Se oggi si entra in un supermercato e ci si direziona alla ricerca di un prodotto, si scopre che ci possono essere anche fino a dieci marche diverse per un unico prodotto. Dai semplici scaffali al banco dei surgelati, una vasta offerta di prodotti già pronti di più marche, dalle zuppe di verdura, torte salate, lasagne, purè di patate, primi piatti già pronti e una grande quantità anche di pizze, da scongelare e mettere in forno non c'è che l'imbarazzo della scelta.
Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista PLoS One, indica che la vastità dell'offerta di tante marche diverse sembra che sia un invito a farci mangiare di più e ad ingrassare.
I ricercatori hanno intervistato 200 persone per sapere qualcosa in più sulla frequenza e varietà della pizza ai peperoni, che in Italia non è molto richiesta ma all'estero specialmente nei paesi in lingua anglosassone è una delle pizze più consumate, a Napoli sarebbe un eresia.
Sul mercato ci sono circa 70 marche diverse di pizza ai peperoni, il suo contenuto calorico varia in un range del 300%.
I ricercatori hanno poi confrontato le abitudini alimentari delle persone che regolarmente mangiavano molteplici marche di pizza e quelli che consumavano invece una sola marca di pizza.
I ricercatori hanno scoperto che le persone che frequentemente mangiano diverse marche di pizza avevano più probabilità di mangiare di più, di sentirsi meno sazi e di conseguenza senza accorgersi d'assumere più calorie.
Sembrerebbe che questa abitudine a consumare più marche di uno stesso prodotto rende più difficile per le persone autoregolarsi sulla quantità di cibo introdotto.
In sintesi il semplice fatto d'avere una maggiore varietà di scelta è deleterio per chi deve controllare le quantità di cibo, per assurdo chi mangia sempre lo stesso prodotto ha più facilità a controllare l'appetito e il peso, evidentemente provare più cose manda in crisi il nostro sistema di autoregolamentazione che è basato sulle esperienze sensoriali individuali degli alimenti, più marche di un prodotto, non vuole dire lo stesso gusto come non vuole dire lo stesso numero di calorie.
A questo proposito proprio questo blog diversi anni fa facendo un analisi sulle pizze surgelate era emerso la difficoltà di parlare di porzioni e che poteva trasformarsi in un pasto ipercalorico e soprattutto il range dei valori di calorie tra una marca e l'altro dello stesso tipo di pizza era molto alto.
Lo studio però ha utilizzato la pizza per provare la sua tesi, sarebbe stato diverso se avesse provato invece dei piselli, anche se è uno studio rispettatibilissimo molto dipende anche dal tipo d'alimento con quale si fa lo studio e dimagrire o ingrassare dipende da troppe variabili, alimentazione in generale, movimento fisico e dispendio energetico individuale.
Lo studio però ha utilizzato la pizza per provare la sua tesi, sarebbe stato diverso se avesse provato invece dei piselli, anche se è uno studio rispettatibilissimo molto dipende anche dal tipo d'alimento con quale si fa lo studio e dimagrire o ingrassare dipende da troppe variabili, alimentazione in generale, movimento fisico e dispendio energetico individuale.
Cosa si può dedurre da questo studio? Che è meglio farsi la pizza a casa, ma se proprio dobbiamo prenderla surgelata di non guardare solo il tipo di pizza ma anche le calorie, la quantità, cioè le porzione individuale, un consiglio questo vale non solo per le pizze ma per tutti gli altri prodotti surgelati e non surgelati, dai tortellini al semplice yogurt.
Riferimenti: Charlotte A. Hardman, Danielle Ferriday, Lesley Kyle, Peter J. Rogers, Jeffrey M. Brunstrom So Many Brands and Varieties to Choose from: Does This Compromise the Control of Food Intake in Humans? Plos One Aprile 2015
Ps: nelle prime due foto non è una pizza surgelata, non è in vendita ma è la pizza che ho fatto a casa ieri sera, perché scrivere questo post mi ha fatto venire voglia di pizza!





