giovedì 6 giugno 2013

Si può guarire dal diabete? Nuove terapie nutrizionali all'orizzonte?


Domanda di Clara M, 18 anni: si può guarire dal diabete?

Quando si parla di diabete bisogna distinguere se si parla di diabete di tipo 1 o diabete di tipo 2, nel caso del diabete di tipo 1 non c'è guarigione come noi comunemente la possiamo intendere, c'è la possibilità di trapianto del pancreas ma un eventualità che viene valutata con molta attenzione da parte dei medici in quanto necessita una cura antirigetto per tutto il resto della vita.

Il diabete di tipo 1 è più d'origine genetica secondo le ultime ricerche mentre il diabete di tipo 2 è una malattia multifattoriale dove si uniscono fattori genetici e fattori ambientali, negli ultimi anni sembra avere influito molto l'eccesso di peso, un significativo dimagrimento, un nuovo stile di vita un maggiore esercizio fisico può portare a una guarigione momentanea o un chiaro miglioramento generale. 
Per questo gruppo di persone a rischio diviene molto importante un programma di prevenzione mirata, ma informazione e programmi della sanità su questo argomento latitano e rimangono solo tante belle parole.

Ci sono on line diverse teorie su come guarire dal diabete, prestate attenzione sono esperienze personali che possono essere valide per alcuni soggetti ma sono molto difficili da valutare in un contesto più generale.

Un papà dice che...
Come papà se mi posso permettere visto che sei molto giovane hai la stessa età di una delle mie figlie, è che oggi il diabete è una malattia  non complicata, non impedisce alcuna attività lavorativa o di svago con il quale si può imparare a convivere  ci sono perfino atleti diabetici che hanno partecipato alle olimpiadi, nulla può essere impedito a un diabetico in termine di possibilità, con una buona gestione di se stessi.

Bisogna sapere accettare la malattia in questo modo si riesce più facilmente a conviverci, i controlli, la misurazione della glicemia, l'attenzione alla dieta, la visite dal medico, il muoversi un po', non bere troppe bevande alcoliche,  fanno parte si della malattia ma molti di queste cosa fanno parte della routine di tutti, non è solo un problema di diabete.

Convivere con una patologia anche se a volte può essere molto faticoso gestirla all'inizio è possibile e non è un cosa impossibile, si può fare Clara, la differenza nella vita non sta nelle cose che capitano ma come queste si affrontano.

Nuovi studi indicano nuove prospettive nel trattamento nutrizionale?
Anche per molti professionisti della salute, il diabete è una malattia cronica incurabile che deve essere trattata con i farmaci e alcune regole alimentari come la limitazione dei grassi ma nuovi studi stanno percorrendo altre strade con l'obiettivo di rendere il diabete meno invalidante con un buon stile di vità e una dieta personalizzata.

"Casualmente" (non è vero non ci credete, ma lo devo scrivere) di passaggio al 5 ° Congresso sul prediabete e la sindrome metabolica dal 18-20 aprile 2013 in Vienna è stato presentato uno studio con un approccio diverso nella terapia del diabete di tipo 2

In dettaglio perchè lo studio non è on line su 32 pazienti, suddivisi in due gruppi, con un BMI di 34, senza segni di malattie cardiache pregresse, si sono impegnati in una dieta ipocalorica con due ore di esercizio aerobico quotidiano. 16 persone hanno seguito per 21 giorni una dieta a basso contenuto di carboidrati (25% carboidrati, grassi 45%, 30% di proteine) e altre 16 persone una dieta a basso contenuto di grassi (55% di carboidrati, grassi 25%, 20% di proteine) come viene spesso indicato ai pazienti diabetici, entrambe le diete con lo stesso numero di calorie.

Si è potuto osservare che coloro che avevano seguito una dieta a basso contenuto di carboidrati è stata accompagnata da livelli più regolari d' insulina, è diminuito il valore di glucosio nel sangue dopo i pasti, dei i trigliceridi e della pressione sanguigna. Inoltre ha migliorato la funzione diastolica del ventricolo sinistro, un marker di salute del cuore così in questo modo i pazienti diabetici sono stati in grado di ridurre i loro farmaci.

Si è potuto osservare invece che coloro che hanno seguito la dieta a basso contenuto di grassi ha apportato una simile perdita di peso e la riduzione della circonferenza vita, ma alcun miglioramento degli altri parametri.


Un bene stimolare la discussione sulle terapie nutrizionali del diabete
Quello però che è interessante è questo nuovo studio è il tentativo di mettere in discussione le terapie nutrizionali tradizionali, la necessità di una dieta ipocalorica ha portato spesso ad una riduzione della percentuale dei grassi ed aumento della percentuale dei carboidrati , lo studio tedesco esprime alcune cose nuove ma anche altre già note che vedono nel poco movimento fisico e nel consumo eccessivo di zuccheri e d' amidi sono tra le principali cause del eccesso di peso e del diabete di tipo 2.

Tuttavia personalmente non ho molta simpatia per le diete con eccesso di proteine, lo studio è durato solo tre settimane pertanto bisogna vedere nel lungo periodo che tipo di risultati queste indicazioni dietetiche potranno dare e non potrebbe condurre ad altre complicanze
Raccomando fare queste terapie sono su stretto controllo medico, come in altri casi le diete devono essere personalizzate sulla persona in base alle condizioni fisiche personali, devono tenere conto del movimento fisico, come le due ore d'esercizio fisico aerobico dello studio tedesco, personalmente vedo in una prospettiva positiva la possibilità di valutare una dieta con carboidrati ma quelli con indice glicemico basso.

Riferimenti
von Bibra H, Wulf G, Pfützner A, Schumm-Draeger PM.  A low glycemic/insulinemic diet improves diastolic cardiac function and metabolic syndrome more than the traditional low-fat diet in overweight patients with type 2 diabete.

martedì 4 giugno 2013

Blogger del Nutella Day e Ferrero, quando la comunicazione scivola su una crema spalmabile

Più persone mi hanno scritto e chiesto d' esprimere un parere in merito alla vicenda della Blogger che aveva ideato il Nutella Day e della Ferrero che prima con una note legale chiede di rimuovere dal blog il lavoro che aveva fatto sul Nutella day, poi dopo le critiche dei media, fa marcia indietro sostenendo che era una procedura standard a tutela del marchio ed erano orgogliosi di una fan così (ci dobbiamo credere?)

Non conosco la vicenda nei dettagli, la blogger non è una mia lettrice, conosco la vicenda per come l'hanno raccontata i giornali, il sito sembra più un sito internet di una professionista che un blog, ma comunque non si chiama l'uffico legale per una procedura standard ma fa lo stesso la frittata oramai è fatta, il problema riguarda il rapporto che le aziende hanno con i blogger e con internet.

Va anche detto che nonostante io comprendo la passione per il prodotto l'uso del nome avrebbe dovuto chiedere un autorizzazione per uso del marchio, visto che il nome del sito è nutelladay, è come se io apro un sito e lo chiamo Tortellini al prosciutto Giovanni Rana day, va anche detto che uno fa il Nutella day e Ferrero se ne accorgere ora dopo anni? Mentre la blogger lavorava on line per il marchio mossa dalla "sola" passione per la Nutella, la comunicazione di Ferrero cosa faceva?

Ricordate le via delle comunicazione sono strane e nulla nasce mai per caso.

Ferrero il Top Spender della pubblicità solo sulla Tv? 
Devo dire che sono diversi anni che non comprendo la comunicazione di Ferrero che con un prodotto amatissimo sembra che cerchi di fare di tutto per fare una brutta impressione, un caso che definirei più unico che raro nel settore della comunicazione permettersi certe "originalità" sono un lusso che molte aziende non possono permettersi, con molto meno ci si gioca la reputazione e si perdono milioni di euro.

Ferrero è un azienda che spende molto, è considerato un top spender del settore della comunicazione, con il proprio budget della comunicazione di molti milioni di euro all'anno forse anche di più, si impegna ad acquistare tutti i spazi pubblicitari possibili pagando pagine sulle riviste anche 25.000 euro, spot in televisione da 80.000 euro che oggi fatti e domani dimenticati.

Quello che più preoccupa è l'assoluto volontà di non dialogare con i propri consumatori li baypassa consentitemi il termine martellandoli di publicità devo dire non sempre di buon gusto. La comunicazione necessita di due referenti ma non può essere un dialogo se uno parla e l'altro solo ascolta.

Aziende, internet e blogger
Il problema riguarda la considerazione che le aziende hanno nei confronti dei blogger, ci sono ancora aziende che oggi fanno finta che Internet non ci sia che sia un gioco un divertimento per bambini, ricordo un vecchio film anni 60 dove una famiglia nobile decaduta diceva "io faccio finta che Napoleone non sia mai esistito così mi sento meglio". 

Internet è il primo media a cui si rivolgono i consumatori ma è sovente l'ultimo del budget della pubblicità e della comunicazione, gli investimenti on line delle aziende in particolare modo in Italia è uno dei più bassi di tutti gli altri paesi europei, un dato che rileva di come le aziende e le agenzie di comunicazione sono nel settore on line piuttosto indietro non tanto rispetto ai paesi europei che sarebbe il meno ma alla comunicazione dei loro consumatori.

La responsabilità è anche del settore internet dove agenzie on line compiacenti spammano il web di falsi blog, siti internet delle aziende copia e incolla con falsi moderatori e contenuti privi di qualsiasi valore tanto che perfino i libri delle scuole elementari in confronto sembrano dei nobel della letteratura.
Facendo credere alle aziende delle cose false in riguardo alla promozione on line, quindi aziende anche truffate da agenzie internet che falsificano il numero di utenti e di pagine viste, facendoli credere di relazionarsi con blog amatissimi creati dalle stesse agenzie ma che non conosce nessuno.
Per non parlare di quelle che pensano a inviarti un salame per parlare bene di loro in eterno, avete capito sicuramente la fine che farei fare io a loro e al loro salame...

Sintesi: quello che salta all'occhio e che non percepisco da utente una strategia di comunicazione on line di Ferrero, ma in generale della maggior parte delle grandi aziende, hanno siti internet istituzionali o dei prodotti, sono dei siti vetrina autorefenziali fatti per essere letti da chi se li è scritti, visto invece il successo della blogger con la capacità di sapere coinvolgere meglio gli utenti. 
Nei social media avere tanti mi piace non è difficile se hai un prodotto amatissimo come Nutella ma non basta bisogna sviluppare una relazione con i consumatori un dialogo costante, continuo e sincero, ma se non ti interessa comunicare con i tuoi consumatori oppure non sai cosa dire piuttosto che dire stupidagini è meglio tacere.

Un invito anche ad acquistare meno pagine di pubblicità e spot televisivi ma a investire on line, piuttosto date i soldi di una pagina di pubblicità a un blogger (VERO) e vedrete che risultati (sono un po' di parte, lo so ).

Piccola precisazione tra blogger e pubblicità
Io non sono contrario alla pubblicità, mi auguro che più aziende investano on line, ma intendevo dire come per esempio ho visto in Germania che un azienda ha deciso di sponsorizzare 4 blogger, queste vengono pagate per continuare a fare i loro blog hanno la solo pubblicità dell'azienda, la trovo un ottima idea.
Per quanto riguarda gli altri blog è sufficiente dichiarare che il post è un pubbliredazionale in modo che si comprenda che è pubblicità si comprende lo stesso ma scriverlo sarebbe più trasparente.
Mi piacerebbe anche un maggiore coerenza tra sponsor e blogger, se per esempio ti dichiari vegetariana, vegana la pubblicità di un prodotto con la carne non è molto credibile, trovare un equilibrio tra quanto si dice  e si afferma e la pubblicità