sabato 30 maggio 2009

I formaggi si fanno con il latte fresco o il latte in polvere?

Contraddizioni della nostra economia, da una parte abbiamo le quote latte, nate per regolamentare le eccedenze di produzione, dall'altra abbiamo produttori di mozzarelle e formaggi che utilizzano latte in polvere o latte concentrato. Il presidente del Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana, Luigi Chianese, invita i produttori campani per smaltire il latte in eccedenza ad utilizzare solo latte dalle zona DOP, perchè fino ad adesso, da dove arriva?
Alla fine del 2008 c'è stata una sentenza del tribunale di Monza, passata in sordina, che ha assolto un produttore di mozzarella, per avere commercializzato mozzarella fata con latte in polvere ( in percentuale superiore al consentito 12% fissato da un decreto del 15.12.2000). Un precedente piuttosto imbarazzante che di fatto rende lecito adoperare latte in polvere.

L'aggiunta di latte in polvere per produrre formaggi è una pratica utilizzata di frequente, è una pratica consentita, la norma CE n.853/2004 non pone alcun limite. I produttori dicono per garantire una qualità standard del latte, esprimo qualche perplessità in merito su questa pratica.

Secondo me i prodotti che si dotano di marchi di qualità come DOP, IGP dovrebbero utilizzare solo latte fresco, non comprendo perchè con tanto latte disponibile il ricorso al latte in polvere, abbiamo delle mucche che "spremiamo" per fargli produrre 60 litri di latte al giorno, per poi utilizzare latte in polvere e di quale provenienza?

Parliamo però anche di costo ambientale, perchè il processo di trasformazione del latte fresco in latte in polvere ha un costo, il trasporto ma sopratutto la re-idratazione, il consumo di acqua, sappiamo bene di quanto l'acqua sia un bene prezioso, il latte è composto all'87% da acqua, per avere un chilo di formaggio ci vogliono almeno dieci litri di latte, si fa presto a fare i conti. Per cui oltre al costo d'acquisto le mozzarelle di latte in polvere hanno un ulteriore costo ambientale per tutti noi.
Fonte: ItaliaOggi e Rai
Aggiornamento del 11/06/09 da un comunicato di coldiretti:

N.470 - 11 giugno 2009
ETICHETTATURA: MARINI (COLDIRETTI), INACCETTABILE STOP A DDL
“La metà dei formaggi e del latte a lunga conservazione venduti come italiani nel nostro Paese è realizzata con latte, polvere di latte e cagliate congelate provenienti dall’estero. Tutto questo il consumatore non è messo in condizione di saperlo. Una contraffazione legale che la legge sembrerebbe volere continuare a proteggere, come dire che le lobby vincono ancora sulla trasparenza e sul bisogno di una corretta informazione”. Questo il commento del presidente della Coldiretti Sergio Marini rispetto al nuovo stop in aula al Senato al disegno di legge sulla indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine dei prodotti alimentari, proprio quando è la stessa Europa che avanza importanti aperture con il libro bianco sulla qualità. “Siamo fiduciosi – prosegue Marini – che Governo e Parlamento possano definire velocemente la questione premiando, finalmente, i veri interessi della gente, approvando un provvedimento atteso che è ancora tenuto fermo senza alcuna motivazione”.

giovedì 28 maggio 2009

Una buona e corretta masticazione come strumento di prevenzione dell'obesità

Ho partecipato ad una conferenza in questi giorni, che ha come tema la prevenzione dell'obesità, alcuni medici hanno sottolineato i vantaggi di una buona e corretta masticazione. In sintesi più si mastica, più si mangia lentamente, maggiore è il senso di sazietà, dato che lo stomaco percepisce in ritardo il senso di sazietà, stimato in 10-20 minuti.

Ad affermarlo è il Dr. Arnaud Cocaul, nutrizionista presso l'ospedale di Parigi Pitié -Salpêtrière, che ha scritto su questo argomento un libro edito da Thierry Souccar Edizioni. La masticazione è essenziale per stimolare la salivazione, migliorare la digestione e fornire un buon grado di sazietà. "Il più si mastica e meno si mangia", ha affermato il Dott. Laurent Chevallier, uno specialista in nutrizione.

Personalmente penso che non è solo un problema di educazione, ma la tendenza o l'abitudine a masticare sempre meno è legata ai prodotti agroalimentari sempre più trasformati, pronti da mangiare, sempre più morbidi, che hanno fatto perdere la struttura dei cibi, come piatti pronti, hamburger, frullati "pronti da consumare", ecc. Il cibo è sempre più morbido tanto che non c'è il tempo di assaporare e di gustare e di conseguenza si mangia di più o come dice ma mia amica Cynthia, non gustiamo quello che mangiamo.

Una buona e corretta masticazione:
- aiuta a regolare meglio il senso di fame e sazietà
- favorisce una migliore digestione e aiuta a ridurre eventuali problemi legati al gonfiore intestinale.
- aiuta la corretta funzionalità di stomaco e intestino, lavorano meno e ne guadagnerebbe la circolazione sanguigna.
- un migliore flusso di sangue al cervello.
- aiuta a ridurre il rischio di recidiva del carcinoma della mammella lo afferma il professor Vincenzo Castronovo, Università di Liegi, in Belgio.

Fonte: Lemonde, Le Régime mastication (Thierry Souccar Editions)