lunedì 12 marzo 2018

Cracco in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, la nuova filosofia dei locali più trendy

La Galleria Vittorio Emanuele II a Milano è considerato il salotto buono della città, ma anche l'indice economico dell'attività produttive.

Negli anni '70 erano le librerie ad attirare i visitatori, negli anni '80 i fast food, negli anni '90  i negozi di moda, nel 2000 i marchi del lusso, ora sempre di più lo spazio è occupato dal settore alimentare, oltre i storici Savini e Bar Camparino con i nuovi: Spazio Duomo con Romito, Pasticceri Marchesi con Prada, Amorino gelati, Gucci Bar.

Il nuovo arrivato è Cracco, chef e volto televisivo molto noto, tutti ne hanno parlato bene, cosi sono stato tentato da una visita, giusto per farmi un'idea.

Contrariamente a tutti coloro che avevano recensito il locale non sono andato al bistrot e nemmeno al ristorante, non me lo posso permettere sono l'unico reporter blogger povero! 

Scherzi a parte sono passato nel pomeriggio, così  mi sono fermato al bar al pian terreno per un caffè e un dolce.

Ci sono alcune cose che mi hanno fatto riflettere in relazione al servizio di tutti questi nuovi locali che aprono a Milano.


L'arredamento

Decisamente piccolo, buio, pochi posti a sedere, non si può dire che sia brutto tutt'altro, se dovessi dare una definizione direi vecchio anzi vecchieggiante, siamo nel 2018 e non nel 1918, dove Milano è considerata capitale delle settore del design e dell'arredamento moderno nel mondo.

Dal mio punto di vista un conto è il Bar Camparino aperto in galleria nel 1915, che ha una sua storia ed presente da oltre un secolo ma per una nuova apertura dove prima c'era la Mercedes, avrei creato qualcosa di più non dico moderno ma almeno recente.

Un ambiente che rievoca un periodo storico all'interno di un locale, ha senso se fa parte della storia personale del marchio, altrimenti si rischia di creare qualcosa che rischia d'essere percepito come artificioso.

In molti nuovi bar e ristoranti aperti nell'ultimo periodo sembra di fare un salto indietro nel tempo, non se ne comprende il motivo, dal momento che sono dei nuovi concept e non hanno alcun legame con il passato.

Ragionando per assurdo è come se nel '800 avessero aperto un bar con un arredamento del '700! Cosa avrebbero detto?


Due parole sull'accoglienza e sul servizio

Professionale forse ma in venti, venticinque minuti che ho passato nel locale non ho visto un sorriso nemmeno per sbaglio.

Senza andare nei peggiori Bar di Caracas, sono capitato in qualche "Sgarrupato" Bar Pasticceria del Sud Italia, diciamo dall'aspetto non invitante, dove la prima cosa che fanno quando entri è un sorriso grande, "in che cosa possiamo aiutarla?" Ti colmano d'attenzione, ti fanno sentire un'ospite, ti fanno sentire una persona speciale, anche solo per prendere un bicchiere d'acqua.

Nei nuovi locali invece ti devi tu rivolgere al personale, quando riesci a cogliere la loro attenzione, più a facile a dirsi che a farsi, più volte "Cameriere scusi potrebbe portarmi per favore un caffè, anche prima di Pasqua cortesemente, grazie?" Dopo la terza volta, non parlo in modo cosi ossequioso nemmeno quando vado all'Ufficio delle Imposte!

Questo è comune a tutti i nuovi locali dove i clienti sembrano fare parte dell'arredamento, non si comprende se è per i tempi d'attesa o perché non ti ritengono di nessuna importanza.




Com'erano i dolci?

Non me lo ricordo, ne ho provato uno, non mi ha lasciato proprio nulla, nessuno ricordo e nessuna sensazione, tanto che mi è venuto il dubbio, ma l'ho mangiato o me lo sono sognato?

Anche questo comune a molti altri nuovi locali aperti negli ultimi anni. Sarà come sono conservati? Sarà per la freschezza? Sarà perché li fanno più leggeri? Talmente leggeri che sembrano piume al vento? Li mangi e non t'accorgi di nulla.

Verosimilmente il locale di Cracco è concentrato sul bistrot e sul ristorante e forse un po' meno sul servizio bar oppure sono capitato in un giorno sbagliato ma personalmente è stata un' esperienza che non ripeterei.

Sintesi

I nuovo locali sembrano che abbiano tutti le stesse caratteristiche comuni, arredamento old style o poco attinente alla storia o al percorso professionale della proprietà, personale freddo e distante, pasti e consumi evanescenti che non ti lasciano alcun ricordo. 

Personalmente amo la pausa caffè, perché è un break rispetto alla routine del lavoro, mi piace un contesto attuale, il cameriere che mi sorride e mi augura buongiorno, mi piace mangiare un dolce per il profumo e il gusto che mi lascia un buon ricordo non dico per tutta la mattina ma almeno per cinque minuti.

Sovente il prezzo di questi nuovi locali è superiore alla norma, ma non si riesce a percepire la differenza, non si riesce a percepire quella qualità che tanto paventano e che dovrebbe creare unicità e fama del marchio. 

Noi auguriamo tanto successo a tutti questi nuovi locali (Cracco incluso), probabile che io rappresenti poco il loro cliente di riferimento.

27 commenti:

  1. Allora non ci resta che rimanere nella posizione umile di prima e visitare i locali che fanno per noi !

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  2. Mi hai fatto ridere...un dolce che ti lasci un ricordo per almeno 5 minuti!! Purtroppo capita spesso anche qua a Bologna. Posti fighi, tutti curati ed eleganti ma camerieri freddi e che fondamentalmente se ne fregano. Forse perchè non essendo i proprietari non sono molto sensibili alla cosa. Mi viene spesso da rimpiangere i vecchi bar di una volta dove si era tutti di casa, ci si conosceva tutti, si scambiava due chiacchiere, e spesso si gustavano dolci che magari erano fatti in casa dalla moglie del padrone ed erano mille volte meglio di quelli prodotti serialmente

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    1. Si ho un po' di nostalgia di questi posti dove c'era più umanità ma anche molto rispetto del prossimo

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  3. C'è un desiderio di fare soldi che va oltre la qualità, il buon gusto, il buon servizio.... Ristoranti non per noi.
    Proprio domenica siano stati qui vicino a Bergamo, a Sottocollina, dove per 22 euro, abbiamo mangiato ravioli e un arrosto misto di carni speciale ! Un pollo arrosto con cannella e noce moscata che proverò a rifare sicuramente .... Insomma tanta pompa magna nei ristoranti appagata la vanità del cuoco (che se la investisse solo in cucina sarebbe già bello) e il prezzo che si paga spesso è un tributo a questa vanità.
    Ciao Gunther , grazie !

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    1. si 'è una certa dose anche di vanita hai ragione

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  4. Questi locali sono belli, funzionali e alla moda....perdono però l'aspetto più importante: il calore e il cuore che sono, a parer mio, la caratteristica più importante di un locale di ristoro e della cucina stessa; un sorriso e una parola sono di certo ingredienti indispensabili.

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  5. bel mini reportage G. + le foto tra altro bene illustrano quello che hai detto: che tristezza
    "vecchieggiante"" prime bene il concetto: non offensivo, middle of the road, banale alla fine
    forse però la considerazione più importante riguarda il servizio: a volte in questi posti vorrei prendere a calci nel sedere il manager (perché io penso che quasi sempre si tratti di cattivo training) e mandarlo a studiare in romagna.... qui in Inghilterra si chiama ospitality industry (la ristorazione): ecco, spesso manca appunto il senso di ospitalità....+ non c'è n'è... io penso che questo cose i francesi le sappiano fare molto meglio quanto ad eleganza e stile (certo poi forse, a parigi almeno, non è che anche loro brillino per simpatia partenopea), ma quanto meno locali da rimanere a bocca aperta.... cosa ne pensi del vicino Marchesi-Prada? io l'ho visitato un paio di volte e ne sono convinto al 65 per cento diciamo... non ha il fascino del vero Marchesi, ma mi è piaciuta la ristrutturazione.... prodotti ok (pessimo gelato, per l'Italia) + personale... mah.. boh.. anche lì... training non eccelso.stefano

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    1. Grazie Stefano
      Ho voluto evitare il confronto Marchesi di Prada e Cracco, due modi differenti di gestire gli spazi della galleria.

      Non c'è confronto sul servizio di Marchesi rispetto a Cracco.

      Con la nuova proprietà Marchesi è inevitabilmente cambiato del piccolo laboratorio di pasticceria che accontentava una clientela di classe, ora è divenuto un marchio con più punti vendita che deve soddisfare un altro tipo di clientela che bada più alla forma del fiocco della confezione che al suo contenuto.

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  6. ehhhh sti architetti estrosi che vogliono essere "artisti" e creano ...quel che creano. Il personale verosimilmente sarà sotto pressione ma di fondo non è che a Milano siano famosi per la calorosa accoglienza...purtroppo anche il sorriso è nel dna, diciamo che sul posto di lavoro quando è a contatto col pubblico dovrebbe essere di default anche falso e cortese - ci sta - (almeno così è sempre stato per la sottoscritta in tanti anni di lavoro in mezzo alla gente). I dolci e il non ricordo rendono bene l'idea dell'esperienza che non sarà indimenticabile. Ma vieni a degustare un buon bonet! O vai a farti un grandioso cannolo coi piedi a penzoloni sugli scogli di Favignana Ascolta me! Che Milano e Milano... (ahahha bacioni)

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    1. Facciamo tutti e due, un bonet e Torino e un cannolo a Favignana :-)))

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  7. non capisco gli ottoni, la carta da parati e le dorature, sembra il salotto buono della vecchia zia....ma ti hanno fatto entrare con le pattine ;O)))strano concetto di lusso.
    Il servizio un po' defilato, a noi bolzanini non dispiace, siamo abituati a certi ghiaggioli! certo il passo verso la scortesia è breve.
    Un saluto goloso e beato te che ti puoi permettere certe pause caffè, a me rimane la macchinetta a cialde nella teeküche! ho l'ufficoi nel nulla. il cat

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    1. Pensa che anche io entrando ho detto "non è che adesso mi fanno andare con le pattine" :-))

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  8. IO non accetto proprio questi prezzi esagerati che ti fanno pagare. Se devo pagare per gustare un "nome" più che una pietanza allora siamo messi proprio male.

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  9. Mi rincuora il tuo post perché io in questi locali superfighi dove anche i camerieri sembrano avere la puzza sotto al naso non mi ci trovo proprio. Preferisco di gran lunga la trattoria al ristorante chic e non per il fattore costo, anche se sono una foodblogger povera, ma proprio per il loro clima tiepidino.
    Il senso dell' accoglienza così come la cura del cliente passano in secondo piano mentre io continuo a considerarli fattori indispensabili, ma ormai è un atteggiamento diffuso quindi probabilmente sono io fuori moda.
    Marina

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    1. Grazie Marina del contributo anche io mi sento fuori moda

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  10. Mah...non so. Non so nemmeno se entrerei in qst locale. Non sopporto la puzza sotto al naso che immagino si respiri nel locale di Cracco (e anche da altri, perché no, mettiamoci pure anche Cova). Quelle brioche abbandonate lì mi fanno tanta tristezza. Mi aspetterei più abbondanza e più ricchezza di scelta in certi posti. Per quanto riguarda l'arredamento...mi immagino uno studio di architettura che ha curato il tutto, probabilmente è stato ricreato un ambiente in stile con la galleria?
    E non ultimo il sorriso delle persone dietro al bancone, un caffè servito con il sorriso è un caffè speciale.
    Sai, ha aperto da qualche anno qui a Livorno un bar pasticceria... ebbene... Io quel bancone di cornetti, ciambelle, sfogliatine alla mela...sempre fornitissimo! Me lo sogno la notte! E sì, mi sento coccolata quando vado li. L'arredamento? Particolarissimo, c' è pure un pianoforte a mezza coda, e a volte il sabato pomeriggio un assaggio di musica.
    Beh, anche in provincia cerchiamo di coccolarci! Un caro saluto, Barbara

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  11. Ahahahah mi fai morire! Certamente non potrò mai andare al ristorante di Cracco perché anche io sono una blogger squattrinata e non è certo un locale che posso permettermi. Ma francamente non mi viene nemmeno voglia di andare a prendermi un tea (io non bevo caffè) dopo quello che mi racconti. La cosa che sopporto meno nei locali di oggi è proprio il mancato contatto con il personale. Sembrano tu gli faccia un dispiacere a entrare, non ti invogliano ecco. Ne conosco molti anche io così. Concordo con l'amico Stefano, qua sopra, dovrebbero far scuola in romagna, in quanto a simpatia ed educazione.
    Grazie comunque per la recensione

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  12. Come sempre in questi freddi locali manca il cuore.... E la contestazione che c'è in ballo per la sua fantomatica pizza margherita???? Hai avuto occasione di vederla? Dalle foto non sembra certo una pizza....

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  13. I piatti troppo sofisticati non hanno mai fatto per me.. :D
    Ciao buona serata a presto :-)

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  14. sarà che io mi sento ormai vintage ma a certi particolari non rinuncio volentieri : un'atmosfera calda e rilassante, un sorriso, un sapore che ti prende per la gola, sono disposta anche a spendere qualche euro in più ma da come l'hai raccontata tu lì sembrava di stare al museo delle cere(o dei rifatti dal chirurgo estetico)e di sorrisi nemmeno l'ombra...che tristezza

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  15. Ah, se vieni a Cagliari so dove portarti! Bar supefigo con una enorme vetrina a π greco in mezzo alla sala, piena di dolci e pasticcini! L'ultima volta che ci sono stata portai un ragazzino di 16 anni per bere un tè e farci 4 chiacchiere. Sulla soglia della porta mi accorsi che non eravamo abbinati all'arredo super del locale. La cameriera per una mezz'ora finse di non vederci sperando che ce ne andassimo. Chiamata infine arrivò...
    - Prego
    - Ci porti per cortesia due tè verdi, uno senza limone?
    - Non abbiamo tè verde in bustina.
    - Ce lo porti come lo avete!
    - Guardi, noi il tè verde lo serviamo sfuso con dei biscotti. Quello in bustina non ce l'abbiamo. Ha un altro costo. No, perchè non vorrei che poi alla cassa vi trovate a pagare una cifra che non vi aspettavate.
    - Non mi sembra di averle chiesto il costo. Dei biscottini non ce ne facciamo niente ma dato che li pago lo stesso, perché voi il tè lo servite solo così, bene. Per me accompagnato da biscotti senza glutine e per il ragazzo vegan.
    Ci avrei scomesso che non avevano ne gli uni ne gli altri, quindi mi sono divertita maltrattarla, sgranando gli occhi e chiedendo se si trattasse di uno scherzo. Le ho chiesto di riportare alla direzione il mio sdegno per l'incoerenza tra apparire ed essere del loro locale e che meriterebbero una "bella" recensione... Tornò con due bustine di tè verde e mi chiese se potevano andare bene!!! Abbiamo pagato 5 euro invece che 8,60 che era il costo del tè vedre sfuso coi biscottini... E immagina che non siamo a Milano ne c'era Cracco nei paraggi... Purtroppo montarsi la testa è un male comune.
    Mi sa però che manco te (per fortuna) eri ben abbinato agli arredi... :-)))

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  16. Forse Cracco è allergico alla simpatia e alla cordialità :)

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