
Fino ad ora è il produttore di vino che ha educato il cliente al gusto, che il cliente educhi al gusto il produttore è un idea azzardata, non vorrei che finissi come il Brunello che per renderlo più adatto al mercato americano ne hanno cambiato alcune caratteristiche. Il vino è un prodotto del territorio e del suo vignaiolo, la maggior parte dei clienti non conosce il lavoro della produzione del vino, potrà anche capitare qualche persona illuminata di grande cultura che magari avrà la capacita di valorizzare al meglio il terreno le uve e il metodi di produzione, ma sarà raro ma a questo punto l'azienda che ruolo ha? La soddisfazione del cliente può trovare altre strade.
Stefano Cinelli Colombini dell'azienda Fattoria dei Barbi, ha fondato negli Stati Uniti un azienda per la commercializzazione del suo vino, convinto che non veniva sufficientemente considerato dai suoi partners americani. Il mercato americano valuta il tuo vino in base ai numeri che riesce a dare, gli Stati Uniti sono un paese molto grande, , se il tuo vino non fa guadagnare abbastanza passi in secondo piano. Proprio per questo chi non ha milioni di bottiglie deve scegliere di orientarsi su aree di mercato più piccole esempio New York, Chicago, San Francisco e sceglierne solo una, perche scegliere tutti gli Stati Uniti è molto dispersivo, ma sopratutto se la tua capacità produttiva è bassa non è conveniente. Nessun partner potrà fare un investimento se sà che non potrà avere un ritorno economico.
Al di la di queste mie considerazioni il tentativo di filiera corta è interessante e per rendere però l'offerta valida ha dovuto inserire altre aziende italiane, prosecco di Valdo, i vini di Fontanafredda, Montepulciano d'abruzzo delle Colline Teramane e altri, però attenzione molto dipende dal canale di distribuzione scelto, finchè si rimane su ristorazione e negozi gourmand, può portare risultati interessanti più difficile per la grande distribuzione.
In sintesi due atteggiameni diversi da una parte la Tenuta Valdipiatta che fa arrivare il cliente in azienda e la Fattoria dei Barbi che porta direttamente il vino sul mercato senza intermediari. Vedremo chi avrà adoperato la strategia vincente.

Al di la di queste mie considerazioni il tentativo di filiera corta è interessante e per rendere però l'offerta valida ha dovuto inserire altre aziende italiane, prosecco di Valdo, i vini di Fontanafredda, Montepulciano d'abruzzo delle Colline Teramane e altri, però attenzione molto dipende dal canale di distribuzione scelto, finchè si rimane su ristorazione e negozi gourmand, può portare risultati interessanti più difficile per la grande distribuzione.
In sintesi due atteggiameni diversi da una parte la Tenuta Valdipiatta che fa arrivare il cliente in azienda e la Fattoria dei Barbi che porta direttamente il vino sul mercato senza intermediari. Vedremo chi avrà adoperato la strategia vincente.
Finalmente non ricordo da quando non facevi un post sul vino, ma non devi sempre parlare male.Oggi mi sfogo!! Scherzi a parte con i grandi clienti si crea un rapporto di fiducia si sta attenti alle loro esigenze, anche a qualche loro critica, importante è sapere ascoltare, alcuni clienti ci hanno dato dei spunti significativi di miglioramento, da qui a fargli fare il vino, ce ne passa scusami ma mi viene da ridere!!
RispondiEliminaEsiste anche l'affitto d' azienda agricola e fa quello che vuole ma nessun vignaiolo che io conosco lo farebbe mai se non come ultima possibilità per non perdere l'azienda, perche come tu dici il vino non è solo prodotto del territorio ma anche di chi lo fa.
Finalmente, non potevi trovare di meglio? Sono due idee difficili per la mia azienda, stare dietro ai capricci di un miliardario e fare una società negli Usa sono costi molto alti preferisco fare di me, un saluto
RispondiEliminaSergio
non sono del settore ma il vino me lo fare io volentieri la cosa mi diverte molto
RispondiEliminaSi fa già, sarà una novità per la Toscana
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