mercoledì 7 ottobre 2009

Vino senza alcool il vino del futuro?

Dopo il caffè senza caffeina, il tè senza teina arriva il vino senza alcool, già dal 1° agosto è possibile vendere ed acquistare in tutta Europa il vino senza alcool, nel quale è stato eliminato parte dell'alcol naturalmente contenuto attraverso pratiche enologiche industriali.

E' uno degli effetti dell’entrata in vigore della riforma del mercato del vino a livello comunitario, che incomprensibilmente da una parte offre la possibilità di mettere in commercio vino senza alcol o per meglio dire autorizza a mettere in commercio vino con meno di 7,5° , da un parte autorizza lo zuccheraggio del vino nei Paesi del nord Europa per consentire di innalzare il grado alcolico, ritengo che ci sia un po' di contraddizione nella nuova OCM vino.

Si è inoltre autorizzato la possibilità d'invecchiamento "artefatto" attraverso l'utilizzazione di pezzi di legno al posto della tradizionale maturazione in botti di legno, (un accellerazione dell'invecchiamento) è stato anche ammesso la possibilità della denominazione di vino ai prodotti fermentati da frutti diversi dall'uva come lamponi e ribes (pratica soprattutto diffusa nei paesi nordici per prodotti molto particolari).

La motivazione del creare un vino senza alcool e quindi un nuovo segmento di mercato nasce per soddisfare diverse richieste di mercato, ma anche dal fatto che diminuisce sempre di più il consumo di vino pro capite e il numero dei consumatori di vino in Europa, vediamo quali sono queste richieste:

1) Per creare nuovi prodotti per i mercato della comunità ebraiche e comunità musulmane, che per la loro religione non possono bere alcool cosi vine bloccata la fermentazione al fino di avere vini con valore alcolometrico basso o molto basso o senza alcol.

2) Creare dei prodotti che superino i test alcolometrici, le restrizioni praticate in tutte Europa hanno fatto diminuire la domanda e la richiesta di vino nei ristoranti, si è diffusa una campagna contro l'alcol del sabato sera, sono propenso a pensare che le stragi del sabato sera sono più dovute all'abuso di alcol e droghe che di vino.

3) Motivazioni salutistiche, come diversi studi hanno dimostrato alcool è cancerogeno, si consiglia di berne non più di un bicchiere a pasto.

Devo dire che il risultato mi ha lasciato abbastanza deluso, non entro in merito delle diverse tecniche per dealcolizzare un vino, ma tutte mi sembra conducano a un risultato deludente, non è nemmeno un succo d'uva faccio molta fatica o cosiderarlo vino, molto meglio detto tra noi il "Fragolino". Da diversi anni in realtà abbiamo la produzione di vini più leggeri di bassa gradazione alcolica, segno di un cambiamento del gusto da parte dei consumatori e anche un miglioramento delle tecniche di affinamento in cantina, un vino però secondo me per essere apprezzato non può non avere una certa gradazione alcolica. Perché del vino mi piace vedere il colore, sentire il profumo, valutarne la struttura e il gusto. Cose che in un vino senza alcol non mi riesce.

Credo che manca un approccio culturale a questo problema nel senso che quando qualcuno mi chiede di raccomandare un vino di bassa gradazione alcolica la mia risposta è ordinare un vino attorno al 10% ci sono dei Semillon che provengono dall'Hunter Valley in Australia, ci sono anche molti vini a bassa gradazione alcolica prodotti in Nord Europa come i Riesling provenienti dalla Germania o anche un ottimo Moscato d'Asti spumante, oppure quei vino ottenuti da fermentazione diversa dall'uva come il Cidro (mela), Poirè (dalla pera) .

Pur riconoscendo le motivazione che conducono alla nascita del vino a basso contenuto di alcol, dal mio punto di vista, dopo averne provati diversi nell'ultima fiera di Bordeaux, non è consigliabile acquistare un vino che è stato artificiosamente ridotto in alcol, manca di quegli odori caratteristici del vino, anzi non ha un buon aroma. L'unico modo secondo me per creare un vino che sa di vino, ma con meno alcool è di aggiungerci l'acqua. Non sarà più così perfetto, ma almeno si può ancora gustare e percepire la bevanda originale (è la tecnica che utilizzo per fare assaggiare vino ai miei figli)


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12 commenti:

  1. Io aggiungerei che manca pure il packaging!

    quando ho visto la fotografia mi erano sembrate delle bottigliette di shampoo.

    Capisco le esigenze di mercato, ma è tutto un fiorire di prodotti "senza" qualcosa: Burro senza colesterolo, biscotti senza zucchero, formaggi senza grassi...Siamo sicuri di saper ancora mangiare e bere?

    A presto.

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  2. Quella dell'aggiunta di acqua è la modalità con la quale anche mio padre mi ha 'introdotto' al mondo del vino...quindi non posso che non approvare! ;-)
    Per questa soluzione di vini a prova di multe :-P ...valutavo l'artificiosità del profumo, nonchè la mancanza totale dei gesti tipici da degustazione per valutare la gradazione alcoolica (i classici anelli a valle delle rotazioni del bicchiere), la robustezza al palato tipica di alcuni uvaggi lavorati ed invecchiati a regola d'arte...insomma cade proprio la poesia che circonda il mondo del vino. Comprendo i motivi economici ma la cosa sconforta lo stesso...

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  3. eh no!Proprio ora che ho iniziato a degustare il vino rosso?!Sono reduce da un we nelle langhe a Pollenzo, patria di slow food, del buon bere e mangiare( se passi da me c'è un post)...Rimango allibita davanti a questi tentativi di snaturalizzare un prodotto che , se di qualità, è eccellente e perfino salutare.
    Piuttosto bevete acqua e succo di frutta(le bibite gassate no pls), the bancha.
    Anche perchè, parliamoci chiaro:se priviamo un prodotto di una sua caratteristica essenziale, non abbiamo il diritto di usarne il nome!!!!
    Sono sempre più convinta che la moderazione e la ricerca della qualità siano la chiave per assaggiare tutto e stare bene.

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  4. Cosa non si fa con la scusa di proteggere la nostra salute... che in realtà non gli frega certo alle multinazionali!
    Quando la grappa analcolica?
    Da astemia resto in attesa

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  5. La forza della moda, delle abitudini e dei gusti, aggiunta alla globalizzazione, potrebbe arrivare a travolgere anche il secolare modo di fare il vino.
    Ma per quanto riguarda il vino non si tratterebbe di una novità rivoluzionaria. Infatti il vino che conosciamo oggi è già notevolmente diverso da quello dell'antica Roma e di tutto il mondo antico, sia come tecnica preparatoria, che come modo di essere servito.

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  6. venghino venghino i nuovi prodotti...ma il vino rimanga come la terra vuole...cancerogeno il vino?...per favore chi dice questo è un demente....
    l'amianto
    l'aldeidi
    i silicati
    questi invece sono da respirare e degustare...utili per il nostro DNA
    buon tannino a tutti

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  7. ma per carità!!!il vino non è vino senza alcol...io sono di questa scuola
    http://www.r101.it/extra/libri_dettaglio/87/Invito%20a%20giocare%20col%20vino

    ciao a tutti i vignaioli

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  8. Ma sembra bagno schiuma!
    !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Poi...ma davvero...ma chissà cosa ci mettono dentro per dargli un minimo di sapore..
    Esatto.Come il caffè deca...che poi è saltato fuori che fa più male del caffè normale.

    P.S. E' esatto caro.Il problema è chi ha assecondato Berlusconi nel delirio di annipotenza.Per questo dico sempre che il cambiamento deve partire dal basso.
    Però...per una volta voglio gioire del risultato e godermela mentre sbotta in tutti i tg con discorsi assurdi e ridicoli...dettati dalla frustrazione della sconfitta!:D

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  9. matto che sei, però ci hai fatto morire dal ridere, un abbraccio da quelli di Grumello, ricordati di noi qualche volta

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  10. Aranciata senza arance, il latte frizzante, ora questo vino senza alcool...ma dove stiamo andando..!
    Da un punto di vista di marketing e' interessante il tentativo di intercettare nuovi segmenti, come i consumatori musulmani, e soddisfare la necessita' di bassa gradazione...ma hai ragione quando osservi che si potrebbe fare altrettanto valorizzando ed innovando i Vini originali, quelli con la V maiuscola.

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  11. Ciao a tutti.
    Ho letto i vostri commenti e non posso che essere concorde con voi, essendo io un "bevitore" nel senso di "persona che apprezza il vino a pasto".
    Il mio mestiere, però, mi fa fare un ragionamento più largo: sono un professionista che vende vino e prodotti alimentari e vi garantisco che ho ricevuto centinaia (e non esagero) di richieste per il Vino senza Alcool.
    So perfettamente che ai bevitori sembra una "profanazione", ma segue quella che è l'esigenza di una popolazione che cambia nel tempo; mi spiego meglio: le nostre nonne ci davano le caramelle perchè erano "lo zuccherino", la cosa dolce per farci stare buoni: bene, oggi tutte le caramelle in vendita sono SENZA ZUCCHERO; la pasta....oggi è SENZA GLUTINE perchè tanti hanno problemi e non è giusto che non poSsano mangiare la pasta.....che vi garantisco è DIVERSA da quella che mangiamo noi.
    BEne, il vino senza alcol è "un'alternativa all'acqua" e non al vino; chi può bere il vino, deve continuare a farlo senza neppure avvicinarsi al senza alcool.
    Ma chi, per tanti motivi, religiosi, di salute, di guida, perchè in cinta, perchè a dieta, non PUO' bere vino ma non vuole farne a meno, può "illudersi", con profumi simili ed un sapore certamente più dolciastro, ma certamente meglio di tante bibite gassate alternative all'acqua, di assaporare un po' di vino.
    Perchè condannarlo?

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  12. Vendo vino senza alcool da un paio d'anni e concordo pienamente con quanto spiega bene il nostro amico Anonimo. Il vino senza alcool è per coloro che non possono o non vogliono bere il vino con alcool...come ad esempio me medesimo... www.negoziobit.it

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