mercoledì 15 luglio 2020

Scaldasole Frutta e Fiori, yogurt magro senza lattosio al lampone e gelsomino

Mentre ero al supermercato ho visto per la prima volta questi nuovi yogurt dell'Azienda Scaldasole ad attrarmi è stato l'abbinamento frutta e fiori e un packaging molto accattivante.

Una scelta controcorrente da parte di Scaldasole, Frutta e Fiori è un nuovo investimento nel settore dello yogurt nonostante si registra una costante e lenta flessione delle vendite di yogurt nella grande distribuzione.

Un tentativo apprezzabile di dare dei nuovi stimoli al mercato, in un segmento molto piccolo dello yogurt senza lattosio, che rappresenta solo il 2% delle vendite di yogurt.

Il mercato dello yogurt senza lattosio nel giro di pochi anni si è trovato di fronte una quantità di concorrenti imprevisti, primo lo yogurt greco che ha percentuali inferiori di lattosio rispetto ad uno yogurt di latte intero per via della lavorazione e poi le alternative vegetali di yogurt che di fatto hanno offerto una proposta completa senza lattosio.


Bisogna comunque precisare che lo yogurt può essere consumato anche da coloro che sono intolleranti al lattosio in quanto lo yogurt ha percentuali molto basse di lattosio intorno al 3%, mentre in genere viene consigliato a coloro che sono intolleranti al lattosio di consumare prodotti derivati del latte con percentuali inferiori al 5%.

Tuttavia l'intolleranza è individuale ci sono coloro che lamentano problemi anche in percentuali inferiori al 5%  ed ecco nato per fare fronte a questa esigenza: il segmento dello yogurt senza lattosio o lactose free con percentuali inferiori allo 0,1%.

Contenuto di lattosio nello yogurt dato generico ( tratto da: Misselwitz B, et al, Gut 2019)
yogurt da latte intero 3%
yogurt greco 1,5%
yogurt senza lattosio 0,01%

Inizialmente a comparire sul mercato era stata l'azienda Parmalat con la linea Zymil (presente ancora oggi con anche lo yogurt greco senza lattosio), poi la Galbani, lo yogurt Next senza lattosio della Yomo, la Latteria Sociale di Merano con le due linee Bella Vita free zero grassi senza lattosio e la Bella Vita Free senza lattosio.

la preferenza del mercato va per lo yogurt magro senza grassi e senza lattosio, un piccolo mercato ma molto affollato di proposte e d'alternative.


Frutta e Fiori di Scaldasole gioca molto bene le sue carte, un prodotto biologico certificato, senza glutine, fatto con latte scremato, zucchero di canna, include amido e gelificante come pectine come oramai molti yogurt (mal comune mezzo gaudio si potrebbe dire, oramai solo io a casa non mi gelatifico o mi addenso lo yogurt).

Rispetto ai concorrenti impegnati a comunicare noiosamente la loro lactose free, Frutta e Fiori di Scaldasole gioca sul gusto e sul buon umore, su un sentimento di positività.

La mia unica perplessità riguarda il posizionamento del prezzo , il costo al kg è più vicino allo yogurt greco che allo yogurt senza lattosio della Mila  e Yosoi Valsoia (lo yogurt Frutta e fiori di Scaldasole 8,08 euro, è quasi il doppio del costo al kg del concorrente Bella Vita di Mila 4,60 euro).

C'è una divertente incoerenza di fondo nelle etichette, in genere lo yogurt fatto con latte viene scelto per via del contenuto di calcio, ma nessuno dei yogurt da latte mi indica il contenuto di calcio, mentre questo viene indicato dall'alternativa vegetale (chiaramente aggiunto) e dallo yogurt greco, è un aspetto originale della comunicazione diciamo cosi ma che può condizionare le scelte di un consumatore medio.

Suggerisco pertanto ai produttori di yogurt greco d'indicare il contenuto di lattosio sulla confezione mentre ai produttori di yogurt lactose free d'indicare oltre al contenuto di lattosio quello del Calcio e della Vitamina D per un informazione più completa.

Scaldasole frutta e fiori yogurt magro senza lattosio è anche nelle versione agrumi e fior d'arancio e Pesca mango e fiore di sambuco.


Ingredienti yogurt test:

Merano, Bella Vita Free zero grassi yogurt magro alle more e mirtilli conf. 2x125g: 
Yogurt magro (latte scremato senza lattosio, fermenti lattici dello yogurt: Streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus), Preparazione di frutta (zucchero, more e mirtilli 8% sul totale del prodotto finito, addensanti: amido modificato di mais, pectine; succo di sambuco da concentrato, aromi naturali, correttore di acidità: acido citrico), Senza glutine

Valsoia, Yosoi al mirtillo conf. 2x125 g
Bevanda di soia 76,5% (acqua, semi di soia 8,7%), Zucchero, Mirtillo (6,2%), Amido modificato, Destrosio, Fosfato di calcio, Addensante: pectina, Fibra di agrumi, Aroma naturale, Succo concentrato di carota nera, Estratto di ibisco, Vitamine: riboflavina (B2)-B12-D2, Fermenti vivi, Può contenere tracce di: frumento, segale, orzo, avena, farro e kamut

Fattoria Scaldasole frutta e fiori, yogurt magro senza lattosio al lampone e gelsomino (1x 130g):
Ingredienti: yogurt magro senza lattosio*° 80% (latte* (grassi < 1%), fermenti lattici vivi), purea di lampone* 9,2%, zucchero di canna*, amido*, succo concentrato di limone*, gelificante: pectine; estratto di gelsomino. senza glutine. *Ingredienti biologici. °meno di 0,01% di lattosio.

Fage, TruBlend lampone (1x 150g)
Ingredienti:Yogurt colato (latte scremato, crema di latte, fermenti lattici vivi), Lampone e purea di lampone (8%), Acqua, Oligofruttosio (fibre), Amido di mais, Aroma naturale, Succo concentrato di carota nera, Succo concentrato di limone, Senza glutine.

Sintesi

Posso dire che si tratta di un alternativa di gusto interessante quella di Scaldasole Frutta e fiori, non è a buon mercato in linea con tutti i prodotti della linea Scaldasole. Tuttavia mi chiedo che futuro potrà avere, visto il grande successo delle alternative vegetali allo yogurt e dello yogurt greco il segmento dello yogurt senza lattosio. 

Per saperne di più: Fattoria Scaldasole

mercoledì 8 luglio 2020

Covid 19, possiamo dire che è finita?

Laura G, Roma : desideravo avere un suo parere personale sul Covid 19, si è sempre espresso in maniera molto corretta, possiamo voltare pagina, possiamo dire sia finita ?

La ringrazio posso però solo dire che per quanto mi riguarda c'è nell'aria molto ottimismo, un po' troppo per me che ho potuto osservare, toccare e vedere da vicino il virus Covid 19. 

In qualsiasi caso l'atteggiamento d'ottimismo non lo interpreto come superficialità ma più che altro come la voglia di serenità grazie all'arrivo della bella stagione, un sentimento umano più che comprensibile.

Vorrei sottolineare che dall'inizio della pandemia gli scienziati hanno lavorato con una velocità incredibile per cercare di battere Covid 19, tanto che abbiamo già 200 candidati vaccino e qualcuno già in sperimentazione.

Sono stati individuati alcuni farmaci che possono essere utili nel gestire la terapia.

Nel giro di pochi mesi abbiamo avuto risposte dalla classe medico scientifica che in genere ci vogliono anni.

Se vogliamo fare un esempio improprio, nel caso dell Aids non abbiamo un vaccino ancora dopo 40 anni, ma terapie che di fatto permettono alle persone di convivere con il virus.

Il lockdown ha salvato molte vite, può essere stato antipatico, faticoso, coercitivo, anti democratico ma di fatto ha permesso al virus di circolare in misura minore e di salvare gli individui più fragili e non mi riferisco solo agli anziani ma a tutte quelle persone immunodepresse.

Ci sono ancora molte incognite che pesano per superare Covid-19, non conosciamo molte cose, non abbiamo ancora idea di come si evolverà il virus, come si genera l'immunità e per quanto tempo dura.

Non abbiamo un vaccino per impedire che le persone si ammalino, non abbiamo terapie che possono  evitare la necessità d'ospedalizzazione.

Se da noi siamo ad una curva di casi discendente, non c'è più l'emergenza di Marzo 2020 ma non è cosi nel resto del mondo, dove la pandemia sta accelerando e diffondendosi come per esempio negli Usa, Russia, Brasile, India, Perù.

In paesi che sono riusciti a ridurre il numero dei contagiati dopo il lockdown ci sono nuovi casi, c'è il pericolo di nuovi focolai che potrebbero generare una seconda ondata di contagi (Iran, Cina e Israele).

Strategie a breve termine

Prevenzione. muoversi per necessità. con mascherine e gel, un solido sistema di test, tracciamento e isolamento rapido per impedire la trasmissione progressiva del virus, tutto questo richiede un'organizzazione e anche una responsabilità individuale che non tutti hanno.

Strategia a lungo termine

Garantire vaccini e trattamenti efficaci per Covid-19.

Dobbiamo inoltre tenere presente che non abbiamo la potenzialità tecniche nel mondo di produrre miliardi di dosi di vaccini e trattamenti nello stesso tempo per tutti.

A dare il buon esempio è stato Donad Trump che si è garantito l'esclusiva di uno dei farmaci Remdesivir per il trattamento per tre mesi.

Quello che la politica e OMS devono comprendere è che bisogna lavorare tutti insieme per garantire un accesso equo a vaccini, trattamenti e test, non è solidarietà, ma è nell'interesse di ogni paese collaborare per prevenire le seconde ondate di contagio ed evitare più morti

Lasciare qualcuno indietro metterebbe a repentaglio l'intero sforzo di tutti. Fin a che ci sarà anche solo un contagiato in circolazione potenzialmente siamo tutti a rischio, al di là dei confini,  dell'appartenenza politica e del colore della pelle.

L'atteggiamento che mi sembra più corretto è che dobbiamo fare tesoro di tutto quello che abbiamo imparato nei primi sette mesi della pandemia, raddoppiare gli sforzi proprio adesso e continuare ad agire insieme agli altri per cercare d'arginare il virus per darci un futuro.



mercoledì 1 luglio 2020

Pizza over lockdown

In questi giorni guardavo i dati degli acquisti fatti durante il lockdown al supermercato nei maggiori mercati, tra i prodotti che ci sono in positivo più acquistati c'è la pizza ovunque.

Incredibile ma vero partendo da Napoli è riuscita ad affascinare i palati di tutto il mondo.

Non c'è nessun altro prodotto che è sinonimo d'Italia nel mondo, purtroppo come per lo yogurt greco in Grecia e la pizza per l'Italia, questo non contribuisce ad aumentare il PIL.

Diciamo che si è badato di più ad aprire pizzerie piuttosto che a cercare di creare un marchio di tutela e affrontare la sfida della lavorazione industriale. Nel tempo è molto cambiato il modo di consumare la pizza da cibo di strada pronto subito per essere consumato a un prodotto surgelato da mangiare in modo programmato.


Si può passare una serata in uno delle tanti locali pizzeria da quelli semplici e adatti per tutte le tasche di pizza al trancio a quelli più raffinati (anche Cracco propone la pizza nel suo menù).

Si può ordinarla e farla portare direttamente a casa quando si vuole con le diverse applicazioni oppure la si prende comoda da scaldare solo in forno dopo l'acquisto al supermercato.

Si può farla per proprio conto partendo da lievito madre o lievito di birra e preparando la pasta oppure adoperare le basi già pronte.

Dal successo di vendita durante il lockdown è sull'innovazione dei prodotti pizza  che si stanno concentrando le grandi multinazionali del settore alimentare, cosa vedremo nel futuro dei consumi di pizza?


La pizza congelata e/o in atmosfera protettiva

Oggi la maggior parte delle pizze al supermercato in Italia sono pizze surgelate, la surgelazione è noto per essere il migliore sistema di conservazione grazie alla catena del freddo (-18°).

In America invece va molto la pizza congelata (tra -7° e -12°) e la pizza conservata in atmosfera protettiva con scadenza a breve, già pronta de mettere in forno.

Su queste ultime si prevede una maggiore crescita con la nascita di nuovi marchi che offriranno delle scelte di pizze gourmand.

Basti pensare che  nel mondo la crescita di pizza surgelata è stata del 5,7 % tra il tra il 2015 e il 2019, quello delle pizze congelata del e/o in atmosfera protettiva del 15,0% si tratta quindi di un settore in crescita e più innovativo,.

Ci sono già pronte diverse compagna di comunicazione che daranno spazio all'artigianalità di queste ultime proposte, all'utilizzo delle farine e degli ingredienti di qualità.

Le pizze in atmosfera protettiva sono quelle che potrete trovare al banco freschi dove c'è yogurt e pasta fresca.

In questo segmento di mercato avranno spazio oltre che alle pizze classiche le specialità tipiche locali come la Focaccia romana, la focaccia di Recco, la focaccia barese.


Pizza nel microonde

La maggior parte delle pizze si rivolgono ai forni statici o ventilati o quelli più fortunati che possiedono un forno a legna, nuove aziende hanno studiato formati e pizze adatte esclusivamente ai forni a microonde (la principale domanda arriva dai mercato orientali).

Pizza vegetale

La tendenze di ridurre i prodotti d'origine animale influenza anche la pizza,, cosi si potrà trovare la pizza vegana in cui prodotti d'origine animale come la mozzarella viene sostituita da proposte alternative vegetali e arricchita di soli prodotti vegetali (zucchine, melanzane, peperoni).


Pizza senza glutine

Nel mondo nel 2019 l' 8% delle pizze lanciate sul mercato erano senza glutine, Nei soli USA il 25% delle pizze vendute sono senza glutine, in pratica una pizza su quattro è senza glutine.

Ci sono due categorie quelle a base di mix di cereali senza glutine e quelle con la base costituita da ortaggi e verdure, le più famose sono quelle a base di Cavolfiore che lanciò come ricetta Alain Ducasse diversi anni fa e Nestlè in America ha lanciato con il marchio California Pizza Kitchen, la pizza a base di Cavolfiore.

Non mancano le proposte alternative realizzate da piccole aziende che sostituiscono il cavolfiore con i broccoli o le patate dolci, un segmento in continua evoluzione quello delle basi per pizza vegetali.


Sintesi

Il consumo della pizza si evolve da tutto pasto a spuntino per qualsiasi momento della giornata, la sua semplicità e la sua adattabilità conquista i mercati globali.

Grazie all'industria e alla tecnologia è divenuto un prodotto molto adattabile alle esigenze dei consumatori del nuovo millennio: pizze condite già pronte da mettere in forno, pizze surgelate, pizze senza glutine, pizze vegetali.

Peccato non avere saputo creare un marchio italiano forte a tutela della pizza come produzione e commercializzazione e lasciare che le grandi multinazionali del settore food traggano profitto da un prodotto che tutti associano con l'Italia.

Il Marchio che più richiama l'Italia è Buitoni ma da diversi anni appartiene alla Nestlè multinazionale svizzera

Ci sono poi dei produttori di pizze surgelate, qualcuno anche leader sul mercato italiano e in qualche mercato estero ma hanno quote a livello globale molto piccole come: Italpizza, Roncadin, Freddi Mantua Surgelati, Apizza (questi ultimi sono napoletani), tutti bravi e appassionati a loro modo ma forse avrebbero avuto bisogno di un sostegno diverso.

In questo senso sono più fortunati in Grecia, la Fage nonostante tutto è rimasta un'azienda greca ed è leader di mercato assoluto dello yogurt greco in tutto il mondo, capace d'influenzare le scelte dei concorrenti, spiace non potere dire la stessa cosa della Pizza.

mercoledì 17 giugno 2020

Proteine alternative vegetali negli alimenti, quali le più utilizzate dall'industria agroalimentare?

Da diversi anni con l'aumento di coloro che seguono alimentazione vegetariana e vegana, si parla di proteine alternative alle proteine animali, una ricerca che ha portato all'attenzione del consumatore tutta una nuova serie di alimenti fonti di proteine alternative.

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare non sono solo alimenti rivolti a vegetariani e vegani c'è un target molto più ampio costituito da flexitariani che vanno alla ricerca di prodotti alimentari sani e gustosi ma allo stesso tempo accessibili e sostenibili.

Ci sono poi le diete "griffate" con nome di nutrizionisti o sedicenti tali che suggeriscono una dieta ricca di proteine per perdere peso. Nella realtà già abbiamo in generale un alimentazione ricca di proteine, tranne alcuni casi individuali e particolare di salute non c'è alcun bisogno di schemi alimentari con un'alimentazione ricca di proteine. 

La nostra dieta a livello di popolazione generale risulta troppo dedita alle proteine animali bisognerebbe introdurre meno proteine animali e più proteine vegetali. 

Abbiamo già pubblicato l'elenco delle fonti di proteine vegetali ma dal momento che il settore alimentare è formato da alimenti pronti, quali tipi di proteine alternative possiamo più facilmente trovare nei prodotti alimentari al supermercato?

Per rispondere a questa domanda abbiamo utilizzato una ricerca di mercato della Innova Market Insight sulle proteine alternative (alternative a quelle animali per intendersi) che ha stabilito che tra il 2018 e 2019 la disponibilità sul mercato degli alimenti con proteine alternative ha segnato in un solo anno + 1,9%, vediamo in dettaglio quali.


Quali sono le alternative alle proteine più utilizzate dall'industria alimentare?

44% Proteine del grano
17% Proteine della Soia
11% Proteine isolate della soia
 8%  Proteine vegetali idrolizzate
 8%  Proteine del pisello

In qualità di alternative vediamo che le proteine del grano (come il seitan) e la soia solo in totale il 72% rispetto alle fonti naturali di proteine rappresentano un offerta molto limitata.

Per molti anni la Soia è stata l'alternativa proteica più utilizzata, negli ultimi anni invece il grano sembra avere soppiantato la soia nella preferenza dell'industria.

Ricordiamo che le fonti di proteine dal grano sono povere di lisina un amminoacido essenziale pertanto consigliamo anche se non almeno nello stesso pasto d'integrare le proteine del grano con alimenti fonti di lisina come i legumi ma anche pesce come merluzzo e sardine.


In quale categoria di alimenti troviamo le alternative proteine?

24% Alimenti alto contenuto di proteine
17% Alimenti senza additivi e conservanti
14% Gluten free
14 % Vegan
13% Alimenti Alto contenuto/ fonte di fibre

Molti di voi avranno pensato agli alimenti per vegani, solo il 14%, pertanto ci si rivolge ad un target più vasto come alimenti ad alto contenuto di proteine per sportivi e per coloro che seguono regime alimentari particolari.

In quale genere di prodotti possiamo trovarli?

27% Pane e prodotti da forno dolci e salati
20% altro
15% prodotti pronti con carne, pesce e uova
14% cibi pronti
9 % snacks
9 % sport nutrition
6 % cereali

Molto presente nel pane e nei derivati del pane (muffin e biscotti), nei cibi pronti in particolare nei cibi o alimenti dove aggiungere proteine non serve come prodotti di carne, pesce e uova (ho trovato dei wustel con aggiunta di proteine del grano come delle preparazioni di pesce) e nelle barrette dietetiche per sportivi o aspiranti tali.

Precisiamo un conto è un regolare attività fisica di tre volte alla settimana per rimanere in forma, un conto è la dieta di uno sportivo professionista, purtroppo oggi tutti amano sentirsi sportivi facendo una corsa ogni 15 giorni, dove non c'è alcun bisogno di un'alimentazione speciale.

Snacks ricchi di proteine è diventata una consuetudine per il 63% dei millennials dichiarano di sostituire volentieri il pasto con una barretta energetica o uno snacks, perchè troppo occupati.


Quali sono i Target a cui si rivolgono i prodotti: 

Oltre ai vegani, vegetariani e flexitariani abbiamo altri target che guardano con interesse ai prodotti ricchi di proteine come i sportivi o sedicenti tali vediamo che i claims enfatizzano le motivazioni, proteine che "danno la carica energetica", "aiutano a mantenere la muscolatura", "aiutano il recupero dopo uno sforzo intenso".

I prodotti pubblicizzati e reclamizzati della categoria sport nutrition hanno un alta considerazione da parte dei consumatori in generale perchè hanno l'abitudine d'associare lo sport alla salute di conseguenza un prodotto per uno sportivo è un prodotto sano anche se non è sempre cosi.

Ultimi dei target a cui sono rivolti questi prodotti sono gli anziani e i bambini, i gruppi di popolazione  a cui ci si rivolge di più di prestare attenzione all'apporto di proteine. Da una parte abbiamo che deve crescere e formare il suo corpo dall'altro che deve prevenire la riduzione della massa muscolare ( la sarcopenia).


Interessanti anche le motivazioni dei claim dei prodotti ricchi di proteine

Non si accontentano solo di fornire i benefici per la muscolatura ma anche benefici olisitici di benessere come: la bellezza del corpo, della pelle, dei capelli e delle unghie, il benessere psico-fisico, il supportare le funzioni del cervello e il controllo dell'appetito (non si sa se chi li vende o di chi li compra).


Diversificazione delle fonti proteiche

Non sono contrario ad un alimentazione più vegetale però un'invito a variare molto di più nell'alimentazione le fonti proteiche di qualsiasi natura vegetali o alternative sia di coloro che consumano proteine da prodotti carnei sia coloro che hanno una dieta vegetariano e/o vegana.

Dobbiamo essere anche propositivi, pertanto suggerirei alle stesse aziende di prodotti alternativi vegetali di variare le fonti proteiche non solo grano e soia ma rivolgendosi a lenticchie, fave, riso a creare più mix di fonti proteiche come per esempio piselli e proteine del riso, la fine d'avere e di poter offrire una migliore alternativa per un alimentazione più ricca e varia.


Sintesi

Dal momento che nei prodotti già pronti ci sono più proteine del grano, cominciare a diversificare a tavola le fonti proteiche a iniziare dai cereali come la quinoa (che contiene anche lisina), l'orzo, un invito a diversificare anche tra la scelta dei legumi, frutta secca e semi (ai classici nocciola  e mandorla aggiungere anche i semi di colza per esempio), senza dimenticare le piccole ma non trascurabili percentuali in frutta e verdura fresca.

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lunedì 8 giugno 2020

I batteri dell'acido lattico degli alimenti raggiungono l'intestino?

Una delle domande più ricorrenti è se gli alimenti fermentati di cui molti si parla e si discute, come nel caso per esempio dei batteri dell'acido lattico (Lab) che sono potenzialmente probiotici, riescono ad arrivare all'intestino e diventano parte del microbioma?

Ci riferiamo soprattutto a latte e derivati del latte che sono una delle fonti principali dell'alimentazione umana occidentale, si è sempre presupposto che alimenti con lactobacillus possono raggiungere il microbioma dell'intestino.

Uno studio italo - irlandese tramite un analisi computazionale ha dimostrato che i batteri geneticamente presente negli alimenti possono essere trovati anche nell'intestino come parte del microbioma.

Conferma che nonostante la barriera gastrica riescono a passare e a colonizzare almeno in una certa parte l'intestino.

Nonostante le diversi variabili legati all'età, alla geografia e allo stile di vita sono stati provati streptcoccus thermophilus e lactococcus lactis che troviamo prevalentemente in latte e prodotti derivati. 

Bisogna specificare che questi sono abbandonanti nelle popolazioni europee e poco invece in quelle asiatiche, questo si spiega perchè in Europa c'è una maggiore consuetudine di consumo di alimenti da latte e derivati del latte. 

Ricordiamo inoltre che le specie Lab di cibo sono solo parzialmente riconducibili a quelle dell'intestino.

Da questo studio i ricercatori hanno concluso che alimenti con batteri dell'acido lattico hanno la possibilità di colonizzare il nostro intestino.

Lanciando di fatto il collegamento tra salute dell'intestino e salute ed efficienza del cervello, anche se ricordiamo che è una dieta nel suo complesso che mantiene in forma l'intestino e il cervello.


Fonte:
Edoardo Pasolli, Francesca De Filippis, Italia E. Mauriello, Fabio Cumbo, Aaron M. Walsh, John Leech, Paul D. Cotter, Nicola Segata & Danilo Ercolini "Large-scale genome-wide analysis links lactic acid bacteria from food with the gut microbiome" Nature Communications Maggio 2020.

giovedì 4 giugno 2020

Sars cov 2 : Resveratrolo, Ashwagandha, Propoli quale futuro?

Buongiorno, come state? Mi auguro tutti bene, se mi permettete volevo salutare Giovanni un lettore di questo blog, che è uscito dal coma da qualche giorno, per il trattamento del Covid 19, un grande abbraccio a lui e a tutta la sua famiglia che ha vissuto un incubo, dai forza non è tutto più facile ma è tutto in salita!!

Volevo intanto precisare che si stanno moltiplicando gli studi per trovare dei trattamenti per rallentare il virus, o alleviarne la sintomatologia, nell'attesa che arrivi un vaccino, unica realistica possibile cura, come sempre in altri casi di questo genere si utilizzano studi e farmaci utili in altre patologie.

Al momento sebbene gli studi continuino, non esiste nessun dato scientifico che dimostri che nessuna di queste sostanze può prevenire o alleviare i sintomi da coronavirus. Lo stesso vale per prodotti omeopatici o simili trattamenti naturali.

Nei gironi scorsi si è parlato molto di un farmaco come il LY-CoV555, un anticorpo monoclonale progettato per bloccare l'ingresso del virus nelle cellule umane, tuttavia è ancora in corso la sperimentazione e personalmente sarei cauto.

Da quando è scoppiata la pandemia Covid 19 si è osservato un aumento del consumo d'integratori alimentari con attestazioni di immunità  o di benessere in generale, cosi le aziende hanno spinto sulla comunicazione su quel o quell'altra molecola, dai semprevivi amici delle Vitamina D che oramai è il rimedio per tutto dall'annoso problema delle doppie punte all'alluce valgo, non sanno più come propinarcela, agli amici del Selenio,  gli amici della Vitamina C,  gli amici dell' Omega 3....

Personalmente ho selezionato tre possibili sostanze che potrebbero in virtù di studi precedenti e in corso avere a un ruolo esclusivamente in merito alla futuro prevenzione della Sars Cov 2 : resveratrolo, ashwangangha e propoli.

Il resveratrolo, ci sono studi sulla Mers, cioè la sindrome mediorientale da Coronavirus comparsa nel 2012, dove sembrerebbe uso il condizionale d'obbligo, che il rasveratrolo abbia la capacità di bloccare la replicazione virale, sono in corso studi sul Coronavirus covid 19, sebbene si tratta di due coronavirus questi sono diversi.


Più interessante e pertinente invece la combinazione tra ashwanganngha e propoli per quanto riguarda la prevenzione.

A renderlo noto è uno studio condotto in collaborazione dalla Dailab India e dall'Aist Giappone , i ricercatori hanno scoperto che Withanone un composto naturale derivato da Ashwagandha e Caffeic Acid Phenethyl ester un principio attivo del propoli sembrerebbero avere la capacità di bloccare il Mpro del Covid 19, che svolge un ruolo chiave nella mediazione della replicazione del virus.

A breve ci sarà la pubblicazione dello studio su J Biomol Struct Dyn.

Il risvolto che interessante dal mio punto di vista è un altro, in particolare ashwagandha è meglio conosciuta a noi europei come Withania Somnifera o anche ginseng indiano, si tratta di una delle piante medicinali più antiche e utilizzate dalla Medicina Ayurvedica.

Si usa in India la Withania Somnifera per le proprietà immunomdulatrici e antiinfiamatorie, lo stesso vale per Caffeic acid phenestyl ester che si ricava dal propoli che viene raccolto negli alveari delle api ed ha riconosciute proprietà in vitro anticancro, antinfiammatorie e immunomodulatrici.

Precisiamo che in commercio non c'è alcuna combinazione che possa essere utile alla prevenzione ma che si tratta solo di studi in vitro.

Ho pensato che era interessante farvi conoscere su che cosa si sta lavorando, l'approccio verso la ricerca di sostanze naturali anche per prevenire e/o combattere il Covid 19, come la pianta di withania somnifera per il withanone e il propoli delle api per caffeic acid phenethyl ester.


martedì 26 maggio 2020

Idrocolloidi, cosa sono? Perchè sono ingredienti in crescita?

Germana F, Mantova: Sento spesso parlare degli idrocolloidi tra gli ingredienti alimentari, cosa sono? A cosa servono? Sono pericolosi?

Per l' Istituto di ricerca Innova Market Inside, che studia il trend degli ingredienti alimentari, l'uso di idrocolloidi nei prodotti alimentari tra il 2018 e il 2019 ha segnato un aumento del 7%, in assoluto la categoria d'ingredienti con il più alto indice di crescita.

Contribuendo a generare una massa solida gelatinosa, l'uso degli idrocolloidi nell'industria alimentare aiuta a migliorare la consistenza degli alimenti e in alcuni casi anche l'aspetto e la palabilità.

Non sono degli ingredienti nuovi nel settore alimentare hanno avuto un grande successo negli anni 80' e negli anni 90', in quel segmento di prodotti denominati "alimenti light" dove per ridurre i grassi venivano adoperati composti gelatinosi per rendere più gradevoli le preparazione a ridotto contenuto di grassi.

Il trend di crescita degli ultimi anni è legato all'aumento della domanda di prodotti alimentari vegetali, di prodotti senza glutine, senza additivi e conservanti.

La varietà dei idrocolloidi permette alle aziende di presentare sul mercato prodotti più facilmente simili ai prodotti che conosciamo di cui abbiamo memoria, favorendone cosi l'accettazione e il gradimento.

Alcuni esempi d'ingredienti Idrocolloidi:

Agar-Agar, Amidi Modificati, Beta-Glucani, Carragenine, Semi di Carruba, Fibre di Bamboo, Fibre di patata, Fibre di Pisello, Gelatine, Gomma Arabica, Gomma Xantana, Guar, Inulina.


In quali prodotti è più facile trovarli:

Soprattutto nei prodotti da forno e da pasticceria, biscotti, gelati, yogurt, bevande sportive (in particolare maltodestrine)

Ingredienti più usati:

Amido di mais 15%, Maltodestrine 15%, Gomma di Xantan 13%, Gomma di Guar 10%, Pectina 9%

Tipo di prodotti

Privo di additivi e conservanti 16%, Senza glutine 15%, Fonte di proteine 9%, Vegetariano 9%, Kosher 8%


Sono pericolosi?

Gli idrocolloidi o meglio molti di questi sono classificati come additivi nella classe di addensanti, stabilizzanti ed emulsionanti, che migliorano le caratteristiche sensoriali degli alimenti.

L''industria ricerca ingredienti d'origine naturale per esempio la pectina ricavata dagli agrumi ha più successo della gelatina d'origine animale.

Ci sono pareri discordanti nella comunità scientifica sull'uso degli idrocollodi, alcuni ricercatori concordano con i benefici per la salute degli idrocolloidi di fibre alimentari che possono contribuire nell'intake di fibre nell'alimentazione quotidiana, altri esprimono perplessità.

Il rischio è che questi ingredienti possono aiutare a presentare e muovere consenso e gradevolezza in prodotti non sempre di qualità.

Per fare qualche esempio molte alternative vegetali allo yogurt presentano idrocolloidi tra gli ingredienti.

Chi scegli un'alternativa vegetale allo yogurt, deve sapere che non è come lo yogurt normale per gusto consistenza e sapore.

Idroccolodi lo fanno più sembrare simile allo yogurt normale, quanto questo sia corretto e giustificabile può essere decisamente opinabile.

Quello che non è opinabile è che ci troviamo di fronte a dei prodotti alimentari ultra trasformati che poco si coniuga con la scelta di un alimentazione naturale.



giovedì 14 maggio 2020

Distaziamento economico, alimentare e sociale

Iniziata da qualche giorno la Fase Due del Lockdown dovuta al Coronavirus Sars-Covid 2, nulla sarà come prima intitolano le testate dei quotidiani, ma sarà proprio cosi?

Questo periodo sarà caratterizzato dalla "distanza" che non è solo il metro fisico ma una distanza economica, sociale e alimentare a questo si aggiunge una crisi economica in tutto il mondo, con ripercussioni ancora difficili da valutare.

Quello che si è visto più immediato nel consumi è l'aumento delle vendite di prodotti legati alla sicurezza e all'igiene per la persona e per la casa (prodotti a base d'alcool e candeggina), l' accumulazione di scorte domestiche e la forte contrazione dei consumi fuori casa, che era divenuto il canale distributivo trainante.

Possiamo dire da subito che questo periodo di lockdown si sono rafforzati i trend legati alle nuove tecnologie tuttavia la ricerca di sicurezza ha portato a scoprire comportamenti alimentari più tradizionali come per esempio farsi il pane in casa.


1) Acquisti on line
Il distanziamento sociale ha fatto letteralmente moltiplicare gli acquisti on line, tutti coloro che avevano un sistema d'organizzazione per acquisti on line e consegna a domicilio hanno risentito meno della flessione dei consumi.

2) Boom della Pasta
Acquisti di pasta, dalla pasta fresca alla pasta fresca e perfino alla pasta in barattolo già pronta (in Inghilterra i supermercati sono rimasti senza scorta di pasta in barattolo).

Questo perchè nei paesi del Nord Europa non hanno le pentole per cuocere la pasta per non parlare dello scolapasta autentico oggetto di cult. In questi paesi è nato il trend della pasta risottata, cuociono la pasta in padella anziché in pentola.


3) Il riso
Anche le vendite di riso hanno fatto registrare un aumento considerevole non solo come alternativa alla pasta, anche per il suo indice di sazietà ed è facilità d'uso e conservazione.

4) Misti di cereali e legumi secchi
Aumento dell'acquisto dovuto all'esigenza di fare scorta, hanno una maggiore periodo di scadenza e sono nutrienti fonti di proteine vegetali.

5) Cibi e alimenti che aumentano le difese immunitarie e il microbiota intestinale
Sono tutta quella classe di prodotti che la comunicazione punta sull'aumento delle difese immunitarie e per mantenere in ottimo stato di funzione il microbiota intestinale (dalla fibre ai probiotici).


6) Integratori alimentari
Dai multivitaminici a tutti quelli a cui la letteratura medico scientifica attribuisce un stimolo all'aumento delle difese immunitarie.

7) Consegne a domicilio dei ristoranti
Si tratta di un trend che avevamo gia visto che coinvolge le app che ti portano il ristorante a casa.
Non avendo scelta i consumatori e nemmeno i ristoratori, la maggior parte di i ristoranti e le pizzerie fanno consegne a domicilio tanto che i camerieri si sono trasformati in fattorini.


Chi risente di più della crisi ?

1) Il settore di frutta e la verdura sicuramente
La chiusura dei mercati all'aperto e l'aumento dei prezzi, non favorisce alle fasce più deboli della popolazione la possibilità delle 5 porzioni di frutta e verdura giornaliere, che sono poi le fasce che più avrebbero bisogno di questi alimenti (anziani e bambini).
C'è sono problemi tecnico legati alla mancanza di personale per la raccolta e la chiusura delle frontiere che anche se non è commerciale di fatto rallenta i rifornimenti.

2) Vegetanismo, la rivoluzione vegetale
Si è fermato il trend della rivoluzione vegetale, nella fase di lockdown, nel bisogno di sicurezza, sono stati premiati i prodotti della tradizione. Tutte le  presentazione di nuovi prodotti a base vegetale sono state rimandate a data da destinarsi.


3) il Gelato
L'inizio dell'emergenza Covid 19 è coincisa con l'inizio della stagione del gelato, tanti che Unilever la parlato di forte contrazione della domanda.
Questo perchè il gelato è associato a fare due passi a piedi, essendo isolati in casa, questa esigenza è venuta meno ma siamo certi che i prossimi mesi il mercato si riprenderà, certo i mesi persi non si recuperano e questo incide sul bilancio annuale e sui rendimento degli investitori.

4) Industria del latte
Da più anni le stalle segnano aria di crisi, in tempo di Coronavirus ha aggravato al situazione di molte aree di produzione di latte, c'è da attendersi un calo di produzione che dovrebbe essere equilibrato da un calo della domanda.

5) Share Economy
Tutte quelle condivisione come l'automobile, la bicicletta, la casa non si coniugano con il distanziamento sociale imposto dal Coronavirus covid 19.
Costi di sanificazione troppo alti per tenere aperte delle piccole attività economiche che sono destinate a chiudere.

6) Settore del turismo
Tutte quelle attività economiche legate al settore del turismo, risentono fortemente del distanziamento sociale.

7) Ristoranti e pizzerie
Si usciva fuori a cena per vedere gente per passare una serata in compagnia, il distanziamento sociale impone una maggiore distanza tra i tavoli, vetri in plexiglass nuove regole che rendono lo stare in compagnia un esperienza ansiosa, difficile e complicata.


Distanziamento Alimentare

Si accentuerà sempre di più il divario tra classi sociali, tra ricco e povero, soprattutto sul piano alimentare. Con meno risorse le derrate alimentari fluttueranno nei mercati più ricchi e nelle classi sociali con maggiore propensione a spendere. Rivoluzionando di fatto i schemi alimentari e la prevenzione delle maggiori patologie che hanno nell'alimentazione uno dei fattori chiave.

Ho visto questo video fatto girare in Svezia, un paese che conosco per vicende familiari, è molto facile praticare il distanziamento sociale e alimentare, c'è già non se lo devono inventare, pochi abitanti tanto spazio, quest'idea del ristorante con un solo tavolo da loro è praticabile ma non conveniente, da noi assolutamente impensabile.

Un modello che è applicabile solo in Svezia o al limite a Napoli, dove sono più abituati a fare scendere i cesti dai balconi.

Si perde il senso di andare al ristorante, dal piacere al bisogno di mangiare qualcosa, come necessità.


La condivisione della tavola da sempre è stato il perno della società, dai Greci ai Romani, perfino nel Medioevo il periodo più buio della Storia, nelle tribù berbere del deserto si viene invitati a condividere il rito del tè.

Senza andare troppo lontano che senso ha prendere un aperitivo senza confrontarsi, quando si vuole conoscere qualcuno lo si invita a tavola, cosi si presentano o si presentavano una volta i fidanzanti dei figli e delle figlie.

Una volta, adesso te li trovi in casa.

"Papà fuori pioveva, potevo mica lasciarlo li!"
Perchè se prende l'acqua si ritira? Scade?
"Ha la mascherina e gli ho anche passato l'amuchina"
E speriamo solo quella!
"Uffa, Papà perchè ti arrabbi, che c'è di male è il mio fidanzato, un mio congiunto?"

Sul cancello di casa non scriverò più "attenti al cane" ma "attenti al fidanzato!"


venerdì 24 aprile 2020

Lontano dal cuore, lontano dagli occhi ma non lontani dall'intimità

Jolanda P. : Volevo chiederti se posso fare sesso con la mascherina con il mio fidanzato? Può infettarmi da Covid 19?

Lo so perchè certe domande le fate a me e non a Burioni, (il virologo) oppure al Direttore della Protezione Civile, tra me e voi c'è più confidenza.

Diciamo che fare sesso è un'attività di quelle che non si può fare a un metro di distanza, per ragioni che non sto a spiegare, se proprio si viene presi dal vortice del desiderio e della passione, quando si è giovani può succedere, ricordiamoci del preservativo più che della mascherina mi verrebbe da dire.

In queste senso non dovrei parlare perchè nonostante distribuivo preservativi a pioggia con 4 figli, sono già nonno tre volte, capite?

Sebbene il contagio non avvenga sessualmente (qualcuno semina perplessità anche in questo senso) il rapporto implica, una vicinanza fisica che amplifica la possibilità di contagio perché il coronavirus si trasmette con azioni connesse al rapporto sessuale, come baci, respiri e preliminari vari. 

I rapporti sessuali sono rapporti ravvicinati e quindi possono costituire una possibile via di trasmissione del virus come l'abbraccio di una stretta d'affetto, se ci si ama non ci si deve vergognare e nemmeno giustificare.

Bisogna prestare attenzione sempre e comunque in particolare modo se uno dei partner ha un lavoro in Ospedale ed è in contatto con pazienti infetti, per non arrecare problemi al proprio partner proteggersi è proteggere è un obbligo verso chi vogliamo bene. 

Tanti medici dormono fuori casa per la paura d'infettare i familiari. Se per caso in un coppia uno dei due  è positivo al Sars-cov2 è bene astenersi dall'avere rapporti ravvicinati e aspettare la certezza dell'esito dei tamponi per non contagiare il partner prima di riprendere l'attività sessuale.


Quarantena e fughe libertine

L'aspetto se vogliamo divertente è che la maggior parte di persone che hanno sorpreso fuori dal lockdown senza dare spiegazione era l'appuntamento con l'amante o la fidanzata/o le principali "fughe" delle uscite più che per il cane erano scuse per "fornicare".

Secondo un sondaggio dei siti d'incontri on line il 38% ha rilevato di avere incontrato l'ufficioso "partner" durante il lockdown almeno una volta, il 30% almeno una volta più volte. 

Un aspetto che non si può trascurare, non è casuale il fatto che durante il lockdown se gli acquisti d'alimentari hanno fatto segnare il + 9 %, quelle dei sex shop on line hanno registrato il raddoppio del fatturato, si parla del + 100 %  .

Quindi tutti questi corrieri che andavano su e giù con pacchetti anonimi, non erano termometri, non erano dei saturimetri (in grado di misurare la saturazione d'ossigeno nel sangue), non erano confezioni di Plaquenil (antivirale), non erano confezioni di Linfovir (con resveratrolo) ma erano al 90% sex toys.

Si calcola che più del 30% delle persone confinate per il lockdown, sono sole, single per scelta o per scelta degli altri o anche per scelta del destino (vedovi), coppie non conviventi o per altre ragioni, questo non vuole dire che queste persone devono rinunciare ad avere una vita intima.

Una parte ha scoperto le gioie del sesso solitarie ma un altra parte ha scoperto delle nuove relazioni d'infedeltà di vicinato, di tele amanti, il cosidetto sesso on line.

Mi ha detto una signora che durante questo periodo frequentando siti d'incontro geolocalizzati con alberghi chiusi e case occupate, fa sesso con il suo nuovo amante nell'ascensore del condominio, è preoccupata dell'igiene, se è preoccupata lei sapesse noi !

Adesso ogni volta che entro in un ascensore non riesco a toccare nulla se non ho dei guanti  e trattengo il respiro sotto la mascherina finchè non arrivo al piano.


La maggior parte però ha conosciuto il risvolto del sesso on line

Se prima si utilizzava la piattaforma zoom per le teleconferenze di lavoro (una rete che permette d'essere on line contemporaneamente come delle video chiamate) ora ci si intrattiene con il proprio/a amante virtuale o anche con un numero maggiore di persone.

Un vero e proprio teatro c'è chi in casa realizza un set cinematografico con tanto di luci e telecamere.

Siamo passati dal parlare in videoconferenza con i nonni alla spettacolarizzazione dell'intimità.

C'è un risvolto che mi preoccupa e desta perplessità, so che qualcuno celebra matrimonio su zoom connettendosi a distanza, per non parlare della prima notte di nozze, una domanda mi sorge, anzi due.

Se la prima notte di nozze è on line sulla piattaforma zoom o skype, si può parlare di matrimonio rato e non consumato per l'annullamento della sacra rota? 

Se dopo nove mesi nasce un figlio, può considerarsi figlio di Bill Gates?


La teledildonica

Qualcuno di voi si sarà chiesto qual è l'oggetto più venduto nei sexy shop?

So già cosa state pensando, un attimo c'è stata un'evoluzione si chiama teledildonica. Un nome che non lascia spazio all'interpretazione, si tratta di un sistema di giocattoli sessuali interattivi a distanza per la coppia.

Una nuova categoria di giocattoli sessuali che possono essere controllati a distanza da telecomando o da un'applicazione, il partner controlla la potenza, la velocità, il tipo di stimolazione e il pulsante di accensione/spegnimento, i marchi più noti sono WeVibe o Lovense  per chi vuole documentarsi.

Non so a casa vostra ma a casa mia facciamo confusione con tutti telecomandi dal box, aria condizionata, il forno, il televisore, magari uno prende un telecomando pensando sia quello del box che schiaccia, schiaccia e rischiaccia e non si apre mentre si sente il vicino / la vicina di casa andare in brodo di giuggiole!

Quante cose che abbiamo imparato in questa quarantena!


martedì 7 aprile 2020

Chef sfigati che spadellano Coronavirus pensaci tu

Come tutti in questo periodo passo il tempo con le news sul Coronavirus Covid-19, per distrarmi frequento sempre di più i social network, un sistema per rimanere in contatto con amici e conoscenti, sia lontani che vicini.

Grazie all'Emergenza Coronavirus non vanno più in onda tutta quella serie di trasmissioni con dei sfigati che spadellano, per certi versi scusatemi sia ringraziato il cielo.

Perchè quando c'è un appassionato che cucina ti trasmette gioia, amore e passione, quando cucina qualcuno per egocentrismo ti annoia.

Abbiamo tirato per un attimo un sospiro di sollievo, dicendo finalmente ce li siamo tolti ….. dalla vista.

E invece no, ci seguono come delle mosche e zanzare, ce li siamo ritrovati come post sponsor sui social network che postano le ricette in tutti i momenti a tutte le ore, tutti i giorni.

Un continuo di bit e ora lo chef on line farà una sua ricetta per te, ma chi te l'ha chiesta? In un giorno ne ho contati 89 filmati di ricette!

Io comprendo il bisogno di sentirsi sempre al centro dell'attenzione è dura ritrovarsi in pantofole con chi ti ordina di passare il folletto.

Per qualche giorno hanno resistito ma poi la voglia di pubblico la voglia d'acclamazione ha preso il sopravvento.

Annoiandosi a casa, non potendo andare in televisione hanno trovato il sistema di postare video ricette direttamente dalle loro case utilizzando i profili Facebook, Instagram. Twitter.

Un minuto di silenzio per le mogli dei Chef

Io farei un minuto di silenzio per le mogli dei chef che prima del Coronavirus dovevano fare l'applauso al marito solo a letto la sera, ora si ritrovano con il doppio lavoro fare da claque il giorno e la notte.

Lavare la carote e tagliarle a julienne (applauso) tra l'altro mentre con le mani filmano e con i piedi applaudono, taglio la cipolla (applauso), metto la pentola per cuocere la pasta (applauso) assaggiare la pasta (applauso) passami il sale (applauso) passami il pepe (applauso) capite neanche in certi paesi del terzo mondo le mogli si trattano cosi.


Ricetti comuni per gente speciale 

Sono ricette fatte più per se stessi, come se questi chef vivessero in una realtà differente non fatta di code al supermercato e difficoltà.

Tu cucina a casa ma noi non possiamo stare fuori a fare la spesa tutti i giorni per seguire le vostre ricette.

Facciamo qualche esempio senza fare nomi cognomi

Pasta alla carbonara perchè io e mia moglie siamo a dieta
Perchè se non eri a dieta che ci facevi vedere un cinghiale intero arrosto? Con la faccia euforica di quelli contenti che sono al primo giorno di dieta (ripasseremo fra qualche giorno per vedervi contendere anche le briciole di pane).

Prendete del guanciale quattro dita di quello buono dei colli romani. 
Noi è gia tanto se lo troviamo al supermercato di qualsiasi provenienza sia, di questi tempi non puoi sottilizzare. Un conto se ti rivolgi a un pubblico locale solo della zona di Roma un conto quando ti rivolgi a un pubblico nazionale tra la Sardegna e la Valle d'Aosta.

250 g, di pasta per due persone 
Meno male siete in due e siete a dieta, spiegami perchè sono venuto al tuo ristorante a mangiare ti ho ordinato una carbonara e mi ha dato si e no 50g. di pasta per 18 euro?

Fiori di zucca ripieni di pesce
Siamo ad aprile non ci sono ancora i fiori di zucca freschi, sono di serra o vengono dall''estero anche la stagionalità è importante, da me fa ancora freddo quest'anno devo ancora piantare le zucchine, spero di farlo a maggio, se di notte le temperature vanno sotto 12 gradi le piante di zucchine muoiono.

Prendere un chilo di cozze fresche
Amico Chef magari se abiti a Bari o Palermo le puoi trovare ma nella maggior parte della località pescherecci non vanno fuori come non ci sono i mercati del pesce, pertanto reperire molluschi e pesce in generale può essere difficile. Dalle mie parti che abito in montagna trovavamo il pesce una sola volta alla settimana adesso neanche più, piuttosto date consigli su come potere utilizzare le alternative.

Risotto con la Robiola di Roccaverano, nocciola tonda e gentile delle langhe e fiori di pesco.
Guarda posso sorvolare sulla Robiola, prendere quella che trovate, io uso la nocciola tonda e stronza della Langhe, fa uguale? Ma quando il pesco va in fiore? La maggior parte di noi non può uscire di casa figurati andare per fiori di pesco!

Mi ferma la Polizia
"Scusi lei cosa fa in giro?"
"Sa sto cercando fiori di pesco"
è già tanto se mi fanno una multa e non mi arrestano per addescamento!

La maggior parte di noi questi ingredienti non li ha nel proprio frigorifero o nella propria dispensa e   qualcuno fa anche fatica e reperirli. 

Un invito ad una maggiore umiltà a senso della realtà comune, capisco volere dare una continuità, rimanere vive le tradizioni della Pasqua (con le cozze, fiori di zucca e i fiori di pesco la vedo difficile), le cose cambiano e bisogna adeguarsi al nuovo.

Un ottimo spunto può essere una maggiore ricerca sulla tradizioni della Pasqua regione per regione, una riletture delle ricette, un modo per rendere più leggere e attuali, come utilizzare al meglio gli ingredienti surgelati, le alternative possibili, se volete si può fare molto di più del risotto con il plancton o i fiori di pesco.

Amici dell'Associazione Chef della Tv a spasso, che la mattina aprite gli occhi dicendo buongiorno Claudio buongiorno Elisa, cambiate anche voi, rischiate di dare un'immagine poco gradevole iocucinoacasa anche no!

martedì 31 marzo 2020

Cronache della spesa ai tempi del Coronavirus Covid-19

Come state? Tutto bene? Chiusi in casa e barricati?

Nel mio piccolo paese è nevicato tantissimo e dobbiamo rimanere in casa per la neve, siamo abituati a fare scorte in particolare d'inverno, tuttavia anche noi siamo stati colti di sorpresa.

Quando vediamo la televisione con le file di un'ora al supermercato a noi viene un po' da ridere,  neanche se ci mettiamo in fila alla stessa ora riusciamo a fare delle code cosi lunghe, eppure....


La spesa programmata a ciascuno il suo slot

Al mio paese, anzi io abito in una frazione di un paese diviso in due, Sankt Peter di sotto e Sankt Peter di sopra, abbiamo un solo negozio, nel senso che non abbiamo un solo supermercato, ma un solo negozio proprio che è supermercato, panetteria, pasticceria, tabaccheria, fotografo, ferramenta, tutto per ogni cosa si va da Skudela.

Tuttavia l'arrivo del Coronavirus ha gettato scompiglio anche qui nel piccolo paese, siccome Skudela si trova a Sankt Peter di sotto, gli abitanti hanno bloccato l'accesso a quelli di Sankt Peter di sopra con la scusa del pericolo della promiscuità per il virus, se le sono date di santa ragione, per tenere un metro di distanza, per sedare gli animi è dovuta intervenire la polizia.

Alla fine si è deciso di fare come gli slot degli aeroporti, cioè l'intervallo di tempo della partenza e dell'atterraggio di un'aereo, si va a fare la spesa programmata, ogni famiglia ha uno slot un tempo stabilito in cui andare a fare la spesa, cosi gli abitanti di Sankt Peter di sotto non si mescolano con gli abitanti si Sankt Peter di sopra, quelli della via Rezia con quelli della via Ulrich.

Siccome siamo un piccolo paese facciamo in modo di fare incontrare le simpatie nello stesso slot, oppure ai slot prima o dopo, come figli e genitori, fidanzati ma anche separare le antipatie per esempio la Signora Y che è famosa per essere generosa con i mariti delle altre signore, la facciamo andare a fare la spesa con la coppia diversamente eterosessuale, cosi come dice la moglie del sindaco che non è pettegola " hanno tante cose da raccontarsi".

Se sono diventati matti al mio paese che non c'è ancora nessun caso di coronavirus, non oso pensare altrove cosa succede!


Cosa compriamo ai tempi del Coronavirus?

Anche qui prevale l'irrazionalità, la sfida all'ultima banana lo confesso è un mese che mancava il lievito di birra fresco, non ho mai fatto il pane e compro il lievito solo se devo fare la pizza due o tre volte all'anno, invece l'ho visto e l'ho comprato anche se non avevo bisogno per non farlo prendere al mio vicino di casa, metti che mi viene voglia di pizza?

Mamma vado a fare la spesa cosa ti devo prendere? 
Carta Igienica, Candeggina, Detersivo per i piatti, Ammorbidente
Mamma da mangiare? 
Ah da mangiare, boh quello c'è !

Mia madre avendo 88 anni forse ha altre esigenze, però la carta igienica è stato l'acquisto più importante fatto in tutto il mondo, arriva il Coronavirus e siamo tutti corsi a comprare la carta igienica e nota che non da nemmeno diarrea, se dava diarrea cosa avremmo fatto? Avremmo comprato anche un'edicola intera? Diciamo che la preoccupazione dell'igiene ha avuto il sopravvento sui generi di prima necessità.

Il mio vicino di casa ha comprato talmente tanta carta igienica che non sapendo dove metterla in casa l'ha stipata sul balcone! (Tu non mi hai fatto trovare la carta igienica io ti ho tolto il lievito di birra e aziono il ventilatore per farti sentire il profumo della pizza in forno).

Scorte di zucchero, farina, cosi tanta che ho trovato solo la farina senza glutine in vendita, ma fino a un mese fa non eravate tutti intolleranti al glutine?


Sono divenuti radi nei supermercati tutti i generi di prima necessità come le uova, possibile tutti a fare frittata? Prima erano tutti chef per fare ricette senza zucchero, senza burro, senza farina e senza uova e ti dicevano con l'aria schifata "ma tu quando fai la crema adoperi ancora le uova?"

Inoltre da noi sono scomparsi tutti i frutti che contengono Vitamina C, le Arance Rosse di Sicilia non si trovano più, kiwi, limoni, mandarini, frutti di bosco, se prima ti tiravano le arance dietro a 1 euro circa ora devi spendere almeno tre volte tanto e non devi fare nemmeno il difficile.

Poche carote e pochi piselli, almeno per quanto ci riguarda ma forse è un problema di chi abita in montagna, la frutta e la verdura è la cosa di cui si sente di più la mancanza sia in termine di varietà che di quantità.

Tanto che ricorriamo ai surgelati: piselli, fave, spinaci, biete oppure alle conserve in scatola, si fa di necessità virtù.


Il bello di fare la spesa è che è l'unico momento sociale, nonostante si vada bardati di guanti  e mascherine ci si veste con la stessa attenzione di quando si va a un matrimonio, c'e gente che ha tirato fuori il visone, le scarpe firmate Jimmy Choo, "scusa papà ma se queste non le faccio vedere quando vado a fare la spesa, quando? Hanno tolto anche i funerali!" (Diciamo che ho toccato ferro).

L'unica preghiera che vorrei fare è dare la possibilità di fare lavorare i parrucchieri, vi prego si vedono tagli e chiome dalle tinte e sfumature di colore che sono dei colpi alle pupille, c'è gente che ci ha rimesso il cristallino, dobbiamo sopravvivere al Coronavirus non diventare ciechi!