martedì 2 maggio 2017

Report Rai Tre : le marchette delle food blogger farlocche e dei giornalisti

Lunedì scorso è andato in onda su Report un servizio sui food blogger, dopo averlo visto su Raiplay, volevo fare qualche osservazione in quanto come food blog non mi sento rappresentato dall'immagine negativa di semplice marchetta.

Sono un food blogger da dieci anni  sono stato in più classifiche redatte tra i primi dieci blogger negli ultimi nove anni, classifiche che tenevano conto dell'influenza dei blogger nella rete.

Da un anno, un  nuovo giudizio per i blogger, non sono più i lettori, le pagine viste, link, indicizzazione nei motori di ricerca ma i follower dei social network dove le fotografie e lo style life hanno più rilevanza della parole e delle ricette.


Food Blogger Influencer

Vuoi essere un foodblogger influencer? Viene nel nostro sito e inscriviti (pagando ovviamente) diventerai anche tu un food blog influencer!

Credo di  ricevere almeno 4 o 5 proposte al mese di questo genere, da sedicenti agenzie di marketing.

In pratica ti fanno avere la pubblicità delle aziende in cambio di una percentuale. Tutto questo indipendentemente dalla tua audiance, il numero di lettori  e pagine viste ma solo di quanto tu sei disposto a mettere per intero quello che ti viene chiesto.


Report TV e i food blog influencer

Report per spiegare il fenomeno, intervista dei presenti food blogger, io non li ho mai conosciuti come tali in dieci anni, secondo me non rappresentano l'immagine dei food blogger, forse si possono definire dei food influencer, ma non so dire chi influenzano di preciso.

Da qualche anno le agenzie di comunicazione hanno creato dei food blogger per diffondere contenuti a pagamento, dal momento che i food blogger indipendenti hanno difficoltà ad accettare le richieste delle agenzie e delle aziende.

Sono tutti seguiti veri? Non lo so, ho delle forti perplessità se Il sole 24 ore fornisce falsi numeri di lettori, perchè non si possono avere falsi follower, falsi lettori, falsi commenti? Sembra che siamo di fronte al mondo del tarocco generalizzato.

Se posso dire sia il web che la stampa hanno fatto una pessima figura, viene da pensare se sono falsi i lettori e i follower figuratevi il resto!


La mancanza di contenuti

Quello che personalmente mi diverte è che in questi nuovi presunti top blogger influecer, la totale mancanza di contenuto, c'è un vuoto che riempiono con i marchi e collaborazioni, tanti colori tante foto ma poca cucina, il livello dei piatti di cucina rasenta i programmi delle scuole elementari.

Leggo intervista di una top blogger farlocca "per me il top è hamburger in particolare hamburger di Mcdonald's" io capisco che possa piacere, ma scusami tutte le ricette vegetariane che fai per chi sono? Usi solo prodotti Bio, l'acqua della fonte del Po, le carote del contadino biodinamico per il web e poi vai da Mcdonald's a mangiare?

"Faccio solo ricette innovative la frittata di uova e patate, la caprese e le melanzane alla griglia", scusami ma guarda che le sa fare anche mio figlio e non è nemmeno appassionato di cucina.

Non per essere polemico ma avete visto i blogger veri quelli che fanno da mangiare cosa fanno? Tortelli a mano, tirano il mattarello e tagliano i tortelli meglio di un chirurgo, pizze, gnocchi, lasagne, angelica, torte di rose, biscotti d'ogni tipo, angel cake, altro che melanzana alla griglia.


Il caso Lisa Biondi

La prima cuoca farlocca della storia della comunicazione in Italia è stata Lisa Biondi personaggio famoso degli anni '60 e anni '70.

Un personaggio inventato da un agenzia di pubblicità, i cui ricettari si trovavano come allegati nelle migliori riviste dell'epoca. Solo dopo anni si è ammesso che non esisteva a scrivere le ricette erano un gruppo di professionisti diversi.

In definitiva oggi è uguale, solo che una volta le cuoche farlocche se le dovevano inventare oggi sono già pronte, sono già farlocche di loro.

La storia si ripete c'è sempre una che "dice" di fare di mangiare e che veicola i messaggi delle aziende, il prototipo è quello, non c'è stata evoluzione, è cambiato solo il mezzo la stampa è stata sostituita dal web e dalla televisione .


Le tariffe dei food blogger 

5.000 euro è questa la tariffa per post delle top food blogger secondo i dati di Report, 4 al mese, fa 20.000 euro al mese, se conti le parole questa cifra non la guadagnava nemmeno Umberto Eco, direttori di giornali prendono molto ma molto meno, i veri chef che lavorano in cucina tutto il giorno, non guadagnano cosi tanto e soddisfano a tavola più persone,  ma le pagano le tasse i food blog influencer?

La mia amica quella famosa dei racconti di cucina della pappagalla, quella del copia e incolla ricetta da altri, quella con la faccia a pagnotella, che lavora in un importante quotidiano italiano food editor prende solo 5.000/6.000 euro al mese per 4 ricette al mese, si sentirà una morta di fame, farà un cazziatone all'editore!

Le pubblicità sui giornali costano anche 25.000 euro perché i blogger no? A me sembra che il grande budget della pubblicità transita solo su alcuni "canali" piuttosto che sui food blog.

Se un bravo food blogger ha uno sponsor ben venga sono contento per lui, purchè sia fatta in modo corretto, segnalando che si tratta di un pubbli redazionale, che si tratta di pubblicità bisogna dirlo!

Giuro che se qualcuno mi contatta ancora e mi chiede di collaborare per la gloria gli tiro due calci nel culo seduta stante.


Adotta un food blogger

Qualcuno potrebbe dire che io sia contrario alla pubblicità, no anzi basta dichiararlo, blog sponsorizzato dalla Cammeo piuttosto che da Barilla, non vedo dov'è il problema, molti blogger hanno un piccolo aiuto di qualche sponsor per il rimborso spese.

Anzi io farei la campagna "Adotta un food blogger", chiunque può sponsorizzare il food blogger, in cambio il food blogger oltre alla visibilità, darà torte, biscotti, cornetti, cannoli, cannelloni, secondo me i food blogger guadagnerebbero di più cosi che dai ricavi della pubblicità, sarebbe più contenti anche gli adottanti.

Piuttosto che pagare per una pubblicità effimera che si confonde tra mille marchi, meglio un food blogger vero, vuoi mettere mangiare a Pasqua una colomba fatta con lievito madre al profumo d'albicocca, limone e rosmarino?


Art 10 Ordine dei Giornalisti

Io non trovo grave che i blogger si facciano pagare provo molto più grave quando i giornalisti, come è stato fatto vedere in tv, non solo hanno rapporti di collaborazione con le aziende che recensiscono ma sono anche soci delle aziende stesse.

A cosa serve un articolo 10 dell'Ordine dei Giornalisti se poi nessuno l' osserva? Non l'osservano i giornalisti, lo devo osservare io che non lo sono?

Non ci voleva Report per capirlo erano diversi anni che avevamo capito che le guide dei quotidiani dei ristoranti e dei locali pubblici erano più che farlocche.


Amici di Report

Cari amici di Report quelli che avete preso per blogger non rappresentano il settore, conosco blogger da dieci anni, ci sono mamme favolose, che dove avere accudito la famiglia, la sera lasciano uno spazio al loro passatempo preferito la cucina, ti fanno un angelica con lievito madre, sanno fare colombe, panettone, pane, biscotti a go go.

Quando vado a vedere cosa fanno rimango a bocca aperta per la capacità che hanno con pochi mezzi e poco budget realizzare delle gran ricette, è facile se sei chef e hai tutta un attrezzatura fare dei grandi piatti, è facile se hai una redazione in cucina, ma prova a farlo a casa è un altra storia.

Qualcuna più famosa, ogni tanto trova qualche sponsor che almeno le permette di pagare le spese, perché anche gli ingredienti e gli attrezzi per fare da mangiare costano.

Personalmente non ho mai accettato danaro da nessuno, come me tanti altri blogger, ma se qualcuno vuole farmi un bonifico .....



Identikit della Food Blogger Farlocca: più che fame è voglia di fama

Per strappare due sorrisi, voglio dare qualche consiglio su come riconoscere nel mondo del web una food blogger farlocca,. Non si pone come cuoca ma esempio da seguire per le altre donne, il fatto di proporsi come food blogger ed esperta in cucina è solo un pretesto per porsi al centro dell'attenzione e mettere la sua vita a disposizione dei marchi, dalla carta igienica alla camomilla:

Immagine di una fotomodella

Sempre pronta e truccata per un selfie.

Va tutti i giorni dal parrucchiere e dalla manicure ha sempre le mani con le unghie colorate (che non vedono mai farina, chi vuole capire, capisce).

E' sempre fidanzata con uno chef (ma và! Non sembra ma aiuta).

A volte è iscritta alla Anfus, Associazione Nazionale Fidanzate Uomini Sposati.

Una volta alla settimana va dalla fattucchiera (la molla o non la molla la moglie?).

Tutti i fine settimana va in giro per il mondo, solo luoghi esclusivi, libera perché il fidanzato il fine settimana deve stare con la moglie e i figli.

Pubblica ricette caloriche tutti i giorni ma è magra come un grissino.

Dice solo di fare Ricette Perfette.

Ogni foto un servizio di piatti diverso, ha più servizi di piatti della moglie di Napoleone (No semplicemente le foto gliele danno da pubblicare le aziende).

Un apolide: fate caso dice d'abitare a Milano, ma le foto delle ricette sono sempre davanti al mare ( e Milano è in mezzo alla Pianura Padana), su una scogliera delle Cinque Terre, in un isola della laguna di Venezia, su un Fiordo Norvegese, su una scogliera Irlandese, su una distesa di spiaggia Caraibica o su un atollo Polinesiano.

Hanno sempre le foto di cucine linde e pulite e lucide come nuove.

Va tutti i giorni a mangiare al ristorante e lo condivide sui social (ma quello che fa da mangiare e che pubblica chi lo mangia?)

Fa sempre corsi di yoga, perché riequilibrare le energie negative (se posso, sono gli accidenti della moglie che a volte colpiscono)

Ogni tanto sparisce, con la frase "a questo mondo c'è sempre gente molto cattiva, malvagia e invidiosa", dopo un incontro non piacevole con la moglie del fidanzato, che le ha fatto un occhio nero.

Se alla domanda, scusi mi aiuta a tagliare una mela, risponde "io non sono mica una cuoca io sono una blogger manager", quella è una food blogger farlocca di sicuro!

Comunque l'esclusiva più divertente sarebbe stata un 'intervista alla moglie del fidanzato di una top blogger "scusi, signora lei cosa ne pensa delle food blogger?" No, diciamo che sarebbe stata sincera ma non obiettiva in questo caso.


Sintesi:

Dalla trasmissione di Report non è venuta fuori un immagine dei food blogger positiva, sono stati interpretati come le peggiori marchette del mondo della comunicazione. Anche la stampa con Il sole 24 ore e le recensioni eno gastronomiche di Repubblica non hanno fatto una bella figura.

Il mondo della comunicazione dovrebbe essere fatto di credibilità, non bastano i dati tecnici come numero dei lettori, follower, contatti, ci sono altri valori che determinano l'influenza di un media, qualsiasi esso sia.

Lo stesso Report è una delle trasmissione con il più alto indice di credibilità ma non è una delle più viste in assoluto, il suo valore è dato dai contenuti, dai temi che affronta, dalle inchieste, dall'etica e dalla professionalità delle persone che vi lavorano. Il loro valore non viene dato certo dai numero dei marchi che mettono su una pagina.

Una volta si costruivano i prodotti editoriali per soddisfare i lettori oggi si costruiscono prodotti editoriali solo per soddisfare i marchi.

La responsabilità è delle aziende che generano cosi dei mostri più che dei personaggi a loro uso e consumo.

C'è bisogno d'esempi positivi nel settore dei media,  che il rispetto del lettore e i contenuti tornino al centro dell'informazione, altrimenti rimane solo spazzatura.

Una digressione
Consentitemi di ricordare un grande giornalista, solo recentemente sono venuto a conoscenza della morte di Cino Tortorella che tutti conoscono come il Mago Zurlì dello Zecchino d'oro, ma che io ho conosciuto come uno dei punti di riferimento della Rivista Gran Gourmet, giornalista eno gastronomo di grande fama e competenza, la cui indipendenza di giudizio ha stimolato la crescita del settore dell'Enogastronomia e della Ristorazione. 

Post correlato:  Conviene aprire un blog di cucina? La cucina della pappagalla (in 1 anno e sei mesi 875.000 visualizzazioni)



Ringraziamenti. volevo ringraziare tutti i commentatori e tutti quelli che per qualche minuto mi hanno fatto diventare "famoso" con la condivisione di questo post, in primo luogo Simona Nania e Anastasia Grimaldi che conosco da molti anni, come Terry Giannotta, Simona Milani, Chiara Giglio, ma anche tutti gli altri che purtroppo non conosco e che hanno condiviso il post su Twitter, Google+ e Facebook, una marea di condivisone e anche d'affetto, grazie e spero vi abbia fatto sorridere con la mia ironia.

venerdì 28 aprile 2017

Vaccini, perchè la vaccino diffidenza?

Carla G, Umbertide ; Non ne posso più di sentire parlare di vaccini, appena accendo la Tv o prendo in mano il giornale non si parla d'altro, sono nauseata, mi può spiegare perché? Grazie.

Semplicemente perché i vaccini sono diventati un argomento politico.

La situazione politica è debole in Italia, un governo di transizione non ha mai piena autorevolezza, cosi ogni argomento diventa un pretesto per fare una campagna elettorale.

Nel governo Renzi e poi Gentiloni, i due ministri molto discutibili per quanto hanno fatto, detto e ridetto sono il Ministro del Lavoro e il Ministro della Salute, si sono costruiti una fama che anche Dante avrebbe perso la pazienza, perché non sapeva più dove piazzarli nei cerchi dell'inferno.

Il governo si trova cosi nel dovere risollevare la credibilità di questi due autentici geni, per non essere affossato, nel caso del Ministro della Salute, utilizza l'argomento dei Vaccini, uno dei pilastri della Medicina, per andare sul sicuro.

Il Ministro della Salute però ci ha messo un po' del suo, citare un solo episodio è fare torto agli altri.

Un atteggiamento arrogante, da spesso dell'ignorante ma è senza Laurea. Il fertility day è stato un autentico autogol, ma ci sono decisioni di cui le persone comuni sono poco a conoscenza come il fatto di avere sciolto il Consiglio Superiore della Sanità da lei stessa nominato, prima della sua normale scadenza.

In altre parole possiamo dire che il Ministro come Consiglio Superiore della Sanità, a un certo punto ha sentito il bisogno d'avere vicino delle persone più adatte alla sua formazione e al suo livello culturale.

Se i dati riportati sono corretti i Vaccini, c'è una copertura vaccinale della popolazione italiana tra il 90 e il 95%, pensiamo che negli Usa questa copertura è al 70%, eppure Trump non parla di vaccini tutto il giorno.

La politica sta contribuendo a creare un clima d'intimidazione molto forte, sembra d'essere n un clima d'autentica caccia alle streghe, in paese che si è sempre vaccinato tantissimo alcune zone hanno copertura del 100%.

Ci si mette anche la stampa i titoli sono "gli italiani muoiono perchè non si vaccinano" non è vero la prima causa di morte sono le malattie cardiovascolari, seguite dai tumori, questo fa capire ci sia un'informazione che fa percepire un'emergenza che non c'è.


La percezione diversa dell'emergenze sanitarie

Diciamolo pure i vaccini ci sono già dal 1796 non se li è inventati il governo Gentiloni nel 2017, già prima di loro quelli obbligatori erano garantiti, l'unica cosa che il Ministro della Salute ha fatto visto l'aumento sulla stampa del rilievo dei casi di Meningite, renderli usufruibili in tutte le regioni e allo stesso modo per tutti gli italiani le vaccinazioni anti meningocco!

Il problema che gli italiani si chiedono, a cosa mi serve risparmiare qualche euro per il vaccino se poi se ho un incidente grave sbatto la testa, vado al Pronto Soccorso e devo pagare vista ed esami più di 200 euro, attendere 24 ore prima d'avere un posto letto in Pronto Soccorso, se per fare un ecografia devo attendere nove mesi? Perché pago le tasse?

Quello che le persone percepiscono è l'inutilità di questa pantomimica sui vaccini, perchè l'emergenze sanitarie percepite sono altre e giustamente non ne possono più di questa discussione, tanto che perfino persone che si sono sempre vaccinate, ora non vi vaccinano più nemmeno contro l'influenza. 

All'interno di un dibattito scientifico è normale mettere un dubbio le cose certe, fa parte della ricerca Medico Scientifica, altrimenti non c'è ricerca, le più grandi ricerche scientifiche sono nate proprio dall'avere messo in discussione degli assiomi, delle cose che fino a quel momento si consideravano certe



Secondo OMS attraverso le vaccinazioni si evitano tre milioni di decessi ogni anno in tutto il mondo, i vaccini insieme con il progresso d'igiene e la scoperta di antibiotici hanno consentito in un secolo di migliorare l'aspettativa di vita di 30 anni.


Fin dal suo inizio nel 1796 i vaccini hanno creato entusiasmo ma anche polemiche, ne ricordiamo solo l'episodio di Lubecca e della campagna vaccinale contro la tubercolosi che causò per una contaminazione accidentale la morte di centinaia di bambini nel 1929, questo prima della produzione del vaccino su scala industriale.

Oggi esistono molto tesi originali non positive sui vaccini ma molto difficili da provare, qualcuno collega un possibile effetto dei vaccini sulle malattie croniche, infiammatorie e autoimmuni. sono patologie che hanno un lungo corso, dimostrare rapporti di causa ed effetto è difficile.


Vaccini Astratti

Oggi si parla di vaccini astratti perchè la maggior parte delle malattie contro le quali proteggono non significavano più nulla per le persone comuni. A differenza dei farmaci, i vaccini non curano una malattia ma fanno prevenzione di patologie di cui oggi si è persa la memoria storica.

Facciamo un esempio da noi il vaccino contro la Poliomielite non vuole dire nulla, una patologia che non si percepisce, ho notato che molte famiglie d'immigrati accettano più di buon grado la vaccinazione contro la poliomielite perchè nella storia della loro famiglia tutti hanno avuto parenti che sono morti di poliomielite.

Il vaccino d'Epatite B da noi obbligatorio solo dal 1992, cioè coloro che hanno meno di 25 anni, è un vaccino che le persone accettano più di buon grado perchè sono noti gli effetti della patologie come cirrosi epatica e cancro al fegato, non si è persa la memoria di questa patologia.

Parliamo di Morbillo, una malattia che tutti quelli della mia età ricordano che poteva causare anche encefalite, cioè un processo infiammatorio per il cervello nel caso dello 0,1%, un caso su mille, che causa in uno su mille, il decesso nel 15% dei casi e di danni permanenti nel 50% dei casi (fonte wikipedia).

Oggi grazie al vaccino ha portato alla diminuzione dei morti di morbillo nel mondo, secondo OMS nel 2011 solo 158.000 decessi contro i 630.000 del 1990. Oggi in Europa gli alti tassi di vaccinazione hanno portato a considerare il morbillo una malattia rara.

Tuttavia nel caso del Morbillo reazione avverse al vaccino anche importanti possono verificarsi 1 caso su un milione (fonte wikipedia), chiunque di voi comprende che per la legge dei grandi numeri è meglio avere un caso su un milione di persone che un caso su mille.

Ricordando che l'efficacia di un vaccino varia per ogni individuo a secondo del genoma, come per qualsiasi trattamento medico ci possono essere degli effetti collaterali, per lo più a breve termine e ritenuti di bassa gravità, complicanze più gravi sono possibili, anche se per la legge dei numeri possono considerarsi rare.


Sintesi:

Per la mia interpretazione personale, l''atteggiamento di diffidenza è frutto di uno stato emozionale generato da un clima di tensione alquanto ingiustificato, le persone non riconoscono un messaggio informativo ma politico.

Si tratta di patologie dove nei paesi Occidentali si è persa la memoria, si è persa la percezione del possibile pericolo della salute, vaccini astratti per patologie dimenticate.

Anche nel caso dei vaccini facoltativi come influenza e papilloma virus, le persone ricevono messaggi confusi.

In tutto questo la politica non aiuta mancano le persone credibili. Ci vogliono Ministri che non abbiano solo l'autorità, ma l'autorevolezza.

L'autorevolezza non si inventa dall'oggi al domani, tanti Ministri della Salute in Europa non sono medici, ma hanno sviluppato un percorso d'autorevolezza, trasparenza e fiducia con i propri cittadini.

Il sentimento di diffidenza delle persone comuni nasce anche dalla mancanza di fiducia di chi è delegato dalla politica a occuparsi di salute.

La percezione dell'emergenza della salute per i cittadini sono altre che non i vaccini, le risposte che i cittadini si attendono in merito alla salute sono diverse e sono inevase, la spinta ai vaccini non obbligatori irrita, come tutti gli argomenti quando viene ripetuti all'infinito senza senso generano assuefazione.