venerdì 31 ottobre 2014

Esistono alimenti anticolesterolo?

Andrea G, Taranto : Esistono alimenti anticolesterolo?

Il 50% di coloro che hanno il colesterolo alto, la causa è un alimentazione inadatta l'altro 50% è invece d'origine genetica. Nella maggior parte dei casi diminuire il colesterolo del 10 o del 20% è possibile farlo modificando la propria alimentazione unito a un programma d'attività fisica.

Con un buon programma d'attività fisica è possibile diminuire il colesterolo cattivo del 5%, come fare footing 30 minuti al giorno o altra attività fisica come andare in bicicletta, nuotare e ballare.

All'interno di una dieta specifica per diminuire il colesterolo come abbiamo già detto in altri post che trovate in fondo, ci possono essere alcuni alimenti che più di altri possono contribuire a fare scendere il colesterolo, diminuire il colesterolo cattivo e aumentare il colesterolo buono (sono solo alcuni degli alimenti più facili da trovare con un buon rapporto qualità/prezzo).


Le Mele
Grazie al ruolo della pectina e dei flavonoidi, le mele sono ricche di pectina, una fibra solubile che ha la capacità d'assorbire il colesterolo cattivo e i grassi. I flavonoidi invece sono degli antiossidanti che hanno un riconosciuto ruolo protettore cardiovascolare.
Basta prendere l'abitudine di mangiare mele sia crude che cotte dopo il pasto a colazione a merenda oppure con uno spuntino.
Ideale mangiarne 2 o 3 mele al giorno.

Legumi secchi
Le fibre solubili contenuti nei legumi secchi diminuiscono l'assorbimento dei grassi e abbassano il il tasso di colesterolo nel sangue.
Hanno anche un contenuto di fitosteroli che hanno una riconosciuta azione anticolesterolo.
In insalate, zuppe. primi piatti oppure come accompagnamento per un secondo piatto.
Una porzione di 60g più volte durante la settimana


Frutta secca
Noci, nocciole e mandorle sono ricche di acidi grassi polinsaturi, fibre e fitosteroli, una combinazione ideale per aiutare a fare scendere il tasso di colesterolo.
Qualche frutta secca nell'insalata, in un primo piatto, nella zuppa, con lo yogurt a merenda
Da due a quattro o cinque frutti secchi al giorno che non hanno alcuni impatto sulle calorie totali del giorno.

Crusca d'avena
Grazie alla ricchezza di beta glucani, una fibre alimentare che la lo stesso ruolo della pectina delle mele.
Potete utilizzarla sotto forma di farina da includere nelle preparazione per fare pane, pizza ma anche crepes.
Meno di 20 g al giorno.


Sardine, sarde, sgombri
Il pesce contiene una grande quantità di grassi insaturi, come gli omega 3.
Fresco e in conserva, riescono a mantenere grosso modo le virtù nutrizionali, meglio se in un buon olio d'oliva extra vergine preferibile rispetto ad altri.
2 o 3 volte alla settimana.

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mercoledì 29 ottobre 2014

Gli intolleranti al lattosio hanno un minore rischio di sviluppare tumori?

Uno studio che farà molto discutere, da diversi anni si parla del rapporto tra porzioni di latte e lo sviluppo di tumori, il nuovo studio è stato pubblicato sull'autorevole British Journal of Cancer .

Questa volta lo studio d'osservazione è stato svolto in Svezia, si è voluto vedere se c'era una differenza sul numero dei tumori tra la popolazione generale e gli intolleranti al lattosio, visto la meno assunzione di prodotti derivati del latte. Nei 22.788 intolleranti al lattosio presi in esame le percentuali di sviluppo del cancro ai polmoni era meno del 45%, lo sviluppo del cancro ovarico meno del  39%, lo sviluppo del tumore al seno meno del 21%,  rispetto alla popolazione generale.

Dell'intolleranza al lattosio abbiamo parlato molte volte si tratta della maldigestione del lattosio dovuto alla mancanza di un enzima per la digestione del lattosio, lo zucchero contenuto nel latte e in percentuali diverse nei prodotti derivati del latte, i principali problemi sono male di stomaco, crampi, flatulenza, ventre gonfio ma possono dare luogo a persone più sensibili anche male di testa, eczema, sinusite, difficoltà di concentrazione.

Questo porta le persone intolleranti al lattosio a evitare di assumere porzioni di latte, i risultati dello studio però sarebbe troppo facile dire che grazie all'intolleranza al latte, hanno assunto meno latte e prodotti derivati del latte pertanto hanno percentuali inferiori di sviluppo di tumore. 

Forse non è cosi semplice dal momento che si tratta di uno studio d'osservazione non sappiamo se è il non assumere il latte che incide sulla percentuale (anche se esite un alto indice di probabilità ) oppure se qualche alimento che si consuma in sostituzione del latte possa svolgere un qual si voglia ruolo di tipo protettivo, non è nemmeno da escludere la possibilità che chi è intollerante al lattosio possa avere uno stile di vita differente che incide sul tumore.

Va inoltre detto che la Svezia è uno dei paesi con la più bassa percentuale di intolleranti al lattosio circa il 2%, sarebbe molto più interessante vedere se in paesi dove queste percentuali sono più importanti, più grandi, se ci sia la stessa percentuale di non incidenza di questi tumori, per esempio la Germania e l'Inghilterra dove la percentuale degli intolleranti al lattosio è del 15%.

Sintesi: uno studio d'osservazione rimane tale, va considerato il luogo dove si è svolto lo studio e il metodo, certo che le percentuali sono piuttosto alte anche escludendo una possibile causa familiare e genetica come hanno fatto nello studio.

Non mi sento d'escludere del tutto che i latticini sono una possibile fonte d'ormoni che potrebbero svolgere un ruolo non secondario nei fattori di crescita di  IGF-1- e  mTOR, legate alla carcinogenesi.

I tumori hanno cause multifattoriali e l'alimentazione è solo uno dei fattori ambientali e potrebbe incidere solo in minima parte come per esempio nel cancro al polmone.

Non possiamo escludere altre spiegazioni che potrebbero in qualche modo essere coinvolte da un ruolo protettore di un alimento utilizzato in alternativa o uno stile di vita differente.

Intanto gli intolleranti al lattosio sono contenti, ma va ricordato il dato consigliato dall'Oms sull'assunzione dei prodotti derivati del latte in due porzioni giornaliere (se tollerate), che comunque sono porzioni inferiori alle raccomandazioni di alcuni stati europei.

J Ji, J Sundquist and K Sundquist "Lactose intolerance and risk of lung, breast and ovarian cancers: aetiological clues from a population-based study in Sweden" British Journal of Cancer