venerdì 8 novembre 2019

Il nuovo trend: il buffet 2.0

La storia del costume nel settore alimentare è fatta di tendenze e controtendenze, comportamenti che cambiano a secondo dell'umore e delle abitudini dei clienti.

Negli ultimi anni il servizio di buffet è stato associato all'elogio dell'abbondanza, alla quantità e allo spreco, come le prime colazioni nelle grandi catene alberghiere, tanto che nelle catene alberghiere di lusso è tornato il servizio al tavolo su ordinazione.

Se si organizza una festa in genere il servizio a buffet è la proposta più economica, se è vero che favorisce la conversazione tra gli ospiti allo stesso tempo non favorisce il piacere del gusto del piatto. Ti ritrovi a mangiare in piedi o in posti di fortuna (non sai mai dove appoggiare il bicchiere o come tagliare il filetto di carne), il buffet può essere in qualche occasione scomodo e imbarazzante.

Per contraltare quando in genere mi presentano un menù al ristorante, mi implica fare una scelta e scegliere vuole dire anche rinunciare.

Può facilmente creare un senso d' insoddisfazione e cosi qualcuno ha pensato al ritorno del servizio di Buffet, sulla spinta della concorrenza della catena "all you can eat" mangia tutto quello che vuoi!


A Parigi è tornato in auge il servizio a buffet nei ristoranti con una nuova filosofia che punta sulla qualità con un approccio eco responsabile, che prevede :

a) la ricerca di materie prima locali, stagionali e biologiche , alcuni hanno istallato un orto sul tetto degli edifici che li ospitano.
b) menù se non vegano, vegetariano o almeno flexetariano
c) acquisti a circuito chiuso
d) acqua filtrata servita in caraffe
e) illuminazione a ridotto consumo energetico
f) trattamento e selezione dei rifiuti
g) riciclo rifiuti organici in loco
h) fatture solo in formato digitale


Un approccio che devo dire non mi dispiace e si adatta alla nuova filosofia anti spreco con una grande attenzione all'ambiente che in questo periodo va per la maggiore.

Tuttavia mi rimane qualche perplessità, per esempio perché non includere anche i metodi di cottura e delle attrezzature che si adoperano in cucina? La trasparenza e eticità nel trattamento dei dipendenti?

Qualche perplessità anche nell'approvvigionamento delle materie prime perché non tutto si produce dappertutto e per avere un menù vario bisogna spiegare che bisogna fare acquisti anche al di fuori del circuito locale.

Molto bello avere l'orto sul tetto del ristorante ma se fai più di 200 coperti al giorno è molto difficile che si possa produrre da soli tutte le derrate alimentari, per esempio io ho un piccolo orto, siamo solo in otto ma per fare mangiare la mia famiglia devo fare la spesa al supermercato tutti i giorni. Certo un conto è coltivare le erbe aromatiche o l'insalata un conto coltivare carciofi, cavoli, carote, pomodori e patate.

Non sei ecologico perchè ti metti il basilico alla finestra, sul tetto o in qualsiasi altro posto.


Sintesi

Si rinnova l'offerta del libero servizio e del Buffet, con nuovi concept che racchiudono proposte di una ristorazione di qualità delle formule a volontà in un contesto amichevole. Il valore aggiunto viene dato dalle buone intenzioni ecologiche, dalle modalità anti spreco, dal grande uso di ortaggi e verdure (grigliate, farcite, gratinate, al vapore, brasate), da una scelta più limitata dei piatti ma con proposte gourmand e flexetariane.

Esempio di nuove formule a buffet :







martedì 29 ottobre 2019

Esistono o non esistono " i spaghetti alla bolognese" ?

Lorella R, Ragusa: sento sempre spesso parlare di spaghetti alla bolognese ma non trovo la ricetta, non ho capito se esistono o non esistono i spaghetti alla Bolognese?

Si tratta di una vecchia diatriba gastronomica, che ha preso vigore negli ultimi tempi con la diffusione della cucina italiana all'estero, tanto che "spaghetti alla bolognese" è il brand più noto della cucina italiana, si tratta di un prodotto frutto dell'immaginario collettivo. 

Non esistono in Italia e soprattutto non esistono a Bologna "spaghetti alla bolognese" dove la regina della pasta fresca è la tagliatella all'uovo, a Bologna nessuno mangerebbe spaghetti con il ragù alla Bolognese.


Durante una sosta a Bologna di lavoro, mi portarono in un ristorante appena fuori Bologna un piccolo paese dove sembrava d'essere in un film di Fellini, come primo piatto si poteva scegliere o Tagliatelle alla bolognese o Tortellini, nella mia ignoranza chiesi si possono avere i tortellini con il ragù alla bolognese, il cameriere mi guardo cosi male ma cosi male me lo ricordo ancora adesso a distanza di trent'anni, mi spiegò che con il sapore del ragù non avrei sentito il sapore dei ripieno dei tortellini e aveva ragione.

Tuttavia l'abbinamento spaghetti, pomodoro e carne è uno di quei sapori che piacciono tanto ai ragazzi in particolare in fase di crescita, un sapore che "spacca" come loro sanno dire in particolare se la carne è rappresentata dalle polpette, un piatto che è in grado di soddisfare e placare l'appetito adolescenziale.


Nella mia mente d'italiano acquisito gli spaghetti li associo di più al Sud Italia e alla grande varietà di paste secche a dire il vero soprattutto a Roma e al film d'Alberto Sordi "spaghetto mi ha provocato, io ti distruggo e me te magno" ma anche a Napoli al film di Totò Miseria e Nobiltà dove ballava con i spaghetti in mano.


Nella mia intuizione l'idea dei Spaghetti alla Bolognese, nasce in Sud Italia, dalla cucina povera contadina, dove a pranzo c'era solo un piatto unico, solitamente pasta con il pomodoro o pasta con le verdure durante la settimana ma la domenica si preparava il condimento con la pasta adoperando la carne, ora di pollo, qualche volta di maiale raramente di vitello o manzo, i pezzi meno costosi come la carne macinata, la salsiccia fresca e qualche volta le polpette di carne.



Sono i migranti del Sud Italia che tra '800 e 900' hanno portato negli USA l'abbinamento di sapori spaghetti, pomodoro e carne, molto di loro nemmeno conoscevano il ragù alla bolognese ma si riferivano al condimento dello loro nonne o mamme che adoperavano per preparare il condimento della pasta la domenica con la carne. 

Il termine "alla bolognese" è stato acquisto più tardi quando già si trovavano all'estero, in quanto gli immigrati italiani hanno dato per scontato che pasta all'italiana era pasta alla bolognese, pertanto è nato il termine spaghetti alla bolognese con un condimento a base di carne e pomodoro.

I condimenti a base di carne per la pasta è pieno il mondo ma nel 99% dei casi non hanno nulla a che fare con il ragù alla bolognese, che è una ricetta unica codificata e depositata in Camera di Commercio di Bologna nel 1982 che prevede un certo tipo di carne (cartella o diaframma), di preparazione e di cottura.


In Italia la diffusione della ricetta del ragù alla bolognese nelle famiglie è arrivata negli anni '60 e '70 con la televisione, in particolare della pubblicità della pasta e dei sughi pronti, come il ragù alla bolognese, che ognuno può condire con il tipo di pasta che più gli piace.

Il ragù alla bolognese fatto in casa è una condimento favoloso consistente, spesso e cremoso me lo mangio sul pane quando ancora è in cottura, secondo me ci vuole una bella tagliatella all'uovo fresca fatta in casa, lo spaghetto è troppo sottile non sopporta una salsa cosi densa e cremosa, lo spaghetto è il miglior tipo di pasta con una pasta pomodoro e basilico.

Oggi si destruttura e rivoluziona tutto anche il ragù alla bolognese, che grazie alle nuove tendenze è divenuto ragù di tonno alla bolognese  il ragù di polpo alla bolognese, ragù di soia alla bolognese certo ci si possono in queste nuove versioni fare anche gli spaghetti ma sono un altra cosa.

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lunedì 14 ottobre 2019

Pasta ai legumi, sono buone queste novità?

Valentina R.,Verona : la novità delle pasta con farina di legumi sono buone?

Parlare proprio di novità in assoluto della pasta con farina di legumi è un po' azzardato, in quanto per tradizione in molte regioni italiane per problemi di disponibilità economica, perchè la farina bianca costava, per preparare la pasta in casa si utilizzava la farina bianca o semola di grano duro con farine di altri cereali ma anche con farine di legumi come la farina di ceci.

Una tradizione dimenticata nei primi anni del boom economico, ripresa poi negli '70 dalle comunità vegane e vegetariane, negli anni '80 dalla ricerca di un alimentazione più naturale e del movimento slow food degli anni '90, hanno portato alla ri scoperta delle varietà di pasta con farine di più cereali e di legumi.

Se nel passato si mescolava farina bianca con altre farina tra cui i legumi, oggi per la maggior parte dei casi possiamo trovare nei supermercato pasta al 100% con farina di legumi come ceci e lenticchie (controllare sempre la lista ingredienti, non mancano paste con farina di riso) si rivolgono soprattutto alle persone intolleranti al glutine.


Vantaggi rispetto alla pasta tradizionale?

Sono paste in genere più ricche di proteine, di fibra e di sali minerali che arrivano dalle proprietà dei legumi secchi, il vantaggio rispetto ai legumi secchi e che non necessitano d'ammollo e di lunghi tempi di cottura.

Hanno un alto indice di sazietà, alcune potrebbero avere inoltre un indice glicemico più alto della pasta tradizionale, per questo e anche per il gusto e la consistenza è bene cuocere la pasta al dente.

Dal punto di vista del gusto, la pasta di legumi non ha la stessa consistenza ed elasticità della pasta di grano, però condita con un ottimo formaggio saporito può essere un modo molto semplici di fare mangiare porzioni di legumi ai bambini.


Perchè il mix farina di legumi e cereali è una combinazione interessante?

Le paste di legumi si possono consumare al posto delle porzioni di legumi, tuttavia per garantire nella dieta tutti gli amminoacidi essenziali è bene a seconda delle necessità personali integrare il pasto con cereali come riso, grano saraceno, quinoa.

Personalmente per coloro che non sono intolleranti al glutine potrebbe essere più indicato una combinazione di farina di grano duro e farina di legumi. Già un 35% di farina di legumi nella preparazione della pasta tradizionale, permette di avere un alimento unico, che combina i benefici nutrizionali sia dei cereali che dei legumi.

Può essere una buona base per una dieta vegetariana (nessuno inventa nulla di nuovo siamo nella ricetta della nonna della pasta e fagioli, pasta e ceci, pasta e lenticchie).


Proteine vegetali e Ambiente

Il vantaggio più evidente riguarda invece l'ambiente perchè il consumo di proteine vegetali al posto di proteine animali può contribuire a ridurre le emissione di Co2 nell'atmosfera.


Confronto tabelle nutrizionali, prezzo e posizionamento

Abbiamo preso abbastanza a caso alcuni prodotti presenti sul mercato e le relative tabelle nutrizionali come abbiamo detto il profile nutrizionale delle paste dei legumi rispetto alle paste con grano e semola di grano duro hanno un apporto più elevato di proteine e fibre.

Interessante il marchio Felicia, una pasta realizzata con materie prime provenienti da agricoltura biologica, è l'unico a indicare anche il contenuto di sali minerali, per tutti gli altri marchi manca questo valore è un peccato non valorizzarlo sul profilo nutrizionale del prodotto. 

Una scelta da parte delle aziende dal punto di vista della comunicazione di dare importanza alle proteine e per nulla ai sali minerali e vitamine.

Quelle che si può notare è il prezzo al kg la pasta di legumi costa quasi 5 volte in più (esattamente il 4,7 volte in più) da 2,70 a 12,40. Nella spesa quotidiano si nota meno perchè le confezioni in vendita sono più piccole, in genere di 200 e 250 g mentre la pasta di grano viene venduta in confezioni di almeno 500g.

Mancano invece nella grande distribuzione la pasta fatte miste di farine di cereali come il grano e farine di legumi che comunque sono presenti in qualche shop d'alimentazione vegana.

Un prodotto se pure nato per soddisfare le esigenze degli intolleranti al glutine strizza l'occhio per coloro che seguono un alimentazione adatta alla pratica di un attività sportiva professionale.

Una sola riflessione di come sia caro mangiare senza glutine, i legumi secchi che hanno un prezzo basso e sono la base delle popolazioni più povere, trasformati in farina e poi in pasta diventano un prodotto premium.


venerdì 4 ottobre 2019

Ci sono dei Farmaci che fanno ingrassare?

Graziella C, Milano: Desideravo sapere se ci sono dei farmaci che fanno ingrassare?

Ci sono dei farmaci che potrebbero avere tra gli effetti collaterali l'aumento del peso, ci sono molecole che possono favorire l'accumulo dei grassi, altre che favoriscono la ritenzione idrica, altre favoriscono la stimolazione dell'appetito :

Antidepressivi
Alcuni farmaci per il trattamento della depressione come gli antidepressivi triclici meglio noti con la sigla TCA. Sono dei farmaci che sono stati sviluppati dagli inizi degli anni '50, sono utilizzati ancora oggi quando non si riscontrano miglioramenti nelle persone assistite con farmaci più moderni.

Fanno ingrassare perchè agendo sul sistema nervoso centrale in particolare sull'ipotalamo, perturbano i segnali di fame e di sazietà, tendono ad aumentare il tasso di dopamina e diminuire quello di leptina, l'ormone della sazietà.

Come altri antidepressivi possono condurre allo diminuzione dello stimolo del movimento e dell'esercizio fisico e di conseguenza del dispendio energetico.

Neurolettici
Meglio noti come farmaci antipsicotici, agiscono su precisi obiettivi neuro trasmettitoriali (che vanno a interferire con il senso di sazietà, accentuando la sensazione di fame) vengono principalmente utilizzati per il trattamento delle psicosi anche in fase acuta, della schizofrenia, della fase maniacale del disturbo bipolare. 

Cortisone, Corticosteroidi, Corticoidi
Sono utilizzati in molti trattamenti ad alte dosi e per lunghi periodi. Gli effetti collaterali variano da farmaco e farmaco da persona a persona i più noti sono ritenzione idrica, aumento del senso di fame e l'accumulo dei grasso corporeo.

Antidiabetici
Come i sulfaniluree, una famiglia di farmaci utilizzati per il trattamento del Diabete di Tipo 2, favoriscono l'aumento di peso in quanto limitano il dispendio energetico e di conseguenza senza accorgersi è facile prendere qualche chilo in più.


Farmaci per il disturbo bipolare
Anche alcuni dei farmaci utilizzati per il disturbo bipolare tra questi il Carbonato di Lithium, interferisce nel meccanismo della regolazione dell'appetito e della sazietà.

Betabloccanti
Alcune molecole betabloccanti come l'atenolo utilizzato nei trattamento dell'ipertensione in alcuni soggetti favorisce l'accumulo dei grassi.

Pillole contraccettive
Si tratta di una paura molto diffusa ma poco provata dal punto di vista medico scientifico, oggi un buon ginecologo è in grado di scegliere la pillola contraccettiva più corretta e più adatta al vostro caso (rapporto tra livello di estrogeni e peso). Le pillole di ultima generazione hanno un basso livello di estrogeni. Se la pillola consigliata dal proprio ginecologo fa aumentare l'addome o provoca gonfiore, bisogna tornare dal ginecologo e segnalare il problema, sono certo saprà trovare la pillola contraccettiva più adatta o il sistema anti concezionale più corretto.

La lista dei farmaci è molto più lunga di quello che si può pensare, ci sono farmaci come gli anabolizzanti, gli ormoni della crescita, farmaci epilettici, farmaci inibitori della tirosin chinasi utilizzato nella trattamento della leucemia, farmaci per il trattamento della tiroide, ecc ecc.


Cosa fare in casa d'aumento di peso?

Chiedere se è possibile sostituire il farmaco 
Il primo consiglio è quello di rivolgersi al proprio  medico, segnalare il problema è chiedere se è possibile cambiare farmaco. 

Affiancare Indicazioni Nutrizionali
In caso di risposta negativa, nel caso in cui non è possibile modificare il farmaco c'è bisogno d'affiancare la terapia con delle indicazioni nutrizionali personalizzate, un alimentazione controllata e equilibrata unita ad esercizio fisico per limitare l'impatto dei farmaco sull'aumento del peso.
In generale possiamo dire che oltre alla modifica d'abitudini alimentari vengono consigliati alimenti a basso indice glicemico e pasti che assicurano un indice di sazietà a lunga durata.

Sintesi

Abbiamo visto quali farmaci possono causare l'aumento del peso, spesso mi viene chiesto perchè il medico non informa sufficientemente il paziente di questo effetto collaterale? In realtà oggi il tempo della prescrizione è molto breve, il paziente emozionato e spesso non riesce a capire tutte le informazioni che il medico troppo velocemente cerca di fornire.

Tuttavia visto anche l'importanza delle patologie per cui vengono prescritte queste terapie non è raro che si eclissi sugli effetti collaterali che sono individuali che variano da persona a persona e si rimanda in un secondo tempo al primo follow up.

Bisognerebbe prestare più attenzione agli effetti collaterali dell'aumento del peso sia dal punto di vista fisico della salute che dal punto di vista psicologico nelle persone assistite.

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mercoledì 25 settembre 2019

Che cosa dovrebbe bere un bambino ? Qual'è la migliore bevanda per un bambino?

Antonietta S, Serravalle Scrivia: Cosa dovrebbero bere i bambini?
Giovanna 0, Teramo: Qual'è la migliore bevanda per un bambino?

L'acqua e se proprio vogliamo seguire le Nuove Linee Guida delle società scientifiche americane, acqua e latte ma specifichiamo in sintesi meglio per fasce d'età.

Dalla nascita fino a sei mesi : solo latte materno o latti per neonati.

Da 6 a 12 mesi: i bambini devono fare affidamento sul latte materno o sulla formule per neonati. Una volta che hanno iniziato a mangiare cibo solido, possono iniziare a sorseggiare acqua.

I genitori dovrebbero evitare di dare al bambino succhi di frutta, latte vaccino, latte aromatizzato, bevande zuccherate ipocaloriche,  bevande a base vegetale, bevande contenenti caffeina e bevande zuccherate.

Da 12 a 24 mesi: I bambini oltre all'acqua (da 1 tazza a 4 tazze o meglio da 25 cl a un litro al giorno) possono iniziare a bere latte intero pastorizzato .

Da 2 a 3 anni: oltre all'acqua (da 1 tazza a 4 tazze da 25 cl a un litro), si consiglia latte magro o parzialmente scremato.

Da 4 a 5 anni: Questi bambini dovrebbero bere oltre l'acqua ( da 1,5 tazze al giorno a 5 cioè circa da 40 cl a 1,25 l al giorno) , latte magro, scremato o parzialmente scremato, eventualmente succo di frutta al 100 %, naturale senza aggiunta di zuccheri (110 g.).

Sempre secondo le società scientifiche americane, bisogna evitare che a qualsiasi età assumano altre bevande  oltre quelle citate come latte aromatizzato, bevande contenenti caffeina, latti vegetali e non lattiero-caseari, bevande zuccherate e bevande zuccherate a basso contenuto calorico.

Per quanto riguarda i succhi di frutta solo se 100% frutta, senza aggiunta di zuccheri, senza conservanti e additivi, leggere bene le etichette, fate il confronto con la frutta, non esistono frutti che naturalmente contengono 20 g di zucchero per 100 g,!.

I bambini con allergia e/o intolleranza al latte vaccino, le società scientifiche rimandano ai consigli del Pediatra per valutare caso pe caso come coprire le esigenze nutrizionali per una normale crescita.


Queste linee guida sono state sviluppate dal Healthy Eating Research, in collaborazione con American Academy of Pediatrics, l'Accademia di Nutrizione e Dietetica, l'American Heart Association e l'American Academy of Pediatric Dentistry che si possono condividere o meno hanno l'obiettivo di modificare le abitudini e lo stile di vita degli americani.

La metà dei bambini dai 2-5 anni negli Stati Uniti bevono bevande zuccherate ogni giorno, che aumentano  il rischio di obesità, diabete e predispongono a malattie cardiovascolari (ogni anno negli Usa 40.000 persone muoiono a causa di problemi cardiaci dovuti al consumo eccessivo di bevande zuccherate).

In sintesi acqua, latte e quantità limitate ( 4 once al giorno più o meno 110 g.) di succo di frutta al 100%" naturale e senza aggiunta di zuccheri.

La prima infanzia è un momento importante per iniziare a modellare le abitudini alimentari e promuovere il consumo di bevande salutari, la speranza è che queste nuove linee guida possano aiutare il bambino a sviluppare un gusto sano e delle corrette abitudini alimentari per il futuro.

Tuttavia rimane molto difficile perché inevitabilmente l'attrazione per le bevande colorate, frizzanti e dolci rimane molto forte


I bambini tendono molto ad essere influenzati dalle abitudini familiari e più tardi dal contesto dove vivono e dalla società, pertanto dare un buon esempio in famiglia è importante, se per esempio tutti in famiglia a tavola bevono acqua anche il bambino vorrà bere acqua per sentirsi parte della famiglia. Oltre la famiglia anche la società a iniziare dalla scuola dovrebbe dare un buon esempio.

Bisogna fare comprendere ai bambini e ai ragazzi poi che ogni tanto si può anche bere qualcosa di diverso importante è che questa non diventi abitudine perché questo mette a rischio la propria salute anche se questo per loro non è molto percepibile.

Le linee guida dal Healthy Eating Research sono in controtendenza con l'evoluzione dei consumi della società odierna in particolare quella americana spero solo nella sensibilità dei neo genitori  e sulla consapevolezza delle scelte delle future generazioni

Per saperne di più: Healthy Eating Reserach

martedì 17 settembre 2019

I farmaci anticolesterolo aumentano il rischio diabete?

Jasmine P., Cremona: i farmaci anticolesterolo come le statine aumentano il rischio di diabete?

Si, la correlazione tra statine e il rischio di diabete è stata dimostrata in uno studio realizzato dalla Ohio University proprio recentemente pubblicato nel Giugno 2019 sulla rivista Diabetes/Metabolism Research and Reviews .

Non si tratta di una novità in assoluto ma una conferma in quanto nel 2013 uno studio canadese pubblicato su British Medical Journal aveva messo in relazione il consumo di statine con il possibile sviluppo di diabete.

Le statine sono una classe di farmaci che possono abbassare il colesterolo e la pressione sanguigna, riducendo il rischio di infarto e ictus. Si stima che in molti paesi occidentali, più di un quarto degli adulti di mezza età utilizza un farmaco per abbassare il colesterolo.

Lo studio pubblicato nel Giugno 2019 su un campione di 4.600 pazienti a rischio cardiovascolare, il 16% ha ottenuto una prescrizione di statine, tra il 2011 e il 2014.


I risultati mostrano che coloro ai quali sono state prescritte le statine avevano il doppio delle probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2, le persone assistite e che hanno assunto statine per più di tre anni un rischio più alto.

Al momento non si conoscono i fattori dell'aumento del rischio di diabete in presenza di statine si ipotizza a un problema nella secrezione dell'insulina.

Le statine sono prescritti perché sono giudicati dalla classe medica efficaci nel prevenire attacchi di cuore e ictus. lo studio più che sconsigliare di prendere statine vuole stimolare una maggiore  consapevolezza del rischio diabete di tipo 2.

Lo studio suggerisce nei pazienti che assumono statine da più anni che potrebbe essere utile monitorare i livelli di glucosio nel sangue, la loro dieta e la loro attività fisica, per ridurre il rischio di diabete.


Bisogna tenere presente che le persone assistite che necessitano di prescrizione di statine hanno un quadro clinico già  a rischio diabete di Tipo 2.

Sarebbe imporatnte prevedere programmi che stimolino i pazienti a modificare lo stile di vita  e la dieta a che potrebbero essere discussi quando i medici prescrivono le statine, in modo che le persone assistite possano essere proattivi sulla prevenzione del diabete.

Le malattie cardiovascolari fanno parte di quelle patologie legate allo stile di vita come il diabete di tipo 2 che si possono prevenire e anche trattare con un cambiamento dello stile di vita con una migliore qualità dell'alimentazione, un maggiore movimento fisico e una migliore gestione dello stress. 

Un invito a prevenire sia il rischio cardiovascolare che il diabete di tipo 2, da non dovere avere bisogno della prescrizione delle statine .



giovedì 5 settembre 2019

Il tè verde è anticancro?

Giovanna O., Pescara: Volevo sapere se come ho letto su alcune riviste, il te verde è anticancro?

Cresce nel mondo la domanda di in particolare di tè verde, ed è oggetto di un' intensa attività di marketing e promozione di benefici della salute, dalle proprietà detox alle proprietà anticancro.

Se nel mondo il tè è la seconda bevanda più consumata in Italia per 1 grammo di tè si consumano 84 grammi di caffè, possiamo dire che siamo di fronte a un prodotto di nicchia.

Le foglie di tè verde contengono polifenoli ECGH della famiglia delle catechine, che sono degli antiossidanti, si tratta di composti che spesso vengono enfatizzati per sostenere effetti protettivi contro il cancro.

Fin ora studi in laboratorio hanno sostenuto che estratti di tè verde in dosi molto elevate possono ridurre la crescita delle cellule tumorali anzi sarebbe più corretto dire che possono interferire grazie all'effetto anti ossidante e anti infiammatorio con lo sviluppo dei tumori.

Tuttavia non è stato possibile dimostrare questo effetto negli essere umani.

Su 24 meta analisi pubblicate negli ultimi anni 6 anni, nessuna è riuscita a dimostrare che il te verde possa avere sugli esseri umani una protezione anti cancro

Perfino il World Cancer Research Fund che valuta l'evidenza di fattori nutrizionali con il rischio cancro, nel caso del tè verde sostiene che tranne per il cancro alla vescica non sono emerse evidenze e nel caso del cancro alla vescica è talmente il risultato debole che non si è riusciti a formulare delle raccomandazioni.

Efsa (se conta qualcosa il loro parere scientifico) nei 5 pareri sul tè verde espressi negli ultimi otto anni non ha autorizzato alcuna indicazione sulla salute relativa al te verde ed agli estratti di catechine in rapporto con il cancro.

Vorrei però fare notare un altro punto di vista, in molti paesi il tè è un vero e proprio rito, un break un intervallo della giornata, un momento antistress di grande aiuto. Anche se non c'è una relazione tra lo sviluppo del cancro e lo stress i benefici di questa pausa possono avere dei riflessi benefici sulla salute in generale, per cui trovo che concedersi una pausa per  bere una tazza di tè o di tè verde se vi piace possa essere una buona idea.  

Alcuni studi hanno dimostrato che il livello di stress incide sull'impatto della prognosi e della terapia del malato di cancro, ritengo per tanto che bere una buona tazza di tè può essere una delle attività antistress che può migliorare la qualità della vita del malato. 

Personalmente sono contrario al Marketing degli alimenti anticancro, perché generano troppe illusioni. Ci sono oggi più di 150 tipi diversi di tumori e l'alimentazione non incide per tutti allo stesso modo.

Invece di parlare di smart food o superfood si potrebbe fare una migliore comunicazione alimentare per la prevenzione del cancro partendo da una dieta equilibrata e uno stile di vita attivo, una dieta che predilige il consumo di cereali integrali, che privilegia come grassi l'olio d'oliva extra vergine, le 5 porzioni di frutta e verdura fresca giornaliera e la riduzione di tutti gli alimenti industriali trasformati ricchi di sale, grassi saturi, zucchero, additivi ed esaltatori di sapidità.



giovedì 22 agosto 2019

Frutta a go go per l'estate, quali benefici?

Ogni stagione porta frutta e verdura in grande quantità ma è l'estate il periodo in cui è più facile  approfittarsi dei loro benefici.

Possiamo trovare una grande varietà di pesche, albicocche, pesche noci, frutti di bosco, prugne, pomodori i più fortunati che hanno il loro orto possono cogliere il giusto tempo di maturazione.

Diverse ricerche medico scientifiche hanno dimostrato che la quantità di frutta e verdura consumata e collegata alla prevenzione di molte patologie dell'era moderna come le Malattie Cardiovascolari e i Tumori (Bocca, Faringe, Laringe, Esofago, Polmone, Stomaco, Colon-retto).

Non c'è un nutriente che differenzia la frutta da altri alimenti ma è il suo insieme, l'acqua, fibre, vitamine, sali minerali,  antiossidanti, inoltre la frutta contribuisce a rinforzare il nostro senso di sazietà e soddisfare il senso del gusto.


Quali quantità consumare?

Non c'è un vero e proprio limite tuttavia tutte le società scientifiche concordano su almeno 4 o 5 porzioni al giorno di frutta e verdura (1 porzione 80g).
Si tratta di un minimo nessuno proibisce all'interno di una dieta equilibrata di consumarne a piacere di più in equilibrio con tutti gli altri alimenti.

Chi è a dieta ipocalorica deve diminuire la quantità di frutta?

Le persone obese devono ridurre l'apporto calorico globale, può pertanto rendersi necessario in qualche caso isolato, ridurre la quantità di più alimenti tra cui anche la frutta ma è molto raro in quanto la maggior parte delle persone obese non consumano sufficientemente quantità di frutta e verdura.

Le persone obese e o a dieta ipocalorica devono porre attenzione ai prodotti trasformati una macedonia in barattolo di sciroppo di zucchero non è come una macedonia di frutta fresca, come una pozione di gelato alla frutta non è come una porzione di frutta, sono gli errori più diffusi.


I diabetici che frutta devono scegliere?

Dipende da caso a caso in funzione del tipo di diabete e di medicinali, anche se la frutta non presenta un reale problema meglio orientarsi su quelle varietà che hanno indice glicemico più basso da mangiare fresca.

Frutta con più alto indice glicemico: Anguria, Melone, Castagne, Ananas, Banane, Kiwi, Mango

Frutta con più basso indice glicemico: Avocado, Fragole, Pesche, Fichi freschi, Mele, Pere, Prugne


In caso d' Ipetrigliceridemia che frutta preferire?

In alcuni casi se introdotto in eccesso il fruttosio può aumentare il tasso di trigliceridi nel sangue, si possono consumare porzioni di frutta magari scegliendo tra quelle meno ricche di fruttosio (cioè tutti i frutti che non sono nell'elenco qui sotto).

Frutti più ricchi di Fruttosio

Datteri ( 31.95  g per 100g)
Prugne secche  ( 12,45 g per 100g)
Uva  ( 8,3 g per 100g)
Anona  ( 6,28 g per 100g)
Pere  ( 6,23 g per 100g)
Mele  ( 6 g per 100g)
Cachi  ( 5.96 g per 100g)
Prugne selvatiche  ( 5,47 g. per 100g)
Ciliegie ( 5,37 g. per 100g)
Mirtillo ( 4,97 g. per 100g)
Banane  ( 4.85 g.per 100g)


Cosa fare in caso di fermentazione intestinale frequente?

Il tenore di fibre e zucchero può favorire la fermentazione intestinale è consigliabile in questi casi orientarsi verso frutti meno ricchi di fibre come banane, mirtillo nero, fragole, arancia, ananas, pompelmo, melone e meno ricchi di zucchero come: fragola, melone, anguria, albicocca, mirtillo nero, pesca. pesca nettarina.

Frutti più ricchi di fibre

Cocco ( 9 g per 100 g.)
Avocado ( 6.7 g per 100g).
Lampone ( 6.5 g per 100g.)
Guava ( 5.4 g per 100g.)
Mora ( 5.3 g per 100g.)
Uva Spina ( 4.3 g per 100g.)
Melograno ( 4 g cada 100g)
Mirtillo Rosso ( 3.6 g per 100g.) .
Pera ( 3.1 g per 100g)
Kiwi ( 3 g per 100g.)


Bisogna scegliere frutta e verdura bio?

Preferibilmente si ma non necessariamente, dipende chiaramente dal prezzo e bisogna assicurarsi che i prodotti siano certificati bio.

Dipende anche dalle varietà alcune hanno più alti residui di pesticidi e trattamenti come ciliegie, fragole, albicocche, uva e mele dove è più consigliabile preferire un prodotto bio.

Nel 2014 una ricerca pubblicata sul British Medical Journal of Nutrition sosteneva che prodotti bio sono una maggiore concentrazione di polifenoli, carotenoide e vitamina C perchè devono sviluppare maggiori  difese nei confronti dell'ambiente.


Quali sono i più ricchi nutrienti protettori della frutta?

Vitamina C, una vitamina essenziale un composto organico con proprietà antiossidanti, è importante per il corretto funzionamento del sistema immunitario e per la sintesi di collagene nell'organismo. Il collagene rinforza i vasi sanguigni, la pelle, i muscoli e le ossa. L'uomo non può creare collagene senza la vitamina C.

Frutti più ricchi di Vitamina C

Ribes
Kiwi
Guava
Arance
Acerola
Fragola
Clementine
Anona
Mandarini
Pompelmi

Betacarotene, precursore della vitamina A, contribuisce alla salute delle mucose della bocca e del naso e della protezione della pelle dal sole; è necessario per la corretta crescita e riparazione dei tessuti corporei, inoltre aiuta a mantenere pelle liscia e morbida e sana.

Frutti più ricchi di Betacarotene

Melone  ( 2020 µg per 100g)
Albicocche ( 1094 µg per 100g)
Amarena  (770 µg per 100g)
Maracuja (743 µg per 100g)
Mango (507 µg per 100g)
Anguria (303 µg per 100g)
Papaya (274 µg per 100g)
Cachi (250 µg per 100g)
Prugna (190 µg per 100g)
Pesca (170 µg per 100g)
Mandarino (155 µg per 100g)
Pesca noce (150 µg per 100g)


Flavonoidi, sono considerati dei potenti antiossidanti tra le proprietà più note sono la fluidificazione del sangue, impediscono la formazione delle placche di colesterolo nel sangue ed esercitano un' azione anti infiammatoria.

Frutti più ricchi di Flavonoidi

Mirtilli, More, Lamponi, Mele, Fragole, Uva, Meloni, Albicocche, Pere, Limoni, Arance, Pompelmi, Kiwi.


Licopene,  è il carotenoide maggiormente presente nell’organismo umano, è considerato un nutriente importante per il benessere e la salute umana; le sue proprietà salutari possono essere rilevanti in un contesto di prevenzione di patologie  quali malattie cardiovascolari, ipertensione, tumore alla prostata, osteoporosi, infertilità maschile, degenerazione maculare legata all’età.

Frutti più ricchi di licopene

Anguria, Guava, Pompelmo, Papaya, Cachi, Mango, Pera gialla


Antiossidanti, possono aiutare ad eliminare gli effetti dannosi che i radicali liberi hanno sulle cellule coloro che mangiano frutti e verdure ricchi in polifenoli e antociani hanno un minor rischio di sviluppare cancro, malattie cardiovascolari e alcune malattie neurologiche.

Frutti più ricchi di Antiossidanti  (Indice Orac)

Acai, Goji, Noci di pecan, Sambuco, Uva secca tipo sultanina, Noci, Cranberry, Prugne, Ribes, Mirtilli, More, Uva, Fragole, Pompelmo, Arancia


Nella frutta trasformata troviamo gli stessi nutrienti come nella frutta fresca?

Ovviamente no, tuttavia alcune trasformazioni possono essere interessanti per esempio alcune varietà di frutta cotta come mele e pere, apportano comunque quantità di fibre, minerali, polifenoli, mentre invece  la frutta cotta non apporta la vitamina C come la frutta fresca.

La frutta conservata in sciroppo c'è una perdita di micronutrienti ma un maggiore presenza di zucchero.

La frutta secca c'è una perdita di acqua e una buona percentuale di nutrienti in particolare magnesio, fibre e antiossidanti mentre invece c'è una carenza di Vitamina C.

Ricordate che la frutta secca ha un maggior numero di calorie e zucchero più o meno dieci volte di più rispetto a quella fresca pertanto sostituire per il pasto delle albicocche secche per albicocche fresche comporta delle calorie e dello zucchero in più nella dieta.


Composte e succhi di frutta sono come le porzioni di frutta fresca?

Un frutto trasformato non sarà mai equivalente a un frutto fresco intero, possono apportare alcuni dei nutrienti tutto qui inoltre sono ricchi di zuccheri.

Facciamo qualche esempio per attivarci qualche simpatia, il carico glicemico di un bicchiere di succo d'arancia confezionato può essere anche due volte più elevato di quello del frutto fresco.

In uno studio della Harvard del 2013 su 390.000 volontari il gruppo di coloro che consumava frutta fresca era associato a un minore rischio di diabete (- 5%).

Occasionalmente si può consumare succo di frutta ma è molto meglio coltivare l'abitudine di consumare frutta fresca.

sabato 3 agosto 2019

Trend del gelato 2019: l'indulgenza

Il gelato è uno dei prodotti che più facilmente si associa alla stagione estiva, secondo indagine Doxa del 2018 il 37% del gelato prodotto viene consumato in Estate, il 21% in Primavera e il 35% durante tutto l'anno, possiamo dire che si tratta di un prodotto oramai destagionalizzato, che si consuma tutto l'anno.

Il 36% degli italiani consuma il gelato a merenda nel pomeriggio e il 25% la sera con una frequenza di  1-2 volte a settimana (36%) ma c'è anche chi lo consuma tutti i giorni (11%). Tra i dati più interessanti sul consumo è che si tratta di un prodotto che si preferisce mangiare in famiglia e con gli amici, un aspetto sociale interessante che contrasta con la pubblicità della ricerca del piacere individuale.

Secondo l'indagine del Giugno 2019 della Camera di Commercio di Milano e Brianza ci sono in Italia 19.000 gelaterie (-1,8% rispetto al 2017), la città con più gelaterie è Roma, seguita da Napoli, Torino, Milano, Salerno, Bari, Palermo, Brescia, Venezia. Rapportando i dati delle gelaterie con il numeri dei residenti si nota che la differenza sul consumo di gelato la fanno i turisti piuttosto che in consumatori locali (tranne Torino e Brescia), una domanda di consumo "emozionale".

Il gelato cosi come altri prodotti alimentari segue l’evoluzione del mercato con un attenzione particolare alla salute e al benessere, un alimentazione etica e responsabile, un dieta sempre più vegetale, nei mercati maturi come Italia, Germania e Stati Uniti l’origine, la provenienza delle materie prime e la ricerca del gusto sono le principali leve del marketing che caratterizzano i prodotti premium ( quelli che costano di più).


Indulgenza

In generale la domanda di gelato è sotto la richiesta dell’indulgenza, cioè di quella predisposizione a perdonare, quantità, qualità, calorie, grassi, zuccheri, ingredienti, lavorazione industriale, con 42° all’ombra nessuno vuole polemizzare su un rinfrescante gelato.

Tuttavia trovo che sia "truffaldino" fare pagare un gelato industriale come un gelato artigianale, perché oramai la tendenza è questa convincere di trovarsi di fronte a un gelato artigianale mentre invece si tratta di un gelato industriale. Senza tirare fuori l'etica, non è un problema di salute ma di portafoglio si o come dicono gli americani di "pay for value", paghiamo troppo qualcosa che non vale il suo prezzo.


Gelati vegetali 

Qualche mese fa è stato lanciato sul mercato di Svezia e Finlandia il Magnum Vegano. Sempre di più si vede l’utilizzo di bevande vegetali a base di riso, soia, mandorla invece del latte, dalla vendita di supermercato alle gelaterie, Si tratta di una vera e propria rivoluzione che di fatto bandisce il latte di mucca dalla produzione di gelato.


I sapori della nostalgia e i sapori dell'infanzia

Questa estate il gelato diventare spudoratamente infantile e giocoso, con aggiunta di caramelle, marshmallow, gocce di cioccolato, un fenomeno di regressione, un gelato che fa tornare bambini per qualche minuto.


Sorbetti di verdure  

Gli ingredienti vegetali nei gelati sono diventati una tendenza in crescita da qualche tempo: tra gli ingredienti più in auge c’è l’avocado che è diventato un ingrediente comune nei gelati vegani, perché fornisce una consistenza cremosa, con un profilo aromatico neutro. Per il futuro ci attendiamo i gelati con la zucca, la carota, barbabietola e piselli verdi!

Gelati ispirati alla prima colazione all’americana

Un trend che viene d’oltre oceano ma che conquista anche il mercato europeo con i sapori di cannella, sciroppo d’acero, burro d’arachidi, con pezzi di biscotti, crumble, croissant, pasta frolla. Sono quelli famosi del marchio Ben&Jerry's


Gelati e sorbetti per adulti

Sono quei gelati al gusto di vino e o alcolici, whisky, rum, sangria, rossini, bellini, champagne

© Halo Top

Gelato con più proteine e meno calorie

Alto contenuto proteico è un trend che non ha precedenti negli Stati Uniti e nel resto del mondo con marchi come Halo Top e Breyers delight (in Italia li trovate Carrefour) che hanno investito in tutto il mondo successo per un gelato ad alto contenuto di proteine e a più basso contenuto calorico rispetto al gelato classico grazie al mix d’ingredienti che vede latte scremato in polvere e stevia.

© Breyers Delight

La rivisitazione del Cono e del Cornetto

Da sempre un classico del gelato, il cornetto è il gelato preferito dal 41% degli italiani (Doxa 2018), viene riproposto in nuovi gusti e varietà. La Unilever per esempio propone il cornetto panna con vaniglia, cialda con copertura al cioccolato bianco farcito con salsa al caramello con uovo , salsa al limone , cubetti al caramello (e pezzetti di biscotto ricoperti di cioccolato bianco , cornetto al gusto di marshmallow con sciroppo al gusto di fragola, con aggiunta di pezzi di cereali ricoperti di cioccolato, Uno dei migliori riusciti di questa tendenza li potete trovare a Berlino da Paul Moehring, Oranienburger Straße 84 .

© Paul Moehring

Il ritorno del biscotto

Sempre in tema di revival c’è il ritorno nelle preferenze d’acquisto del gelato tra due biscotti, il gelato biscottato.

Le novità

Gelato Pekmez (melassa d'uva)

Tra le novità che più mi hanno incuriosito a livello di nuovi ingredienti è quello del gelato con questo concentrato d’uva d’origine turco, una sorta di melassa ottenuto dal succo d’uva concentrato, che in Turchia utilizzano in cucina.
Questo potrebbe favorire nei prossimi anni la nascita di nuovi gusti a base di melassa come la melassa di melograno libanese, vin cotto di Puglia o lo sciroppo di Liegi.


Dopo il gelato spagnolo, il gelato argentino, il gelato messicano ecco arrivare il gelataio bio libanese Bachir, gelato al fior di latte, fior d’arancio e mastice, sorbetto ai petali di rose.

La Fabrique Givres, (sorbetto alla birra e pesca)

Ho gustato con piacere a Parigi  il gelato ai datteri  e fior d’arancio, gelato ai germogli di abete bianco, sorbetto alla birra e pesca, uso delle birre abbinate con la frutta per i sorbetti è decisamente originale.

Uno dei  miei gelatai preferiti i Glaces Glazed, propongono quest’anno come novità  : Geranio rosa, Goat (al formaggio erborinato di capra),  Suzie (vaniglia ed erba di san giovanni), Money Money un sorbetto all’erbette con limone e tequila. Questi due ragazzi hanno sempre una marcia in più, sono sempre un passo avanti alla concorrenza.

Gli altri miei gelatai preferiti, siamo in provincia di Monza e Brianza, gelati e sorbetti stagionali a secondo di quello che offre la natura e i loro selezionati fornitori (sono quelli che hanno ispirato il concetto di Agri gelato),  tra le novità di quest’anno gelato alla portulaca e limone, fico fiorone e infuso di malva,  limone bio ed echinacea,  insalata canasta e menta, mirtillo e verbena, pesca e bacche di mirto.





lunedì 24 giugno 2019

Trend : skyr, lo yogurt islandese il latticino che viene dal Nord

Cresce anche in Italia come in altri paesi l'interesse per il denominato "yogurt islandese" che possiamo definire : la versione nella dieta nordica dello yogurt greco. Si tratta di uno yogurt colato, ricco di proteine con lo zero contenuto di grassi e il ridotto contenuto di zucchero che si adatta a diversi regimi alimentari più alla moda.

La versione originale dello skyr sembra più un formaggio magro dal gusto acido e morbido dalla consistenza simile a un quark. La dizione che compare sulle confezioni è di yogurt magro colato o skyr all'islandese. Ha una consistenza densa come lo yogurt greco forse leggermente più acido, personalmente mi ricorda molto il labneh libanese .


Cosa c'è d'islandese?

Come per lo yogurt greco, ci tanti produttori di yogurt islandese ma che della terra dei vichinghi e della natura incontaminata dell'isola tra il mare di Groenlandia e lo stretto di Danimarca non hanno nulla.

Con qualche eccezione come il marchio internazionale Iceland Provision è stato fondato da Polaris Founders Capital e la Ms Cooperativa Mjólkursamsalan di allevatori islandese, tuttavia visto che distribuisce sul mercato statunitense dubito che sia latte islandese.

Anche il marchio Isey Skyr fa riferimento alla cooperativa islandese Ms con sede in Islanda ma la produzione è in Danimarca, sempre Nord Europa con 2700 km di distanza, la stessa distanza che c'è tra Palermo e Londra, voi direste che Palermo e Londra sono vicine?






In Italia è presente il marchio Siggi's, fondato secondo i media da Siggi Hilmarsson, un ragazzone molto in forma, che dopo essersi trasferito a New York dall'Islanda, prova a fare uno yogurt più naturale come uno skyr del suo paese, piace cosi tanto al pubblico americano che l'azienda è stata acquisita dalla multinazionale francese Lactalis.
Lo yogurt colato Siggi's skyr all'islandese della francese Lactalis distribuito in Italia è fatto in Slovenia.

Oggi tutte le più grandi aziende hanno una linea dedicato allo yogurt tipo islandese come Danone, Arla, in Italia uno dei primi a recepire questa novità è stato Mila, che produce skyr con latte dell'Alto Adige.






Elenco ingredienti

Mila: Latte scremato, Fermenti lattici, Caglio microbico
Siggi's: yogurt magro colato
Isney Skyr: Latte scremato, fermenti di skyr

Tre aziende tre dizioni diverse di skyr bianco naturale, tutte lecite non c'è nulla d'irregolare si intende ma qualcosa mi lascia perplesso.

Nei siti dei produttori tutti indicano il metodo artigianale, con il quale occorrono tre/ quattro litri di latte per produrre 1 litro di skyr come lo yogurt greco. Una domanda da ultimo degli intelligenti che mi pongo è: come mai la produzione di latte non è aumentata cosi tanto per fare fronte a tutta questa domanda di latte per produrre yogurt colato sia yogurt greco o skyr islandese? Queste mucche mica le possiamo strizzare!

Dobbiamo ragionare anche in termini d'inquinamento magari in Islanda questo problema non si avverte come nel resto del mondo, se dobbiamo fare fronte a tutta questa richiesta di latte per yogurt colato (4 litri di latte per 1 litro di yogurt) dobbiamo almeno triplicare gli allevamenti di mucche, con l'aumento del metano prodotto dai bovini nell'atmosfera che potrebbe nel tempo rappresentare decisamente un problema serio per l'ambiente.

Oppure c'è qualcosa che non sappiamo e che non viene indicato, magari nel metodo industriale basta lo stesso quantitativo di latte per ottenere quello che ci vendono come yogurt colato?


Confronto tabelle nutrizionali

Quello che risalta è che nessuno skyr o yogurt islandese indica il contenuto di calcio, nonostante tutti ma proprio tutti sottolineano l'alto contenuto di calcio ma io ci credo che ci sia, magari si poteva indicare, così per condividerlo tra amici.

L'aspetto più divertente di questo confronto tra skyr, yogurt greco e yogurt magro è che il meno calorico risulta lo yogurt bianco classico magro  e anche il più conveniente.

Sarà lo skyr a zero grassi ma come lo yogurt greco e lo yogurt magro non è a zero zuccheri, in particolare quello alla frutta. Il prezzo di uno skyr rispetto a uno yogurt magro tradizionale è tre volte tanto. 

Non metto in dubbio i benefici nutrizionali tanto decantati dai media che non condivido, tuttavia al gusto non si coglie questa differenza però personalmente ho notato che lo skyr ha indice di sazietà alto, si potrebbe altrimenti dire per quando mi riguarda che fa un po' tappo.


Per mia abitudine non sono abituato a mangiare alla mattina un prodotto così, magari qualche volta ho fatto tappo con una porzione extra di dolce tipo maritozzo con la panna, va bene ogni tanto ci vuole ma con invece uno yogurt denso e acido, ti inacidisci pure tu, ti chiedi ma perchè? Che ho fatto di male? Sarà anche tutto naturale lo skyr, non che il maritozzo con la panna non lo sia, ma anche no!

Comunque si tratta di un prodotto che piace molto magari non è adatto a me e alla mia prima colazione ma può piacere moltissimo a tanti altri, quindi compratelo.



La comunicazione

L'aspetto che più mi diverte è la comunicazione dello skyr, questa donne islandesi con la faccia bianca ma bianca da suore di clausura.  Si vedono nei spot queste poverette con stò visino pallido pallido (da cercasi globuli rossi disperatamente) che fanno fatica a sollevare il cucchiaio, mangiano lo skyr a colazione e poi come un botto vanno a spaccare la legna, care islandesi e fatevi un fidanzato.

Amiche mie di Reykjavík e dintorni, comprendo che avere un uomo in casa non è il massimo nella vita di una donna, non alzano mai la tavoletta del wc, di notte russano e va già bene che fanno solo quello, non fai in tempo a lavare un pavimento che ci passano sopra con le scarpe sporche, vogliono sempre loro il tele comando della televisione ma se vivi in un paese ricco di boschi e hai sempre bisogna di legna per il freddo, uno spacca legna ci vuole!

Con tutto il rispetto per le donne islandesi, isola per tradizione di marinai, che stavano a lungo via, quindi abituate a fare da sole, a prendersi le incombenze sulle loro spalle, però oggi gli uomini non fanno più marinai, stanno a casa e poi spaccare legna fa venire i calli alle mani.



Bisogna cogliere di questi spot l'aspetto divertente che più che vendere yogurt si vende un viaggio ideale in Islanda, un idea del paese che abbiamo nella nostra mente. Dove lo yogurt venga poi prodotto, con quale metodo, quanto costa e che impatto ha sull'ambiente è un dettaglio irrilevante.

La frontiera del marketing dello yogurt è divenuto territoriale, mi aspetto a breve lo yogurt mongolo,   fatto a cavallo da Gengis Khan,  lo yogurt tibetano (che non fa rima con niente) versione Occidentali's Kharma  e lo yogurt inca di Machu Picchu alimento eletto per le vergini del sole, se questo non arriva a creare valore aggiunto allo yogurt cos'altro?