Annarita M: Secondo te, il kebab fa ingrassare?
Da diversi anni il Kebab acquista sempre più fans, non mancano i negozi specializzati, perfino al mio paese, perso in mezze alle montagne, dove non c'è supermercato, c'è un solo panettiere, un solo bar, una sola pasticceria eppure c'è un negozio di Kebab.
Il suo successo è dovuto al sapore ricco e speziato ed alla sua economicità. Spesso si associa il fast food con il Kebab, ma per sottolineare che è rivolto più al pubblico del fuori pasto. Non a caso ci sono chioschi di kebab che chiudono sempre molto tardi anche le quattro del mattino e per il popolo della notte, sono un occasione per fare uno spuntino specie nelle grandi città.
Gli adolescenti, i giovani sono il loro pubblico maggiore, non a caso spesso il kebab viene accompagnato da patatine fritte e ketchup, che non è la ricetta originale diciamolo subito, un mio amico turco direbbe "un americanata", io più che altro la vedo come un abitudine al sapore delle patatine fritte e ketchup.
La Storia del Kebab
Molto divertente leggerla on line, si va da Omero ai soldati romani che arrostivano la carne sulle spade, ci manca solo Eva che cucinava per Adamo un kebab.
Non è proprio cosi la consuetudine è orientale dei paesi come la Turchia, Iran, Pakistan, ma cosi come lo conosciamo oggi la patria è la Turchia in particolare Istanbul.
Ai tempi di
Solimano il Magnifico nel XVI° secolo, il Kebab era il pranzo degli operai che lavoravano al porto e nelle costruzioni, non potevano andare a casa a mangiare, ma avevano bisogno di un pasto energetico che non rubasse molto tempo al lavoro, dove le spezie e il bisogno di masticare contribuivano a dare un ottimo sapore alla carne e un maggiore senso di sazietà.
La storia invece moderna del Kebab passa per Berlino dove nel 1972 un immigrato d'origine turca Nurman Kadir, apre un chiosco per dare da mangiare ai suoi connazionali, gli immigrati turchi in Germania solo il numero maggiore d'immigrati più degli italiani e dei polacchi.
La versione del kebab diventa più occidentale, pezzi di carne speziata dal rotolo che gira servito con cipolla e pomodoro, va anche detto che in Turchia ogni paese, città e quartiere ha una propria versione di kebab. Io stesso a Istanbul mi piaceva molto il Hünkâri kebabi, il kebab del sultano con purè di melanzane, basilico, timo e alloro.
Il Kebab fa ingrassare?
In realtà quello che è importante non è tanto un piatto e un prodotto che fa ingrassare ma la sua modalità e frequenza di consumo, mangiare un kebab ogni tanto nel break di mezzogiorno non è un problema per la bilancia mentre mangiarlo spesso magari tutti i giorni e fuori pasto lo potrebbe diventare.
Molto dipende dalla sua composizione in genere pane, carne, lattuga, pomodori e cipolle, salsa più o meno grassa, dolce o piccante in genere siamo sulle 300-500 kcal più ci aggiungono patatine fritte e ketchup le calorie salgono 400-600 più una bibita tipo cola è possibile arrivare a 1000 calorie se poi aggiungiamo anche un dessert.
Quello che personalmente mi preoccupa di più, non personalmente perché non mangio molta carne anzi, è l'origine della carne, originariamente in Turchia era carne di pecora o montone più che agnello mentre oggi in Turchia sempre più spesso è vitello.
In una indagine svolta in Regno Unito dalla
Lacors, qualche anno fa sui
kebab era emerso che nella composizione della carne è stata trovata carne non indicata in etichetta, spesso sono dei mix carne bovina, pollo, tacchino, vitello, parliamo di carne proveniente da parti non nobili e assemblate, un po' come quella per fare i
wurstel o le polpette industriali.
Sempre lo stesso studio, indicava alti valori di grassi saturi (dal 90 al 148% dei grassi saturi raccomandati in una giornata di un adulto ), sale 6g (il 100% dell'apporto giornaliero raccomandato), alcuni kebab riusciavano a raggiungere anche 1.900 kcal, tuttavia sempre l'indagine sottolineava che non era un problema perchè il mangiare un kebab era un consumo occasionale per le persone intervistate.
Dal mio punta di vista, per dirlo in parole molto semplici il kebab è uno degli esempi in cui l'industria alimentare spinge a mangiare di più creando occasioni di consumo fuori pasto, poche persone sono consapevoli del numero delle calorie, stimolando comportamenti poco corretti che conducono all'Obesità.
Il tempo della pausa pranzo è tempo della salute, non è tempo dello spreco
Tenendo presente che si ingrassa per tante ragioni, una di queste è perchè si mangia di fretta senza masticare, perchè si mangia anche quando si ha lo stomaco pieno, non si riconoscono i meccanismi di sazietà, oggi viviamo in una società che non dà il valore al tempo del pasto, prendersi il tempo di fare un pasto a mezzogiorno viene visto come negativo, come un tempo che ruba il tempo al lavoro, viene fatto in fretta e male.
Non si valuta la salute del lavoratore, negli anni '70 il diritto alla mensa è stato una conquista, oggi invece con i contratti di precarietà si vedono molte persone mangiare panini in fretta e furia nei posti più impensabili, dalle sale d'aspetto agli ascensori, agli spogliatoi.
Al di là di quello che si mette nel piatto ritengo più importante prendersi una pausa, stare seduti con le gambe sotto a un tavolo, anche se mi rendo conto che questo è una chimera per molti lavoratori.
La cosa più incredibile mi è capitata a Parigi in una pausa pranzo, dove di fronte a un grande magazzino c'era un giardino strapieno di lavoratori che mangiano un panino all'aperto, non sono riuscito a sedermi.
Non erano nel parco perchè alla ricerca di un contatto con la natura ma per pura neccessità, la panchina di un parco si trasformava in un luogo di ristoro personale e
non parlo di clochard o turisti low cost, parlo di lavoratori.
In una situazione di questo genere è diffiicile anche variare l'alimentazione, come fai a mangiare una zuppa, un primo piatto o della frutta?
Il costo di un kebab è a buon mercato con meno di 5 euro mangi un panino con carne, verdura, pane in fin dei conti carboidrati complessi, fibre e proteine ma anche grassi saturi e sale in proporzione non indifferente, questo è un aspetto che va tenuto presente.