venerdì 17 dicembre 2010

La bulimia visiva : pensare e vedere ciò che si vuole mangiare diminuisce l'appetito?

Pensare a ciò che si vuole mangiare ha un effetto saziante, sono queste le conclusioni a cui giunge uno studio , dal mio punto di vista molto discutibile, condotto da un gruppo di psicologi americani che ha ottenuto la pubblicazione recentemente su Science.

I ricercatori della Carnegie Mellon University in Pennsylvania, hanno chiesto a 25 studenti di immaginare di mangiare 30 caramelle al cioccolato ed altri 25 di pensare al rumore di una lavatrice, dopo venivano offerte caramelle al cioccolato , il 50 % dei membri del primo gruppo ne mangiava meno rispetto al secondo gruppo. Lo stesso esperimento è stato condotto sul formaggio, con risultati simili. Conclusione immaginare di mangiare colpisce l’appetito e fa mangiare meno!





Il ricercatore Carey, che ha condotto lo studio in una intervista dice "crediamo che i nostri risultati clamorosi possono essere utilizzati per sviluppare terapie comportamentali per l'obesità, ma potrebbe aiutare a gestire la dipendenza da alcool, droga e sigarette". Io fossi in te carissimo Carey andrei un po’ più cauto oppure come si dice al mio paese volerei un po' più basso.

Perché se seguiamo il pensiero contorto dello studio possiamo risolvere il problema della fame nel mondo facendo vedere immagini di cibo? Ovviamente NO! Un esperimento condotto su 50 soggetti per di più propri studenti è molto limitativo e con qualche vizio di forma! Un conto è offrire qualcosa a qualcuno che è sazio un conto è offrirlo a qualcuno che invece ha i crampi della fame, pur tuttavia riconoscendo che una soddisfazione momentanea potrebbe essere possibile ma quanto tempo può durare?

Secondo me invece nella società di oggi abbiamo il problema opposto, c’è quella che io ho definito Bulimia visiva, non passa momento che in televisione si parli di cibo dal telegiornale alle previsioni del tempo, edicola piena di riviste di cucina, ma anche quelle non di cucina si dilungano su argomenti che hanno il cibo come protagonista , blog e siti internet nascono come funghi (anche io do il mio piccolo contributo), in libreria è il reparto più pieno e più visitato , canali televisivi a tema, chef con telecamere in cucina che ad ogni giro di frittata pretendono l'applauso.

Nonostante questo overflow questa sovraesposizione dovremmo sentirci più sazi anzi più esausti eppure il numero dei casi di obesità sono in aumento come i disturbi del comportamento alimentare, forse il problema è un altro, riguarda il piacere di fare qualcosa con le proprie mani e nello stesso tempo soddisfare uno dei nostri cinque sensi e sopratutto non è detto che questo sia un problema. Vedere o pensare al il cibo non è detto che ridimensioni l’appetito anzi fino ad adesso conduce in alcuni soggetti a uno stimolo continuo a consumare cibo 24 ore su 24.

Lo dico perchè di questi tempi non vorrei mai che qualcuno mi apra un ristorante terapeutico visivo immaginativo dove il menù me lo devo sognare, ma immaginare di mangiare un aragosta mi costerà come immaginare di mangiare un nasello? E il conto? Quello mi sà che lo dovrò pagare cash !! Pensando a questo studio mi è venuta in mente la scena del film di Stanlio e Ollio dove facevano finta di mangiare a tavola ospiti in una casa di matti.

19 commenti:

  1. Caro Gunther,
    ho fatto la prova...
    ho immaginato i cannelloni di carne con il sugo di ragù, per circa 10 minuti...
    il risultato è stato il seguente: una fame terribile che prima non avevo e l'impulso di volerli preparare immediatamente.
    Mi ha fatto desistere solo il fatto che fuori la temperatura è -3° e non avevo nessuna voglia di uscire a fare la spesa.
    Da ciò si deduce che come cura per l'obesità sarebbe meglio far immaginare di uscire a fare la spesa al polo nord piuttosto che immaginare tutte le cose buone che vorresti mangiare.
    Questo è il mio contributo al test.
    Un abbraccio
    Anna

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  2. La risposta è NO! Un no imperativo, non dubitativo, comprovato da un'esperienza più che quarantennale, immaginare il cibo non sazia un accidenti, anzi alimenta l'esigenza di trovare soddisfazione!
    Soddisfazione che spesso si concentra su alimenti non sani, primo perchè un piatto di broccoli difficilmente è un'esigenza, secondo perchè quando non hai sotto mano "l'oggetto del desiderio" consumi quello che la tua mano è in grado di raggiungere....direi un percorso deleterio.
    Ma chi sono questi soloni, giuro che fra i miei desideri c'è conoscere chi si occupa di sondaggi e statistiche....avrei qualcosa da dirgli....e non a tavola!

    Un saluto, Fabi

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  3. 50 soggetti! e pubblica le conclusioni! se dovessi saziarmi con la fantasia e con tutte le foto magnifiche che vedo sui tanti blog di cucina dovrei essere un grissino e invece, a furia di "assaggiare" e provare i miei dolcetti sono davvero ingrassata... ma non ne parliamo prima di Natale...

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  4. non ho fatto ricerche, ma mi sono osservata...se penso ad un cibo mi viene fame, se guardo la foto di più...
    mi è capitato di sognare di mangiare e allora il sogno ha a vuto un effetto più appagante...nel sogno la mente era così libera che davvero ero arrivata al gusto e mi sembrava vero...
    ma quello che posso dire è che è importante avere quella giusta distanza emotiva dal cibo....iniziarlo a gustare dal profumo, dal colore, dalla presentazione...anche dal posto in cui ti trovi...allora a volte si può scoprire che di ciò che eccede non ne hai bisogno...ma è appagante anche solo vederlo..
    su di me devo lavorare parecchio, il peso culturale della mia famiglia a riguardo non era leggero e piano imparo. Ma con mia figlia fin dal primo giorno ho provato e ci sono quasi riuscita...non confonde la fame con altro..
    è difficile da spiegare, spero di esserci riuscita un pochino
    grazie per questa riflessione :)

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  5. Con me non funziona... ahimé... e si vede! ;)

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  6. Bellissimo post, ahahaha il ristorante terapeutico sarebbe un vero incubo!!! :-DDD

    Direi anche io al caro Carey di volare basso, anzi praticamente rasoterra.
    E' vero che talvolta, in periodi di "dieta forzata", leggere riviste o piccoli libri di cucina, effettivamente può aiutare (i blog invece fanno venire una fame porca!) perché da un lato questo tipo di lettura offre la sensazione di poterti ri-organizzare di nuovo quando potrai mangiare normalmente, facendoti sentire in fase "lavori in corso", dall'altro aiuta perché in un certo senso compensa almeno in parte una certa mancanza.
    Lo stesso non si può dire quando parliamo di obesità, e ancor peggio di dipendenze da
    alcool, droga e sigarette.

    L'obesità può avere diverse origini, e la dipendenza da cibo è prettamente psicologica.
    Inoltre, essere obesi non significa necessariamente essere dipendenti dal cibo.
    C'è chi è obeso e mangia in maniera corretta, nonostante ciò non dimagrisce, perché i problemi sono di tipo endocrino, etc.

    Le altre dipendenze citate invece (che a loro volta dipendono dal nucleus accumbens, una "chiocciolina" indicativamente sita dove normalmente siamo soliti indicare il "terzo occhio") nascono come dipendenze psicologiche per poi trasformarsi in vere e proprie dipendenze fisiche.

    Anche togliere un alimento dall'alimentazione può dare problemi simili alla "disintossicazione" da altre sostanze, e ti può far stare male per un certo periodo di tempo, ma è una cosa decisamente diversa, perché non ti ritrovi in circolo delle sostanze che richiedono una nuova dose per farti star meglio, non ti ritrovi a dover giocare coi recettori e con dover trovare il modo di ricomporre un puzzle di cui si possono essere persi i pezzi.

    A mio parere funzionerebbe invece il metodo inverso, ovvero trattare i dipendenti dal cibo come una dipendenza non troppo diversa da quella da alcool, droga e sigarette.
    Benché vi siano grosse differenze di base, la "rieducazione" potrebbe essere invece un punto in comune.
    Ma sto divagando :-.)

    Concludendo: mi pare un po' azzardato poter immaginare di gestire un problema del genere solo con le immagini, e per coerenza, vado a vedermi il video di Stanlio e Ollio che è meglio :P

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  7. se ti dovessi dire, ogni tanto mi sembra che i ricercatori americani adottin uno stile di ricerca veramente fantasioso!!!! nOI POI, TRA IL PENSARE A QUALE PIATTO SCEGLIERE, l'immaginare come presentarlo e come fotografarlo e l'immaginare come inserirlo all'interno del post, dovremmo essere delle super acciughe allampanate!!!! e invece, aimè, no! Però è stato interessante leggere il tuo post e divertente vedere il filmato: sei stato bravissimo!! Buona giornata
    Dani

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  8. Come si suole dire la classe non è acqua, gli hai dato dello stupido, ma in modo fantastico la scena del film è la risposta migliore!

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  9. Post come sempre interassantissimo e egregiamente discusso!
    Non sono d'accordo però che l'immagine del cibo crei sazietà, piuttosto secondo me un valido aiuto è il creare con le mani, manipolare, tipo dipingere, cucire, fare dei piccoli e simpatici lavoretti con la creta, ma anche cucinare. L'abbinamento cucina e canto secondo me è l'alleato più grande! Spesso quando preparo mi viene una fame indescrivibile perchè i sensi sono concentrati sul profumo, su ciò che sta cuocendo e che si è preparato con amore... allora in quel momento la fame mi passa... cantando! Metto su il mio cd preferito e canto! La mente si concentra su qualcos'altro che pareggia il piacere cibo!
    E questo mi è servito moltissimo per perdere qualche chiletto di troppo.

    Poi quest'estate ho letto un'articolo sul ruolo che gli antociani hanno sull'obesità! In pratica recenti studi hanno dimostrato che i cibi colorati di rosso, blu (mirtilli, arance rosse, pomodori, melanzane ecc)stimolano il meabolismo!
    Ogni tanto cerco in rete se ci sono delle novità su questo studio, ma ancora nulla di che!


    Un abbracio
    Sonia

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  10. Anche io nutro seri dubbi sulla validità dell'esperimento, tuttavia in tempi di crisi economica non ci resta che abituarci a sognare le cose...

    Magari per il cibo è presto, ma io ho già imparato a sognare una casa, un lavoro e una famiglia...

    :-)

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  11. Non sono d'accordo, come tanti.Immaginare di mangiare tante cose buone invece di saziare secondo me stimola l'appetito di più! Forse finiremo ad immaginare di mangiare, ma non x l'obesità ma x come sta andando il mondo !Buone feste

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  12. Tranne sporadici periodi fra l'altro molto limitati, non mi lascio mai condizionare da nulla.
    Obesa da dopo le maternità, ho sempre fatto il possibile per restare in riga.
    Ho un blog-archivio che serve forse soltanto a me per ricordare i cibi che gradiscono in famiglia, però non mi lascio mai condizionare da ciò che vedo su altri blog.ì o giornali o TV.
    Sono senz'altro sicura che come me ci sono tante altre persone che si trovano in queste condizioni.
    Buone Feste
    Mandi

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  13. Perchè le prove non le fanno con me con il cioccolato fondente...allora si che azzererei la statastica fino a farmi crepare il fegato!! :PP aahahahahahah
    Scherzi a parte ottimo post come sempre ed esemplare contributo di Muscaria :)))
    Grazie come sempre Gunther per il sapore equilibrato di certe considerazioni...cosa rara oggi, molto rara ;)

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  14. se ci andamo noi a fare i test del cioccolato veniva uan ricerca da premio nobel!
    Visto che commentatori che ho, sono unico blog che i commentatori più bravi del blogger

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  15. Per 50 soggetti che "confermerebbero" lo studio ce ne sarebbero milioni che lo smentiscono! Se penso intensamente a qualcosa che mi piace 9,9 volte su 10 il risultato è solo l'istinto irrefrenabile di prepararlo o andare a comprarlo. Altro che sazietà, la fame se prima era poca poi come minimo triplica. Nel mio piccolo, ho l'impressione che questo dottor Carey abbia perso la bussola e sbagliato rotta!
    Buone feste, a presto

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  16. anch'io ho fatto la prova ho immaginato di mangiare 10 cookies...li ho fatti perché ne avevo una grande voglia ed anche se ne ho manigiai solo tre l'impulso sarebbe stato irrefrenibile se non avessi avuto i figli che volevano dividerli con me...no non ci credo tutto dipende da diversi fattori e di certo la fame del mondo non la risolviamo cosi'... sono assolutamente daccordo con le tue deduzioni.

    un'abbraccio!

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  17. una parola a favore del test la voglio spendere, perchè è una cosa che mi capita tutti gli anni specie a natale, l'eccesso di cibo visto e reclamizzato mi conduce ad un progressivo rifiuto di pranzi e cenoni. E' vero che già di mio non sono una gran mangiatrice, ma devo confessare che tutta questa visione forzata di cibo "festivo" mi provoca una reazione negativa: durante le feste mangio ancora menso del solito. Ma credo che sia legato anche ad altri fattori tipo l'eccessivo consumismo delle feste.
    Per il resto concordo che la normale visione di cibo in un momento di fame aumenta il mio appetito, non lo diminuisce affatto.

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  18. confermo aumenta aumenta l'appetito non è come le promesse di weekend a Parigi di mio marito, che promette promette che oramai mi sembra di esserci già stata tante volte, mentre non mi sono mai mossa di qui, quando torni da queste parti? un saluto e auguri

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  19. Excellent point and I often wonder (am amazed) at the people who manage to siphon millions of dollars for these (totally) pointless "studies".

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