sabato 13 giugno 2009

La responsabilità sociale delle aziende agroalimentari per la salute nei prodotti per bambini, sono solo slogan? Si


Questo post è una riflessione molto personale, nata quando ho scritto della nuova bevanda della Coca Cola, con il suo bere responsabile mi ha fatto chiedere, ma cosa fanno le grandi aziende agroalimentari realmente per la salute? In particolare per la salute dei nostri figli?

Analizzando la comunicazione mi imbatto in iniziative dove viene messo in risalto il rapporto tra alimentazione e salute, si annunciano all’orizzonte iniziative di programmi educativi nelle scuole lanciati dai grandi marchi, ero presente il 27 e 28 aprile 2009 a New York dove Nestlé ha presentato il Nestlé Healthy Kids Global Programme, ma analoghe iniziative sono fatte da Kellogg's, Mulino Bianco, Heinz, Casa Modena, Ferrero, Coca Cola, McDonald. Sono queste le aziende che con i loro prodotti hanno condotto i ragazzi all’obesità e ad alimentarsi in modo poco sano, allora io mi chiedevo se tutti questi programmi sono solo comunicazione? Sono credibili per il pubblico?

Non mi piace che le aziende in particolare quelle citate lancino, il loro impegno per la salute dei bambini, lanciano proclami tipo lavoriamo in collaborazione con la società scientifica X, Y, Z. Uno su tanti esempi queste iniziativa che reputo di dubbio gusto Nutrimi e lo fanno con il bene placito di professori universitari autocelebrandosi, stavamo tanto bene anche senza, hanno anche istituito un premio per la migliore comunicazione di prodotto per gli sponsor. Tanto da spingermi a chiedere se quando si mettono insieme aziende e certi "strani personaggi" non creino più danni che benefici.

Facciamo un esempio, molte aziende hanno creato all’interno del proprio sito internet o quando non ne hanno fatto uno apposito, programmi di educazione alimentare per la salute, mi chiedo se sia il consumatore che il bambino non va in confusione? Come non pensare che se Coca cola fa un programma di educazione alimentare allora produce prodotti sani?

Nella mia esperienza ho visto più aziende accusare i genitori, ed essendo io tale, mi sono incazzato molto, ricordo una conferenza stampa in cui Parmalat sosteneva che i bambini non fanno prima colazione perché le mamme e i papa sono sfaticati e gli mandano a scuola senza mangiare oppure il gruppo Heinz che non prestiamo sufficientemente attenzione all'educazione alimentare dei nostri figli , cosa dovremmo fare secondo loro fargli mangiare le verdure con il ketchup e la maionese? Avete mai provato a fare mangiare a vostro figlio qualcosa che non sia in pubblcità ?

Prendiamo un altro esempio di buona e sana colazione, personalmente trovo molto discutibile lo spot sulla prima colazione della Nutella, fare colazione con pane nutella e frutta, gli dobbiamo insegnare a mettere una tavoletta di cioccolato in mano appena si alzano?

Un esempio più reale Kellogg's Frosties, quelli fatti apposta per i bambini con la tigre contiene 37g di zucchero, di circa 7 cucchiaini da tè. Si tratta di quasi la metà dell'intera dose giornaliera raccomandata di zucchero Stessa cose del concorrente Cereali Nestlè Chocapic!

Tutte queste operazioni per di più politiche volte a limitare l'obesità infantile con l'aiuto delle aziende, aiuto non gratuito perchè finanziato dallo Stato, quindi da tutti noi come consumatori(non in tutti i casi ma in maggioranza), non mi trovano d'accordo, hanno trasformato l'Obesità in un business per le aziende e qualche "strano personaggio", ricevono profitti dalla vendita dei prodotti e di più ricevono finanziamenti per programmi educativi per la nutrizione! Non mi piace nemmeno il messaggio d'educazione che lanciano troppo incentrato sul "senso di colpa" e sull'aspetto "sanitario", poco adatto all'età e all'attenzione dei bambini.

Per noi genitori cirondati da comunicazioni poco adatte alla loro età rimaniamo soli, è difficile educare ad una buona e sana alimentazione. La responsanbilità sociale delle aziende non è fare programmi educativi ma è produrre prodotti sani che aiutano a seguire dei schemi alimentari corretti, non fare comunicazione d'alimentazione e salute e producendo cibi spazzatura!

12 commenti:

  1. Alle aziende non importa nulla delle abitudini alimentari nostre e dei bambini.
    Unico scopo:il guadagno.
    E se fanno pubblicità c.d. Responsabili, è solo per una questione di immagine.Non perchè realmente credono in questo.
    Se lo Stato funzionasse, nessuna azienda potrebbe giocare con il nostro diritto alla salute.

    Buona domenica!

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  2. Pensano solo a far soldi. Della salute dei consumatori e delle schifezze che ci fanno ingurgitare e di quello che ci provocano non può che fregarsene la Nestlè, Ferrero,Kellog's e compagnia bella.
    Ma come dici tu il bambino viene conquistato dalle pubblicità e va a fargli capire poi che sono solo schifezze e che se dic i no è x il suo bene.Sono i genitori a passare dalla parte dei "cattivi".
    Buona domenica Gunther.

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  3. Concordo sul fatto che le campagne pubblicitarie influenzano i gusti dei bambini (e non solo per il cibo... vogliamo parlare del fenomeno winks?)
    A chi spetta un filtro rispetto a questi messaggi? alla famiglia e alla scuola. La famiglia è quella che lascia spesso il bambino solo di fronte alla tv (vi siete mai chiesti quanti bambini hanno la tv in camera? nella mia classe di prima elementare di 17 almeno 4 o 5)e la scuola latita facendo scarsa educazione alimentare.
    Io essendo insegnante vedo cosa portano gli alunni per merenda, la maggioranza il panino dietro mio consiglio, chi invece ha problemi di peso, in una classe di 17 solo una a dire il vero, porta le merende al cioccolato, le pastine prese al bar, piene di grassi schifosi che ungono perfino il quaderno. In questi casi la pubblicità c'entra poco, perchè quella mamma potrebbe proprio approfittare del fatto che tutti a a scuola mangiamo un piccolo panino... invece no!
    Allora possiamo dire che vi è concorso di colpa? che quelle aziende hanno buon gioco con genitori volutamente distratti e poco consapevoli?
    Un caro saluto Gunther

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  4. Quando mio figlio era piccolo ho avuto una piccola rivincita.
    Un giorno lo vedo arrivare in cucina ed esclama: "mamma non comprare più i flauti del mulino bianco perchè hanno una pubblicità troppo stupida"
    Ahahahah! Genitori non disperate i vostri bambini sono in grado di valutare!
    Me ne accorgo anche quando a scuola proponiamo i laboratori educativi. Tutti i bambini sanno benissimo discernere le schifezze dai cibi sani!

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  5. Ciao! Scopro solo ora questo blog ricco di spunti di riflessione sul mondo cibo molto molto interessante. Io sostengo che è fondamentale per la nostra salute sapere ciò che mettiamo nel piatto...Per cui sei gia nei miei preferiti ;DD
    Ti verrò a trovare spesso!!!

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  6. Ciao a tutti,
    sono anch'io una mamma (ho un bimbo di 6 anni e mezzo), non compro quasi mai le merendine, ma ogni tanto compro la merendina al bar...mio figlio e' sotto peso e quindi mi sembra una cattiveria non cedere ogni tanto, comunque ho sempre criticato la pubblicità davanti a lui, evidenziando le stupidaggini dette per convincere, io e il papa' ci siamo inventati la storia di "Piedone puzzolone" un prodotto schifoso che cercano di vendere ai bambini e ci siamo inventati un bel po' di slogan scemi e divertenti, nonostante questo, ogni tanto, al supermercato e' attratto dai prodotti coloratissimi per bimbi...allora io e il papà li prendiamo in mano e gli cominciamo a leggere gli ingredienti spiegando i coloranti gli edulcoranti quanto fanno male e lui decide da solo di non volerli, quando troviamo qualcosa di genuino glielo prendiamo altrimenti a casa cucino io dei dolci buoni e per questo non mi mancano mai le materie prime uova, farina, lievito, zucchero etc...

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  7. Forse da parte di genitori ed insegnanti ci vorrebeb uno sforzo per far vivere l'apprendimentop dell'alimentazione sana come un gioco...Non so Gunther, mi sembra che il tuo preparare dolci con i tuoi ragazzi fosse un'ottimo modo..non basta?? :(
    Mariluna ha raccontato che nella scuola del suo bimbo (Parigi!) hanno fatto una settimana dedicata al cibo e all'alimentazione, sotto forma di attivita'-gioco...
    Mi sembra che "l'attacco" sui due fronti sia l'unica soluzione contro l'industria, che ovviamente per sua natura deve fare profitto.

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  8. Non ho bambini ma sono molto attenta ai messaggi pubblicitari che lanciano le grandi industrie.
    In questi giorni sono in@@@@@ta nera con la cocacola per la sua pubblicità "contro la crisi".
    Non so se ti è capitato di vederla, c'è la voce di una bambina che dice di preferire tutta una serie di cose "semplici e genuine" tra cui la coca cola.
    In pratica cercano di inculcare ai nostri (anzi vostri) figli che la cocacola è semplice e genuina, vi rendete conto???

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  9. Quoto ogni tua parola, al 100%...
    La pubblicità decrescita della coca cola poi è vero, è fenomenale! Forse non si rendono nemmeno conto di quanto sono assurdi.
    Peccato che i messaggi passano.
    Io per ora non lascio guardare la Tv (intendo sì dvd, ma no programmi e quindi pubblicità); quando sarà più grande dovrò cedere, ma almeno la guarderò con mio figlio. E poi incrociamo le dita ;)

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  10. Anche io non posso che concordare con quest'analisi. Mi permetto un piccolo memorandum, spero non pedante per l'autoreferenzialità. Il progressivo affossamento della presenza statale (diciamo istituzionale) nel mondo della ricerca (i tagli ai fondi per le università, il soffocamento della ricerca di base, il discredito per gli operatori indipendenti, la carenza di risorse e conseguentemente di autorevolezza) si traducono anche in questo: la perdita per il consumatore di riferimenti tecnico-scientifici imparziali e la progressiva collusione dei ricercatori con le aziende.

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  11. @guernica, ahimè si grazie
    @dolcemara. la pubblicità ha un indubbio fascino, il bambino non sa distinguere i messaggi.
    @rosy grazie della testimonianza, c'è molta gente distratta
    @eli, mi hai dato una speranza per il futuro, facciamoli crescere
    @spighetta, grazie benvenuta
    @anonima, grazie ci hai dato un esempio e una testimonianza importante
    @ciboulette, grazie si nel mio piccolo cerco di contribuire in famiglia e anche fuori, si conosco l'esperienza francese di mariluna, volevo portarla in Italia invece no non hanno voluto!
    @lydia come se mi rendo conto, fa arrabbiare
    @mammafelice, sei un ottimo esempio per il tuo bimbo
    @meristemi, come sempre grazie del tuo contributo nobiliti i commenti, sono daccordo con te sulla mancanza dei fondi per le università, è un argomento che mi piacerebbe parlare molto, non sono contrario alle collaborazione con le aziende delle università, anzi ma c'è modo e modo.

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  12. è stato già detto tutto, arrivo tardi, ma ribadisco che non c'è da stupirsi, le industrie alimentari puntano al profitto e mascherano ogni loro operazione dietro una presunta preoccupazione per la salute dei consumatori... Dovremmo seguire l'esempio della mamma anonima, i bimbi da soli non riescono a cogliere l'inganno (a volte nemmeno gli adulti) ma se li guidiamo sono perfettamente in grado di capire, e poi ci sono tantissime ricette di dolci fatti in casa super veloci e di sicuro più sani...
    Gunther grazie sempre per la tua precisa e interessante opera di informazione!

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