mercoledì 13 novembre 2013

Quali sono i fattori chiave dell'Obesità infantile? (il lungo, il corto e il pacioccone)

Alessandra S.: Secondo te quali sono i fattori che più incidono nello sviluppo dell'Obesità in età pediatrica?

Che domanda seria e diretta, l'obesità in età pediatrica è un argomento apparentemente semplice perché abbiamo una letteratura medico scientifica piuttosto ricca, anzi se posso permettermi un termine, più che ricca direi grassa, dove tutti si auto qualificano esperti, esternano sotto lauti compensi e in modo insistente  quelli che non hanno figli.

Io penso che i bambini sono lo specchio della nostra società in cui viviamo, da una parte c'è una forte pressione sociale che ci vuole tutti belli e magri e dall'altra consumatori d'alimenti 24 ore su 24.

Sufficiente guardare le pubblicità dei prodotti alimentari destinati ai bambini e agli adulti per notare di come queste influenzano i nostri comportamenti stimolando direttamente o indirettamente a mangiare costantemente di più.

L'eta pediatrica è un arco di tempo lungo, che attraversa diverse fasi di crescita, che va dalla nascita al'età adulta, io penso che l'adolescenza meriti un capitolo a parte.

Il bambino rispetto all'adulto non ha coscienza del sè e del suo peso, spesso sono gli altri bambini che gli  fanno notare prendendolo in giro il suo peso eccessivo. Un problema in cui prende confidenza ma senza avere una reale coscienza che questo può diventare un problema di salute d'adulto, si guarda il problema dal fatto che predispone ad avere minori rapporti sociali, meno amici.



La canzoncina "il lungo, il corto e il pacioccone" offre l'idea di come il peso viene visto dai bambini come una caratteristica fisica alla pari dell'altezza, degli occhi chiari o dei capelli scuri, invece ai bambini bisogna insegnare che se il colore degli occhi non si può cambiare quello del peso invece si può modificare.

I fattori chiave dell'obesità in età pediatrica

La percentuale di bambini obesi o in sovrappeso in Italia è del 30,9%  dai 5 ai 17 anni, negli USA 35,9 nel Regno unito 26,6.*

L'Obesità è una malattia multifattoriale che coinvolge fattori : genetici , perinatali, ambientali e psicologici, per la mia esperienza personale, posso indicare quelli che sono i fattori che possono influire di più, rispetto ad altri sull'Obesità infantile, oltre all'educazione:

- L'obesità dei genitori o il sovrappeso
- Diabete gestionale nella madre durante la gravidanza
- Malnutrizione perinatale (potrebbe essere origine di un obesità di tipo epigenetico)** 
- Il peso alla nascita troppo basso o troppo alto
- Fare parte di una famiglia economicamente in difficoltà
- Un educazione alimentare troppo rigida oppure troppo permissiva
- Non dormire sufficientemente (un bambino in norma dorme circa 10 ore)
- Disturbi dell'umore, disturbi delle sfera emotiva, tristezza o anche depressione


Dal pediatra al centro multidisciplinare

L'evoluzione della crescita e del peso in un bambino non è costante, varia  a seconda dell'età e del sesso, un buon pediatria in genere pesa il bambini  a intervalli regolari, o per lo meno a seconda delle visite, ogni 3 o 4 mesi o comunque più spesso se riconosce di essere di fronte a un bambino con più fattori a rischio al fine di fornire volta per volta consigli sull'alimentazione e la gestione del peso.

Questo perché un bambino obeso si trasforma spesso in un adulto obeso con un indice di probabilità del 75 %, all'interno di un quadro di prevenzione è bene pesare il bambino periodicamente , spesso sono sufficienti piccoli interventi per fare modificare i comportamenti poco corretti in un età dove è ancora possibile intervenire, più diventano grandi d'età più è difficile intervenire.

Uno dei metodi rilevazione è l'Indice di Massa Corporea (BMI) in sintesi il rapporto peso e altezza, quando questo cresce il pediatra può intervenire correggendo un errore alimentare senza stressare la famiglia, in mancanza di risultati invece deve valutare se è il caso di inviare il bambino a un centro multi disciplinare o un professionista specializzato.


L'approccio multidisciplinare

La gestione di bambini e ragazzi obesi richiede attenzione e necessita di  team con un approccio multidisciplinare personalizzato, basato principalmente su cambiamenti delle modalità dell'alimentazione, portando il bambino graduatamente verso comportamenti alimentari più corretti, come la ripartizione dei pasti durante l'arco della giornata e un apporto corretto di frutta e verdura.

Più che ridurre l'apporto calorico o il volume del pasto, da fare sembrare una privazione, ci sono diverse strategie possibili, si può provare a ridurre la densità energetica del pasto, oppure per contrastare l'abitudini ai spuntini dopo pranzo e dopo cena si può optare per un alimentazione a basso indice glicemico, oppure si possono scegliere degli alimenti con un maggiore indice di sazietà, è possibile inoltre valutare se è possibile aumentare leggermente l'apporto proteico per il suo effetto saziante.

Il movimento fisico è si importante, può aiutare ma non può risolvere da solo il problema dell'Obesità infantile.


Obesità parentale

La mia esperienza con bambini difficili mi ha posto spesso di essere di fronte a un problema di Obesità parentale che coinvolge tutta la famiglia, è un obesità più subdola più nascosta nel senso che fanno poco ricorso alla visite periodiche dal medico, non percepiscono il problema per il livello socio culturale, precarietà economica, precarietà familiare, precarietà affettiva, precarietà psicologica , la cura dell'Obesità rappresenta un lusso che non possono permettersi.

In questa senso la scuola ha un ruolo strategico proprio perchè il bambino è presente tutti i giorni, l'indirizzamento di un centro pubblico specializzato con un team multidisciplinare offre la possibilità d'intervenire sia sul bambino che sulla famiglia.


Obesità come conseguenza di un disagio fisico e psicocologico

Ci sono casi in cui l'obesità è strettamente correlato alla famiglia, non come abbiamo visto precedentemente ma come la conseguenza di un disturbo affettivo o dell'umore, ma anche lo stesso sovrappeso e obesità portano a disturbi dell'umore e/o a sintomi depressivi.
La separazione dei genitori o la perdita di uno di essi, la carenza di sonno, i maltrattamenti, la violenza sono tutte situazioni che posso influenzare l'umore e lo psicologia del bambino e che possono tradursi in bisogno di mangiare come un bisogno di sicurezza.
Questi sono i casi che prestano di più la massima attenzione e delicatezza dove un supporto di un nutrizionista unito a un supporto psicologico può aiutare il bambino ad avere maggiore stima di sè e superare i traumi.


Sintesi: l'obesità in età pediatrica è una condizione che va evitata attraverso l'individuazione dei fattori di rischio, il controllo periodico dei soggetti con fattori di rischio riconosciuti, un ruolo particolare spetta alla famiglia come educazione, al pediatra come atto medico e alla scuola per sensibilizzare i ragazzi e rinforzare i messaggi che vengono dalla famiglia e dalla società
Muoversi di più aiuta nel corso del tempo ad avere un maggiore controllo sul peso ma non è in grado di risolvere tutte le problematiche legate all' Obesità infantile.

19 commenti:

  1. Bellissimo ed interessantissimo post Gunther...bisognerebbe sensibilizzare di più i genitori su questo tema, secondo me troppi non danno tanta importanza al peso dei loro figli...la prossima settimana qui a Treviso ci sarà una conferenza su questo tema del Prof. Ongaro, proprio sull'obesità infantile, ci andrò di sicuro.
    Grazie, come sempre bravo. Un abbraccio, Roberta

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    1. mi spiace non conosco nessun
      Prof. Ongaro specializzato in obesità infantile
      in quale Università è presente?
      con quale Cattedra?

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  2. Mi associo a Roberta: bello e interessante. Si sente la tua delicatezza e cura nei confronti dei bambini, ti dirò che mi sono emozionata a leggere questo post.
    saluti Su

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  3. Un post molto interessante. Sono senz'altro molti i fattori dai quali dipende l'obesità dei bimbi, ma al primo posto c'è senz'altro l'alimentazione, è questa deve essere curata con molta attenzione dai genitori. Buona serata Daniela.

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  4. Purtroppo è vero al primo posto c'è l'alimentazione,interessante post come sempre

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  5. mi ripeto ....i tuoi post sono sempre interessantissimi !!!!

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  6. I genitori devono insegnare ai propri figli le regole del vivere sano... su questo credo di aver fatto un buon lavoro. Ho una figlia di 11 anni divoratrice di verdura :), il mio orgoglio (non solo perché mangia frutta e verdura)!!!! Certo, risulta più facile e veloce consumare cibi pronti, spesso anche di scadente qualità, a rimetterci però è la nostra salute.
    Un abbraccio e grazie!!!

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  7. Grazie, interessante veramente , su argomenti come questi è sempre bene soffermarsi e fare delle riflessioni...

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  8. Un sentito grazie anche ai fast food tipo il Mac (x nn fare nomi!) ;) sempre pronti a mettere le sorpresine dei cartoni animati per attirare il target delle famigliole con i bambini. Sarebbe bello, Gunther, analizzare anche questo tema di come le aziende attirino i bambini verso certi cibi "porcheria" con varie strategie di marketing!:)
    I genitori comunque devono seguire bene l'alimentazione dei figli, così le manterranno anche quando saranno più grandi.

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  9. è una delle poche cose che ho letto dove qualcuno va a vedere più in là dell'alimentazione

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  10. la mia Alice è giusta, non un colosso ma perfettamente nelle curve, spesso amiche e conoscenti la vedono "magra".. dovrei forse rimpinzarla?! Forse sono gli altri un po più grassottelli m viene da pensare...

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  11. Come sempre i tuoi post sono molto interessanti! Penso che bisogna educare i nostri figli ad una sana alimentazione sin da piccoli, anche se il più delle volte vengono attratti dalla pubblicità di molti alimenti "spazzatura"! Buona serata...

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  12. i like to go to the market. many things to see and buy. how's the weather? i think now is the best time to visit.

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  13. Ottimo approfondimento dove esce chiaro il ruolo cruciale di genitori e scuola. Non vorrei, ora, fare il bigotto bacchettone (non appartiene al mio essere) ma quantomeno regolamentare in maniera più stringente la quantità/qualità della pubblicità del junk-food rivolto ai bambini e adolescenti secondo me è un'altra attività cruciale che il garante della concorrenza e del mercato deve prendersi in seno. Quanta tv guardano i nostri bambini? Quanto tempo sono al pc? Quanto sono tartassati da merendine all'ultimo grido intrise di olio di palma e ipercaloriche? Anche questa istituzione dovrebbe avere un ruolo. Che ne pensi?

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  14. Interessante ed attuale questo argomento! Come genitori abbiamo il compito di educare i figli anche dal punto di vista alimentare, servirà a fare scelte corrette e responsabili a tutela della salute e dell'ambiente...cibi sani, stagionali e vicini!

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  15. Hai trattato un argomento molto interessante....purtroppo l obesità infantile dilaga..... Sono passati i tempi in cui mia mamma piangeva ad ogni visita pediatrica quando le dicevano che ero "sotto peso" ....probabilmente i parametri degli anni 70 erano si diversi, ma io onestamente non avevo tempo di prendere un etto....sempre fuori a giocare, due sport minimo garantiti: nuoto, ginnasti, bici, sci.

    Ti consiglio di trattare ancora questo argomento. Interessa davvero molto!!

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  16. Grazie per il post interessantissimo!!!

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  17. Viviamo in un periodaccio purtroppo questa generazione pagherà amare conseguenze. La crisi economica ci porta a scelte obbligate: le famiglie hanno bisogno di soldi per andare avanti e quindi bisogna lavorare in due, la conseguenza è che i figli rimangono soli, incontrollabili o con nonni troppo permissivi, davanti alla tv o al computer; soldi per mandarli a praticare uno sport non ci sono; soldi per comprare cibi sani nemmeno...adottare un'alimentazione sana costa! Incide molto su un badget mensile. Vuoi mettere mangiare pasta, patate o pane insomma riempirsi il + possibile per evitare carne, pesce o verdure di stagione in quantità...i nostri figli non solo ci rimetteranno a livello economico ma anche in quello salutare.

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