mercoledì 2 giugno 2021

Effetti Covid 19: quale futuro per i ristoranti?


Prima del Covid il settore del mangiare fuori casa aveva avuto una grande crescita, con la moltiplicazione delle diverse formule di ristorazione da quelli più tradizionali a quelle più innovative dai fast food ai ristoranti nei musei, tutti erano divenuti dei luoghi di ristorazione. 

Il cibo permette di creare un gran valore aggiunto, può garantire delle formule dal basso costo degli investimenti e un buon margine di redditività. 

Il mangiare fuori casa è collegato con la volontà di provare tante e diverse esperienze ed emozioni  gastronomiche. 

Se poi qualcuno rimaneva a casa c'era sempre la possibilità d'ordinare il cibo con una app dove i ragazzi in bicicletta ti portavano il pranzo e la cena a casa. 

No, un attimo anche la colazione, ebbene si l'ho visto da un po' di mattine il mio nuovo vicino di casa si fa portare da una app la colazione, capisco farsi la brioche ci vuole un po', non è una cosa per tutti ma farsi un caffè, ci riesco pure io!

Insomma non dico di farsi il caffè a casa o d'andare al bar tutte le mattine ma fatti furbo sposati o fidanzati, gli uomini della mia generazione facevano cosi, ci si trovava qualcuna che con amore ricambiato ti preparava il caffè e si faceva colazione insieme (capisco che oggi come oggi è pura fantascienza).


Il benessere ci fa male

In generale man mano che passano gli anni, nonostante aumenta il tempo libero, passiamo sempre meno tempo in cucina a preparare da mangiare.

Inutile dire che tutto questo si ripercuote anche sulla qualità di quello che noi mangiamo perchè abbiamo sempre più a che fare con cibi già pronti e preparazioni più sofisticate prodotte dall'industria alimentare che devono garantire un tempo di conservazione più lungo.

Non a caso gli studi ci indicano un collegamento tra consumo di alimenti altamente trasformati e alcune patologie tra cui i tumori, obesità e malattie degenerative che caratterizzano la società moderna.


Covid e ristorazione, la mancanza di spazi adatti

I ristoranti sono stati spesso accusati di diffondere il virus, questo non è vero non è colpa dei  ristoranti ma sicuramente spazi piccoli e ristretti, non bene areati, hanno favorito una maggiore potenzialità di diffusione del virus.

Secondo alcuni ricercatori siamo entrati nell'era delle epidemie, ho qualche perplessità tuttavia nuove norme che prevedono distanziamenti e numero di persone al numero di tavolo, influenzeranno molto i ristoranti in particolare del centro dove il costo al mq per le attività commerciali rende meno conveniente l'attività di ristorazione.

Ci vogliono spazi più dedicati, l'apertura e l'occupazione dei marciapiedi nelle grandi città come avviene ora potrà essere utile ma mangiare acconto a auto, bus o tir che sfrecciano non è molto piacevole.


Affitto locali ristorazione per percentuale di fatturato

Il bisogno di superficie farà emergere la scelta di location più decentrate, dove sarà maggiore la possibilità di ripartire i costi di gestione con affitti più bassi e maggiore superficie dei locali.

Si sta diffondendo una prassi molti diffusa in Nord Europa, il pagamento dell'affitto sulla base del fatturato o meglio su una percentuale fissa di fatturato.

Questo è un problema in alcuni paesi dove c'è molta evasione fiscale e la ristorazione è uno dei settori più interessati da questo fenomeno.


Diversificazione dell'offerta 

Molti locali cambieranno la location e per quelli che vogliono rimanere in centro hanno due scelte

- la prima : fare ristorazione di lusso sul quale si può più facilmente ripartire i costi di gestione 

- la seconda: ristorazione a tutto campo iniziando dalla colazione al mattino, pranzo e cena in questo modo si ruotano più i tavoli, si amplia l'offerta ma necessita una buona organizzazione in cucina e in sala.


Offerta a domicilio

Un attività che può essere incrementata da entrambi è la consegna a domicilio oppure con le app, con una maggiore offerta o anche un offerta diversificata, in modo da creare più pasti anche se non verranno serviti nel locale.

Anzi un offerta a domicilio con nome del ristorante in centro può sfruttare la fama del ristorante e la cucina può essere localizzata altrove, questo permetterebbe di avere un nuovo canale di vendita che ben confezionato e gestito, potrebbe garantire una buona rendita.


Nessun ripensamento

Qualcuno aveva ventilato l'ipotesi che l'esperienza Covid 19 poteva fare riflettere sull'evoluzione della società e dei consumi, al momento questo dato non è arrivato, nonostante la crisi economica di alcuni settori che l'effetto covid ha prodotto, non sembra arrestarsi il grande mercato del mangiare fuori casa.


Sintesi

La voglia di uscire per cena non è venuta meno ma chiaramente tutti avremo un occhio in più di attenzione a distanze a areazione dei locali anche quando sospenderanno l'obbligo di mascherine e si potrà mangiare anche all'interno dei locali, in Italia dal 1° Giugno in molte regioni, grazie ai dati della diminuzione dei casi di Covid 19.

Al momento non si vede alcun ripensamento o riflessione sullo stile di vita pre covid, anche se le ripercussioni economiche e sociali ci influenzeranno per qualche tempo.

I costi potranno favorire location per ristoranti più decentrate dove si potrà avere più spazio e location che favoriscono la creazione di luoghi all'aperto, questo permetterà una migliore gestione dei costi.

Salirà ancora la richiesta di servizio fast food oppure del servizio a domicilio, sarà questo il settore che si presta ad una maggiore sviluppo e innovazione.

sabato 8 maggio 2021

Effetti Covid 19: 60 enni allo sbaraglio


Quando si parla di Covid 19 si parla di effetti sulla salute fisica, tuttavia questa Pandemia ha generato anche altri effetti che hanno a che fare con la sfera personale e sociale.

Ho la fortuna di fare parte di una piccola comunità di montagna e occupandomi della salute, le persone tendono a confidare i loro propositi e i loro progetti per il futuro.

Propositi che potranno generare dei cambiamenti importanti in una piccola comunità come la mia, non posso pensare a livello mondiale cosa possa determinare.

La maggior parte delle persone ha vissuto la pandemia con grande difficoltà perchè sole:

Andre "Nulla di più triste il pensare che avrei potuto ammalarmi e di morire a casa da sola e senza nessuno"

Gianna " "Quando tuo marito muore, ti rendi conto che la vita è breve, mi sarebbe piaciuto avere durante una pandemia un compagno con cui potere parlare e confrontarmi"

Nelle piccole comunità di montagna la maggior parte delle persone vive sola, magari con parenti o amici vicini ma che a causa della pandemia erano restii e fare visite.

Si tratta per la maggior parte dei casi di persone che il destino ha voluto che restassero sole. Se qualcuno aveva figli, questi hanno lasciato la montagna e si sono trasferiti nei centri più grandi per avere migliori condizioni di vita.

Noi persone mature (anche io credo di fare parte) siamo rimasti per una questione d'abitudine e d'affetto legato a quelle cose che hanno dato significato alla nostra vita abbiamo preferito rimanere in quei luoghi che volevano dire qualcosa.

Durante la Pandemia le persone di età superiore ai 60 anni, soggetti più a rischio, sono state le più propense a praticare misure che limitano la diffusione del virus, incluso il distanziamento fisico, evitando la folla e annullando le attività sociali

La solidarietà delle piccole comunità non ci ha fatto mancare nulla di pratico, dalla spesa ai medicinali, tuttavia il senso della solitudine ha pesato come un macigno più di qualsiasi altra cosa.

Con il vaccino e il miglioramento dei dati della trasmissione del Virus, ho tutti i miei "compaesani infoiati" con più di 60 anni vaccinati alla ricerca di altri cuori solitari, sentono il tempo che passa e trascorrere un altro periodo così da soli non se la sentono, agenzie di cuori solitari spalancate porte e finestre.


So per certo che il 50% rimarrà deluso, perchè sono fermi alla conoscenza dell'amore dei vent'anni e non l'amore dell'età matura. Il concetto d'amore e d'affetto si evolve, non si hanno più progetti di vita in due a lunga scadenza da costruire, come mi dice 

Tony "Alla mia età, non sto cercando nulla di serio-serio, come posso proporre a una donna e sposarmi, quale e quanto futuro posso garantire? Mi piacerebbe trovare una compagna romantica, per passare del tempo insieme spero solo di rimanere in vita abbastanza a lungo per volerle bene e stare insieme un po'"

Un po' pratici e un po' sognatori, ma anche un po' farfalloni non so quanti di questi riusciranno a raggiungere i loro intenti, ma mi piace l'approccio che hanno trovato in questo periodo, si sono aperti alla vita, si stanno rimettendo in gioco con la voglia di rischiare i miei cari sessantenni vaccinati e desiderosi di vita sociale.

Personalmente però gli invito ad cercare un anima affine alla propria interiorità per vivere un sentimento romantico ma anche a valutare un sentimento per certi versi dimenticato che è l'amicizia per esempio due signore entrambe sole hanno deciso d'andare a vivere insieme per farsi compagnia dopo la pandemia.

Le risorse d'affetto possono essere più di quelle che pensiamo anche se da una da una parte si diventa più aperti ad esplorare nuove cose ma dall'altra si diventa più selettivi .

L'aspetto più curioso è che nella farmacia della valle mi hanno riferito che si vendono più confezioni di cialis che d'aspirina, forse non c'è solo il piacere di comunicare se cosi si può dire.

C'è la moglie del sindaco, che non è pettegola, non sta più nelle pelle, l'altro giorno m'incontra e mi dice :

"Non ha notato anche Lei che c'è uno strano movimento in giro?"

"Si??? No! Sarà l' aria di primavera, che fa muovere di più le persone" le rispondo.

Comunque vista l'aria che tira al mio paese, nonostante il mio invito alla moderazione, mi sa che dovrò comprarmi un vestito nuovo, sento aria di fiori d'arancio. 

Chi l'avrebbe mai detto che tra gli effetti del covid 19 ci sarebbe stati i miei compaesani sessantenni allo sbaraglio?