lunedì 16 giugno 2014

Findus la pubblicità gay friendly



Con la vicenda che ha visto Barilla esprimere un opinione non positiva per i gay e le famiglie di fatto di qualsiasi tipo e genere, si è creato uno spazio all'interno del settore della comunicazione dove le aziende avrebbero potuto esprimere un opinione diversa.

Da Ottobre scorso nessuna azienda però ha cercato di colmare il vuoto, nessuna azienda ha preso le distanze da Barilla, tranne De Cecco primi giorni che aveva detto che loro facevano pasta per tutti.

In definita l'opinione di Barilla restava condivisa anche dalle altre aziende che non erano intervenute nel dibattito, in una motivazione di silenzio assenso.

Questo non depone molto a favore delle aziende italiane, non bastano le eccellenze produttive ci sono anche le eccellenze umane e sociali, senza l'una non ci sono nemmeno le altre.

Non voglio nemmeno pensare come vengono fatte le selezione del personale e di come possono essere trattati i gay nelle aziende o di quanto devono nascondere la propria omosessualità o anche solo la semplice convivenza eterosessuale senza matrimonio.

Ebbene si, sembra che il livello nelle aziende agroalimentari nel settore del lavoro sia questo e nessuno va mai a controllare le discriminazioni nel settore del lavoro, è un po' come l'evasione fiscale che ufficialmente non c'è, ma nella realta?


Lo spot Findus

A distanza di più di sei mesi, ecco arrivare lo spot della Findus gay friendly, non proprio tempestivo ma sembra più fatto per salvare la faccia al settore della comunicazione agro alimentare in Italia che in sei mesi non ha espresso nulla, questo nonostante il settore della comunicazione e tra i settori con il maggior numero di persone gay e gay friendly.

A me lo spot non piace, non perchè sia contro i gay o le coppie di fatto e le famiglie allargata, anzi io sono un esempio di famiglia più che allargata è xxl, ma perchè lo spot si rifà ad una società che oramai non esiste più.

1) Mancano i volti dei protagonisti, ci mancava solo che venissero incappucciati e fatti parlare, questo rileva l'indice di quanto sia indietro il settore della pubblicità, ho visto gente nei show televisivi dire cose più tremende a viso aperto, basta guardare le trasmissioni tipo "porta a porta".

2) Il messaggio gay friendly cannibalizza il prodotto, ammettendo che qualcuno sia interessato a sapere di che prodotto si stia parlando.

3) Spiace per la Findus ma io non conosco un gay che cucina male, poco credibile la coppia gay al micronde, i gay sono tutti in cucina bravissimi molto più di me (non ci vuole tanto, non fate gli spiritosi), ricordo un mio superiore che voleva sempre sapere se lo chef del ristorante era gay? Un giorno gli chiesi perchè, lui rispose che se lo chef è gay voleva dire che nel ristorante si mangiava bene.
La cosa mi fece molto ridere per l'approccio anche se io personalmente distinguo come uno vive la sua vita privata, che sono anche fatti suoi, dal suo lavoro.
E va bene lo confesso forse qualche volta ho mentito per mangiare un pranzo da chef, pagato dal mio capo!

4) Nello spot la mamma che di fronte alla comunicazione del figlio dice "lo avevo già capito" da genitore mi sarei aspettato più un "ah si", un attimo di titubanza è normale che ti viene, preferisco la sincerità della vignetta di Altan anni'80, Papà Papà sono gay! Attivo spero.


Figli e le loro scelte affettive condivisibili e non condivisibili

Molto difficile parlare di vita privata tra genitori e figli, ricordo un bel film con Meryl Streep dove lei impersonava una psicologa e aveva come cliente la ragazza del figlio, che gli parlava del pisello del figlio e lei dice io nemmeno pensavo ce lo avesse un pisello, perchè è cosi, si vedono i figli da un altro punto di vista.

Le scelte dei figli non sono sempre condivisibili specie quelle affettive che essendo irrazionali noi facciamo difficoltà a capire qualche volta. Io per esempio dove ancora digerire la scelta di mia figlia che a venti anni vive in in Olanda con due gemelli, felice perchè mi ha reso nonno di due fanstastici nipotini ma sono molto preoccupato per il suo futuro di genitori troppo giovani.

Se un giorno uno dei miei figli mi dice "Papà sono gay" un attimo di smarrimento ce l'ho, non mi viene spontaneo saltargli al collo e dirgli come sono felice per te, della preoccupazione mi viene, penso alla sua sofferenza, alle difficoltà, perchè che ne dica non c'è una società cosi permissiva, è il tentativo di proteggerlo è più forte.

Recentemente è venuta una mia collega di lavoro a casa e mi dice "che padre autoritario che sei, non lo avrei mai detto", la cosa mi ha fatto riflettere nel senso che stimolare i ragazzi a fare qualcosa, è sempre stata nella mia indole, se non hai un minimo di autorità con 4 figli, i salti in padella te li fanno fare loro.

Oggi la società è dura e difficile e li voglio vedere pronti ad affrontare qualsiasi situazione, anche nell'eventualità qualcuno di loro capisse di essere gay, o qualsiasi altra cosa,  nella vita la differenza non lo fa quello che ti capita intorno ma come tu ti muovi, le decisioni che prendi.  Devono essere coscienti del loro essere ma anche delle difficoltà e come poterle superare da persone adulte e responsabili senza rinunciare alla loro natura.

L'affetto quello non cambia assolutamente anzi con il tempo diventa addirittura più grande ma non perchè gay perchè figli.

scusate ma rileggendolo sembra un monologo di un papà sulla soglia di una crisi di mezza età, aiuto... :-)

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27 commenti:

  1. Non guardando la televisione mi perdo queste perle di stereotipi. Proprio brutta come pubblicità, credo che sia normale per un genitore avere un momento di turbamento se un figlio ti dice di essere gay. E' innegabile che la vita di una persona gay sia più complicata.

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  2. Probabilmente 'ste piramidi non le compra nessuno e cercano altre nicchie di mercato ... pateticamente.

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  3. Bel post, come sempre, e pieno di spunti.

    Personalmente lo spot mi piace e il fatto di aver tirato via i volti degli attori fa primeggiare il protagonista vero pricipale, cioè il cibo.

    Meglio così piuttosto che sperperare soldi con il Kevin che ancora mi devono spiegare che ci azzecca col tonno!

    Quanto all'aspetto sociale, ben vengano queste campagne.

    Quanto al cibo precotto e surgelato....bleah!!!
    Vade retro Satana!!! :))))

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  4. Caro papà in crisi di mezza età, come ti capisco!
    Un amico di mia figlia, più che visibilmente gay, ha annunciato di esserlo alla sua mamma, che ne ha fatto una tragedia (altroché Signora Findus) !!
    Hai ragione, come genitori, i figli li vediamo sotto un altro lato, e a volte è difficile anche solo capire il perché di certe scelte, ma ognuno è figlio dei suoi tempi.
    La pubblicità Findus non fa impazzire neanche me, un po' troppo infarcita di buonismo, alla fine è stucchevole quanto le famigliole felici del Mulino Bianco.
    Non amo le pubblicità in genere, ma ultimamente una mi ha colpito, l'ho trovata divertente. Non c'entra con il cibo è la pubblicità di un auto: ci sono due auto con a bordo due cagnolini che si innamorano, ma il loro corteggiamento viene interrotto dalla necessità di una delle due di fare il pieno. Si sa, con le bestiole si fa sempre centro, ma la trovata è carina!

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  5. che bel post :) A parte la pubblicità della Findus, tutto quello che hai scritto lo condivido in pieno, quasi mi sembra di averlo scritto io il post sui figli.
    Altro che crisi di mezza età......oppure lo sono anche io?...eheheheheh

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  6. caro Gunther, la pubblicità che citi l'ho vista proprio ieri sera ed effettivamente mi sono stupita di cotanta leggerezza nel messaggio anche se ho apprezzato il tentativo. Tra l'altro le pubblicità Findus mi piacciono moltissimo, riesco (quasi) a farmi venire la voglia di comprare tutte le loro preparazioni :-) Ti devo solo correggere un piccolo errore: l'azienda che ha preso le difese dei gay contro le dichiarazioni di Barilla, è stata Garofalo e non De Cecco. In ogni caso l'unica azienda davvero avanti su questo fronte è Ikea, ma là i diritti sociali sono tutta un'altra cosa, noi siamo al Medioevo...

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    1. grazie come vedi con l'età che avanza perdo colpi

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    2. Devo correggere tutti e due! La pubblicità Garofalo delle "penne-penne" e "farfalline-farfalline" era in realtà opera di un buontempone. La Garofalo ha maldestramente preso le distanze da quella pubblicità.

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    3. Grazie io ricordavo solo una marca di pasta che aveva dichiarato che faceva pasta per tutti mi ricordavo la De Cecco, ma forse ricordavo male, grazie

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  7. Gunther, ciao, non ti ho mai scritto, ma seguo spesso con attenzione e interesse il tuo blog. Stavolta mi sento quasi in dovere di commentare, forse perché sono la figlia di una madre che, per certi versi, ti assomiglia molto.
    So che voi genitori vi preoccupate molto per noi figli. Ci vorreste sempre all'arrembaggio, sicuri, amati, protetti. Ma essere gay, oggi, non è più una cosa discriminante, o difficile, come una volta.
    Lungi da me dire che la società è tutta rose e fiori, esistono sempre le battute e le offese sui "froci", ma credo che per una figlia lesbica o un figlio gay, nel 2014, la cosa più bella sia sapere che la propria famiglia è di supporto. Non è che essere gay sia di per sè una difficoltà in più nella vita: lo diventa se la famiglia si mette di traverso, rema contro. Sono sempre più i genitori a crear problemi, pesantezza e preoccupazioni, che la vita fuori, sai? I datori di lavoro raramente ci fanno caso, ormai i contratti durano così poco che spesso non fanno nemmeno in tempo ad accorgersene, o comunque a loro non interessa. E gli amici di solito lo sanno già tutti, quando si arriva ai genitori!
    Insomma, gli scogli sono altri. Se dovesse mai capitarti di avere un figlio, una figlia o un nipote gay, ricordati questo: sapere di avere una famiglia che ci ama, e che ci accetta per quello che siamo, indipendentemente dal nostro colore di capelli, dalla mano con cui scriviamo o di chi ci innamoriamo, è il primo passo per essere felici nella vita! :)

    Alessia

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    1. grazie della riflessione molto a titolo personale ma penso anche degli altri commentatori
      un altro punto di vista è sempre utile,

      è che probabilmente parlo per me ovviamente è che penso che noi genitori vorremmo che i nostri figli fossero migliori di noi e invece scopriamo che sono degli esseri umani come noi

      mi definisco famiglia xxl non solo per il numero ma anche per l'amore e l'affetto :-)

      grazie della riflessione

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  8. Grazie al tuo post ho notato qualcosa che prima non avevo capito assolutamente,in realtà vedo pochissima televisione e forse anche per questo....che dire io non faccio nessuna discriminazione,se la realtà fosse quella della pubblicità sarebbe fantastico peccato che non è così.....tralaltro ho un figlio maschio e mi guarderei bene dal dare giudizi affrettati.

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  9. Secondo me sei un bravissimo papà!!!
    Non avevo ancora visto questa pubblicità, perchè mai nascondere i volti?? Mah!! Non troppo riuscita!!
    Un abbraccio Gunther!!

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  10. Un post ricco di spunti su cui pensare..... Personalmente questa pubblicità non mi piace, non ho pregiudizi, ma mi sembra molto ghettizzante! Dopo le donne nude ora vendono i gay????

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  11. Il filmato non l'ho neanche guardato ma il tuo post è bellissimo, così sincero, così vero, senza atteggiamenti, come ognuno spera di poter essere....grazie Gunther !!!

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  12. Che bel post, risalta la tua tenerezza di padre, mi fai sorridere quando dici che ci vuole una certa autorità con i figli, altrimenti i 4 salti te li fanno fare loro...:) confesso che non avevo capito che lo spot era rivolto ai gay, ho focalizzato la mia attenzione al cibo precotto e alla piramide...manco avevo ascoltato i dialoghi.Ciao Gunther, buona giornata!

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  13. Una bella riflessione Gunther. L'ho letta con interesse e la sposo in pieno.
    Per un genitore, per quanto aperto possa essere, l'omosessualità di un figlio è una mazzata che necessita tempo per essere digerita.

    E' un pò come quando qualcuno a cui vogliamo bene ci dice di essere molto malato. Prima di aiutarlo c'è sempre una fase di shock che bisogna attraversare prima di rielaborare il futuro con la nuova informazione.
    :-)

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  14. sei un papà affettuoso ed attento, io guardo pochissimo la Tv sinceramente, non mi ricordo infatti di aver visto questa pubblicità e forse, non mi sono proprio persa niente...un abbraccio SILVIA

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  15. A me questa cosa che hai raccontato di te piace, mi fa sentire che dall'altra parte dello schermo c'è una persona "normale" come me, in carne e ossa con tanti problemi, come posso averli io e molti altri che ti leggono. Penso che quello che hai detto sia condivisibile. Una volta mia figlia (era al liceo) venne a casa e mi chiese: mamma se mi fidanzo con uno nero di pelle tu cosa dici? Ammetto che ci ho pensato un attimo. Hai ragione, è normale che resti un momento perplesso e pensi alla risposta giusta da dare. Le amiche di mia figlia mi hanno sempre chiamata "il carabiniere" pensa a come sono stata io nell'educazione!
    La pubblicità della findus l'ho vista anche io (strano, vero?) e anche a me ha colpito il fatto che non si vedano i protagonisti. Un passo avanti dai, piano piano anche le pubblicità si adegueranno, vedrai.

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  16. alla fine mi hai strappato un sorriso ...perchè allora sono anche io una mamma con la crisi e in più ansiosa, ma credo che sia l'essere genitori il preoccuparsi ci viene naturale, hai scritto un post bellissimo!
    buona serata
    Alice

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  17. A me non piace questo troppo sfruttare per la pubblicità il tema dei gay, nessuna discriminazione ma a volte la pubblicità parla poco del prodotto, non è forse una strategia per non parlarne?

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  18. Da gay, apprezzo la buona volontà ma lo spot è davvero brutto e poco realistico.
    Rimanendo in tema, meglio quelli ikea o quello di quei sughi pronti di cui non ricordo il nome (pubblicità efficacissima come vedi ahaha)

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    1. ahh si la pubblicità è molto efficace :-)
      non me la ricordo nemmeno io quella dei sughi grazie del commento e perchè credo che dichiararsi sia anche raggiungere una certa maturità personale

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  19. la prima volta che ho visto quelo spot (brutto, concordo con te) ho subito pensato a te, a quello che ne avresti scritto! e oggi arriva il post, finalmente!
    anche me è sembrato un tentativo penoso di voler "recuperare" un pò di credibilità nel settore, dopo l'infelice esternazione di quel signore della pasta. ma tanto, sempre di pubblicità si tratta, non possiamo aspettarci lezioni di morale, di eduacazione, o altro. il fine è quello di vendere e, per riuscirci, cercano di convincerci in qualunque modo. a me piace notare che certe brutte pubblicità, almeno su di me hanno l'effetto opposto: mi infastidiscono talmente che cambio canale, oppure non riesco a memorizzare il prodotto: ad es., in questo caso, mi ricordavo lo spot ma non che fosse dei sofficini di quella marca. magari il mio cervello ha perso qualche rotella e non faccio testo!
    LA LUNA NERA

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  20. io trovo raccapricciante quella pubblicità, non ovviamente per il sottomessaggio, ma perché si parla di "cuochi" e si appaia il concetto di cibo a piramidi di plastica in micronde.

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  21. Non ho visto la pubblicità della Findus ma mi ritengo contraria ad ogni forma di strumentalizzazione, oltre che di discriminazione. Se ho capito bene hanno cercato di fare la differenza. Gay, etero, coppie di fatto o sposate...a me non importa nulla, purché le persone siano corrette e felici. Appunto, felici, l'unica cosa che deve interessare anche a un genitore, che comprendo solo per la preoccupazione che il figlio o la figlia possano soffrire. Molto bello il tuo post, Gunther, così spontaneo e sincero!! Un abbraccio

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  22. mi trovo pienamente d'accordo con quanto hai scritto.evidentemente anch'io sarò una mamma sulla soglia di una crisi di identità !!!!!

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