giovedì 30 maggio 2013

L'Obesità è ereditaria? Uno studio sui bambini va in cerca dell'ereditarietà genetica sconosciuta


Diversi studi hanno indicato che l'Obesità ha una forte componente genetica, alcuni ricercatori sostengono che  la genetica potrebbe essere il fattore responsabile dell'Obesità per il 50%, personalmente non sono molto convinto perche ritengo che per le conoscenze che si hanno in questo momento si può riuscire a giustificare meno del 5% del peso in più .

Qualcuno la pensa diversamente cosi un nuovo studio pubblicato sull' International Journal of Obesity da Clare Llewellyn sull'obesità in eta pediatrica pur indicando che il peso corporeo del bambino è fortemente influenzata dai geni sottolinea che potrebbero esseri ancora un centinaio le altre varianti genetiche che influenzano il peso corporeo e sono ancora da scoprire.

Lo studio sostiene che precedenti ricerche hanno dimostrato che l'obesità è ereditaria e studi sui gemelli suggeriscono che questo è dovuto principalmente a fattori genetici. Un  totale di 32 geni sono stati identificati come fattori di rischio per l'obesità, tuttavia non sono in grado di  spiegare l'alto grado di ereditabilità dell' obesità.

In questo studio, i ricercatori hanno usato un nuovo metodo chiamato analisi di tutti gli elementi del genoma complesso (GCTA) per studiare nella genetica dell'ereditabilità del peso corporeo nei bambini. GCTA sfrutta il fatto che alcune persone sono geneticamente più simili tra loro se sono simili geneticamente sono simili anche per il peso.

Lo studio si basa sui dati dulla popolazione di 2.269 bambini di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni, i ricercatori hanno scoperto che gli effetti cumulativi di diversi geni in tutto il genoma rappresentano il 30% del peso corporeo nei bambini e non solo meno del 5%.

Clare Llewellyn, sostiene che questi risultati sono importanti perché confermano che i geni nei bambini svolgono un ruolo molto importante nella determinazione del peso corporeo.

Attualmente, solo poche varianti genetiche sono state scoperte, e rappresentano una piccolissima quantità  Questi risultati indicano che ci sono centinaia di altre varianti genetiche che influenzano il peso corporeo che sono ancora da scoprire.

Ereditarietà, ambiente familiare e società
Questo studio mette in evidenza l'importanza dei fattori genetici nell'Obesità nei bambini,  i figli di genitori obesi hanno un rischio maggiore di diventare obesi, per il contesto nel quale vivono, ritengo che pure riconoscendo i fattori genetici non si può sottovalutare il fattore ambientale e l'ambiente obesogeno.
Parliamoci chiaro un bambino obeso ha un alto indice di probabilità di diventare un adulto obeso,  non metto in dubbio il fattore genetico pur tuttavia ho notato che i bambini obesi hanno anche abitudini di vita poco corrette che si porteranno nel mondo adulto.

Quello che preme ristabilire è una comunicazione più equlibrata perchè se noi affermiamo che è responsabilità genetica la maggior parte delle persone pensa che l'Obesità sia un fattore inevitabile e che bisogna rassegnarsi, invece è necessario sottolineare che anche se è un fattore genetico bisogna lo stesso prevenire e curare il proprio stato di salute, certo comprendo che c'è chi farà più fatica perchè è geneticamente predisposto ma si deve anche stimolare il controllo del peso e dell'alimentazione a iniziare proprio dalla più tenera età.

Carissima Clare Llewellyn, io non metto in dubbio che ci possono essere ancora delle varianti genetiche  non scoperte per quanto riguarda l'obesità, ma ora che scopriamo le varianti genetiche ora che si possa anche  trovare una terapia genica ci vuole tempo.
Ritengo sia necessario lavorare sul presente molto sulla prevenzione e sull'educazione del bambino e dell'adulto, indipendentemente dal fattore ereditario o meno. Stimolare comportamenti corretti ci aiuteranno comunque indipentemente dalla genetica.

Riferimenti: Clare Llewellyn "Childhood body weight is strongly influenced by genes according to new research" International Journal of Obesity.

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giovedì 23 maggio 2013

Malattie Cardiovascolari e Omega 3, un nuovo studio mette in discussione nella prevenzione primaria la somministrazione di complementi


Ancora Omega 3 e la prevenzione delle malattie cardiovascolari, mi rendo conto che ne parliamo spesso ma purtroppo è un argomento molto dibattuto tra studi e controstudi che ha visto questo blog anche essere preso di mira da critiche totalmente prive di fondamento.

Un nuovo articolo è stato pubblicato sul New England Journal of  Medicine, dove protagonista è uno studio italiano che ha voluto verificare il rapporto tra prevenzione e supplementazione d'Omega 3. Lo studio ha coinvolto 830 medici di famiglia e 12513 persone, tutti pazienti ad alto rischio cardiovascolare o con sintomi di aterosclerosi ma senza episodi d'infarto pregressi, 6244 pazienti sono stati trattati con Omega-3 a catena lunga in forma di capsule di olio di pesce (1 g al giorno) e l'altro gruppo 6269 pazienti con un placebo.

Dopo 5 anni di follow up, non ci sono state differenza tra i due gruppi nel numero di morti per la malattia cardiovascolare o il ricovero ospedaliero per cause cardiovascolari.

Gli autori concludono che la supplementazione quotidiana con omega-3 nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare non riduce la mortalità o la morbilità (rischio di malattia).


Ampliare il concetto di valore nutrizionale del pesce 
Come avevo precedentemente scritto nel Settembre del 2012, questo non vuole dire rinunciare a mangiare pesce, è importante mangiare pesce per raggiungere i livelli raccomandati di Omega 3 ma non solo.

Ho invitato sia nel caso delle malattie cardio vascolari che nelle malattie celebro vascolari ad ampliare il concetto di valore nutrizionale del pesce, non solo per il contenuto di Omega 3  (Epa) e (Dha) ma anche di altri nutrienti come le Vitamine B, Vitamina D, Iodio, Calcio, Selenio, Potassio, Magnesio, Arginina potrebbe essere questo mix che ha un impatto favorevole sulla salute.

Da non sottovalutare l' effetto positivo dell' assunzione nel corso del tempo di più porzioni di pesce che  sostituiscono nella dieta le porzioni di altri alimenti potenzialmente più ricchi di grassi "cattivi" e di conseguenza più pericolosi per la salute cardiovascolare.


Prevenzione sulla riduzione dei fattori di rischio
Questo non mette in discussione assolutamente il contenuto dei pesce grassi  d' acidi grassi Omega-3 eicosapentaenoico (EPA), che limitano l'infiammazione, e l'acido docosaesaenoico (DHA ), che svolge un ruolo nella fluidità delle membrane cellulari, come in studi precedenti hanno dimostrato ma anzi lo arricchisce.

Mi piacerebbe inoltre ricordare che gli omega 3 sono sopratutto nel pesce azzurro, alici sarde sardine sgombri, tutto pesce del mare italiano e mediterraneo che è possibile acquistare fresco con un ottimo rapporto qualità/ prezzo.

Non bisogna dimenticare le vere cause delle malattie cardiovascolari sono lo stile di vita sedentario unito a un alimentazione non equilibrata, l' abuso d' alcool, la droga, il fumo, un programma di prevenzione primaria deve mirare a una riduzione del rischio di tutti i principali fattori e non solo con una supplementazione d'Omega 3.


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Quali alimenti contengono Omega 3?

NB: Sono stati considerati fattori rischio per le malattie cardiovascolari nelllo studio in esame:
Diabete
Età superiore a 65 anni
Sesso Maschile
Ipertensione
Ipercolesterolemia
Fumo
Obesità
Precedente storia familiare di malattia cardiovascolare