Lunedì scorso è andato in onda su Report un servizio sui food blogger, dopo averlo visto su Raiplay, volevo fare qualche osservazione in quanto come food blog non mi sento rappresentato dall'immagine negativa di semplice marchetta.
Sono un food blogger da dieci anni sono stato in più classifiche redatte tra i primi dieci blogger negli ultimi nove anni, classifiche che tenevano conto dell'influenza dei blogger nella rete.
Da un anno, un nuovo giudizio per i blogger, non sono più i lettori, le pagine viste, link, indicizzazione nei motori di ricerca ma i follower dei social network dove le fotografie e lo style life hanno più rilevanza della parole e delle ricette.
Food Blogger Influencer
Vuoi essere un foodblogger influencer? Viene nel nostro sito e inscriviti (pagando ovviamente) diventerai anche tu un food blog influencer!
Credo di ricevere almeno 4 o 5 proposte al mese di questo genere, da sedicenti agenzie di marketing.
In pratica ti fanno avere la pubblicità delle aziende in cambio di una percentuale. Tutto questo indipendentemente dalla tua audiance, il numero di lettori e pagine viste ma solo di quanto tu sei disposto a mettere per intero quello che ti viene chiesto.
Report TV e i food blog influencer
Report per spiegare il fenomeno, intervista dei presenti food blogger, io non li ho mai conosciuti come tali in dieci anni, secondo me non rappresentano l'immagine dei food blogger, forse si possono definire dei food influencer, ma non so dire chi influenzano di preciso.
Da qualche anno le agenzie di comunicazione hanno creato dei food blogger per diffondere contenuti a pagamento, dal momento che i food blogger indipendenti hanno difficoltà ad accettare le richieste delle agenzie e delle aziende.
Sono tutti seguiti veri? Non lo so, ho delle forti perplessità se Il sole 24 ore fornisce falsi numeri di lettori, perchè non si possono avere falsi follower, falsi lettori, falsi commenti? Sembra che siamo di fronte al mondo del tarocco generalizzato.
Se posso dire sia il web che la stampa hanno fatto una pessima figura, viene da pensare se sono falsi i lettori e i follower figuratevi il resto!
La mancanza di contenuti
Quello che personalmente mi diverte è che in questi nuovi presunti top blogger influecer, la totale mancanza di contenuto, c'è un vuoto che riempiono con i marchi e collaborazioni, tanti colori tante foto ma poca cucina, il livello dei piatti di cucina rasenta i programmi delle scuole elementari.
Leggo intervista di una top blogger farlocca "per me il top è hamburger in particolare hamburger di Mcdonald's" io capisco che possa piacere, ma scusami tutte le ricette vegetariane che fai per chi sono? Usi solo prodotti Bio, l'acqua della fonte del Po, le carote del contadino biodinamico per il web e poi vai da Mcdonald's a mangiare?
"Faccio solo ricette innovative la frittata di uova e patate, la caprese e le melanzane alla griglia", scusami ma guarda che le sa fare anche mio figlio e non è nemmeno appassionato di cucina.
Non per essere polemico ma avete visto i blogger veri quelli che fanno da mangiare cosa fanno? Tortelli a mano, tirano il mattarello e tagliano i tortelli meglio di un chirurgo, pizze, gnocchi, lasagne, angelica, torte di rose, biscotti d'ogni tipo, angel cake, altro che melanzana alla griglia.
Il caso Lisa Biondi
La prima cuoca farlocca della storia della comunicazione in Italia è stata Lisa Biondi personaggio famoso degli anni '60 e anni '70.
Un personaggio inventato da un agenzia di pubblicità, i cui ricettari si trovavano come allegati nelle migliori riviste dell'epoca. Solo dopo anni si è ammesso che non esisteva a scrivere le ricette erano un gruppo di professionisti diversi.
In definitiva oggi è uguale, solo che una volta le cuoche farlocche se le dovevano inventare oggi sono già pronte, sono già farlocche di loro.
La storia si ripete c'è sempre una che "dice" di fare di mangiare e che veicola i messaggi delle aziende, il prototipo è quello, non c'è stata evoluzione, è cambiato solo il mezzo la stampa è stata sostituita dal web e dalla televisione .
Le tariffe dei food blogger
5.000 euro è questa la tariffa per post delle top food blogger secondo i dati di Report, 4 al mese, fa 20.000 euro al mese, se conti le parole questa cifra non la guadagnava nemmeno Umberto Eco, direttori di giornali prendono molto ma molto meno, i veri chef che lavorano in cucina tutto il giorno, non guadagnano cosi tanto e soddisfano a tavola più persone, ma le pagano le tasse i food blog influencer?
La mia amica quella famosa dei racconti di cucina della pappagalla, quella del copia e incolla ricetta da altri, quella con la faccia a pagnotella, che lavora in un importante quotidiano italiano food editor prende solo 5.000/6.000 euro al mese per 4 ricette al mese, si sentirà una morta di fame, farà un cazziatone all'editore!
Le pubblicità sui giornali costano anche 25.000 euro perché i blogger no? A me sembra che il grande budget della pubblicità transita solo su alcuni "canali" piuttosto che sui food blog.
Se un bravo food blogger ha uno sponsor ben venga sono contento per lui, purchè sia fatta in modo corretto, segnalando che si tratta di un pubbli redazionale, che si tratta di pubblicità bisogna dirlo!
Giuro che se qualcuno mi contatta ancora e mi chiede di collaborare per la gloria gli tiro due calci nel culo seduta stante.
Adotta un food blogger
Qualcuno potrebbe dire che io sia contrario alla pubblicità, no anzi basta dichiararlo, blog sponsorizzato dalla Cammeo piuttosto che da Barilla, non vedo dov'è il problema, molti blogger hanno un piccolo aiuto di qualche sponsor per il rimborso spese.
Anzi io farei la campagna "Adotta un food blogger", chiunque può sponsorizzare il food blogger, in cambio il food blogger oltre alla visibilità, darà torte, biscotti, cornetti, cannoli, cannelloni, secondo me i food blogger guadagnerebbero di più cosi che dai ricavi della pubblicità, sarebbe più contenti anche gli adottanti.
Anzi io farei la campagna "Adotta un food blogger", chiunque può sponsorizzare il food blogger, in cambio il food blogger oltre alla visibilità, darà torte, biscotti, cornetti, cannoli, cannelloni, secondo me i food blogger guadagnerebbero di più cosi che dai ricavi della pubblicità, sarebbe più contenti anche gli adottanti.
Piuttosto che pagare per una pubblicità effimera che si confonde tra mille marchi, meglio un food blogger vero, vuoi mettere mangiare a Pasqua una colomba fatta con lievito madre al profumo d'albicocca, limone e rosmarino?
Art 10 Ordine dei Giornalisti
Io non trovo grave che i blogger si facciano pagare provo molto più grave quando i giornalisti, come è stato fatto vedere in tv, non solo hanno rapporti di collaborazione con le aziende che recensiscono ma sono anche soci delle aziende stesse.
A cosa serve un articolo 10 dell'Ordine dei Giornalisti se poi nessuno l' osserva? Non l'osservano i giornalisti, lo devo osservare io che non lo sono?
Non ci voleva Report per capirlo erano diversi anni che avevamo capito che le guide dei quotidiani dei ristoranti e dei locali pubblici erano più che farlocche.
Amici di Report
Cari amici di Report quelli che avete preso per blogger non rappresentano il settore, conosco blogger da dieci anni, ci sono mamme favolose, che dove avere accudito la famiglia, la sera lasciano uno spazio al loro passatempo preferito la cucina, ti fanno un angelica con lievito madre, sanno fare colombe, panettone, pane, biscotti a go go.
Quando vado a vedere cosa fanno rimango a bocca aperta per la capacità che hanno con pochi mezzi e poco budget realizzare delle gran ricette, è facile se sei chef e hai tutta un attrezzatura fare dei grandi piatti, è facile se hai una redazione in cucina, ma prova a farlo a casa è un altra storia.
Quando vado a vedere cosa fanno rimango a bocca aperta per la capacità che hanno con pochi mezzi e poco budget realizzare delle gran ricette, è facile se sei chef e hai tutta un attrezzatura fare dei grandi piatti, è facile se hai una redazione in cucina, ma prova a farlo a casa è un altra storia.
Qualcuna più famosa, ogni tanto trova qualche sponsor che almeno le permette di pagare le spese, perché anche gli ingredienti e gli attrezzi per fare da mangiare costano.
Personalmente non ho mai accettato danaro da nessuno, come me tanti altri blogger, ma se qualcuno vuole farmi un bonifico .....
Per strappare due sorrisi, voglio dare qualche consiglio su come riconoscere nel mondo del web una food blogger farlocca,. Non si pone come cuoca ma esempio da seguire per le altre donne, il fatto di proporsi come food blogger ed esperta in cucina è solo un pretesto per porsi al centro dell'attenzione e mettere la sua vita a disposizione dei marchi, dalla carta igienica alla camomilla:
Immagine di una fotomodella
Sempre pronta e truccata per un selfie.
Va tutti i giorni dal parrucchiere e dalla manicure ha sempre le mani con le unghie colorate (che non vedono mai farina, chi vuole capire, capisce).
E' sempre fidanzata con uno chef (ma và! Non sembra ma aiuta).
A volte è iscritta alla Anfus, Associazione Nazionale Fidanzate Uomini Sposati.
Una volta alla settimana va dalla fattucchiera (la molla o non la molla la moglie?).
Tutti i fine settimana va in giro per il mondo, solo luoghi esclusivi, libera perché il fidanzato il fine settimana deve stare con la moglie e i figli.
Pubblica ricette caloriche tutti i giorni ma è magra come un grissino.
Dice solo di fare Ricette Perfette.
Ogni foto un servizio di piatti diverso, ha più servizi di piatti della moglie di Napoleone (No semplicemente le foto gliele danno da pubblicare le aziende).
Un apolide: fate caso dice d'abitare a Milano, ma le foto delle ricette sono sempre davanti al mare ( e Milano è in mezzo alla Pianura Padana), su una scogliera delle Cinque Terre, in un isola della laguna di Venezia, su un Fiordo Norvegese, su una scogliera Irlandese, su una distesa di spiaggia Caraibica o su un atollo Polinesiano.
Hanno sempre le foto di cucine linde e pulite e lucide come nuove.
Va tutti i giorni a mangiare al ristorante e lo condivide sui social (ma quello che fa da mangiare e che pubblica chi lo mangia?)
Fa sempre corsi di yoga, perché riequilibrare le energie negative (se posso, sono gli accidenti della moglie che a volte colpiscono)
Ogni tanto sparisce, con la frase "a questo mondo c'è sempre gente molto cattiva, malvagia e invidiosa", dopo un incontro non piacevole con la moglie del fidanzato, che le ha fatto un occhio nero.
Se alla domanda, scusi mi aiuta a tagliare una mela, risponde "io non sono mica una cuoca io sono una blogger manager", quella è una food blogger farlocca di sicuro!
Comunque l'esclusiva più divertente sarebbe stata un 'intervista alla moglie del fidanzato di una top blogger "scusi, signora lei cosa ne pensa delle food blogger?" No, diciamo che sarebbe stata sincera ma non obiettiva in questo caso.
Sintesi:
Dalla trasmissione di Report non è venuta fuori un immagine dei food blogger positiva, sono stati interpretati come le peggiori marchette del mondo della comunicazione. Anche la stampa con Il sole 24 ore e le recensioni eno gastronomiche di Repubblica non hanno fatto una bella figura.
Il mondo della comunicazione dovrebbe essere fatto di credibilità, non bastano i dati tecnici come numero dei lettori, follower, contatti, ci sono altri valori che determinano l'influenza di un media, qualsiasi esso sia.
Lo stesso Report è una delle trasmissione con il più alto indice di credibilità ma non è una delle più viste in assoluto, il suo valore è dato dai contenuti, dai temi che affronta, dalle inchieste, dall'etica e dalla professionalità delle persone che vi lavorano. Il loro valore non viene dato certo dai numero dei marchi che mettono su una pagina.
Una volta si costruivano i prodotti editoriali per soddisfare i lettori oggi si costruiscono prodotti editoriali solo per soddisfare i marchi.
La responsabilità è delle aziende che generano cosi dei mostri più che dei personaggi a loro uso e consumo.
C'è bisogno d'esempi positivi nel settore dei media, che il rispetto del lettore e i contenuti tornino al centro dell'informazione, altrimenti rimane solo spazzatura.
Una digressione
Consentitemi di ricordare un grande giornalista, solo recentemente sono venuto a conoscenza della morte di Cino Tortorella che tutti conoscono come il Mago Zurlì dello Zecchino d'oro, ma che io ho conosciuto come uno dei punti di riferimento della Rivista Gran Gourmet, giornalista eno gastronomo di grande fama e competenza, la cui indipendenza di giudizio ha stimolato la crescita del settore dell'Enogastronomia e della Ristorazione.
Post correlato: Conviene aprire un blog di cucina? La cucina della pappagalla (in 1 anno e sei mesi 875.000 visualizzazioni)
Ringraziamenti. volevo ringraziare tutti i commentatori e tutti quelli che per qualche minuto mi hanno fatto diventare "famoso" con la condivisione di questo post, in primo luogo Simona Nania e Anastasia Grimaldi che conosco da molti anni, come Terry Giannotta, Simona Milani, Chiara Giglio, ma anche tutti gli altri che purtroppo non conosco e che hanno condiviso il post su Twitter, Google+ e Facebook, una marea di condivisone e anche d'affetto, grazie e spero vi abbia fatto sorridere con la mia ironia.














