Tanti lettori mi hanno chiesto informazioni sull'olio di noci di cocco, ho rimandato le risposte perchè i dati sull'olio di cocco sono spesso inconciliabili tra le diverse fonti, questo non rende facile dare un parere obiettivo.
Durante l'ultimo Fancy Food negli Usa, ho visto una grande varietà di prodotti derivati dal cocco, in molti negozi è presente l'acqua di cocco, ma sul mercato a breve arriveranno l'acqua di cocco effervescente, la farina, il latte, le chips, i biscotti, lo zucchero, l'aceto di cocco e persino la birra di cocco.
Come mai tutti questi prodotti a base di cocco?
Le ragioni sono in primo luogo economiche oggi i luoghi di produzione e di ricerca delle aziende agro alimentari si sono spostati in Asia, in particolare nel Sud Est, è perfettamente normale che si cerca di valorizzare i prodotti a loro più noti e di più facile reperibilità.
Più difficile adoperare ingredienti che vengono da più lontano,
l'olio d'oliva non viene prodotto localmente, deve arrivare, lo conoscono poco, non fa parte della loro cultura alimentare.
Sempre di più i consumatori maturi dei paesi occidentali familiarizzano con le cucine di tutto il mondo, tra cui la cucina che arriva dall'Asia e i suoi ingredienti.
A questi si uniscono diversi altri gruppi, che per diverse ragioni sono attratti da ingredienti "naturali" che arrivano da un altra cultura, come quelli che seguono la
paleodieta e i diversi gruppi
vegani e
vegetariani, che utilizzano prodotti che devono fare almeno qualche migliaio di km in aereo, altrimenti sembra che non sono buoni,
dalla Quinoa che arriva
dalla Bolivia al
Caviale di limone dall'Australia olio di noce di cocco dall'
Asia.
Io comprendo il desiderio di gusto e di varietà ma se si vuole seguire una dieta vegetariana, è veramente necessario consumare quotidianamente alimenti che vengono da cosi lontano?
Il marketing del passaparola
Mentre ero al Ristorante l'altro giorno, una signora si rivolge all'amica:
Vuoi acqua minerale?
No, scherzi. Io bevo solo Acqua di Cocco, l'unica acqua che non mi fa ingrassare.
Tesora mia, nessuna acqua fa ingrassare, non ingrassi per l'acqua ma forse quella doppia porzione di tiramisù con aggiunta di panna montata e una
spolverata di cannella che hai appena mangiato!
Il passaparola è la migliore strategia di marketing che si può avviare ma anche la più difficile da smentire e da controllare, perchè sfugge la razionalità.
Ricordo anni fa era protagonista del passaparola la
Papaya, c'erano orde di persone che arrivavano in Cantone Ticino per acquistare Papaya, fresca, trasformata, in pillole. Effetto spinto da una star della televisione che dichiarava che la Papaya non faceva ingrassare, accelerava il metabolismo e permetteva di contrastare l'invecchiamento.
Non è normale andare ad acquistare Papaya in Svizzera, è come andare in Norvegia ad acquistare Ananas, è più facile andare in Svizzera per acquistare del
formaggio o del cioccolato.
Era molto divertente, talmente ampio il fenomeno che anche tutti distributori di benzina al confine, oltre al cioccolato, alle sigarette, vendevano Papaya (si facevano più il pieno di Papaya che di carburante).
Fortunatamente l'effetto è finito, più studi hanno dimostrato che si la Papaya è un ottimo frutto ma nulla di più, in pochi giorni la Papaya è scomparsa.
Quanti olii di cocco ci sono in commercio?
Olio di noce di cocco bio
Olio di noce di cocco vergine o spremuto a freddo
Olio di noce di cocco raffinato
Olio di copra, che si ricava sempre dalla noce di cocco
Olio di noce di cocco idrogenato o parzialmente idrogenato
La qualità dell'olio di cocco dipende dalla qualità della materia prima e dalla sua lavorazione, senza scendere nei dettagli di come si realizza l'olio di cocco, diciamo che olii di noce di cocco che si può consigliare di consumare sono i primi due.
Gli ultimi olii subiscono processi chimici come la sbiancamento e la deodorazione, comunque sono da anni adoperati nell'industria alimentare, non hanno una buona fama in particolare olio di cocco idrogenato, si può trovare in diversi prodotti alimentari industriali come le merendine, inoltre questi ultimi vengono utilizzati anche per le fritture.
Dagli anni '70 gli si guarda con diffidenza, su tutti pesa la percentuale alta d'acidi grassi saturi, che possono contribuire ad aumentare il colesterolo cattivo e di conseguenza esporre ad un maggiore rischio cardiovascolare.
Bisogna dire che le autorità sanitarie pubbliche invitano i consumatori a diffidare degli olii tropicali.
Da dove nasce questa nuova attenzione all'olio di cocco?
L'interesse dell'olio di noce di cocco inizia dalla pubblicazione di uno studio sulla rivista American Journal of Nutrition, dove su un campione di popolazione in Asia di 350.00 persone per 25 anni non mostrava alcun legame tra il consumo d'olio di noce di cocco vergine o spremuto a freddo, i valori di colesterolo e pertanto il rischio di malattie cardiovascolari.
Queste perchè secondo i ricercatori è vero che l'olio di noce di cocco è costituito dal 100% acidi grassi, di cui più 85% sono acidi grassi saturi e il 65% è acido laurico denominati trigliceridi a catena media o acidi grassi a catena media, che il nostro corpo secondo i ricercatori utilizza diversamente dagli acidi grassi a lunga catena
Però molte di queste ricerche del rapporto positivo tra il consumo d'olio di noce di cocco, valori di colesterolo e rischio malattie cardiovascolari sono fatte in isole del Pacifico, dove esiste
uno stile di vita e un modello alimentare completamente diverso dai paesi occidentali, dove la dieta e costituita praticamente da pesce e frutta e verdura.
I valori di colesterolo alto non dipendono solo dall'alimentazione ci sono delle particolari condizioni metaboliche che lo possono favorire, il calcolo del rischio cardiovascolare ha più parametri che non il solo colesterolo.
Post correlato: Si può fare scendere il colesterolo? .
Le ricerche pubblicate sull'olio di noce di cocco riferite dai media:
Dal 2010 in poi le ricerche medico scientifiche sull'olio di noce di cocco si sono moltiplicate e sbizzarite, come in tutte le strategie di marketing per lanciare un prodotto e conferirgli aspetti che possono riguardare la salute:
Olio di noce di cocco vergine o pressato a freddo ( negli animali e non sull'uomo), aumenta la tollerabilità al glucosio e migliora la sensibilità all'insulina.
Olio di noce di cocco, la sostituzione del'olio di soia con olio di cocco ha permesso di ha permesso di ridurre un lieve calo di peso per le donne con obesità addominale e a dieta ipocalorica dopo i 50 anni.
Non poteva mancare una ricerca dell'Alzhemier uso dell'olio di cocco protegge i neuroni della corteggia celebrale (si ma nei topi, studi sull'uomo ancora non ci sono).
Secondo altri olio di noce di cocco
è un potente attibatterico che distrugge batteri, virus e quant'altro come lo Staphylococcus aureus e
Candida albicans!
Secondo me lo studio più interessante è quello che olio di cocco contribuisce a proteggere la pelle e i capelli, se spalmato bene dai raggi ultraviolenti, una sorta di crema solare naturale.
Mentre pare, da voci di corridoio, che stiano lavorando per verificare se l'olio di noce di cocco può risolvere l'annoso problema delle doppie punte, mi hanno fatto capire che su quest'ultima ricerca possiamo essere più che tranquilli.
Olio di cocco e la dieta chetogenica
Sempre secondo alcuni ricercatori che la medicina ufficiale non riconosce, esprimono un parere positivo sull'uso dell'olio di cocco in coloro che seguono o che devono seguire un regime alimentare chetogenico.
In soggetti che hanno problemi d'epilessia ma alcuni ricercatori alternativi estendono la dieta chetogenica anche a coloro che soffrono d'emicrania, morbo di Alzheimer, di Parkinson, Sclerosi Multipla, Diabete, Cancro.
Negli ultimi anni la dieta chetogenica viene seguita da molti personaggi che praticano un attività sportiva, pare che olio di cocco si integri perfettamente con questo regime dietetico, che prevede più proteine e più grassi e meno glucidi.
Olio di cocco fa dimagrire?
La vera ragione della ricerca dell'olio di noce di cocco è che secondo alcuni ricercatori gli olii ricchi di acidi grassi a catena media come l'olio di cocco possono aiutare più facilmente a perdere peso e grasso perchè sono più difficili d'accumulare e più facili da bruciare, di questa risposta non c'è consenso unanime a livello scientifico.
Secondo alcuni ricercatori nel fegato questi grassi vengono metabolizzati subito e danno energia immediata da spendere subito, ma se sei un atleta è un ottima cosa se sei un impiegato e stai otto ore seduto un po' meno.
Secondo altri ricercatori questo effetto dura solo qualche giorno, poi il corpo si abitua e utilizza l'olio di noce di cocco come gli altri olii. (tenere presente che oli di noce di cocco ha uno o due calorie meno rispetto ad altri olii, un risparmio poco evidente su 2000 calorie al giorno).
Preferisco essere fuori dal coro, che dire cose che non condivido, non esistono olii che fanno dimagrire, il problema è un altro, l'obesità è una patologia complessa, l'aumento di peso è dato dalle differenza tra le calorie introdotte e calorie consumate, più calorie si introducono e meno calorie si consumano e più si ingrassa.
Sempre di più i studi mostrano che i soggetti assistiti reagiscono agli stessi alimenti in modi molto diversi, aggiungendo un ulteriore complessità, pertanto è meglio cercare una dieta personalizzata studiata su misura da un professionista della salute che seguire consigli generali sugli alimenti da mangiare o da evitare.
Quello che fa in realtà la differenza tra persone normopeso e persone obese è l'attività fisica o meglio uno stile di vita attivo più che la scelta di un grasso vegetale aggiunto.
Per le persone obese e in sovrappeso non è solo importante preferire grassi vegetali rispetto a grassi animali ma ridurne l'apporto, trovo molto "simpatico" quando vedo le persone contare i cucchiai d'olio d'oliva, e non quelli della panna montata che si mangiano, non c'è olio nella panna montata direte voi No, olio no ma grassi si, 100% grassi del latte.
Più del 50% dei grassi che assumiamo sono inclusi nei prodotti che comunemente mangiamo sono che
non percepiamo come tali, pertanto leggere le etichette e verificare la qualità degli ingredienti e il contenuto dei grassi.
Non è pensabile
sostituire tutti i grassi della nostra alimentazione con olio di noce di cocco. Quale tipo di grasso aggiunto andrebbe a sostituire olio di noce di cocco spremuto a freddo? Quello che aggiungiamo a tavola? L'olio extra vergine d'oliva? La vedo difficile perchè ha la consistenza del burro diffiicile da utilizzare a freddo.
L'olio di noce di cocco, non contiene proteine, zero carboidrati, zero sali minerali, zero vitamine, è grasso puro con un po' vitamina E, mi dispiace se parliamo di olio aggiunto io preferisco l
a "ricchezza" dell'olio extra vergine d'oliva con solo il
14% di grassi saturi.
Non è vero che utilizzo sono olio extra vergine d'oliva, l'ho detto per estremizzare, personalmente utilizzo più olii in cucina, perchè ritengo che sia importante variare oltre che per il mio gusto anche per la mia salute gli olii vegetali, mi piace adoperare a crudo, oltre che l'olio extra vergine d'oliva,
l'olio di noce, olio di colza e olio di lino, come mi piace un giro d'
olio di zucca su una zuppa, mi piace aggiungere in una crema inglese un cucchiaio dell'
olio di mandorle dolci grigliate.
Non escludo che magari qualche volta posso anche per una buona padellata di gamberi saltati nel wok utilizzare dell'olio di cocco spremuto a freddo, perchè no? Anche se il prezzo di
6.90 per
200g , cioe 34,5 al kg, mi un po' raffredda le intenzioni.
In definitiva posso usarlo se voglio a
ggiungere un sapore esotico alla tavola ma tutto qui, non per perdere peso.
Olio di fico
Ma se proprio volete un alternativa, se volete essere originali e sorprendere gli amici in cucina, vi regalo una dritta:
olio di fico, (ho scritto fico al maschile, in realtà bisognerebbe scrivere olio di semi di fico).
Vegetale è vegetale, il fico c'era già nel paleolitico (quelli della dieta
paleodieta non possono dire nulla), la cultura mediterranea è
fichi , olive e uva, la Turchia è più vicina dell'Isola di Tonga nel Pacifico.
L'ho trovato in Fiera all'Anuga, a Ottobre lo produce un azienda turca la
Oneva, contiene secondo Università dell'Egeo in Turchia (40% Omega-3, 30% Omega-6 e 17% Omega-9, Vitamina D e Potassio),
mi piace per il nome, non fa dimagrire ma la faccia dei commensali quando dico ho condito insalata con olio di fico è impagabile.
In sintesi: c'è una forte pressione mediatica sull'olio di noce di cocco, quando si parla di benefici dell'effetto del consumo dell'olio di noce di cocco (se le ricerche saranno confermate), si parla di olio di noce di cocco vergine o spremuto a freddo, non di tutto olio di cocco, per esempio quello contenuto in alcuni prodotti industriali alimentari non lo è.
Se si vuole aggiungere un tocco esotico alla nostra cucina, ogni tanto perchè no? Un po' di olio di noce di cocco vergine o spremuto a freddo,
Se invece si vuole diminuire i livelli di colesterolo e si vuole perdere peso è meglio affidarsi a un professionista della salute che potrà fare uno schema alimentare personalizzato in base al proprio stile di vita, piuttosto che seguire indicazioni parziali e generiche su questo o quell'alimento.
Ricordate la grande differenza tra persona normopeso e persona obesa è l'attività fisica, il movimento, lo stile di vita attivo, proprio recentemente è stato valutato che fare 5 volte alla settimana trenta minuti d'attività fisica, equivale a fornire i stessi benefici di salute che comporta l'abbandono del vizio del fumo.