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lunedì 12 dicembre 2016

Pubblicità Ferrero per Natale 2016, cosi cosi

Graziella C, Roma : Hai visto i nuovi spot di Ferrero? Cosa ne pensi?
Antonio D. Cagliari Ho visto che spesso recensisce le pubblicità alimentari, come le sembra quello dei Ferrero Rocher e della qualità di Ferrero ?

Ringrazio i lettori per avermi segnalato i nuovi spot della Ferrero, cosa ne penso?

In questo periodo prima del Natale i nostri amici di Ferrero, si stanno dando un gran da fare a livello di comunicazione, d'altronde se non li vedi adesso i Ferrero Rocher, quando conti di venderli? A Ferragosto?

Per i prodotti dolci il periodo Natalizio è il periodo di punta di tutto l'anno, così tanta comunicazione ha lo scopo di spingere le vendite nel modo migliore possibile.

Io su vostra segnalazione ho visto  le due comunicazioni, uno sui Ferrero Rocher, l'altro più istituzionale su un "certa" qualità. In Tv ci sono però più spot su tutti i prodotti Ferrero dal Kinder alla Fiesta, praticamente per la pubblicità dovremmo fare incetta solo di snacks Ferrero per Natale!


Pubblicità Ferrero Rocher

Il primo spot, che vede protagonista i Ferrero Rocher, vuole associare la creazione del prodotto all'arte italiana, "assapora la bellezza" non mi ha molto convinto.

Nello spot su Firenze si vede che il creativo del Ferrero Rocher si è ispirato nella creazione del prodotto osservando le statue maschili classiche.

Che cosa avrà mai ispirato di piccole e di tonde i Ferrero Rocher quelle statue?  Mah!

C' è sempre qualcosa di troppo nello spot, come l''immagine della Pasticceria Ferrero stile anni '50 che io sappia non è mai esistita, il prodotto lo si vende al supermercato, però al prezzo di una pralina al cioccolato e nocciola di una pasticceria artigianale.

I Ferrero Rocher sono un prodotto ideato negli anni '80, sarebbe stato più pertinente inserirlo nella propulsione creativa dell'arte di quel periodo ( Andy Wharhol , Keith Haring) , piuttosto che ambientarlo tra l'arte del Rinascimento dove non c'era nemmeno il cioccolato.

Poi comprendo che si aperta un' opportunità da sfruttare dal punto di vista della comunicazione, la serie televisiva dei Medici, il film la La Grande Bellezza di Sorrentino, ma come dire ... cosa c'entra con i Ferrero Rocher?

La qualità prima di tutto nei prodotti snack

Parlare di "qualità" è un concetto difficile, l''attenzione dei consumatori o meglio di quei consumatori che se lo possono permettere, è più rivolta alla qualità dei prodotti che si consumano tutti i giorni come frutta e verdura, carne, pesce, parlare di qualità di uno snack è un po' un controsenso, perchè ci si dovrebbe preoccupare della qualità di uno snack che si dovrebbe mangiare solo ogni tanto?


Il concetto di qualità del produttore e del consumatore non è uguale

Il concetto di qualità può essere diverso da quello che intende un azienda a quello che intende il consumatore. Il produttore pone attenzione alla lavorazione, al costo della materia prima, il consumatore guarda l'aspetto nutrizionale, la presenza d'additivi, il rapporto costo / beneficio. Dal mio punto di vista non è importante quello che Ferrero ritiene che sia qualità ma quello che pensa sia di qualità il consumatore.

Lo spot incentrato sull'olio di palma e non sui prodotti

Lo spot mandato in onda ricorda lo spot che venne fatto da un azienda dopo lo scandalo della carne di cavallo, mi ricorda " il ragù come la fai tu ma un po' più grande".

Lo spot non è felice perché sembra che ricalca contesti già visti, quell'immagine dei lavoratori, sembra messa li per dire se non mi compri il mio prodotto mi trasferisco in Russia e li licenzio!

È come se Barilla nei spot del Mulino Bianco invece che fare vedere Banderas che prepara i biscotti, mette Antonio Banderas a mungere le mucche oppure ancora meglio Antonio Banderas in un campo di barbabietole, tu pensi che sia andato in camporella, invece va avanti e indietro a grattugiare barbabietole per fare lo zucchero.

Mulino Bianco fa i biscotti non le barbabietole per lo zucchero, per questo fanno vedere Banderas che impasta i biscotti, capite amici di Ferrero perchè non ci siamo?

Nello spot sembra che producano olio di palma e non crema al cacao e nocciole, campi estesi di coltivazione di palma, fa venire più il dubbio che hanno delle piantagioni d'olio di palma e quindi devono sostenere non il prodotto ma l'ingrediente altrimenti gli va a male l' investimento. Non sarà sicuramente cosi ma è quello che mi viene in mente guardando lo spot!


Nella tradizione della Dieta Mediterranea, l'olio di palma?

Esiste una contraddizione di fondo che rischia di generare parecchia confusione negli ascoltatori, italianità è anche dieta Mediterranea, Ferrero ha più volte implicitamente fatto presente che mangiare a colazione la crema al cacao e nocciole è tradizione della cultura della dieta mediterranea ma allora cosa c'entra olio di palma nella dieta mediterranea?

A questo punto perché no anche l'ananas e il mango, è chiaro che viviamo in un mondo globalizzato, anche il cacao non fa parte della cultura mediterranea, però se in uno spot insisti sulla cultura tradizionale che t'ispiri alla storia del tuo paese, in un altro non puoi fare vedere che t'ispiri al sud est asiatico, poi io capisco che bisogna dare un colpo a un cerchio e uno alla botte.

La scelta di prodotti con olio di palma e senza olio di palma

Personalmente sono contento che c'è una maggiore disponibilità di prodotti senza olio di palma, lo avevano messo dappertutto finalmente ora posso scegliere tra prodotti con olio di palma oppure senza olio di palma, trovo che sia una cosa importante, dare la possibilità di scelta.

Personalmente non mi piace l'olio di palma, abbiamo una cultura del mediterraneo ricca d'ingredienti non abbiamo alcun bisogno d'aggiungere dell'olio di palma come ci viene fatto credere.

Come non piace tutta questa comunicazione promossa a più livelli da Ferrero sui benefici dell'Olio di Palma, dai link sponsorizzati ai pubbli redazionali a pagamento, (non bastavano gli articoli simpatizzanti ?) sembra d'essere al Circo con giocolieri, illusionisti e clown, si vede il peggio del peggio, sembrano i spot delle tisane per dimagrire!

Invece che raccontarci di quanto a noi fa bene olio di palma, raccontateci di quanto fa bene a voi!

Non comprendo perchè si vuole mandare un messaggio così sotto le feste? Quando il livello d'attenzione in genere è più basso!

Con tutte le cose che devo preparare per Natale a casa, riunire la famiglia, le recite dell'asilo, le recite a scuola, i regali da comprare e impacchettare, fare la spesa, governane le bisnonne, gestirmi le famiglie dei fidanzati delle mie figlie, preparare i pranzi e le cene, non c'è mica solo quella di Natale, vestirmi da Babbo Natale.

Quant' attenzione volete che una persona normale dedichi all'olio di palma! Non avete in Ferrero altro da fare sotto le feste?


Senza olio di palma una leva di marketing che fa vendere di più

Alla confusione io preferisco analizzare i consumi, che esprimono meglio la situazione in cui si trova Ferrero, in cui la Nutella è sempre più spesso in offerta (-29%), negli anni passati no lo è mai stata, che succede? Io ho provato delle creme alla cacao e cioccolato senza olio di palma molto buone  Prima se andavi al supermercato c'era la Nutella e basta , ieri sono andato in un supermercato c'erano dieci tipi di creme al cacao e nocciola e solo una con olio di palma.

Io non posso e non voglio insegnare niente a nessuno però questi mettersi in contrapposizione con i consumatori o meglio solo una parte, non penso che sia un atteggiamento positivo, indipendentemente dal torto o dalla ragione.

Sono arrivate sul mercato aziende molto più furbe hanno saputo intercettare la domanda del mercato, aziende che grazie allo spot "senza olio di palma" hanno tratto un profitto in modo molto semplice e diretto, tutto profitto sottratto a Ferrero è bene dirlo.

All'inizio sembra un non nulla farsi erodere piccole quote di mercato dai concorrenti quando sei leader del mercato, ma poi con il tempo che passa rischia sempre di più d'allargarsi a macchia d'olio fino a diventare un problema anche d'aziende solide.

Sintesi

Cosa ne penso? Dal mio punto di vista è importante che tipo di messaggio arriva al consumatore se confuso o chiaro.

Tanti spot oltre i due citati, personalmente arriva alle mie orecchie un messaggio frastornato, siamo sotto le feste, ci sono altre cose da pensare, ci sono alcuni aspetti della comunicazione che proprio non riesco a comprendere e nemmeno a condividere.

Da una parte si vuole rinforzare l'italianità poi da un' altra parte Ferrero International Sa ha sede in Lussemburgo e ha stabilimenti in tutto il mondo come Francia, Russia, Argentina, Australia, Brasile, Ecuador, Porto Rico, Canada e Stati Uniti. Tutti i prodotti venduti in Italia sono fatti in Italia precisano, noi ci crediamo, ma perché quelli venduti all'estero no?

Quello che io mi domando perché non lo so, se faccio un Biscotto di Novara in Portogallo posso dire che è un prodotto italiano? Se io faccio un Torrone a Rio de Janeiro, posso dire che è un prodotto italiano?

Sei una multinazionale e fai comunicazione come un'azienda locale puntando sul territorio e sulla tradizione? Penso che a livello di comunicazione dovrebbe dimostrare d'avere fatto un salto di qualità.

Posso dire che sotto le feste avrei puntato su altri argomenti più facilmente condivisibili, rispetto alla qualità dell'olio di Palma e l'assaporare della bellezza.

lunedì 7 novembre 2016

La nutella non è una crema dolce da spalmare, è una confettura!

Che dite è un po' di tempo che non parlo dei nostri cari amici di Ferrero Nutella? Si saranno offesi? Avranno sentito la nostra mancanza? Dobbiamo ringraziarli d'averci risparmiato per qualche mese quelli "avvilenti" spot sulla prima colazione, speriamo che non ricomincino!

Si, perché si profila una nuova strategia commerciale di Ferrero sulla Nutella negli Usa al momento. Secondo i giornali americani, il colosso alimentare piemontese ha inoltrato richiesta alla FDA, di classificare la Nutella non come crema dolce da spalmare  ma come una confettura, per fare modificare le raccomandazioni nutrizionali.

Bisognerà vedere se la FDA avrà più senno dell' Unione Europea, quando purtroppo di parla di FDA e di Efsa, la ragione sembra non abiti da quelle parti.

Nutella diventa Confettura?

Va bene cari amici di Ferrero non c'è nulla di male, ognuno fa i suoi interessi, ma una confettura di che, scusate? Una confettura di zucchero? Una confettura d'olio di palma? Una confettura di latte in polvere? Perché le nocciole un po' difficile e dove si è mai vista una confettura con il 13% di frutta?

Cari amici di Ferrero, la crema al burro d' arachidi che tanto ha successo in America ha l'85% d' arachidi, capite? Potrebbe avere più senso denominare il burro d'arachidi come confettura rispetto alla Nutella con solo il 13% di nocciole!

Vendita a rilento perché non è prodotto salutistico?

Secondo me quello che Ferrero si pone è un falso problema, si sostiene che le vendite non vanno quanto atteso perché i consigli nutrizionali ne limitano l'uso.

Guardate amici di Ferrero se c'è un paese che non guarda i consigli nutrizionali questo è proprio gli Stati Uniti, altrimenti non si spiega la percentuali d'obesità.

Io ho vissuto qualche periodo negli Usa, più che essere portati ai prodotti salutistici, non nego che esistono delle comunità in California dove la corretta alimentazione conta molto, ma in generale sono tutti volti al piacere del gusto e al piacere delle papille.

In realtà c'è un gran consumo di cibi ricchi di grassi e zuccheri e nessun americano è disposto a rinunciarci. 

Il problema forse è che avete sottovalutato la concorrenza. Perché come qui in Europa anche negli Usa si sono moltiplicate la creme al cacao e nocciola da spalmare, con un livello qualitativo abbastanza interessante, con maggiori percentuali di nocciola e ingredienti diversi, dall'olio di nocciola all'olio vergine di cocco e senza olio di palma.

Se prima Ferrero contava d'agire su un "monopolio" oggi non lo è più, manca in America quel vissuto esperienziale (la Nutella che mangiavo da bambino) che a parità di prodotto in Europa ti fa scegliere Nutella mentre negli Usa ti fa scegliere altre marche e altri prodotti legati al piacere del gusto.

Vogliamo aiutare Ferrero per la Nutella a favore della salute?

Ma noi non vogliamo solo criticare vogliamo anche essere propositivi, se Ferrero vuole trovare delle motivazioni che interessano la salute per la popolazione americana gliele troviamo noi!

Potevamo scegliere argomenti facili e banali come il problemi delle doppie punte, potevano scegliere il problema delle calvizie, il problema dello smalto dei denti, il problema dell'alluce valgo, il problema dell'anca sbilenca e l'annoso problema dell'emorroidi. Noi non scendiamo a questo livello, non siamo dei professionisti nè seri e nè rispettabili, anche se crediamo che i benefici della Nutella in tutti questi casi siano innegabili.

La Nutella mette di buon umore
Tutti a dire non è vero, aspettate!
In un paese come gli Stati Uniti dove i farmaci più prescritti sono gli antidepressivi. Un paese dove il diritto alla felicità è un punto della costituzione americana. Avete mai visto la faccia di uno dopo avere mangiato la Nutella? Ha la faccia bella soddisfatta e felice.

Non vorrei dire ma il cacao, contenuto anche nella Nutella, è noto per il contenuto di serotonina e tiramina, da sempre riconosciute come utili contro la depressione e la crisi d'ansia.

La Nutella fa scendere i livelli di colesterolo
Tutti a dire non è vero, aspettate!
In un paese come gli Stati Uniti, dove se da noi sei in sovrappeso li vieni considerato un grissino. Ora con tutte le porcate, pardon gli alimenti ricchi di grassi e zuccheri che mangiano, la nutella in confronto è un cibo sano,  ma cosa volete che siano i due o tre cucchiaini di nutella , non saranno mica quelli che fanno diventare obesi e ipertesi gli  americani?

Non vorrei dire ma la nocciola, non contiene i fitesteroli quello che abbassano i valori della LDL? Quindi la nutella che è fatta anche di nocciola, non proprio tanto, può contribuire a normalizzare i livelli di colesterolo e cosi da prevenire le malattie cardiovascolari!

La Nutella risolve i problemi di stipsi
Tutti a dire non è vero, aspettate!
Uno dei problemi più diffusi in Usa è l'uso dei prodotti farmaceutici per aiutare l'intestino a svolgere il suo ruolo, Quindi se invece imbottirvi di compresse tutti i giorni, mangiate del pane integrale con un cucchiaino di nutella, qualche pera o mela con un cucchiaino di Nutella sopra siamo certi che vi migliora il transito intestinale e potete risolvere il problema di stipsi senza farmaci

Non vorrei dire ma le nocciole contengono fibre, che facilitano il transito intestinale e l'eliminazione delle tossine ( va beh non c'entra ma l'eliminazione delle tossine ci sta sempre bene).

La Nutella aumenta la misura del seno
Tutti a dire non è vero, aspettate!
Gli Stati Uniti sono il paese dove si registrano più interventi di modellamento del seno anche più di una volta nella vita, se invece mangiano Nutella tutti i giorni, aumenta anche il seno se poi si fanno spalmare la nutella dal marito, si sentiranno più belle, più oggetto del desiderio e non avranno necessità di un seno nuovo.

Non vorrei dire ma la Nutella aiuta a spostare il centro dell'attenzione, un seno nuovo è una richiesta d'attenzione della moglie verso il marito, e poi molto meglio qualche cucchiaiata di Nutella insieme che un' operazione chirurgica!

La Nutella per la felicità coniugale
Tutti a dire non è vero, aspettate!
Inutile dire che negli Stati Uniti si vendono il maggior numero di sex toys per il piacere individuale, è un indice negativo d'insoddisfazione della sfera privata con dei riflessi sulla sfera pubblica e sul lavoro. Il paese ha un tasso di divorzi tra i più alti al mondo
Un paese dove il numero di vendite delle pillole di Viagra supera quello delle bottiglie di Coca Cola.

Non vorrei dire ma alla base qualche problema deve pure esserci. Ci viene in aiuto lo scrittore Manuel Vasquez Montalban, che nel suo libro Ricette Immorali, suggeriva una ricetta al cacao, uno dei componenti della Nutella, che come dire favoriva ... come dire senza essere volgare? Non si può. La crescita del desiderio sessuale, no di più... circa ...  cosi non è proprio, leggete il libro che vi fate una cultura, che torna sempre utile, molto meglio che imparare a fare una Saint Honorè. .

Cosi la Nutella diventa la salvaguardia dell'Unione della Famiglia e del Matrimonio, se lo sa la Ministra Lorenzin la rende rimborsabile al 100% e obbligatoria più dei vaccini con il Cardinal Bertone come testimonial che distribuisce Nutella al Fertility day.

Ringraziando sempre i nostri amici di Ferrero per Nutella che ci forniscono degli ottimi spunti per fare un po' di sarcasmo e d'ironia per strappare qualche sorriso ogni tanto. 

Se l'intenzione è quella d'utilizzare il termine confettura, non ci sembra felice, non vorremo che in persone maligne e sospettose, nelle quali non mi riconosco, può fare pensare male. Invece noi consigliamo di mettere in rilievo i punti "positivi"di quanto la Nutella fa bene alla salute siamo certi che la FDA non può tirarsi indietro nel considerare la Nutella un vero toccana per la salute della società civile americana.


mercoledì 22 luglio 2015

Nutella Amara, Mister Ferrero non è Mister Nutella?

Giusy L. da un po' non parli più di Ferrero e della Nutella, hai letto l'intervista di Ferrero su Repubblica?  Cosa ne pensi? Ci fai un post?

Si volevo evitare di parlarne, un po' per la mia vena polemica un po' perchè non sono argomenti da 40° all'ombra, ma sono in molti a chiedermelo, giusto per accontentare i lettori interessati all'argomento.

Credo che sia ora di fare un importante distinzione tra la Ferrero come azienda anzi come azienda multinazionale e il suo prodotto più noto la Nutella, una crema spalmabile molto piacevole, se vi piace la Nutella non è detto che vi deve stare simpatica per forza la Ferrero, anche perchè Ferrero non è solo Nutella . 

Qualche giorno fa Mister Ferrero ha "rilasciato" un' intervista al maggiore quotidiano italiano Repubblica. Rilasciato è un termine un po' riduttivo in realtà mi è sembrato un monologo, per la mancanza di una dialettica tra chi fa le domande e chi risponde, A colpirmi sono state le affermazioni di Mister Ferrero che mi hanno fatto riflettere non solo sul ruolo delle certificazioni ma del rapporto tra imprenditoria e il Made in Italy.

La polemica e la ricerca d'attenzione

Fino ad ora sulla polemica Nutella e Francia non ho detto nulla, perché si tratta di una vecchia strategia di Ferrero, io mi difendo da un accusa, per veicolare una serie di messaggi dai media, ve li ricordate? Unione Europea contro la Nutella, casalinga americana contro Ferrerofare il ruolo della vittima crea più appeal.

L'intervista inizia con la cosa più importante che preme da dire a Sig. Ferrero io viaggio molto mi trovo in Lussemburgo. Ecco guardi Sig. Ferrero il Lussemburgo, si trova lì o presumibilmente si trova in Lussemburgo (ammettendo che sia vero), perchè ha sede casualmente la Ferrero S.p.A. è posseduta al 100% dalla Ferrero International SA che ha sede a Findel di Sandweiler in Lussemburgo (fonte wikipedia).

E' noto dalla stampa che la maggior parte delle aziende che hanno sede in Lussemburgo, lo fanno per la possibilità d'usufruire d'eventuali agevolazioni fiscali, un diritto lecito sia ben inteso, non c'è nulla di male, un paese che fa parte dell'Unione Europea, ma che lascia molto perplessi, abbiamo ancora gli occhi puntati sulla crisi greca dove sembra che gli effetti negativi dell'economia gli pagano sempre e solo i cittadini.

Sull'olio di palma e la polemica con la Francia, ho affrontato questi argomenti gli anni passati, voglio dire solo che uno dei grandi stabilimento di produzione di Nutella in Europa è a Rouen in Francia, un altro è in Russia, la Nutella è più quella prodotta all'estero che in Italia, anche se molti italiani sentono la Nutella come un prodotto che fa parte della propria cultura alimentare come i spaghetti al pomodoro, la pizza e le lasagne alla bolognese.

La polemica secondo me è un po' stata montata ad arte, la Ferrero si difende dicendo di utilizzare solo olio di palma certificato, quale altro modo per comunicarlo a squarcia gola, e un po' come dire io uso il burro ma di quello certificato! Che vuole dire? Oggi tutti certificano tutto, vuoi che non ci sia l'olio di palma certificato? Ci sono anche i blog certificati mi è venuto da ridere quando l'ho visto per la prima volta, sono un blog pirla certificato, giuro!

Mi spiace ma il valore delle certificazione oggi giorno perde sempre di più valore. In questi anni ne abbiamo visti di tutti i colori. Chi non ricorda quelle aziende che dichiaravano che inquinavano ma che per bilanciare gli effetti del danno ambientale avrebbero salvato foreste. A distanza d'anni possiamo dire che se fosse stato vero avremmo nel sistema solare altri due pianeti come la Terra coperti da foreste. Le certificazioni di Ferrero sono anche vere per amore del cielo non vogliamo mica dire il contrario ma la certificazione è una giustificazione per le aziende ma non per i consumatori, un argomento superato che non colpisce. 

La cosa più divertente che mi è sembrato di capire è che Sig Ferrero motiva che la scelta dell'olio di palma perche è ipernutriente e che nel mondo ci sono 850 milioni  di persone sottonutrite, quindi cosa dobbiamo pensare che salverà la fame nel modo il vasetto di Nutella?

Sig. Ferrero ma da blog pirla autocertificato che sono, mi scuserà, ma mi viene da ridere.

Sig. Ferrero scusi ma una volta la Nutella non era buona, sana  e leggera per la prima colazione?


Ma l'aspetto dell'intervista più divertente e preoccupante per gli italiani è un altro

Si rimarca il fatto che Ferrero è orgogliosa di essere il fiore all'occhiello dell'Italia, si però in Italia non investe? Ferrero è proiettata verso l'estero lo dice lui stesso e lo sarà sempre di più un futuro, ci fa molto piacere a tutti  e nei stabilimenti di Ferrero in Italia stanno facendo i salti di gioia.

Io ho pensato che se Ferrero certifica l'olio di Palma e dichiara in qualche modo pagando o altro d'equilibrare la possibilità di un eventuale danno ambientale, non si può fare la stessa cosa con le aziende italiane che realizzano prodotti all'estero e giocano sul made in Italy?

Mi spiego meglio tutti riconoscono in Nutella un prodotto sì di Ferrero ma un prodotto italiano, anche se poi viene realizzato altrove.
Quest' atteggiamento riguarda moltissime altre aziende famose per il Made in Italy alimentare , per amore del cielo io sono contento che le aziende italiane vadano in tutto il mondo ma con prodotti italiani realizzati in Italia, non con prodotti realizzatii altrove che hanno solo la nomea d'essere italiani.

Faccio un esempio di fantasia, immaginate d'essere la più grande azienda di salumi in Italia, fate lo speck in Slovenia e in Ungheria, realizzate una bella comunicazione con le immagini del Sudtirolo, dell'Alpe di Siusi o delle tre cime del Lavaredo con lo Schutzen che balla e piazzate questo prodotto sul mercato come speck, un prodotto noto per essere italiano, quindi con un prezzo alto, perchè il made in italy ha valore sul mercato internazionale, certo se lo vendete come coscia affumicata di maiale sloveno vale il 50% meno.

Quanti comprerebbero una crema spalmabile al cioccolato e nocciole russa? Probabilmente nemmeno i russi! 


Non è il caso di Ferrero ma io ritengo che tutte quelle aziende che fanno realizzare prodotti dichiaratemente italiani all'estero e che vendono l'immagine di prodotto italiano, devono corrispondere all'Italia e sopratutto agli italiani un indennizzo, perchè gli italiani si sono fatti un mazzo tanto (scusate il termine, con rispetto parlando) per avere una buona fama sul mercato internazionale di prodotto di qualità a iniziare dal settore moda e dal settore del mobile e del design.

Non è il caso di Ferrero, non vorrei essere frainteso ma ora ora arrivano questi furbetti, che freschi freschi è il caso di dirlo del settore alimentare, vendono un prodotto e un immagine dell'Italia che non c'è perchè le aziende hanno sede alle Cayman, Antille Olandesi, aprono stabilimenti all'estero assumono lavoratori in quei paesi, pero sfruttano la nomea italiana e nello stesso tempo procurano un danno all'Italia d'investimenti mancati e di risorse perse.

Quando il settore moda ha iniziato e realizzare i prodotti all'estero ha perso competitività, si è persa la manualità e l'ingegno che caratterizzava i prodotti fatti in italia, molte di queste aziende di moda sono fallite, è illusione che tutto si può realizzare dappertutto.

Le aziende possono fare ciò che vogliono, anche trasferirsi al Polo Nord tra gli orsi bianchi, ma sfruttare la nomea d'essere italiane, solo per avere un ufficio in Italia, quando non c'è nulla italiano in quel prodotto io la ritengo qualcosa si cui non si può andare fieri.


Non è il caso di Ferrero, tutto questo sarebbe trascurabile se sempre quelle aziende che si reputano multinazionali nel fare investimenti, non fanno altro che piazzare il maggior numero di loro uomini nella federazioni alimentari italiane e nelle varie associazioni di categoria al fine di condizionare le politiche in Italia. ( esempio : la reazione di non ricordo il nome di quale ministro alla proposta dell'Unione Europea di limitare lo zucchero nelle merendine, si ma merendine realizzate altrove).

Potete piazzare i vostri uomini per favore alla Federalimentare delle isole Cayaman o della Antille Olandesi o della Repubblica dei Pinguini del Polo Sud? Sembra che le aziende italiane abbiano una mano lunga quando si tratta di prendere e una mano corta quando di stratta di dare, con anche la complicità della politica, che non si è inginocchiata alle aziende agroalimentari, scusate il temine ma si è girata mettendosi a 90°.

Si perchè queste aziende producono e danno lavoro altrove ma poi i finanziamenti per fare conoscere il prodotti li prendono dallo stato italiano e non piovono dal cielo perchè sono delle tasse che tutti gli italiani pagano, potremmo altrimenti dire che queste aziende sono italiane solo quando se lo ricordano e se gli serve qualcosa.

L'Expo 2015 è stato fortemente voluto dalle aziende agro alimentari italiane o sedicenti tali, quando è costato perchè a pagare sono stati tutti gli italiani e loro per ringraziare investono all'estero, non inteso come esportazione di prodotti italiani ma come sede, produzione vera e propria, che torna conto per gli italiani? Che per lavorare sono tornati ad espatriare come gli anni '50! Sono giovani è vero ma rappresentano il futuro, un futuro che in Italia nessuno vuole costruire.

Grazie Mister Ferrero per averci aperto gli occhi, di queste riflessioni ma da Mister Nutella ci aspettavamo qualche pensiero positivo, più dolce e meno amaro, proprio il caso di dire Nutella Amara.

giovedì 28 agosto 2014

La prima colazione ha fatto flop nella dieta ?

Vittoria P, Palermo: È vero come ho letto in questi giorni che la prima colazione non fa dimagrire e non è il pasto più importante della giornata?

Se ne è parlato molto in questi giorni, la notizia arriva direttamente dal New York Times, dove sono stati recensiti due studi pubblicati sulla rivista The American Journal of Clinical Nutrition  che mettono in discussione, tutto quelle convinzioni che da anni, professionisti della salute, pagati dalle aziende, propagandano in Tv quando parlano di prima colazione.

La notizia non mi ha stupito, io stesso qualche anno fa, avevo ironizzato sui rapporti della prima colazione delle società scientifiche, dicendo "per scherzare" che anche il coniglio con le cozze appena mattina se ci fanno qualche studio, scoprono che fa molto bene.


Perché la prima colazione, non è il pasto più importante?

Non lo è mai stato, dovrebbe essere il pasto a mezzogiorno, è una notizia che hanno messo in giro gli uffici di marketing e comunicazione delle aziende per lanciare alcuni prodotti come i cereali per la prima colazione, fiocchi spesso cioccolatati e arricchiti di ogni cosa, hanno creato dei claims della pubblicità, enfatizzato molto sull'importanza della prima colazione.

I produttori di biscotti e creme al cioccolato, si sono detti perchè i cereali si, con tutto quello zucchero mentre crema al cioccolato, biscotti e fette no? Cosi anche loro si sono elaborati i claims che avevano come base l'importanza della prima colazione, come momento di consumo, perchè era l'unica possibilità di dimostrare che il prodotto si poteva associare ad una dieta sana ed equilibrata, spiegando che se si mangia un prodotto molto calorico al mattino, si ha maggiore possibilità di bruciare energia rispetto per esempio alla sera.

Cosi il momento della prima colazione è diventato uno spazio molto affollato di prodotti industriali decisamente discutibili, La prima colazione è cosi diventato il momento più importante per le aziende e non per il consumatore.


I ricercatori presso l'Università di Bath in Inghilterra  hanno condotto uno studio calcolando i tassi metabolici a riposo, i livelli di colesterolo e profili di glucosio nel sangue di 33 partecipanti e assegnati in modo casuale a mangiare o saltare la prima colazione. I volontari sono stati poi forniti con monitor di attività, dopo  sei settimane, il loro peso corporeo, il tasso metabolico a riposo, il colesterolo e la maggior parte delle misure di glucosio nel sangue erano circa lo stesso come lo erano stati alla partenza, non rilevando alcuna differenza, pertanto sostenendo che fare prima colazione non apporta alcun vantaggio.

L'unica differenza era che coloro che facevano prima colazione sembravano muoversi di più durante la mattinata; i loro monitor di attività hanno mostrato che i volontari in questo gruppo hanno bruciato quasi 500 calorie in più in movimento di luce intensità, cioè quelle che avevano introdotto con la prima colazione. 

Però i volontari che partivano già da una condizione di Bmi nella norma, il non saltare la colazione non aveva spinto i volontari a divorare enormi pranzi e cene, su questo secondo me dipende dalle abitudini iniziali, essendo di partenza già magri, vuole dire che già avevano delle buone abitudini alimentari, se questi fossero stati obesi e in sovrappeso, forse avremmo avuto un risultato diverso.


Quello che invece i professionisti della salute suggeriscono è un altra cosa, è dato certo è dimostrato che nella società di oggi distribuiamo in modo poco equilibrato i pasti. La nostra società ci impone dei ritmi frenetici cosi capita che ma maggior parte delle calorie le introduciamo alla sera, quando meno ne abbiamo bisogno, ma perché la sera è il momento che tutti siamo a tavola con la nostra famiglia siamo più rilassati. Quest'abitudine di mangiare poco durante il giorno e di più alla sera, è uno dei comportamenti più frequenti, ed è per questo motivo che i professionisti della salute suggeriscono di distribuire meglio durante il giorno le calorie, consigliano di fare una prima colazione con uno spuntino a metà mattina, in modo di avere energia quando serve e mangiando meno la sera.

Come spesso scrivo generalizzare non aiuta perché è direttamente proporzionale all'attività di un individuo, al mattino se fai lo scaricatore di porto o lo scarica valigie degli aerei negli aeroporti, necessita di una certa energia, conosco persone che la sera vanno a correre ci sono persone che lavorano durante la notte,  questo è molto diverso che andare a letto, di conseguenza dipende da individuo a individuo.


Perché la prima colazione non fa perdere peso?

Uno dei claims più citati nella pubblicità è che fare prima colazione fa perdere peso. I ricercatori della University of Alabama a Birmingham hanno reclutato quasi 300 volontari che stavano cercando di perdere peso. Sono stati assegnati in modo casuale ai volontari di saltare la prima colazione oppure farla mantenendo le abitudini alimentari.

Sedici settimane più tardi, i volontari tornarono al laboratorio per pesarsi. Nessuno aveva perso molto, solo un chilo o giù di lì per persona al massimo, non rilevando alcuno differenza tra i due gruppi.

Magari bastasse solo fare la prima colazione per dimagrire, la perdita di peso è un risultato difficile da ottenere e non dipende direttamente dalla prima colazione ma più che altro dal rapporto di calorie introdotte e calorie spese nell'arco della giornata, quello che ho sempre scritto che al di là di una dieta equilibrata quello che più conta è l'attività fisica il movimento, di fronte ad una società che tende sempre di più a farci mangiare a tutte le ore e a renderci sempre più pigri e poco agili. Bisogna si distribuire meglio i pasti ma anche diminuire le calorie totali giornaliere introdotte e fare movimento fisico, ma la prima colazione non deve essere un pasto in più.

Dipende anche dal metabolismo, io per esempio per non andare troppo lontano, faccio una prima colazione limitata, un caffè o un tè, della frutta fresca, preferisco fare uno spuntino a metà mattina piuttosto di una prima colazione completa.


Sintesi: questi due studi hanno ragione, nella nutrizione le cose certe sono poche anzi pochissime, però l'aumento di peso come la perdita di peso, non può essere valutato solo analizzando un unico pasto ma in tutte le calorie che si introducono durante la giornata e le attività che si svolgono.

Ricordatevi di distribuire meglio nell'arca della giornata i pasti, colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena, cercando di limitare la sera le calorie, se siete obesi e sovrappeso è bene diminuire le calorie introdotte e fare movimento fisico.

Anche se gli studi indicano che è indifferente se fare o non fare prima colazione, io consiglio di farla anche poco, cercando di limitare i prodotti industriali già pronti.

Gli studi sono durati solo sei settimane, per valutare quali comportamenti e quelle abitudini che stimolano a mangiare di più o a perdere peso necessitano di essere monitorati in un arco di tempo più lungo..

Ps siamo certi a breve che sarà pubblicato sul quotidiano nazionale più noto un articolo sulla bontà dei cereali nella prima colazione per seminare dubbi e fare cattiva informazione

domenica 6 luglio 2014

Gelato alla Nutella, il gelato entra nella prima colazione?

Una notizia che arriva dall'America per la prima volta Nutella si unisce ad un altra azienda per la produzione di gelato in edizione limitata e solo fino a Settembre 2014, più esclusivo di cosi...

Cominciamo nel dire che la nutella con il gelato non è una novità in assoluto, da diversi anni nelle gelaterie artigianali, si può trovare del gelato con la nutella, leggo che quest'anno Ferrero ha creato per le gelaterie artigianali un prodotto da potere usare per indicare gelato con nutella, chi invece compra la nutella al super, non potrebbe indicarlo in teoria, lo può chiamare gelato alla crema di nocciole, cioccolato e olio di palma, purchè non indichi il nome Nutella.

Ogni volta che ho provato il gelato con la nutella però non ha mai soddisfatto il mio gusto, nutella e gelato è un associazione di idee che non mi piace in genere, gradisco molto volentieri un gelato al cioccolato o uno alle nocciole, oppure una bella grattugiatina di cioccolato buono sul gelato fior di latte ma la Nutella, se proprio devo anche d'estate su una buona fetta di pane.

In effetto ogni qualvolta un azienda di cioccolato è entrata nel mondo dei gelati, non ha mai avuto un grande successo, per esempio qui da noi la Cailler del cioccolato è entrata nel mondo dei gelati con l'azienda  Frisco ma il risultato è stato deludente, l'unico caso che ricordo più interessante è stato il cioccolato belga con il marchio Haagen Dazs, in sintesi quando un gelato al cioccolato è senza marchio è più buono.

Credo che più che altro sia un problema di scelta di qualità degli ingredienti, spesso riservano per il gelato del cacao scadente o anche perchè essere produttori di buon cioccolato ed essere produttori di gelato, non è la stessa cosa.

Quello che mi ha deluso nell'esperienza di Nutella è che si dichiarano di essere tanto italiani dentro, che loro non amano il loro paese lo adorano, ma cosa fanno? Si alleano per il gelato che è un prodotto riconosciuto tipicamente italiano con un azienda americana.

Mi sarei più aspettato che avessero affidato questo ruolo a Grom, sono entrambi piemontesi, entrambi della provincia di Cuneo, uno che racconta di raccogliere nocciole solo in provincia di Cuneo e l'altro di raccogliere fragole solo in provincia di Cuneo, prima o poi metti che non si vedono si prendono a testate, altrimenti che vuoi fare in campagna, chinato, tra le fresche frasche in provincia di Cuneo se non sei un cercatore di funghi e tartufi?

Per la cronaca la notizia è che Ferrero si unito all'azienda Carvel, che ha creato 4 gelati, quello al gusto di Nutella e poi come ingredienti in coppette gelato miste.

Una domanda sorge d'uopo ma la Nutella non era solo 15g per la prima colazione? Ha cambiato idea? Dopo averci fatto sorbire per anni la pubblicità sulla prima colazione e nutella! Ora come giustificano il gelato? Il gelato nella prima colazione per una corretta alimentazione? Se è cosi prepariamoci a sentirne di nuove e di divertenti.

Noi in Europa non lo possiamo provare, se qualcuno va in Usa, ce lo faccia sapere, la sensazione è che non ci siamo persi niente, va beh continueremo a metterla sul pane...

Fonte e foto: Time


venerdì 30 agosto 2013

Nugtella e dintorni

Amanda S. : Gunther perchè non scrivi niente sulla Nugtella?
Paolo P:  Che ne pensi della Nugtella?
Sandra C. Pensa dove siamo arrivati alla nutella con la cannabis, che ne dice?

È stata la notizia dell'estate, una crema spalmabile alle nocciole e cioccolato con all'interno la cannabis, tuttavia non ho provato un grande stupore in California prodotti alimentari con cannabis non sono una novità, dal latte, alle caramelle, al gelato, ai biscotti, mi rendo conto che guardandolo con gli occhi di chi vive in Europa, si possa provare incredulità ma indipendentemente dalle motivazioni di consumo in California prodotti alimentari con cannabis sono una consuetudine, non c'è bisogno d'arrivare in California basta andare anche ad Amsterdam, personalmente non trovo interessante il sapore della cannabis nei cibi, nella latte, nel tè negli alimenti.

La Nugtella, motivazione Terapeutica?
Dal mio punto di vista la motivazione dell'indicazione medica della Nugtella mi lascia piuttosto perplesso, è vero che la cannabis può essere indicata per scopi terapeutici ma non nella forma di crema da spalmare, non so quanta cannabis contenga, quanto principio attivo, ma per avere un effetto terapeutico quanta crema da spalmare bisogna consumare al giorno? Nessuno lo dice!

Facciamo un esempio dell'Hiv e della Sclerosi Multipla, dove la cannabis ha indicazioni riconosciute, l'alimentazione consigliata sia per Hiv per stimolare le difese immanitarie e per la Sclerosi Multipla, in entrambi i casi si tende a consigliare un'alimentazione equilibrata a basso tenore di grassi e zuccheri, pertanto è difficile fare rientrare la Nugtella in questo schema. 

Certo non voglio privare una persona assistita, è molti sanno a cosa mi riferisco quando parlo di sclerosi multipla e Hiv o meglio in quali condizioni viene consigliata la cannabis, della piacevolezza di un cucchiaio di crema da spalmare al cioccolato, ma che questo sia terapeutico è tutto da dimostrare.

La Nugtella, motivazione Commerciale ?
Tolta quindi la motivazione terapeutica per la Nugtella rimane quella commerciale che percorre due strade quella della complicità o quella della rivalità.
Quello che io mi chiedo è come mai la Nutella sì e il burro d' Arachidi no? In America è molto più facile consumare il burro d'arachidi rispetto alla Nutella. Se parliamo di guerra commerciale, l'atteggiamento  di Ferrero può risultare a più concorrenti un atteggiamento irritante e quindi si diventa facilmente scherno d'iniziative che tendono ad autentiche prese in giro, daltronde anche loro con la prima colazione e l'Obesità non hanno fatto di meglio.
Se parliamo invece di pubblicità o di complicità, è possibile oggi non importa se parlate bene o male di me purchè parlate del prodotto, nessuno spot avrebbe garantito gli spazi gratuiti su tutte le testate giornalistiche. È notizia di questi giorni del ritiro dello spot della pubblicità in Germania, uno spot razzista secondo molti, dal momento che la casualità nella comunicazione non esiste o per lo meno è rarissima, essere presenti sui media d'attualità rende più della pubblicità classica, un bel risparmio.

L'aspetto positivo, perchè uno bisogna anche trovarlo uno in questo post, è che non si è mai parlato così tanto della cannabis per impiego terapeutico, speriamo che almeno questo serva ad aprire una discussione per uso di farmaci con cannabis, per quelle patologie che possono trarne beneficio.

mercoledì 10 luglio 2013

A ciascuno il suo nome sul barattolo di Nutella



Da diversi anni la Nutella è parte dell' alimentazione di molte famiglie, per stimolare l'accesso alla pagina di Facebook è l'acquisto dei superformati, il gruppo Ferrero ha lanciato una grande operazione in esclusiva su Facebook, prima in Belgio e Spagna, ora in Francia, non so se arriverà in Svizzera o in Italia, ma è interessante parlarne.

Chiedo scusa ai lettori ma Nutella di Ferrero ha deciso di "censurare" il video e di renderlo privato, scusate ma da quando in quà una pubblicità in un paese non deve essere vista in un altro? Se il video vuole essere privato allora cari amici della crema all'olio di palma, non dovete metterlo su facebook e su you tube canali nati per condividere le informazioni.

Sarebbe come se io rendessi visibili i miei contenuti a chi mi è simpatico si e a chi mi è antipatico no, vi piace you tube e facebook per le strategie di marketing ma condividere le informazioni, no? Al mio paese si dice avere una mano lunga e una corta, imparate almeno ad essere un azienda multinazionale.

Dal 17 giugno al 14 luglio i fan della Nutella ma solo in Francia possono personalizzare la loro etichetta Nutella con il proprio nome (massimo 9 caratteri), tramite un'applicazione dedicata. Ogni giorno 10.000 etichette vengono stampate e inviate ai fan per applicarle ai superbarattoli di cui abbiamo già parlato.

L'operazione è condotta sulla pagina ufficiale di Facebook del brand Nutella attraverso una specifica applicazione che vale solo per la Francia o per i paesi in cui la promozione è valida.

Per fare ciò, è facile:
1) Accedere alla pagina Facebook di Nutella Francia
2) Schiacciare Mi piace e scegliere l'applicazione.
3) Scrivi il tuo nome in etichetta (massimo 9 caratteri).
4) Quindi, lo riceverete entro un periodo di 2-3 settimane dalla data della vostra applicazione.

Fermo restando per quanto mi riguarda che non è la sola crema alle nocciole e cioccolato che c'è in commercio, che questa operazione è chiaramente in netta contraddizione con le comunicazione dei 15g porzionate nella prima colazione, uno compra un chilo di nutella per consumarne 15g a colazione?


La personalizzazione di un prodotto industriale o la rinconquista della fiducia?
La personalizzazione non è una nuova idea, già visto in Coca cola dove l'azienda ha stampato le bottiglie con i nomi più comuni e anche nel gelato Magnum, mi hanno riferito che a Milano in Piazza San Fedele per prendere il Magnum personalizzato c'è anche la coda fuori dal negozio.

Si tratta di una strategia per riconquistare la fiducia dei propri fan, Coca cola un ingrediente è stato messo in relazione lo sviluppo del tumore, i gelati Magnum non sono il massimo per la dieta e alcuni degli ingredienti sono secondo alcuni discutibili, Nutella ha molti problemi in riguardo all'uso di olio di palma e la comunicazioni sulla salute sono sempre poco credibili agli occhi di molti consumatori.
Facebook offre l'opportunità di parlare a più persone un canale che Ferrero ha deciso di utilizzare, dal costo quasi a zero, l'azienda sta sviluppando così una nuova strategia digitale per mettere sempre più in relazione il marchio con i "fans".


La partecipazione degli utenti è il cuore dell' efficacia delle strategie di marketing sul social network, questi spazi possono ora permettere loro di reinventare il rapporto con il consumatore, le decisione dei consumatori diventano sempre più emotive nelle scelte di consumo.

Strategia per darci qualcosa o per toglierci qualcosa?
La strategia avrà successo chi non vuole avere il suo nome su un prodotto? Tuttavia questo bisogno di mettere il proprio nome dappertutto potrebbe indicare la paura di perdere il consumatore da parte dell'azienda e di legarlo a se attraverso una relazione, nel consumatore il pericolo della perdita d'identità.

Quando ero bambino nella mia stanza c'era anche mio fratello più piccolo di un anno e mezzo, fino ai sei sette anni abbiamo convissuto senza problemi, poi abbiamo iniziato a dividere le pareti con precisione geometrica che neanche Eisten avrebbe fatto e a mettere nome e cognome su tutte le nostre cose dalla cartella ai vestiti  e perfino le mutande mi ricordo (come eravamo scemi), avevamo paura di perdere la nostra identità.
Era un momento di crescita in cui avevamo il bisogno di sviluppare una nostra personalità e mettere il nome su qualcosa di rendeva visibile la nostra identità, non volevamo perderci in un anonimato.



Aggiornamento 29 Settembre 2013
L'iniziativa è partita anche in italia questo autunno più informazioni le trovi su Nutella sei tu oppure sulla pagina Facebook Nutella (meglio tardi che mai!), lo spot francese era molto più divertente questo sembra una pubblicità della pasta Barilla, infatti bambino, figlio, prende moglie, figli, lavoro che diventa un capo, uno stanrdard di vita se ti chiami Ferrero o Barilla, ma il mondo è molto pià vario, peccato che qeusta pubblicità nuova non abbia colto l'ultimo confronto che ha avuto Barilla con i media.


martedì 4 giugno 2013

Blogger del Nutella Day e Ferrero, quando la comunicazione scivola su una crema spalmabile

Più persone mi hanno scritto e chiesto d' esprimere un parere in merito alla vicenda della Blogger che aveva ideato il Nutella Day e della Ferrero che prima con una note legale chiede di rimuovere dal blog il lavoro che aveva fatto sul Nutella day, poi dopo le critiche dei media, fa marcia indietro sostenendo che era una procedura standard a tutela del marchio ed erano orgogliosi di una fan così (ci dobbiamo credere?)

Non conosco la vicenda nei dettagli, la blogger non è una mia lettrice, conosco la vicenda per come l'hanno raccontata i giornali, il sito sembra più un sito internet di una professionista che un blog, ma comunque non si chiama l'uffico legale per una procedura standard ma fa lo stesso la frittata oramai è fatta, il problema riguarda il rapporto che le aziende hanno con i blogger e con internet.

Va anche detto che nonostante io comprendo la passione per il prodotto l'uso del nome avrebbe dovuto chiedere un autorizzazione per uso del marchio, visto che il nome del sito è nutelladay, è come se io apro un sito e lo chiamo Tortellini al prosciutto Giovanni Rana day, va anche detto che uno fa il Nutella day e Ferrero se ne accorgere ora dopo anni? Mentre la blogger lavorava on line per il marchio mossa dalla "sola" passione per la Nutella, la comunicazione di Ferrero cosa faceva?

Ricordate le via delle comunicazione sono strane e nulla nasce mai per caso.

Ferrero il Top Spender della pubblicità solo sulla Tv? 
Devo dire che sono diversi anni che non comprendo la comunicazione di Ferrero che con un prodotto amatissimo sembra che cerchi di fare di tutto per fare una brutta impressione, un caso che definirei più unico che raro nel settore della comunicazione permettersi certe "originalità" sono un lusso che molte aziende non possono permettersi, con molto meno ci si gioca la reputazione e si perdono milioni di euro.

Ferrero è un azienda che spende molto, è considerato un top spender del settore della comunicazione, con il proprio budget della comunicazione di molti milioni di euro all'anno forse anche di più, si impegna ad acquistare tutti i spazi pubblicitari possibili pagando pagine sulle riviste anche 25.000 euro, spot in televisione da 80.000 euro che oggi fatti e domani dimenticati.

Quello che più preoccupa è l'assoluto volontà di non dialogare con i propri consumatori li baypassa consentitemi il termine martellandoli di publicità devo dire non sempre di buon gusto. La comunicazione necessita di due referenti ma non può essere un dialogo se uno parla e l'altro solo ascolta.

Aziende, internet e blogger
Il problema riguarda la considerazione che le aziende hanno nei confronti dei blogger, ci sono ancora aziende che oggi fanno finta che Internet non ci sia che sia un gioco un divertimento per bambini, ricordo un vecchio film anni 60 dove una famiglia nobile decaduta diceva "io faccio finta che Napoleone non sia mai esistito così mi sento meglio". 

Internet è il primo media a cui si rivolgono i consumatori ma è sovente l'ultimo del budget della pubblicità e della comunicazione, gli investimenti on line delle aziende in particolare modo in Italia è uno dei più bassi di tutti gli altri paesi europei, un dato che rileva di come le aziende e le agenzie di comunicazione sono nel settore on line piuttosto indietro non tanto rispetto ai paesi europei che sarebbe il meno ma alla comunicazione dei loro consumatori.

La responsabilità è anche del settore internet dove agenzie on line compiacenti spammano il web di falsi blog, siti internet delle aziende copia e incolla con falsi moderatori e contenuti privi di qualsiasi valore tanto che perfino i libri delle scuole elementari in confronto sembrano dei nobel della letteratura.
Facendo credere alle aziende delle cose false in riguardo alla promozione on line, quindi aziende anche truffate da agenzie internet che falsificano il numero di utenti e di pagine viste, facendoli credere di relazionarsi con blog amatissimi creati dalle stesse agenzie ma che non conosce nessuno.
Per non parlare di quelle che pensano a inviarti un salame per parlare bene di loro in eterno, avete capito sicuramente la fine che farei fare io a loro e al loro salame...

Sintesi: quello che salta all'occhio e che non percepisco da utente una strategia di comunicazione on line di Ferrero, ma in generale della maggior parte delle grandi aziende, hanno siti internet istituzionali o dei prodotti, sono dei siti vetrina autorefenziali fatti per essere letti da chi se li è scritti, visto invece il successo della blogger con la capacità di sapere coinvolgere meglio gli utenti. 
Nei social media avere tanti mi piace non è difficile se hai un prodotto amatissimo come Nutella ma non basta bisogna sviluppare una relazione con i consumatori un dialogo costante, continuo e sincero, ma se non ti interessa comunicare con i tuoi consumatori oppure non sai cosa dire piuttosto che dire stupidagini è meglio tacere.

Un invito anche ad acquistare meno pagine di pubblicità e spot televisivi ma a investire on line, piuttosto date i soldi di una pagina di pubblicità a un blogger (VERO) e vedrete che risultati (sono un po' di parte, lo so ).

Piccola precisazione tra blogger e pubblicità
Io non sono contrario alla pubblicità, mi auguro che più aziende investano on line, ma intendevo dire come per esempio ho visto in Germania che un azienda ha deciso di sponsorizzare 4 blogger, queste vengono pagate per continuare a fare i loro blog hanno la solo pubblicità dell'azienda, la trovo un ottima idea.
Per quanto riguarda gli altri blog è sufficiente dichiarare che il post è un pubbliredazionale in modo che si comprenda che è pubblicità si comprende lo stesso ma scriverlo sarebbe più trasparente.
Mi piacerebbe anche un maggiore coerenza tra sponsor e blogger, se per esempio ti dichiari vegetariana, vegana la pubblicità di un prodotto con la carne non è molto credibile, trovare un equilibrio tra quanto si dice  e si afferma e la pubblicità


venerdì 10 maggio 2013

La Nutella è diventata grande....

Uno dei metodi che il consumatore ha di giudicare un azienda o un prodotto è la coerenza della comunicazione. Il messaggio deve essere chiaro, continuo, fluido, l'utente giudica negativo qualcosa di contradditorio, se per esempio si dice caldo e freddo, queste due parole sono il contrario  e la percezione  all'orecchio del consumatore arriva distolta. 

Nel breve momento del messaggio pubblicitario non si segue tutto il filo quello che conta è il contesto di coerenza del messaggio e tra l'esperienza passata e presente dell'utente.

Questo concetto è messo a dura prova dalla nuova comunicazione di Nutella di Ferrero, dove troneggiano in grande visione i nuovi formati dei barattoloni di Nutella.

Perchè vi siete fermati a 1kg, io avrei proseguito con la damigiana, la botte e anche il tir, cosi uno lo viene direttamete a ritirare al casello dell'Autostrada, chi non ricorda il bicchierone gigante "terapeutico" di Nutella del film di Nanni Moretti?


Cara amici del club della comunicazione della Ferrero, senza utilizzare facili sottintesi, ci state prendendo in giro?

Ci avete per ben due anni martellato con gli spot della Tata Lucia, della colazione perfetta ( che piaceva solo a voi), lo spot della porzione dei 15g sulla fetta di pane, perché voi non favorite l'obesità e chi lo mette in dubbio?
C'è una casalinga americana che gli è venuto l'esaurimento a furia di contare i grammi , avete rifatto la mini nutella da 30g quella per il consumo occasionale e adesso il barattolone da 1 kg! Vi sembra un messaggio coerente?

Ma secondo voi in quanti dobbiamo essere nella mia famiglia per consumare per colazione 1 kg di nutella?.
I nuclei familiari sono sempre piccoli, da una parte sostenete piccole porzioni dall'altro venite fuori con i formati da 1 kg? Voi dite fare la scorta, perché capisco che anche quel movimento fisico di fare avanti e indietro dal supermercato è bene evitarlo. 

Se fossimo negli anni '50 sarebbe "addescamento nutelloso" , (un po' d'ironia, concedetemelo per strappare qualche sorriso) cercate di capire io ho 4 figli adolescenti se metto in tavola 1 kg di nutella, come posso insegnarli il significato di porzione? Potrebbe sembrare un invito implicito a consumarne di più,  a che serve scrivirci la porzione sopra?

Amici di Nutella un po' più di coerenza, forse non è questo il vostro punto di forza ma si può migliorare,  uno sforzo si può anche fare ogni tanto, per esempio dal momento che avete tanti stabilimenti all'estero per la produzione di Nutella, non potreste aprirne qualcuno in più anche in Italia? Visto il numero di disoccupati.  La Nutella prodotto italiano d'eccellenza non potreste farla un po' più in Italia e un po' meno all'estero? Come si fa a dire che un prodotto è italiano nel mondo se si produce in Russia o in Usa o in Francia.

Potreste non vederci solo come mangiatori di Nutella da extraformati?

lunedì 30 aprile 2012

Nutella dal dolce gusto al gusto amaro. Condanna Usa per pubblicità ingannevole

Di ieri la notizia che Ferrero per Nutella è stata condannata con una class action per pubblicità ingannevole, desideravo fare delle impressioni a caldo. Di questa vicenda americana ne avevamo già parlato lo scorso anno in modo ironico, dando ragione alla casalinga americana.

Europei più imbecilli?
La notizia arriva da un paese che ha portato Coca Cola, Hamburger e patatine fritte in tutto il mondo, la vicenda fa un po' ridere, noi che prendiamo lezioni da loro, però finalmente qualcuno che toglie un velo di ipocrisia alla comunicazione salutare della Nutella.
Questa notizia mi piace non per la condanna della Nutella, ma perchè mette più di dubbio sul messaggio tra prima colazione, salute tanto promosso dal gruppo Ferrero, che ora è divenuta arte di fare prima colazione, per me anche arte di qualcosa d'altro .
L'importante è che passi il messaggio nutella e prima colazione, che la metta a riparo il gruppo da qualsiasi critica, anche se sa molto bene che la maggior parte del suo uso e fuori dalla colazione.

Qualcuno però dovrà fornire delle indicazioni perché in Usa è ingannevole e in Europa non lo è. Certo è che le pubblicità ingannevoli in Europa costano qualche migliaio di euro mentre negli Usa 3 milioni di dollari. Una differenza che conta, da noi puoi dire le cose più tremende, tanto te la cavi con una piccola ammenda.

Le responsabilità non è solo di Ferrero, anche se l'azienda dice che questa vicenda riguarda solo gli Usa, c'è la volontà di fare fretta per non fare troppo emergere qualche verità imbarazzante, viene logico chiedersi ma perchè noi europei no? Siamo più imbecilli?

Aiipa, Efsa, Unione Europea, ci possiamo fidare?
Questa vicenda non può non segnare dei dubbi sull'operato degli istituti di sicurezza alimentare adottati dall'Unione Europea come sull' operato degli istituti di autodisciplina della pubblicità, vicini forse un po' troppo alle aziende e non ai consumatori!

Alla base di tutta questa vicenda c'è un documento "voluto" dall'Aiipa, sulla prima colazione che aveva incluso la crema alla nocciola tra gli ingredienti di una prima colazione salutare, un documentato redatto da alcune società scientifiche ufficialmente, ma che alla luce di questa condanna non può non destare delle perplessità, ritengo che questo documento e tutte le ricerche che si basano su queste conclusioni meriterebbero un'indagine un maggiore approfondimento.

Sintesi: intendiamoci la Nutella è un prodotto legato alla piacevolezza del gusto, una fetta di pane e nutella ogni tanto ma non hanno mai fatto male a nessuno, qui non è un processo alla nutella come prodotto ma come comunicazione, questa vicenda inoltre mette alla luce del sole un sistema tra aziende, studi sui prodotti, società scientifiche, istituzioni che lascia l'amaro in bocca solo ai consumatori europei.


Questa sera non perdetevi su Rai 3, Report la Gabanelli ore 9,35 un servizio sull'aspartame e sui rapporti tra Efsa, NFI, aziende ed esperti medici scientifici.

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