Farò delle micronews prossimamente alternandolo a dei post veri, non tutto merita d'essere commentato. In questi giorni andando a leggere on line ho trovato uno studio sulla Farina di Melanzane, io nemmeno pensavo che si poteva ottenere della farina dalle melanzane.
L'industria agroalimentare è alla ricerca di nuovi ingredienti d'origine naturale da proporre come alimenti funzionali e la loro attenzione si è questa volta fermata sulle melanzane.
Le melanzane sono un tipo di verdura molto apprezzato in tutto il mondo in particolare in coloro che seguono un alimentazione vegetariana o vegana.
Hanno ottenuto con diversi metodi d'essicazione la farina è il migliore si è rivelato quello che prevedeva prima l'affettamento e poi l'essicazione in forno, che pare possa garantire un più alto contenuto d'antiossidanti.
Il risvolto interessante per l'industria che potrà cosi utilizzare la farina di melanzane come ingrediente per la preparazione di alimenti funzionali per avere dei prodotti con un contenuto più ricco di composti fenolici e antiossidanti.
Non indicano quante melanzane ci vogliono per ottenere un kg di farina. perché la melanzana è ricca di acqua e gli antiossidanti in particolare gli antociani più che nella polpa sono presente sulla buccia.
Una notizia che farà molto contenti i paesi principali produttori come Cina ed India, mentre la ricerca è stata svolta dall'Università Autonoma di Nueva Leon in Messico, che è solo 11° Produttore.
Quale impatto ambientale genera questa pratica? Bisogna anche porsi questa domanda visto che le melanzane richiedono una buona utilizzazione d'acqua per la crescita, bisogna stabilire quale costo ambientale comporta sia la coltivazione che l'essicazione e il suo utilizzo come farina.
Con rispetto parlando, io comprendo la ricerca degli alimenti funzionali ma la domanda che mi pongo è, a chi potranno essere rivolti dei prodotti più ricchi d'antiossidanti? Non c'è la possibilità che lo stesso contenuto d'antiossidanti possa essere fornito a un minor costo ambientale? Sono solo le mie perplessità.
Laura G, Umbertide : desidero sapere cos'è la sindrome da permeabilità intestinale e come si previene
Iniziamo nel dire che nella medicina convenzionale è poco riconosciuta come patologia e più nota come sintomo di alcune patologie, se ne parla molto da quando si parla di dieta paleolitica, la sindrome di Permeabilità Intestinale è anche nota come sindrome di Leaky Gut.
Da quello che la letteratura medica ci dice in parole semplici, se ci riesco, è che normalmente, il cibo che mangiamo passa attraverso il tratto gastrointestinale e viene trasformato nell'intestino tenue.
La maggior parte della digestione chimica delle macromolecole che costituiscono il cibo avviene nell'intestino tenue, dal quale le sostanze nutritive vengono poi assorbite passando nel sangue.
Il problema secondo alcuni ricercatori potrebbe nascere quando le pareti intestinali vengono colpite da sostanze dannose pertanto la perdita del rivestimento intestinale può permettere secondo alcuni a molecole e germi non positivi di passare nel sangue, causare un possibile danno al sistema immunitario e un stato d'infiammazione in tutto il corpo.
Questo perchè la mucosa lo strato di cellule che rivestono l'intestino può essere danneggiata a causa di un uso eccessivo d'antibiotici, uso eccessivo di farmaci anti infiammatori, ma anche lo stress e l’assunzione eccessiva di alcol, potrebbero essere una causa o una concausa.
Secondo alcuni ricercatori molto alternativi anche i cibi come i carboidrati troppo raffinati, coloranti, conservanti alcol e caffeina potrebbero essere tra i fattori che rendono più deboli le pareti dell'intestino tenue.
I sintomi di una permeabilità intestinale sono diversi e comuni a molte altre patologie, come gonfiore, gas e dolore addominale, infezioni vaginali ricorrenti, asma, nervosismo, dolori muscorali, crampi allo stomaco, sbalzi d'umore. Alcuni ricercatori hanno anche collegato la permeabilità intestinale al rischio di patologie come l'emicrania, l'artrite reumatoide e la diffusione negli ultimi anni d'allergie alimentari.
Tranquillizziamo che le uniche patologie al momento riconosciute che sono state collegate con con la permeabilità intestinale sono il morbo di Crohn e il diabete di tipo 1, in soggetti che però già geneticamente erano predisposti a queste patologie.
Ci sono test medici per misurare quanto bene i vostri intestini assorbono i nutrienti ma questi test sono lunghi impegnativi e costosi, li sconsiglio.
On line c'è di tutto e di più, attenzione tutti hanno interesse a vendervi qualcosa, sopratutto qualcosa che non vi serve, il mio consiglio personale è quello di mantenere il vostro intestino e il suo rivestimento in buona salute.
Per mantenere intestino in buona salute, ci sono i consigli che questo blog fornisce da sempre, un alimentazione equilibrata, con più alimenti con fibra (in particolare fruttae verdura), come sempre ho indicato, nulla di più e nulla di meno, fare ricorso in modo costante con alimenti fermentati dal semplice kefir allo yogurt e rimanere ben idratati quindi bere acqua a sufficienza.
Torneremo a parlare di questo argomento perchè molte nuovi regimi alimentari si fondano proprio sul principio della permeabilità intestinale, dalla dieta paleolitica alla dieta antidolore di Seignalet.
Il marketing delle acque minerali è tra i più interessanti e anche divertenti, lasciando da parte le acque e fonti miracolose d'origine religiosa, negli anni questo blog ha visto giustificare il mark up dell'acqua con le idee più strampalate ma che riuscivano a fare presa nell'immaginario collettivo.
Come Acqua Vitasnella che ti faceva diventare snella, l'acqua delle zero calorie, incredibile si e no, è stata per un certo periodo l'acqua più venduta in Italia.
Come non ricordare aqua therapy, cioè quelle acque che con l'aggiunta di integratori erboristici avrebbero potuto fare scendere il colesterolo e curare i capelli.
Poi ad un certo punto hanno smesso di parlarci della proprietà curative (perche non c'erano) e sono arrivate le acque psico somatiche, cioè quelle acque dalle proprietà difficilmente dimostrabili, acque rilassanti come actilife, acque tipo neuro sleep acqua che stimolava il sonno, acqua neurogasm l'acqua che stimolava l'orgasmo, non si sa se di chi la comprava o di chi la vendeva.
Molte di queste acque sono state ritirate dal mercato, ora le aziende hanno iniziato una nuova fase proprio per cavalcare quel concetto di naturale a cui i consumatori sono molto sensibili e sono cosi arrivate sul mercato l'acqua di cocco e l'acqua dalla linfa d'acero. La novità è che questo mese di Giugno in Canada e a breve sul mercato usa, arriva l'acqua di bambù ( Bamboo water).
Chi non vuole sentirsi come un Panda? Eccolo in foto il Panda, non vi dico quanti soldi ho pagato per il biglietto d'ingresso ad Hong Kong per vedere il Panda e lui dormiva della grossa, ho visto cosi il Panda Rosso. Il bambù è associato nell'immaginario collettivo al Panda che è uno degli animali più simpatici, più volte si è detto che il problema dell'estinzione dei Panda era legato alla scomparsa delle piante dei bambù (se le beviamo noi il panda cosa mangia?).
Marketing copia e incolla
Intanto è partita l'operazione di marketing che attualmente è identica in tanti nuovi prodotti che abbiamo visto, operazioni copia e incolla, non compare mai dietro un industria, cosa alquanto strana, inizia una raccolta fondi on line, una crownfunding di un signore, un self man, che era stato abbandonato nella foresta delle Filippine e si è salvato grazie ai bambù, alla linfa contenuta al suo interno, la stessa cosa era stata detta da quelli dell'acqua di cocco, abbandonato sull'isola deserta era riuscito a sopravvivere grazie all'acqua di cocco, la stessa cosa dell'uomo perso nella foresta d'aceri con acqua di linfa d'acero.
Un appello a tutti quelli che abbandonano poveri malcapitati in giro per il mondo, potreste cortesemente abbandonarli in un suk di Marrakesh o in mezzo al deserto senza oasi la prossima volta? Non se ne può più ogni tanto spunta qualcuno abbandonato che torna con qualche pianta e qualche ritrovato di sopravvivenza per fare soldi.
Pensate come sono sfigato nella vita, non mi ha abbandonato mai nessuno, ma una volta da piccolo ho cercato di scappare, mi hanno ripreso subito, nemmeno il tempo non dico d'arrivare in un bosco ma nemmeno in giardino!
Acqua di Bambù (bamboo water)
In realtà l'acqua di bambù è acqua a cui viene aggiunto dello zucchero di canna e dell'estratto di bambù, un liquido verde che si forma all'interno delle foglie, più acido citrico. Più che parlare di Bamboo Water io parlerei di bevanda, siamo al limite della formula di una gassosa ma senza bollicine.
Il signor Villanis co fondatore dice che estratto di bambù ha proprietà antiossidante, antimicrobica e persino effetti anti-alitosi e sostiene che in futuro si prodigherà a dimostrare gli effetti benefici del bambù, avrebbe secondo me più senso se gli effetti benefici gli dimostrerebbe prima di metterlo in commercio che dopo.
La notizia on line vaga cosi si sono aggiunte proprietà antitumorali, anti-infiammatori e anti-ansia (siamo certi che prossimamente si aggiungeranno proprietà afrodisiache e dimagranti), pare che nella medicina tradizionale cinese il bambù venga usato per combattere i sintomi da raffreddamento, utilizzato come antiinfiammatorio e come integratore a tutto campo.
Secondo chi lo ha provato il gusto ricorda molto il tè verde, sicuramente è un prodotto da grande impatto emotivo, per l'associazione d'idee bambù e panda, un prodotto che strizza l'occhio a Oriente, visto anche la considerazione che il Panda ha in Cina, mi spiace per il Villanis ma conoscendo la Cina e i cinesi la sua azienda di bevanda di Bambù che per ora è unica al mondo, non lo rimarrà per molto.
Una solo nota i produttori dichiarano che il prodotto è in totale rispetto dell'ambiente e dell'economia verde sostenibile, ma dove vanno a impiantare il bambù? In Canada! Ora è un po' come se io impiantassi una coltivazione d'acero o una coltivazione di Mango in Svizzera, certo che è naturale ma posso considerarla una pianta locale?
Vedremo schiere di consumatori abbandonare l'acqua di cocco per l'acqua di bambù?
Intanto però una strizzata d'orecchie alle aziende europee per la mancanza di fantasia e creatività, per non sapere intercettare un mercato d'allocchi ma sempre un mercato è.
Invece che importare acqua di cocco, acqua di linfa di bambù o d'acero, non possiamo anche noi fare dell'acque tipo acqua di licheni della Lapponia, rugiada del mattino dei fiori di camomilla, acqua di linfa di stella alpina, acqua di foglie di lamponi, pensare che esiste veramente pertanto non c'è bisogno neanche d'inventarla acqua ai fiori di sambuco, un acqua che dalle mie parti viene addizionata con dello sciroppo di sambuco (fatto immergendo i fiori di sambuco in uno sciroppo d'acqua e zucchero), che oltre ad essere molto dissetante ha proprietà immunostimolanti.
Certo manca il fascino esotico, una componente da non sottovalutare per un prodotto come la bevanda, se invece di Sambuco della Valle d'Isarco fosse Sambuco dell'isola di Java, sicuramente avrebbe una considerazione diversa
Mentre una piccola parte del mondo dichiara d'essere impegnata per un alimentazione green, dall'altra parte dell'oceano si tessono le reti per gli alimenti del futuro.
Negli Stati Uniti due grandi multinazionali stanno lanciando sul mercato olio di soia, dov'è la novità vi starete chiedendo è un prodotto che è già in commercio!
Questo olio di soia è più originale e fa parte di una nuova politica che tende a restituire un vantaggio per i consumatori in cambio della scelta di un prodotto che arriva da OGM.
Fino a ieri si era sempre puntato nella comunicazione dei prodotti OGM sui vantaggi dei coltivatori, un minore lavoro nei campi e un maggiore raccolto, ma quale vantaggio per i consumatori?
Abbiamo già visto il caso Muufri, il latte vegetale ricavato dalle biotecnologie (OGM), senza lattosio, che non aveva bisogno di conservazione, ora arriverà sul mercato l'olio di soia OGM sano, per la salute di chi vi chiederete? Questo obiettivamente è tutto da vedere.
Le due multinazionali coinvolte sono Monsanto e Dupont, il primo olio di soia OGM sul mercato sarà quello della Dupont con il suo marchio della agrochimica Pioneer mentre quello della Monsanto si chiamerà Vestive oro.
La Dupont punta molto con il paragone dell'olio d'oliva sostenendo che quest'olio di soia è ottenuto dalla soia modificata al fine d'ottenere un olio ricco d'acido oleico, privo d'acidi grassi trans e rispetto all' olio di soia classico non irracidisce.
Qualche mia osservazione personale gli OGM sono sempre stati presentati come la tecnologia che sfamerà il mondo, diciamo che l'olio di per sé è un condimento, se proprio bisogna iniziare da un alimento più corposo forse è preferibile puntare su altro, perché è come se io invito qualcuno a cena e metto in tavola solo la bottiglia d'aceto, capite non è proprio un idea entusiasmante.
Altra debolezza è il paragone con l'olio d'oliva, il cui uso è vero che è in qualche modo legato alla salute ma anche alle sue proprietà organolettiche che nell'olio di soia sono più difficile da ritrovare, ha un gusto diverso, a meno che non fate un olio di soia con il sapore dell'olio d'oliva (sono certo che ci stanno già pensando).
Inoltre c'è un altro problema se dobbiamo parlare d'olio vegetali, l'olio d'oliva non è il più utilizzato, i più utilizzati sono olio di colza, mais, palma, pertanto sono anni che l'olio d'oliva versa in una profonda crisi commerciale, il cui prezzo rimane molto basso, per la grande offerta sul mercato d'olio d'oliva di molto superiore rispetto alla domanda.
Immettere un nuovo prodotto deve rispondere a un bisogno o una domanda latente da andare a soddisfare, non comprendo che tipo di domanda vada a soddisfare l'olio di soia OGM, quando c'è già un offerta ricca d'olii vegetali..
Per questa ragione il paragone con l'olio d'oliva e l'olio di soia OGM rischia d'essere un fallimento, già il mercato non si riesce a consumare tutto l'olio d'oliva perché dovrebbe adoperare forse a parità di qualità nutrizionali quello di soia OGM?
Anna S., Venezia: Ho letto che secondo alcuni risultati scientifici gli spinaci aiutano a dimagrire, è vero?
Non è proprio cosi, per rispondere alla tua domanda dobbiamo trasferirci in Svezia, all' Universita di Lund dove la ricercatrice Charlotte Erlanson - Albertsson, ha pubblicato uno studio interessante sugli spinaci.
La ricercatrice era alla ricerca di una soluzione naturale per rallentare la digestione e aumentare il senso di sazietà per evitare il mangiare fuori pasto, una dei comportamenti più frequenti nelle persone in sovrappeso e obese.
La ricercatrice si è concentrata sui Tilacoidipresente nei spinaci, e dopo avere preso i spinaci, schiacciati, filtrati e centrifugati ha ottenuto una polvere di spinaci ad alta concentrazione di Tilacoidi .
Ogni mattina 15 persone hanno preso un bicchiere di questa polvere diluita in acqua, i partecipanti hanno riferito che non sentono il bisogno di uno spuntino tra i pasti e di avere un maggiore senso di sazietà .
Si ritiene che i Tilacoidi siano in grado di rallentare la digestione in particolare dei grassi, aiutano a inviare un senso maggiore di sazietà al cervello, inoltre dalle analisi dei sangue si e rilevato che il gruppo campione aveva livelli più stabili di zucchero nel sangue rispetto al gruppo che non aveva assunto la bevanda.
Secondo la ricercatrice Charlotte Erlanson - Albertsson l'estratto di tilacoidi ricavati dai spinaci contengono centinaia di sostanze attive, come galattolipidi, vitamine A , E , K , antiossidanti , beta - carotene , luteina l'effetto potrebbe essere dato dalla combinazione di queste molecole.
Questa è l'ultima ricerca che io ho trovato sui spinaci, a prescindere da questa ricerca i spinaci sono un ottima verdura, con un ottimo rapporto qualità prezzo e contribuisce alle porzioni delle minime 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, possono tranquillamente fare parte di una dieta ipocalorica.
I spinaci hanno un buon indice di sazietà e un basso indice glicemico dal punto di vista nutrizionale oltre a tutte le informazioni che trovate on line sulla vitamine e sali minerali (ve le risparmio), negli ultimi anni sono interessanti le ricerche sul contenuto di Luteina, Zeaxantina e Betaina associate ad un minore rischio di generazione maculare, e sui Glicolipidi e sulla loro proprietà antinfiammatorie ma che non hanno ancora trovato dimostrazione sugli uomini.
Emanuela U. R.: Ho letto da più parti che le erbe aromatiche possono contribuire a ridurre le malattie dell'invecchiamento come il morbo di Parkinson o l'Alzheimer, secondo te?
La maggior parte degli studi sulle proprietà delle erbe aromatiche nelle malattie degenerative sono condotti nei paesi asiatici, dove per cultura e tradizione viene data una maggiore rilevanza alle erbe e ai preparati d'origine naturale.
Dal punta di vista teorico la gamma diversificata di nutrienti bioattivi presenti in prodotti naturali come frutta, verdura, erbe aromatiche, potrebbero giocare un ruolo fondamentale nella prevenzione e cura di varie malattie neurodegenerative come la malattia d'Alzheimer, il morbo di Parkinson ed altre disfunzioni neuronali.
Le diverse evidenze accumulate sembrano condurre sull'ipotesi che fito-composti naturali, come gli antiossidanti polifenolici (Flavonoidi) presenti in frutta, verdura, erbe e noci potrebbero ostacolare la neurodegenerazione, migliorare la memoria e la funzione cognitiva. Secondo però alcuni ricercatori la biodisponibilità di queste sostanze è piuttosto bassa ed i risultati positivi degli studi stentano ad arrivare .
Il morbo di Parkinson e le erbe aromatiche
Il morbo di Parkinson è un malattia degenerativa del sistema nervoso centrale, la patogenesi del morbo rimane complessa e i trattamenti sembrano ancora essere clinicamente insufficienti.
La ricerca di stabilire dei fattori o modalità di prevenzione e di sviluppare nuovi farmaci, ha portato a rivalutare i prodotti naturali come erbe medicinali e i loro ingredienti bioattivi. In molti paesi le medicine tradizionali a base di erbe sono utilizzate per prevenire o curare malattie neurodegenerative, sono stati sviluppati nutraceutici e alimenti funzionali, tuttavia i risultati negli studi sono stati contraddittori .
La malattia di Alzheimer e le erbe aromatiche
La malattia di Alzheimer è la forma più comune di demenza senile osservata nella popolazione generale, è definibile come un processo degenerativo che pregiudica progressivamente le cellule cerebrali, rendendo a poco a poco l'individuo che ne è affetto incapace di una vita normale.
Durante questi ultimi tempi , le erbe hanno guadagnato molta popolarità come integratori a causa del costo-efficacia, facile reperibilità, basso costo e meno effetti collaterali.
Diversi studi epidemiologici hanno proposto delle correlazioni tra Alzheimer e la dieta, ma i risultati sono alquanto deboli e si fa fatica a dimostrare le vitamina C o la vitamina E siano in grado di prevenire o tirardare lo sviluppo della malattia.
Mentre è stato dimostrato che l'obesità, il diabete, l'ipertensione, l'ipercolesterolmeia sono fattori a rischio di svluppare la malattia.
La teoria degli antiossidanti di menta e rosmarino per contrastare i radicali liberi nel cervello
Siamo in una società in cui la media età aumenta , le malattie neurodegenerative come la malattia l'Alzheimer o il Parkinson stanno diventando sempre più importanti . I ricercatori stanno lavorando duramente per sviluppare trattamenti che siano in grado sia di prevenire che di curare o per lo meno rallentare l'evoluzione.
Secondo alcuni ricercatori dell'Università di St. Louis, Missouri, una carenza di antiossidanti unita ad un aumento di radicali liberi nel cervello, potrebbe condurre allo sviluppo di malattie neurodegenerative. Così hanno voluto verificare se l'eventuale somministrazione di ricavati dalla menta e rosmarino (antiossidanti) potevano limitare lo sviluppo e l'evoluzione di queste malattie.
I risultati sono stati presentati a Neuroscience 2013 a San Diego ( Stati Uniti) .
In questo studio i ricercatori hanno fatto assumere alle cavie estratti di acido carnosico e acido rosmarinico , due composti antiossidanti che si trovano nelle foglie di rosmarino e menta . Dopo 90 giorni hanno misurato le capacità cognitive delle cavie e hanno determinato che la supplementazione di antossidanti della menta e rosmarino ha migliorato la memoria e l'apprendimento e contemporanemaente il cervello delle cavie ha mostrato una diminuzione della concentrazione di radicali liberi.
Difficile trarre conclusioni
Questo studio, ma anche altri sembrano suggerire che certi antiossidanti presenti nelle erbe aromatiche possono migliorare l'attività cerebrale e che forse è possibile ridurre il rischio di sviluppare una malattia neurodegenerativa come l'Alzheimer.
Bisogna però precisare che rimangono ancora sconosciute le cause di queste malattie, che è difficile equiparare i risultati ottenuti sulle cavie sugli esseri umani, dal momento che non siamo in grado di dire la quantità che un uomo dovrebbe assumerne per avere lo stesso effetto dello studio, pertanto non si può affermare con certezza assoluta che le erbe aromatiche possono aiutare a prevenire le malattie neuro degenerative.
Una possibile prevenzione indiretta
Questo non vuole dire che le erbe aromatiche non siano utili nell'alimentazione di tutti i giorni, perchè permettono grazie al loro sapore e profumo di adoperare meno grassi e meno sale in cucina, questo indirettamente dovrebbe facilitare a seguire meglio una dieta ipocalorica e a tollerare meglio alcuni schemi alimentari per il diabete e per le malattie cardiovascolari e in qualche modo apportare benefici nella prevenzione e nel trattamento di quelle patologie, che sono un rischio per lo sviluppo delle malattie come Parkinson o Alzheimer.
Tuttavia bisogna ricordare anche altri comportamenti collegati ad un possibile sviluppo di questa malattie come il fumo, droga, alcool, poca attività fisica.
Uso delle erbe aromatiche nelle malattie degenerative
Nell'alimentazione dei malati di Alzheimer o Parkinson, oggi l'utilità delle erbe aromatiche è principalmente rivolto alla stimolazione dell'appetito e della memoria dei sapori nei malati ma questo uso non si può dire che abbia un effetto terapeutico.
Riferimenti: Tang CT, Belani LK, Das S, Jaafar MZ."Treatment of dementia with herbs: a short review" Department of Anatomy, and Anaesthesia and Intensive Care, Universiti Kebangsaan Malaysia Medical Centre, Kuala Lumpur, Malaysia.
Essa MM, Vijayan RK, Castellano-Gonzalez G, Memon MA, Braidy N, Guillemin GJ."Neuroprotective effect of natural products against Alzheimer's disease" Department of Food Science and Nutrition, College of Agriculture and Marine Sciences, Sultan Qaboos University, Muscat, Oman., Neurochem Res. 2012 Oct;37(10):2293
More SV, Kumar H, Kang SM, Song SY, Lee K, Choi DK. "Advances in Neuroprotective Ingredients of Medicinal Herbs by Using Cellular and Animal Models of Parkinson's Disease" Department of Biotechnology, College of Biomedical and Health Science, Konkuk University, Chungju 380-701, Republic of Korea. Susan Farr "Can Certain Herbs Stave Off Alzheimer’s Disease?" , Saint Louis University School of Medicine
Il 23 ottobre è stato pubblicato un dossier dal Corporate Europe Observatory (CEO, Osservatorio Industriale dell'Europa ), che rivela pubblicamente per la prima volta, ma noi lo avevamo già detto, che il conflitto d'interesse tra gli esperti dell' EFSA, cioè ente europeo della sicurezza alimentare, è molto alto. Secondo la CEO che ha sede a Bruxelles, quasi il 59 % dei membri dei gruppi di lavoro dell'EFSA sono in una situazione di conflitto d' interessi (122 su 209).
Già nel 2012 l'agenzia EFSA è stata fortemente criticata da parte del Parlamento Europeo e della Corte dei conti Europea per il comportamento degli esperti tanto che nel Giugno 2012 l' EFSA ha dovuto rinnnovare l'80% dei suoi esperti, pena la perdita di credibilità e la sua dissoluzione.
In questo periodo dal CEO sono state registrate tutte le dichiarazioni pubbliche dei 209 esperti dell'agenzia ed esaminate una per una e sono state trovate ben 850 collegamenti al conflitto d'interesse, che sono dai banali contratti di consulenza, intestati a nome proprio o a persone della cerchia di famiglia, a finanziamenti a laboratori privati degli esperti.
L'Efsa ha 10 gruppi scientifici, il gruppo dove più alto è il conflitto d'interesse, secondo il documento dell' Corporate Europe Observatory, pensate ben 17 dei 20 membri a più di 100 collegamenti di conflitti di interesse, esattamente 113, è quello relativo alla Nutrizione prodotti dietetici, l'alimentazione e le allergie.
Questo però nasce da un presupposto sbagliato dal momento che gli "esperti", mi piacerebbe sapere chi li ha definisce tali, non sono dipendenti dell'Efsa ma "esperti che offrono consulenza scientifica agli organi decisionali europei nei settori della sicurezza degli alimenti e dei mangimi", a cui hanno diritto solo a un rimborso spese.
Se ci offriamo noi come consulenti, non ci prendono nemmeno in considerazione ma quale interesse hanno gli esperti nel fornire la consulenza gratuita, se non per rappresentare qualcuno, si potrebbe pensare che sono messi li dalle aziende per tutelare il loro interesse e non quello dei consumatori e della Comunità Europea.
Errori dell'Efsa, dalla comunicazione alle non comprensione della trasparenza e del conflitto d'interesse.
Quello che secondo me l'EFSA sbaglia a dire è che :
a) "Non ci sono esperti indipendenti", come dire siamo tutti concussi e conniventi, non è vero l'Europa è piena se non ricca di ricercatori senza finanziamenti, questi non rappresentano le aziende è ben diverso o l'Efsa proprio perchè non rappresentano le aziende coinvolte non li conoscono.
b) "Non è corretta la definizione di conflitto d'interessi", dice l'Efsa e che farsi finanziare da una società non preclude la partecipazione alla competenza del giudizio di un prodotto della società stessa e inoltre la decisione è collettiva, un giudizio personale non può essere un giudizio collettivo.
Se mi posso permettere, sarà anche collettiva ma se, come scritto nel documento della CEO su 20, ben 17 hanno conflitto d'interesse, che decisione vuoi che venga presa Efsa a tutela dell'azienda che finanzia, del consumatore, della Unione Europea?
Cosa bisognerebbe fare: Efsa se vuole esistere deve recuperare credibilità agli occhi non delle aziende ma dei consumatori, non deve essere Autorità ma Autorevolezza.
La cosa migliore sarebbe mandare tutti a casaanche in Borsa chi controlla non può essere tra quelli che devono essere controllati, non è una novità giuridica, un' iniziativa che nasce ed è stata impostata male non darà mai buoni frutti.
Questo indipendentemente dal conflitto d'interesse ma se sei professore universitario esperto dell'Efsa ricorda che lo stipendio di professore universitario contributi compresi sono pagati da tutta collettività e non dalle aziende che invece cosi si potrebbe per equivoco pensare che tu rappresenti!
Il problema è che l'industria tende a costruire dei rapporti a lungo termine con alcuni personaggi, portandogli verso i loro interessi e facendoli diventare testimonial marketing della comunità scientifica. Lecito ma che possono presiedere a organismi decisionale della Comunità Europea questo decisamente per noi consumatori potrebbe essere discutibile.
Il problema del poco senso di responsabilità
Il problema sono i comportamenti di taluni esperti, che vanno in giro a parlare in eventi sponsorizzati con la maglia dell'azienda con il marchio davanti e di dietro presentandosi come esperti dell'Efsa, ora una persona normale secondo voi cosa deve pensare?
Che sei sponsorizzato dall'azienda X per parlare e per fare approvare un prodotto Y, questo autorizza chiunque a diffidare dell'obiettività dell'esperto, dell'Efsa e dell'Unione Europea ma soprattutto del prodotto. Lo so noi consumatori siamo troppo malpensanti, ma qualcuno potrebbe essere indotto a pensarlo.
Il mio cane che ha una mente semplice, se rientro a casa e ha combinato qualche cosa che non va, tipo avere fatto pipì sul tappeto, avere rotto un vaso, avere mangiato il pranzo di mia suocera, quando arrivo si nasconde perchè si vergogna, non mi fà le feste, ho reso l'idea?
Non a caso a redigere il documento è stata Osservatorio Industriale Europeo preoccupato dalla credibilità che gira intorno all'Efsa e a cosiddetti esperti, se le decisione dell'Efsa non hanno condivisibilità e autorevolezza non saranno accettate dalla comunità e rischiano di non avere alcun valore.
Un autorità alimentare Europea è giusto che ci sia ma non gestita cosi e con queste modalità, penso che i consumatori europei meritino di meglio.
Dopo argomenti serissimi, come lo scorso post, torniamo all'aria del disimpegno e del puro divertimento parlando dei studi medico scientifici che negli ultimi anni si sono concentrati su alcuni argomenti specifici: Omega 3, Vitamina D, Calcio e latte, Probiotici.
Molti di voi si stanno chiedendo come mai? Le ragioni sono semplici in primo luogo sono facili da produrre, i costi di produzione sono bassi e il prezzo del prodotto finale è molto alto, così garantiscono all'industria il mark up molto alto, come il caso del latte pagato ai produttori 0,35 il litro mentre alcuni yogurt vengono venduti anche a più di 8 euro al litro.
La maggior parte di questi studi accompagnano il marketing dei prodotti per giustificare il prezzo pertanto l'obiettivo è quello di stupire l'immaginario collettivo non solo nei consumatori ma anche nel settore medico scientifico, che è il veicolo più facile per favorire utilizzo di un prodotto.
Vanno in questa direzioni gli studi: il calcio fa dimagrire, il consumo di latte aumenta la possibilità di vincere un premio nobel, la vitamina D fa dimagrire, la vitamina D previene l'alzheimer, una combinazioone di probiotici previene il Parkinson. Il fine è quello di promuovere alimenti con supplementazioni e le sole supplementazioni, si tratta semplicemente di Marketing come abbiamo già detto con delle basi scientifiche che lasciano decisamente perplessi.
Il marketing dei prodotti con probiotici
I probiotici sicuramente sono tra i maggiori protagonisti dei studi medici scientifici, e anni fà ricordo di averli trovati anche in uno shampoo per capelli, che non ho compreso perchè diciamo che tra la testa e l'intestino c'è una certa distanza.
Negli ultimi anni abbiamo sentito tante belle storie tanto che ci sono molte persone convinte che lo yougrt con probiotico aiuta dimagrire, non è vero anzi qualcuno sostiene che invece aiuta a ingrassare, chi non ricorda lo yogurt probiotico che faceva diventare belli, c'è ancora gente che oggi mi chiede come mai è stato ritirato dal mercato, abbiamo anche visto la bevanda probiotica che fa diventare intelligente che non si sa bene se lo fa diventare chi l'acquista o chi la vende.
Ultima in ordine temporale è stato che lo yogurt con probiotico alla vaniglia dalle proprietà afrodisiache, io mi ero permesso di avanzare un ipotesi che più che il probiotico ad essere afrodisiaco forse era la vaniglia, ma non finisce qui un piccolo studio finanziato da una multinazionale francese dello yogurt, indica che l'attività di alcune regioni del cervello è alterata nel consumare yogurt contenenti probiotici, in particolare quella zona che controllano l'elaborazione di emozioni e sensazioni, giuro non me lo sono inventato per ridere, è stato pubblicato su Gastroenterology.
Gli effetti dei probiotici dall'intestino al cervello
Questi nuovi studi vogliono dimostrare che l'effetto dei probiotici va oltre l'intestino e in questo caso sul cervello umano, ma precisano che al momento non sanno indicare questo effetto in quale direzione va, detto tra di noi, se non la sai e non ne sei sicuro, era meglio che non lo pubblicavi perchè è inquietante.
Lo studio sull'uomo anzi sulle donne è stato motivato da un precedente studio fatto sugli animali, dove si era notato che uso del latte con probiotico modifica il comportamento emotico, ma che vuole dire? Anche il mio cane quando gli dò da mangiare scodinzola ma per il mio gesto d'attenzione nei suoi confronti, per indicarmi di come è contento, di quanto gradisce quello che gli dò da mangiare, di quanto mi vuole bene.
Lo studio ha coinvolto 36 donne sane e solo a 12 donne, due volte al giorno per 4 settimane è stato dato un latte fermentato con probiotico contenente : Bifidobacterium animalis subsp. Lactis, Streptococcus thermophilus, Lactobacillus bulgaricus e Lactococcus lactis subsp lactis.
Risultati: l'attività cerebrale delle donne che hanno preso i probiotici ha dimostrato cambiamenti nell'attività del mesoencefalo che influenzano l'attività cerebrale nell'elaborazione delle emozioni e delle sensazioni. Tale lavoro potrebbe aprire la strada a nuove strategie di prevenzione e di terapia dei disturbi delle mente e della personalità attraverso i probiotici secondo i ricercatori!
Nonostante lo studio sia piccolo di un numero basso inviato a tutti gli organi di stampa avrà una certa risonanza a livello di comunicazione ma personalmente rimango molto perplesso e poco convinto, ci darà donne più tranquille? Con più empatia? Vale lo stesso anche per gli uomini? Agli uomini che succede? Conosco uomini isterici e antipatici un casino! Io provo a darlo mia suocera vediamo che effetto fà.
Questo studio mi ha risolto un tarlo nella mente dopo 3 anni, sono ritardato mentalmente abbiate pazienza, ho capito a cosa poteva essere utile lo shampoo al probiotico, per arrivare prima direttamente al cervello, adesso non so dirvi se il probiotico arriccia anche il capello, combatte le doppie punte o è anche antiforfora, ma sono certo che qualcuno che finanzierà uno studio si trova! :-))
Sintesi: criticare va bene ma poi bisogna essere anche propositivi io credo che si sarebbe fatto meglio a dire che ci sono alcuni probiotici ( non tutti dipendono dal probiotico dal ceppo e dalla dose di colonizzazione) che possono avere effetti positvi sull'intestino, avere un intestino sano aiuta a essere sani e a migliorare anche l'umore, ma curare possibili disturbi della personalità o disturbi delle mente, bisogna avere maggiori dati e studi di livello superiore per poterlo affermare.
PS: Magari mi sbaglio, qualcuno o qualcuna di voi prende regolarmente lo yogurt probiotico o latte fermentato con probiotico e ha notato effetti "strani"?
Ancora Omega 3 e la prevenzione delle malattie cardiovascolari, mi rendo conto che ne parliamo spesso ma purtroppo è un argomento molto dibattuto tra studi e controstudi che ha visto questo blog anche essere preso di mira da critiche totalmente prive di fondamento.
Un nuovo articolo è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine, dove protagonista è uno studio italiano che ha voluto verificare il rapporto tra prevenzione e supplementazione d'Omega 3. Lo studio ha coinvolto 830 medici di famiglia e 12513 persone, tutti pazienti ad alto rischio cardiovascolare o con sintomi di aterosclerosi ma senza episodi d'infarto pregressi, 6244 pazienti sono stati trattati con Omega-3 a catena lunga in forma di capsule di olio di pesce (1 g al giorno) e l'altro gruppo 6269 pazienti con un placebo.
Dopo 5 anni di follow up, non ci sono state differenza tra i due gruppi nel numero di morti per la malattia cardiovascolare o il ricovero ospedaliero per cause cardiovascolari.
Gli autori concludono che la supplementazione quotidiana con omega-3 nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare non riduce la mortalità o la morbilità (rischio di malattia).
Ampliare il concetto di valore nutrizionale del pesce
Come avevo precedentemente scritto nel Settembre del 2012, questo non vuole dire rinunciare a mangiare pesce, è importante mangiare pesce per raggiungere i livelli raccomandati di Omega 3 ma non solo.
Ho invitato sia nel caso delle malattie cardio vascolari che nelle malattie celebro vascolari ad ampliare il concetto di valore nutrizionale del pesce, non solo per il contenuto di Omega 3 (Epa) e (Dha) ma anche di altri nutrienti come le Vitamine B, Vitamina D, Iodio, Calcio, Selenio, Potassio, Magnesio, Arginina potrebbe essere questo mix che ha un impatto favorevole sulla salute.
Da non sottovalutare l' effetto positivo dell' assunzione nel corso del tempo di più porzioni di pesce che sostituiscono nella dieta le porzioni di altri alimenti potenzialmente più ricchi di grassi "cattivi" e di conseguenza più pericolosi per la salute cardiovascolare.
Prevenzione sulla riduzione dei fattori di rischio
Questo non mette in discussione assolutamente il contenuto dei pesce grassi d' acidi grassi Omega-3 eicosapentaenoico (EPA), che limitano l'infiammazione, e l'acido docosaesaenoico (DHA ), che svolge un ruolo nella fluidità delle membrane cellulari, come in studi precedenti hanno dimostrato ma anzi lo arricchisce.
Mi piacerebbe inoltre ricordare che gli omega 3 sono sopratutto nel pesce azzurro, alici sarde sardine sgombri, tutto pesce del mare italiano e mediterraneo che è possibile acquistare fresco con un ottimo rapporto qualità/ prezzo.
Non bisogna dimenticare le vere cause delle malattie cardiovascolari sono lo stile di vita sedentario unito a un alimentazione non equilibrata, l' abuso d' alcool, la droga, il fumo, un programma di prevenzione primaria deve mirare a una riduzione del rischio di tutti i principali fattori e non solo con una supplementazione d'Omega 3.
NB: Sono stati considerati fattori rischio per le malattie cardiovascolari nelllo studio in esame:
Diabete
Età superiore a 65 anni
Sesso Maschile
Ipertensione
Ipercolesterolemia
Fumo
Obesità
Precedente storia familiare di malattia cardiovascolare
Non è un caso il nome di Papille Vagabonde perché nel mio girovagare di quà e di là trovo sempre dei prodotti nuovi, qualcuno più gradito qualcun altro molto meno :
Molti conoscono la mia passione per il Lemon Curd, dopo avervi segnalato come si fa un clementine curd, dopo avervi segnalato il Gelato al Lemon Curd, dopo avervi scrittocome si fa uno yogurt in casa con il LemonCurd, eccovi segnalare lo yogurt limone e lemon curd, mi piace pensare che Mamie Nova si sia ispirata al mio blog (non sanno nemmeno chi sono). Nasce dal segmento di mercato dello yogurt sempre più dessert, dello yogurt goloso con tanto zucchero e molto cremoso come una crema, io preferisco farmelo a casa, sicuramente un gusto novità, lo yogurt più che goloso.
2) Yogurt al Caffe Espresso Chicco d'Oro (eat local)
In vendita presso la Migros in Cantone Ticino, è uno yogurt fatto con solo latte fresco di montagna del Cantone Ticino con caffè torrefatto dall'azienda storica ticinese chicco d'oro, un esempio di come si può fare uno yogurt adoperando solo latte locale e come anche la grande distribuzione può veicolare prodotti locali. Kcal 96 (Proteine 4,3, Carboidrati 11,8 Grassi 3,5, con aggiunta di fruttosio) Tab.1 Tabella nutrizionale yogurt al caffè /mocca di vari marchi in vendita nel Cantone Ticino
3a) Crema al Pistacchio Elsa Migros
In vendita presso la Migros e un prodotto per golosi impenitenti, beh si sopratutto panna e pistacchio, non si chiede il numero delle calorie ma sono meno di quanto si pensi pot di 100g 130 Kcal (Proteine 3, Carboidrati 18,5, Grassi 5,1) più di uno uno yogurt, non c'è molto pistacchio solo 0,9 %, più latte, più E 407, E 141, va beh non state troppo a leggere e fare i pignoli specie se siete pistacchio dipendenti ......
Visto che c'ero provo anche questo dai è per vedere la differenza, lo faccio per voi :-)))), manca la tabella nutrizionale secondo alcune fonti on line il pot da 150 g 177,5 calorie :3,5g proteine, 20,75g glucidi, 8,9g di lipidi, però oltre a latte c'è, zucchero, panna, sciroppo di glucosio, E 407, E 415, E 141, E 161, olio di girasole, va beh diciamo che lo provo un altra volta, mi sento pieno!
4) Chips al melograno
Della Simply 7 Snacks un prodotto che mi mancava, perché devo mangiare il melograno con la macedonia? Dove sta scritto che devo mangiare 5 porzioni di frutta e verdura? Vuoi mettere il melograno con le chips, finalmente delle chips con gli antiossidanti del melograno con aggiunta di un po' di formaggio Cheddar, per quelli che le patatine le mangiano solo se sono salutiste!
Però 1 oz più o meno 30g sono 150 cal, più o meno 500 calorie per 100g e non vi dico la percentuale dei grassi.
5) Fru fru che regala sazietà (il wafer della sazietà)
Lo so lo so si chiamano Wafer ma mia Nonna li chiamava Fru Fru e mi diceva se mi porti un bicchiere d'acqua io ti dò un Fru Fru, così dopo un po' mia nonna praticamente poteva... annegare. Poi ho scoperto che si chiamano Wafer ma secondo me la parola Fru Fru rende merito di più al prodotto, quando lo metti in bocca fà fru - fru e non wa - fer.
Questo non è wafer normale è un wafer per chi è a dieta, prodotto dalla Carmit Candy Industries, la caratteristica di questo wafer è che contiene due ingredienti che inducono a sazietà: glucomannano e Slendesta.
Glucomannano è una fibra solubile che secondo alcuni contribuisce ad abbassare l'indice glicemico del pasto, se ingeriamo il glucomanno con un bicchiere d'acqua forma un gel nello stomaco, portando a lento svuotamento gastrico e una sensazione di pienezza per un certo periodo.
Slendesta della Kemin Industries è un estratto naturale acquoso da varietà comune di patata (Solanum tuberosum) standardizzato al 5% della proteina Proteinase Inibitore (PI2). PI2 aumenta il rilascio di colecistochinina, un ormone che segnala al cervello il senso di pienezza.
Un prodotto per ingannare lo stomaco e il cervello e il gusto? Tuttavia bisogna segnalare che entrambi i due ingredienti sono stati molto discussi il Glucomannano è stato a lungo fermo dalla FDA e la colecistochinina è un ormone che nel tentativo di essere utilizzato come farmaco anti-obesità ha dato risultati lontani dalle aspettative.
L'ho visto a Londra , lanciato in tutto il UK il nuovo Danio Danone, uno yogurt ricco di proteine e povero di grassi. che ricorda molto lo yogurt greco ( vi ricordate yogurt greco it's beatiful) quello al gusto di Mirtillo il pot da 160 g, Calorie per 100g: 100, Grassi 2,4g, Carboidrati 11.8g, Proteine: 7,4g.
Vi ricordate quando vi avevo detto che Danone avrebbe lanciato un nuovo yogurt sul mercato nel 2013 con pochi grassi e più proteine, eccolo!
Ingredienti in inglese: Strained yogurt (skimmed milk, yogurt cultures), Blueberry (10%), Cream (8,8%), Sugar (7,92%), Lemon juice from concentrate, Stabilisers (modified starch, pectin, guar gum), Natural Flavouring, Milk mineral concentrate, Acidity regulators (sodium citrate). Contains milk.
Per quelli che non masticano l'inglese yogurt fatto con latte scremato, mirtilli, panna, zucchero, limone concentrato, stabilizzanti come amido modificato, pectina, gomma di guar, aromi naturali, concentrato di latte ad alto tenore di minerali, citrato di sodio contiene latte.
Danio e Oikos, le due imitazioni di yogur greco, un prodotto cannabilizzerà l'altro? Allora ho fatto il paragone tra i due yogurt presenti nel mercato inglese, come vedete Danio sembra più simile allo Yogurt Greco rispetto a Oikos ma la tabella ingredienti non è molto rassicurante.
Ricordo che lo yogurt greco è denso per la lavorazione che necessita di più latte e meno addensanti
Tabella 2 Comparazione Yogurt Greco e Yogurt che si definiscono "greco" alla Fragola, ricordo che unico yogurt greco originale è il Fage: Danio Fragola, Oikos Fragola, Nestlè Fragola, Fage Fragola
La comunicazione dice yogurt di sostanza, diciamo che è quella sostanza che dovrebbe incrementare le vendite.
Qualche anno fa, avevo chiamato una serie di prodotti, lebevande psicosomatiche, cioè quella serie di bevande che nella comunicazione e nella pubblicità dichiaravano proprietà di salute e benessere difficilmente dimostrabili e che mi lasciavano perplesso tra queste bevande avevo incluso anche la Pom Wonderful al melograno.
L'aspetto che più mi divertente di alcune di queste bevande è quella che io chiamo la proprietà transitiva delle proprietà salutari, cioè l'abitudine di trasportare proprietà nutrizionali da un prodotto naturale a un prodotto della lavorazione industriale indipendentemente dalla quantità e dalla lavorazione, dove ho il solito commentatore anonimo che mi dice "ma è la stessa cosa", tesoro mio non è la stessa cosa mangiare un arancia e bere una bibita all'arancia con il 10% di succo d'arancia! ma se non lo capisci, meglio per noi.
Nel corso degli ultimi due anni sulla bevanda al melograno POM Wonderful ho letto sulle riviste di tutto e di più, dalle proprietà anti invecchiamento a quelle afrodisiache finchè negli Usa la commissione Federal Trade Commission (FTC) ha giudicato ingannevoli le proprietà della comunicazione di Pom Wonderful in particolare FTC si è concentrato sulle proprietà di prevenzione delle malattie cardiovascolari e del cancro alla prostata, l'azienda aveva presentato anche dei studi che non sono stati giudicati positivi dalla commissione. L'azienda ha detto che farà ricorso.
Qualcuno mi chiederà, ma allora le proprietà del melograno sono false?
No, imparate a differenziare il prodotto naturale dal prodotto elaborato, continuate pure a mangiare i melograni, fanno parte delle famose 5 porzioni di frutta e verdura , 5 vanno considerate il numero minimo, i melograni sono buonissimi potete mangiarli in modo naturale o come meglio preferite in una macedonia o in insalata ma anche sulla carne o sul risotto, ricordiamo che la ricchezza di antiossidanti, per cui è noto il melograno, riguarda anche altri frutti come arancia, limone, mandarino, anguria, mirtillo, mango, mela.
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