mercoledì 21 settembre 2011

Giornata Mondiale Alzheimer: Alimentazione, Nutrizione, Prevenzione e Comunicazione

Oggi è la giornata mondiale dell'Alzheimer, era tempo che volevo scrivere questo post, oggi è il giorno più indicato.  Nel mondo ci sono più di 30 milioni di malati di Alzheimer, alcuni studi statistici indicano che nel 2030 questo numero potrebbe anche raddoppiare, è una malattia che preoccupa perché ancora ad oggi non c'è una cura, ci sono delle terapie che possono rallentare il progredire della malattia, che hanno allungato la prospettiva di vita del malato di alzheimer, terapie spesso difficili a volte poco efficaci con dei effetti secondari non piacevoli come i problemi all'apparato digestivo e problemi cardiaci. Accanto a una terapia farmacologica si sono affiancate terapie non farmacologiche come la zooterapia per stimolare il tatto, arte terapia per stimolare l'immaginazione, luminoterapia e gioco per la stimolazione multi sensoriale.

Dottore ho l'Alzheimer?
Più della metà delle persone sopra i 50 anni si lamentano della loro memoria dal proprio medico di base. Una lamentela della memoria non significa necessariamente deficit di memoria. Questo tipo di disturbo è un fenomeno comune, dei blackout della memoria associati con disturbi dell'attenzione che si spiega con l'evoluzione della società moderna e lo stress della vita quotidiana. Gran numero di informazioni, Internet, chiamate sul cellulare, SMS ed e-mail, il cervello si trova a gestire più flussi contemporaneamente. Ci sono inoltre situazioni che possono provocare disturbi d'ansia attenzione, memoria, concentrazione e anche disturbi legati alla depressione, stress, affaticamento, insonnia, eccessivo di alcol, ecc., Sono tutti fattori che possono influenzare la nostra memoria, ma la malattia d'alzheimer è un altra cosa. 


Importanza di una diagnosi precoce.
Nella maggior parte dei casi il malato di Alzheimer non si lamenta, non sa di essere malato, non va dal medico a dire, dottore ho l'alzheimer? Sono le persone vicine al quale viene un dubbio,oggi è possibile diagnosticare la malattia anche 4 anni prima dei sintomi più importanti tramite i disturbi del comportamento. Una diagnosi precoce è importante perchè pensate che 3/4 dei malati di alzheimer non sono curati, in quanto c'è la falsa convinzione che la demenza senile faccia parte dell'invecchiamento e si trascurano segni della malattia ma sopratutto la possibilità di poter intervenire in tempo.

I segnali non sono solo la perdita di memoria,  ma la perdita delle cognizioni del linguaggio, disorientamento del tempo e dello spazio, non ricordare il giorno della settimana, l'indirizzo di casa, difficoltà di seguire un calcolo aritmetico, cambiamento d'umore e di personalità. Dal medico di base al centro specifico dove al test della memoria se positivo seguono altri esami di tipo neurologico più  esami di laboratorio, si può ricevere la diagnosi e il percorso di terapia info. alzheimer.it.

Si sta inoltre mettendo a punto un test sanguigno che sarà un nuovo indicatore insieme ad altri esami  diagnostici, lo sta mettendo a punto lo Scripps Research Institute (Florida). Inoltre il centro universitario della salute McGilli a Montreal, sta elaborando un nuovo test per la diagnosi dell'Alzheimer che ha come riferimento il valore di DHEA cioè deidroepiandrosterone, che nelle persone che sviluppano la malattia tende a diminuire prima della comparsa dei sintomi più evidenti. Nel futuro c'è una nuova generazione di farmaci che possono agire in diverse fasi della malattia e che andranno a sostituire gli odierni : donepezil, galantamine, rivagstigmine e memantemine. Altra possibilità potrebbe darla lo studio di un vaccino terapeutico.


Prevenzione il rapporto con l'alimentazione e la nutrizione
Negli ultimi anni la ricerca delle cause della malattie di Alzheimer, si è concentrata molto sulla genetica, ma sono anche stati pubblicati alcuni studi che ravvedono nella malattia una possibile carenza di alcune vitamine come Vitamina D, Vitamina B12 e gli Omega 3 delle possibili cause o concause dell' Alzheimer. Una dieta di tipo mediterraneo viene in genere consigliato ai pazienti che sono seguiti nei centri d'Alzheimer.

Malattia d'Alzheimer, c'è una relazione con l'insulina?
Recentemente è stato pubblicato uno studio che mette in relazione le malattie neurodegenerative e in particolare la malattia d'Alzheimer con l'insulina, secondo questo studio una dieta di cibi a basso indice glicemico, a basso contenuto di acidi grassi saturi, potrebbe ridurre il rischio di Alzheimer, è stato pubblicato sulla rivista Archives of Neurology, le persone che adottano tali abitudini hanno un minor numero di fattori di rischio associati alla malattia di Alzheimer.

Gli autori hanno voluto valutare l'effetto delle diete sui parametri legati alla malattia come il glucosio nel sangue o livelli di lipidi nel sangue . Per fare questo, hanno seguito 49 adulti più anziani in media 68 anni, di cui 29 con problemi di memoria tipici di una pre-Alzheimer. Il risultato che il gruppo di persone non ha più avuto problemi di memoria, il regime proposto dalla dieta potrebbe evere dei vantaggi sulle sopratutto in quei gruppi a rischio invididuabili dalla ricerca genetica o in quelle situazioni prima dello sviluppo dei segni più importanti. Va anche detto che è una ricerca che ha avuto un tempo limitato e un numero di adulti non molto vasto, necessita di una fase più ampia seconda me, ma offre dei spunti interessanti, che necessitano di essere approfonditi. 

Una dieta a basso indice glicemico, o moderati, con grassi buoni sarebbe protettivo e buono per il cervello. Questo tipo di alimentazione influenza positivamente i livelli di insulina nel corpo e riduce la resistenza a questo ormone. La resistenza all'insulina è un fattore comune a obesità, malattie diabete, malattie cardiache e neurodegenerative. Questa ipotesi è rafforzata dai risultati di studi epidemiologici hanno dimostrato che una dieta ricca di frutta e verdura, a basso carico glicemico, basso contenuto di grassi saturi in particolare prodotti lattiero-caseari e le carni bovine, è associato con un rischio ridotto Alzheimer e disturbi cognitivi.

Riferimento per chi vuole saperne di più : Jennifer L. Bayer-Carter, Pattie S. Green, Thomas J. Montine, Brian VanFossen, Laura D. Baker, G. Stennis Watson, Laura M. Bonner, Maureen Callaghan, James B. Leverenz, Brooke K. Walter, Elaine Tsai, Stephen R. Plymate, Nadia Postupna,  Charles W. Wilkinson, Jing Zhang, Johanna Lampe, Steven E. Kahn, ChB; Suzanne Craft; Diet Intervention and Cerebrospinal Fluid Biomarkers in Amnestic Mild Cognitive Impairment. Arch Neurol. 2011;68(6):743-752. doi:10.1001/archneurol.2011.125.


Il morbo di Alzheimer  e la comunicazione
Se la malattia di Alzheimer è una malattia della memoria, è anche una malattia della comunicazione. Spesso i malati non hanno capacità di sostenere una conversazione per molto tempo, dimenticano cosa hanno detto come dimenticano cosa ha mangiato quanto sono seduti ancora a tavola. Chi ha l'Alzheimer ha un linguaggio alterato, gli mancano le parole, bisogna andare oltre le barriere della comunicazione, fronte di incomprensione, frustrazione e anche aggressività.
Bisogna mantenere la comunicazione più serena possibile evitare i fraintedimenti, i malati di Alzheimer sono molto sensibili sono in grado di riconoscere i gesti di affetto (o d' irritazione), sanno completamente ascoltare il linguaggio del corpo che diventa essenziale per la comunicazione.

Consigli per parlare con il malato.
Scegliere il momento giusto e un posto tranquillo. Sedersi e catturare la sua attenzione attraverso gli occhi o toccandolo, sanno leggere molto attraverso gli occhi, adottate la dolcezza e fate dei gesti rassicuranti. Parlare lentamente e con calma. Sorridere e imparate a prendere le sue mani nelle vostre, accarezzare le braccia, come a coccolare. Non è solo conforto, ma anche il modo migliore per dimostrare il vostro affetto. Usare frasi brevi. Parole semplici. Ripetere le informazioni importanti e se possibile, mostrare le immagini di persone o di cosa stai parlando,.

Evitare le domande "Come va?" o "Cosa si mangia?" sono troppo ampie. Preferisce: Hai freddo?  "Vuoi la pasta?"  Malati di Alzheimer  hanno bisogno di riti e abitudini che diano sicurezza. "E 'quasi ora del tè" o "E' l'ora del  telegiornale".

Aiutare il malato a parlare
Suggerire le parole come ai bambini. Il morbo di Alzheimer fa inciampare sulle parole. Dategli tempo per trovare dategli la possibilità di riformulare la frase per mostrare gli errori . "Non ti ricordi?" Ricordargli chi sei:  "Non mi hai riconosciuto perché ho cambiato la mia camicia, ma non importa io sono Carla tua figlia" . Ci sono momenti in cui il malato vuole parlare, altri no. Considerare la sua fatica e soprattutto non abbiate fretta. A volte se le parole gli sfuggono e diventa aggressivo, cerca di lasciarlo parlare senza fretta e non  interrompere aspettate a intervenire e rassicuratelo come si fa con un bambino.

Mi spiace è un post un po' lungo, sicuramente è un post che non avrà molta popolarità, non m'importa desideravo scriverlo. La malattia d'alzheimer ha dei costi sociali molto alti, tutta la famiglia viene coinvolta anche per chè non sempre è possibile ricorrere ad aiuti o il ricovero in strutture apposite, che non è sempre la soluzione ideale.

Info : Associazione Alzheimer Svizzera, Federazione Alzheimer Italia

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22 commenti:

  1. Questa è una questione che mi tocca olto da vicino, siamo impegnati da anni io e tutta la mia famiglia in un progetto che riguarda proprio l'Alzheimer, tutti e due i nonni di mio marito se li è portati via proprio questa odiosa malattia, quindi sosteniamo attivamente un'associazione che si occupa di assistenza diurna, riabilitazione, alimentazione, sport e sostegno alle famiglie...stampo questo articolo e lo porto con me! Buona giornata ciao

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  2. una malattia di cui si parla poco! una malattia che coinvolge sempre più persone, che devasta il malato e chi gli sta accanto, confonde, si impossessa di ogni ricordo, ogni emozione... per portarti via con se, come mia nonna 8 mesi fa dopo anni di malattia
    grazie per questo importantissimo messaggio

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  3. Ti ringrazio di cuore Gunther per questo bellissimo post.Purtroppo la mia amtissima nonna soffre da qualche anno di questo tremendo morbo, che l'ha trasfomata nel'ombra della donna forte che era.Non parla quasi più la mia nonna e, faccio fatica anch'io a comunicare con lei, mi pare di affaticarla.Trovo migliore abbracciarla, forse così le trasmetto meglio quello che sento.
    Quello che la gente non sa è il dramma di chi vive a contatto con questi poveri malati, è davvero pesante e difficile.Spero che si trovino presto dei rimedi, oltre alle medicine che annichiliscono.
    Sara

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  4. Leggere certi post non è mai facile, scriverli lo è di certo di più. Argomenti delicati, la banalità della retorica sempre in agguato ed invece tu riesci a coinvolgere facendo informazione con garbo senza mai eccedere in nulla.
    I complimenti te li rimando alla prossima volta per non perdere il focus su quanto hai scritto.

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  5. Chiaro e diretto come sempre, grazie per questo interento di sensibilizzazione, ma anche di chiarimenti su molti aspetti spesso "banalizzati" della malattia.
    NOrma

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  6. non sapevo affatto che oggi fosse la giornata mondiale dell'alzheimer, purtroppo in Italia certe cose non vengono pubblicizzate perchè non fanno sensazione e i soliti noti non possono andare a fare la sfilata per le foto nelle riviste, che squallore! Il tuo post è molto informativo, completo, hai saputo indicare bene tutti gli aspetti e i disagi di questa malattia. Come al solito eccezionale

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  7. avrei voluto consigli come questi anni fa, per aiutare il mio babbo e me stessa. per soffrire meno alle sue sfuriate, per gestire di più la situazione. la fatica, il dolore, ma soprattutto l'ignoranza della gente che allontana i malati come fossero contagiosi. tanto ancora si deve fare!
    grazie.

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  8. grazie ancora una volta per i tuoi articoli , preziosissimi . Purtroppo credo che il ruolo che rivestono la prevenzione e la diffusione delle informazioni , la comunicazione sia ancora marginale, sarebbe bello promuovere più spesso giornate come queste , buona serata

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  9. Questo tuo post sta girando su facebook, volevo chiederti se ci sono dei fattori di rischio per Alzheimer?

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  10. Mi unisco al coro dei grazie per questo articolo ! Ricco di informazioni date anche con tanta sensibilità ! Mi hai anche un po' rassicurato circa la memoria... Buona serata !!!!

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  11. te lo dico sempre, ma i tuoi post sono sempre interessantissimi. grazie! Un abbraccio e a presto!

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  12. Esaustivo e profondo come sempre. Si sa sempre così poco di malattie così gravi e delle sinergie che coinvolgono. La nutriceutica è fondamentale, imparare nuovamente a mangiare con qualità nonostante tutto. Buona serata

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  13. un grazia a tutti per avere raccontato la vostra esperienza e aperto il cuore nei vostri commenti, non pensavo che avrei toccato cosi tante persone direttamente, ringrazio sia coloro che mi hanno mandato un email

    @greta, diciamo cosi che sei pluriinformata su questa malattia

    @chiara, mi spiace non sapevo nulla della tua nonna, se ne parla proprio per fare capire l'importanza o almeno ci proviamo

    @saretta, hai espresso molto bene la situazione il trovarsi di fronte a persone diverse e accudirli con tutto l'amore non è facile anzi a volte è molto complicato e difficile.

    @gambetto, sempre attento a tutte le sfumature, grazie

    @merendasinoira. grazie meglio essere diretti specie in questo caso condiviso pienamente

    @stefania, grazie sei molto gentile

    @silvia.moglie, hai cpolto un punto interessante la gente ne ha paura invece dovrebbe tirare fuori la comprensione

    @lapasticciona
    grazie del bel commento

    @rossella, ciao anche io me lo dico ogni tanto sarà mica un alzheimer precoce?

    @marco ti rispondo nel prossimo commento è un po lungo

    @lucia, troppo gentile lu

    @fabio pasticcio, sono daccordo grazie

    @mammadegli alieni, grazie a te :-)

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  14. @marco mangini

    su questo non c'è molto accordo tra i vari luminari in materia della malattia d'alzheimer secondo alcuni non esistono secondo altri si, diciamo che i fattori di rischio sono:

    età: più si inveccchia più il rischio aumenta

    sesso: più donne che uomini

    ereditarietà: in considerazione della genetica è stata scoperta una relazione tra il cromosoma 21 e la malattia di Alzheimer

    obesità, diabete, ipertensione arteriosa, trauma cranici durante la vita.

    si pensa anche a delle carenze di vitamine del gruppo, vit.D
    per anni si è parlato del rapporto con alluminio ma nessuno lo ha ancora dimostrato

    questi sono considerati dei possibili fattori a rischio, ma ripeto non c'è unanimità nel settore medico scientifico

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  15. Grazie per questo post!!! Un abbraccio

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  16. Isabella Corsini23 settembre 2011 00:31

    Un problema serio credo che sia una delle malattie più brutte che ti possono capitare, speriamo che prevenzione lo stare in forma, mangiare cibi sani ci serva a qualcosa

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  17. bellissimo post, come sempre centri il punto, grazie di cuore!!!!!

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  18. un post molto interessante specialmente per chi vive in prima persona con persone malate..difficile accettare..purtroppo

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  19. graie di cuore per la tua sensibilità
    anche io sono colpita da vicino da questa malattia e non l'ho ancora accettata
    frugiternerdmania

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  20. Carissimo da oggi siamo tuoi sostenitori *-* post molto toccante e purtroppo vero...grazie I cuochi di Lucullo

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  21. Carissimo, leggo solo ora questo post e ti ringrazio per i consigli che faccio miei in quanto in famiglia ho una persona che soffre di questa terribile malattia. Speriamo che in un momento non molto lontano si trovi una cura per almeno tornare a rincontrare solo per un attimo la persona che un tempo ti ha voluto bene e che ora non ti riconosce piu'.

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