lunedì 2 marzo 2009

Prezzi troppo alti della pasta, antitrust condanna i produttori pasta e le associazioni di categoria

Lo scorso anno avevo "ipotizzato" che l'aumento di prezzo di alcun generi alimentari di prima necessità, erano frutto di accordi tra le aziende produttrici, con in prima linea le associazioni di categorie che coordinavano l'aumento dei prezzi. Ricordiamo che alcuni aumenti hanno addirittura superato il 30% . L'Antitrust ha sanzionato il 90% delle aziende che producono pasta e le associazioni di categoria con una multa complessiva di poco inferiore ai 12,5 milioni di euro, per quello che si considera sia un cartello nella determinazione del prezzo .
Le aziende condannate : Amato, Barilla, Colussi, De Cecco, Divella, Garofalo, Nestlé, Rummo, Zara, Berruto, Delverde, Granoro, Riscossa, Tandoi, Cellino, Chirico, De Matteis, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Liguori, Mennucci, Russo, La Molisana, Tamma, Valdigrano, insieme all'Unipi, Unione Industriali Pastai Italiani.

Le multe si parla di 5 milioni di euro per Barilla,1,4 milioni di euro per De Cecco, 1,2 milioni per Divella, 364mila euro per Amato, 474mila per Garofalo, i 748mila euro per Colussi e cosi via.
Alcuni produttori come Barilla hanno già annunciato ricorso (Barilla, tutti sti ricorsi alle decisioni dell'antitrust!!) . Questa decisioni di auguriamo che sia da monito, anche se preferirei che si entendesse anche ad altri generi alimentari come per esempio il latte. Si tratta di un rituale che si consuma spesso negli ultimi anni, l'aumento delle materie prima giustifica l'aumento del prodotto, casualmente alla diminuzione di queste, il prezzo del prodotto non diminuisce. Un prezzo elastico solo da una parte. Le lamentele dei produttori relativi ai costi di gestione non sono giustificabili, le lacrime di coccodrillo fanno ridere, sono solo strategie volte a garantirsi margini di guadagno più alti, in un momento tra l'altro di crisi economica. Al di là del mio facile sarcasmo, ci si chiede, cosa vuole dire per queste aziende l'attenzione al consumatore, solo premi e cotillons? I produttori sono capaci di lavorare in un libero mercato? O vogliono solo cavalcare l'onda della speculazione?

7 commenti:

  1. Roberta Mangano3 marzo 2009 09:24

    era ora!!, ma adesso il prezzo diminuisce?

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  2. Finalmente qualcuno si muove...è diventato tutto insostenibile!!!

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  3. Praticamente TUTTI d'accordo...
    speriamo che qualcosa smuova e che i prezzi scendano.

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  4. con tutti i soldi che spendono in pubblicità per dire come sono vicini ai consumatori.... w la coerenza

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  5. De Cecco che ho mangiato oggi per fortuna non è presente :)

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  6. non possiamo però solo sperare nell'antitrust

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