domenica 11 gennaio 2015

L'importanza dei cereali integrali nella prevenzione delle malattie cardiovascolari

Un nuovo studio sull'importanza dei cereali integrali nell'alimentazione condotto dall'Harvard School of Public Health è stato pubblicato, Journal of American Medical Association Internal Medicine, dove si mette in relazione in modo positivo il consumo di cereali integrali con le malattie cardiovascolari.

I ricercatori hanno analizzato due ampi studi che hanno coinvolto 74.341 donne tra il 1984 e il 2010, e 43.744 uomini dal 1986 al 2010. Tutti i partecipanti all'inizio degli studi erano sani senza alcun segno di malattie cardiovascolari, tumori, diabete

I ricercatori hanno scoperto che le persone che mangiavano almeno 28g al giorno di cereali integrali hanno ridotto il loro rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, tenendo conto di più fattori variabili quali l'età, BMI indice di massa corporea e il fumo .

La ricerca sostiene che una dieta con consumo regolare di cereali integrali può aiutare ad allungare la speranza di vita nella terza età e contribuire alla prevenzione delle malattie cardiovascolari e del diabete.


La ricerca interessante tuttavia ci sono patologie che meritano attenzione bisogna considerare alimentazione nel suo complesso dopo una certa età, intorno alla mia età diciamo cosi, bisogna stare attenti al peso, un peso ragionevole, un alimentazione varia ed equilibrata associata ad movimento fisico, non c'è bisogno d'allenarsi in palestra per le olimpiadi ma anche solo 10.000 passi al giorno.

All'interno di un alimentazione equilibrata 28g di cereali integrali da più fonti come pane e pasta, possono essere utili, ma devono essere accompagnati anche da altre scelte "virtuose" : poco sale, pochi grassi ma buoni, le 5 porzioni di frutta e verdura, pesce ecc.


Il messaggio che vorrei fare capire e che non bastano solo 28g al giorno di cereali integrali, sono patologie complesse e che necessitano pertanto programmi di prevenzione personalizzati, dove non è solo ingestione di un alimento o un gruppo d'alimenti che può determinare o modificare l'esito di una patologia!

Se per il diabete è più facile un rapporto diretto con l'alimentazione per le malattie cardiovascolari è più complesso il rapporto con l'alimentazione, pertanto prendiamo il dato dello studio con attenzione, questo nulla toglie all'importanza dei cereali integrali nell'alimentazione in generale

I dati indicano che il consumo di cereali integrali e di farine da cereali integrali è associato ad un inferiore incidenza delle malattie cardiovascolare in uomini e donne degli Stati Uniti, indipendentemente da altri fattori come età e stile di vita.

Questi risultati sono in linea con le raccomandazioni che promuovono un maggiore consumo di prodotti con farine integrali.

Hongyu Wu, Alan J. Flint, Qibin Qi, Rob M. van Dam "Association Between Dietary Whole Grain Intake and Risk of Mortality Two Large Prospective Studies in US Men and Women" Jama Internal Medicine Jenuary 2015

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mercoledì 7 gennaio 2015

Perchè io? La formazione del tumore casualità o probabilità?

Brigitte N. : In questi ho letto sui quotidiani che la formazione dei tumori è dovuto alla casualità, allora la prevenzione che trovo anche sul tuo blog, non serve a nulla?

Perchè io? In genere è la prima domanda che una persona si pone dopo una diagnosi di tumore. Che cosa ho fatto di male? È il secondo quesito, come se la responsabilità di una malattia sia qualcosa che il destino ci invia per un'azione compiuta.

La medicina è una pratica recente, una volta gli ospedali, o meglio i spitali come venivano chiamati erano a lato delle chiese e dei conventi, dove non c'erano terapie e si curava la spiritualità della persona assistita. 

La malattia vista come punizione divina dei peccati, ancora oggi questa visione è viva e presente nella società e ogni tanto viene esaltata dalla politica , chi non ricorda i primi anni dell'Aids, quante persone si sono opposte alla ricerca scientifica dell'Aids, perché questa era una punizione divina per un comportamento e non una malattia, tutt'ora ancora oggi la ricerca è fortemente condizionata da pregiudizi.

I quotidiani si vendono sempre meno e c'è bisogno di creare interesse e sbalordire, per aumentare la vendita delle copie o solo il numero di visitatori pertanto si scrive una notizia senza badare alle conseguenze di quanto si afferma o si scrive, riportare studi richiederebbe un minimo di senso di responsabilità.

Lo studio in questione pubblicato su Science è uno studio matematico statistico più che medico scientifico è bene chiarirlo, il quale sostiene che al di la dello stile di vita e della genetica, lo sviluppo del tumore è dovuto alla casualità nel 70% dei casi presi da loro in esame.

Quanto parliamo di tumore, si parla di malattia multifattoriale, sappiamo che a incidere nella formazione dei tumori sono i fattori ambientali, per il 90% (inquinamento, fumo, radiazioni, infezioni, alimentazione, obesità, stress, inquinanti ambientali) e fattori genetici 10%. 

Più che casualità, io sono molto diffidente in merito ai concetti di fortuna, casualità o punizione divina, credo che oggi non conosciamo ancora tutti i meccanismi e/o i fattori di rischio che concorrono alla formazione dei tumori anche se molti sono noti, la ricerca medico scientifica negli ultimi anni si è dedicata molto di più alla terapia e alla riabilitazione, oggi le diagnosi di tumore, sono meno drammatiche di alcuni anni fa, tanto che il tumore può essere un episodio della salute della propria vita che si può superare e controllare.

Anche se tratto alcuni argomenti con ironia e anche sarcasmo qualche volta, hanno il solo scopo d'alleggerire e semplificare i contenuti, ma tutte le indicazione sulla prevenzione dei tumori sono del World Cancer Research Fund International e non mie personali, che in qualsiasi caso condivido e me ne assumo completamente la responsabilità.

Nello studio in oggetto ci sono alcune lacune, non è stato preso in esame il tumore al seno e il tumore al polmone, il tumore che in genere crea più numeri di casi, la relazione tra il fumo sia attivo che passivo è stato scientificamente provato. Lo studio più che altro sostiene che la causa dei tumori e della salute è più dovuto all'invecchiamento, questo però statisticamente parlando non spiega perché sia cosi sempre più diffusi i tumori nei bambini.

Pertanto cercare di seguire le raccomandazioni della prevenzione dei tumori è importante, sappiamo bene che questo non vuole dire di eliminare la possibilità di sviluppare il tumore ma di diminuirne la probabilità.

Io personalmente focalizzerei l'attenzione della comunicazione sulla cosa più importante, cioè la diagnosi precoce per ridurre il numero dei tumori e anche perché consente d'intervenire con terapie meno pesanti e invasive.

Certo se lo studio vuole essere una critica sulla modalità di fare campagne antitumore e anticancro è un altra cosa, anche io le trovo discutibili, dai ricettari anti cancro alle lotterie, tuttavia la comunicazione è cosi, se non sei presente in modo costante sui media le persone dimenticano, oggi cogliere l'attenzione è difficile anche se si tratta di una buona causa.

Ricordo il 4 Febbraio il Worl Cancer Day, che vuole solo attirare l'attenzione sulla prevenzione e sulle diagnosi precoci.

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