lunedì 17 marzo 2014

Multinazionali del lusso acquistano le pasticcerie storiche da Marchesi Prada a Cova Lvmh


Negli ultimi mesi sempre di più le multinazionali del lusso in particolare del settore moda acquistano marchi tradizionali della Pasticceria Italiana, notizia dell'ultima ora è l'acquisto del gruppo Prada della storica Pasticceria Marchesi.

Una domanda sorge d'uopo perché? Cosa c'è dietro?  

Se un grande marchio come Prada o Lvmh (Luis Vuitton, Bulgari, Dior), vogliono aprire un bar o una pasticceria possono farlo benissimo da soli, non hanno alcun bisogno dell'apporto di un marchio di pasticceria storica conosciuto a livello locale, Prada è più noto nel mondo della semplice Pasticceria Marchesi come Dior è più noto di Cova, a meno che non ci sia già pronto un piano d'espansione in grande stile, spendere più di dieci milioni di euro, vuole dire almeno pensare di guadagnarne dieci volte in più.

Nella Pasticceria Italiana, i grandi marchi industriali del dolce sono già stati rottamati negli anni 70', per esempio i marchi come Motta, Alemagna, sono finiti dopo qualche strano giro, casualmente nella mani delle grandi multinazionali del settore food.
Dopo l'acquisto di questi marchi giurarono che nulla sarebbe cambiato ma i centri di produzione furono chiusi e i marchi persero il loro valore originale e sono ora relegati a rappresentare linee di produzioni industriali di  poca felice fama. Non c'è migliore modo per vincere la concorrenza che distruggerla.


L'industria ha bisogno di nuovi marchi per nuovi business?
C'è bisogno di nuovi marchi per creare valore aggiunto, cosi sono rimasti i buoni nomi della Pasticcerie Storiche, cioè quei nomi che possono ancora convincere e garantire al grande pubblico di aprire il portafoglio per acquistare un prodotto.

L'esempio Pasticceria Taveggia
Alla fine degli anni '90 uno dei caffè storici di Milano noto per la qualità dei suoi dolci e per la frequentazione d'elite (Callas , Tebaldi, Toscanini, Doria, Augusta,)  la Pasticceria Taveggia venne venduta a un fondo estero, tutto sarebbe rimasto come prima si affrettarono a dire, tutti contenti progetti di espansione in tutto il mondo per le vendite e aperture di nuove punti vendite in tutte le capitali europee. 
Le cose non andarono proprio cosi, molte banche finanziarono i progetti, ma qualche anno dopo il bar pasticceria venne chiuso e venduto per i forti debiti. 
Oggi è stato acquistato da un noto marchio industriale alimentare, che precisiamo non ha nulla a che fare la con la precedente gestione, ma è l'ombra di quello che era una volta la Pasticceria Taveggia.


L'esempio Ladurèe
A Parigi era una delle pasticcerie storiche, poi Ladurèe, è stata acquistata dal gruppo Holder, un industria alimentare del settore della panificazione, che ha aperto negozi in tutti il mondo, da tutti il marchio è noto per i Macaron, il business è dato dalla formula di affiliazione dove chi apre il negozio paga marchio, know now.

Però oramai il mondo è inflazionato dai macaron, ci sono in ogni angolo di qualsiasi città del mondo, tra l'altro sono solo l'ombra dei macaron fatti nel laboratorio di pasticceria degli anni '70 .

Il prodotto non è più artigianale, fatto nel retro del negozio ma industriale, viene prodotto come una catena di montaggio, forse in Francia e distribuito poi in tutto il mondo ma potrebbe essere fatto ovunque seguendo le nuove logiche industriali.

Multinazionali alla ricerca di utili
Uno pensa che un azienda come Prada famosa in tutto il mondo, con negozi nei quartieri di lusso, che bisogno hanno di entrare nel mondo alimentare e della pasticceria? Nessuno se non la ricerca di utili, il settore alimentare da sempre è il preferito per generare denaro contante.
Daltronde una valigia o una borsa la comperi una volta ogni dieci anni, mentre le brioches le comperi tutti i giorni.
Fare cassa e moltiplicare le visite in negozio sembra la motivazione più reale oltre a questo i vantaggi per gli investitori sono nuove linee di credito dalle banche, rinnovo del marchio aggiungono un valore in più, buona considerazione sociale per la tutela dello made in italy, ma i vestiti amici miei gli fate in Italia o dove altro? I dolci li farete in Italia o dove altro?


Il gioco delle tre carte
Le esperienze precedenti non depongono a favore di quest'operazione, persone maligne e sospettose nelle quali non mi riconosco potrebbero sospettare che sia una strategia un modo per sbaragliare la concorrenza sul mercato : l' acquisizione da parte di un terzo,
Io non intervengo direttamente ma lascio il compito a un mio amico di acquistare il negozio di bignè buono, il mio amico lo metterà in difficoltà al limite della chiusura, io l' acquisterò a un prezzo stracciato per salvarlo dalla chiusura, ricevo i complimenti della collettività  e potrò cosi veicolare in quel posto la produzione dei miei bignè industriali con la buona pace di tutti, una storia già vista. Non è il caso di cui parliamo in questo post ovviamente!
Noi speriamo invece che la collaborazione tra Prada e la Pasticceria Marchesi abbia un altro epilogo.


In pasticceria sempre di più solo prodotti industriali
Purtroppo oramai nelle Pasticcerie Milanesi e anche non milanesi vince il prodotto industriale anche di bassa qualità, il semilavorato o il rifinito in pasticceria (ci mettono sopra lo zucchero a velo) oramai nulla è più artigianale, la Pasticceria Marchesi era uno delle poche eccezioni, dove il laboratorio è al piano di sopra, nella strategia del poco ma buono, di qualità e sempre fresco, che d'ora in poi non sappiamo come potrà essere coniugato con i nuovi progetti a più ampio respiro.

L'altro giorno sono entrato in una Pasticceria Napoletana a Milano per comprare una torta di Pan di Spagna con crema, la commessa mi dice, guardi è fresco è arrivato proprio ieri da Napoli, capisco la sfogliatella dove magari serve una particolare abilità che magari un milanese non ha ma per fare il Pan di Spagna serve la vista sul Vesuvio?

Ci dobbiamo rassegnare ai dolci e bigne tutti uguali, tutti con lo stesso sapore indipendentemente dal luogo d'acquisto, scongelato al momento, almeno al supermercato posso guardare la lista ingredienti ma in pasticceria trovare una lista ingredienti è caccia al tesoro  e la dizione da prodotto congelato non c'è mai. 

In sintesi amici miei, si riduce sempre di più la possibilità di mangiare dei dolci freschi fuori casa di qualità, non ci resta che tirare fuori i manuali di pasticceria, olio di gomito, perché vedo un futuro piuttosto grigio all'orizzonte per noi che abbiamo il senso del gusto.


Precisazione Panettoni Cova e C , non ha nulla a che fare con la Pasticceria Cova, anche se hanno lo stesso nome !! Cero che fà un po' strano Cova diventa di LVMH e partono i Panettoni Cova a livello industriale che si trovano in tutte le grandi superfici e nessuno dice niente! Mah

sabato 15 marzo 2014

Gli spinaci fanno dimagrire?

Anna S., Venezia: Ho letto che secondo alcuni risultati scientifici gli spinaci aiutano a dimagrire, è vero?

Non è proprio cosi, per rispondere alla tua domanda dobbiamo trasferirci in Svezia, all' Universita di Lund dove la ricercatrice Charlotte Erlanson - Albertsson, ha pubblicato uno studio interessante sugli spinaci.

La ricercatrice era alla ricerca di una soluzione naturale per rallentare la digestione e aumentare il senso di sazietà per evitare il mangiare fuori pasto, una dei comportamenti più frequenti nelle persone in sovrappeso e obese.

La ricercatrice si è concentrata sui Tilacoidi presente nei spinaci, e dopo avere preso i spinaci, schiacciati, filtrati e centrifugati ha ottenuto una polvere di spinaci ad alta concentrazione di Tilacoidi .

Ogni mattina 15 persone hanno preso un bicchiere di questa polvere diluita in acqua, i partecipanti hanno riferito che non sentono il bisogno di uno spuntino tra i pasti e di avere un maggiore senso di sazietà . 

Si ritiene che i Tilacoidi siano in grado di rallentare la digestione in particolare dei grassi, aiutano a inviare un senso maggiore di sazietà al cervello, inoltre dalle analisi dei sangue si e rilevato che il gruppo campione aveva livelli più stabili di zucchero nel sangue rispetto al gruppo che non aveva assunto la bevanda.

Secondo la ricercatrice Charlotte Erlanson - Albertsson l'estratto di tilacoidi ricavati dai spinaci contengono centinaia di sostanze attive, come galattolipidi, vitamine A , E , K , antiossidanti , beta - carotene , luteina l'effetto potrebbe essere dato dalla combinazione di queste molecole.


Questa è l'ultima ricerca che io ho trovato sui spinaci, a prescindere da questa ricerca i spinaci sono un ottima verdura, con un ottimo rapporto qualità prezzo e contribuisce alle porzioni delle minime 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, possono tranquillamente fare parte di una dieta ipocalorica.

I spinaci hanno un buon indice di sazietà e un basso indice glicemico dal punto di vista nutrizionale oltre a tutte le informazioni che trovate on line sulla vitamine e sali minerali (ve le risparmio), negli ultimi anni sono interessanti le ricerche sul contenuto di Luteina, Zeaxantina  e Betaina associate ad un minore rischio di generazione maculare, e sui Glicolipidi e sulla loro proprietà antinfiammatorie ma che non hanno ancora trovato dimostrazione sugli uomini.