lunedì 8 giugno 2020

I batteri dell'acido lattico degli alimenti raggiungono l'intestino?

Una delle domande più ricorrenti è se gli alimenti fermentati di cui molti si parla e si discute, come nel caso per esempio dei batteri dell'acido lattico (Lab) che sono potenzialmente probiotici, riescono ad arrivare all'intestino e diventano parte del microbioma?

Ci riferiamo soprattutto a latte e derivati del latte che sono una delle fonti principali dell'alimentazione umana occidentale, si è sempre presupposto che alimenti con lactobacillus possono raggiungere il microbioma dell'intestino.

Uno studio italo - irlandese tramite un analisi computazionale ha dimostrato che i batteri geneticamente presente negli alimenti possono essere trovati anche nell'intestino come parte del microbioma.

Conferma che nonostante la barriera gastrica riescono a passare e a colonizzare almeno in una certa parte l'intestino.

Nonostante le diversi variabili legati all'età, alla geografia e allo stile di vita sono stati provati streptcoccus thermophilus e lactococcus lactis che troviamo prevalentemente in latte e prodotti derivati. 

Bisogna specificare che questi sono abbandonanti nelle popolazioni europee e poco invece in quelle asiatiche, questo si spiega perchè in Europa c'è una maggiore consuetudine di consumo di alimenti da latte e derivati del latte. 

Ricordiamo inoltre che le specie Lab di cibo sono solo parzialmente riconducibili a quelle dell'intestino.

Da questo studio i ricercatori hanno concluso che alimenti con batteri dell'acido lattico hanno la possibilità di colonizzare il nostro intestino.

Lanciando di fatto il collegamento tra salute dell'intestino e salute ed efficienza del cervello, anche se ricordiamo che è una dieta nel suo complesso che mantiene in forma l'intestino e il cervello.


Fonte:
Edoardo Pasolli, Francesca De Filippis, Italia E. Mauriello, Fabio Cumbo, Aaron M. Walsh, John Leech, Paul D. Cotter, Nicola Segata & Danilo Ercolini "Large-scale genome-wide analysis links lactic acid bacteria from food with the gut microbiome" Nature Communications Maggio 2020.

giovedì 4 giugno 2020

Sars cov 2 : Resveratrolo, Ashwagandha, Propoli quale futuro?

Buongiorno, come state? Mi auguro tutti bene, se mi permettete volevo salutare Giovanni un lettore di questo blog, che è uscito dal coma da qualche giorno, per il trattamento del Covid 19, un grande abbraccio a lui e a tutta la sua famiglia che ha vissuto un incubo, dai forza non è tutto più facile ma è tutto in salita!!

Volevo intanto precisare che si stanno moltiplicando gli studi per trovare dei trattamenti per rallentare il virus, o alleviarne la sintomatologia, nell'attesa che arrivi un vaccino, unica realistica possibile cura, come sempre in altri casi di questo genere si utilizzano studi e farmaci utili in altre patologie.

Al momento sebbene gli studi continuino, non esiste nessun dato scientifico che dimostri che nessuna di queste sostanze può prevenire o alleviare i sintomi da coronavirus. Lo stesso vale per prodotti omeopatici o simili trattamenti naturali.

Nei gironi scorsi si è parlato molto di un farmaco come il LY-CoV555, un anticorpo monoclonale progettato per bloccare l'ingresso del virus nelle cellule umane, tuttavia è ancora in corso la sperimentazione e personalmente sarei cauto.

Da quando è scoppiata la pandemia Covid 19 si è osservato un aumento del consumo d'integratori alimentari con attestazioni di immunità  o di benessere in generale, cosi le aziende hanno spinto sulla comunicazione su quel o quell'altra molecola, dai semprevivi amici delle Vitamina D che oramai è il rimedio per tutto dall'annoso problema delle doppie punte all'alluce valgo, non sanno più come propinarcela, agli amici del Selenio,  gli amici della Vitamina C,  gli amici dell' Omega 3....

Personalmente ho selezionato tre possibili sostanze che potrebbero in virtù di studi precedenti e in corso avere a un ruolo esclusivamente in merito alla futuro prevenzione della Sars Cov 2 : resveratrolo, ashwangangha e propoli.

Il resveratrolo, ci sono studi sulla Mers, cioè la sindrome mediorientale da Coronavirus comparsa nel 2012, dove sembrerebbe uso il condizionale d'obbligo, che il rasveratrolo abbia la capacità di bloccare la replicazione virale, sono in corso studi sul Coronavirus covid 19, sebbene si tratta di due coronavirus questi sono diversi.


Più interessante e pertinente invece la combinazione tra ashwanganngha e propoli per quanto riguarda la prevenzione.

A renderlo noto è uno studio condotto in collaborazione dalla Dailab India e dall'Aist Giappone , i ricercatori hanno scoperto che Withanone un composto naturale derivato da Ashwagandha e Caffeic Acid Phenethyl ester un principio attivo del propoli sembrerebbero avere la capacità di bloccare il Mpro del Covid 19, che svolge un ruolo chiave nella mediazione della replicazione del virus.

A breve ci sarà la pubblicazione dello studio su J Biomol Struct Dyn.

Il risvolto che interessante dal mio punto di vista è un altro, in particolare ashwagandha è meglio conosciuta a noi europei come Withania Somnifera o anche ginseng indiano, si tratta di una delle piante medicinali più antiche e utilizzate dalla Medicina Ayurvedica.

Si usa in India la Withania Somnifera per le proprietà immunomdulatrici e antiinfiamatorie, lo stesso vale per Caffeic acid phenestyl ester che si ricava dal propoli che viene raccolto negli alveari delle api ed ha riconosciute proprietà in vitro anticancro, antinfiammatorie e immunomodulatrici.

Precisiamo che in commercio non c'è alcuna combinazione che possa essere utile alla prevenzione ma che si tratta solo di studi in vitro.

Ho pensato che era interessante farvi conoscere su che cosa si sta lavorando, l'approccio verso la ricerca di sostanze naturali anche per prevenire e/o combattere il Covid 19, come la pianta di withania somnifera per il withanone e il propoli delle api per caffeic acid phenethyl ester.