martedì 27 giugno 2017

Perchè fa cosi tanto caldo? Come difendersi?

Amelia T., Cremona : perché fa così tanto caldo? Forse io ho la memoria corta ma non ricordo da ragazza dei periodi di caldo cosi intenso, forse è un problema d'età? Oppure fa più caldo sul serio? Come evitare di soffrire cosi tanto?

Carissima Amelia, non è solo una tua impressione, ci sono delle ondate di caldo in alcuni giorni dell'anno. Ho letto uno studio su Nature che riporta l'ipotesi che nel 2100, i tre quarti della popolazione mondiale dovrà combattere contro il caldo.

Se oggi solo il 30% delle popolazione è esposto a ondate di calore nel 2100 si potrà arrivare al 75%.


Non è più trendy parlare di riscaldamento globale, sono scomparsi i movimenti d'opinione che sostenevano politiche in favore dell'ambiente degli anni 90.

La pubblicità ci fa credere che viviamo in un mondo Green a impatto ambientale zero pur tuttavia i miglioramenti non sono percepibili.

A livello internazionale si pensava di avere raggiunto una maggiore consapevolezza, l'arrivo di Trump, ha spento buone intenzioni.

C'è una carenza in generale della dimensione del problema, non si implementano azioni volte a creare quelle condizioni non dico di prevenzione ma nemmeno di gestione del problema.

Siamo fermi a quella norma che invita i soggetti più deboli a frequentare i centri commerciali perché hanno i condizionatori in pieno regime.

Questo per sottolineare che c'è solo una percezione momentanea del problema.


Invece in California hanno pensato di modificare il coprire i marciapiedi con un materiali bianco che riflette la luce in questo modo hanno abbassato la temperatura del suolo di 12 gradi,

Si chiama CoolSeal: è un asfalto grigio chiaro ottenuto dalla raffinazione di residui rocciosi riciclati e prodotto. Grazie al suo colore, che non causa problemi di vista al guidatore, e alle capacità di riflettere i raggi del sole, mantiene una temperatura più bassa rispetto all'asfalto tradizionale: fino a 10°C di meno.

Anche negli edifici si stanno sperimentando rivestimenti per ridurre il calore che si assorbe durante il giorno e viene rilasciato la notte.

Si stanno sperimentando nelle grandi città delle aree di sosta climatizzate per il refrigerio, oppure dei spazi sottoterra dei cunicoli refrigerati come la metropolitana .

In Europa ognuno deve gestirsi per proprio conto questo problema, ventilatore, condizionatore, bere acqua , alimentazione più semplice, ognuno deve cercare di trovare la sua strategia che gli permette d'aiutare a tollerare al meglio le ondate di calore.


Dal 19 Giugno in molte località in Europa si toccano tassi d'umidità del 100% ed una temperatura di oltre i 30 ° C con dei picchi anche di 40° C.  che fa percepire ancora di più il calore, ma cosa succede al nostro corpo?

Gli essere umani sono organismi endotermici, per funzionare in modo ottimale hanno bisogno di una temperatura in torno ai 36-37 ° C , il corpo umano si regola in funzione della temperatura esterna.

Sono più in pericolo gli anziani perché quando s'invecchia le cellule celebrali che devono avvertire l'organismo di bere funzionano meno.


Quando la temperatura interna aumenta, il corpo riduce il consumo energetico e produce calore,  il calore in eccesso viene rimosso principalmente attraverso la sudorazione per ridurre la temperatura corporea, ma c'è una soglia critica oltre il quale non è più in grado di farlo, si va in ipertermia

Ad aggravare la situazione è anche lo stile di vita urbano, il cemento assorbe calore di giorno  e lo rilascia la notte, di fatto impedendo all'organismo  il tempo con il riposo di recuperare. Pertanto il caldo diventa un elemento di forte stress, in particolare quando dura più giorni.

Quando entro in casa il pomeriggio dal lavoro, alle mie 3 bimbe (dopo 80 anni sono tutte bimbe) prendete un tè con un biscottino? Tutte rispondono si, perché se dico avete bevuto? Mi rispondo si, anche se non è vero, oppure perché devo bere se non ho sete? Non mi farà male tutta quest'acqua? ( nessuno è profeta in patria nemmeno io)

Come i miei figli che fanno il contrario di quello che gli raccomando i nonni uguale, la stessa cosa, quindi armarsi di buona volontà anche con il caldo più che invitare a bere acqua, offrire un tè, meglio se un tè freddo.


Il miglior rimedio è bere dell'acqua, fare entrare poca luce solare per rimane le case più fresche possibile, dotarsi di ventilatore o se ne avete la possibilità d'aria condizionata.

Anche l'alimentazione ha la sua importanza perché la maggior parte dell'assunzione d'acqua ci arriva da frutta e verdura fresca.

Evitare alcol, cibi troppo grassi o elaborati che richiedono più tempo per essere digeriti aumentano la temperatura del corpo (termogenesi), cosi i carboidrati, limitiamo dunque torte, pasticcini, dolci, zucchero raffinato e pasta .

Dare priorità a : i cetrioli, le zucchine, i pomodori, la lattuga, il sedano, i spinaci, i peperoni, l'anguria, le fragole, le pesche, le albicocche, il melone, l'uva, un po meno a caffè, il mango, il finocchio, i carciofi e gli asparagi.

Le previsioni danno una diminuzione della temperatura in questi giorni ma siamo solo all'inizio dell'estate, consiglio di leggere il post Consigli per tollerare meglio il caldo, nel caso di Gambe Gonfie e Ipertermia.

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mercoledì 21 giugno 2017

La dipendenza dal cioccolato, è un problema di predisposizione genetica?

La maggior parte delle persone crede che l'atto del mangiare sia un comportamento cosciente e volontario e che chiunque con lo sforzo della volontà o meglio il controllo cognitivo possa gestire la propria alimentazione e il proprio peso.

Questo è vero solo in parte, si tratta di un sistema più complesso che coinvolge meccanismi neurobiologici, psicologici e culturali. Ci sono alcune alterazioni dell'umore come la noia, lo stress e la depressione che possono innescare l'assunzione d'alimenti solo per il piacere del gusto.

In alcuni casi si arriva a parlare di dipendenza tanto che ci spinge a mangiare anche quando c'è la mancanza dello stimolo della fame.

Infatti, a essere consumati nei nostri momenti di noia, stress e depressione sono snacks e non frutta o verdura, snacks come le patatine fritte, taralli, pizza, crakers o alimenti dolci come gelati, cioccolati, bignè, torte, biscotti.


Ci sono alcuni alimenti che sono particolarmente gradevoli al palato ricchi di un mix di sale, grassi e zuccheri, che possono creare una dipendenza, attivano sistemi di ricompensa del cervello che mettono in crisi il nostro controllo cognitivo.

I nuovi prodotti alimentari si muovono su questo mix, qualcuno ricorderà che abbiamo parlato d'alimenti multisensoriali, come i pop corn caramellati, il gelato salato.

Inoltre ci sono anche molti ingredienti che vengono inseriti nei prodotti alimentari con lo scopo d'esaltare il gusto, di stimolare quelle zone del cervello legate al piacere, al fine di creare una maggiore preferenza.


A dire il vero abbiamo da sempre dei tradizionali alimenti che mandano in crisi il nostro controllo cognitivo sull'alimentazione, sono gli alimenti ricchi di zucchero e il cioccolato.

Se nelle persone normo peso, è presente una dipendenza da alimenti nelle percentuali del 5-10% nelle persone obese questa percentuale sale del 40%.

Alcuni anni fa il neuro scienziato Serge Ahmed dimostrò in uno studio sperimentale tra bevanda allo zucchero e cocaina, le cavie erano diventate più dipendenti dallo zucchero che dalla cocaina.

Il cioccolato è riconosciuto che genera o meglio stimola nel nostro cervello il circuito della ricompensa e del piacere.


Mi trovavo casualmente all 11° Congresso International d'Addictologie de l’Albatros, a Parigi dove il Prof. Maldonado di Barcellona ha portato un lavoro interessante sulla dipendenza dal cioccolato.

Su due gruppi di cavie, un gruppo alimentato senza cioccolato e un gruppo con alimenti con gusto al cioccolato, tutti nel gruppo di quelli alimenti al gusto cioccolato hanno mostrato una gradevolezza al gusto  ma solo il 22 per cento, circa 1 su 5, è diventato dipendente dal gusto cioccolato.

Questo sembra volerci dire che la dipendenza è anche una questione di sensibilità individuale, non tute le cavie sono diventate dipendenti dal cioccolato, come mai?


Forse la spiegazione ci arriva da un altro studio sempre presentato durante il convegno sulla dipendenza dove, si è formulata l'ipotesi che un background genetico possa favorire la dipendenza alla cannabis.

Ad essere coinvolto è il gene che regola il nostro orologio interno (HES7), sembra che una variante di questo gene possa favorire una predisposizione alla dipendenza di questa sostanza.


Le dipendenze possono avere una base o meglio un background genetico? Lo studio sulla Cannabis sembra che questa relazione sia possibile.

Forse anche nella dipendenza dal cioccolato ci può essere lo stesso meccanismo d'azione, anche se secondo me incidono più gli aspetti psicologici e neurologici, che sono questi che bisogna trattare quando una preferenza si trasforma in una dipendenza che può generare una patologia.

Dopo avere passato la vita alla ricerca di comportamenti virtuosi, sono arrivato a delle nuove conclusioni, sono per la felicità individuale, come diceva Oscar Wilde il segreto della felicità è cedere alle tentazioni con un minimo di controllo cognitivo, un quadratino al giorno e qualche volta anche due!