giovedì 7 gennaio 2016

Olio di noce di cocco, buono o cattivo per la salute?

Tanti lettori mi hanno chiesto informazioni sull'olio di noci di cocco, ho rimandato le risposte perchè i dati sull'olio di cocco sono spesso inconciliabili tra le diverse fonti, questo non rende facile dare un parere obiettivo.

Durante l'ultimo Fancy Food negli Usa, ho visto una grande varietà di prodotti derivati dal cocco, in molti negozi è presente l'acqua di cocco, ma sul mercato a breve arriveranno l'acqua di cocco effervescente, la farina, il latte, le chips, i biscotti, lo zucchero, l'aceto di cocco e persino la birra di cocco.

Come mai tutti questi prodotti a base di cocco?

Le ragioni sono in primo luogo economiche oggi i luoghi di produzione e di ricerca delle aziende agro alimentari si sono spostati in Asia, in particolare nel Sud Est, è perfettamente normale che si cerca di valorizzare i prodotti a loro più noti e di più facile reperibilità.

Più difficile adoperare ingredienti che vengono da più lontano, l'olio d'oliva non viene prodotto localmente, deve arrivare, lo conoscono poco, non fa parte della loro cultura alimentare.

Sempre di più i consumatori maturi dei paesi occidentali familiarizzano con le cucine di tutto il mondo, tra cui la cucina che arriva dall'Asia e i suoi ingredienti.

A questi si uniscono diversi altri gruppi, che per diverse ragioni sono attratti da ingredienti "naturali" che arrivano da un altra cultura, come quelli che seguono la paleodieta e i diversi gruppi vegani e vegetariani, che utilizzano prodotti che devono fare almeno qualche migliaio di km in aereo, altrimenti sembra che non sono buoni, dalla Quinoa che arriva dalla Bolivia al Caviale di limone dall'Australia olio di noce di cocco dall'Asia.

Io comprendo il desiderio di gusto e di varietà ma se si vuole seguire una dieta vegetariana, è veramente necessario consumare quotidianamente alimenti che vengono da cosi lontano?


Il marketing del passaparola

Mentre ero al Ristorante l'altro giorno, una signora si rivolge all'amica:
Vuoi acqua minerale? 
No, scherzi. Io bevo solo Acqua di Cocco, l'unica acqua che non mi fa ingrassare.

Tesora mia, nessuna acqua fa ingrassare, non ingrassi per l'acqua ma forse quella doppia porzione di tiramisù con aggiunta di panna montata e una spolverata di cannella che hai appena mangiato!

Il passaparola è la migliore strategia di marketing che si può avviare ma anche la più difficile da smentire e da controllare, perchè sfugge la razionalità.

Ricordo anni fa era protagonista del passaparola la Papaya, c'erano orde di persone che arrivavano in Cantone Ticino per acquistare Papaya, fresca, trasformata, in pillole. Effetto spinto da una star della televisione che dichiarava che la Papaya non faceva ingrassare, accelerava il metabolismo e permetteva di contrastare l'invecchiamento.

Non è normale andare ad acquistare Papaya in Svizzera, è come andare in Norvegia ad acquistare Ananas, è più facile andare in Svizzera per acquistare del formaggio o del cioccolato.

Era molto divertente, talmente ampio il fenomeno che anche tutti distributori di benzina al confine, oltre al cioccolato, alle sigarette, vendevano Papaya (si facevano più il pieno di Papaya che di carburante).

Fortunatamente l'effetto è finito, più studi hanno dimostrato che si la Papaya è un ottimo frutto ma nulla di più, in pochi giorni la Papaya è scomparsa. 

Quanti olii di cocco ci sono in commercio?

Olio di noce di cocco bio
Olio di noce di cocco vergine o spremuto a freddo
Olio di noce di cocco raffinato
Olio di copra, che si ricava sempre dalla noce di cocco
Olio di noce di cocco idrogenato o parzialmente idrogenato

La qualità dell'olio di cocco dipende dalla qualità della materia prima e dalla sua lavorazione, senza scendere nei dettagli di come si realizza l'olio di cocco, diciamo che olii di noce di cocco che si può consigliare di consumare sono i primi due.

Gli ultimi olii subiscono processi chimici come la sbiancamento e la deodorazione, comunque sono da anni adoperati nell'industria alimentare, non hanno una buona fama in particolare olio di cocco idrogenato, si può trovare in diversi prodotti alimentari industriali come le merendine, inoltre questi ultimi vengono utilizzati anche per le fritture.
Dagli anni '70 gli si guarda con diffidenza, su tutti pesa la percentuale alta d'acidi grassi saturi, che possono contribuire ad aumentare il colesterolo cattivo e di conseguenza esporre ad un maggiore rischio cardiovascolare.

Bisogna dire che le autorità sanitarie pubbliche invitano i consumatori a diffidare degli olii tropicali.


Da dove nasce questa nuova attenzione all'olio di cocco?

L'interesse dell'olio di noce di cocco inizia dalla pubblicazione di uno studio sulla rivista American Journal of Nutrition, dove su un campione di popolazione in Asia di 350.00 persone per 25 anni non mostrava alcun legame tra il consumo d'olio di noce di cocco vergine o spremuto a freddo, i valori di colesterolo e pertanto il rischio di malattie cardiovascolari.

Queste perchè secondo i ricercatori è vero che l'olio di noce di cocco è costituito dal 100% acidi grassi, di cui più 85% sono acidi grassi saturi e il 65%  è acido laurico denominati trigliceridi a catena media o acidi grassi a catena media, che il nostro corpo secondo i ricercatori utilizza diversamente dagli acidi grassi a lunga catena

Però molte di queste ricerche del rapporto positivo tra il consumo d'olio di noce di cocco, valori di colesterolo e rischio malattie cardiovascolari sono fatte in isole del Pacifico, dove esiste uno stile di vita e un modello alimentare completamente diverso dai paesi occidentali, dove la dieta e costituita praticamente da pesce e frutta e verdura.

I valori di colesterolo alto non dipendono solo dall'alimentazione ci sono delle particolari condizioni metaboliche che lo possono favorire, il calcolo del rischio cardiovascolare ha più parametri che non il solo colesterolo.
Post correlato: Si può fare scendere il colesterolo? . 


Le ricerche pubblicate sull'olio di noce di cocco riferite dai media:

Dal 2010 in poi le ricerche medico scientifiche sull'olio di noce di cocco si sono moltiplicate e sbizzarite, come in tutte le strategie di marketing per lanciare un prodotto e conferirgli aspetti che possono riguardare la salute:

Olio di noce di cocco vergine o pressato a freddo ( negli animali e non sull'uomo), aumenta la tollerabilità al glucosio e migliora la sensibilità all'insulina.

Olio di noce di cocco, la sostituzione del'olio di soia con olio di cocco ha permesso di ha permesso di ridurre un lieve calo di peso per le donne con obesità addominale e a dieta ipocalorica dopo i 50 anni.

Non poteva mancare una ricerca dell'Alzhemier uso dell'olio di cocco protegge i neuroni della corteggia celebrale (si ma nei topi, studi sull'uomo ancora non ci sono).

Secondo altri olio di noce di cocco è un potente attibatterico che distrugge batteri, virus e quant'altro come lo Staphylococcus aureus e Candida albicans!

Secondo me lo studio più interessante è quello che olio di cocco contribuisce a proteggere la pelle e i capelli, se spalmato bene dai raggi ultraviolenti, una sorta di crema solare naturale.

Mentre pare, da voci di corridoio, che stiano lavorando per verificare se l'olio di noce di cocco può risolvere l'annoso problema delle doppie punte, mi hanno fatto capire che su quest'ultima ricerca possiamo essere più che tranquilli.


Olio di cocco e la dieta chetogenica

Sempre secondo alcuni ricercatori che la medicina ufficiale non riconosce, esprimono un parere positivo sull'uso dell'olio di cocco in coloro che seguono o che devono seguire un regime alimentare chetogenico.

In soggetti che hanno problemi d'epilessia ma alcuni ricercatori alternativi estendono la dieta chetogenica anche a coloro che soffrono d'emicrania, morbo di Alzheimer, di Parkinson, Sclerosi Multipla, Diabete, Cancro.

Negli ultimi anni la dieta chetogenica viene seguita da molti personaggi che praticano un attività sportiva, pare che olio di cocco si integri perfettamente con questo regime dietetico, che prevede più proteine e più grassi e meno glucidi.


Olio di cocco fa dimagrire?

La vera ragione della ricerca dell'olio di noce di cocco è che secondo alcuni ricercatori gli olii ricchi di acidi grassi a catena media come l'olio di cocco possono aiutare più facilmente a perdere peso e grasso perchè sono più difficili d'accumulare e più facili da bruciare, di questa risposta non c'è consenso unanime a livello scientifico.

Secondo alcuni ricercatori nel fegato questi grassi vengono metabolizzati subito e danno energia immediata da spendere subito, ma se sei un atleta è un ottima cosa se sei un impiegato e stai otto ore seduto un po' meno.

Secondo altri ricercatori questo effetto dura solo qualche giorno, poi il corpo si abitua e utilizza l'olio di noce di cocco come gli altri olii. (tenere presente che oli di noce di cocco ha uno o due calorie meno rispetto ad altri olii, un risparmio poco evidente su 2000 calorie al giorno).


Preferisco essere fuori dal coro, che dire cose che non condivido, non esistono olii che fanno dimagrire, il problema è un altro, l'obesità è una patologia complessa, l'aumento di peso è dato dalle differenza tra le calorie introdotte e calorie consumate, più calorie si introducono e meno calorie si consumano e più si ingrassa.

Sempre di più i studi mostrano che i soggetti assistiti reagiscono agli stessi alimenti in modi molto diversi, aggiungendo un ulteriore complessità, pertanto è meglio cercare una dieta personalizzata studiata su misura da un professionista della salute che seguire consigli generali sugli alimenti da mangiare o da evitare.

Quello che fa in realtà la differenza tra persone normopeso e persone obese è l'attività fisica o meglio uno stile di vita attivo più che la scelta di un grasso vegetale aggiunto.

Per le persone obese e in sovrappeso non è solo importante preferire grassi vegetali rispetto a grassi animali ma ridurne l'apporto, trovo molto "simpatico" quando vedo le persone contare i cucchiai d'olio d'oliva, e non quelli della panna montata che si mangiano, non c'è olio nella panna montata direte voi  No, olio no ma grassi si, 100% grassi del latte.

Più del 50% dei grassi che assumiamo sono inclusi nei prodotti che comunemente mangiamo sono che non percepiamo come tali, pertanto leggere le etichette e verificare la qualità degli ingredienti e il contenuto dei grassi.

Non è pensabile sostituire tutti i grassi della nostra alimentazione con olio di noce di cocco. Quale tipo di grasso aggiunto andrebbe a sostituire olio di noce di cocco spremuto a freddo? Quello che aggiungiamo a tavola? L'olio extra vergine d'oliva? La vedo difficile perchè ha la consistenza del burro diffiicile da utilizzare a freddo.


L'olio di noce di cocco, non contiene proteine, zero carboidrati, zero sali minerali, zero vitamine, è grasso puro con un po' vitamina E, mi dispiace se parliamo di olio aggiunto io preferisco la "ricchezza" dell'olio extra vergine d'oliva  con solo il 14% di grassi saturi.

Non è vero che utilizzo sono olio extra vergine d'oliva,
l'ho detto per estremizzare, personalmente utilizzo più olii in cucina, perchè ritengo che sia importante variare oltre che per il mio gusto anche per la mia salute gli olii vegetali, mi piace adoperare a crudo, oltre che l'olio extra vergine d'oliva, l'olio di noce, olio di colza e olio di lino, come mi piace un giro d'olio di zucca su una zuppa, mi piace aggiungere in una crema inglese un cucchiaio dell'olio di mandorle dolci grigliate.

Non escludo che magari qualche volta posso anche per una buona padellata di gamberi saltati nel wok utilizzare dell'olio di cocco spremuto a freddo, perchè no? Anche se il prezzo di 6.90 per 200g , cioe 34,5 al kg, mi un po' raffredda le intenzioni.

In definitiva posso usarlo se voglio aggiungere un sapore esotico alla tavola ma tutto qui, non per perdere peso.


Olio di fico

Ma se proprio volete un alternativa, se volete essere originali e sorprendere gli amici in cucina, vi regalo una dritta: olio di fico, (ho scritto fico al maschile, in realtà bisognerebbe scrivere olio di semi di fico).

Vegetale è vegetale, il fico c'era già nel paleolitico (quelli della dieta paleodieta non possono dire nulla), la cultura mediterranea è fichi , olive e uva, la Turchia è più vicina dell'Isola di Tonga nel Pacifico.

L'ho trovato in Fiera all'Anuga, a Ottobre lo produce un azienda turca la Oneva, contiene secondo Università dell'Egeo in Turchia (40% Omega-3, 30% Omega-6 e 17% Omega-9, Vitamina D e Potassio), mi piace per il nome, non fa dimagrire ma la faccia dei commensali quando dico ho condito insalata con olio di fico è impagabile. 

In sintesi: c'è una forte pressione mediatica sull'olio di noce di cocco, quando si parla di benefici dell'effetto del consumo dell'olio di noce di cocco (se le ricerche saranno confermate), si parla di olio di noce di cocco vergine o spremuto a freddo, non di tutto olio di cocco, per esempio quello contenuto in alcuni prodotti industriali alimentari non lo è.

Se si vuole aggiungere un tocco esotico alla nostra cucina, ogni tanto perchè no? Un po' di olio di noce di cocco vergine o spremuto a freddo,

Se invece si vuole diminuire i livelli di colesterolo e si vuole perdere peso è meglio affidarsi a un professionista della salute che potrà fare uno schema alimentare personalizzato in base al proprio stile di vita, piuttosto che seguire indicazioni parziali e generiche su questo o quell'alimento.

Ricordate la grande differenza tra persona normopeso e persona obesa è l'attività fisica, il movimento, lo stile di vita attivo, proprio recentemente è stato valutato che fare 5 volte alla settimana trenta minuti d'attività fisica, equivale a fornire i stessi benefici di salute che comporta l'abbandono del vizio del fumo. 

21 commenti:

  1. Tutte cose molte interessanti, che ignoravo. Non ho mai visto in giro l'olio di noce di cocco e tantomeno quello di fico. Mi incuriosisce capire che sapore hanno. Condivido tutto quello che hai scritto. In famiglia siamo tre sorelle e l'unica normopeso sono io. Il segreto? Mangio meno, preferendo vegetali e carni bianche, meno carboidrati, senza farne a meno e mi muovo molto di più di loro. Direi che sono la prova vivente di quello che hai scritto. Bentornato Gunther, mi mancavano i tuoi articoli

    RispondiElimina
  2. bellissimo post, come sempre. Comprai la prima volta olio di cocco vergine in thailandia molti anni fa... addirittura in farmacia :)Mi fece un gran bene: basta capelli crespi! :D
    Alessia - Myiummy.it

    RispondiElimina
  3. ahahah quella signora mi ricorda una mia zia.. è allo stesso livello di quoziente intellettivo...papaya..si ricordo vagamente (ora è di voga l'ananas.. le farmacie ed erboristerie hanno cartelloni grandi quanto un uomo per reclamizzare ogni sorta di pillola drenante e dimagrante.. ma sarà poi vero? mah, così come il pompelmo ed i cranberry per la cistite.. siccome io ne so qualcosa.. posso dire con assoluta certezza che non funzionano, magari riescono a debellare un pochino la carica batterica a fronte di aumentare l'infiammazione, che genera un'altra serie di problematiche concatenate,e a tal proposito io in Svizzera a parte il formaggio compravo un vaccino immunostimolante proprio per e.coli che in Italia per ragioni economiche-politiche delle case farmaceutiche, non viene venduto) ma tornando in tema.. qui si trova facilmente farina di cocco, latte di cocco (me ne hanno regalato una lattina marca Alce nero dovrò farne qualcosa prima o poi), vedo molte blogger usare l'olio. Io detesto le mode culinarie, detesto tutte le mode. Abbiamo ottimo burro, ottimo olio, che bisogno c'è! lasciamo i prodotti del territorio sul territorio, usiamo i nostri, facciamo girare sta cavolo di economia ferma nel nostro paese invece di rifocillare tasche altrui. E quando si va all'estero mangiamo, di contro, i loro prodotti non cerchiamo gli spaghetti al pomodoro pachino o limoncello di Amalfi! e per tutto il resto non credo (quasi) più a niente, tutte ste ricerche e dettami.. i protocolli cambiano continuamente, quello che gli scienziati dicono faccia bene oggi, domani lo demonizzano. Mi fido solo ed esclusivamente se uno studio (UNO non tremila) venga fatto personalmente da qualcuno competente di mia fiducia :-) credo nei rimedi della nonna, credo molto di più in fattori di interessi economici e politici (persino i medici ti rifilano integratori, che poi, guarda caso, se riescono a prescriverne un tot a fine anno si ritrovano col cadeau della casa produttrice sulla loro scrivania! o viaggi premio ecc) scusa se ho allargato il discorso ..

    RispondiElimina
  4. Io sono una tradizionalista e diffido dei prodotti "miracolosi" per il peso.

    RispondiElimina
  5. Tutto marketing, sicuramente!
    Comunque ancora non avevo sentito parlare dell'olio di cocco e tanto meno di quello di fico.
    Post interessante.
    Ciao e buon anno.

    RispondiElimina
  6. Non l'ho ancora visto in commercio questo olio..... Mi piacerebbe provarlo in cucina...

    RispondiElimina
  7. non conosco questi oli e nè tanto meno avrò mai la voglia di provarli. Io sono dell'avviso che bisogna mangiare poco, ma bene, prediligendo cibi sani e nutrienti. Ti ringrazio per il post, buona serata.

    RispondiElimina
  8. Come sempre, vale il caro vecchio detto "cum grano salis"...
    ...ma vallo a spiegare a quelli del marketing ;-)

    RispondiElimina
  9. Olio di fico e di zucca non li avevo mai sentiti nominare. Imvece l olio di cocco lo uso come impacco per i capelli . Grazie per le informazioni.

    RispondiElimina
  10. Non ho mai visto ne mangiato l'olio di cocco, ma immagino sia molto costoso, perciò mi attengo al olio extravergine d'oliva e provo ad avere uno stile di vita e di alimentazione regolare. Comunque le tue informazioni sono molto utili !

    RispondiElimina
  11. molto interessante questo post, non sapevo niente di questo olio di cocco.
    Sono d'accordo nel consumare oli diversi nella dieta... quello di fico poi non l'ho mai sentito.^_^ buon we ciaooooo

    RispondiElimina
  12. interessante il tuo articolo, io avevo letto tanti articolo sull'olio di cocco poco tempo fa, volevo utilizzarlo e capire perchè veniva demonizzato, fase che mi è sembrata ampiamente superata. Da lì ad usarlo tutti i giorni il passo mi sembra eccessivo, anche io amo l'olio evo per la nostra cucina. Detto ciò l'olio di cocco vergine è assolutamente spettacolare nella preparazione di dolci vegan, ho provato a sostituirlo con olio di oliva, di semi, di rsio....sostitutivi alla soia ma non c'è niente da fare, il risultato dell'olio di cocco non lo ottieni con niente altro
    unn saluto e buon week end

    RispondiElimina
  13. io l'olio di cocco l'ho usato solo qualche volta per provare l'effetto sulla pasta frolla dato che non utilizzo il burro, ma non mi piace per il sapore che lascia, anche se ho letto che esiste anche un olio di cocco insapore, però mai visto fino ad ora. Detto ciò, ingredienti "esotici" o particolari sono da utilizzare se c'è un valido motivo e sempre con consapevolezza. Ma la consapevolezza non si costruisce ascoltando i messaggi di marketing in tv o chissà dove. Stessa cosa per la quinoa, sono d'accordo con te, è interessante come alimento, ogni tanto la si può anche usare, ma abbiamo tanti prodotti italiani ottimi sostituti di pasta ecc ecc. Ma si sa,molti trovano interessanti solo le cose che sembrano arrivare da chissà dove. Ma ognuno deve pensare e ragionare con la propria testa, siamo bersagliati da messaggi sbagliati e anche pericolosi e l'unico modo per salvarsi è informarsi. E devo dire che qui da te leggo sempre approfondimenti molto interessanti. Grazie Gunther, buona serata. A presto

    RispondiElimina
  14. ciao Gunther è sempre un piacere leggerti, riassumendo meglio meglio una passeggiata a passo sostenuto che 100 gr di olio di cocco..... Incredibile l'olio di fico, l'uomo ha una curiosità e una voglia di sperimentare incredibile.... ciao !!!

    RispondiElimina
  15. Ciao Gunther, molto interessante il tuo articolo e ricco di informazioni. Non pensavo che esistesse l'olio di semi di fico. Io sono abbastanza tradizionalista e portata a diffidare dei prodotti esotici, probabilmente sbaglio anche così, perchè anche i pregiudizi sono un errore, ma ogni volta che leggo su prodotti alimentari made in.. paesi extraeuropei evito di acquistare. Ma penso che anche questo sia uno sbaglio. Grazie e ciao!

    RispondiElimina
  16. Grazie per le interessanti informazioni, non conoscevo questi tipi di oli. Ho la fortuna di produrre il mio olio d'oliva evo e non penso di cambiarlo con altri! Buona giornata, ciao!

    RispondiElimina
  17. Che facesse bene ai capelli era già noto negli anni 70 dove spopolavano shampi e balsami al cocco ahahahah!
    Se poi fossi un topo, probabilmente mi interesserebbe l'effetto anti invecchiamento
    cerebrale
    Quanto allo sterminio dei virus da parte dell'olio di cocco nutro seri dubbi.
    Ora che l'olio di palma è stato tanto demonizzato, si cercano alternative e anche dai pacchetti di prodotti industriali cominciano ad apparire scritte come: Senza olio di palma, con olio di cocco, di colza, di soia, di riso...di scarpe vecchie? no?
    Io sono tradizionalista e continuo ad usare olio d'oliva per condire, di arachidi per friggere e del buon burro per i dolci.
    Grazie per i tuoi articoli sempre molto esaustivi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. la pensiamo allo stesso modo, mi hai fatto morire dal ridere

      Elimina
  18. Sei troppo fico!!! L'olio di fico, ma dai!
    Preferisco anch'io rimanere nei paraggi con i gusti, malgrado la curiosità mi porti ad assaggiare di tutto un po', torno sempre alla tradizione. Qui si trova anche l'olio di nocciola, siamo in piemonte...

    RispondiElimina
  19. ah, sì, Eli mi ha fatto ricordare i solari degli anni '80: densa crema al cocco, "profumatissima". Quanto mi piaceva e quanto mi farebbe senso ora!

    RispondiElimina

Commenti anonimi e privi d'indentità verranno rimossi.
Commenti con pubblicità e link commerciali saranno rimossi