mercoledì 10 febbraio 2010

Le principali tendenze del settore alimentare nel 2010


Domanda di Cosima: come ogni anno hai sempre dato le principali tendenze del settore alimentare, non ho ancora visto quelle del 2010, quali saranno?

Risposta: Ho già parlato della neo semplicità in cucina per il 2010, vi posto anche in sintesi i 4 trend principali del settore alimentare per il 2010, questo almeno secondo l’istituto di ricerca internazionale Mintel.

Trend 1. La crescita delle Private Label, cioè i prodotti con il marchio del distributore es. Coop, Esselunga, Carrefour, Migros, Pam.

È una crescita non casuale, in progresso negli ultimi anni, determinata dal fatto che le famiglie hanno visto diminuire il potere di acquisto, nel tentativo di non modificare lo stile di vita, cercano prodotti di uguale o simile qualità a un prezzo più basso. È difficile dare un giudizio sulla qualità delle private label in generale, si può farlo solo fra prodotti, qualche anno fa in un test sulla maionese, sono risultate migliori quelle delle private label piuttosto che dei prodotti di marca.

In Ottobre del 2009 Mintel's ha presentato uno studio in cui il 78 % degli adulti americani hanno sostenuto che i prodotti a marca commerciale offrono la stessa qualità ad un prezzo inferiore. I prodotti di marca rispondono a questo trend creando del valore aggiunto al prodotto, per venire incontro alle esigenze dei consumatori hanno dato una svolta salutistica, in quanto è stato dimostrato che il consumatore è disposto a spendere di più quando pensa che dal consumo di quel prodotto può trarre un beneficio per la salute, è stata un arma a doppio taglio con molti insuccessi.

Trend 2: Green nutrition e green production (Economia verde nel piatto)

Dalla riduzione dei gas serra alla riduzione dei materiali di imballaggio, dall’acquisto di prodotti locali ad alimenti provenienti da colture biologiche, i consumatori stanno sempre di più mostrando attenzione all’ambiente. Uno studio della Deloitte Consulting sostiene che il 95 %degli acquirenti è disponibile a fare acquisti verdi e il 63 % sono alla ricerca di prodotti con caratteristiche di rispetto all’ambiente. Lo studio individua inoltre i consumatori verdi come shoppers settimanali che sono poco sensibili al prezzo e fedeli ai prodotti e all’acquisto.Non è solo una moda questo interesse mostra una coscienza sociale molto radicata e profonda, i consumatori valutano ogni aspetto del prodotto dall’ origine degli ingredienti, alle politiche dell’azienda in tema ambientale come l’uso delle risorse idriche e delle risorse energetiche

Trend 3: Prodotti da consumare in casa con facilità di uso e preparazione

La crisi ha fatto diminuire le uscite a cena fuori i per lo meno le ha modificate, sempre più pasti si consumano a casa. Secondo Mintel, i consumatori sono alla ricerca di preparazione semi pronte da personalizzare, come le miscele di farina, piatti già pronti surgelati formati dagli chefs, i pasti per microonde, dando poi la possibilità di personalizzare il piatto, quindi preparazione che debbano essere facilmente abbinabili, usabili e personalizzabili.

Trend 4: I prodotti senza glutine

Prodotti senza glutine sono sempre più consumati, anche da coloro che non hanno questo problema, le ragioni sono diverse, siamo oramai fuori dalla logica dell’ambito familiare per non fare sentire diverso un componente della famiglia, ma entriamo nella richiesta da parte dei consumatori dei prodotti per il benessere, sono consumatori delusi dai prodotti benessere di brand di largo consumo, che hanno la sicurezza di trovare in questi prodotti la risposta alla richiesta di salute, anche se personalmente non sono daccordo è bene variare il più possibile l'alimentazione. Partiti per essere dei prodotti di "elite" per pochi non erano molto curati, inevce oggi sono dei prodotti che hanno raggiunto una buona consistenza e un buona palabilità. Ci sono più di 4.000 prodotti gluten free nei paesi occidentali solo nell’ulitmi anni c’è stato un incremento del 16 % nelle vendite.


Questi trend sono un po' lo spirito di contraddizione nel quale viviamo da una parte chiediamo naturalità, dall'altra piatti già pronti da mettere nel micronde, che non hanno nulla di naturale. La preoccupazione del nostro benessere ci fa consumare i prodotti per coloro che hanno delle allergie o delle patologie anche se non le abbiamo, vogliamo risparmiare ma poi compriamo prodotti speciali arricchiti che non servono a niente, è lo stato dell'umore del momento, la condizione d'insicurezza e di insatabilità che ci fare scelte all'apparenza contraddittorie.

14 commenti:

  1. Complimenti, bel post, ci dai sempre un sacco di notizie carine ed interessanti...

    RispondiElimina
  2. sempre interessante leggerti! è vero, le nostre scelte sono spesso contraddittorie, facciamo i gourmet sui blog di cucina e poi (ogni tanto) si va da McDon....ebbene sì....lo ammetto ;-D
    Ciao!

    RispondiElimina
  3. notizie interessanti...buona serata Gunther.

    RispondiElimina
  4. gunther, io ti adoro!!!! :-)

    RispondiElimina
  5. Gunther, ti leggo sempre con molto interesse.
    A proposito di gluten free, ho un'amica che ha due nipoti e il genero con celiachia e mi diceva proprio pochi giorni fa
    che questi alimenti , specie la farina, sono molto cari....
    Non capisco perchè uno debba usare questi prodotti se non ha la patologia...
    Grazie per tutto quello che ci fai conoscere.

    RispondiElimina
  6. Gran bella panoramica :))
    E'sempre un piacere leggerti ;)

    RispondiElimina
  7. si parla di crisi e per cui cambiano le abitudini alimentari? se crisi c'è la gente sbaglia ad andare al supermercato...lo sanno tutti che tutto costa di piu...ma li d'estate è fresco in inverno l'ambiente è tiepido...quindi...poi...c'è crisi? come mai la gente davanti ai reparti delle verdure preferisce le buste confezionate...eppure costano il triplo...la crsisi la gente la gestisce a piacimento e noto che molti indirizzano il consumo su quello che gli da piu appagamento...quindi un bel (non buon) cellulare si quello fa gossip un filetto di chianina no perchè costa troppo e in fin di conto non fa moda e gossip quindi non appare...anzi viene digerito e defecato come il resto.
    Poi...mi spiegate quali sono i prodotti del benessere per chi compra? e mi spiegate il metro di naturale oggi?

    RispondiElimina
  8. evviva, uno dei miei post preferiti! appena riemergo dai coefficienti 3j di Wigner me lo leggo con calma, sono impaziente!

    RispondiElimina
  9. Questo tuo blog è sempre interessantissimo Gunther, a prestissimo.

    RispondiElimina
  10. cosima, ringrazia pubblicamente sia del post che dellì email con tutte le informazione che mi hai mandato ciao :-))

    RispondiElimina
  11. è vero che i prodotti private label costano un po meno rispetto ai prodotti di marca, ma la qualità secondo me è inferiore

    RispondiElimina
  12. i prodotti a marchio proprio della gdo sono in forte ascesa anche in italia, seppur in pesante ritardo rispetto ad esempio alla gran bretagna dove quasi il 50% del venduto è private label. ma non è assolutamente vero che i prodotti private label siano di qualità inferiore o scadente: lo dimostrano i numerosi test comparativi che pongono sempre i prodotti coop e esselunga (le due catene leader nel settore dei prodotti a marchio proprio) nella parte alta della classifica. senza poi considerare che spesso i prodotti della gdo sono in realtà realizzati dalle stesse grandi aziende che vendono i prodotti di marca. è logico che i prodotti private label abbiano solitamente una inferiore componente innovativa. ma la qualità non è assolutamente intaccata.
    non è neppure del tutto vero che i prodotti acquistati in super e ipermercati abbiano prezzi molto superiori. non bisogna dimenticare che tutte le grandi catene ormai da qualche anno hanno abbracciato una politica di discountizzazione, tale da garantire prezzi molto competitivi. sicuramente la gdo in questi anni ha avuto un peso notevole nel calmierare l'inflazione, molto più delle grandi aziende di marca.
    la diffusione dei prodotti di quarta e quinta gamma (cibi pronti) è reale, ma non in tutte le fasce sociali

    RispondiElimina
  13. Sono molto d'accordo con ciò che dici. I prodotti gluten free vanno molto
    in Italia, dove c'è una forte sensibilità verso l'argomento, all'estero un pò meno.
    Penso che lo stesso discorso si possa fare per i prodotti di soia, molte persone li comprano anche se non hanno alcun problema di colesterolo.
    Si cerca il benessere facile, comprando una scatola al supermercato, poi quando c'è da impegnarsi sul serio ci si dimentica della salute e dell'ambiente.

    A presto Gunther. Ciao ;)

    RispondiElimina
  14. @ziaelle, grazie a te
    @acquolina, ciao perdoniamoci qualche peccato sempre :-)
    @docleamara ciao
    @babs ricambio
    @virgikelin, si hai ragione sono molto cari eppure...
    @marco nessuno ti ha risposto lo faccio io, si è cambiato il modo di distribuire la spesa meno al cibo e più al cellulare! di naturale ci sono solo i sassi vecchio mio, hai sentito quella pubblicità del naturalissimo? cosa vorrà dire lo devo ancora capire, ciao
    @ciao cavoli studia studia che abbiamo bisogno di gente preparata
    @marinella, grazie a presto
    @cosima, di nulla un bacio
    @alex, dipende secondo me non è cosi matematico costo basso, bassa qualità
    @fabio, che bel commento professionale grazie, coop ed esselunga sono solo due, sai è difficile generalizzare, io trovo che in alcuni casi è vero quello che tu dici in altri un po'meno. La grande distribuzionee è quella che esattamente sa come va il mercato, funge anche da filtro tra aziende produttrice e consumatori.
    @elly, hai ragione a parole siamo tutti bravi, un bacio a presto

    RispondiElimina

Commenti anonimi e privi d'indentità verranno rimossi.
Commenti con pubblicità e link commerciali saranno rimossi