consumatori vanno alla ricerca di prodotti a km zero, è una tendenza in tutta Europa dalla Norvegia alla Spagna, l'Unione Europea ha deciso di fare un "regalo" alla lobby delle aziende agroalimentari di alimenti funzionali (ne avevano bisogno?), dopo le batoste dell' Efsa sugli Health Claims, in particolare ai grandi gruppi come ad es. Danone, Unilever, Nestlè, dal FUFOSE cioè Azione Concertata della Commissione Europea sulla Functional Food Science in Europe coordinato dall’International Life Sciences Institute (ILSI), nasce un progetto di comunicazione per fare conoscere gli alimenti funzionali, dal momento che esistono delle forti ritrosie da parte dei consumatori.

Non ho compreso bene, prima tramite Efsa bocciate gli Health Claims degli alimenti funzionali all'80% cioè 4 su 5, e ora UE vara un progetto di 150 milioni di euro, solo la prima tranche, per fare conoscere ad un pubblico vasto gli aspetti positivi degli alimenti funzionali?

Nel testo dell'opuscolo si evidenzia le "notevoli" prove scientifiche per i benefici per la salute venuta di questi alimenti. Unione Europea vuole "sviluppare sinergie" efficaci tra la comunità scientifica e lo sviluppo di prodotti scientifici per i benefici per i consumatori " (proprio sicuro solo per i benefici dei consumatori?).


Personalmente ritengo che l'attività di comunicazione deve essere fatta e finanziata dalle aziende stesse proprio per quanto riguarda gli alimenti funzionali, certo fino ad adesso non hanno saputo farlo, non hanno brillato per chiarezza, hanno comunicato male e in modo confuso (non per questo devono pagare i contribuenti UE?). Il ruolo di Fufose mi risulta poco chiaro. L'attività di ricerca o meglio lo studio in dettaglio dei benefici per la salute degli alimenti funzionali , ma perchè devono essere fatte a spese della collettività se poi sono adoperate dalle aziende, ci rendono anche parte degli utili dal momento che sono pagati dai contribuenti? Scusate ma alimenti funzionali per la salute di chi?


Nella gioia di donare contributi in UE non si è tenuto conto di altri aspetti degli alimenti funzionali:
1) Aspetto economico. Gli alimenti funzionali costano il doppio e in alcuni casi anche il 400 e il 500% di un suo corrispettivo non funzionale e in tempi di crisi economica, non risolvibili in tempi brevi in Unione Europea questo ha un impatto sulle scelte dei consumatori. Se teniamo conto anche dei finanziamenti Ue quanto costano questi prodotti alla collettività oltre il costo del singolo prodotto?.

2) Aspetto valutazione dei benefici. Fino ad ora sono pochi gli alimenti funzionali che hanno dimostrato dei benefici tangibili per i consumatori .

3) Aspetto socio culturale. I consumatori sono orientati verso altre scelte per la loro alimentazione e salute che premiamo il gusto, l'ambiente, la cultura locale, i prodotti a km zero che poco si coniugano con gli alimenti funzionali.

Info
: Manor locale e fresco e il depliant Fufose in inglese dell Unione Europea in Pdf qui

domenica 18 aprile 2010

Gli health claims di Activia e Actimel di Danone ritirati dalla commissione dell'Efsa

Continua la telenovela della richiesta di convalida delle indicazioni sulla salute depositata all' l'Efsa di Danone, degli health claims relativi a Activia e Actimel. la vicenda dura già da un po' di anni. Periodo non facile per Danone, questa vicenda si aggiunge ai prodotti che la stessa azienda ha ritirato sui mercati internazionali , ed ad altri che invece sono stati già bocciati dall'Efsa. Ora su dichiarazione della stessa azienda alla comunicazione di Activia e Actimel verrà tolto il riferimento dei benefici per la salute (non del tutto).

L'annuncio ha fatto scendere il titolo in Borsa a Parigi. La motivazione ufficiale parla di ritiro preventivo in attesa di attendere regole più chiare (magari scritte da Danone?), che avverrano dopo un incontro tra Efsa e aziende nel mese di Giugno (si ma è la seconda volta!), ma chissà come fanno sempre a sapere in anticipo quello che Efsa fa? Avranno un veggente? Si saranno affidati ad Amelia la strega che ammalia o al mago Otelma?

Danone è il numero uno del mondo dei prodotti lattiero-caseari freschi, Activia e Actimel sono i due prodotti di punta, sono il 25% del fatturato globale, il fatturato nell'ultimo anno è salito del 8,3% . Il gruppo Danone impiega 81.000 dipendenti, opera in 120 paesi e dispone di 160 luoghi di produzione. La crescita però non è sostenuta dai mercati europei o per lo meno lo è solo parzialmente, ma sostenuta dai mercato extraeuropei come quelli asiatici e in una corretta strategia sul prezzo che in paesi più colpiti dalla crisi finanziaria ha visto contenere i prezzi per "venire incontro" al potere d'acquisto dei consumatori.


Ma è tutto casuale quello che capita?

No nulla è casuale nel mondo della comunicazione, in particolare modo quando parliamo di un azienda leader e d'investimenti in miliardi di euro. Non si annuncia che si ritirano gli health cliams è il giorno stesso si hanno casualmente nei principali mercati gli spot già pronti e corretti è un lavoro che si prepara almeno qualche mese prima, il tutto fa parte di una strategia ben precisa e chiara.


Bisogna ricordare che i due prodotti Activia e Actimel non hanno avuto problemi solo con Efsa ma anche con FDA americana e diverse sanzioni e note da diversi mercati da quanto sono apparsi. I prodotti costano cari e il loro prezzo non vale o non valevano le promesse indicate. Tuttavia questo annucio non mi giunge inaspettato, arriva dopo che Danone ha annunciato in una conferenza stampa a Bruxelles, che investira in studi e ricerca più di 30 milioni di euro e che la non approvazione dei un claims si traduce in perdita di innovazione (magari anche in una perdita di fatturato, No?) Il tutto serve per tirare a campare come si dice, tanto prima o poi questi due prodotti saranno sostituiti da altri più innovativi e magari conformi alle direttive dell'efsa. Come tutte le telenovelas come finirà? Scommettete che finirà a baci e abbracci, taralluci e vino tra azienda e Efsa, un po' meno per i consumatori c'è da crederci visto che sono gli unici che pagano sia i tarallucci che il vino.

Tra le aziende bocciate dei loro health claims ricordiamo Ferrero "kinder aiuta a crescere", Oceanspray privo di documentazione di rilevo l' incidenza delle riduzione delle infezioni del mirtillo rosso, le proprietà "non" antiossidanti del thè lipton. Una di questa aziende ha detto "bisogna educare il consumatore" no bisogna prima educare le aziende poi semmai il consumatore ammettendo che debba essere per quale circostanza a me ignota "educato".

NB:
una mia nota molto personale, in quelle persone che a diverso titolo collaborano per Efsa ma che hanno in precedenza lavorato già per aziende agroalimentari, oggetto di health claims da approvare, non è molto trasparente, potrebbe in persone maligne e sospettose, nelle quali non mi riconosco, avanzare qualche sospetto o perplessità. In secondo luogo la renumerazione di coloro che collaborano con Efsa è un rimborso spese più un tot che non è d'uopo dire ma diciamo che una donna delle pulizie a ora prende molto di più , autorevolezza la dà anche un indipendenza economica, non vorrei ma che si creasse un contesto con dei presupposti sbagliati visto che le decisioni riguardano business di miliardi di euro.

venerdì 15 gennaio 2010

Neotame, nuovo dolcificante approvato dall'Efsa


Dopo l'approvazione della Stevia sostenuta da Coca Cola e Pepsi Cola, la Commissione europea ha approvato l'uso di "neotame" negli alimenti, un nuovo dolcificante sintetico elaborato dalla Monsanto. Secondo la direttiva Europea 2009/163 del 22 dicembre 2009, l'approvazione deve essere recepita dagli Stati membri entro e non oltre 12 Ottobre 2010. Tuttavia, i prodotti con neotame possono essere commercializzati già a partire dal 12 gennaio 2010 (che fretta!!).

Dobbiamo famigliarizzare con questo nuovo dolcificante ed esaltatore di gusto. La caratteristica del neotame e che ha una dolcezza circa 7000 a 13 000 volte superiore a quello del saccarosio e circa 30 a 60 volte superiore a quello dell' aspartame. Potrà essere utilizzato in bevande analcoliche, dolci e prodotti simili. Il suo codice SIN internazionale di additivo alimentare è 961.

Tutti dichiarono della sua assoluta non tossicità con tanto di studi, sarà ma secondo me è errato l'approccio, se l'obiettivo è dimininuire l'obesità il problema non è sostituire lo zucchero con prodotti più dolcificanti con meno calorie, ma mangiare con meno zuccheri, i prodotti in cui verrà inserito non avranno solo zuccheri ma anche grassi, la cosa migliore penso che non sia quella di sostituire il saccarosio ma abituarsi poco per volta a dolcificare meno e a diminuire la quantità di dolci, ma oramai parlare di queste cose mi sento una specie in via d'estinzione.

Giustamente nel sito isituzionale si mette in rilievo il fatto che costerà meno dolcificare, a livello casalingo importa poco ma a livello industriale una diminuzione dei costi aumenta gli utili, penso sempre male sono troppo sospettoso!

Nella realtà tutti i dolcificanti saccarina, l'aspartame acesulfame-K, sono stati indicati come responsabili di effetti negativi sulla salute. Il Neotame mi sembra una nuova versione dell'Aspartame, la speranza di Monsanto è di mantenere le quote di mercato del settore dolcificanti.

Nei prodotti il neotame potrebbe non essere indicato in etichetta in quanto meno dell'1% oppure si potrà trovarlo sotto la voce aromi naturali. Alcuni "maldicenti" , nei quali io non mi riconosco, sostengono che sia più pericoloso dell'aspartame, che gli studi sono stati condotti sugli effetti dell'organismo di un solo giorno e sono incompleti, che avrebbe causato una forte emicrania non indagata negli studi, ma sono "maldicenze" messe in giro da persone sospettose.

La pagina dell'Efsa sull'approvazione e il documento di sintesi in .pdf