giovedì 5 novembre 2015

Salute o piacere del gusto?

Non si è ancora spento l'eco delle problema della carni trasformate iscritte tra gli alimenti cancerogeni, il dilemma sembra che si sia condannati a scegliere tra salute e piacere del gusto, invece no, la differenza è tra un' alimentazione monotona e un' alimentazione varia. 

Lo spunto me lo ha dato una signora sabato al supermercato, io parto sempre dal basso perchè secondo me quello che è importante non è tanto il dibattito in televisione oppure quello scritto sul quotidiano New York Times, ma quanto di tutto questo arriva a chi va a fare la spesa, che di fatto decide cosa la famiglia consuma.

Mentre aspetto il mio turno al banco Salumeria e Formaggi, la signora prima di me, inizia a ordinare :
3 etti di prosciutto crudo diviso in tre, un etto per pacchetto, 
la stessa cosa 3 etti di speck
la stessa cosa 3 etti di pancetta, 
la stessa cosa 3 etti di salame Ungherese, 
la stessa cosa 3 etti di salame Toscano
la stessa cosa 3 etti di salame Milano
a un certo punto non ce l'ho fatta più e le ho chiesto

Signora le piacciono i salami?

Si, mi scusi lei è dopo di me, ma io ho tempo di fare la spesa solo il sabato, prendo un salume diverso tutte le sere per variare l'alimentazione, sono una giornalista!

Eh beh certo che la varia tantissimo l'alimentazione, tutte le sere un salame diverso.

Non ho tempo di fare da mangiare, sono impegnata tutto il giorno, siamo in tre a casa un etto per uno, tutte le sere cosi sono a posto!

Che fortuna, avrei voluto dirgli, scusi ha sentito dire che è cancerogeno, ma a una cosi è meglio non dirglielo!

Un dubbio atroce mi sfiora ma noi quando parliamo di un alimentazione varia, forse non ci esprimiamo bene, perchè se una che dice di fare la giornalista per fare un alimentazione varia cambia salame tutte le sere, c'è qualcosa che non va, variare vuole dire più gruppi d'alimenti frutta, legumi, verdura, no il variare il tipo di salumi, forse siamo noi che ci esprimiamo male?


La praticità e la velocità in rima con il gusto?

Ma i o comprendo, se vai al super e prendi non dico un insalata da lavare ma un insalata già lavata in busta, la devi aprire, metterla nell'insalatiera, condirla è un lavoro, invece con il salume tac apri il pacchetto è già pronto.

Metti che compri una zuppa, non che la fai tu per amore del cielo, già pronta, devi scaldarla nei micro onde, assaggiarla se è calda  e se devi aggiungere qualcosa, mentre invece con i salumi tac apri il pacchetto è già pronto.

Metti che prendi un piatto pronto surgelato e ricordati di tirarlo fuori in anticipo, scongelalo, riscaldalo, mettilo nel piatto invece con un salume tac apri il pacchetto è già pronto.

Ma io penso che c'è un aspetto che pochi trascurano, mi sembra che siamo un po tutti bambini, non mangiamo quello che ci fa bene, ma solo quello che ci piace, perchè i salumi con la loro percentuale di grassi e la loro percentuali di sale, con le spezie, stimolano le nostre papille gustative, il nostro piacere orale, nella nostra società sembra che il piacere del cibo sia la cosa più importante.


Dal divezzamento all'età adulta abitudini da modificare?

Penso che questo abitudine verso certi sapori nasca da più lontano, in tempi non sospetti nel 2013 a seguito di una domanda di una lettrice, ho criticato la facilità con cui si consigliavano i salumi già nella fase del divezzamento del bambino, io personalmente l'ho visto come un segno della conquista delle aziende, perchè se si è riusciti a mettere questo nei schemi dei lattanti a fare mettere scusate il termine le fette di salame nel biberon, vuole dire che di dispone di un potere molto forte economico.

Il mio dubbio dal momento che se il senso del gusto del bambino si costruisce nei primi due anni di vita, il rischio è che se un bambino abituato a mangiare un certo sapore fin dalla tenera età, nel nostro caso salumi rischia che mantenerlo anche nell'età adulta, questa abitudine al gusto ricco di sale, grassi e spezie?

Credo che il ruolo della politica dovrebbe molto importante in una ricerca negli Stati Uniti pubblicata su Health Affairs ha messo in rilievo di come un cambiamento di alimentazione negli ultimi anni sulla popolazione un generale anche piccoli hanno aiutato a prevenire la morte di 1,1 milioni, con meno casi di diabete, di malattie cardiache e il cancro.

A permettere questo sono stati gli interventi normativi come il divieto degli Stati Uniti  dei grassi trans, l'ostacolare il maggior consumo di bevande zuccherate, una maggiore istruzione alimentare nelle scuole e nei campus universitari, cosi la dieta generale è migliorata e questo si è tradotto in meno morti premature.


La politica della salute non ha la cultura della prevenzione nell' alimentazione

La politica ha un ruolo importante in questo, certo in Italia non si è molto fortunati ricordo che l'attuale Ministro ha difeso le aziende che producono merendine, un Ministro più preoccupato della Salute delle aziende che dei cittadini, propio questa mattina ha dato un intervista dicendo che prima d'andare al Ministero si è mangiata una bella bistecca, una bistecca per colazione? Complimenti, giusto per fornire un ottimo esempio di competenza!

Nonostante questo i mezzi per intervenire sulla salute dei cittadini ci sono, togliendo dalle mense alimenti su sui il sospetto d'essere cancerogeni, sanzionare la pubblicità e la promozione di questi alimenti, anche solo togliere le agevolazioni fiscali della comunicazione alla pubblicità dei salumi per esempio, sono delle cose che non costano nulla ma sarebbero dei segnali importanti.

Questo perchè meno patologie vuole dire anche un minore costo della spesa sanitaria, si cerca di risparmiare sulla radiografie al pronto soccorso mentre si possono raggiungere più vantaggi prendendo altre decisioni a costo zero ma che possono incidere molto di più sulla spesa sanitaria.

Io penso che tutte le campagne d'educazione alimentare sulla buona alimentazione e la prevenzione del cancro saranno perfettamente inutili, se si ha un certo tipo di gusto come riferimento, molti mi hanno scritto dicendo che se non mangio salumi mi sembra di non essere soddisfatto.

Io credo sia questo uno dei punti da cui bisogna partire, insegnare a modificare il senso del gusto, passare da un alimentazione monotona e poco varia (un salume tutte le sere) a un alimentazione più ricca con la consapevolezza che ci si alimenta sia per il piacere ma anche per la salute.

13 commenti:

  1. Con un pò di ironia hai detto una verità pura. Non quello vuol dire alimentazione varia, ma abbinare verdura e frutta in modo giusto affinché si può avere un alimentazione sana. Già del suo non tutto è così genuino anche se è definito ma mangiare tutte le sere salumi, ti viene la nausea e la salute va a rotoli. Non ci vuole tanto per buttare un pò di verdura in una padella in modo da dare al corpo tutto quello che ha bisogno, ma non tutti hanno capito. Peccato !!! Sempre al'altezza con i tuoi post !

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  2. mi è venuta in mente mia suocera... per lei mangiare in bianco significa la pasta condita con un kg di panna ! ;-)....

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  3. Che tristezza la cena così! Però sono in tanti a farla in questo modo: velocità, poco dispendio energetico (non certo economico) e felicità di tutti a tavola....perché tanto i salumi piacciono. E' una questione di abitudine che parte da quando si è piccoli. I miei figli li ho "costretti" ma abituati a mangiare molto le verdure (se pur frullate eh) e la frutta. Vorrei abituarli a tante altre cose buone provenienti dall'orto di famiglia e su quello ci sto lavorando. MA ci vuole tempo e fatica, che non tutti i genitori hanno o vogliono avere.

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    1. ahimè si, da papà posso dire che è un impegno vero e proprio

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  4. Ciao Gunther, la risposta della signora è davvero curiosa, oltre che piuttosto buffa. Il tuo post invece è molto bello e spinge a riflettere e farsi tante domande, prima di tutto su quello che diamo ai nostri bambini. Io penso che il gusto in qualche modo si formi in età infantile e se ti abitui ai gusti 'artificiali' difficilmente torni indietro. Alla fine non ci vuole molto a mettere in tavola qualcosa di sano, preparato in casa, c'è anche più soddisfazione e a mio parere ne guadagna la qualità della vita in generale. Grazie come sempre. A presto.

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  5. Ho un padre di 84 anni che ha cambiato la sua alimentazione volontariamente, in maniera radicale almeno 2 volte: la prima dopo la morte per infarto di un fratello di 42 anni (aveva 2 anni più di lui), quando ha cominciato a capire che un' alimentazione con meno calorie sarebbe stata decisiva per poter evitare la stessa fine . La seconda, quando , dovendo prendere il cortisolo quotidianamente, ha trovato dei cibi sazianti ma molto leggeri che gli hanno permesso di perdere con grande fatica quasi tutti i kg messi su prima della malattia. Ha solo la quinta elementare, è vissuto in una famiglia povera, ha sempre lavorato duramente, e purtroppo per lui, non perde mai l' appetito ma ha capito pienamente il significato di alimentazione varia.

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    1. Carla. grazie del commento è una perla

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  6. ho letto abbastanza inorridita ...una giornalista che non legge e non si informa non può essere una vera giornalista ! La scusa della mancanza di tempo è molto in uso, chi ha voglia di mangiar sano dedica qualche ora alla cucina nel weekend,prepara, porziona e al limite surgela, ma quello cha manca è proprio la voglia di fare , se fossi in suo marito divorzierei da una donna così sciagurata, crescere i figli così è vergognoso...

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  7. Be, coi salumi ci poteva stare una mozzarella, una mela.. lo stesso non avrebbe cucinato.. proprio così, abitudine al gusto ;)

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  8. Molto bello ed esaustivo, nel tuo perfetto stile.
    A me non ha stupito che fosse una giornalista quel personaggio, dato che quando si è parlato di salumi cancerogeni sui giornali mi pare che abbiano tutti ripetuto a copia incolla l'Ansa di turno. Nessuno che si è fermato a riflettere, approfondire, spiegare alla povera casalinga di Voghera (che fra l'altro è abituata a dei salumi sfiziosi) cosa significhi. Nessuno ha parlato di quantità di carne rossa nociva e specialmente di quanta carne si può mangiare per non farci del male. Io di carne ne ho sempre mangiata pochissima, quindi non lo dico per me, ma se devi far cambiare abitudini, se lo vuoi, devi andare incontro alle persone. Non puoi aspettarti che per un annuncio l'indomani si sveglino tutti vegani o giù di lì. Mi pare che più che informazione su questo tema ci sia stato del vero terrorismo. Davvero la carne rossa non la mangio quasi mai e coi loro annunci mi hanno fatto venir voglia di mangiarla!
    Dovrebbero pubblicare te sui giornali,
    baci

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  9. comunque..ehm..io ogni tanto mi concedo mezzo etto di un insaccato terribile.. non ti dico cosa, altrimenti ti catapulti sul mio tetto, mi trascini per le narici e mi metti in ginocchio sulle noci, già lo so... :-)

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