venerdì 30 ottobre 2009

La crisi della mela conduce al ritorno del prodotto locale e bio. Un invito a mangiare la mela perchè buona, sana ed economica.

"Una mela al giorno leva il medico di torno" questo era quello che mi diceva sempre mio nonno da piccolo, è uno dei detti più popolari eppure nonostante l’attenzione alla propria salute e il boom degli alimenti che promozionano salute (anche se io ne parlo male si vendono lo stesso), il consumo di mela diminuisce in punti vendita di alcuni noti mercati e supermercati dall’Agosto del 2007 all' Agosto del 2009 il 23% meno, un dato non generale ma significativo che uno dei frutti più noti e conosciuti e più sani, questo nonostante la produzione sia aumentata e migliorata negli ultimi due anni dal punto di vista qualitativo. Le mele nuove di questo anno faticano ad arrivare sui mercati perché ancora non si sono consumate quelle di fine agosto e ci sono decine di migliaia di tonnellate nei frigoriferi, parte della produzione dello scorso anno.

Quali sono le ragione della crisi del consumo della mela?
La desuetudine al consumo di frutta fresca. Bisogna guardarlo all’interno di un quadro più ampio il raggiungimento dei famosi 5 porzioni di frutta e verdura per esempio è un risultato difficilmente raggiungibile dal 40% dei bambini è un dato che è preoccupante, pertanto non è solo la crisi della mela in sé ma del consumo di frutta e verdura fresche. Va anche detto che molte comunicazioni istituzionali sul consumo di mela sono state penose e sopratutto fatte in primavera dove in genere si consumano altre varietà di frutta.

La mela leggera e digeribile si presta ad essere mangiata in diversi momenti del giorno, dalla colazione, allo spuntino, alla merenda a fine pasto. La maggior parte dei consumi alimentari avvengono fuori casa e anche qui la mela è venuta incontro ai consumatori, abbiamo visto i distributori automatici di mele, le mele in sacchetto già tagliate. Una delle critiche rivolte alla mela era la difficoltà di portarla in borsa è per venire incontro a questa esigenze che diverse aziende hanno creato le polpe di mele da portare via e mangiare con il cucchiaino, per sorprendere e variare il gusto hanno unito la polpa di mela alle albicocche, frutti di bosco e prugne.
La mela di adatta soprattutto nella preparazione dei dolci, che aiuta oltre che dare un sapore dolce acidulo diminuisce notevolmente le calorie, aiuta quindi al controllo del peso.


Potrei dirvi che è ricca di fibre
potrei dirvi che grazia alla pectina aiuta a controllare i livello di colesterolo
potrei dirvi che aiuta a controllare il peso
potrei dirvi che è diuretica, ricca di potassio e povera di sodio
potrei dirvi che è costituita al 90% d'acqua, aiuta avere una pelle bella e giovane
potrei dirvi che è ricca di zuccheri naturali come fruttosio glucosio
potrei dirvi che è ricca di vitamine C, PP, B1, B2, A
Invece vi dico di mangiarla perchè è buona.

Quali sono le ragioni tecniche della crisi della mela
La facilità di coltivazione della mela a diverse latitudini e paesi della terra, ha portato a una sovrapproduzione di mele, c’è stata una vera invasione delle mele provenienti dal Sud America, Sud Africa, Australia, Cina (il 39% della produzione mondiale), al porto di Rotterdam vengono vendute a 0,20 centesimi di euro al chilo. Le mele nazionali raggiungono lo 0,40 centesimi al chilo ai mercari generali più del 100%, in alcuni casi anche 0,15 centesimi tanto che alcuni produttori non hanno fatto neanche la raccolta perchè sarebbe stato un costo in più che con si sarebbe recuperato. La mancanza di competività è evidente, bisogna fare campagne che valorizzino le produzioni e le varietà nazionali, acquistare locale non solo aiuta l’ambiente ma è più sano e controllato.

L’esportazione non viene molto aiutata dall’euro alto, che non rende il prodotto competitivo sui mercati internazionali, il paese più grande importatore di mele è la Russia, dove la discriminale del prezzo sicuramente non aiuta i prodotti europei.

Un dato positivo la crescita del mercato biologico e della mele di produzione locale sia di varietà internazionali che varietà locali, (il successo della mela annurca è un esempio ma anche Mela San Giovanni, Mela Pera, Mela del castagno che troverete qui) il prezzo ai consumatori che rimane basso per cui un invito a consumare più mele, con maggiore fantasia in cucina meno integratori, meno alimenti funzionali, ma più frutta e sono certo sarete in forma.

Varità e Calendario di vendita delle mele
Boskoop Ottobre –Marzo
Delizie Rosse Ottobre – Maggio
Jonagold Ottobre – Maggio
Renette Novembre – Marzo
Granny-smith Novembre – Maggio
Idared Gennaio - Giugno
Fuji Gennaio – Giugno
Royal Gala Agosto – Febbraio
Elstar Agosto – Febbraio
Golden Ottobre – Aprile
Mele annurche Novembre- Maggio
Pinova Gennaio - Giugno
Braeburn Ottobre- Maggio
Morgenduft Ottobre -

Varietà Sapore
Boskoop Soda, acidula, profumata
Delizie Rosse Croccante, dolce, succosa
Jonagold Croccante acidula dolce e profumata
Renette Tenera succosa poco zuccherina
Granny-smith Croccante molto succosa molto acidula
Idared Croccante e leggermente acidula
Fuji Soda molto dolce
Royal Gala Croccante dolce e succosa, rinfrescante
Elstar Croccante acidula
Golden Dolce, succosa e molto profumata
Mele annurche Piccola e dolce
Pinova Compatta succosa e croccante
Braeburn Croccante, succosa e leggermente aspra
Morgenduft Sapore fresco e deciso con aroma dolce aspro

Varietà Uso in cucina
Boskoop Dolci, cottura al forno, caramellizzata sul grill
Delizie Rosse Eccellente senza la buccia, saltata al burro
Jonagold In composta o farcia per torte
Renette In piatti dolci e salati
Granny-smith Nei frullati, cotta o per la tatin
Idared Per torte tagliata in quarti
Fuji Ideale per la cottura al forno
Royal Gala Per composte e confetture
Elstar In composte, strudel
Golden Al forno, cotto, strudel
Mele Annurche Al corno o grattugiate a crudo
Pinova Macedonie e cottura in pentola
Braeburn Al forno per pietanze dolci e salate
Morgenduft Macedonie , strudel, torte

Possono considerarsi fresche sul mercato fino a Gennaio, dopo di chè sono tutte di frigorifero
Info: Assomela, Melinda, Vog, il bellissimo sito con tutte le varietà sul mercato francese mese per mese Lapomme

mercoledì 28 ottobre 2009

Anuga 2009, Parmigiano Reggiano slow food o fast food?

Durante la fiera Anuga un' iniziativa del Consorzio Parmigiano Reggiano ha destato molto clamore, a seguito di una denuncia alle autorità tedesche, il consorzio ha fatto sequestrare dei formaggi che provenivano dai paesi terzi come Argentina dal nome Parmesano, Reggianito, Pardano o Romulo, con chiaro riferimento d'imitazione al Parmigiano Reggiano.

Un azione di forza o un azione di debolezza?
Sono per mia inclinazione contrario alle imitazioni, ma che dire di Coca Cola o Pepsi Cola? Il ricorso legale, per quanto giustificato, lecito e dovuto, può assumere il significato di una debolezza, se lo si usa come strumento per giustificare i problemi in cui naviga oggi il Parmigiano Reggiano. Un eccesso di produzione ha causato il crollo del prezzo di mercato, vuoi per un errore di programmazione o un errore di stima sulle previsioni dell'evoluzione della domanda e dell'offerta!

La superficialità o la non capacità di gestire questa fase delicata del mercato ha portato Parmigiano Reggiano a subire le condizioni del mercato internazionale. Si è creato un abisso tra prezzo all'origine e prezzo di vendita, un abisso tra domanda e offerta, nel tentativo di rimanere il prezzo alto all'estero, hanno lasciato uno spazio libero dove si sono inseriti gli oriundi perchè l'imitazione dei prodotti italiani è spesso gestita da italiani all'estero, che è vero che hanno imitato e hanno sbagliato, ma hanno avuto la forza di creare un prodotto simile, nelle modalità che il mercato richiedeva. Hanno occupato quella fetta di mercato che parmigiano reggiano ha evidentemente sottovalutato. È vero che costoro erano truffaldini ma è anche vero che il consorzio nelle fiere internazionali degli ultimi anni primeggiava più per l'assenza visiva che per la presenza.

L’azione legale per quanto lecita, rimane inutile se il Consorzio non si da una una nuova strategia più incisiva, non legale ma di marketing e comunicazione, ho sentito di alcuni piccoli caseifici che stanno chiudendo per la mancanza di redditività, ci si rende conto di quale perdita si va incontro? Una perdita non solo economica ma anche culturale e sociale. Il problema secondo è che fino ad oggi si è affrontato il mercato in una logica "locale" e non "globale" il prodotto è divenuto grazie alla qualità uno dei simboli del "made in Italy" per essere gestito occorre una nuova "vision".

Il formaggio Parmigiano Reggiano quando è di qualità è il più buono del mondo è legato indissolubilmente alla Cucina Italiana, fa specie che in un periodo in cui la cucina italiana è celebrata in tutto il mondo, parmigiano reggiano sia in debolezza (un elemento che non si può non analizzare negativamente), la responsabilità non è delle imitazioni però, non è sufficiente un formaggio buono e di qualità occorrono anche uomini e mezzi per trasformarlo in successo.

Se posso permettermi le campagne di comunicazione all’estero sono state "un po superficiali" o meglio "inadatte", quelle che io ho visto hanno riproposto la stessa comunicazione che facevano in Italia, questo non lo fa neanche Mac Donald o Coca Cola, che studiano in ogni mercato in ogni paese campagne di comunicazione differenziate, perché diversi sono i consumatori, diversa è la lingua, l'esperienza, il mercato è globale ma i consumatori no! Mi spiace scrivere queste cose ma non mi piace vedere un formaggio che il simbolo dell’eccellenza italiana cosi “povero” merita un impegno maggiore.

Avete mai provato il panino Mac Donald con il Parmigiano Reggiano? Si tratta di quello che io ho chiamato la cacofonia della comunicazione o meglio le contraddizioni, da una parte una politica di comunicazione che punta all'eccellenza al rapporto con il territorio, all'unicità del prodotto, alla qualità, alla Dop e dall’altra una politica di fast food, sono delle contraddizioni in termini di di comunicazione che secondo me stridono, poi devo dire che il parmigiano caldo sul panino sopra hamburger non è stato il massimo della mia esperienza culinaria, si può abbinarlo decisamente meglio.