lunedì 2 novembre 2009

Il Tar del Lazio conferma sanzione al presunto cartello della pasta; aggiornamenti Alixir, Efsa claims probiotici, Tonno

IL 28 ottobre il TAR del Lazio ha confermato la multa di 12,5 milioni di euro, che era stata inflitta dall’antitrust al cosiddetto "cartello della pasta", nelle vicenda sono coinvolte molte aziende testimonial del Made in Italy alimentare e 2 associazioni di categoria, che hanno secondo Antitrust e confermato dal Tar svolto un azione comune tesa a condizionare il mercato della pasta per fare rimanere i prezzi alti nonostante la discesa del prezzo del grano. Ne ho parlato nel Marzo 2009 Le società coinvolte sono : Barilla, De Cecco, Colussi, Garofalo, Di Martini, Rummo, Fabianelli, Mennucci, De Matteis, Cellino, Delverde, Divella, La Molisana, Tandoi, Nestlè, Zara, Riscossa, Liguori, Chirico, Granoro e Berruto mentre le due organizzazioni sono l’Unipi (Unione industriale pastai italiani), Unionalimentare.

Personalmente fossi stato io il Tar non avrei solo confermato, avrei obbligato a risarcire i consumatori e a raddoppiare le sanzioni poiché dalla data della sentenza dell’antitrust, c’è stata una campagna di comunicazione tesa a ribaltare le considerazioni dell’Antitrust e screditarne l’operato, pubblicata su diversi riviste specializzate e no, spiace di quanto avvenuto ma se le aziende non hanno detto la verità su questo immaginate sul il resto.

Barilla e l'antitrust (Alixir)
Tra le aziende coinvolte la Barilla nel cosiddetto cartello dalla pasta con una sanzione da 5 milioni di euro, la più alta. Torniamo a parlare di Barilla e della linea Alixir, durante un incontro a Tuttofood e come riportato sul numero di Largo Consumo del Ottobre 2009 pag. 11, si dice che “Alixir si basa su un ampia bibliografia scientifica e hanno svolto ulteriori studi comprovati da diverse strutture universitarie”, un conto e la letteratura scientifica un conto sono i prodotti, non è detto che uno sia conseguente dell’altro, ricordo a Barilla la sentenza e sanzione dell’antitrust del Settembre 2008 per pubblicità ingannevole della linea Alixir, in qualsiasi caso ci piacerebbe sapere questi studi dove si possono leggere, dove sono stati pubblicati? Cosi per dargli un occhiata. Non perchè non ci fidiamo ma per mettere a tacere persone sospettose e maligne nei quali non mi riconosco.

Efsa claims probiotici
Emplain !!180 su 180 claims alimentari sui probiotici sono stati rigettati dall’Efsa, come riportato da Dr. Gianna Ferretti, cosa dire? Lo abbiamo detto e spiegato in più post, eppure c’è chi li compra convinto di effetti miracolosi promessi dalla pubblicità, è un effetto placebo? Gli mettono dappertutto non solo nei yogurt, ora anche in biscotti, salumi, ecc ecc Giustamente Gianna si lamenta della mancanza di informazione a livello nazionale su questo argomento ha ragione, forse però non interessano più come una volta, oppure visto la crisi degli introiti pubblicitari in cui versano le case editrici, hanno timore di ritorsioni tra i big spender del mercato delle pubblicità ci sono proprie le aziende con i prodotti probiotici, sono certo che si tratta solo di casualità, vedere chi ne fa incetta al supermercato ti fa cadere le braccia e la voglia di fare informazione, siamo oltre il senso logico delle cose.

Tonno rosso e Unione Europea
Nonostante i diversi proclami, anche io nel mio piccolo, ma sopratutto Greenpeace, Wwf, associazioni di consumatori, l'Unione Europea ha messo in tonno rosso in stand-by, l’intenzione era di proibire la vendita e la pesca, sopratutto la possibilità di controllare la pesca di frodo visto che il 20% di tonno deriva da pesca abusiva, invece si è rimandato la decisione, questa settimana anche il Times ci aveva fatto una copertina! Un occasione persa!

Esprimo poi solidarietà a due blogger per il copia e incolla subito Lydia e Adriano.

10 commenti:

  1. Il tonno, la pasta..non si sa più dove sbattere la testa..ma una cosa che mi sono sempre chiesta..il tonno nelle scatolette è si allevamento vero?

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  2. Gunther, è sempre molto interessante passare da queste parti, anche se a volte sconfortante.
    Ti ringrazio per la solidarietà
    Un abbraccio

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  3. La Barilla è una vita che non la compro, oltre che azienda che mi ispira poco trovo che i loro prodotti siano peggiorati nel corso degli anni.
    E per il tonno...finchè ci sarà l'uomo sulla faccia della Terra tutto il resto è destinato a sparire.
    Mi spiace solo che non potrò vederne l'estinzione, dell'essere umano...
    Buona serata.

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  4. Grazie come sempre per i bei temi che tratti.

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  5. Sulla pasta si dovrebbero vergognare tutti, barilla la trovo inclassificabile altro che la pubblicità con la voce mina per rifarsi l'immagine, sempre dei post molto intetressanti, grazie

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  6. La questione probiotici è veramente al limite della barzelletta...
    Mi da l'idea della bolla speculativa in borsa, perchè senza che ve ne sia sostanza crea economia...salvo poi andare a contare i cocci nel medio e lungo periodo...
    Prendo a prestito lo slogan di una serie televisiva: "Che amarezza!"
    PS
    Grazie come sempre a te ;-)

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  7. Tanto infine si può ricorrere quanto ci pare ma è sempre il consumatore a restare fregato!

    E dopo questa pillola di pessimismo, ti saluto!Ehehe

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  8. Ginther, tra un po' to toccherà parlare anche dell'ultima trovata della Barilla:le verdure pronte...ne vedremo delle belle...

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  9. (Erbaluce)No, il tonno delle scatolette non è di allevamento.

    Gunther: ma più che un cartello sembra un'autostrada... ci sono proprio tutte! (mia zia è convinta che non si ammalerà quest'inverno perché, come CarloConti, beve acti*** e quindi è tutta probiotica...; il consumatore ora è più avveduto di prima?! Credevo di sì, maaaaaaaa...)

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  10. il tonno non è mai di allevaemnto ancora non si è riuscito ad allevarlo nonostate alcuni esperimenti, c' molto tonno anche arriva dall'atlantico in particolare dal messico.
    @Claud che piacere risentirti, oh dio vedo tua zia un po in difficoltà

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