mercoledì 7 aprile 2021

Chi ha avuto il Covid 19, deve fare il vaccino? Tutte e due le dosi?


Demetra E. Empoli: Volevo sapere se chi ha avuto il covid , deve fare il vaccino? Tutte e due le dosi?

In questo periodo tutto il mondo medico scientifico si pone questo quesito, il problema è che non ci sono studi è una sperimentazione sul campo. 

I primi vaccini per il Covid 19 sono stati presentati solo a Dicembre 2020, da soli 4 mesi, diversi vaccini sono in fase sperimentale ed è probabile che vengono autorizzati durante l'anno, una situazione in continuo aggiornamento.

Bisogna essere in grado di comprendere se coloro che hanno sviluppato un'immunità naturale a causa dell'infezione abbiano bisogno vaccinarsi e quale immunità possa garantire loro il vaccino.

Nello stesso tempo bisogna essere in grado di comprendere quanto tempo dura l'immunità vaccinale per coloro che invece hanno ricevuto le due dosi di vaccino. 

Quesiti che rimangono tutt'ora aperti e che la comunità medico scientifica è chiamata a fornire delle risposte.

Teniamo presente che i vaccini fino ad ora approvati prevedono le due dosi, perchè è il sistema con cui sono stati creati (priming e boots). La prima dose serve a innestare la risposta immunitaria al fine di riconoscere il virus come estraneo e stimolare la reazione degli anticorpi la seconda  attiva il sistema e mette in moto la risposta immunitaria 

E' stato pubblicato qualche giorno fa su Nature Medicine uno studio condotto negli USA dal Cedars-Sinai Medical Center uno studio condotto su 1000 soggetti a cui veniva fatto il vaccino di cui su 78 persone avevano avuto il covid 19. Dopo la prima dose, dagli esami del sangue si è evinto che 35, un po' meno della metà dei 78, avevano  i livelli degli anticorpi contro sars-CoV-2  simili a quelli tra le persone che non erano mai state infettate ma che avevano ricevuto due dosi del vaccino.

Si è facilmente portati a pensare che coloro che hanno avuto Covid-19 potrebbero saltare la seconda dose del vaccino .

Se questa pandemia dura due anni, e qualcuno ha avuto un'infezione due anni fa, sulla base dei nostri dati non possiamo essere sicuri che solo una dose possa garantire un'immunità. 

Ci sono motivazioni che impongono cautela, perchè ci sono molte persone che anche se guarite dal Covid 19 potrebbero non essere così forti dal punto di vista immunitario, quindi potrebbero aver bisogno della seconda dose per rafforzare la loro protezione (mi riferisco in particolare alle persone anziane).

Pertanto ho ragione di credere che in futuro si potrà consigliare la vaccinazione anche per coloro che hanno già avuto il virus, due dosi se i vaccini rimangono quelli che ci sono sul mercato attualmente, diverso sarà se verranno approvati vaccini di solo una dose.

Sintesi

Per quello che oggi siamo a conoscenza, anche a coloro che hanno avuto Covid 19 potrebbe essere consigliato di vaccinarsi sempre con due dosi di vaccino per ragioni di cautela.

Perchè non siamo in grado di conoscere quanto sia compromesso il sistema immunitari nelle persone già infettate, non siamo in grado di conoscere se l'immunità naturale data dall'infezione sia in grado di proteggere dalle varianti e per quanto tempo.


Ps: Chiedo scusa ma a causa del Covid 19 sono molto preso con il lavoro e il blog è poco aggiornato.

mercoledì 24 marzo 2021

Un anno di Covid 19, perchè va così male?


Claudia G, Bologna A un anno di distanza i casi di COVID-19 stanno aumentando e le vaccinazioni sono in forte di ritardo sia per gli ultra 80enni e che per le categorie più a rischio, Com'è che va così male?

Beh si, comprendo che la situazione possa sembrare non positiva, siamo di nuovo in lockdown per la terza volta e si spera che sia l'ultimo. 

L'Italia è stato il primo paese europeo ad essere infettato da Covid 19 , il primo caso il 20 Febbraio 2020 a Codogno (Quel giorno mi trovavo casualmente proprio a Codogno).

Già nel Maggio 2020 l'OMS ha dichiarato Europa epicentro della Pandemia per il numero dei morti,  l'Italia per molte settimane ha avuto il maggiore tasso di mortalità.

Durante il periodo estivo c'è stata poca attenzione, i governi e i media in generale non sono riusciti a sensibilizzare la popolazione sui reali pericoli della salute.

Negli ultimi mesi l'esperienza europea della pandemia sta cambiando, da una parte abbiamo il Regno Unito, che sull'esempio dei Stati Uniti, ha implementato programmi di vaccinazione efficaci che vedono diminuire il numero dei casi, mentre negli altri i paesi tra cui Repubblica Ceca, Ungheria, Estonia, Slovacchia, Italia, Francia, Polonia e Svezia hanno visto aumenti significativi nei nuovi casi giornalieri nelle ultime settimane, in Italia il picco è stato al momento il 13 marzo con più di 26.000 nuovi contagi.

Nel mondo tra il 15 e il 21 Marzo secondo OMS c'è stato un aumento dei contagi dell'8% in più rispetto alla settimana precedente, Europa (+13%), Sud est asiatico e Pacifico Occidentale le aree più interessate all'aumento (se Europa i numeri sono in aumento in America -5%). In  una solo settimana in UE + 1,4 milioni di contagi e 21.000 decessi.


La variante inglese

Questa nuova ondata d'infezioni è dovuta alla variante inglese, identificata per la prima volta nel sud-est dell'Inghilterra a dicembre, tecnicamente indicata come B.1.1.7., variante che ha la caratteristica d'avere il 50% in più di trasmissibilità rispetto alle precedenti forme di SARS-CoV-2.

In Repubblica Ceca uno dei paesi più in difficoltà (234 decessi ogni 100.000 abitanti e 1.037 contagiati ogni 10.000 abitanti) a Gennaio la variante inglese rappresentava il 30-40% dei casi, a Febbraio la variante inglese rappresentava tra il 60 e l'80% dei casi.

La conseguenza è che molti paesi si trovano a gestire più Sars Cov 2 quella vecchia e le nuove varianti più aggressive e più facili da trasmettere, ma non hanno compreso la differenza e la diversa pericolosità.

Complice il periodo natalizio, la notizia della speranza del vaccino, si sono allentate le misure di sicurezza e inoltre politicamente non sono state avviate misure in grado di contenere queste nuove varianti, in qualche modo sono state sottovalutate.


Le vaccinazioni al momento stanno generato più confusione che utilità

Sempre nel periodo di Dicembre 2020 sono stati annunciati i vaccini, il futuro sanitario e anche economico dell'Europa dipende dalla velocità dell'implementazione dei vaccini.

Molti paesi europei si sono persi, sarebbe meglio dire che hanno messo in mostra le loro carenze sia sul piano politico che organizzativo e di conseguenza economico, qualche dato: negli Stati Uniti il 13,20% delle persone ha ricevuto le due dosi previste,. 

Nel Regno Unito il 30%  della popolazione ha ricevuto una prima dose e l'3,8% è stato completamente vaccinato. Una scelta quella inglese di vaccinare al prima dose prima possibile al numero più alto di persone, 

L'UE, ha somministrato una prima dose solo al 8,97% della popolazione, e ha completamente vaccinato il 4% .



In Italia le vaccinazioni Covid 19 in forte ritardo rispetto ad altri paesi nel mondo

La lentezza con cui procede l'Unione Europea e l'Italia (55° al mondo) non è dovuta al ritardo dell' approvazioni dei vaccini o degli approvvigionamenti ma a una complessa macchina burocratica unita a un carenza organizzativa.

Per esempio la Regione Lombardia, il cui sistema sanitario regionale aveva fallito nella vaccinazione antiinfluenzale e ora non si può dire che la situazione sia migliorata, risulta essere una delle regioni con la più bassa percentuale tra dosi somministrate e dosi consegnate in Italia, peggio della Basilicata e un po' meglio della Calabria e della Sardegna (Fonte Lab 24 il sole 24 ore) , 

Il Covid 19 ha fatto venire fuori un sistema "carente" in quello che si auto considerava il miglior sistema regionale sanitario italiano (le scuse di Bertolaso e della Moratti sono da rispedire al mittente con gli interessi).

Cito qualche esempio, mi viene inviato un sms di una struttura vaccinale lombarda con la richiesta se conoscevo delle persone ultra 80 enni pronte da vaccinare per non sprecare 61 dosi di vaccino che rischiavano d'essere buttate via ma bisognava recarsi al centro vaccinazione entro venti minuti.

Ora, non ci vuole molto a capire che è impossibile muovere delle persone ultra 80 enni da casa in venti minuti compreso il traffico cittadino per raggiungere strutture delle vaccinazioni, abbiamo nella maggior parte dei casi delle automobili per accompagnare i nostri familiari a fare delle vaccinazioni non degli elicotteri, ammesso che abbiate un elicottero e che riuscite a fare salire e scendere degli ultra 80 enni!

In generale c'e l'incapacità di comprendere le dimensione del problema, non dico d'intelligenza ma di un minimo di buon senso.

Chiunque si presenta in un centro vaccino e si mette in lista ha la speranza ma spesso certezza d'essere vaccinato annullando tutte quelle che sono le priorità per età, lavoro e patologie pregresse, in altre parole potremmo dire che qualcuno legalmente ha trovato il modo di saltare la fila.

Ci si dovrebbe chiedere come mai tanta gente non si presenta? L'appuntamento è arrivato a destinazione? (SMS mai arrivati ), le persone anziane hanno qualcuno che li accompagna? Se l'obiettivo è la vaccinazione capillare, muoversi in modo casuale è disorganizzato è più pericoloso dello stesso virus.

Si potevano fare scelte diverse e più ragionevoli non solo nei confronti del rispetto della popolazione ma del sistema sanitario intero.



Aspettative dell'Unione Europea sulle vaccinazioni

La Commissione europea si è impegnata a offrire a tutti nell'UE un vaccino entro la fine di settembre. Ma dovrebbe accelerare significativamente la sua implementazione per raggiungere questo obiettivo. le stime di previsione danno ai residenti nell'UE possibile vaccinazione maggiore del 50% a settembre 2021 se si procede con l'attuale ritmo.

Attualmente è logico pensare al completamento vaccini in Ue all' inizio 2022. A soffrire di più di questa situazione saranno i paesi che puntavano sul turismo come crescita economica : Italia, Spagna, Francia, Grecia, che rischiano d'avere danni economici più grandi dovuti alla mancanza della seconda stagione turistica persa dopo quella del 2020.

Strategie come i passaporti sanitari digitali non sono immuni da pericoli, una disparità nei tassi di vaccinazione tra gli Stati membri potrebbe portare a nuovi focolai. I turisti immunizzati potrebbero inconsapevolmente diffondere il virus alle comunità locali che non sono state protette sufficientemente  da un vaccino.



Concludendo

Tanti errori di valutazione hanno in qualche modo mandato in tilt il sistema sanitario di diversi paesi europei, per ragioni diverse :

- incapacità tecnica e politica in particolare della UE di gestire l'emergenza (I numeri statistici purtroppo non mentono).

- le gestione nazionale dell'emergenza Covid 19 in molti paesi UE non ha trovato interlocutori non dico preparati, nessuno era preparato ma incapaci di comprendere i risvolti della difficoltà sanitaria, sociale ed economica

- la mancanza di strutture e di personale sanitario, a Crema sono arrivati in aiuto da Cuba con l'Ospedale Militare, il numero chiuso delle Università nella Facoltà di Medicina in Italia, già prima del Covid ha obbligato strutture a richiedere professionisti in altri paesi, Sud America, Est Europa, India.

- ho sentito politici dire, "non comprendiamo come mai facciamo bandi per la ricerca di medici e non si presenta nessuno" (sei tu che hai firmato per il numero chiuso alle Università, poniti una domanda e datti una risposta).

- grazie ai farmaci generici si è legalizzato lo spostamento della produzioni dei farmaci all'estero, solo ora si è compreso l'importanza d'avere luoghi di produzione di farmaci nel proprio paese (Per esempio il piccolo stato di Cuba a breve inizierà a produrre propri vaccini).

- i sistemi sanitari regionali non sono sembrati adatti a gestire questa situazione d'emergenza a dire il vero avevano difficoltà anche nella gestione ordinaria ma si è preferito fare finta di nulla.

Tuttavia si può migliorare, ad Aprile saremo nella seconda fase, partendo da un'implementazione di una campagna vaccinale capillare e gestita meglio di come è stato fatto finora, al fine di raggiungere quella famosa immunità di gregge tanto attesa, ma bisogna cambiare le modalità di gestione e d'accesso al vaccino.

Diciamo che la corsa all'arrembaggio del Vaccino non è stato al momento il metodo migliore. Quello che fa la differenza nelle società complesse è l'organizzazione  e la tutela delle categorie a rischio.

Il resto poi sta anche a noi cittadini a cercare d'osservare norme di sicurezza e distanziamento e devo dire che anche su questo ho visto molta superficialità.

Non è da escludere altri lockdown prima dell'estate (la Germania prolungherà il lockdown anche dopo Pasqua), certo il Covid 19 è stato un virus molto forte che ci ha colto impreparati, tuttavia coloro che rappresentano Ue, i singoli stati membri dell'UE e l'organizzazione dei sistemi sanitari dei singoli stati hanno dimostrato tutti i propri limiti.

Che la salute rientri al centro delle politiche o per lo meno dell'interesse politico e sociale, attualmente la speranza quindi è che entro Giugno 2022 (Lab 24 Il sole 24 ore) si potrà vaccinare il 70% della popolazione, pertanto entro Giugno 2022 potremo uscirne, stando attenti d'arrivarci.

Fonte Dati: OMS, Gedivisual John Hopkins University, Lab 24 il sole 24 ore, Lab 24 il sole 24 ore vaccini italia.