sabato 28 aprile 2018

Gli alimenti ricchi di zucchero possono essere considerati una droga?

Sandra C. (Cremona): gli alimenti ricchi di zucchero possono essere considerati una droga?

C'è un acceso dibattito su questo argomento, uno dei contributi più interessanti è quello del pediatra e endocrinologo americano Robert Lustig, nel libro "the Hunting of the American Mind", non solo considera che le persone possono diventare dipendenti dallo zucchero, ma aggiunge che la società Occidentale è in ostaggio del piacere, in particolare della dopamina.

Vi starete chiedendo cosa c'entra la Dopamina con gli alimenti ricchi di zucchero?

Comunemente si è leciti pensare che la felicità sia data dall'accumulazione del numero delle sensazioni di piacere, che possono derivare da più comportamenti, qualcuno ricercato qualcun'altro indotto dalla società senza una reale consapevolezza.

Robert Lustig avverte della difficoltà sul piano medico scientifico della dimostrazione che i cibi o comunque gli alimenti ricchi di zucchero possono sviluppare una dipendenza.

Tuttavia è innegabile che per molti soggetti la ricerca del piacere è precursore del raggiungimento della felicità in sintesi si è portati a pensare che più si accumula sensazioni di piacere più si potrà essere felici.


Il piacere e la felicità sono la stessa cosa?

Secondo il mio modesto parere sono due cose differenti il piacere è un appagamento fisico, un appagamento viscerale, un appagamento individuale, può essere anche intellettuale a volte estetico mentre la felicità è una condizione di gioia e soddisfazione, qualcosa di più spirituale.

Sarà capitato a tutti guardare qualche tempo fa lo spot dove la Felicità era portata a tavola dalla mamma con la bottiglia di Coca Cola, tramite le comunicazione le aziende ci hanno confuso facendoci pensare che la felicità passa attraverso il consumo di un prodotto o l'acquisto di un servizio.

Non c'è solo Coca cola, un altro esempio e Happy Meal di Mcdonald, una consuetudine associare il cibo alla felicità, talmente banale che tutti bar non fanno l'aperitivo ma propongono l'Happy Hour (le ore felici, che a quelli della mia generazione fa pensare ad altro).


La ricerca del piacere può diventare un comportamento ossessivo e si arriva facilmente in quello che noi possiamo chiamare dipendenza come alcol, cocaina, nicotina negli ultimi anni il concetto di dipendenza si è ampliato e ha inglobato altri comportamenti che possono fornire del piacere immediato ed ossessivo come il gioco d'azzardo, videogiochi, il sesso, shopping, i social.

L'aspetto più interessante è che le sensazioni di piacere e buon umore sono in realtà nel nostro cervello dipendenti da due neurotrasmettitori : la dopamina e la serotonina, la prima per il piacere immediato la seconda per il buon umore.

Entrambi hanno collegamenti con la sfera dell'appetito ma la dopomina secondo i ricercatori con il tempo si è evoluta (forse troppo sollecitata) e ha avuto il sopravvento rispetto alla serotonina, cosi l'insorgere di un desiderio continuo di piacere, ci ha reso incapaci di provare contentezza (buon umore o felicità) e dipendenti dal piacere.


Lo zucchero come agisce ? Come crea dipendenza?

Il gusto è uno dei cinque sensi, il gusto dolce è il gusto che per primo viene riconosciuto da un bambino, una stimolazione sensoriale che viene avvertita prima ancora dell'indigestione, grazie ai  ricettori presenti nella lingua che si connettono con i neuroni dopaminergici, attivando il circuito della ricompensa (il bisogno di ripetere l'esperienza).

C'è poi un altro livello quando lo zucchero entra nel sangue, si attiva una seconda volta il circuito dei neuroni dopaminergici della ricompensa tramite l'ipotalamo.

Si innesca cosi un meccanismo di richiesta di gusto dolce continua, tutto questo non basta per definirlo una dipendenza.

Secondo i criteri dell'Associazione Americana di Psichiatria si può parlare di dipendenza quando c'è un intenzione, un forte desiderio associato a una volontà di limitare un consumo di un qualcosa senza poterci riuscire.

Nel caso dello zucchero è molto difficile dimostrare la dipendenza, perchè alla base non c'è il desiderio di limitarlo, non c'è consapevolezza dell'introduzione della quantità giornaliera e della frequenza.


Più facilmente si preferisce parlare di disturbo del comportamento alimentare piuttosto che di dipendenza da una sostanza o da un alimento. 

C'è da parte dei ricercatori la consapevolezza fornita anche dai dati epidemiologici dell'eccessivo consumo di zucchero legato al possibile sviluppo di patologie come l'obesità, il diabete, il tumore.

In effetti il problema sono i consumi nel 1850 il consumo di zucchero era di 5 kg a persona in un anno, negli Usa oggi sono 60 kg ,in Europa non si raggiungono questi livelli ma siamo in alcuni paesi come Germania, Regno Unito e Francia sui 40-35 kg a persona all'anno.

Lo scorso anno OMS ha invitato a limitare il consumo di zucchero a meno del 10% della quantità d'energia giornaliera che assumiamo dai cibi durante il giorno, questo poco si coniuga con l'apertura di gelaterie e pasticcerie in ogni angolo della città.


Da quali alimenti provengono gli zuccheri?

Più che dai dolci, la relazione più nota e studiata è quella con le bevande zuccherata, dalle bevande tipo cola, aranciate, succhi di frutta. Più che su un alimento particolare volevo sottolineare l'incremento della domanda dei prodotti con zucchero, un piacere del gusto che dalla frequenta settimanale è passato a una consumo frequente durante tutto il giorno.

Quello che mi fa riflettere non è la domanda individuale ma la domanda collettiva di ricerca di soddisfazione, più volte in questo blog abbiamo indagato su quelle che potevano essere le cause come lo stress, la solitudine o forse molto più semplicemente il bisogno di gratificarsi immediato, il piacere facile e disponibile da ottenere n qualsiasi momento della giornata.

Per contro bisognerebbe chiedersi perchè le persone sono cosi insoddisfatte? Cos'è che conduce a questo continuo bisogno di gratificazione? Se l'effetto è l'eccessivo consumo di zucchero, qual'è la causa?


Sintesi

Non si può parlare di vera e propria droga o di una vera e propria dipendenza, più facile parlare di un disturbo del comportamento alimentare. 

Sviluppare una dipendenza da zucchero è molto più facile di quello che può sembrare, mi rivolgo ai bambini e adolescenti, sono molto importanti le abitudini alimentari in famiglia.

Sovente vedo utilizzare alimenti con zucchero per calmare pianti e capricci, credo sia importante non sollecitare troppo il sistema della ricompensa così precocemente.

Quello che mi lascia perplesso nella società odierna è il bisogno di gratificazione continua, che si rivolge prettamente al consumo del cibo e dagli alimenti ricchi di zucchero.

C'è un attenzione nei confronti del cibo sproporzionata, ci sono tanti piaceri nella vita è che bisogna coltivarli e richiedono più impegno dell'acquisto di un bignè o di un cioccolatino. 



sabato 21 aprile 2018

Ecce Cracco ecce Bartolini, ecce caffè a 0,50 euro

Ho deciso di mettere insieme più notizie che sono arrivate sul mio tavolo negli ultimi giorni, una notizia da sola non vuole dire nulla ma se invece le mettiamo insieme possono esprimere il mood, l'umore del momento.


Ecce Cracco

L'altra sera è andato in onda sul canale nove "Cracco confidential" ho voluto seguirlo per curiosità, solo che dopo dieci minuti non ne potevo più, quant' è bravo Cracco, quant' è intelligente Cracco, quant' è fenomenale Cracco. Un'apoteosi d'auto complimenti ad un certo punto mi sono detto piangere per piangere cambio canale e guardo chi l'ha visto !

Se si ritiene di fare una trasmissione per spiegare il nuovo ristorante di Milano, si rivela una debolezza, vuole dire che l'iniziativa non è stata compresa.

Non si va nel Ristorante per mangiare Cracco ma per mangiare un buon pasto realizzato con arte della cucina. C'è un'eccessiva pressione sul suo nome, il protagonista del ristornate non è lo chef ma il cliente e in questo caso il rapporto è decisamente sproporzionato. 

Essere uno chef televisivo rischia d'aumentare di molto le aspettative, personalmente ho visitato solo il bar del nuovo locale e non ho tratto sensazioni positive, anche l'ambiente così artefatto è  respingente.

Ultimamente ha aperto il dehors,  nello spazio davanti al bar ha messo i tavolini, ma se tutti i negozi e i bar aprono un dehors la gente in galleria dove passa? Ho compreso che basta pagare che il Comune di Milano acconsente a tutto (ha fatto mettere palme e banani in piazza Duomo), però i passanti possono zigzagare tra i dehors della Galleria per farsi strada?

Il target a cui il ristorante si rivolge è una clientela d'élite, nei giorni d'apertura si è parlato molto della re visitazione della pizza margherita, un piatto molto popolare. Il target che va a mangiare da Cracco si aspetta altro che una rivisitazione della pizza margherita, più adatta a un marchio di pizza come Sorbillo che a un ristorante raffinato.

C'è nella comunicazione di Cracco  dal mio punto di vista della confusione, da una parte si crea un ristorante rivolto a una clientela d'elite, dall'altra si cerca la popolarità facile, posso affermare che forse non è consigliato bene?


Ecce Bartolini

La notizia della chiusura del Ristorante di Bartolini da Fico è rimbalzata su tutti i giornali, Su Fico ho un'impressione molto negativa, ma non l'ho mai voluta esprimere pubblicamente. Si tratta però di un segnale, la gestione sostiene che in Fico ci molti ristoranti di qualità e qualcuno non regge il confronto, per chi non lo sapesse Enrico Bartolini, ha tre ristoranti e quattro stelle michelin in totale.

Una ristorazione secondo me differente dalla media del Fico non ha trovato un suo spazio, presumibilmente Bartolini non ha saputo adattarsi al pubblico del Fico o viceversa, il pubblico non è sempre uguale dappertutto, Venezia, Bergamo e Milano sono piazze differenti con differenti clienti, chi frequenta i ristoranti di Bartolini non è lo stesso pubblico che frequenta Fico.




Ecce caffè a 0,50 centesimi


Molti hanno contestato il post su Iginio Massari e sul costo di 55 euro al kg i dolci, costa perché è in piazza Duomo! Che vuole dire? Non è sulla Piazza del Duomo, ma in via Beltrami angolo Piazza Diaz, vicino il Duomo ma non in Piazza Duomo, se proprio vogliamo essere pignoli e per 55 euro al kg lo siamo.

L'aspetto divertente che Autogrill che è pochi metri da quando c'è Massari ha aumentato i prezzi di brioches e dolci, quello che una volta pagavi un euro o due ora lo paghi quatro euro.

Perchè nel commercio la concorrenza è fondamentale e in questo momento a Milano in prossimità della piazza Diaz a lato del Duomo c'era un solo bar oggi ce ne sono ben dieci in pochi metri, cosi si è scatenata la concorrenza ecco arrivare il caffè a 0,50 centesimi, si chiama il caffè del mio bar, in via Gonzaga, l'ho provato e non ha nulla da invidiare ad altri caffè in zona che fanno pagare il caffè' 1,20 e 1,30 più del doppio.

Un iniziativa che mi piace, che fa capire che in un libero mercato c'è la concorrenza non devi solo guardarti allo specchio ma sapere che il pubblico ha una grande offerta.



Sintesi

Questi tre esempi ci mostrano che è importante avere in mente per delle iniziative imprenditoriali  qual'è il target di riferimento, cioè quel gruppo di persone a cui ci rivolgiamo, non ci si può rivolgere a tutti indistintamente, chi va ad acquistare il panzerotto da Luini non è lo stesso target che frequenta un ristorante stellato in galleria.

A volte gli chef sono troppo concentrati su se stessi e il proprio lavoro che dimenticano che c'è una concorrenza che è anche molto agguerrita.

Finalmente il caffè a 0,50 centesimi è solo indice della forte concorrenza che si sta verificando a livello commerciale nel centro di Milano, se prima in un via c'era un bar oggi ce ne sono dieci, deve  ancora aprire Starbucks che presumibilmente cannabilizzerà molte attività commerciali.

Ma i milanesi si bevono tutto questo caffè? Non gli farà male? C'è chi vede in tutto questo un successo della città, si vede che la felicità a Milano si misura in caffeina va a sapere! 

Esprimo un giudizio fuori dal coro, io vedo più dei sogni i cui risvegli potrebbero essere degli incubi, tante nuove aperture ma tante chiusure dopo poco tempo, che fanno sorgere più di una perplessità.