giovedì 6 febbraio 2014

Chiacchiere a 45 euro al chilo!

Qualche anno fa ho scritto un post sul costo delle chiacchiere, le avevo viste in vendita in un negozio di Bologna a 37 € al Kg.
Mi scrisse una lettrice sostenendo che avevo lanciato un polverone senza un briciolo di prova.

Non avevo fotografato quelle chiacchiere a 37 € al kg, fino ad allora non mi ero mai posto questo problema, così ora vado in giro con una piccola macchina fotografica e scatto tutto quello che vedo, così ho la prova di quello che dico, giusto?

Questa volta l'occasione non me la sono fatta sfuggire, prima vedo delle chiacchiere a 40 € al kg ed ero già contento, ma poco distante qualche metro le ho viste a 45 € al kg, non ci volevo credere nemmeno io.

Ho fatto di peggio sono entrato in negozio, una panetteria da sottolineare negozio pieno di gente.

Immaginate il colloquio io (G) in italiano ma con un leggero accento tedesco e la signora (V) in italiano ma con accento molto veneto

G: Buongiorno, Signora quanto costano le chiacchiere (galani)?
V: 4, 5 euro all'etto, quante ne vuole?
G. Sono quindi solo 45 € al kg?
V: Si, bravo
G: Come sono?
V: Buonissime, sa!.
G: (Ho pensato, ci credo a 45 € al kg vorrei vedere che non fossero buone)
G : Scusi volevo dire come sono fatte? Con quali ingredienti?
V: Sono tutte naturali (!) cioè fatte con farina e uova e fritte nell'olio buono
G. Grazie Buongiorno
V: Che gente strana che c'è in giro stamattina! Chi servo?

Prezzo molto alto ma è giustificato?
I prezzi sono liberi per amore del cielo, vero che le chiacchiere non si comprano a kg come le mele o le arance ma nemmeno a grammi come il tartufo! 

Non vedo una motivazione che giustifica il prezzo perché vengono fatte con ingredienti semplici di base come farina, uova e burro e poi fritte in pieno spirito del Carnevale, dove il ricco si travestiva da povero e il povero si travestiva da ricco e le chiacchiere rappresentavano con gli ingredienti poveri la possibilità di mangiare come un ricco.

Sembra che siamo arrivati a una sorta di legge del contrappasso, quelli che una volta erano considerati alimenti per persone ricche sono alla portata di tutte le tasche mentre invece quelli che erano considerati una volta alimenti per persone povere stanno diventano alimenti ricercati ed esclusivi.

Se facciamo un confronto con le altre specialità da ricorrenza come al panettone di Natale, una lavorazione piuttosto impegnativa che richiede tempo, un periodo di vendita limitato eppure raramente supera i 25 euro al chilo solo se è impreziosito da marron glacè.

L'unica caratteristica delle chiacchiere è l'acquisto del momento del carnevale, si mangiano solo in questo periodo per tradizione, comprendo che fare il fritto può essere a volte non piacevole, se è per questo nemmeno il fritto di pesce (29,90 €/kg,), che non troviamo a questo prezzo così alto come le chiacchiere

Va anche detto che a fronte di questo costo molto alto è sempre difficile trovare il cartello con gli ingredienti e in particolare in quale tipo di olio vengono fritti, dal momento che le pago 45 euro al chilo mi piacerebbe sapere con quali ingredienti e con quale olio vengono fritte.
Da notare che ci sono pasticcerie che nemmeno mettono il prezzo sul prodotto e le tengono nel bancone dietro in posizione visibile ma senza prezzo, diciamo il prezzo a sorpresa come uovo di Pasqua.

Comprendo che ci sono i costi di gestione di un attività commerciale che incidono sul prezzo finale, che devono pagare il personale, le tasse comunali, regionali e statali, ma solo le chiacchiere li devono pagare? 

Io penso che 45 € al kg andrebbero motivati in qualche modo, come chiacchiere con lavorazione a mano e mattarello da una Colombina del '600, oppure chiacchiere con farina macinata con il mulino a pietra degli imperatori romani con uova bio da galline padovane certificate allevate a terra nella tenuta dei Dogi di Venezia, con burro artigianale della Malga Panna sulle Dolomiti del Brenta montato a mano nelle notti di luna crescente oppure chiacchiere allo champagne Don Perignon.

Uno non ci crede ma le compra più volentieri, si fa per dire :-)

Cosa costa 45 € al kg?
Carne: fettine di filetto di bovino adulto 29,80 € al chilo
Pesce: Filetto di tonno a 31,90 € al chilo
Pesce: Tartare di pesce spada 29,52 € al chilo

Quanto costano a Milano?
Come molti hanno visto dal nome mi trovavo in Veneto, tornando in treno a Milano, nell'attesa della coincidenza del treno per tornare a casa ho fatto un giro nei negozi vicino alla Stazione Centrale, ho visto panetterie con chiacchiere a 18 euro al chilo e pasticcerie a 25 euro al chilo, dove non credo siano regalate.

Al supermercato invece abbiamo dalle bugie passate al forno a 9.90 € al Kg, alle chiacchiere fritte a 17,90 €   al Kg.

La pasticceria Giovanni Galli a Milano in via Hugo 25 €/kg,  da Eat's in Corso Vittorio Emanuele  a 36 €/kg, da Peck, via Spadari 9, anche qui le chiacchiere e i tortelli costano a 44 € / kg, certo è Peck negozio di gastronomia di lusso.

Panificio Davide Longoni, Via Tiraboschi 19, a 26 €/kg
Pasticceria Migliavacca in via Ajaccio 13, a 29 €/kg
Pasticceria San Gregorio, in Via San Gregorio 1,  a 29 €/kg
Pasticceria da Berti, via Aselli, a 30 €/kg
Pasticceria Martesana, via Cagliero 14, a 30 €/kg
Pasticceria Namura bio, via Madonnina 10, a 35 €/kg
Pasticceria Sissi, piazza Risorgimento 6, a 40 €/kg
Pasticceria Gattullo, piazzale Porta Lodovica 2, a 42 €/kg

La sensazione che si ha è che qualcuno fa le chiacchiere e poi le rivende ai grossisti, che poi le rivendono ai negozianti, ogni passaggio raddoppia il prezzo cosi arrivano da 10 a 45 € al kg, cosa dire? Che la differenza gustativa e qualitativa di quelle da 25 €/kg a quelle da 45 €/kg non l'ho avvertita non la si percepisce sembrano le stesse!
Possibile che nessuno si preoccupi nemmeno in tempo di crisi di giustificare il prezzo?
Una buona occasione per farsele da se!


PS: Galani in veneto solo le chiacchiere!

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lunedì 3 febbraio 2014

Barilla spaghetti, famiglia tradizionale cercasi


Dove c'è pasta c'è famiglia e c'è benessere, dopo la bufera di Barilla contro le altre famiglie, sia convivenze eterosessuali che non, Barilla è tornato a fare spot, devo dire che non ha cambiato molto la filosofia si vede sempre un ideale famiglia alla prese con la quotidianità, io non vedo un cambio di direzione in questa comunicazione di cui si è molto parlato in questi giorni.


Ci sono altre cose che non mi piacciono come la scritta a caratteri cubitali delle calorie del piatto di pasta, secondo me quelle 365 calorie spaventano più che rassicurare e il piatto di pasta che porta benessere, certo la pasta fa bene però bastasse solo un piatto di pasta a portare benessere in famiglia Amico di Barilla, a lei la pasta porta benessere perchè la produce ma a noi?

Uno spot che devo dire non mi fa molta simpatia, è una pubblicità come dire "diplomatica" dopo la polemica sulle famiglie di fatto, rimane li apparentemente senza prendere posizione ma ...

Cambiamenti sociali che non si comprendono cosi va in scena il revival
Sono deluso, posso dire che mi aspettavo uno spot alla Oliviero Toscani dirompente e rivoluzionario, invece si è scelta una strada senza carne e senza pesce, uno spot rassicurante il problema è capire lo spot è rassicurante per chi?

Amici di Barilla, secondo me bisogna stare attenti quando si cerca di comunicare dell'emozioni legate a un prodotto, perchè tutta questa pubblicità incentrata troppo sulla famiglia ideale può generare risentimento in persone più sensibili.

Magari uno non ha una famiglia, così non per sua scelta o perchè è gay, ma perche subisce una scelta altrui, perchè il destino è stato avverso, ci si ritrova magari solo o sola, oppure con un figlio senza il proprio compagno o la propria compagna, sono i casi della vita.

La sensazione che si avverte è che la pubblicità in generale sia rimasta indietro ad un concetto di famiglia che oggi non esiste più, così mettono in scena un revival, un show con i codici del passato. Non ci sono nella pubblicità, i nuovi cambiamenti sociali che attraversano la società, forse ne hanno paura o forse non li comprendono. 

Pensate che in una grande metropoli come per esempio Milano un adulto su tre è single, per la pubblicità il single è il gay spendaccione oppure il manager rampante, se invece andiamo a guardare le statistiche Istat sulla popolazione, possiamo scoprire la maggior parte dei single sono: le persone anziane con pensione al di sotto di mille euro, i giovani precari che non possono permettersi nemmeno una famiglia, uomini e donne separati o divorziati.

Questo dovrebbe farvi capire che ci sono persone che su questi argomenti possono essere molto suscettibili e di conseguenza possono interpretare in modo distolto il messaggio sentendosi esclusi e di conseguenza  escludendo i vostri prodotti dalle loro scelte.

Amici di Barilla e anche non di Barilla, dovete assicurarvi che gli argomenti proposti nella pubblicità siano condivisibili dal pubblico, da tutto il pubblico, in particolare modo se hai un prodotto diretto a tutti, un consiglio personale per una buona volta parlate di pasta!