mercoledì 24 febbraio 2010

Cioccolato svizzero in crisi, ma il cioccolato è un anti depressivo?

Due notizie economiche hanno lasciato questo mese di stucco il paese che mi ospita da un anno, l'aumento del 100% dal febbraio 2008 del prezzo dello zucchero alla borsa di New York ( da 13 dollari a 26 dollari ) di cui parlerò la prossima settimana e i dati delle esportazioni del Cioccolato Svizzero del 2009 che segnano una diminuzione del -5,2% a volume e del - 9,9 % a valore.

Le due notizie per quanto di due settori diversi sono collegate in quanto la Svizzera non è un produttore di materie prime, le acquista dai paesi terzi, uno dei fattori di qualità del cioccolato oltre alle fave di cacao e alla lavorazione, è lo zucchero, più il suo prezzo è alto più aumenta il prezzo di produzione e di conseguenza il prezzo di vendita.

Questa è la prima volta che una crisi economica tocca un paese come la Svizzera direttemente, il dato risulta ancora più negativo se valutato all'interno del consumo mondiale di cioccolato in crescita del 2%, sopratutto trascinato dai consumi più alti nei paesi Arabi, Cina, Australia e Nuova Zelanda.

Le cause di questo momento negativo sono diverse a incidere sicuramente la crisi economica che ha colpito quei paesi che rappresentano i mercati principali come Germania, Francia, Regno unito, Canada, Usa, in questi paesi i consumatori si sono rivolti a prodotti più economici, cioè prodotti con grassi diversi dal burro di cacao e con basse precentuali di cacao.

Si tratta di un cambiamento del mercato del consumo di cioccolato. Il cioccolato svizzero ho il suo punto di forza nella tradizione della lavorazione e nella qualità, ma non basta.

I punti da migliorare del cioccolato svizzero sono:
1. La mancanza di un immagine univoca del cioccolato svizzero come "Brand" un logo che identifica la lavorazione del cioccolato svizzero, che non sia solo la bandiera rossocrociata, chiaro e identificativo.

2. I formati sono tutti classici, oggi si mangia meno cioccolato ma più volte al giorno, si avverte la necessità dei formati più piccoli, intermedi tra i 10 grammi e i 100 grammi, possono esserci delle via di mezzo? Infatti i formati chiamati branches da 23 grammi hanno avuto un incremento di vendita e anche i Prugeli. (maggiore segmentazione in base al formato per diverse occasioni di consumo)

3. La mancanza della creazione formati snack con più creatività e fantasia, si vuole mangiare cioccolato anche con un sorriso, (maggiore innovazione in termine di packaging).

4. Il mercato richiede preparazioni al cioccolato ad alto valore aggiunto, il cioccolato svizzero ha troppericette classiche che probabilmente piacciono molto in Svizzera e in Germania ma possono piacere meno in altri mercati, sopratutto ai mercati nuovi, con diversa palabilità e senso del gusto. Non dico di non fare le ricette classiche ma di aggiungere delle nuove ricette per venire incontro ai nuovi acquirenti (innovazione in termini di gusto).

5. La confiserie al cioccolato, non ha un prodotto simbolo, come es Ferrero Rocher, per quanto deprecabile, la conferie svizzera li imita ma farebbe bene a creare prodotti nuovi, identificabili e unici.

6. Il valore etico, per la svizzera è difficile controllare la pronienza del cioccolato, gli acquisti vengono decisi in base alla qualità delle fave di cacao. Viene accusata che i suoi intermediari utilizzino lavoratori di età della scuola dell'obligo. In realta nessun produttore europeo può controllare questo, forse avviando progetti spefici per i bambini si può fare qualcosa.

7. Il valore salutistico, su questo si sta impegnando molto la Callibabut, cioccolato con flavonoidi, cioccolato con prebiotici, cioccolato light, ricordare che il cioccolato è comunque piacere, ma si può fare di meglio.

Ma chi sono i più grandi consumatori di cioccolato?

Come vedete dalla tabella i Svizzeri sono anche i più grandi consumatori di cioccolato ben 12,4 kg a testa, seguiti dai Tedeschi con 11,4 kg e dagli Inglesi con 10,4 kg la tabella è poco veritiera non senso che non tiene conto dell'acquisto "turistico" frequente sopratutto nelle aree di confine. Visto gli italiani sono tra quelli che lo consumano meno solo 3,3 kg procapite?


Domanda di Chiara : È vero che il cioccolato è un antidepressivo?

Risposta : il suo gusto inimitabile fa del cioccolato un piacere per le nostre papille, la motivazione è semplice i grani di cacao contengono una sostanza la teobromina un alcoloide naturale che svolge un azione stimolante del sistema nervoso, agisce come un' azione positiva dell'umore. Sono presenti nel cioccolato altre sostenze come la fenetilamina e la tiramina che possono dare delle sensazioni di benessere, possiedono una struttura molecolare simile all'anfetamina. Il cioccolato stimola la produzione di serotonina che svolge un ruolo importante nella regolazione dell'umore e del sonno. Il cioccolato fondente contiene una buona percentuale di magnesio un sale minerale che aiuta a dimuire i fattori legati allo stress. Quindi un po' di cioccolato un quadratino da 10 grammi possiamo anche concedercelo. Il cioccolato però non è una terapia per la cura della depressione.

Fonti testo e immagine : Chocosuisse Post correlato Nuovi trend del cioccolato

21 commenti:

  1. Non sarà la terapia...però aiuta!!!
    Ahahahah! te lo dice una mangiatrice di cioccolato perciò non fa testo!
    Penso che se vendessero il cioccolato svizzero in un unico blocco nella carta da giornale lo comprerei lo stesso, già adesso compro le tavolette, poi le faccio a quadratini e le conservo in un barattolo.

    Comunque hai ragione un po' di cura dell'immagine e di innovazione ci vuole!
    Grazie per questo post cioccolatoso!

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  2. ancora delle notizie sconosciute per me fino adesso,da oggi non piu'!! ti ringrazio come sempre!!

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  3. aiuta aiuta caspita se aiuta!!! giuro un quadrato al giorno

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  4. Notizie sempre molto interessanti.
    Io sono un'amante del cioccolato fondente e un quadratino al giorno (ma ne vorrei di più) mi rende di buon umore.

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  5. sono riuscita a far andare a male sia cioccolatini,sia Nutella: ho qualcosa che non va? Ne mangio pochissimo forse una due volte all'anno,debbo preoccuparmi?

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  6. Il cioccolato aiuta eccome se aiuta! E'consolatorio, di supporto, soddisfa il gusto e non ho mai visto nessuno mangiarlo senza che almeno qualche muscolo facciale si rilassi. Ovviamente non è un farmaco e quindi non bisogna confondere. Per il cioccolato svizzero nn saprei dire, trovo la tua analisi centrata, probabilmente non penso nemmeno che il prodotto non sia "individuabile" facilmente e solo che a volte il prezzo fa realmente la differenza e questo non è un bene, qualsivoglia sia l'angolazione dal quale lo valutiamo. Grazie come sempre! :))

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  7. Io aggiungerei..il BUON cioccolato aiuta!
    Personalmente amo quello fondente dal 70% in su, meno dolce è meglio è.Al massimo ti mangio il gianduja pemontese con nocciole.Trovo ottime alcune marche italiane come la Novi o la Caffarel, mentre evito la Lindt(tanto osannata ma, secondo me non eccellente).Ho avuto in dono della cioccolata in scaglie per farla calda in tazza, dalla Sprungli di Zurigo..divina!
    Detto ciò, sono troppo campanilista?Io non bado nè al packaging, ma sono alla qualità, infatti leggo sempre gli ingredienti con attenzione..Quandoa l primo posto c'è lo zucchero..lo lascio!

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  8. Io sò solo che a me piace ed ha un vero effetto terapeutico. insieme al caffè mi fa scomparire il mal di testa! Scientifico o no, per me funziona e basta!!
    Che sia sempre rigorosamente fondente e di ottima qualità, ovvio.

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  9. Quando leggo o parlo di cioccolato automaticamente ne sento il sapore in bocca! Non ne sono golosa, ma credo che sia uno dei sapori più
    "definiti" nel mondo del gusto. Qualche suggerimento su marche di vera qualità?
    Un saluto
    Kemi

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  10. ce ne sono molte nel post nuovi trend del cioccolato ci sono tutte, non sottovalutate gli artigiani cioccolatai che lavorano dell'ottima materia prima, per le marche a me piace molto Domori di genova e Amedei di pistoia in Italia a lugano non è male Vanini,Confiseur Bachmann, il mio debole è cioccolato e caffè della Frey ma in Italia non arriva

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  11. Il tuo articolo, caro Gunther, è l'ennesima testimonianza di come seppur hai in mano un prodotto eccellente puoi perdere mercato se "non lo sai vendere". Ma credo che tu lo sappia MOLTO meglio di me. In ogni caso è sempre, per il mio modo di vedere le cose, un peccato vedere prodottini con "tracce di cacao" e con oli vegetali non meglio specificati prendere il sopravvento su altri prodotti che usano solo cacao e burro di cacao. Bisogna fare qualcosa affinché la qualità, in fin dei conti, trionfi sempre!

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  12. non sono una grande amante del cioccolato ma è il cibo emotivo per eccellenza...

    penso sinceramente che uno dei problemi del cioccolato svizzero sia il prezzo, sì è un prodotto di qualità ma è una qualità che costa cara e un acquisto percepito come un lusso è uno dei primi ad essere eliminati dalla lista della spesa.

    A questo sicuramente non ha contribuito l'immagine di esclusività che il marketing di questo cioccolato ha trasmesso: si ha la sensazione comprando una tavoletta di comprare "la ferrari del cioccolato" e questo non aiuta sulla vendita del grande formato, la tavoletta intera per intendersi. Concordo sulla necessità di potenziare il piccolo formato invece, sono proprio i piccoli lussi ad essere irrinunciabili in un momento di recessione come questo "ho rinunciato alla pizza fuori, al cinema, faccio la zuppa di legumi al posto dell'arrosto e il pane non lo compro quasi più, ma un po' di cioccolato come si deve stasera non me lo leva nessuno"

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  13. PS: davvero miserine quelle due tavolette in foto, ma in effetti non è che la Lindt si sforzi di più con quella tavoletta blu al latte da almeno dieci anni: penso davvero di non avergliela mai comprata...

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  14. sempre molto interessante. Non pensavo fossimo così poco golosi..!

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  15. Buon pomeriggio!
    Il riscontro di una delle considerazioni fatte lo ritrovo nella mia quotidianità e di quello vorrei dare testimonianza. Ovvero il formato. Spesso mi capita di togliermi la voglia di dolce dopo pranzo con un un po' di cioccolato e devo dire che l'acquisto è piu' frequente da quando ho scoperto bar con 'barrettine' o con 'cubotti'. Mentre la tavoletta (fosse anche di quelle da 50 gr) non la compro (finirei per mangiarla tutta ed è oggettivamente troppo ...), queste nuove pezzature che sono un po' piu' di un cioccolatino mi appagano senza troppi sensi di colpa. Anche la varietà ovviamente aiuta: a volta la voglia è anche per qualcosa di diverso.

    Un saluto

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  16. non sò se è un antidepressivo o no, sò soltanto che quando mi assaporo quel quadrettino di cioccolato ho davvero un momento di relax!
    io compro le tavoletta da 100 gr. mi piace molto amedei, mentre venchi non mi entusiasma. per le cioccolate "commerciali"non trovo niente male, davvero niente male il "nero" perugina con le fave di cacao, ci piace più della lindt
    a proposito della lindt...sono stata a serravalle dove c'è l'outlet della lind...ma i prezzi???? io e il Denso siamo usciti letteralmente a bocca aperta e senza comprare nemmeno un cioccolatino!

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  17. Quando sono sotto stress anche 10g di cioccolato sono un toccasana per la mente, come qualsiasi cibo che mi da piacere.
    Ogni volta che soddisfiamo un nostro piacere aumenta la sensazione di benessere e migliora l'umore.

    Ciao Gunther e grazie per i tuoi meravigliosi articoli. ;)

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  18. ciao Gunther! grazie...perdonami ma son stata bloccata per un po'-
    sempre interessante quel che scrivi
    Simona

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  19. Ciao Gunther ! Grazie della tua visita che mi ha permesso di conoscerti ! Ho visitato il tuo blog e lo trovo interessante , colto; un parlare di cibo su un piano più profondo e diverso. Metterò il tuo blog tra i miei preferiti !!! Complimenti ! Ciao, ciao
    Rossella

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  20. io sapevo anche che il cioccolato fondente non fa ingrassare e che non è vero che causa i brufoli... o sono tutte scuse per concedersi questo piacere più che ogni tanto? ;-) chissà... ciao Gunther!

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