giovedì 9 febbraio 2012

I prodotti più sensibili e meno sensibili al prezzo al supermercato nelle scelte dei consumatori


Il problema del potere d'acquisto dei consumatori è tornato a farsi sentire negli ultimi mesi. La tendenza registrata è l'allontananento dai marchi preferendo prodotti di Private Label o dei prodotti a basso costo per cercare di rimanere inalterato il potere d'acquisto, tuttavia questa scelta non è indifferenziata ma riguarda alcune categorie di prodotti.

Nell'indagine fatta da GKF sono sopratutto i prodotti di base, cioè quei prodotti con maggiore frequenza d'acquisto ad essere colpiti dalle scelte dei consumatori, quei prodotti d'uso quotidiano.

Tabella 1 prodotti più sensibili al prezzo


Non è il caso che i due prodotti dove si cerca di spendere meno sono latte ed acqua minerale. Si sceglie il  prodotto che costa meno, dove si percepisce meno la differenza. Questa sensibilità ai prezzi nelle scelte è fortemente aumentata dopo il primo trimestre del 2011 ed è una tendenza che proseguira per tutto il 2012.

Il latte sembra essere il prodotto più indefferenziato, in parte perchè la guerra del latte tra produttori e distributori ha portato a un' immagine negativa, in secondo luogo nessuno dei marchi di latte cerca di essere differente, ricordiamo però che per i 0,30-0,40 centesimi al litro il costo al supermercato supera 1,20 al litro spesso anche 1,50, il consumatore lo ritiene un prezzo troppo alto non giustifica il 400% o il 500% in più, questa sembra essere una delle ragioni per cui si rivolge un prodotto a basso costo.


Per le insalate già pronte, il discorso è diverso pur apprezzando il prodotto già pronto il consumatore prende solo quello in offerta, spesso manca la varietà fresca la proporzione è di 1 a 50, cioè per una insalta fresca ci sono 50 insalate gia pronte all'uso, per cui la scelta al prodotto che costa meno è condizionata dall'offerta.

Gli altri prodotti invece dagli yogurt alla frutta all'acqua minerale sono i prodotti dove i consumatori meno percepiscono le differenze tra il prezzo e un altro e tra una marca e altra.

Tab.2 prodotti meno sensibili al prezzo


I prodotti a cui i consumatori sono meno sensibili ai rincari sono quei prodotti che beneficiano di un'immagine legata al piacere, tanto che sono il 19% desidera acquistare spumate, champagne  e vino a basso costo. per questi prodotti i consumatori si rivolgono ai prodotti di marca, ai prodotti della pubblicità ai prodotti di qualità.

Nella classifica non mancano gli snack dolci e salati, le creme alla nocciola e la patatine fritte, questi prodotti i consumatori sono meno sensibili agli aumenti. Ma anche i gelati, i salumi e la birra


Questo spiega come mai i cosidetti spazi dell'acquisto gourmand del lusso come Excelsior o la Rinascente Food Market hanno spazio a quei prodotti dove a cui i consumatori sono disposti a spendere di più, come abbiamo visto nel post delle crema alla nocciola e cacao dove le creme gourmand costavano più di 50 euro al kg rispetto alla media di 6,00 Euro del Supermercato. 

Conclusioni: un osservatore attento noterà che i prodotti dove più siamo disposti a spendere sono quelli ricchi di zucchero, cacao, caffeina, sale e alcool tutti prodotti che in qualche modo si consiglia di non abusare. Il quadro devo dire non è edificante perchè si dovrebbe guardare alla qualità di tutti i giorni e non solo all'acquisto per il piacere.

Devo dire che senza accorgermi io in questa schema mi sono un po' ritrovato, nel latte più che il prezzo guardo la provenienza e la scadenza, nei prodotti come il cioccolato guardo invece la varietà da scegliere più che il prezzo e voi?

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37 commenti:

  1. In quello che mangio non è il prezzo che fa la differenza, o meglio non sempre.
    Come te ad esempio non scelgo un cioccolato che non sia di ottima qualità, o un caffè di cui non riesca a capire la provenienza: diciamo che magari per preferisco prenderne meno, ma buono davvero.

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  2. Concordo con Stefania. La cosa personalmente mi tocca poco perché gli alimenti che vanno per la maggiore e sono soggetti ai rincari non li compro mai. Il latte è sempre intero e biologico, che è sempre stato caro, quindi non trovo grande differenza. Quello che costa tanto sono i prodotti di qualità (e non sempre lo sono tra l'altro). Trovo infatti che la cosa che fa meno risparmiare sia la continua ricerca di prodotti veramente qualitativi... quante volte capita di comprare qualcosa spacciato per lodevole e che poi fa schifo? Oppure è quasi scaduto? Oppure è stato mal conservato? Perché esiste anche quello. Hai mai notato quanto i prodotti da frigo vengano tenuti negli scatoloni dei supermercati in bella vista e messi a posto dopo ore e ore? E magari venduti anche a caro prezzo. Ecco, per chi ha lo stomaco molto delicato (per tutti ma io me ne accorgo subito...), anche una cosa così non va bene, molti dei miei acquisti finiscono nella spazzatura...

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  3. @ stefania, ex araba felice, scherzo grazie del contributo

    @ricette leggere grazie si purtoppo bisognerebbe aprire un capitolo sulla cattiva conservazione degli alimenti nei supermercati, anche io personalmente ho trovato nei surgelati prosotti gondi e con ghiaccio indice di cattiva conservazione e anche diciamolo qualche supermercato sporco. Abbiamo tutti oramai lo stomaco delicato e l'attenzione è sempre d'obbligo

    tranquilla che ci leggono il blog è fatto anche per questo

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  4. Personalmente l'unica cosa che prendo low coast è l'acqua. Una grand parte dei prodotti (es il latte o le uova) prendo quelli della linea verde Coop (meno costosi dei brand e anche bio alcuni). Inoltre faccio sempre la spesa con il fogliettino così compre giusto quello che ci serve in settimana senza quasi buttare via nulla. Per quanto riguarda gli sfizi (dolci, patatine, bibite..) ne prendo raramente e solo quando voglio farmi un regalo. I surgelati sono in assoluto le cose più costose, ma anche lì cerco di fare una porzione più abbondante e il giorno dopo se non ho tempo di cucinare, la riscaldo oppure la congelo. IN questo modo riesco a contenere le spese e a comprare merce di qualità. Bello il post!

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  5. Personalmente sono una che fa caso ai prezzi, cioe' davanti allo scaffale perdo qualche secondo a guardare etichette e prezzi. Pero' quello che alla fine mi fa decidere sono gli ingredienti e ovviamente il gusto del prodotto.

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  6. Ciao Gunther!
    sai che ormai parlo sempre di te anche a mio marito, per istruire anche lui su tutte le cose che pian piano imparo qui!!!!
    Dunque.....sempre interessanti queste tue analisi......
    Per quanto riguarda la scelta del latte, tu dici che ti basi sulla provenienza....
    ma prendi quello fresco o a lunga conservazione?
    e poi....ricordo un servizio che avevano fatto una volta su report sulla differenza fra allevamenti intensivi d mucche da latte, che dopo pochi anni di ultra produzione erano già da destinare al macello, mentre in caso di produzione normale erano in grado di vivere, bene, anche 15 anni....
    ecco: il fatto che il latte magari sia prodotto in Italia, può quindi essere comunque considerato garanzia di qualità anche se ad esempio proviene da allevamenti di quel tipo? è comunque una discrimnante? o pensi che avendone la possibilità sia comunque meglio rivolgersi ad esempio ai distributori di latte crudo?
    e in questo caso il latte preso al box, lo fai bollire?
    mamma mia ti sto inondando di domande, perdonami!!!!
    un abbraccio

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  7. Io sono tremeda...guardo provenienza, etichette..poche volte cedo al fashino del prezzo perchè per me è la qualità che fa tutto!Sempre che non vada con lo stomaco che brontola a fare la spesa..divento cieca!;)

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  8. E qui si entra nel sociale.
    Se esiste questa separazione sempre piú marcata nel potere di acquisto delle famiglie credo che il fenomeno si allagherá fino a divetare di salute pubblica.
    Le classi piú povere mangiano male, con una nutrizione sbilanciata verso farinacei e grassi di scarsa qualitá, mentre i piú abbienti possono scegliere. Qui in argentina la situazione é questa, e scusa se riporto sempre un'esperienza un po' lontana dalla realtá italiana, ma é quello che vedo in questo sud del mondo che mi sembra la sintesi e l'esemplificazione di quello che succede a un modello capitalista senza filtro di stato sociale. Tra le tante cose la differenza nei modelli di consumo alimentare tra classe con relativa obesitá nella classi piú disagiate frutto di cattiva nutrizione.....

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  9. La mia spesa al supermercato si limita ad alcuni prodotti, per lo più confezionati e surgelati; per verdura, frutta pesce e carne preferisco il mercato rionale o la macelleria di fiducia... anche se devo fare i salti mortali per organizzarmi.
    Al supermercato in genere prendo lo stesso tipo di acqua minerale da anni e non guardo al prezzo. Per il latte mi interessa la provenienza e la scadenza mentre per lo yogurt prendo quello dell'Alto Adige... In genere scelgo ma, se non sono convinta, comunque comparo i prezzi e controllo le etichette, soprattutto le scadenze.

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  10. Ciao complimenti per il blog, caspita quante cose interessanti :-) mi sono iscritta subito e grazie per esserti iscritto al mio! Sei il benvenuto!

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  11. Compro quasi esclusivamente materie prime: verdure e frutta non pulite e pronte all'uso. Farina, burro zucchero e uova per i dolci, carni pesci e formaggi. Bevo l'acqua del sindaco e ho comprato il gasatore per le bollicine.
    Risparmio così, però cerco di scegliere queste materie prime di buona qualità.
    Interessante lo studio sui consumi!

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  12. Io - con molto stupore - ho scoperto che la qualità di certi alimenti al discount non è per niente cattiva. In particolare yoghurt (l'analogo del muller, bianco intero e con zucchero d'uva), i gamberetti in salamoia (quelli da frigo, nella scatola di plastica trasparente) e le crepes sono nettamente migliori. Io tendo a provare - di tutti gli alimenti - marche diverse e a fare i confronti tra marche. Quello che ho constatato è che facilmente un prodotto è buono nella fase di lancio, e poi lentamente degenera (per esempio i ravioli al pomodoro di quattro salti sono partiti veramente bene, e poi precipitati).

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  13. Aggiungo che di solito faccio la spesa al mercato o al super, mai nei negozi, e che compro sia materie prime che piatti pronti: preferisco cucinare ma non sempre ho il tempo di farlo.

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  14. molto interessante come sempre!
    io consumo pochissimo latte (solo nei dolci...) e bevo l'acqua del sindaco, ma per il resto scelgo sia prodotti di marca che non, spesso quelli col marchio del super sono prodotti negli stessi stabilimenti di quelli di marca, ho letto che tra poco il cioccolato costerà tantissimo, è vero?
    ciao :-)

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  15. io mi sento proprio fuori dal mercato....acqua del sindaco e latte alla spina....e per il resto guardo chi produce e non il prezzo...ma poi per magia scopro di risparmiare di più di chi va a caccia di sconti
    buona serata

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  16. @roberta
    grazie della tua testimonianza

    @elenuccia
    grazie della tua testimonianza

    @maetta, rispondo dammi il tempo

    è colpa mia sul latte nel senso che c'è una diversa legislazione in svizzera, da noi i prodotti locali li troviamo al supermercato e costano anche meno, sul latte prendo quello fresco che viene dal cantone ticino, cosi anche il formaggio e gli yogurt, da noi sulla confezione, non solo è obbligatorio indicare la provenienza ma ci sono due date il limite di vendita e il limite di consumo

    so che in italia non c'è questo, me lo ero dimenticato

    La qualità del latte incide anche l'allevamento in Italia il latte prodotto nelle stalle serve sopratutto per fare formaggio e quindi deve essere di alta qualità altrimenti il formaggio non viene, da quel punto di vista lì almeno siamo tutelati. Più trattano bene le mucche più latte la mucca produce, una condizione poco favorevoel stressa la mucca e produce meno latte.

    Tutto il latte venduto viene controllato ci sono degli organi competenti, i veterinari, le usl, fanno dei controlli campione, i distributori e anche i super. C'è un controllo su tutta la filiera.

    Personalmente mi piace il latte crudo ma non ho vicino un distributore, si bisogna sempre bollire il latte crudo

    tutto qui? più tardi ti rispondo anche sull'altro post...

    In generale dalle statitische pubblicamente sembrerebbe che la maggio parte delle persone non guarda molto cosa compera, noi siamo blogger di cucina abbiamo una maggiore consapevolezza e conoscenza

    @saretta, grazie del tuo contributo

    @glu fri, grazie perchè hai centrato il problema , non sempre si può scegliere, noi in italia siamo fortunati possiamo scegliere ma non è dappertutto così, a volte si fanno scelto non in base alla propria volontà ma in base alla propria possibilità,grazie

    @anna righè blu, grazie del tuo contributo

    @eli è un ottimo conpromesso mi piace

    @rosa, grazie del contributo , effettivamnte non sempre low cost è indice di cattiva qualità, ci sono prodotti interessanti convengo con te. Si al lancio sono curati poi subentra una certa rilassatezza chiamiamola cosi...

    @acquolina, si costerà sempre di più il cioccolato ahimè, il consuma aumenta a livello mondiale e la produzione diminuisce per il problema del clima.. speriamo che sia solo un falso allarme

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  17. Guardo sempre la provenienza,molti discount vendono prodotti di marca con un'altra veste e vedere dove sono prodotti aiuta a individuarli,questo vale sia per i latte e i latticini,che per per tanti altri prodotti, liquori compresi,e spesso costano la metta.la carne poca e dal macellaio,i prodotti no food li acquisto quando sono in offerta assicurandomi che siano davvero scontati..

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  18. Per l'acqua spazio sempre tra quelle due o tre marche di fiducia che tra i supermercati della zona trovo sempre in offerta. per il latte ne consumo talmente tanto che faccio sempre super scorte (10 litri per volta) e la mia marca la trovo sempre in offerta. Non tutti i latti sono uguali, bevuto freddo a parità di tipo (parz. scremato o intero) si nota la differenza. Così anche per gli yogurt. Preferisco stare più attenta su prodotti non alimentari. Qualità del caffè sono intransigente :-)

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  19. Credo che i food blogger siano una categoria a sé stante... ieri ad una lezione di diritto europeo (?!) sono rimasta sconvolta dal fatto che nessuno in classe sapesse delle regole comunitarie che hanno portato alla chiusura degli zuccherifici e all'origine sempre meno italiana del grano... beati noi che ci arrovelliamo sulle etichette di qualunque prodotto!!!

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  20. purtroppo siamo viziati...e abusiamo inconsapevolmente...Chiaro come sempre, ciao.

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  21. Il caso latte è il mio.....Acquistavo sempre il latte microfiltrato (quello che dura dieci giorni )per un prezzo minimo di 1,45 .Alla fine xchè non acquistare un buon latte a lunga conservazione risparmiando un minimo di 45 centesimi?La cioccolata,il caffè e il vino sempre qualità altrimenti meglio evitare.....Grazie x il post interessantissimo...

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  22. Ho la fortuna di avere tanti prodotti (orto e carni) prodotti in famiglia per cui non ho problemi di prezzi in questi settori, per tutte le altre cose preferisco guardare la qualità e limitare il superfluo. Qualità comunque non vuol dire marca famosa ma un prodotto che ha le caratteristiche che deve avere.

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  23. a casa mia per fortuna si guarda a prendere un buon latte.. non riusciamo ad iniziare la giornata senza un buon cappuccino..
    CMQ in certi prodotti in cui si spende di piu solo quelli a cui si potrebbe rinuciare..le ultime novita sul mercato per quanto riguarda le cose dolci ad esempio.. ma è vero che il latte a lunga conservazione? puo essere riciclato e ribollito piu volte per essere rimesso nuovamente sul mercato?
    grazie
    vale

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  24. Interessante quest'indagine sul consumo di alimenti.
    Personalmente da sempre do' importanza al prezzo quando vado a fare la spesa, non solo ora in periodo di crisi, e ho sempre cercato di associare un buon prezzo con un buon prodotto ( non è così difficile come sembra), e non ho mai dato importanza all'etichetta del produttore ma piuttosto a quella degli ingredienti.
    Certo non sempre si può avere entrambe le cose, quindi se non ho un (almeno) discreto rapporto qualità- prezzo, evito di comprarlo. Per quel che riguarda i prodotti "superflui" (tali sono per me) so rinunciarci senza alcun problema, infatti non amo gli alcolici, né le cioccolate o zuccheri in genere e la cosa non influisce sul mio portafoglio ne sulle mie abitudini alimentari.
    Triste sapere che mangiamo sempre peggio e non solo per il fattore crisi ma perché non si sa rinunciare alla gola...

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  25. Io faccio una selezione tra prodotti dove bado alla qualità e prodotti dove "l'uno vale l'altro"e tra i due preferisco comprare quello che costa meno. Tra l'altro mi è capitato di scoprire marche "sconosciute" che propongono una qualità migliore di altre più famose..e pian piano prendono strada nel mercato. Mi è capitato in particolare con una marca che ha iniziato a produrre alcuni generi alimentari quì al sud...bhè...adesso fa di tutto e la qualità è ottima...ovviamente diffondendosi il prodotto e pubblicizzandolo è salito anche un pò il prezzo...ma mai quanto quello di marche "famose".

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  26. Il mio compagno ha un'azienda agricola, abbiamo preso l'abitudine di produrre da noi la maggior parte delle cose che mangiamo, devo dire che quando vado a fare la spesa compro giusto le cose di prima necessità, comunque cerco sempre di acquistare alimenti di buona qualità, soprattutto per quanto riguarda farina, olio e formaggi. alla prossima!

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  27. sai oggi come oggi bisogna sempre stare attenti ai prezzi perche tu non te ne accorgi ma il portafogli piange

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  28. io sto attenta ai prezzi , alla qualità ecc. baci

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  29. complimenti per il blog, continuerò a seguirti ... io sinceramente sono una di quelle che la quarta settimana non la vede nera ma grigio scuro ... con un lavoro part-time e uno stipendio da operaio di mio marito e spese varie non è che si viva nel lusso di scegliere, quelli sono i soldi e devono bastare ... ho però la fortuna di avere una casa con un bel pezzo di terra e anche se io odiavo fare l'orto da 2 anni a questa parte risparmio facendomi verdura veramente biologica e stando anche all'aria aperta.ho sempre controllato i prezzi anche quando potevo spendere di più e a volte ho costatato che le marche non sempre hanno quella linea qualità/prezzo valida ...

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  30. cerco sempre il rapporto qualità e prezzo. questo non dipende sempre dal prezzo, anzi. bisogna leggere le etichette e poi il prezzo.

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  31. d'estate ho la fortuna di poter avere un orto tutto mio che mi dà prodotti squisiti, per il resto compro tutto, al discount non ci vado, non mi fido troppo, preferisco prodotti di qualità, purtroppo spreco soldi anche nel comprare acqua imbottigliata (devo imparare a fare in altra maniera, sono un pò viziata...), sempre interessanti i tuoi post, un abbraccio SILVIA

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  32. Noi compriamo preferibilmente il latte in bottigllie di vetro con vuoto a rendere....o anche altri prodotti con vuoto a rendere anche se costa qualche centesimo in piu`! E qui vedo che e` una tendenza comune, si e` molto attenti anche a questo.
    Ciao francesca

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  33. Anche noi per il latte guardiamo la provenienza, per altre cose se posso farle io bene, altrimenti si guarda la qualità :)

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  34. Preferisco acquistare meno, ma quello che compro lo voglio di ottima qualità, per me e i miei cari! Non è vero che siamo ciò che mangiamo???? Baci carissimo!

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  35. Grazie Gunther!!!! e scusami, in realtà sono semprei io che ti sommergo di domande!!!
    abbracci

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  36. Grazie di essere passato da me e cosi ho potuto conoscerti e credo chge ti faro visita spesso.
    Qualche tuo giudizio sui miei piatti sarà sempre molto gradito.
    Ciao ciao
    Emme

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  37. Solitamente scelgo prodotti di qualità ma a prezzi accessibili, meglio per la salute mangiare poco ma buono. a volte anche i marchi dei supermercati costano abbastanza (vedi Coop, abbastanza costoso ma a volt i prodotti sono superiori a quelli di "marca"), poi ho avuto delle piacevoli sorprese con Lidl(ottimi certi tipi di cioccolato solidale e il salmone)...sperò non sia un problema aver scritto i nomi dei brand, non sono i miei sponsor:).

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