sabato 1 ottobre 2011

Salumi italiani, nuovi o vecchi valori?

A Giugno ho scritto uno dei miei post più contestati, Quali sono i salumi più magri? Rispondevo alla domanda di una lettrice. I giorni seguenti la mia casella email si è riempita di richieste di cancellazione del post, leggendo e rileggendo il post non ho ravvisato nulla di anomalo, ho solo pubblicato i valori nutrizionali dei salumi, dell'allora più recente pubblicazione dei Larn data dall'Istituto di Nutrizione, una cosa che può fare chiunque .

La nuova strategia salutistica del Marketing e Comunicazione dei Salumi Italiani

In Italia i primi di Settembre 2011, il corriere nelle solite pagine della salute, pubblica un articolo su come potere inserire nell'alimentazione moderna i salumi, di quanti questi siano magri e adatti  a un consumo quotidiano, un servizio che dovrebbe essere d'informazione e d'educazione per i lettori ma che sembra un servizio più per le aziende agroalimentari e per le associazione di categorie delle aziende agroalimentari.

Il 27 Settembre, Simposio rivolto ai professionisti della salute e alla stampa a Milano, al Museo della Scienza della presentazione Salumi Italiani, Nuovi Valori, Nuovo Valore . Tra i titoli "Meno grassi e meno sale più salute" "L'era dei nuovi valori nutrizionali dei salumi".

In sintesi come affermano nel comunicato stampa, salumi per tutte le età e a tutte le ore!

Però se noi guardiamo la piramide alimentare i salumi sono in cima tra quei prodotti che possono essere consumati con moderazione e non quotidianamente. Quello che non mi piace che questo lavoro è frutto di una concezione dell'alimentazione di vecchio stampo, incapace di cogliere l'alimentazione nel suo complesso ma limitandosi a un solo alimento. Inoltre il fatto che i salumi contengono vitamine del gruppo B come tutti i prodotti carnei parte è vero, ma che queste devono essere assunte con i salumi insieme a grassi saturi  e sale in proporzione non indifferenti è decisamente discutibile.

Ho atteso la pubblicazione sul sito IVSI e così ho fatto un confronto tra i valori vecchi e i valori nuovi, l'ho trovata di difficile lettura, quello che salta all'occhio rispetto alle edizioni precedenti è che alcuni salumi hanno delle percentuali inferiori di grassi e di grassi saturi sopratutto per prosciutto cotto e prosciutto crudo mentre altri salumi hanno valori più alti, la pancetta dalla referenza stesa passa alla referenza arrotolata, spunta anche un nuovo salume non presente nell'edizione precedente il prosciutto di Modena, mentre manca il dato del Prosciutto di Parma il salume italiano più venduto, una dimenticanza, una svista sicuramente!

La definizione rispetto all'ultima stesura trasforma la parola sale in Na Cl, che per le persone che non sono addetti ai lavori Na Cl è cloruro di sodio, cioè quelle che in gergo tutti chiamiamo sale ma se divulghi al pubblico di non esperti perchè invece di Na Cl non metti la parola sodio o sale?

Se è quanto i salumi sono salutari preferisco non commentare io dico che mi risulta che 100 g di prosciutto crudo sono 2,5 g di sodio (2578 mg), L'assunzione giornaliera di sale in Europa : 10 g/die. Fabbisogno fisiologico di sale: meno di 2 g /die. Fabbisogno consigliato OMS: 6 g/die o 2,4 g di sodio.

Oggi abbiamo un consumo di sale di almeno il doppio di quello consigliato che non ci arriva dall'aggiunta di sale ma dai prodotti già pronti. Ricordiamo a tutti che ci sono gruppi di persone che devono mangiare con poco o una riduzione di sale, per cui essere a conoscenza in modo semplice e chiaro di quanto sale ci sia in un prodotto dovrebbe essere un loro diritto, su qualsiasi prodotto che si acquista.

Le indicazioni dei valori del sale non sono obbligatorie lo diveranno fra qualche anno. Io non dico che tutti si siano messi d'accordo nel non indicare il dato del sale, sono più propenso a credere nella comune casualità. A onore del vero bisogna dire che solo due aziende hanno messo il contenuto di sale sulle etichette dei salumi e anche il contenuto dei grassi saturi sono i salumi a marchio Esselunga e Coop, due aziende non produttrici ma distributive e più vicine ai consumatori.

Ma quando andiamo al supermercato, quali salumi troviamo, con quali valori nutrizionali?

Cosi per il dovere di cronaca, ho preso la mia auto e mi sono girato i supermercati nell'area Lugano, Chiasso, Como, Lecco per verificare i dati dei salumi italiani che si trovano in vendita andando nei supermercati Migros, Coop, Pam, Esselunga e guardando e prendendo nota dei salumi in vaschetta, gli unici con i valori nutrizionali scritti, valori diversi da quelli diffusi dall'Inran.

Tab. 2 Valori Nutrizionali Bresaola Rigamonti, Bresaola Coop, Bresaola Citterio


Tab. 3 Valori Nutrizionali Prosciutto Cotto: Rovagnati, Vismara, Montorsi, Parmacotto, Esselunga, Coop


Tab. 4  Valori Nutrizionali di Prosciutto Crudo e Speck , Rovagnati, Citterio, Parmacotto, Esselunga, Negroni, Recla, Senfter, Handl Tyrol


 Tab.5 Valori Nutrizionali Bologna Coppa Negroni, Vismara, Esselunga, Pam, Coop


 Tab.6 Valori Nutrizionali Salami Golfetta, Levoni, Negroni, Pam

Come vedete dalle tabella la gamma è molto più ampia, i range tra salumi dello stesso tipo è molto alto , facciamo un esempio la Bresaola  dai 2 g di grassi ai 4g, la maggior parte hanno valori superioriai 2 g (5 su 6, 83%), pù facile trovare la Bresaola con il 4 % di grassi quella IGP, il salame che le calorie vanno dai 222 ai 415, nella Bologna invece hanno tutti i valori inferiori. Sono valori differenti da quelli pubblicati.

Nella stampa si evidenzia che i salumi hanno meno grassi e più proteine, è importante ricordare che nei paesi occidentale abbiamo già un alimentazione troppo ricca di proteine, personalmente non vedo la positività dei nuovi salumi, sopratutto di come questi possono essere cosi ben inseriti nell'alimentazione quotidiana.

Quello che da consumatore non comprendo e che qualche giorno prima in tutti i media in tutti i giornali tutti i medici intervistati si schieravano a favore della tassa sui grassi saturi introdotta in Danimarca, perchè questi grassi non positivi per la salute e che favorivano l'Obesità, non comprendo perchè dopo una settimana, un gruppo di alimenti che ne contengono tra la maggiore quantità, diventano positivi per la salute, mah!.

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venerdì 30 settembre 2011

Alli e Xenical pillole per dimagrire con nuovi problemi, il calcio non fa più dimagrire, Alixir condanna confermata e Nutella scivola sulla pubblicità

Nuova allerta per i farmaci che fanno dimagrire, l'agenzia francese Afssaps, mette in guardia contro il rischio di gravi danni al fegato delle pillole d'orlistat (nome commerciale Xenical e Alli) ; non è stato stabilito il rapporto causa effetto ma non si esclude che i farmaci possano essere la causa. Quindi i pazienti con autoprescrizione o pazienti con ricetta medica ai primi segni di problemi al fegato si consiglia di  sospendere il farmaco e avvertire il medico.
Ho espresso diverso tempo fa', il mio parere sostenendo del flop di questi tipo di farmaci, era dovuta ad una conoscenza dell' Obesità superata, oggi si ha una maggiore e più complessa conoscenza della malattia.

Dal mio punto di vista nei due farmaci gli effetti collaterali erano noti da tempo, in particolare quelli al fegato, evidentemente l'utilizzo protratto nel tempo potrebbe dare luogo a maggiori complicanze, ma rimaniamo in attesa di ulteriori analisi, prima di dare un giudizio. Attenzione se in alcuni paesi questi farmaci sono interdetti, si possono acquistare su Internet con estrema facilità, sono farmaci che devo essere presi sotto stretto controllo medico e osservando tutte le indicazioni riportate. Il mio consiglio personale è niente farmaci ma nemmeno palloncini o sondini. Dieta ipocalorica, movimenti fisico e tanta ma tanta buona volontà.

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Chi mangia più lentamente ha un BMI più basso
Al di là dei farmaci una ricerca svolta in Nuova Zelanda dall' Università di Otago, su 2500 donne dai 40 anni ai 50 anni, ha dimostrato che le donne che mangiano lentamente hanno un BMI più basso di quelle che mangiano veloce a parità di stile di vita, movimenti fisico, stato di salute. Lo studio non dà una ragione, la do io, chi mangia più lentamente ha un indice di BMI più basso perchè mastica, la masticazione favorisce l'invio al cervello del segnale di sazietà che in genere arriva dopo venti minuti. Più che dirlo io lo dice A. Cocaul nel suo libro "regime mastication" Quindi prendetevi tempo per mangiare, certo oggi non è facile, per esempio anche io la pausa pranzo più passano gli anni e più si riduce, quando riesco a prenderla.

Per saperne di più: Leong SL, Madden C, Gray A, Waters D, Horwath C; Faster self-reported speed of eating is related to higher body mass index in a nationwide survey of middle-aged women. J Am Diet Assoc. 2011 Aug;111(8):1192-7
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Il Calcio e la Vitamina D non aiutano a dimagrire, il loro contributo è statisticamente irrilevante
Questo è la sintesi di uno studio pubblicato questo mese su European Journal of Clinical Nutrition, dove si è analizzato 15 studi controllati e randomizzati, sul rapporto del calcio e vitamina D  e la perdita di peso, arrivando a dire che la diminuzione di peso è statisticamente irrilevante e gli studi sulla supplementazione di vitamina D sono troppo pochi per fornire indicazioni. Non proprio in questo modo ma io lo avevo detto, qui nel latte aiuta a dimagrire, che gli studi sulla perdita si peso e calcio che accompagnavano la pubblicità dei prodotti derivati del latte, erano fantasiosi, diciamo così!

Per saperne di più: M J Soares, W Chan She Ping-Delfos and M H Ghanbari "Calcium and vitamin D for obesity: a review of randomized controlled trials" EJCN September 11
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Alixir ,elisir di lunga vita?
Ho lasciato perdere per qualche anno Alixir di Barilla, anche perchè non desideravo fargli pubblicità gratis, in questi giorni ho letto da Roberto La Pira del il fatto alimentare che nonostate i diversi ricorsi,  la condanna per pubblicità ingannevole è stata confermata dal Consiglio di Stato in Italia ma con uno sconto sull'ammenda. Non si sa la motivazione, certo non sarà stato per lo status d'azienda bisognosa. Io l'avrei raddoppiata solo per simpatia. In sintesi una comunicazione del marchio e dei prodotti poco felice, troppa attenzione per un prodotto non all'altezza della fama che si è acquisita.



Nutella, accusata di pubblicità ingannevole? (Di nuovo!)
Nutella mia anche tu! Riguarda lo spot, bontà a colazione. Al di la della modalità della comunicazione che fa vedere latte e nocciole senza fare vedere tutti gli ingredienti. Il problema secondo me sta nel fatto che la Ferrero vuole a tutti costi fare passare il messaggio di comunicazione che la nutella è prodotto salutare. Si tratta di una crema al cioccolato, è un prodotto piacevole, ma si vuole veicolare un messaggio che la gente non riconosce e non accetta. Conoscendo qualche risvolto in più, secondo me sono stati malconsigliati in Ferrero . Essere presenti sulla stampa per pubblicità ingannevole troppe volte in un anno, vuole dire due cose o strategia di comunicazione confusa oppure una strategia di comunicazione voluta, ma Nutella non è Alixir di Barilla.

Avete visto cinque post in uno, tutti aggiornamenti di temi che ho già affrontato ma era per dimostrare che quello che scrivo non è solo frutto della mia fervida fantasia ma documentato attraverso studi medico clinici pubblicati su riviste internazionali autorevoli. In realtà mi piace seguire queste vicende nel corso degli anni, perchè anche se si vive e si decide nel presente e nel passare del tempo che si impara a comprendere a giudicare miti e realtà.