martedì 20 settembre 2016

Anoressia, paura d'ingrassare o piacere di dimagrire?

L'Anoressia è un disturbo del comportamento alimentare grave ed è associato ad una forte sofferenza psicologica. Ben nove casi su dieci sono persone di sesso femminile, data la forte pressione che socialmente viene esercitata sulle donne, sull'immagine corporea e sul peso.

L'esordio della malattia è sempre più precoce, i primi segnali d'esordio della malattia riguarda un range d'età che va dai dieci anni ai venticinque anni, ma abbiamo trovato anche delle bambine di 8 anni che praticano una forte restrizione alimentare e hanno una percezione deformata del loro corpo.


Come si sviluppa l'anoressia?
Ogni persona assistita ha un percorso personale diverso, ci possono essere cause familiari, cause psicologiche, cause psichiatriche, cause genetiche, cause sociali, non c'è al momento una causa principale ma tanti fattori che si innescano e fanno sviluppare questa patologia.

Ho letto ultimamente su alcune riviste americane che sempre più si moltiplicano le diagnosi nei bambini di sindrome di disoralità sensoriale SDS, cioè troppo sensibili al sapore, all'odore e al profumo di alcuni alimenti, tale che può portare non solo al rifiuto di mettere in bocca ma una avversione ad un certo gruppo d'alimenti e se non trattata può perfino da adulti porre le basi per lo sviluppo dell'anoressia

Nella maggior parte delle diagnosi d'anoressia c' è un'eccessiva attenzione alla magrezza e all'immagine corporea di sè. Tutto può iniziare tramite una semplice neofobia alimentare che nasconde in realtà la volontà di una restrizione alimentare, poi questo meccanismo degenera fino a diventare una patologia.

Per esempio nelle persone ortoressiche coloro che sono ossessionati dai cibi che fanno bene, mangiano solo cibi nutraceutici che portano alla bellezza, salute e alla giovinezza eterna, una ricerca che con il tempo diventa sempre più frenetica e ossessiva e che pone le basi per sviluppare un disturbo dei comportamento alimentare frequentemente l'anoressia.

Oggi dopo la diagnosi esiste un percorso terapeutico dove la persona assistita viene seguita da un equipe di specialisti medici, nutrizionisti, psicoterapeuti, psichiatri e psicologi, l'obiettivo è normalizzare il peso, trattare la sofferenza psicologica e ridurre le conseguenze sociali e relazionali.


Si guarisce d'anoressia? 
Non lo so, si qualche volta si, nel senso che la terapia aiuta e insegna a come gestire al meglio il peso, a comprendere i conflitti con se stessi e con il prossimo ma le ricadute possono essere più frequenti di quanto si possa pensare, pertanto è necessario vigilare.

Ultimamente è stata fatta una ricerca al Centro Ospedaliero di Sant'Anna a Parigi, molto interessante che ha fatto riflettere la comunica scientifica, durante alcuni test è emerso che il gruppo di pazienti anoressici mostrava indifferenti sensazioni a persone normopeso e sovrappeso ma emozioni a persone magre. altri test hanno fatto concludere i ricercatori, che ci possono essere alcune persone assistite che anche partendo dalla paura d'ingrassare possono provare un piacere nel dimagrire, si passa cosi dalla fobia d'ingrassare alla dipendenza di perdere peso.

Forse in futuro se questa tesi originale potrà essere confermata si potranno utilizzare farmaci che possono curare le dipendenze, ricordo che attualmente nessun trattamento farmacologico è previsto per la terapia dell'anoressia.


Un'informazione di servizio, sabato 24 Settembre di terrà dalle 9,00 alle 13,00 si terrà presso ASST Santi Paolo e Carlo (ex Ospedale San Paolo), via A di Rudini 8 a Milano,  un convegno sul Comportamento Alimentare. aspetti preventivi in pediatria, in particolare su come prevenire i disturbi del comportamento alimentare in età pediatrica.

Il convegno è gratuito e darà credito Ecm 2,8, sarà aperto a tutti, Pediatri ospedalieri, Pediatri di libera scelta, Neuropsichiatri infantili e infermieri. Informazioni formazione.hsp@asst-santipaolocarlo.it, sottolineo l'intervento della Dr. Arianna Banderali sull'esordio precoce dei Disturbi del Comportamento Alimentare.

13 commenti:

  1. Ciao Ghunter..hai pubblicato un bell'articolo...adesso lo leggo attentamente.
    grazie mille.
    Ti auguro una buona serata

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  2. sono figlia di un pediatra ma per quanto mi sforzi di ricordare mio padre non mi ha mai parlato di anoressia tra i suoi pazienti, credo che questo sia un disturbo relativamente recente, ricordo invece quanto si sforzasse di far capire a mamme e nonne ansiose che rimpinzare di cibo i bambini era pericolosissimo, l'obesità infantile penso sia nata nel dopoguerra. I bambini dovevano essere ben pasciuti per compensare la fame patita dai genitori in tempo di guerra....

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    1. è vero una volta queste patologie non c'erano e sono figlie del nostri tempi, ma sono figlie anche di un certo malessere più piscologico che fisico

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  3. Spesso si dimentica, o nemmeno gli psichiatri sanno, che ci si ammala di anoressia anche non in seguito al desiderio spasmodico di dimagrire o per una visione distorta del proprio corpo, ma per rifiuto alla vita.
    No. Non si guarisce del tutto, il seme rimane, Si impara a gestirla, a metterla da parte, pur sapendo che in un qualunque momento può saltare fuori come un orrendo vecchio e storto triste clown che con una molla esce da una scatola socchiusa, ma non a dimenticarla

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    1. Hai tirato fuori un aspetto molto interessante dell'anoressia quello del rifiuto alla vita, grazie

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  4. Amico mio. Devo pensare bene prima di scrivere, poichè avrei mille cose da dire e non riesco.. perchè è un argomento delicato che mi tocca da vicino. E' vero, questa è una malattia che forse può essere 'figlia del nostro tempo': modelli sbagliati, società, e quant'altro. Ma anche disagi, insicurezza, tendenza a richiedere a se stessi una perfezione che non esiste. Una volta credevo che 'anoressia' significasse avere una percezione sbagliata di se, del proprio corpo; pensavo che fosse sinonimo di ricerca ossessiva del dimagrimento. Poi ho capito che questo mostro ha diversi volti, milioni di ombre.. milioni di motivazioni che a volte si discostano da una percezione di se ma vanno ben oltre. E' il rifiuto del cibo come rifiuto di qualcosa. Rifiuto spesso di se stessi, perchè lasciati soli; perchè indotti a pensare 'di non essere mai abbastanza'. Una forma di appassimento autoindotto, di dolore che grida più forte di ogni volontà di riprendere a vivere. Talvolta è un bisogno esagerato di controllo verso una vita che sfugge, talvolta è un bisogno di sentirsi sani, puliti e in salute, quando inconsciamente avvertiamo un decadimento (è il caso delle persone ortoressiche). Ma è impossibile elencare tutte le sfumature che questa malattia ha. Qualunque sfumatura essa abbia, è certo che però si ripresenta nel momento in cui ci si scontra con un trauma simile a quello che l'ha creata: per questo è importante, come prima cura, gestire le cause. Imparare a non temerle e ad affrontarle in modo non distruttivo, per non ricadere nella malattia, che in fondo è una debolezza d'animo e un'inadeguatezza nei confronti dell'esterno. Grazie, con il cuore, per i tuoi bellissimi articoli amico mio. Ti abbraccio.

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    1. Abbraccio io te per la sincerità d'animo.

      Vorrei aggiungere più cose ma preferisco lasciare il tuo commento cosi come è, una piccola perla, grazie

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  5. Questo è un argomento molto delicato, a cui, non so per quale ragione, sono molto sensibile. Non che io abbia mai sofferto di anoressia, questo no. Però rimango sempre molto colpita quando vedo persone particolarmente magre, vedi tante modelle che sfilano sulle passerelle. Credo che le ragioni siano molteplici e non ce ne sia solo una. Penso che una delle più importanti sia la non accettazione di se stessi. Il non vedersi come realmente si è ma sempre in maniera distorta a quello che è la realtà. Ho letto molto in merito e me ne sono fatta questa idea. Grazie per la delicatezza con cui hai affrontato questo argomento. Mi spiace avere già un impegno per sabato mattina altrimenti avrei bevuto volentieri una tazza di the insieme a te.

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  6. Io credo che purtroppo si sottovaluti ancora questo problema... é diventata un po' una moda, nessuno capisce cosa significhi veramente eppure è un termine sulla bocca di tutti! Ha tante sfaccettature l'anoressia, e per questo molte volte non viene scoperta in tempo...
    Non so... Magari fa paura e allora quando c'è veramente si chiude un occhio?

    Sai perché ti dico questo?
    Sono in una fase di dimagrimento, ho perso dieci chili e dovrei perderne altri venti. Più volte, anche in famiglia mia, mi è stato detto che "mi sto fissando", mia sorella, forse gelosa del fatto che io mi stia impegnando e riuscendo mentre lei più volte ha fallito, mi addita come "tendente all'anoressia" (perché giustamente non si può definire "anoressica" una che pesa 20 chili più del dovuto). Ma io posso affermare a gran voce che non è così! Io mangio pasta e pane tutti i giorni, pratico sport, e se devo "sgarrare" lo faccio anche per tre giorni di fila...
    Semplicemente ho deciso di intraprendere uno stile di vita più sano e, visto che trascorro gran parte del giorno seduta a studiare o al pc, mi piace andare in palestra o in piscina tutti i giorni...

    Se tutti sono subito pronti a notare dieci chili di miglioramento del mio corpo, come si fa a non capire che una persona che arriva a pesare 40 chili è malata? Come si fa a far arrivare questa persona al punto di non riuscire più a ingrassare e quindi morire?
    Ecco... io sono convinta che noi viviamo in un mondo in cui si campa di apparenze, siamo tutti pronti a guardare la pagliuzza nell'occhio dell'altro, ma le travi, ossia i problemi veri, no! Non li vediamo mai!

    Luisa

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  7. Le statistiche dicono che l età va dai 10 ai 25...non sempre a volte può colpire anche oltre. Io sono stata 6 anni in una condizione che nessun medico ha voluto classificare come tale per via delle statistiche. Cmq brutta bestia. Concordo col commento di Ely, un mostro che prende il tuo posto. Il discorso sarebbe lungo e potrei dire che la voglia di colmare affetti, adesso che ho la testa per essere razionale, bisogna superarla perché si deve stare bene con sé stessi e anche da soli ma il mostro ti oscura tutto anche l autostima, ti guardi, lo vedi e vuoi distruggerlo ma muori tu!

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  8. Un'argomento da affrontare con i guanti, con molta delicatezza... Purtroppo una mia amica ne è rimasta vittima... tante cure, tante sofferenze, un male oscuro che ti mangia dentro, e dopo tanti anni passati, il matrimonio, 2 figlie, ancora oggi c'è questo tarlo che assilla...

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