Fonte foto: Claire-p.comÈ apparso in questi giorni uno studio condotto dalla Anses, agenzia pubblica della salute in Francia, di confronto e analisi delle diete dimagranti o ipocaloriche che vanno per la maggiore (io le chiamo le "diete libro", perchè hanno tutte una ricca diffusione in libreria) dalla dieta Detox alla Montignac, dalla dieta Dukan alla Dieta a zona, dalla Crono dieta alla dieta Weight Watchers, dove si mette in evidenza i rischi per la salute delle persone che le seguono, in quanto queste diete, secondo l’Anses, sono poco equilibrate e inducono pericolosi squilibri nutrizionali soprattutto in rapporto ai macronutrienti come i grassi, carboidrati, proteine le vitamine e i minerali.
I contenuti più importanti dello studio mettono in rilievo che le assunzioni di proteine sono al di sopra delle indennità dietetiche raccomandate, gli apporti di Fibra sono inferiori alle RDA, come gli apporti in Ferro e Calcio, alcune diete sono troppo ricche di Sodio. La Vitamina C è inferiore alle RDA come in alcune la Vitamina D è inferiore in altre è superiore alla RDA.
In sinstesi lo studio sostiene che i rischi per la salute potrebbero essere più gravi dei benefici mette in evidenza i pericoli per salute: la perdita di densità minerale ossea, la riduzione di acidi grassi polinsaturi "essenziali", il rischio di calcoli biliari e il cancro del colon-retto (ma l'Obesità non ha anche dei rischi?).
L’osservazione più corretta secondo me è che dopo un primo periodo di perdita di peso nel tempo da sei mesi a due anni, 85% riguadagna il peso perso e nella maggioranza dei casi si aggiungono dei chili in più a quelli persi.
I contenuti più importanti dello studio mettono in rilievo che le assunzioni di proteine sono al di sopra delle indennità dietetiche raccomandate, gli apporti di Fibra sono inferiori alle RDA, come gli apporti in Ferro e Calcio, alcune diete sono troppo ricche di Sodio. La Vitamina C è inferiore alle RDA come in alcune la Vitamina D è inferiore in altre è superiore alla RDA.
In sinstesi lo studio sostiene che i rischi per la salute potrebbero essere più gravi dei benefici mette in evidenza i pericoli per salute: la perdita di densità minerale ossea, la riduzione di acidi grassi polinsaturi "essenziali", il rischio di calcoli biliari e il cancro del colon-retto (ma l'Obesità non ha anche dei rischi?).
L’osservazione più corretta secondo me è che dopo un primo periodo di perdita di peso nel tempo da sei mesi a due anni, 85% riguadagna il peso perso e nella maggioranza dei casi si aggiungono dei chili in più a quelli persi.
La persone non riescono a stabilizzare il loro peso. Questo rischia di condurre in un senso di frustrazione non indifferente, tale da condurre molte persone a sviluppare veri disturbi del comportamento alimentare. Che si trasforma nella mancanza di non avvertire il senso di fame o sazietà e aggiungono l’ansia ogni volta che mangiano, tanto che la loro vita sociale è spesso perturbata.
Il fallimento di una dieta ipocalorica e il fallimento anche del professionista della salute che l'ha prescritta
Personalmente non mi piace l'eccessiva colpevolizzazione di alcuni centri medici, i pazienti non vanno colpevolizzati ma aiutati, stimolati e indirizzati verso un comportamento corretto. Un paziente che non dimagrisce, un paziente che ritorna in poco tempo al peso inziale e aumenta di peso è una responsabilità anche del medico, non solo del paziente e della società è molto comodo parlare di ambiente obesogeno e trasferire la responsabilità ad altri, bisogna anche ammettere di non sapere fornire delle indicazioni corrette, di un approccio comunicativo negativo, il fallimento di una dieta è anche il fallimento di chi l'ha prescritta. La crescita dell'Obesità è anche dovuta alla mancanza di strumenti e di un "sapere" superato. Ci sono anche pazienti ostinati che non seguono i consigli rivolti per l'amore del cielo ma quando l'85% non riesce o fallisce ritengo sia necessaria una riflessione (rivolta sopratutto alla diete prese in esame dell'Anses) .
Qual è il mio consiglio?
Io credo che questo studio segna il fallimento delle diete standard, secondo me non ci può essere una dieta ipocalorica uguale per tutti o anche la suddivisione in gruppi di popolazione è alquanto controverso. Allo stesso tempo nemmeno le diete stardardizzate di alcuni studi medici e ospedali vanno bene per lo stesso principio. Tuttavia le diete oggetto di studio contengono dei spunti interessanti come buttare alle ortiche tutto lo studio Montignac sull’indice glicemico ? L’applicabilità può essere discutibile e migliorabile, ma rimane per alcuni soggetti una dieta ipocalorica interessante, non è adatta a tutti . Alcune diete ipocaloriche vanno bene per perdere due o tre chili per un periodo di tempo breve, ma ovviamente se devi perderne 20 non sono adatte e sopratutto ci vogliono tempi lunghi.
Qual è il mio consiglio?
Io credo che questo studio segna il fallimento delle diete standard, secondo me non ci può essere una dieta ipocalorica uguale per tutti o anche la suddivisione in gruppi di popolazione è alquanto controverso. Allo stesso tempo nemmeno le diete stardardizzate di alcuni studi medici e ospedali vanno bene per lo stesso principio. Tuttavia le diete oggetto di studio contengono dei spunti interessanti come buttare alle ortiche tutto lo studio Montignac sull’indice glicemico ? L’applicabilità può essere discutibile e migliorabile, ma rimane per alcuni soggetti una dieta ipocalorica interessante, non è adatta a tutti . Alcune diete ipocaloriche vanno bene per perdere due o tre chili per un periodo di tempo breve, ma ovviamente se devi perderne 20 non sono adatte e sopratutto ci vogliono tempi lunghi.
L' Obesità è una malattia, una malattia della società del benessere, una malattia del tessuto adiposo, che richiede una cura globale e personalizzata, deve tenere conto dei diversi fattori di rischio personali, dei fattori culturali, dei fattori psicologici, dell’attività fisica, deve essere educativa senza mai essere troppo restrittiva, l’obiettivo deve essere quello di stabilizzare il peso "nuovo" e ritrovare un buon rapporto con il cibo.
La mancanza di professionisti della salute
L'alimentazione non è solo grassi carboidrati fibre sali minerali vitamine e oligoelementi ma anche un fattore culturale e sociale che richiede anche un personale specializzato dove accanto un sapere medico scientifico occorre una conoscenza psicologica, sociale e culturale, al congresso Sinu la scorsa settimana a Milano, mi sono cadute le braccia per non dire altro, avrei preferito essere dalla fattucchiera Amalia, la strega che ammalia, almeno ti facevi due risate, sembrava di stare in un film dell'horror, chiaramente non è riferito a tutti sia chiaro, ma l'approccio generale mi ha dato un impatto sconfortante a dire poco. I professionsiti seri ci sono ringraziando il cielo, ci sono medici o nutrizionisti che hanno per proprio conto sviluppato conoscenze molto valide, hanno sviluppato un approccio al paziente giusto , rimane un sapere personale. Bisogna che si orienti il percorso accademico in modo più completo e valido per formare dei professionisti, che siano in grado di affrontare e fornire delle risposte più adatte alla società moderna.
Purtroppo è questo approccio carente e parziale che permette a singoli individui e società di proporre quelle diete oggetto dello studio Anses, saranno pure forse ciarlatani, non lo metto in dubbio, ma forniscono delle risposte, discutibili ma delle risposte, hanno un maggiore comunicabilità e aderenza con l'evoluzione della società odierna.
Dulkan, uno dei medici citati dallo studio Anses risponde su Le Parisien: In quanto al fatto che chi segue la dieta Dulkan sia a rischio di carenza di nutrienti e rischio cardiovascolare , le critiche si basano su alcuna prova scientifica, sono solo impressioni, sensazioni ... ritengo che il vero rischio c è in sovrappeso e obesità. Sul problema di recupero del peso, il 40% cento delle persone che hanno seguito la mia dieta, non sono aumentate di peso nei primi quattro anni.
Fonte news Afriqueactu
