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mercoledì 16 maggio 2018

Si può essere naturalmente magri?

Fabiola R, Vicenza: Si può essere naturalmente magri, senza alcuno sforzo?

Circa trenta anni fa in tutta la comunità scientifica c'era la convinzione che chi era magro era così perché mangiava poco e chi era obeso, era in questa condizione perché mangiava troppo. 

Si consideravano gli individui tutti uguali, alle persone obese veniva data a tutte la stessa dieta ipocalorica.

Nonostante lo spirito d'osservazione faceva notare che la dieta ipocalorica non funzionava allo stesso modo per tutti.

Ricordo di professori di Medicina molto ostinati che alla domanda perché la dieta non funziona uguale per tutti? Rispondevano perché non tutti la seguono!

Questo ha portano molte persone a considerare l'obesità non una patologia ma un problema di mancanza di carattere e di conseguenza le persone obese delle persone deboli e incapaci d'autocontrollo.

Con il tempo questa convinzione fortunatamente è cambiata, nuove conoscenze hanno portato a diete personalizzate a seconda dello stile di vita e delle esigenze fisiologiche della persone assistite.

Oggi la persone che hanno problemi di peso vengono seguite da veri e propri team con più figure affiancate dal Medico Specialista in Scienze dell'Alimentazione al dietologo allo psicoterapeuta.

A dare un ampio contributo allo studio dell'obesità e dei problemi di peso è stato lo studio della genetica, che ha individuato alcuni geni che possono influenzare i meccanismo del peso sia nel caso della magrezza che dell'obesità, anche se questo elemento da solo non spiega sia l'eccesso di peso che la mancanza.

Tuttavia indipendentemente dalla genetica, le persone che tendono più facilmente a essere magre, sono meno golose, riescono a seguire abitudini alimentari corrette, hanno un alimentazione più equilibrata nei nutrienti e praticano con una certa regolarità un'attività fisica.

Ricordiamo che il nostro corpo è programmato per acquisire peso, si tratta di un istinto di sopravvivenza tipico della natura umana.


Quando è diversa la costituzione fisica

In uno studio fatto presso il centro Ospedaliero dell'Università di Tolosa, con una dieta di 700 calorie supplementari in più al giorno, i due gruppi uno di costituzione fisica media, l'altro di persone di costituzione fisica magra, il primo gruppo ha avuto in 15 giorni un aumento di peso di 1,3 kg l'altro 700 g. Tempi diversi anche per perdere peso il primo gruppo ha impiegato 3 mesi (12 settimane) per perdere 1,3 kg il secondo solo una settimana per 700g.

Altri studi ci indicano che in media tra i 20 anni e i 50 anni si aumento di almeno 10 kg, è fisiologico, invece ci sono persone che riescono ad aumentare di soli 3 o 4 kg .

Queste per farvi capire che non siamo tutti uguali di fronte all'aumento e alla diminuzione di peso e che c'è un gruppo di persone costituzionalmente magre, oppure ci sono gruppi di persone che fanno di tutto per esserlo anche a costo della loro salute.

La pressione sociale sulla magrezza

La settimana scorsa ero ad una cena di beneficenza, di quelle per 500 euro per un posto a sedere, lo si fa per una nobile causa (i bambini dell'Africa), mentre pensavo a come avrei risposto a questa domanda, ho notato che non c'era nemmeno un commensale obeso, erano tutte e tutti magri, ho notato che le signore ma anche i signori rimandavano indietro i piatti senza toccarli, non perché realizzati male ma perché mangiavano molto poco.

In certi contesti c'è una forte propensione alla magrezza, una specie di status simbol, come possedere una casa a Portofino o fare le vacanze nell'esclusiva Mustique, nulla poi importa se l'aspetto magro  è raggiunto con una dieta ferrea mettendo in pericolo la salute o grazie all'intervento di un chirurgo.


Cos è la magrezza costituzionale?

Secondo OMS si parla di magrezza quando IMC (indice di massa corporea) è inferiore a 18,5, quando questo non è dovuto a una patologia come il cancro, il tumore, iperteroidismo, il diabete mellito di tipo 1, morbo di Addison, la depressione, uno choc affettivo o per un problema di DCA come l'anoressia, si parla di Magrezza Costituzionale.

La magrezza costituzionale è frequentemente ereditaria, la curva di crescita di un bambino costituzionalmente magro è al di sotto della curva di crescita di un bambino normale.

Diversi studi indicano che oltre ad una magrezza costituzionale, potrebbe svolgere un ruolo chiave il microbiota, o meglio il nostro intestino, cioè quei milioni di batteri che compongono la nostra flora intestinale che secondo molto ricercatori è quella parte del corpo che è responsabile della resistenza o della debolezza nell'acquistare o perdere peso.

Essere magri non è sempre sinonimo di salute e di felicità

Mi rendo conto che molti guardano alla magrezza costituzionale come una specie di miraggio, il mito di mangiare senza ingrassare non è proprio cosi. 

In tutte le persone che sono costituzionalmente magre tutte le altre masse sono inferiori, come la massa muscolare e anche la massa ossea, si possono trovare persone costituzionalmente magre che soffrono di patologie osseo articolari come per esempio l'osteoporosi già in età molto giovane .

Tanti i risvolti sia medici che sociali dovuti alla magrezza costituzionale, non è raro la richiesta di molti uomini d'aumentare la massa muscolare, anche molte donne si creano problemi psicologici per la mancanza di curve di quelli che sono i segni più evidenti della femminilità, non è raro che certe mancanze estetiche dovute alla magrezza costituzionale possono portare a problemi di disagio psicologico e sociale.


Sintesi

Ci sono persone che sono di magra costituzione, che potremmo altrimenti dire che sono naturalmente magri, tuttavia non sempre questa si rileva essere una condizione fortunata, priva d'ansia e di problemi.

Personalmente credo che ogni persona a prescindere dal suo patrimonio genetico, deve trovare il proprio equilibrio con l'alimentazione e il peso, per alcuni potrà essere un traguardo facile da raggiungere per altri meno per alcuni molto meno, un traguardo di grande fatica e di grande sforzo fisico e mentale.

Conosco sempre di più persone in particolare dopo i 40 anni che hanno imparato ad accettare senza complessi il proprio patrimonio genetico e la propria costituzione fisica per vivere in armonia con il proprio corpo restando in buona salute con un peso ragionevole.


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mercoledì 13 settembre 2017

Artrosi al ginocchio, perchè i casi d'artrosi al ginocchio sono in aumento?

Luigia G. Milano: Non so se le mia osservazione sia giusta, ho l'impressione che molte delle persone che conosco abbiano problemi d'artrosi al ginocchio e che negli ultimi anni i casi siano in aumento, ci sono dei motivi che Lei sappia ?

Si tratta di una patologia molto comune, colpisce il circa 10% della popolazione adulta e più del 50% delle persone che hanno superato i 60 anni, più le donne degli uomini.

In parole molto semplici l'artrosi è una malattia degenerativa che interessa le articolazioni, ad essere colpite, le zone più a rischio d'usura sono le vertebre lombari e il ginocchio (Gonartrosi).

Nel caso del ginocchio si presenta come alterazione della cartilagine per assottigliamento o fissurazione. Può avere un origine genetica o post traumatica ma questi due fattori non spiegano da soli come mai rimane una patologia molto comune.

I dati statistici parlano di un aumento dei casi, ma bisogna tenere conto che sono in aumento anche i dati demografici, quest'aumento potrebbe essere giustificabile con l'aumento dell'aspettativa di vita. Oggi più spesso si parla d'usura delle articolazioni.


Recentemente è stato fatto uno studio sullo scheletro d'uomini e donne dal 50 aC fino al 2015, il risultato è in qualche modo evidente che fino al secolo XVIII° il numero delle possibilità di soffrire di artrosi al ginocchio erano circoscritte, invece dal XIX° secolo inizia ad aumentare i segni di gonartrosi al ginocchio, tanto che si può dire che dal XIX° secolo alla seconda metà del XX° secolo l'incidenza della gonartrosi aumenta di 2,5 volte in più.

Come spiegare questo dato? Come mai si hanno le articolazioni più fragili? Non è semplice perché in teoria oggi facciamo una vita comoda ed agiata, per spostarsi ci sono le automobili, una volta solo i più fortunati avevano i cavalli, ci si spostava solo a piedi, quindi soggetti ad una maggiore usura delle articolazioni e della cartilagine.

Abbiamo anche un' alimentazione più ricca e completa che dovrebbe favorire una maggiore tenuta del tessuto cartilagineo.

Eppure i segni d'usura sono più marcati oggi rispetto a ieri, secondo alcuni ricercatori è dovuto all'Obesità dal momento che e in aumento il numero delle persone in sovrappeso e obeso (è stato dimostrato che c'è una relazione tra BMI cioè l'indice di massa corporea e artrosi al ginocchio).

Secondo altri è dovuto ai maggiori urti del camminare su superfici dure oppure delle forma delle scarpe.

Ci sono poi fattori secondari ma che possono incidere nella formazione dell'artrosi al ginocchio come una postura non corretta ( ginocchio varo, ginocchio valgo, una precedente diagnosi d'ernia del disco lombare), le patologie come l'artrite reumatoide e il diabete.


Un fattore che deve essere tenuto conto è la pratica dell'attività fisica,  in teoria  è possibile essere soggetti a maggiore usura, invece la cartilagine e i muscoli intorno alle articolazioni di coloro che praticano attivià fisica sono più resistenti.

Le ragioni che ho indicato non spiegano in modo esauriente il fenomeno dell'aumento del numero dei casi d'artrosi al ginocchio, oltre ai fattori genetici e post trauma, più ricerche sembrano individuare nell'inattività fisica, nella dieta ricca di grassi saturi, nel sovrappeso e nell'obesità dei fattori che possono influenzare l'artrosi del ginocchio.

Ricordo che la maggior parte delle terapie sono volte a limitare il dolore della gonartrosi con anti infiammatori o ghiaccio, agopuntura, in alcuni casi sono anche consigliate ultrasuoni, laser, marconiterapia, come anche trattamenti termali. In alcune persone assistite trovano giovamento le iniezioni d'acido ianuronico direttamente al ginocchio praticate da un medico ortopedico. Quando queste terapie non hanno successo si valuta la possibilità ricorre a artoprotesi.

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mercoledì 21 giugno 2017

La dipendenza dal cioccolato, è un problema di predisposizione genetica?

La maggior parte delle persone crede che l'atto del mangiare sia un comportamento cosciente e volontario e che chiunque con lo sforzo della volontà o meglio il controllo cognitivo possa gestire la propria alimentazione e il proprio peso.

Questo è vero solo in parte, si tratta di un sistema più complesso che coinvolge meccanismi neurobiologici, psicologici e culturali. Ci sono alcune alterazioni dell'umore come la noia, lo stress e la depressione che possono innescare l'assunzione d'alimenti solo per il piacere del gusto.

In alcuni casi si arriva a parlare di dipendenza tanto che ci spinge a mangiare anche quando c'è la mancanza dello stimolo della fame.

Infatti, a essere consumati nei nostri momenti di noia, stress e depressione sono snacks e non frutta o verdura, snacks come le patatine fritte, taralli, pizza, crakers o alimenti dolci come gelati, cioccolati, bignè, torte, biscotti.


Ci sono alcuni alimenti che sono particolarmente gradevoli al palato ricchi di un mix di sale, grassi e zuccheri, che possono creare una dipendenza, attivano sistemi di ricompensa del cervello che mettono in crisi il nostro controllo cognitivo.

I nuovi prodotti alimentari si muovono su questo mix, qualcuno ricorderà che abbiamo parlato d'alimenti multisensoriali, come i pop corn caramellati, il gelato salato.

Inoltre ci sono anche molti ingredienti che vengono inseriti nei prodotti alimentari con lo scopo d'esaltare il gusto, di stimolare quelle zone del cervello legate al piacere, al fine di creare una maggiore preferenza.


A dire il vero abbiamo da sempre dei tradizionali alimenti che mandano in crisi il nostro controllo cognitivo sull'alimentazione, sono gli alimenti ricchi di zucchero e il cioccolato.

Se nelle persone normo peso, è presente una dipendenza da alimenti nelle percentuali del 5-10% nelle persone obese questa percentuale sale del 40%.

Alcuni anni fa il neuro scienziato Serge Ahmed dimostrò in uno studio sperimentale tra bevanda allo zucchero e cocaina, le cavie erano diventate più dipendenti dallo zucchero che dalla cocaina.

Il cioccolato è riconosciuto che genera o meglio stimola nel nostro cervello il circuito della ricompensa e del piacere.


Mi trovavo casualmente all 11° Congresso International d'Addictologie de l’Albatros, a Parigi dove il Prof. Maldonado di Barcellona ha portato un lavoro interessante sulla dipendenza dal cioccolato.

Su due gruppi di cavie, un gruppo alimentato senza cioccolato e un gruppo con alimenti con gusto al cioccolato, tutti nel gruppo di quelli alimenti al gusto cioccolato hanno mostrato una gradevolezza al gusto  ma solo il 22 per cento, circa 1 su 5, è diventato dipendente dal gusto cioccolato.

Questo sembra volerci dire che la dipendenza è anche una questione di sensibilità individuale, non tute le cavie sono diventate dipendenti dal cioccolato, come mai?


Forse la spiegazione ci arriva da un altro studio sempre presentato durante il convegno sulla dipendenza dove, si è formulata l'ipotesi che un background genetico possa favorire la dipendenza alla cannabis.

Ad essere coinvolto è il gene che regola il nostro orologio interno (HES7), sembra che una variante di questo gene possa favorire una predisposizione alla dipendenza di questa sostanza.


Le dipendenze possono avere una base o meglio un background genetico? Lo studio sulla Cannabis sembra che questa relazione sia possibile.

Forse anche nella dipendenza dal cioccolato ci può essere lo stesso meccanismo d'azione, anche se secondo me incidono più gli aspetti psicologici e neurologici, che sono questi che bisogna trattare quando una preferenza si trasforma in una dipendenza che può generare una patologia.

Dopo avere passato la vita alla ricerca di comportamenti virtuosi, sono arrivato a delle nuove conclusioni, sono per la felicità individuale, come diceva Oscar Wilde il segreto della felicità è cedere alle tentazioni con un minimo di controllo cognitivo, un quadratino al giorno e qualche volta anche due!