martedì 9 aprile 2013

Esistono alimenti anti cancro? Alimenti miracolosi che impediscono d'ammalarsi di cancro?


Domanda di Clarissa G.: sempre più spesso leggo che questo o quell'alimento è anticancro, è vero? Lo leggo anche su riviste tecniche di settore, non passa settimana che non c'è un alimento nuovo, non so più a chi credere, mi interessa un tuo parere in merito se c'è un alimento che impedisce di ammalarsi di cancro, mi sei sembrato uno tosto.

Risposta: Grazie per la fiducia ma sopratutto per il tosto, mi piace.

A dire il vero siamo un po' tutti ossessionati da questi slogan a favore di questo o di quell'alimento dai media generalisti, dai media specializzati del settore medico scientifico e dalla diffusione di una cultura medico scientifica sul sensazionalismo che ha colpito anche i convegni medico scientifici. 
Non è raro vedere il convegno medico sponsorizzato da un industria alimentare di pesce e sentire una relazione sul pesce come alimento anticancro, oppure un convegno sponsorizzato dal Consorzio del Salame Felice e la relazione sulle proprietà anticancro del Salame.

Il mio parere è sempre stato quello di diffidare dalla stampa ai convegni medico scientifici sponsorizzati, spesso chi parla lo fà in nome dello sponsor, per questo motivo ho richiesto più volte trasparenza perchè spesso non si comprende bene a nome di chi parlano e perchè, facendo perdere credibilità a un intera categoria.

C'è una nota associazione nazionale di nutrizione che utilizza la stessa carta stampata da lettera dell'azienda che la "sponsorizza", per dire di come è in simbiosi e affettivamente legata alla sua azienda produttrice di dolci, tanto che non si comprende dove inizia l'associazione e dove finisce l'azienda.

Non se ne può più, sovente casualmente l'organizzatrice è una società di marketing per i convegni e nei giornali si tratta di redazionali a pagamento, si perchè oltre alle pagine classiche delle pubblicità sempre più riviste propongono redazionali a pagamento con i contenuti selezionati dalle aziende (va bene che tutti devono vivere ma non sulla pelle degli altri).


Creare terrore con poco
Muovere la leva del cancro e del tumore nell'opinione pubblica è molto facile perchè nonostante i progressi della ricerca medica, il cancro rimane la malattia con la più alta percentuale di decessi. Nel 2012 più di 250.000 persone hanno sentito del proprio medico la parola cancro, il suo suono provoca un senso di paura nella nostra mente, è noto che il cancro può colpire indifferemente in qualsiasi momento e le cause rimangono ancora in parte sconosciute, questo determina un senso d'impotenza e d' angoscia molto forte.

È proprio questo senso d' angoscia che sfruttano i comunicatori per cogliere l'interesse e per mettere in evidenza un messaggio che spesso ha più di un vizio di forma. Sentiamo spesso parlare di alimenti con proprietà anti-cancro, ma lo sono veramente?

Che cosa c'è di vero?
Proprio recentemente è stato pubblicato uno studio sulla rivista Nutrition and Cancer che aveva come soggetto alcuni slogan sulle presunte proprietà anticancro di alcuni alimenti ricchi di Flavonoidi (indivia, cipolla rossa) e Omega 3, che secondo fonti attendibili potevano ridurre il rischio di cancro alle ovaie, del 75% .
Lo studio dimostra inconsistenza delle affermazioni e degli slogan, poichè si fa riferimento a studi in vitro, non sappiamo i benefici che possono essere determinati nell'uomo. Negli ultimi anni sono stati fatti studi anche sull'uomo ma dai risultati discordanti.
Sovente quando si parla di alimenti anticancro si parla di sostanze contenute in alcuni alimenti che potrebbero avere degli effetti anticancro, il problema sul loro eventuale consumo rimane un dibattito aperto.

Si è diffuso sempre di più anche a livello medico scientifico un forte egocentrismo, che pure di mettersi in evidenza si tende ad usare uno studio parziale di primo livello e lo si fa diventare uno strumento di marketing per se stessi e per lo sponsor o solo per la speranza di averne uno (c'è un nome per questo gruppo di persone ma non posso scriverlo).

Ho visto giovani ricercatori fare un tour dei maggiori congressi medici per parlare di uno studio a cui loro non avevano partecipato ma solo letto parte di questo e vantare le proprietà anticancro di un alimento, almeno se proprio vuoi metterti in evidenza fallo per qualcosa che tu hai fatto non che hai copiato e incollato.



L'alimentazione dei super cibi contro il cancro

Il cancro è una malattia multifattoriale: ci sono diversi fattori che possono influenzarne lo sviluppo, alcuni sono genetici , altri sono i fattori ambientali o comportamentali, il suo sviluppo non è legato ad un singolo fattore, ma una combinazione di questi, l'alimentazione fa parte di uno di quei fattori ambientali e comportamentali. 

L'errore è nella mancanza di percepire l'alimentazione nel suo complesso e non per singolo alimento o nutriente, come se una persona mangia solo l'omega 3 del pesce o i flavonoidi  di alcuni alimenti e beve gli antiossidanti della spremuta di melograno, ma proprio alcuni di questi cibi dalle presunte proprietà anticancro sono ricchi anche di altre sostanze si pensi per esempio ai residui di pesticidi che rischiano nella realta di stimolare la formulazione del tumore, di altre sostenze non sane come il mercurio contenuto in alcuni tipi di pesci e della preparazione e cottura alla griglia di alcuni alimenti.

Un altra cosa importante è la stagionalità nei prodotti, molti degli alimenti anticancro di cui si vanta proprietà  hanno una stagionalità prendiamo per esempio il lampone o gli agrumi, non sono disponibili sempre tutto l'anno si trattano alimenti come se fossero dei farmaci disponibili sempre tutto l'anno, oppure sono disponibili in altre forme ma siamo certi che da trasformati hanno le stesse proprietà?
Proprio la settimana scorsa abbiamo parlato del cioccolato e abbiamo visto che nella lavorazione del cioccolato si perdono il 70% dei polifenoli contenuti, è anche importante la modalità con cui l'alimento arriva sulla nostra tavola che il suo contenuto come raw ingredient.

Prima di nutrirci esclusivamente d'alimenti miracolosi anticancro dovremmo forse meglio iniziare ad alimentarci meglio partendo dall'inizio come per alfabeto dalla lettera A senza arrivare direttamente alla lettera Z, percepire alcuni comportamenti facendo alcune scelte come nel post Un alimentazione o una dieta può prevenire il cancro al seno?

Personalmente ho una mia carissima amica medico, specialista in scienze dell'alimentazione che da diversi anni si occupa di prevenzione di cancro al seno, segue tutto alla lettera, normopeso, un alimentazione non corretta ma correttisima al grammo, eppure più di un anno fa le è stato diagnosticato un tumore maligno al seno.

Racconto questo per dire che l'alimentazione fa parte di uno di quei fattori ambientali che possono se controllati aiutare nella prevenzione ma i fattori che causano e determinano un tumore maligno è più complesso.

Tuttavia un alimentazione sana ed equilibrata con belle buone scelte e un discreto movimento fisico aiuta a rimanere intatto il più possibile il nostro patrimonio di salute  e avere un fisico più forte e resistente ma nessuno può garantirvi un alimento contro il cancro, se ce ne fosse veramente uno sarei il primo a dirvelo.

Alcuni scienziati nutrizionisti ed epidemiologi sovente non hanno alcuna consapevolezza nel fornire messaggi, sono troppo presi da se stessi, ma tendono a sensazionalizzare i risultati di un singolo studio spesso proprio ma anche copiato e incollato per puro egocentrismo e/o per proprio tornaconto personale o dello sponsor di turno, come proprio nel caso di questo studio pubblicato.


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sabato 6 aprile 2013

Recipease di Jamie Oliver, i non luoghi del food trasformati da uno chef

Cosa fai a Londra quando piove e aspetti che tua figlia smetta di lavorare? Si gira un po' per negozi, musei, vado a trovare i miei amici di Cocomaya, ma capito per caso davanti Recipease di Jamie Oliver, entro? Ma si tanto non ho niente di meglio da fare!

Personalmente i nuovi concept store del food non mi piacciono ( tipo Eataly ) ovunque vai sono po' tutti uguali, da New York a Milano, trovo che siano un po' dei spazi dove predomina più che altro la confusione, li trovo dei spazi un po' grossolani, quasi esagerati, sovradimensionati solo per giustificare un prezzo maggiore dei prodotti, in questi non luoghi del food del nuovo millennio non mi sono mai trovato e non mi trovo a mio agio mi sento come in un autogrill anni '70.


Gli inglesi scoprono la cultura e il piacere del cibo con Jamie Oliver

Per comprendere questo locale Recipease, non si può non pensare al suo ideatore Jamie Oliver, che è un fenomeno tipicamente anglosassone rappresenta la punta di un iceberg di un nuovo fenomeno legato al cibo e alla cucina, che ha generato un cambiamento nella società inglese. Dieci anni fa mangiare a Londra era una sorta di tortura del gusto, gli inglesi mancavano proprio dell'educazione al gusto, oggi non è più cosi, mangiare a Londra può essere anche un esperienza piacevole, non lo avremmo mai detto.

Una sera ero al tavolo con alcuni chef italiani in una località dell' Alto Adige, quando parlai di Jamie Oliver, volarono gli insulti più terribili che io avessi mai sentito, non capivo come mai tanto risentimento nei suoi confronti! Certo Jamie Oliver ha attinto nelle cultura della Cucina Italiana, è il miglior testimonial dell'Italia nei paesi anglosassoni. Di lui mi ha stupito la ricerca della cucina italiana popolare quella che si fa in casa di quella che facevano le nonne, quel sapere che non è mai arrivato sui libri, ma forse è proprio questo "l'essersi ispirato alla cucina casalinga da cui hanno preso le distanze i grandi chef", a creare un forte attrito.

Ritengo che Jamie Oliver si sia ispirato ai cuochi italiani che vivono all'estero (la cucina italiana dell'emigrante qualcuno potrebbe dire), i quali propongono una cucina italiana attinta dalle tradizioni di famiglia, una cucina amarcord riadattata a volte con una buona tecnica a volte meno al gusto del nuovo paese, un evoluzione che ha poco a che fare con la cucina italiana d' oggi.


La capacità di sapere comunicare a tutti

Ho avuto modo di vedere dal vivo Jamie Oliver e di vederlo all'opera in cucina è un vero e proprio istrione, camaleontico, non si ferma mai e devo dire che anche se  non mi era simpatico ha molte qualità, una grande manualità, una grande tecnica, una grande cultura e conoscenza degli alimenti, ci sono alcune persone che hanno dei numeri in più che sanno organizzarsi meglio, scegliersi dei buoni collaboratori ed essere presenti su più progetti, certo il marketing e la comunicazione aiutano ma deve esserci dietro una personalità e una professionalità altrimenti rimane fumo.

Recipease ha aperto nel 2009, si tratta oramai di una formula collaudata, prodotti freschi, libri, utensili da cucina o da tavola, design studiato per cattura l'attenzione del visitatore come ne abbiamo visto tanti ma qui più accattivante e piacevole, l'originalità sta nel fatto che si svolgono lezioni di cucina direttamente nello store e offre ai clienti la possibilità di preparare i loro pasti in loco, utilizzando quello che hanno comprato nello store con l'assistenza di uno chef, per una preparazione espressa max dieci minuti indipendetemente dal costo .

Niente di rivoluzionario, non tutto mi piace ma la presentazione la cura dei dettagli, la formula dello store food versione dello chef Jamie Oliver è fatta bene, vivace, cordiale e piena di messaggi che esprimono la filosofia di Jamie Oliver che cerca d'incoraggiare il maggior numero persone ad avvicinarsi alla cucina.


La comunicazione integrata off line e on line, ma sopratutto nello store, non solo uno spazio di vendita ma uno spazio d'intrattenimento

L'aspetto più interessante è la comunicazione nello store dalle immagini d' altissima qualità dei piatti e di come si preparano come se si sfogliasse un libro o come una rivista al packaging delle confezioni, ai dettagli dell'esposizione dei prodotti, le stesse lezioni di cucina sviluppano intrattenimento come se tutti si fosse in un set di un film o in quadro, una visione all'occhio dell'insieme molto gradevole e coinvolgente. 

Ritengo che il vero jolly sia per lo store che per Jamie Oliver sia la capacità di sapere sviluppare dei contenuti che si possono adattare a tutte le piattafome multimediali dalla televisione a tutti i social network per attrarre i nuovi media, cosa alquanto rara negli altri store food che non hanno fatto alcun investimento on line e nemmeno si sforzano di farlo, nonostante una forte comunità on line sui temi di cucina e qualità del cibo.
Questo aspetto positivo si riflette su tutte le attività del gruppo.

La parte più interessante perchè tanto dovevo perdere tempo la offre la zona bar molto rilassante con connessione wi-fi, dove gli ospiti possono prendere un caffè con una fetta di torta come me o gustare specialità di ricette di Jamie Oliver, naturalmente!



Si può replicare la formula di Jamie Oliver? 
Difficile, non so se ci sono dei nomi di chef da un così forte richiamo POP forse nemmeno in Francia. Non è solo replicare il suo modello, il problelma è il dare quel valore aggiunto al progetto che continuamente il team di Jamie fornisce e rinnova costantemente.

Detto fatto è che vedere la faccia soddisfatta e contenta di una ragazza inglese nel 2013 mentre preparara pasta fresca con la nonna papera non ha prezzo!

Adesso vado fra un po' mia figlia esce dal lavoro ... ho fatto qualche giorno di vacanza ma ha aggiornato perfino Ricette Vagabonde con la tarte tatin carciofi e un articolo sulle virtù salutistiche del cioccolato.. un saluto a tutti da Londra.