lunedì 18 marzo 2019

Bere collagene aiuta ad avere una pelle più giovane?

Domitilla M. R., Roma: durante un soggiorno in America mi è capitato di partecipare a un collagene party, si bevevano bevande a base di collagene per evitare l'invecchiamento della pelle, ma funzionano?

Chi può dirlo? Sinceramente anche se mi sono informato, i pochi studi esistenti sono delle stesse aziende che producono i prodotti "a pensare male si fa sempre torto ma qualche volta ci si azzecca" diceva un noto politico degli anni 70'.

I pareri sono discordanti tra coloro che ne parlano in modo entusiasta e coloro che esprimono un parere non positivo.

Personalmente ho come l'impressione che se ho un problema di calvizie se raccolgo e mangio i capelli questi ricrescono o meglio che la cheratina contenuta andrà a rinforzare i capelli rimasti e stimolare la crescita!

Tutti si premuniscono nel dire che integratori a base di collagene non sono pericolosi per la salute, va bene io ci credo tantissimo ma quello che io voglio sapere è: sono utili?

Ci sono alcune cose nella comunicazione che mi lasciano perplesso: 

La scelta di un target femminile molto giovane

Ho visto che a partecipare a queste feste a base di bevande al collagene, sono soprattutto ragazze molto giovani al quale credo che l'ultimo dei loro problemi la mancanza di collagene nell'epidermide.

Vedere un miglioramento su una ragazza di vent'anni rimane diciamo alquanto difficile è ancora nel momento in cui la produzione di collagene è al massimo.

Sentendo parlare di creme di bellezza di due amiche "io la crema antirughe a mia figlia glielo faccio già mettere anzi la prima volta che gliela ho fatto mettere aveva diciotto anni".

Quest'affermazione mi ha fatto molto riflettere di come il sembrare giovani sia molto importante nella società da spingere ragazze di diciotto anni a utilizzare creme antirughe.

La prevenzione della ruga viaggia molto più velocemente della prevenzione del tumore  e delle malattie cardiovascolari. 

Nella società odierna la vita media si allunga sempre di più, le persone fanno fatica ad accettare il ciclo biologico della vita, si vuole vivere a lungo e essere eternamente desiderabili, giovani e belli.

In tutti i mercati del medioevo si vendevano olii e elisir dell'eterna giovinezza la società non si è poi evoluta cosi tanto.

Origine e tipo di collagene

A prima vista quello che andrebbe meglio specificato è di quale tipo di collagene stiamo parlando, ce ne sono almeno 28, sono tutti utili per la pelle?

Qual è l'origine del collagene? Marino o animale, una precisione che le etichette potrebbero riportare.  
La tracciabilità degli integratori sembra sempre un problema poco interessante, visto gli scandali alimentari sulla carne qualche precisazione andrebbe fatta dal mio punto di vista.

Più che soffermarmi su una bella giovane mi soffermerai su una pelle sana

L'invecchiamento della pelle è un fenomeno complesso che coinvolge più fattori  come l'esposizione ai raggi solari, il fumo, inquinanti, alcuni ricercatori hanno anche individuato una causa genetica.

Al di la dell'utilità o meno dei prodotti come le bevande a base di collagene, per mantenere una pelle sana non deve essere sottovalutata, l'alimentazione una dieta sana ed equilibrata che prevede livelli adeguati di frutta e verdura che contengono betacarotene e Vitamina C ( una molecola antiossidante), di grassi buoni olio d'oliva e livelli adeguati Omega 3 sia d'origine animale (pesce) che vegetale, anche piccole quantità di frutta secca come noci e mandorle e semioleosi come semi di lino, zucca, girasole che contengono una discreta quantità di Vitamina E uno dei più ricchi antiossidanti.

Sintesi:

Il restare giovani è un mito che attraversa i secoli, oggi grazie a nuove conoscenze (inclusa la  chirurgia estetica) sembra che sia più facile avere un aspetto giovane.

La cosa che rimpiango dei vent'anni più che l'aspetto sono l'allegria, l'entusiasmo e la spensieratezza.

Le bevande al collagene non sono ancora sul mercato in tutti i paesi Europei, ci sono pochi studi indipendenti sull'utilità delle bevande al collagene per avere una pelle più giovane.

L'invecchiamento cutaneo è un fenomeno complesso che coinvolge più fattori, anche uno stile di vita attivo ed una dieta equilibrata unito ad adeguata idratazione può contribuire nel tempo ad avere una pelle più sana, aspetto che non deve essere trascurato. 


venerdì 8 marzo 2019

Quando un dolce aiuta a seguire una dieta

Durante una cena ho detto di mangiare un dolce tutti i giorni, tutti i commensali mi hanno guardato male, a dire il vero a volte capita che ne mangio anche due !

Non incide sul mio peso, sarà il metabolismo che mi aiuta? Sarà l'attività fisica? Camminare tutti i giorni per più di un'ora? Andare in piscina due volte alla settimana? Sarà che a casa mia il dolce non manca mai, tutti rigorosamente fatti in casa, dalla crostata di mele alla torta di yogurt, non compro brioches al bar o nemmeno torte in pasticceria.

La dieta è sempre vista come una privazione, la domanda più frequente che mi si chiede è " posso mangiare un dolce se sono a dieta ipocalorica?" Ovviamente si, una dieta di solo insalata non ha mai fatto dimagrire nessuno.

Nell'immaginario collettivo lo zucchero viene collegato all'obesità e alle malattie come il diabete di tipo 2 e al cancro, non solo molti dolci contengono quantità di grassi saturi che possono potenzialmente danneggiare il sistema cardio circolatorio.

Si ingrassa perché non si mangia in modo equilibrato, perché si assumono più calorie di quante se ne consumano, l'esperienze delle diete restrittive oltre che a portare cattivo umore e nervosismo, sovente hanno un effetto solo transitorio sulla perdita di peso, perché non soddisfano il senso del gusto e aumentano la fame.


Una ricerca pubblicata di recente sul Journal of Experimental Psychology, ha evidenziato che coloro a cui veniva dato la possibilità di mangiare un dolce all'inizio del pasto, hanno scelto piatti più sani  e hanno assunto meno calorie nel complesso del pasto e hanno limitato gli episodi dei fuori pasto.

A portare a questo risultato ci possono essere state più ragioni, il senso del gusto soddisfatto ha permesso di fare scelte più sane, inverosimilmente il complesso di colpa d'avere mangiato un dolce ha portato a scelte meno caloriche.

Il Prof. Reimann responsabile dello studio sostiene che il 70% delle persone seleziona un menù si fa influenzare dal primo piatto scelto. Nel nostro caso la scelta del dolce ha portato i commensali a fare scelte più virtuose e sane assumendo nel complesso 250 kcal in meno.

Bisogna però anche dire che questo ha funzionato solo per il dolce, non ha avuto lo stesso effetto quando la prima scelta era la frutta o l'insalata. Sono più portato a pensare alla soddisfazione di piacere del palato che al complesso di colpa che ha spinto a scegliere piatti meno calorici.

Pertanto strategicamente sono convinto che anche una piccola porzione di dessert può effettivamente essere utile a seguire una dieta ipocalorica, magari riducendo poco per volta la frequenza e la quantità.

Post correlati: 


Riferimenti: 
Flores, D., Reimann, M., Castaño, R., & Lopez, A. (2019). If I indulge first, I will eat less overall: The unexpected interaction effect of indulgence and presentation order on consumption. Journal of Experimental Psychology: Applied. .

martedì 5 marzo 2019

Abuso d'alcol genera 43.500 decessi all'anno

Valeria S, Padova: Come mai si parla poco dell'abuso d'alcol e dei suoi effetti sulla salute e sulla società?

In una recente ricerca Eurispes Enpam (ottobre 2018) in Italia è stato calcolato che l'abuso d'alcool ha provocato 435.000 decessi in dieci anni, circa 43.500 all' anno (il 7,25% dei decessi), la terza causa di mortalità dopo ipertensione e fumo.

Il problema dell'alcol è spesso sottovalutato poiché il consumo procapite negli ultimi anni è precipitato, si beve sempre meno a livello generale questo però non si traduce ancora in un beneficio statisticamente rilevante per la salute.

In parte dovuto alla carenza di statistiche negli anni passati e in parte generate dal fatto che solo adesso le nuove conoscenze scientifiche hanno messo in relazione l'abuso di alcool con alcune patologie, di conseguenza i dati non sono confrontabili.

Non si tratta di solo un problema di salute legato all'abuso di alcol per delle patologie, seconde il sito alcol.info , l'abuso di alcol in Italia è responsabile del 47% degli incidenti stradali e del 41% degli omicidi.


Possiamo affermare con certezza che se dal punto di vista statistico si beve meno, quelli che bevono però abusano più facilmente.

In particolare i giovani per i quali l'alcol rappresenta una sorta di rito d'iniziazione dal passaggio dell'età adolescenziale all'età adulta, il gioco preferito la gara tra amici a chi beve di più in quel target giovane  dagli undici ai diciannove anni.

C'è nella società la volontà di normalizzare l'ubriachezza, di coniugarla con il mito del buon vivere e di giustificarla semplicemente come ricerca d'evasione e divertimento.

Abuso d'alcol riguarda soprattutto gli uomini piuttosto che le donne  in rapporto di 3:1, anche per le conseguenze legate alle patologie per l'abuso d'alcol, tranne  per le malattie cardiovascolari dove a rischiare sono più le donne degli uomini nonostante queste rappresentino un numero molto inferiore. 

Le principali patologie legate all'abuso di alcol sono la cirrosi epatica, il cancro, le malattie cardiovascolari secondo alcuni ricercatori l'abuso di alcol può essere collegato anche ad altre patologie che possono riguardare l'apparato digerente, il rene, diabete, le malattie neuropsichiatriche e tutte quelle patologie che l'abuso di alcol porta a modificare la percezione della realtà e dei comportamenti ( per esempio le malattie sessualmente trasmissibili e i comportamenti violenti).

Chi abusa d'alcol spesso non si accorge o per lo meno è bravissimo a mascherarlo, sull'alcol c'è mancanza di controllo sociale, l'ubriaco è simpatico, chi non ha preso una sbronza una volta nella vita, si tende troppo a giustificare l'abuso.

Invece va fermato, la sera quando vado in giro e vedo persone che abusano d'alcol al bar, intervengo non riesco ad essere indifferente, la vita sicuramente non è piacevole sempre per tutti, porta anche dispiaceri, momenti tristi e poco felici ma l'abuso d'alcol non è un modo per renderla speciale.



Sintesi

Si parla poco dell'abuso d'alcol perché  c'è nel comportamento dell'ubriaco una sorta d'accettazione sociale, di giustificazione e di simpatia, bisogna invece rimarcare che si tratta di un comportamento non sano e non corretto nei suoi confronti e nel confronti del prossimo.

Purtroppo la mia deformazione professionale mi ha portato a conoscere che dietro un uomo che abusa d'alcol c'è una storia familiare di violenza, una donna, un figlio o una figlia che subiscono in silenzio.

Fonti: 
The Lancet, August 2018, Eurispes Enpam Ottobre 2018, Oms, alcol.info, Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS).

martedì 26 febbraio 2019

Mangiare bio riduce il rischio di cancro?

Annamaria D., Campobasso : Ho letto in più riviste che mangiare bio riduce il rischio di cancro, è vero?

Una ricerca su questo argomento è stata pubblicata su Jama a Ottobre 2018, in anni precedenti esattamente nel 2014 uno studio inglese pubblicato su Nature, ripreso dal British Journal on Cancer,  sosteneva che gli alimenti bio potevano ridurre le diagnosi di cancro al seno.

L'ultima ricerca pubblicata su Jama è in realtà uno studio epidemiologico statistico che si basa su questionari alimentari tra il 2009 e il 2016 condotti dalla Sorbona di Parigi in collaborazione con Inserm e il Cnam, su 68.946 adulti.

Si parla della riduzione del 25% del rischio di cancro, un numero rilevante.  La ricerca mette solo in relazione la frequenza e le abitudini d'acquisto con la possibilità di sviluppare il cancro. In sintesi il gruppo di coloro che avevano l'abitudine di consumare prodotti provenienti da agricoltura biologica avevano meno la possibilità di una diagnosi di cancro.


Il cancro è una malattia multifattoriale, pertanto se si voleva fare un indagine completa bisognava tenere conto anche degli altri fattori, questo è il forte limite di questa ricerca.

Gli altri fattori che incidono sullo sviluppo del cancro sono la genetica, fumo, inquinamento, obesità, le infezioni, la mancanza d'attività fisica, lo stress, le radiazioni ionizzanti.

Andava tenuto conto delle caratteristiche del target di coloro che scelgono un alimentazione con alimenti che arrivano da agricoltura biologica, che in genere sono molto attenti alla salute, non fumano, sono frequentemente normopeso, hanno uno stile di vita attivo pertanto possiamo dire che il risultato seppure interessante può essere stato influenzato anche da altri fattori.


Come spiegano i ricercatori il risultato?

Sono due le ragioni principali la prima è il minore dei residui di pesticidi di sintesi nei prodotti biologici, la seconda è che il profilo nutrizionale dei prodotti biologici sia più elevato in micronutrienti come antiossidanti, carotenoidi, polifenoli e vitamina C.

Diminuzione del rischio in quale tipi di cancro?

La diminuzione significativa riguarda soprattutto il cancro al seno delle donne in menopausa e il linfoma non Hodgkin, .

Cosa dice il World Cancer Research?

Si cita una ricerca dell' American Institute for Cancer Research che ha concluso che una dieta ricca di fibre alimentari "in modo convincente" riduce il rischio di cancro del colon-retto; che le diete ricche di frutta e verdure  "probabilmente" riducono il rischio di cancro della bocca, della gola e che una dieta ricca di cibi contenenti carotenoidi "probabilmente" riduce il rischio di cancro ai polmoni.

Non distingue alcun differenza tra agricoltura convenzionale ed agricoltura biologica.


Ma dobbiamo mangiare o non mangiare bio?

Dobbiamo imparare da questi studi a fare scelte migliori e coerenti in merito alla prevenzione dei tumori e del cancro. In un ottica di riduzione del rischio si invita a un maggiore consumo di frutta e verdura, se possibile preferire prodotti bio per quelle varietà più ricche di residui di pesticidi come fragole, arance, pesche,  nell'acquisto di legumi secchi preferibilmente scegliere quelli bio cosi come i cereali completi, il tè e gli infusi di cui si parla poco ma sono importanti come per l'alimentazione.

Limitare il consumo di prodotti alimentari ultra trasformati, prodotti ricchi di sale, grassi e zuccheri, alcool, visite ai fast food, carni troppo grasse, bevande zuccherate.

Se si riesce a prediligere il bio è meglio se locale o italiano o per lo meno prodotto e certificato da un paese dell'Unione Europea purtroppo le frodi sono all'ordine del giorno.

Ricordate che l'alimentazione però è solo uno dei fattori di rischio del cancro invito  a concentrarvi anche sugli altri fattori sopra citati come lo stile di vita, il fumo e la mancanza d'attività fisica.

Riferimenti:
Julia Baudry, Karen E. Assmann, Mathilde Touvier, et al "Association of Frequency of Organic Food Consumption With Cancer Risk Findings From the NutriNet-Santé Prospective Cohort Study "  JAMA Intern Med. 2018;178(12):1597-1606. doi:10.1001/jamainternmed.2018.4357

K E Bradbury, A Balkwill, E A Spencer, A W Roddam, G K Reeves, J Green, T J Key, V Beral, K Pirie & The Million Women Study Collaborators " Organic food consumption and the incidence of cancer in a large prospective study of women in the United Kingdom " British Journal of Cancer volume 110, pages  2321–2326 (29 April 2014)

martedì 19 febbraio 2019

Farmaci brucia grassi pericolosi per la salute?

Diversi paesi europei hanno posto l'attenzione in questi giorni su alcuni prodotti che vengono promozionati come prodotti per perdere peso anzi meglio con dei banner di pubblicità on line vengono proposti come brucia grassi ma che sono pericolosi per la salute secondo ANSM.

Tra questi ci sono Clenox e Stanox-10 in particolare clenox contiene clenbuterolo a un livello superiore di quanto previsto e stenox -10, che contiene stanozololo, una sostanza non autorizzata per farmaci ad uso umano, un anabolizzante che è stato utilizzato per pratiche doping, entrambe le sostanze sono vietate dall'agenzia antidoping Wada.

Entrambi i farmaci sono a forte rischio cardiovascolare, possiamo dire che il loro utilizzo come brucia grassi o anche solo per perdere peso è originale.

Nulla di questo ha una relazione con una dieta equilibrata, un programma di perdita di peso.

La mia riflessione è un altra indipendentemente dal fatto che questi farmaci non si possono acquistare in farmacia, ma se c'è una domanda c'è sempre anche un offerta, il fatto di poterlo acquistare on line non cambia i termini della questione.

Il desiderio di perdere peso è talmente alto che le persone arrivano a fare di tutto, perfino mettere a rischio la propria vita, pur di avere un peso accettabile.

Questi sono gli effetti della grassofobia, cioè di quel giudizio negativo diffuso sia a livello comune che a livello medico, delle persone obese o anche soltanto sovrappeso, che giustifica l'uso di queste sostanze perché nessuna persona assistita comune arriva all'utilizzo di questi farmaci da solo ma con il contributo di un professionista della salute.


Ci sono troppi pregiudizi nei confronti delle persone in sovrappeso e obese, ricordo che non basta solo mangiare meno questa è una ipotesi fortemente riduttiva e poco scientifica, l'obesità è una patologia multifattoriale con cause ambientali ma anche biologiche, persone che vivono nello stesso ambiente con la stessa alimentazione alcune diventano obese altre no.

Quando il giudizio degli altri si fa troppo forte e i fallimenti diventano troppi, si tenta di ricorrere a scorciatoie che mettono in pericolo anche la propria vita.

La mia raccomandazione personale è che non ne vale la pena, ci sarà sempre che vi ama e chi vi odia indipendentemente dal vostro peso, chi vi odia perché siete sovrappeso troverà un altro pretesto, non gli piacerà il colore dei vostri occhi, cambiereste anche quelli?

Io credo di no, accettarsi per quello che si è, consiglio di rivolgersi se obesi con problemi di salute a team di professionisti competenti, che sapranno valutare tutto il vostro percorso di salute per fare in modo che riusciate ad avere un peso ragionevole in rapporto con il proprio benessere.

sabato 16 febbraio 2019

La frutta e verdura più contaminata da pesticidi

Durante la Conferenza Internazionale dalle Sicurezza Alimentare, organizzato dalla Fao ad Addis Abeba è stato dichiarato che nel mondo gli alimenti non sicuri da un punto di vista igienico-sanitario (incluse le sostanze chimiche) causano 600 milioni di malati e 420mila morti ogni anno.

Dati forse allarmanti ma che rimandano a una realtà che solo in minima parte coinvolge i paesi più ricchi come l' Europa che hanno più mezzi, economici, legislativi e tecnologici per garantirsi alimenti con meno contaminanti.

L'associazione Generation future nei giorni scorso ha pubblicato un dossier molto interessante sui residui di pesticidi nella frutta e verdura, anche se la ricerca e la campionatura riguarda il mercato francese si può facilmente estendere a tutti i paesi europei.


Questa classificazione ci è utile come riflessioni sui prodotti che si acquistano.

L'analisi svolta da Generation Future ha trovato residui di pesticidi nel 72,6% della frutta e nel 41% delle verdure, singolare questo dato che pone più attenzione alla frutta che alla verdura, perché se la frutta non è bella non ha appeal per l'acquisto.

Com'è originale che i frutti meno contaminati dai pesticidi sono l'avocado il kiwi e le prugne per diverse ragioni i primi due perché hanno una buccia molto spessa e dura che protegge il frutta dagli insetti mentre le prugne sono dei frutti che poco si adattano alla coltura intensiva. 

Mentre i frutti più contaminati sono stati: fragole, ciliegie, uva, pompelmi, arance, mandarini, pesche.

Per le verdure invece le meno contaminate sono: asparagi, barbabietole e il cavolfiore.

Tra le verdure le più contaminate. sedano, erbe fresche, indivia, sedano rapa, lattuga e il peperone.


Non è il caso di creare allarmismi, solo qualche consiglio semplice, se l'offerta lo consente privilegiate prodotti biologici certificati, di provenienza meglio se locale e di stagione.

In più potete lavare attentamente frutta e verdura con acqua e bicarbonato: non servirà a rimuovere tutti i pesticidi, ma aiuta ed diminuirne la quantità.

Sbucciate gli alimenti prima del consumo, al che non eliminerà totalmente il rischio di pesticidi perché ci sono quelli che riescono a penetrare anche nella polpa ma c'è la possibilità di ridurre il rischio.

Oltre al nostro contributo dovrà esserci quello istituzionale che si impegna nei controlli per garantire al consumatori prodotti più sicuri.

Per Elena



lunedì 11 febbraio 2019

La farina di melanzane ?

Farò delle micronews prossimamente alternandolo a dei post veri, non tutto merita d'essere commentato. In questi giorni andando a leggere on line ho trovato uno studio sulla Farina di Melanzane, io nemmeno pensavo che si poteva ottenere della farina dalle melanzane.

L'industria agroalimentare è alla ricerca di nuovi ingredienti d'origine naturale da proporre come alimenti funzionali e la loro attenzione si è questa volta fermata sulle melanzane.

Le melanzane sono un tipo di verdura molto apprezzato in tutto il mondo in particolare in coloro che seguono un alimentazione vegetariana o vegana.

Hanno ottenuto con diversi metodi d'essicazione la farina è il migliore si è rivelato quello che prevedeva prima l'affettamento e poi l'essicazione in forno, che pare possa garantire un più alto contenuto d'antiossidanti.

Il risvolto interessante per l'industria che potrà cosi utilizzare la farina di melanzane come ingrediente per la preparazione di alimenti funzionali per avere dei prodotti con un contenuto più ricco di composti fenolici e antiossidanti.

Non indicano quante melanzane ci vogliono per ottenere un kg di farina. perché la melanzana è ricca di acqua e gli antiossidanti in particolare gli antociani più che nella polpa sono presente sulla buccia.

Una notizia che farà molto contenti i paesi principali produttori come Cina ed India, mentre la ricerca è stata svolta dall'Università Autonoma di Nueva Leon in Messico, che è solo 11° Produttore.

Quale impatto ambientale genera questa pratica? Bisogna anche porsi questa domanda visto che le melanzane richiedono una buona utilizzazione d'acqua per la crescita, bisogna stabilire quale costo ambientale comporta sia la coltivazione che l'essicazione e il suo utilizzo come farina. 

Con rispetto parlando, io comprendo la ricerca degli alimenti funzionali ma la domanda che mi pongo è, a chi potranno essere rivolti dei prodotti più ricchi d'antiossidanti? Non c'è la possibilità che lo stesso contenuto d'antiossidanti possa essere fornito a un minor costo ambientale? Sono solo le mie perplessità.

Fonte: 


giovedì 7 febbraio 2019

Mangiare con le mani è più naturale? Mangiare con le mani aiuta a perdere peso?

Chiara C Livorno: è vero che mangiare con le mani è più naturale?
Daniela L, Gaeta: mangiare con le mani aiuta a perdere peso?

Che vi hanno fatto di male le posate? C'è in generale una richiesta di naturalità a tutti i costi, che porta a considerare positivo tutto quello che è "naturale" e negativo tutto quello fatto dall'uomo.

Questa porta a a non considerare l'evoluzione dell'uomo rispetto agli altri essere viventi sulla terra, l'uomo è la specie che si è più evoluta.

Ragionando per assurdo può considerarsi più naturale comunicare con il suono del tam tam ma tutti utilizziamo il cellulare, anche i naturalisti più convinti!

Se è più naturale andare da Milano a Roma a piedi preferiamo prendere il treno o l'automobile, c'è perfino chi ci va in aereo.

Io penso che sicuramente alcuni gesti possono essere più istintivi nella natura dell'uomo, forse tra questi anche mangiare con le mani ma mangiare con le posate e in particolare con la forchetta è più evoluto e più culturale.

Poche cose in vita mia mi hanno creato imbarazzo, tuttavia ricordo una tenda berbera ai confini del deserto dove sono stato invitato a condividere il pasto, un momento di grande convivialità, tutti attingevano nello stesso piatto, si preparavano il boccone con le mani prima di metterlo in bocca, non mangiare equivaleva ad una offesa e cercavo d'imitare quello che facevano gli altri commensali.

Potrà sembrare strano nel mondo su 7,5 miliardi d'esseri umani ci sono ben 3 miliardi e mezzo che mangiano con le mani, pensate che nel Medioevo mangiare con le mani era una consuetudine diffusa in tutti i livelli sociali, solo nel Rinascimento comparvero a tavola cucchiai e coltelli.


L'uso della forchetta

A portare la forchetta in Italia o forse per meglio dire a riportare la forchetta nel 1075  fu la principessa Teodora Ducas, moglie del doge Domenico Selvo e sorella dell' Imperatore di Bisanzio Michele VII Ducas.

Si narra che nelle case aristocratiche romane era in uso la forchetta  con due rebbi, con l'avvento dei barbari questa consuetudine scomparve ma venne conservata dai Bizantini nella corte dell'Impero Romano d'Oriente.

A diffondere la forchetta o per lo meno la forcella come veniva chiamata, in Europa fu Caterina de 'Medici che portò in Francia l'uso della forchetta, ma si diffuse a livello più generale solo nel XVIII° secolo con la nascita delle primi ristoranti.

Penso che l'uso delle posate e più in generale della forchetta abbiano contribuito a migliorare la civiltà oltre che  l'igiene.


Mangiare con le mani fa dimagrire

Toccare il cibo con le mani sicuramente attiva il senso del tatto, rimanda delle informazioni al cervello sul cibo, informazioni che possono arrivare anche all'apparato digerente a parte questo non c'è nessuno studio in merito che dimostri che mangiare con le mani fa perdere peso.

Tuttavia ho avuto modo d'osservare che mangiare con le mani rallenta il tempo del pasto, una delle abitudini più comuni delle persone obese è la velocità del pasto e la cattiva masticazione, sappiamo che il tempo affinché il messaggio di sazietà dalla bocca e dallo stomaco arriva al cervello impiega venti minuti, conosco persone che mangiano in 5 minuti.

Si potrebbe dire che mangiare con mani, preparare il cibo con le mani, fa perdere del tempo e unito a una buona masticazione è più facile che il senso di sazietà possa arrivare al cervello con dei tempi più corretti e che questo indirettamente possa incidere sul senso di sazietà, sulla quantità del cibo ingerito e di conseguenza della calorie accumulate.


Sintesi:

Mangiare con le mani in alcuni casi può essere più istintivo è più piacevole, ci riporta alla fase orale della nostra infanzia, non del tutto perso dalla nostra memoria, il successo del finger food in qualche modo coglie quest' aspetto.

Ricordiamoci che di naturale ci sono solo i sassi, tutto il resto è stato trasformato dall'intelligenza e dall'abilità dell'uomo.

Ogni popolo ad ogni latitudine e clima ha creato una propria cultura alimentare che si è evoluta in base alle condizioni ambientali e culturali (incluso lo stare a tavola come per esempio l'utilizzo delle bacchette in Cina).

Anche se non c'è alcun rapporto tra mangiare con le mani e perdita di peso, può essere utile come invito ad un maggiore lentezza durante il pasto, a darsi del tempo per assaporare il cibo ed avere una buona masticazione.

Mangiare con le mani può essere naturale ma mangiare con le posate può essere simbolo dell'evoluzione della civiltà e della cultura di un popolo.

Post correlati:
Masticare ci aiuta a mangiare meno

mercoledì 30 gennaio 2019

Dieci baci per una porzione di confettura light


Sarà magari capitato anche a voi di vedere questo spot, dove una ragazza dice " la mamma mi ha detto che ad ogni bacio consumo due calorie, siccome oggi ho dato dieci baci posso mangiare una porzione di confettura light". Qualsiasi genitore si sentirà rassicurato da queste parole!

Cos'è un bacio? Un apostrofo rosa fra le parole t'amo, un segreto detto sulla bocca, diceva il poeta Edmond Rostand. 

Nell'era 2.0 il bacio è divenuto un consumo di calorie per una porzione di confettura, non c'è più poesia ma nemmeno l'idea di un' emozione veloce e fugace.

L'intimità nel circuito della ricompensa, una ragazza che già vive in restrizione calorica, momenti intimi che si esprimono in calorie se si vanno a guardare i manuali dell'attività motoria, ci sono anche quelli relativi ai rapporti intimi, la fregatura è che vengono espressi in ore.

In un'ora gli uomini bruciano 101 calorie, le donne 69. 

Se sei Sting e signora e pratichi il tantra che dura anche quattro o cinque ore, sai è più facile fare il calcolo, più grande sarà la ricompensa. 

Diventa più difficile e inutile se fai parte del gruppo più numeroso d'italiani, il 40% , che dichiara che l'intimità dura meno di tre minuti, praticamente una leccata di gelato e qualche briciola di Saint-Honorè.

Nonostante non manchino studi che sostengono che il sesso possa ritenersi un'attività fisica a tutti gli effetti, l’Università del Quebec in Canada arriva a sostenere che  durante un rapporto sessuale, un uomo può bruciare anche fino a 4,2 kilocal al minuto contro  le 9,2 che può consumare correndo .

L'intimità può essere un modo piacevole di bruciare qualche caloria ma fatelo per il piacere di farlo e di stare insieme per il proprio compagno o compagna non per consumare qualche peccato di gola in più, oppure come dice la mia amica Alessandra, saltate tutto e andate direttamente al dolce !


mercoledì 23 gennaio 2019

La candida è la causa dello sviluppo del morbo di Alzheimer?

Marta C. Bassano del Grappa: é vero che la candida è responsabile del Morbo d'Alzheimer?

A tutt'ora l'eziologia del Morbo di Alzheimer non è nota o meglio non si conoscono i fattori che generano il Morbo d'Alzheimer. Ogni tanto ci sono studi che cercano di provare tesi molto originali, la scienza ha lo scopo di sperimentare anche strade nuove, tuttavia nessuna di questa si è rilevata corretta.

Esiste un percorso di ricerca che vede coinvolto il Prof. di Immunologia David Corry del Baylor College of Medicine di Huston (Texas) secondo cui i funghi potrebbero essere la causa di molte malattie collegate con la demenza.

La candida albicans è un fungo microscopico che è responsabile di molte infezioni della pelle e della  micosi vaginale, in individui con sistemi immunitari compromessi può essere responsabile di infezioni respiratorie e di infezioni opportunistiche molto gravi che possono portare ad una candidosi sistemica.

La principale difficolta è come dimostrare che questi funghi possono superare la barriera emato encefelica. 


In un recente studio pubblicato su Nature alcuni ricercatori sulle cavie sono riusciti a dimostrare che è possibile in alcune particolari condizioni che attraverso l'intestino la candida possa raggiungere il sangue e poi il cervello dove stimola l'attività infiammatoria.

Le cellule della Microglia che intervengono per proteggere il cervello formano delle strutture granotulomatose che possono essere precursori delle proteine amiloidi che formano le caratteristiche placche responsabili dell'Alzheimer.

Per questa tesi è possibile pensare ipoteticamente che la barriera emato encefelica può deteriorarsi con il tempo e con l'età e che può permettere ai lieviti come la candida, attraverso il sangue di penetrare all'interno del cervello per dare origine allo sviluppo di malattie degenerative come il morbo d'Alzheimer, il morbo di Parkinson e la Sclerosi Multipla.


Attualmente questa è una tesi di ricerca che deve essere suffragata da ulteriori studi, non ci sono ancora prove certe e scientificamente condivise che ci sia un collegamento tra Candida Albicans e il Morbo di Alzheimer.

Ricordo che la candida albicans è un fungo normalmente presente nel corpo umano e sotto controllo ma ci sono alcune condizioni che possono favorire il suo sviluppo, come trattamenti antibiotici prolungati nel tempo che destabilizzano la flora batterica e favoriscono le infezioni fungine. 

Anche se non c'è una relazione diretta tra l'alimentazione e la candida ci sono alcune note alimentari che suggerisco di leggere nel post Una Dieta per la Candida del 2014 ancora attuale, ricordo che solo che i funghi si nutrono di glucosio pertanto limitare gli zuccheri è un ottima nota per controllare la candidosi.

Post correlati:
Quale dieta per il Morbo di Alzheimer
Erbe aromatiche il loro ruolo nella prevenzione di Alzheimer e Parkinson
Quale relazione tra pesce, mercurio e Alzheimer?
Fattori a rischio della malattia d'Alzheimer
Quale dieta per la Candida ?

Riferimenti: 
Yifan Wu, Shuqi Du, Jennifer L. Johnson, Hui-Ying Tung, Cameron T. Landers, Yuwei Liu, Brittany G. Seman, Robert T. Wheeler, Mauro Costa-Mattioli, Farrah Kheradmand, Hui Zheng & David B. Corry " Microglia and amyloid precursor protein coordinate control of transient Candida cerebritis with memory deficits" Nature Communications volume  10, Article number: 58 (2019)

mercoledì 16 gennaio 2019

Un'adeguato intake di fibre previene malattie cardiache, ictus, diabete e tumore al colon?

Un'analisi approfondita di 243 studi pubblicata su Lancet rilancia l'importanza del ruolo delle fibre nell'alimentazione.

Sembrerebbe che la quantità di fibra ingerita possa incidere sulla diminuzione del rischio di 4 patologie che sono tra le più diffuse nel mondo occidentale.

Coloro che hanno un' alimentazione ricca di fibre hanno un ridotto il rischio di malattie cardiache, ictus, diabete di tipo 2 e tumore del colon, questo dato inciderebbe anche sull'aspettativa di vita, diminuendo il rischio di morte prematura dal 15 al 30%.

Le persone assistite che hanno l'abitudine di mangiare 25-29 grammi di fibra da alimenti come frutta e verdura ogni giorno (non da integratori ) hanno mostrato una maggiore riduzione del rischio di sviluppare queste patologie.



I benefici del consumo di fibre non sono una novità diversi studi pubblicati precedentemente hanno messo in rilievo che gli alimenti ricchi di fibre tendono ad essere più consistenti e richiedono più tempo per la masticazione, maggiore tempo per mandare al cervello i segnali di sazietà, velocizzare il transito intestinale e di conseguenza essere utili per avere un maggiore controllo sul peso e di conseguenza sull'Obesità, uno dei maggiori fattori rischio per le malattie cardiache e cancro.

Alimenti ricchi di fibra inoltre possono stimolare i batteri benefici nell'intestino riducendo cosi il possibile il rischio di cancro al colon.

La riduzione del contenuto di fibra nell'alimentazione segue di pari passo l'evoluzione dell'industria alimentare, gli alimenti ultra elaborati tendono a ridurre il contenuto di fibre nell'alimentazione, questo spiega in parte il fatto che nonostante il numero di vegani e vegetariani sia in aumento non è lo stesso per il consumo di fibra.


Lo studio per quanto vasto e documentato non tiene conto dell'ambiente e dello stile di vita delle persone, per esempio uno stile di vita attivo ha già dei benefici della salute per quanto riguarda queste patologie.

Lo studio tiene conto esclusivamente dell'alimentazione ma le patologie prese in esame hanno cause spesso multifattoriali e qualche volta genetiche, puntare e dare solo una spiegazione sulla dieta mettendo in rilievo solo l'obesità e l'intake di fibra è corretto ma forse un po' riduttivo.


Per raggiungere i livelli adeguati di fibre per quanto riguarda noi consumatori, dobbiamo prestare attenzione ai nostri acquisti, non  ci siamo accorti con il tempo che più un ingrediente è elaborato e trasformato più è povero di fibre e vitamine, per esempio la polpa di mela che acquistiamo già pronta è molto comoda e pratica ma non è come mangiare una mela fresca. 

Pertanto per raggiungere i livelli d'intake di fibra è utile oltre che prediligere prodotti meno elaborati, alimenti a base di carboidrati non raffinati come cereali integrali e consumare legumi, ortaggi, frutta e verdura fresca (inclusi piccoli quantitativi di frutta secca contribuiscono a raggiungere il livello adeguato di fibre).

Post Correlati: 
Le fibre alimentari quali? Quando? Perché?
Come scegliere alimenti antidiabete al supermercato?

martedì 8 gennaio 2019

I Food Trends 2019

Come ogni anno ecco il nostro post dedicato ai Food trend del 2019, dopo avere letto di tutto sui media dagli insetti ai licheni, (anche che no, grazie ), mi permetto d'esprimere un punto di vista diverso, più che partire dalle novità, occasione di pubblicità delle aziende per influenzare il mercato, preferisco partire dai dati delle vendite dei prodotti alimentari, che raccontano una storia diversa.


1) Vegano pret a manger (pronto da mangiare)

La tendenza già in atto da qualche anno è la preferenza verso i prodotti d'origine vegetale invece dei prodotti d'origine animale e continuerà anche nel 2019.

Quando però guardiamo i dati delle vendite di frutta e verdura fresca segnano solo un leggero aumento secondo la ricerca Ismea Agrofer Osservatorio dell'orto frutta, nella prima parte dell'anno 2018 i volumi delle vendite sono rimasti stabili con solo un + 0,7  rispetto all'anno precedente.

Se si va a vedere nei dettagli non sono aumentate le vendite di frutta e verdura fresche ma di prodotti già pronti, dai mix d'insalata già pronta, i prodotti di quarta gamma, come i minestroni e i purè gia pronti, le spremute di frutta, i meno insospettabili surgelati (zucchine già tagliate, carote già cotte affettate, melanzane già grigliate, broccoletti e broccoli fatti a rosette, finocchi cotti e fatti a spicchi) e perfino le macedonie già pronte fresche o in scatola.

Da questi dati si evince che per il nuovo anno aumenterà l'offerta e la domanda di prodotti vegetali, più che riguardare l'aumento del consumo di frutta e verdura fresca riguarderà il prodotto trasformato, non so come definirlo se per un vegetariano con le manine delicate o un vegano pret a manger?


2) Insalata "esotica"

Una volta si promuoveva la spesa a km zero, cioè quel movimento di sensibilità verso l'ambiente che permetteva un risparmio in termini di trasporto e di conseguenza inferiore emissioni di anidride carbonica e nel contempo faceva scoprire le varietà locali e la stagionalità di frutta e verdura.

Una sensibilità che si è persa, faccio difficoltà a trovare quello che una volta erano le comuni insalata lattuga, romana, più facile trovare la mizuna una specie di rucola giapponese, la brasiliana, il cavolo cinese, pak choi, daikon, in questi giorni che siamo sotto la neve sono in vendita i cetrioloni quelli giganti (già non digerisco quelli piccoli figurati quelli giganti).

La tendenza alla dieta vegana e vegetariana fa ampliare l'offerta di frutta e verdura, emerge più la  voglia d'esotico, ogni tanto anche una semplice scarola o una verza ha un suo piacere del gusto. Il tocco esotico non fa solo aumentare il prezzo al ristorante.

In attesa che diventino realtà le fattorie urbana per la produzione d'insalata locale, grande interesse per il prossimo anno per le lattughe come la Little Gem e la lattuga cinese Will Cetuce, una lattuga sativa del genere augustana, aspettiamoci nuove varietà d'insalate che arriveranno sempre da più lontano e sempre più "esotiche"!


3) Alimenti per il microbiota

Per tutti coloro che hanno particolare interesse alla salute e a benessere fisico, si è diffusa la cultura del microbiota (quell'insieme di microorganismi presenti per lo più nel tratto intestinale ) in realtà e sufficiente una normale e sana dieta equilibrata ma il suo trattamento è divenuto un vero e proprio segmento di mercato.

Prodotti che hanno il solo scopo di mantenere lo stato di eubiosi,(equilibrio del microbiota) contrariamente invece uno stato di disbiosi  o meglio un disequilibrio del microbiota , che viene associato alla maggiore incidenza di patologie metaboliche, cardiovascolari, infiammatorie, neurologiche, psichiche e oncologiche.

Sono tornati in voga, non proprio casualmente, i probiotici che nessun più voleva e gli alimenti fermentati, (tipo crauti per intendersi, ma sono tutti pazzi per il kimki, verdure fermentate e speziate koreane).

C'è un progetto chiamato Circles, finanziato dall'Unione Europea "Smart microbiome food products, nuovi alimenti a base di ortaggi, carne e pesce nati da sistemi alimentari in cui i microbiomi di animali e piante saranno ottimizzati per realizzare in modo sostenibile prodotti di qualità superiore", cosi c'è scritto, sarà ma per quanto mi riguarda più che rassicurarmi m'inquieta!


4) Il piatto unico

Altro elemento di cambiamento dei consumi è la scelta del piatto unico sia al ristorante che a casa, sono tanti i dati che portano a questa scelta l'invecchiamento della popolazione, l'attenzione alla linea delle nuove generazioni, il non volere perdere troppo tempo a tavola.

Se una volta voleva dire la pizza, oggi si esprime più con i secondi piatti gia pronti e facili da consumare, ma anche nel panino, nel burgher, nel kebab, nel panzerotto, nell'insalata, nella bowl la ciotola, alle proposte più raffinate come risotto con branzino.

Un segnale che ci viene anche dal menù dei ristoranti dove la differenza di prezzo tra primo piatto e secondo piatto diventa sempre più sottile, ad indicare che se si sceglie uno non si sceglie l'altro, adeguandosi a questo nuovo trend si trova spesso nel menù anche la proposta di piatto unico.


5) Si mangia sempre di più fuori casa

Un dato su tutti a Natale di quest'anno 7 ristoranti aperti su 10, (fonte Osserva Italia) il Natale il momento di riunione della famiglia ma fuori a tavola solo venti anni fa solo un ristorante su dieci erano aperti a Natale.

Siamo tutti chef quando doppiamo farci dei selfie e delle foto su istagram però se invitiamo qualcuno a casa, lo portiamo a mangiare fuori oppure "Che dite ordiniamo le pizze?"


6) Le vendite di prodotti alimentari on line per le generazioni X e generazione Z

Un dato in forte aumento quello delle vendite on line, ma riguarda soprattutto prodotti ad alta tecnologia, viaggi, libri, In una ricerca di mercato di Novembre 2018 il 30% degli intervistati dichiarava d'acquistare solo on line, mentre per l'acquisto dei prodotti alimentari solo il 16 % viene acquistato on line, una percentuale molto più bassa rispetto ad altre categorie, mentre i biglietti aerei e i viaggi il 79% , musica il 75%, libri il 55%  (fonte: indagine Piepoli Novembre 2018).

Ad acquistare sono in particolare la Generazione X e la Generazione Zeta chiamati anche millenians e centennials, questi ultimi in particolare sono adolescenti e ragazzi fino a 23 anni, che utilizzano i social network in particolare Istagram e Snapchat, i principali acquisti li fanno su Amazon.

Se Snapchat consente l'acquisto on line solo recentemente, il futuro sarà su Istagram, si sta studiando la possibilità di vendere on line alcuni prodotti.

Dati che non devono stupire perché nella generazione Z gli acquisti alimentari li fa ancora la mamma, la generazione X più grandi invece ha l'abitudine di fare la spesa on line per guadagnare tempo, giudicando inutile il tempo di fare la spesa e di preparare da mangiare.

Un pregiudizio legato all'età molto giovane tempo di fare il primo bambino e diventano chef.


7) Cibi a Domicilio

Una consuetudine per il pubblico giovane avvezzo a un nuovo tipo di consumo, che è in forte crescita, non più una novità ma una domanda che si amplia soprattutto nelle grandi città.

Secondo i dati diffusi di Deliveroo, quest'anno i più richiesti sono Noodles e i Poke Hawaiani (insalata di pesce crudo delle hawai) e i classici secondo Deliveroo come Poker bowl al salmone, il Mcmenu, Roll salmao e la Pizza Margherita.

Sono tutte preparazioni che io non ordino al ristorante figuratevi a domicilio tranne la pizza margherita, indica però questa familiarità da parte delle nuove generazioni con abitudini alimentari più globali.

Non ci sono dati su ordini di lasagne, polpette, branzino al sale, merluzzo, risotto alla milanese, sospetto che non sia la voglia di mangiare qualcosa di diverso ma la ricerca di quel gusto e quella palabilità a cui i giovani oramai hanno una maggiore confidenza.


8) Bevande : Birra, vini naturali, bevande senza alcool

La birra è la bevanda fermentata che piace a quasi la metà degli italiani adulti con un consumo pro capite medio di 31,8 litri, il vino siamo sui 35 litri, per citare un paragone, ma mentre quelli del vino sono in discesa quelli della birra sono in salita, il 2019 sarà l'anno del sorpasso i consumi di birra supereranno quelli del vino?

Negli ultimi dieci anni c'è stato un autentico boom dei birrifici artigianali che in Italia sono più che quadruplicati passando da più di 200 a oltre 860 con una produzione annuale stimata in 55 milioni di litri (fonte Unionbirrai).

Per le altre bevande la richiesta di mercato vanno verso vini naturali, vini leggeri a bassa gradazione alcolica. I baristi nei locali più in sostituiscono i classici liquori ad alto contenuto alcolico con preparazioni meno alcoliche a base di Vermut oppure con vini leggeri come il Prosecco, andranno sempre più di moda i cocktails alcool free, dal nome modificato come No-groni, No-jito, ad indicare la non presenza di alcool nella bevanda.

9) Cheese tea

Molti scommettono su questo nuovo tipo di tè dopo il Bubble tea, avremo il Cheese tea, un tè tipo il te matcha, tè verde, te al gelsomino, al cui top c'è un formaggio montato come panna montata, è la preparazione più fotografata sui social network, arriva da Taiwan, secondo tutte le agenzie di stampa, conquisterà il mercato, una buona tazza di tè non si rifiuta mai, certo che la panna sopra de gustibus!


10) Mode alimentari: Pegan Diet

La più ricercata su istagram è la parola : pegan food, il cibo e la ricetta per la dieta pegan (no, non ho sbagliato a scrivere con pigeon, non è la dieta del piccione) è un neologismo, che mette insieme la dieta paleolitica (P)e la dieta vegana (egan).

Autore come dire guru di questo regime alimentare è Dr. Mark Hyman della Cleaveland Clinic, che sostiene che si tratta in sintesi di mangiare cibi a basso contenuto di zucchero e amido. molti alimenti vegetali, se si vuole si possono mangiare cibi d'origine animale ma allevati in modo sostenibile, per i grassi invita a prediligere grassi buoni come quelli contenuti nelle noci, nell'olio di oliva e nell'avocado.

Una dieta molto selettiva che invita a evitare frumento, glutine e prodotti lattei.

Al motto che invita a mangiare tutto quello fatto da dio ma di lasciare tutto quello creato dall'uomo  (avrei qualcosa da ridire in merito, si vede che il Dr. Nyman non ha mai lavorato in agricoltura).

Diciamo pure una dieta non priva di contraddizioni, se lo scorso anno il 2018 è stato l'anno della Dieta Chetogenica, quest'anno 2019 appena iniziato sarà l'anno della Pegan Diet?

Post correlati:
I Food Trends 2018
I Food Trends 2017
I Food Trends 2015
I Food Trends 2014
I Food Trends 2013
I Food Trends 2012
I Food Trends 2011
I Food Trends 2010
I Food Trends 2009





lunedì 7 gennaio 2019

Pubblicità bloccato lo spot di uno studio legale che promuove risarcimenti contro i casi di mala sanità

Su segnalazione del presidente di Fnomceo, la federazione che raccoglie gli Ordini dei medici è stato chiesto di sospendere in Tv lo spot di uno studio legale che rappresenta i pazienti nei casi malasanità, in quanto fornisce secondo la federazione un messaggio distolto che mira ad aumentare il numeri di cause contro i medici e il servizio sanitario.

Certo il messaggio ad alcune persone può non essere gradevole ma la Federazione degli Ordini dei Medici dovrebbe accettare il fatto che i casi di malasanità esistono e non solo quelli che vengono denunciati dai media.

Ci sono anche casi che non ricevono quest'attenzione, casi silenti di pazienti che cambiano strutture non per un problema risolto ma per una cattiva gestione di una patologia e di un problema medico ed è costretto a iniziare una nuova terapia in un altro centro, un costo in più per lo stesso sistema sanitario.

Non mancano i casi di persone che sono costrette a trasferirsi in un altra regione per la cura e la terapia, questo causa un altro aggravio alle spesa sanitaria oltre che personale delle persone assistite.

Gli errori o i presunti errori riguardano solo una piccola parte delle prestazioni mediche, ci sono centri e medici di prim'ordine molto bravi e competenti ma non sempre è cosi. Un caso recente quello relativo alle protesi datate inserite in pazienti ignari, alla mia domanda che tipo di protesi le hanno messo? Il paziente risponde non lo so non me lo hanno mica detto, dovevo chiederlo?

La promozione della trasparenza della cartella clinica o del percorso di terapia da parte del personale sanitario è un problema di cui gli Ordini dei Medici dovrebbero farsi promotori.

Invito per un attimo la Fnmceo a mettersi nei panni di un paziente a cui presumibilmente è stato sbagliato un intervento oppure una terapia non corretta, battersi contro l'omertà dei medici è difficile, bisogna trovare un equipe che dimostri il percorso terapeutico non corretto, sorbirsi l'onore di prendere un avvocato, di pagarsi i periti, fare causa attendere dieci anni quando va bene nel frattanto magari il paziente muore.

Sulla stampa la Fnmceo sostiene che sono aumentate le aggressioni ai medici, tremila casi, lo scorso anno, senza contare coloro che rinunciano per causa di forza maggiore. Sono tremila persone tutte pazze oppure c'è un'altra storia? Io non dico che hanno fatto bene ma hanno avuto un' alternativa? Diamo la possibilità di segnalare i problemi e di risolverli con i fatti e non con le parole!

Se la giustizia normale impiega dieci anni per riconoscere un caso di malasanità, non sempre le persone assistite possono permettersi d'attendere tutto questo tempo.

Se posso inoltre permettermi di dire, le persone vittime di episodi di malasanità mi comprenderanno, non si ricevono mai delle scuse, dopo nemmeno tre gradi di giudizio in tribunale, di fronte all'evidenza dei fatti, si viene trattati come dei folli.

Tanti ospedali hanno avviato percorsi per ridurre il ricorso d'eventuali cause per danno medico, protocolli di terapia a cui il personale deve attenersi. Tuttavia quello che sconcerta l'utente medio come in questa caso è il forte timori della classe medica, come se non fossero sicuri della loro professionalità, il loro paura da cosa nasce?

Di non essere sufficientemente preparati o in grado di gestire le persone assistite o di non essere in grado di soddisfare le aspettative di salute della società? 

I medici hanno la Fnmceo a rappresentarli nelle istituzioni ma chi rappresenta le persone assistite?