lunedì 27 aprile 2015
Un ristorante a casa, un trend sotto il segno dell'autenticità?
lunedì 30 dicembre 2013
Un caffè 7 euro, un caffè per favore 4,25 euro, buongiorno un caffe per favore 1,40 euro
lunedì 25 giugno 2012
Spiagge senza tabacco, spiagge senza fumo
lunedì 18 giugno 2012
Banana o energy drink? La migliore bevanda per reidratarsi durante un attività fisica? Gunther's Energy Sport Drink
venerdì 11 marzo 2011
Tsukiji il mercato del pesce di Tokyo
Cosi convinto da Sig. Nakamura, il mio rappresentante in Giappone, andiamo a vedere il mercato del Pesce, purtroppo anzi meno male che all'asta che inizia alle 4 del mattino non possiamo assistere è vietato l'ingresso ai non addetti ai lavori, il mercato apre alle 9,00, al mercato ci si arriva in metropolitana alla fermata Tsukiji-Shijo, a breve distanza prima di arrivare al mercato c'è il giardino di Giardino di Hamarikyu.

Quello che vedete sguazzare nell'acqua è il famoso pesce palla, velenoso che sono una tecnica particolare che conoscono in pochi è in grado di togliere il veleno, un solo residuo sarebbe fatale a chiunque lo provi!

La pulizia nonostante abbia assistito alla preparazione del pesce al taglio, non c'è odore, puliscono sempre tutto in modo quasi ossessivo è questo è un ottima indicazione.
Il mio sushi e la mia zuppa di pesce di cui non ricordo il nome, se non vi piace il sushi o il sashimi, non mangiatelo fuori dal Giappone, ma se siete a Tokyo potrebbe anche rischiare di piacervi, è il migliore che abbia mai provato.
Aggiornamento 11 Marzo 2011,
martedì 8 marzo 2011
8 Marzo auguri da Tokio, questi fiori a tutte le mie lettrici (cartoline da Tokyo)
Non so se in Giappone sia la mimosa il fiore per questa festa, dovunque vedo sono le margherite ad essere protagoniste di questa giornata, auguri per questo giorno ma fate di questo giorno tutti i giorni dell'anno.


Potra sembrare strano ma gli abitanti di Tokyo sono estremamente gourmand, hanno un palato molto aperto a gusti e sapori, a Tokyo troviamo tutti i marchi del mondo dalle catene di ristoranti americani ai chef francesi ai prodotti italiani, grazie ai semilavorati arrivano tante firme europee, prodotti che vengono solo scaldati e ultimati in loco, potrà sembrare strano ma alcune volte mangiare a Tokyo può essere come mangiare a Parigi, come mangiare a Londra, come mangiare a Milano c'è anche Peck.



Nonostante questo paese sembra avere dimenticato la sua storia, questa ritorna quando meno le lo aspetti, la cultura originaria sopravvive in pochi spazi come pagoda in Asakusa Sensoji, la prima foto o il particolare Njiojo di Kyoto la seconda foto, oppure non è raro vedere giovani e non giovani in abiti tradizionali durante il giorno.

Non ho mai visto dei sushi cosi belli e ricchi, la foto non rende merito alle tonalità di colore e alla ricercatezza della composizione


Quello che ti colpisce in giappone del cibo, dei prodotti alimentari è la raffinatezza delle presentazione e delle confezioni. La preparazione delle confezioni in giappone è una vera e propria arte, nella cultura giappone l'estetica è valutata allo stesso modo del sapore, questa sembra essere la discrezionalità della scelta tra un prodotto e l'altro . Non devono stupire i rotoli di pan di spagna multicolore e le ciambelle di ogni tonalità. Quindi aziende europee smaniose di giappone, ricordatevi in Giappone le confezioni devono essere belle molto belle e ricercate, tante che tutti i principali marchi europei hanno rifatto le confezioni dei loro prodotti per il mercato giapponese.

Questo è il famoso pand'oro Sanremo, viene venduto a fette, di fianco anche il panett'one Sanremo, uno dei prodotti italiani di maggiore successo!
queste magari sono meglio delle margherite, le ho viste stasera e le ho aggiunte alle fotoProssimo post il mercato del pesce più grande del mondo
domenica 24 febbraio 2008
BIT tutto tranne che il Turismo
Mi rendo subito conto che quella che era una fiera di operatori, si è trasformata in uno show d'intrattenimento ci sono tutti gli ingredienti: il prof. Carlo Canella che presenta "linee guida per una sana alimentazione italiana (non ha altri luoghi per fare questo?), sfilate di moda ogni regione ne presenta una (ma le sfilate si sono chiuse settimana scorsa!), una linea di giacche della valle d'Aosta, la certificazione sensoriale del caffè espresso italiano (i turisti bevono caffè, se è per questo vanno anche in autobus, non è che ritrovo qualcuno che vuole vendermi bus?), i sapori dei parchi, venditori di tutto e di più, un progetto per squadre di calcio, non da ultimi gli itinerari delle fonti miracolose!
La domanda mi sorge spontanea mentre vado via, senza depliant e dopo avere acquistato una bottiglia di grappa, ma tutto questo con il turismo cosa c'entra? E sopratutto che senso ha fare degli eventi cosi per il settore del turismo? Non mi stupisce che L'Italia da primo paese per numero di turisti sia scesa all'ottavo, credo che si sia persa la bussola che delusione!
Probabile che esprima la confusione che regna nel settore, ma sono più propenso a pensare che il settore del turismo non sa comunicare.
domenica 29 aprile 2007
Vino Porto, conoscere un vino risalendo un fiume
La coltivazione dell'uva, venne iniziata dagli inglesi alla metà del 1700 secolo. Grazie allo sfruttamento di una geologia particolare che unito ad un microclima che come dicono i portoghesi: "nove mesi di inverno e tre d'inferno" ha generato un paesaggio costituito da migliaia di metri di terrazzamenti di vigneti.
Il segreto della sua coltivazione stà nella temperatura che durante il giorno supera i 38° mentre la notte scende sotto i dieci gradi, ma il terreno restituisce il calore immagazzinato, è grazie a questa la combinazione tra clima e suolo che dona una dolcezza ineguagliabile delle uve e di conseguenza una particolarità nel vino.
È nelle quintas che vengono custoditi i segreti della produzione del Porto. Sonno fattorie annesse alle case padronali, case storiche, costruite dai nobili inglesi che si stabilirono qui a cavallo tra il 1700 e il 1800 per avviare la produzione vitivinicola e che ora appartengono alle grandi famiglie di produttori di vino.
La possibilità di vendere vino all'interno delle aziende è stato riconosciuta solo nel 1988. Questa opportunità ha dato nuova linfa vitale, ha contribuito ad aumentare l'attrattiva della zona. Ci sono almeno un centinaio di quintas lungo il percorso.
Si raggiunge in aereo Oporto da milano e si dirige verso Regua dopo 150 km con l'autostrada A4. Qui si noleggiano diverse tipologie di house boat, è possibile noleggiare anche uno skipper per chi non abbia molta dimestichezza con le barche, in ogni caso non c'è bisogno della patente di navigazione.
Il ritmo della navigazione è ideale per ammirare il paesaggio delle colline, i vigneti disposti a terrazza arrivano quasi a livello dell'acqua, donano al paesaggio agricolo un aspetto insolito. Il periodo migliore per una visita va da Marzo ad Ottobre, anche se molto affascinate è la vendemmia, tra la fine del mese di settembre e l'inizio del mese di ottobre, quando gli uomini fanno la raccolta a mano e trasportano le gerle piene d'uva sul dorso poiché il sistema a terrazze non consente una meccanizzazione del sistema di raccolta.
Dopo poche ora di navigazione possiamo raggiungere :
a Quinta do Porto, presso la tenuta dei Ferretira, da otto generazioni proprietari , ci illustrano i metodi e le tecniche che nel corso degli anni hanno caratterizzato il Porto, fino alle ultime novità riservate ad alcuni segmenti della produzione come l' imbottigliamento ritardato.
Siamo guidati verso l'analisi olfattiva e degustativa dei vari Porto tradizionali di una sola annata e una serie di porti invecchiati da oltre sei anni in botti di quercia.
Quinta de Bofim, contornata da splendidi "azuleios" che rappresentano la raccolta dell'uva. I proprietari sono di origine inglese, la tenuta è una delle più grandi del Portogallo. L'azienda offre degustazioni guidate con piccola merenda .Quinta do Portal
Caleiros do Douro 323 Sabrosa (http://www.quintadoportal.com/).
Produce diverse tipi di Porto e dal 1994 anche del vino DOC Duero. Visite e degustazioni su appuntamento.
Quinta de la Rosa
Pinhao . http://www.quintadelarosa.com/
Visitabile dal lunedì al sabato, gradita la prenotazione. Offre sei camere e due case in affitto per l'estate, da sei posti. La villeggiatura è ideale per chi desidera conoscere tutti gli aspetti che caratterizzano la vita e il lavoro all'interno di una quinta.
Quinta do Noval
http://www.quintadonoval.com/
Vale de Mendiz. Azienda specializzata nella produzione di Porto Vintage, organizza visite sia presso l'azienda agricola che presso il luogo di invecchiamento a Vila Nova de Gaia.
Quinta dos Malvedos.
São Mamede de Riba Tua Alijó
È consuetudine dei proprietari offrire lezioni di degustazione di vino Porto insieme con formaggi in particolare Stilton e diverse produzioni di formaggi locali sia freschi che stagionati. Dalla Quinta do Malvedos un sentiero in un ora di cammino porta sull'altro versante della collina lungo il fiume Tua, dove gli alberi di arancio arrivano fino a riva.
Quinta do Castelinho.
Valeira, 5130 S. Joao da Pasqueira. Produce una vasta gamma di Porto e di vini Doc Douro. Bene organizzata per le visite e le degustazione, possiede al proprio interno un ristorante sul fiume. È gradita la prenotazione per le degustazioni.
Quinta Abelleiras. Da qui si può raggiungere la cittadina di Pontecorvo, con resti di epoca medioevale. La cittadina è rinomata in tutto il Portogallo per la qualità delle sue ceramiche.
Una visita da non perdere è il Mateus Palace a Vila Real, la più bella casa di campagna di tutto il Portogallo tra le due chiuse di Pinhao e Pocinho.
Raggiunto il confine spagnolo, il ritorno è possibile in treno per Regua e poi Oporto. Una sosta oblbligo a Vila Nova de Gaia dove vi sono una sessantina di cantine da invecchiamento e magazzini di deposito delle maggiori case produttrici di vino Porto.
Una volta le botti di Porto arrivavano via fiume sui cosiddetti ribelos battelli dalla foggia antica. Qui ha sede anche la famosa azienda produttrice Sandeman, fondata nel 1790 dalla figura celeberrima dell'uomo nero, il misterioso personaggio che indossa l'uniforme dei studenti dell'Università di Coimbra.
http://www.cavesvinhodoporto.com/
http://www.ivp.pt/
http://www.rvp.pt/
Rota do Vinho do Porto - Associação de Aderentes situada na Largo da Estação - Apartado 113, 5050 - 237 Pêso da Régua - Portugal.
Tel. o 254 - 324 774 e o fax o 254 - 321 746. reservas@rvp.pt o geral@rvp.pt.













