mercoledì 8 luglio 2009

Leerdammer lightlife?

In occassione dell'estate alcune aziende hanno presentato alcune novità, mi è saltato l'occhio su un prodotto light, un formaggio famosissimo Leerdammer che ora propone Leerdammer light anzi come loro dicono Leerdammer lightlife. Precisando che i formaggio magri non esistono, fatta eccezione della ricotta e dei fiocchi di latte che hanno in contenuto in % di grasso sul secco di inferiore al 20%, che comunque derivano dal siero del latte. Questa nuovo proposta è sicuramente più light rispetto al classico ma non fa dimagrire, per inserirlo nella propria dieta dovete fare il calcolo delle calorie complessive e del contenuto di grassi della vostra dieta, anche perchè 17 g di grassi non sono pochi. Io sono di quelli che sostiene meglio una porzione piccola che un prodotto light.

Ho letto gli ingredienti e l'etichetta sul lato A, si dice che ha meno grassi perchè è fatto con latte parzialmente scremato, quello che invece mi ha colpito e non ho trovato ragione, se è fatto con latte parzialmente scremato perchè ha la percentuale di calcio più alta la versione light? Si perchè il latte indipendentemente se scremato o meno non ha una percentuale di calcio diversa, ma solo un minore percentuale di grasso! Sorpresa nel lato B della confezione invece non parla di latte parzialmente scremato, qualcosa mi sfugge ma di aggiunta di fermenti lattici, è per questo che diventa Light?

Etichetta Leerdammer Normale


Etichetta Leerdammer Light

giovedì 2 luglio 2009

Comunicazione e pubblicità: testimonial, personaggi famosi e scarsa qualità nutrizionale degli alimenti?


Nel campo della comunicazione spesso le aziende alimentari cercano alleati tra i personaggi famosi come testimonial per le loro campagne pubblicitarie, ma questi alimenti sono sani, aiutano a seguire schemi alimentari corretti?

I miei figli guardano con ammirazione i personaggi sportivi, imitano il modo di parlare, il modo di giocare, vogliono vivere come Beckam, Totti, Federer, e se arriva un prodotto con la loro pubblicità sembra che non possono vivere senza, perchè se la brioche la mangia Ronaldo, anche io sarò come lui, lo spirito di emulazione si sa è grande! Per non parlare dei personaggi dei fumetti dalle Winks, Winnie the Pooh ecc ecc. Purtroppo nessuno si preoccupa della qualità nutrizionale dei prodotti, vediamo perchè.

Bisogna fare una distinzione tra testimonial sportivi e personaggi dei fumetti. Nel caso dei personaggi dei fumetti o dei cartoni, un azienda che ha i diritti d’autore della proprietà intellettuale del personaggio, cede per un'altra azienda i diritti di utilizzazione del personaggio, nessuno si preoccupa di imporre dei limiti, qualsiasi prodotto va bene. Per testimonial avviene la stessa cosa prestano il loro volto e la loro immagine a un prodotto alimentare ma sono personaggi reali e non di fantasia, che con il loro stile di vita sono testimonial del prodotto.

Qualche numero fa' il Lancet sostenne che era una cosa inaccettabile che personaggi noti, facessero promozione a prodotti alimentari in particolare per bambini con alto contenuto di zuccheri, grassi, sale . Questa tabella pubblicata è stata creata da FSA in Regno Unito, ma è riproducibile anche in altre nazioni dell'Europa.

In Italia io ricordo A.Howe (kinder bueno) la squadra nazionale di calcio (Nutella) Massimiliano Blardone, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer, Camilla Borsotti, Lucia Recchia, Alberto Schiavon, Karen Putzer (pocket cofee) Antonietta Di Martino, Alex Schwazer e Josefa Idem, (Kinder ) G. Ferrara (danette coppa bianca), alcuni calciatori (pepsi cola)....

Il problema è come questa comunicazione si oppone alle campagne di salute pubblica per incoraggiare una riduzione del consumo di sale, zuccheri e grassi saturi. La visibilità è diversa, più simpatica e coinvolgente, il budget pubblico è molto inferiore al budget della comunicazione di un azienda e vanifica qualsiasi sforzo. Alcune agenzie governative hanno provato a stabilire degli accordi con le aziende tipo Coca cola ma tali programmi sono destinati a fallire prima ancora che a iniziare dato la poca affidabilità delle aziende coinvolte.

Ho provato a sentire alcuni campioni di sci “È difficile rinunciare a una proposta pubblicitaria se specialmente pratichi uno sport che non è il calcio, non ti puoi permettere di rifiutarla a livello economico; l'esempio non deve arrivare solo da noi sportivi, ma dalla famiglia e dalle istituzioni” e N. Castelnuovo indimenticato testimonial dell’Olio Cuore “Per tutti sono ancora l’uomo dell’olio, non rinnego quello che ho fatto, mi ha dato il calore del pubblico. Ho prestato la mia immagine per un prodotto che promuoveva uno stile di vita sano, anche se allora si pensava che olio di semi era dietetico”

Recentemente sono stati posti alcuni limiti ai spot della pubblicità di alcuni prodotti alimentari tanto che è diminuita la percentuale degli spot alimentari nel corso dei programmi per bambini ma è aumentato il numero degli spot di pubblicità in altri momenti della giornata, ciò significa che l'esposizione globale per bambini è aumentata e non diminuita. Come dimostra la tabella esposizione ai mezzi di comunicazione in percentuale (%) ad essere più a rischio sono i 11-13 anni più esposti alla televisione e alla pubblicità .

Un altro modo per eludere i limiti sulla pubblicità per bambini è quella di creare dei nomi di marca che richiamana al prodotto senza dichiararlo cosicché se non posso fare la pubblicità della Coca cola, posso fare quella della Diet coke. Approvata la legge trovato l’inganno.

Come genitori sappiamo cosa fare , ma gradiremmo che a livello politico , oltre che alla linee guida e ai codici di autoregolamentazione a cui personalmente crediamo poco, ci fosse una norma che vieta l’uso di celebrità per gli alimenti si scarsa qualità nutrizionale. Cosa ne pensate dei famosi per la pubblicità di alimenti come snack?


Nella tabella qui sotto come valutare i prodotti in modo semplice per i bambini, in verde quelli che possiamo mangiare senza problemi a basso contenuto di sale, grassi, grassi saturi, zucchero. es fino a 5 grammo di zucchero per 100 gr, possiamo mangiarlo senza problema, qualche volta quelli tra 5,1 e 15 gr, raramente quando gli zuccheri superano 15, 1 grammi per 100 gr.